Roma. All’Accademia di San Luca presentazione del libro “Carlo Marchionni. I Taccuini Torlonia” (Electa) a cura di Mario Bevilacqua e Maria Celeste Cola, che raccoglie per la prima volta la riproduzione completa dei tre taccuini, comprensiva degli apparati storici e critici redatti da Elisa Debenedetti, recentemente scomparsa, cui la Fondazione Torlonia dedica l’opera

Copertina del libro “Carlo Marchionni. I Taccuini Torlonia” a cura di Mario Bevilacqua e Maria Celeste Cola, con gli apparati di Elisa Debenedetti

Il 3 febbraio 2026 esce in libreria per Electa il libro “Carlo Marchionni. I Taccuini Torlonia” a cura di Mario Bevilacqua e Maria Celeste Cola, che raccoglie per la prima volta la riproduzione completa dei tre taccuini, comprensiva degli apparati storici e critici redatti da Elisa Debenedetti, recentemente scomparsa, tra le massime studiose dell’opera di Marchionni e di Villa Albani Torlonia. E proprio a Elisa Debenedetti la Fondazione Torlonia ha voluto dedicare la pubblicazione, riconoscendone il contributo fondamentale alla conoscenza del Settecento romano, affidando la revisione editoriale a Mario Bevilacqua e Maria Celeste Cola. Il libro viene presentato lunedì 26 gennaio 2026, alle 18, all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. La pubblicazione di Carlo Marchionni. I Taccuini Torlonia si inserisce nel più ampio percorso di studio, conservazione e apertura al pubblico che la Fondazione Torlonia porta avanti nel solco del mandato del suo fondatore, Alessandro Torlonia, che mira a rendere accessibili, attraverso ricerche rigorose e strumenti critici aggiornati, le testimonianze che documentano la storia conservativa e intellettuale delle proprie raccolte. Electa ha pubblicato I marmi Torlonia. Collezionare capolavori (2020), e Villa Albani Torlonia. Architetture Collezioni Giardino (2022).

Roma. Per il Giorno della Memoria il museo nazionale Romano propone un pomeriggio di studi “Le Leggi Razziali e gli effetti sulla cultura italiana. Alda Levi alle Terme di Diocleziano”, su Alda Levi prima donna archeologa a divenire funzionaria di una Soprintendenza

Il 26 gennaio 2026 in occasione del Giorno della Memoria, il museo nazionale Romano ospita, alle 16.30, alle Terme di Diocleziano il pomeriggio di studi “Le Leggi Razziali e gli effetti sulla cultura italiana. Alda Levi alle Terme di Diocleziano”. Prima donna archeologa a divenire funzionaria di una Soprintendenza, nel 1915, Alda Levi, moglie di Vittorio Spinazzola, già soprintendente agli Scavi e ai Musei di Napoli, durante l’occupazione nazista si trasferì sotto falsa identità a Roma; qui fu soccorsa da Salvatore Aurigemma, dirigente della Soprintendenza di Roma che la nascose presso il Museo delle Terme di Diocleziano e poi presso un istituto religioso. Morì a Roma, nel 1950. Prenotazione al link: https://www.eventbrite.it/…/le-leggi-razziali-e-gli…. Il pomeriggio di studi si svolge in sinergia con le iniziative curate per il Giorno della Memoria dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nell’ambito del progetto “Pagina della Memoria. Pietra d’inciampo per la scienza e la cultura”. Intervengono Aldo Winkler, responsabile del Laboratorio di Paleomagnetismo dell’INGV e coordinatore del progetto “Pagina della memoria”; Anna Ceresa Mori, già funzionaria della soprintendenza Archeologica della Lombardia, responsabile della tutela della città di Milano e direttrice dell’Antiquarium “Alda Levi”, di cui ha curato l’intitolazione alla studiosa e l’allestimento; Antonella Ferraro, funzionaria archeologa del museo nazionale Romano e responsabile dell’Archivio storico del Museo che, con la presentazione dei documenti di archivio, unirà idealmente Alda Levi, Vittorio Spinazzola e Salvatore Aurigemma.

 

Padova. All’Orto Botanico il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, a 100 anni dall’acquisizione da parte dell’università di Padova dell’intera collezione con reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. Ecco il programma

Al teatro Botanico all’Orto botanico di Padova, lunedì 26 gennaio 2026, dalle 9.30 alle 18, il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, organizzato da Centro di Ateneo per i Musei, dipartimento dei Beni culturali, dipartimento di Geoscienze, dipartimento di Biologia, museo della Natura e dell’Uomo, museo di Scienze archeologiche e d’Arte. La partecipazione è gratuita, previa registrazione al form di prenotazione. Il convegno è dedicato a Eugenio Neumann (1847-1928), commerciante triestino, che nel corso della sua vita raccolse una straordinaria collezione con decine di migliaia di beni. In contatto anche con antiquari toscani, collezionisti francesi, studiosi tedeschi e di altri ambiti internazionali, partecipò in prima persona a numerose indagini nelle grotte del Carso, raccogliendo presso la sua abitazione di Trieste molti reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. A cento anni dall’acquisizione dell’intera collezione da parte dell’università di Padova, avvenuta nel 1925, il convegno intende riportare l’attenzione sulle diverse anime di questa raccolta, confluita poi nei vari musei scientifici ora riuniti nel museo della Natura e dell’Uomo e anche nel museo di Scienze Archeologiche e d’Arte. Agli interventi del convegno seguono due visite guidate: al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano, e alle collezioni di Antropologia e di Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.

PROGRAMMA. Teatro Botanico Orto Botanico, 9.30-13: saluti dei direttori dei seguenti Dipartimenti: Beni Culturali; Biologia e Geoscienze; e del presidente del CAM. Interventi: Menegazzi A. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Cercando Neumann nel Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte: dall’acquisizione del 1925 all’identificazione delle serie archeologiche”; Molinari S. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Nalesso D. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “La riscoperta della mineralogia di Neumann: collezione di mineralizzazioni rare e georisorse di difficile identificazione”; Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Tasca G. (museo civico “Federico De Rocco” di San Vito al Tagliamento, Pordenone), Carrara N. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nelle collezioni di Antropologia del MNU: tra reperti, carte e cartoni”; Pizzato F.A. (dipartimento Culture e Civiltà, università di Verona e IAUB – Institut d’Arqueologia de la Universitat de Barcelona), “La preistoria dal salotto all’università: Eugenio Neumann e la cultura materiale della scienza dilettante del suo tempo”; Cupitò M. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Il ripostiglio di “Trieste – Corso Greinitz” al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università di Padova: un’acquisizione Neumann?”; Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Faresin E. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Mantovani V. (Independent Researcher), Mazzocchin S. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Eugenio Neumann al Museo del Liviano: studio multidisciplinare di due reperti di età romana”; Moser S. (Institute of Mediterranean and Oriental Cultures, Polish Academy of Sciences, Varsavia), “Non solo Padova: reperti dalle collezioni Neumann nei Musei Civici di Trieste”; Vinazza M. (dipartimento di Archeologia, università di Lubiana), Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), “Le ramificazioni della storia delle ricerche. Il territorio di Škocjan (San Canziano del Timavo, Slovenia orientale) dalle ricerche Neumann ad oggi”; 13-14.30, pausa pranzo libera. Pomeriggio, 14.30-16, Arbulla D. (funzionario direttivo, conservatore del museo civico di Storia naturale di Trieste), “Caverna Pocala: un secolo di scavi, collezioni e scoperte da Neumann ad oggi”; Fornasiero M. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Del Favero L. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nella collezione paleontologica del MNU tra dubbi e certezze”; discussione e dibattito. Dalle 16 alle 18, visite guidate al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte e alle collezioni di Antropologia, Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.

 

Con archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale a Roma: dopo i tesori dalla tomba di Yuya e Tuya, sempre nelle sale 2-5 dedicate alla “Vita dopo la morte”, troviamo i tesori dalla tomba di Psusennes I (XXI dinastia), scoperta da Pierre Montet nel 1940 a Tanis, nel Delta del Nilo

Cavigliera in oro lapislazzuli e corniola dalla Tomba di Psesunnes (XXI dinastia), conservata al museo del Cairo (foto graziano tavan)

Dopo le sale dedicate ai i tesori trovati all’interno della tomba di Yuya e Tuya (KV 46), scoperta nella Valle dei Re a Tebe Ovest il 5 febbraio 1905, la visita proposta da archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni”, aperta alle Scuderie del Quirinale a Roma fino al 3 maggio 2026, con una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal museo Egizio del Cairo e dal museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro Paese, continua, sempre nella sezione “La vita dopo la morte” che occupa le sale 2-5, con gli spazi dedicati ai tesori provenienti dalla tomba di Psusennes I (NRT III), scoperta da Pierre Montet nel 1940 a Tanis, nel Delta del Nilo, capitale dell’Egitto nel Terzo Periodo Intermedio (XXI-XXII dinastia).

Sale 2-5. La vita dopo la morte: Psusennes I. Psusennes I (ca 1047 – 1001 a.C.) governò l’Egitto per circa 47 anni. Il suo regno, uno dei più potenti e più lunghi della XXI dinastia, coincide con il Terzo Periodo Intermedio, epoca in cui il Paese, diviso, fu conteso tra due poteri principali: i re guerrieri del Nord e i potenti sacerdoti di Amon nel Sud, che controllavano l’antica capitale religiosa di Tebe. Nonostante questa frammentazione politica, la fama di Psusennes I fu uguagliata da pochi altri faraoni, come dimostra la sua tomba reale a Tanis, ritrovata intatta e colma dei suoi tesori, di quelli della sua famiglia e dei suoi successori sepolti con lui. Alcuni di questi tesori, conservati al museo del Cairo, sono presenti nella mostra “Tesori dei Faraoni”. Uno di questi, il grande collare in oro lapislazzuli e corniola, l’abbiamo incontrato nella prima sala dedicata a “Egitto, terra dell’oro” (vedi Con archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale a Roma: ecco i capolavori della Sala 1, “Egitto, terra dell’oro” | archeologiavocidalpassato).

Copridita in oro della mummia di Psesunnes dalla tomba del faraone (XXI dinastia), conservata al museo del Cairo (foto graziano tavan)

Al centro della sala troneggia la vetrina con la copertura della mummia di Psusennes in oro e argento e, in un angolo, i copridita in oro della mummia di Psusennes. Su un lato della sala, invece, troviamo un vaso in oro di Psusennes ed Henuttaui, la madre del faraone; e un versatoio in oro. Sempre di Psusennes sono esposti un bracciale in oro, lapislazzuli e vetro; un altro in oro; e una cavigliera in oro, lapislazzuli e corniola.

Pendente-pettorale di Amenemope, in oro , lapislazzuli, feldspato e vetro, dalla tomba di Amenemope, conservato al museo del Cairo (foto graziano tavan)

Al figlio Amenemope, suo successore, appartiene invece il pendente pettorale in oro, lapislazzuli, feldspato e vetro. E a collana in oro e lapislazzuli è del faraone Osorkon II (XXII dinastia), che visse un secolo e mezzo dopo Psusennes.

(continua – 3)

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale nuovo percorso tematico in concomitanza con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: “In armonia con l’inverno: natura, sport e salute”, alla scoperta dei reperti più “sportivi” della collezione adriese

“In armonia con l’inverno: natura, sport e salute”: nuovo percorso tematico tra le vetrine del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) dal 25 gennaio al 22 febbraio 2026, in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Il museo propone un’avventura all’insegna dell’antico, della storia dello sport e dei valori olimpici. È proprio il logo dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 a guidare i visitatori alla scoperta dei reperti più “sportivi” della collezione adriese, raccontando le Olimpiadi antiche attraverso le eleganti raffigurazioni di atleti nella ceramica greca, la celebre testimonianza della Tomba della Biga, gli oggetti e le suppellettili utili alla cura del corpo. Non rimane che andare alla caccia dei talloncini identificativi sparsi tra le vetrine.

Cortona (Ar). Al MAEC “La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto: Rocchini, Bruschetti, Paolucci, Giulierini, Angori. Uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo in occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etrusch”. Ecco il programma

Grifo della Collezione Corazzi al Maec nella mostra “Etruschi in Olanda” (foto maec)

“La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC: ogni domenica il museo diventa uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo. In occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, il MAEC propone un ciclo di visite guidate tematiche con studiosi ed esperti, pensate per accompagnare il pubblico dentro i temi, le storie e i personaggi che attraversano l’esposizione. Un percorso che intreccia archeologia, collezionismo, viaggi, relazioni internazionali e nuove interpretazioni del mondo etrusco. Visite comprese nel biglietto d’ingresso. Attività gratuita per i residenti.

Il programma. Domenica 25 gennaio 2026, alle 11: Seduzione etrusca: collezionisti, viaggiatori e spie tra Cortona e l’Olanda con Patrizia Rocchini; domenica 1° febbraio, alle 11: La riscoperta degli Etruschi dopo il progetto del 1985 con Paolo Bruschetti; domenica 15 febbraio, alle 11: La collezione Corazzi con Giulio Paolucci; domenica 1° marzo, alle 11: Dai bronzi di Leida ai santuari extraurbani di Cortona con Eleonora Sandrelli; domenica 8 marzo, alle 11: Gli Etruschi, il grifo e una nuova interpretazione con Paolo Giulierini; domenica 15 marzo, alle 11: Collezionisti cortonesi tra Sette e Ottocento con Sergio Angori.

Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia, quando l’archeologia da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. 

Sala Severini con l’atelier e il Giano bifronte (foto maec)

La mostra ripercorre, attraverso cinque sezioni, l’evoluzione del pensiero archeologico e del collezionismo dal Settecento a oggi. Si parte dal “Progetto Etruschi” (1985), per affrontare il crescente interesse per l’archeologia (1727–1826) con la nascita dell’Accademia Etrusca e la riscoperta delle origini. Da qui, nella terza sezione, si giunge in Olanda e quindi alla collezione etrusca di Leida, mediante un viaggio dei reperti cortonesi verso il Rijksmuseum e la storia del collezionismo europeo. Quarta tappa è quella della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale con le grandi scoperte archeologiche del territorio cortonese e le collaborazioni internazionali più recenti per concludere sul tema dell’influenza degli Etruschi sull’arte contemporanea, con opere come il Giano di Gino Severini e la “Collezione Statuette Ginori – Progetto Etruschi 1985”. 

Fanciullo con oca della Collezione Corazzi al Maec nella mostra “Etruschi in Olanda” (foto maec)

Il fulcro dell’esposizione è la restituzione temporanea di importanti reperti etruschi della Collezione Corazzi, provenienti dal Rijksmuseum di Leida. Un ritorno simbolico a Cortona, luogo d’origine dei manufatti, che rappresenta un atto di memoria e una nuova forma di cooperazione culturale tra Italia e Paesi Bassi. Come nel 1985, anche questa mostra intende generare partecipazione, dialogo e consapevolezza collettiva sul valore del patrimonio storico e artistico. L’iniziativa anticipa inoltre le celebrazioni per i 300 anni dell’Accademia Etrusca di Cortona (1727–2027).

Cividale (Ud). Al museo Archeologico nazionale per il Giorno della Memoria “Canti spezzati”

Domenica 25 gennaio 2026, Giorno della memoria, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), alle 11, “Canti spezzati”, iniziativa realizzata in collaborazione con Storica Somsi di Cividale aps, associazione musicale Sergio Gaggia, ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italia, Sezione di Cividale, circolo culturale KD Ivan Trinko, con il patrocinio del Comune di Cividale del Friuli. In programma la storia del compositore, organista e maestro di cappella sloveno Lojze Bratuz, italianizzato in Luigi Bertossi, vittima del regime fascista, raccontata dalle parole della moglie Ljubka Šorli, poetessa, scrittrice e insegnante, con le voci di Antonella Bukovaz e Michele Obit. Interventi musicali a cura dell’Associazione Sergio Gaggia con Nicolò Biemmi, primo fagotto del teatro la Fenice; Giulia Contaldo, pianoforte.

Capodimonte (Vt). Riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: visite guidate con la direttrice Giuliana Galli

Domenica 25 gennaio 2026 a Capodimonte (Vt) riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: due turni di visite guidate, 11.30–12.30 e 15.30–16.30, accompagnati dalla direttrice Giuliana Galli. Il percorso di questa apertura porta i partecipanti dentro la vita del lago in età protostorica: imbarcazioni antiche, collegamenti fluviali, pesca, e quel filo continuo tra comunità, acqua e paesaggio che racconta Capodimonte meglio di mille slogan. In più c’è anche la mostra fotografica di Rosanna Tarantello, dedicata ai paesaggi bolsenesi e al mondo della pesca. Ingresso gratuito, senza prenotazione.

Ragusa. Al via “Il XIII secolo in Europa. Sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità” a cura del professor Carlo Ruta, l’8° convegno internazionale organizzato dal Laboratorio degli Annali di storia

Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026, alle 14.30, nella sede del Laboratorio degli Annali di storia, in via Pezza 108 a Ragusa, l’8° convegno internazionale “Il XIII secolo in Europa. Sguardi sulla rivoluzione delle lingue e le eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità”, sotto la direzione scientifica del professor Carlo Ruta, organizzato dal Laboratorio degli Annali di storia, in collaborazione con l’università di Bari, l’università di Genova, l’università di Siena, Unitelma Sapienza università di Roma e il Laboratorio di studi marittimi e navali “Ferdinand Braudel” dell’ateneo genovese. Al centro della discussione sono il XIII secolo, la rivoluzione delle lingue europee e la nascita della Modernità.

Programma. Il convegno apre, alle 14.30, con l’intervento di Carlo Ruta su “Il XIII secolo in Europa: sguardo sulla rivoluzione delle lingue, dal sedimento popolare all’esperimento dotto, alle confluenze nazionali. Indagine sulle eversioni concettuali che incubarono le visioni del mondo della modernità”. Seguono i contributi tematici. La storica Sandra Origone su “Il notaio, professionista della penna, e l’incontro con realtà diverse”; la studiosa delle letterature Giuseppa Tamburello su “Un XIII secolo cinese con le sue implicazioni linguistiche e letterarie”; l’epistemologo Giuseppe Varnier su “Dante: un poeta-filosofo e la rinascita della filosofia alla fine del XIII secolo”; il ricercatore medievista Marco Leonardi su “Il primo confronto con i Novissima tempora della storia. Come le cronache domenicane del tardo XIII secolo hanno presentato un nuovo laboratorio di studio e di analisi della realtà circostante”; la storica dell’arte Maristella Trombetta su “La lirica d’arte e le culture materiali del Mezzogiorno nel Regnum di Federico II”; lo storico Emiliano Beri su “Le lingue e le forme lessicali delle marinerie liguri nei commerci con i paesi d’Oltremare e nella cantieristica navale agli albori dell’età moderna”; il paletnologo Alberto Cazzella su “Rapporto tra linguistica e archeologia in relazione al problema dell’Indoeuropeo”; lo storico Antonello Folco Biagini su “Lingue dominanti e lingue minori nei processi multiculturali tra età moderna e contemporanea”; il geografo Nunzio Famoso su “Evoluzione e letteratura gaelica alla svolta del XIII secolo, L’impatto del colonialismo inglese”; la sinologa Pamela Kyle Crossley su “Le diramazioni linguistiche dei mondi euroasiatici lungo l’età premoderna”. In margine al convegno, domenica 25 gennaio 2026, dalle 10.30 alle 13, tavola rotonda “Riflessioni sui lavori e contributi aggiuntivi per un ampliamento del dibattito” con Nunzio Famoso, Sandra Origone, Carlo Ruta, Maristella Trombetta, Giuseppe Varnier. Infine il direttore scientifico annuncerà l’argomento e la data del 9° Convegno internazionale.

 

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione di libri di poesia a cura della professoressa Cecilia Bello Minciacchi (università di Roma La Sapienza)

Sabato 24 gennaio 2026, alle 17, in sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, presentazione di libri di poesia a cura della professoressa Cecilia Bello Minciacchi (università di Roma La Sapienza) con i poeti Vincenzo Frungillo, Carmen Gallo e Ivan Schiavone, editi nella collana Adamàs dell’editore La Vita Felice. Introduce l’incontro Antonietta Simonelli, funzionario archeologo museo ETRU. In dialogo con gli autori Cecilia Bello Minciacchi, professoressa di Letteratura Italiana contemporanea, Sapienza Università di Roma. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Partendo da sguardi, forme e intenzioni poetiche differenti, i tre volumi condividono uno scopo comune: quello di rispecchiare la complessità del mondo contemporaneo. Nello specifico “La luce dell’eclissi” di Vincenzo Frungillo, attraverso un dispositivo filosofico e teatrale, mette in campo la tragedia della biografia sullo sfondo della violenza della storia; con “Stanze per una fuga” Carmen Gallo, tramite un’ironia straniata e a tratti perturbante, ci presenta una galleria di personaggi, per lo più femminili, in rotta con una realtà aggressiva e intimidatoria; le “Didascalie venatorie” di Ivan Schiavone, muovendosi tra mito, allegoria e fantascienza, commentano, in una prosa fortemente ritmica e visionaria, lo stato di crisi permanente che l’umanità si sta trovando ad affrontare.