#domenicalmuseo. Nella prima domenica di dicembre al primo posto si conferma il Colosseo (14.461 ingressi), seguito Pantheon (12.832 ingressi), e dalle Gallerie degli Uffizi (12.125 ingressi)

Sono stati oltre 200mila gli ingressi domenica 7 dicembre 2025, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di dicembre, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. La classifica assoluta vede la conferma del podio registrato nel mese di novembre 2025 solo per il primo posto del Colosseo (14.461ingressi). Al secondo posto troviamo il Pantheon (12.832 ingressi), e al terzo le Gallerie degli Uffizi (12.125 ingressi).

Visitatori al parco archeologico di Ercolano nel giorno della #domenicalmuseo (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 14.461 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.832; Foro Romano e Palatino 11.514; area archeologica di Pompei 10.419; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Diocleziano 3.023; Terme di Caracalla 2.612; museo e area archeologica di Paestum 2.278; parco archeologico di Ercolano 2.045; Palazzo Altemps 1.956; Palazzo Massimo 1.910; museo Archeologico di Venezia 1.772; Villa Adriana 1.553; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.021; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 879; Museo delle Civiltà 800; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 741; museo Archeologico nazionale di Aquileia 732; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 727; museo Archeologico nazionale di Taranto 644; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 582.

Licodia Eubea (Ct). Al XV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico il pubblico ha premiato il film “La festa”, la giuria di qualità il film “Army of Lovers”, gli studenti di UniCt il corto “Mary Lefkowitz & women in Ancient Greece”, e il comitato scientifico il prof. Maurizio Bettini

Sul palco: lo staff che garantisce la complessa organizzazione del festival di Licodia Eubea (foto graziano tavan)

Tutti sul palco. Per il grazie del pubblico ai ragazzi dello staff della XV edizione del festival della comunicazione e del cinema di Licodia Eubea (Ct) coordinati dai direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele e dalla regia in sala di Mauro Italia. Si è chiuso così il festival che nell’ultima giornata ha visto l’assegnazione dei premi, che quest’anno ai tradizionali premi, il “Città di Licodia Eubea” del pubblico, il premio “ArcheoVisiva” della giuria di qualità, e il premio “Antonino Di Vita” a una personalità che si è impegnata nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, sono stati arricchiti da un quarto riconoscimento, il premio “UniCt”, della giuria degli studenti dell’università di Catania. E allora vediamo a quali film o personalità questi premi sono stati assegnati.

PREMIO CITTÀ DI LICODIA EUBEA. È stato assegnato attraverso la votazione del pubblico, con una media di 8,77 preferenze, al film spagnolo “La festa” di Manuel Gutierrez Aragón e Pablo Más Serrano (Spagna 2025, 60’): nel Medioevo, il teatro rinacque grazie alla messa in scena, all’interno delle chiese, dei cosiddetti “drammi sacri”, che fiorirono in tutta Europa a partire dal XII secolo. Con il Concilio di Trento, la Chiesa li proibì e queste rappresentazioni scomparvero del tutto. Tutte, tranne una: i Misteri d’Elx, dove gli abitanti trasformano il dolore della morte nella gioia della celebrazione.

Al secondo posto, con media 8.66, il film francese “Sardaigne, la mystérieuse civilisation des nuraghes” di Thomas Marlier (Francia 2024, 52’): mentre i faraoni erigevano le loro ultime piramidi, un’altra civiltà fioriva al centro del Mediterraneo, dando forma a torri monumentali simili a fortezze – i nuraghi – assieme a santuari e a tombe dalle sorprendenti geometrie. Oggi, un’équipe internazionale di archeologi e scienziati esplora queste vestigia con tecniche e prospettive inedite, riportando alla luce i segreti di una delle più affascinanti e misteriose culture dell’Età del Bronzo.

Fabio Marceddu, produttore e attore del film “Io non dimentico” presente al festival (foto graziano tavan)

Terzo, con media 8.55, il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13’),: Io non dimentico è un “pentalogo visivo” dedicato a tutte le persone perseguitate perché non conformi a un orientamento sessuale binario, la cui stessa morte è stata mistifi cata, nascosta, considerata di serie B. È un viaggio nella memoria e nella storia, un atto di voce e di presenza per chi ancora oggi lotta per il diritto di amare ed essere amato, di vivere e celebrare il proprio corpo. Un omaggio a tutte le anime i cui epitaffi celano o negano la loro vera identità.

La “consegna” del premio “Città di Licodia Eubea” nelle mani del sindaco Santo Randone: da sinistra, l’assessore Franco Barbuto, Alessandra Cilio, il vicesindaco Benedetto Interligi, il sindaco Santo Randone, Lorenzo Daniele (foto graziano tavan)

Il premio per Manuel Gutierrez Aragón e Pablo Más Serrano è stato consegnato “virtualmente” nelle mani del sindaco di Licodia Eubea, Santo Randone.

Alessandra Cilio con alcuni componenti della giuria di studenti del premio UniCt (foto graziano tavan)

PREMIO UNICT.  È stato assegnato dalla giuria di studenti dell’università di Catania andato al cortometraggio di Nikos Dayandas “Mary Lefkowitz & women in Ancient Greece” (Grecia 2024, 13’): un breve documentario ispirato al lavoro della celebre filologa Mary Lefkowitz che, insieme alle evidenze archeologiche, ha contribuito a una migliore comprensione dei ruoli complessi e spesso sorprendenti che le donne ricoprivano nella società dell’antica Grecia.

Questa la motivazione: “Per aver raccontato, attraverso una comunicazione chiara e un’ottima visione artistica l’importante contributo di una studiosa alla comprensione del complesso ruolo delle donne nel mondo antico, in particolare quello greco, portando alla luce storie sorprendenti, spesso sottaciute, grazie a un ardente di dar voce a una componente fondamentale della società antica”.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele mostrano il premio “Archeovisiva” mentre Alice Nozza, componente della giuria di qualità, osserva da remoto (foto graziano tavan)

PREMIO ARCHEOVISIVA. La giuria internazionale di qualità – quest’anno composta da Lada Laura (Croazia), Rachel Manoukian (Grecia), Stefania Rimini (Italia) e Alice Nozza (Italia) – ha assegnato il riconoscimento al film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53’): Army of Lovers porta alla luce la storia perduta del Battaglione Sacro di Tebe, un’unità d’élite composta da 150 coppie di amanti che divennero tra i guerrieri più formidabili del mondo antico. La loro vicenda riaffiora quando gli archeologi scoprono prove sepolte da secoli, rivelando un capitolo dimenticato di amore, guerra e lotta per la libertà.

Questa la motivazione, letta da remoto da Alice Nozza: “Army of Lovers” racconta la storia affascinante e spesso dimenticata del Battaglione Sacro di Tebe un’unità militare composta da coppie di amanti, la cui forza nasceva dal legame profondo tra i suoi membri. Lefteris Charitos trasforma questo episodio della storia antica in un racconto contemporaneo, vibrante e inclusivo, capace di dialogare con il presente senza tradire la complessità del passato. L’originalità del soggetto si unisce a un livello produttivo impeccabile, a grafiche raffinate e a una fotografia di grande eleganza, che valorizzano la potenza emotiva e simbolica della vicenda. Il film si distingue per un linguaggio cinematografico moderno e coinvolgente, capace di lasciare nello spettatore una visione intensa e duratura”.

Il prof. Massimo Frasca consegna il prenio Antonino Di Vita 2025 al prof. Maurizio Bettini: L’Oracolo, un’opera dell’artista Santo Paolo Guccione (foto graziano tavan)

PREMIO ANTONINO DI VITA. Il premio, che ogni anno viene riconosciuto una personalità che si è impegnata nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, è stato assegnato al classicista Maurizio Bettini, professore emerito dell’università di Siena, autore di testi scientifici e divulgativi del mondo antico, proclamato dal prof. Massimo Frasca (università di Catania) che con Maria Antonietta Rizzo Di Vita (università di Macerata), Eleonora Pappalardo (università di Catania), Fabio Caruso (Cnr), Alessandra Cilio (archeologa, direttore artistico del festival) e Lorenzo Daniele (regista, direttore artistico del festival) fa parte del comitato scientifico.

Questa la motivazione: “Per aver dedicato la sua intera attività scientifica alla comprensione profonda dell’antichità – si legge nelle motivazioni – restituendo al pubblico e alla comunità accademica una visione del mondo romano capace di illuminare anche il nostro tempo. Per l’impegno costante nella divulgazione, capace di tradurre la complessità del mondo classico in un linguaggio accessibile senza mai rinunciare alla profondità, contribuendo a formare generazioni di studenti, insegnanti e lettori. Per aver promosso un’idea di cultura umanistica che non si limita alla conservazione del passato, ma la mette in dialogo con le trasformazioni del presente, difendendo il valore civico della conoscenza e il ruolo etico della ricerca”.

“Sono onorato di ricevere questo premio, in questa sede così bella, così calda”, ha commentato il prof. Bettini appena premiato con una copia de L’Oracolo, donata dall’artista Santo Paolo Guccione al Festival. “Mi avete già sentito parlare, per cui non voglio infliggervi ulteriormente le mie parole. Solo posso ricordare una cosa che credo sia chiara a tutti, che è la Costituzione del nostro Paese. L’unica Costituzione in cui un articolo specifico, l’articolo 9, dichiara che la Repubblica tutela il patrimonio artistico e storico della nazione, e poi anche che promuove la cultura e la ricerca. Nessuna Costituzione dice una cosa del genere. Oggi ci si aggiunge anche tutela del paesaggio: come sapete questa è un’aggiunta recente. Mettere insieme queste due cose: tutelare il paesaggio e promuovere la cultura vuol dire che non basta tenere vivi i monumenti. Bisogna tenere viva anche la memoria culturale che avvolge questi monumenti. E credo che noi siamo qui per questo: per far vivere questo patrimonio culturale, storico, artistico, meraviglioso che abbiamo nella cultura e nella mente dei nostri concittadini. Questo ce lo chiede la Costituzione, diciamolo forte”. 

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Gli apporti dell’immaginario egiziano all’arte fenicia hanno origine nel groviglio di relazioni umane stabilite tra gli abitanti della costa levantina e gli egiziani nel corso di millenni. Ad accompagnare scambi di prodotti e idee, furono oggetti di varia natura che, prodotti nella valle del Nilo, furono acquisiti e/o regalati per essere poi riprodotti fedelmente o riletti e reinterpretati. Si formò così, nel corso dei millenni, un filone artistico “egittizzante levantino” nel quale gli elementi egiziani divennero totalmente locali (un altro Egitto quindi) e nel quale, nel primo millennio, i Fenici furono maestri perché lo arricchirono con innovazioni ispirate dai rinnovati rapporti con la valle del Nilo. Se ne parla martedì 9 dicembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio. Nella conferenza saranno illustrate alcuni aspetti di queste relazioni con un riferimento al tormentato presente della regione e alle attività di diplomazia culturale svolte del sud del Libano dal Kharayeb Archaeological Project (missione congiunta CNR-ISPC e università Libanese). Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/cercando-un-altro-egitto…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

L’archeologa Ida Oggiano (cnr-ispc)

Ida Oggiano è archeologa specializzata nello studio del Levante meridionale del primo millennio a.C. e della Sardegna fenicia e punica. Dirige il Kharayeb Archaeological Project – luogo di culto di Kharayeb, sito rurale di Jemjim e porto di Tell Qasmiye – Libano. Direttore scientifico della Rivista di Studi Fenici e professore di Geografia e Archeologia del Vicino Oriente al Pontificio Istituto Biblico, Roma.

Piazza Armerina (En). A Palazzo Trigona la conferenza “Progetto Sofiana. Aggiornamenti delle ricerche in corso e presentazione di HeriSof (Heritage data of Sofiana)”, e l’anticipazione del libro del prof. Vaccaro dedicato al Progetto Sofiana di prossima uscita

Martedì 9 dicembre 2025, alle 15.30, a Palazzo Trigona a Piazza Armerina (En), la conferenza “Progetto Sofiana. Aggiornamenti delle ricerche in corso e presentazione di HeriSof (Heritage data of Sofiana)”, un appuntamento pensato per condividere gli sviluppi delle ricerche in corso e presentare HeriSof, il nuovo progetto dedicato alla valorizzazione e alla rilettura dei materiali provenienti dagli scavi condotti tra il 1951 e il 2001. Durante l’incontro sarà inoltre anticipata la prossima uscita del libro dedicato al Progetto Sofiana, a cura del prof. Emanuele Vaccaro. Intervengono: Carmelo Nicotra, direttore del parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale; Emanuele Vaccaro, direttore scientifico del progetto Sofiana, professore associato di Archeologia classica dell’università di Trento; Paolo Chistè, responsabile TeFaLab dell’università di Trento; Marco Sfacteria, coordinatore sul campo a Sofiana, ricercatore di Topografia antica all’università di Messina; Viviana Spinella, coordinatore sul campo a Sofiana, assegnista di ricerca in Archeologia classica all’università di Trento.

Progetto Sofiana: il team di scavo della campagna 2025 dell’università di Trento e Messina con il parco archeologico di Morgantina e la villa romana del Casale di Piazza Armerina (foto labaaf)

Fasi di scavo della campagna 2025 nel sito archeologico di Sofiana (Mazzarino, Cl) (foto labaaf)

Ad agosto 2025 è iniziata la nuova campagna di scavi archeologici presso Sofiana (Mazzarino, Cl), un sito di straordinaria ricchezza storica e archeologica che racconta la presenza ellenistica, romana, bizantina, araba e normanna. Lo scavo nasce da una collaborazione scientifica tra le università di Trento e Messina e il parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. La direzione scientifica è affidata al prof. Emanuele Vaccaro, con il coordinamento sul campo di Marco Sfatteria (UniMe) e Viviana Spinella (UniTn). Quest’anno le ricerche si sono concentrate in tre aree principali: le terme di età costantiniana – utilizzate fino al Medioevo, già indagate negli anni ’50-’60 da Dinu Adameșteanu. Le indagini si focalizzeranno su un ambiente rimasto sigillato dal crollo e sull’impianto termale del IV secolo d.C.; la zona a sud del sacello augusteo – frequentata fino all’età medio-imperiale. Qui saranno esplorati ambienti di età romana, di funzione ancora incerta, forse collegati a un complesso termale di prima età imperiale; l’area settentrionale del sito – in corrispondenza del grande muro pomeriale dell’insediamento. In questo settore, già indagato lo scorso anno, è emersa una sequenza stratigrafica che va dall’età augustea al II secolo d.C. Alla campagna partecipano studenti delle università di Trento e Messina, insieme a dottorandi, assegnisti, volontari e con il prezioso contributo del Gruppo Archeologico Litterio Villari di Piazza Armerina.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale approfondimento sulle opere della Collezione Ricciardi: storia e tecniche di realizzazione

Per l’8 dicembre 2025, festa dell’Immacolata, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone un approfondimento sulle opere della Collezione Ricciardi: storia e tecniche di realizzazione. Alle 19 e alle 20.30, una funzionaria restauratrice e un archeologo del Museo illustreranno le tecniche di realizzazione e la storia dietro le opere della collezione. La collezione Ricciardi è una raccolta d’arte donata dal monsignore Giuseppe Ricciardi al MArTA. Questa collezione include opere significative, risalenti prevalentemente ai secoli XVII e XVIII, e comprende pezzi di maestri illustri come Andrea Vaccaro, Luca Giordano, Francesco Solimena, Paolo de Matteis, Francesco De Mura e Rutilio Manetti, oltre a lavori di autori ignoti e del pugliese Leonardo Antonio Olivieri di Martina Franca. Attività incluse nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta

Roma. Al museo dell’Ara Pacis per Speciale Giubileo 2025 la vista guidata Occhi sull’Ara Pacis” che invita a scoprire come l’atto di osservare possa aprire alla comprensione e alla condivisione

Dettaglio dell’Ara Pacis Augustae a Roma (foto roma capitale)

Lunedì 8 dicembre 2025, alle 16, al museo dell’Ara Pacis per Speciale Giubileo 2025 la sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in collaborazione con Zetema Progetto Cultura propone “Occhi sull’Ara Pacis”, una visita che invita a scoprire come l’atto di osservare possa aprire alla comprensione e alla condivisione. La visita diventa un’occasione per sperimentare le potenzialità dello sguardo. Perché osservare è comprendere, scoprire, interpretare. La visita in Museo, della durata di 90 minuti, si svolge in due principali momenti: in una prima fase i partecipanti sono guidati dall’operatore nell’osservazione autonoma e nell’analisi visiva di alcune parti del monumento, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle loro capacità di osservazione e, al tempo stesso, un confronto partecipato su ciò che hanno osservato. La seconda fase prevede che, a partire dalle considerazioni fatte, l’operatore accompagni il gruppo alla scoperta delle storie che il monumento racconta, concentrandosi sull’importanza politica dell’Ara Pacis Augustae e sul racconto delle vicende legate alla sua costruzione, dalla scomparsa alla sua ‘riscoperta’ e ricomposizione. attività gratuita con pagamento del biglietto d’ingresso al museo secondo tariffazione vigente. Prenotazione obbligatoria allo 060608 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Paestum (Sa). Con l’accensione dell’albero di Natale all’Immacolata inizia ufficialmente il ricco calendario di eventi del “Natale a Paestum & Velia”. Ecco il programma fino alla vigilia di Natale

Nell’ambito del “Natale a Paestum & Velia” promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, l’8 dicembre 2025 il museo Archeologico nazionale di Paestum apre le sue porte dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso ore 23.15), trasformando storia, arte e archeologia in un’esperienza serale unica sotto le luci natalizie. Dall’accensione dell’albero di Natale (ore 20) alle visite guidate dedicate alla ceramica (ore 20.15) e alla Paestum romana (ore 21), fino allo spettacolo “Natale: notte di note e di parole a Poseidonia” ore 21.30), ogni momento della serata celebra il fascino dei Parchi e delle loro storie millenarie. Un’occasione imperdibile per vivere i Parchi in una dimensione serale speciale, tra cultura, emozione e festa. Acquista il tuo biglietto by night (15 euro) qui: https://www.vivaticket.com/…/apertura…/290524. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

La serata si apre alle 20 con l’accensione dell’albero di Natale nel piazzale del Museo, un momento simbolico che dà avvio alle attività tematiche e agli approfondimenti culturali che seguiranno. A partire dalle 20.15 il pubblico potrà partecipare al percorso Paestum ceramica, una visita dedicata ai vasi dipinti esposti nel Museo, mentre alle 21 si terrà Paestum romana, un itinerario tematico alla scoperta della sezione romana e della vita nella città antica. Alle 21.30 la serata raggiungerà il suo momento più suggestivo con Natale: notte di note e di parole a Poseidonia, spettacolo in prosa e musica di Sarah Falanga con la direzione musicale di Gabriella De Carlo: un intreccio di musica e narrazione che restituisce voce alla Paestum più evocativa. Un appuntamento serale pensato per coniugare cultura, atmosfera e partecipazione, nel segno della luce e della comunità. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Accademia Magna Graecia e Teatroinedito AMG.

Natale a Paestum & Velia. Il 12 dicembre 2025, a Paestum LABORATORIO “Costruiamo una Stella” a cura del Gruppo Tulipano Art Friendly e Cilento4all. Il laboratorio, progettato nell’ottica dell’accessibilità e della fruizione universale, sarà condotto da un’artigiana specializzata nella creazione di bigiotteria: i ragazzi riprodurranno “gioielli” in chiave filologica ovvero manufatti che avranno come modelli le collane e gli anelli esposti nelle teche del Museo precedentemente osservati durante la visita. In concomitanza con le festività natalizie, durante il laboratorio sarà creata anche una Stella. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Il 14 dicembre 2025, al museo di Paestum, KÉRAMOS: Laboratorio di Ceramica a Paestum. L’ultimo appuntamento di “Kéramos: Laboratorio di Ceramica” al museo Archeologico nazionale di Paestum è con il gruppo Pandora Ability, nell’ambito del progetto “Musei Accessibili – Visioni Riabilitate”. Sarà un momento di creatività e inclusione, dove i ragazzi del gruppo Pandora Ability saranno i veri protagonisti. Gli aspiranti artisti ceramisti condurranno il laboratorio con la loro consueta maestria ed entusiasmo, guidando il pubblico – bambini, genitori e visitatori – nella creazione di manufatti artistici, reinterpretando l’arte del passato attraverso le tendenze culturali ed estetiche del presente. Durante l’incontro, insieme alle artiste di Pandora, si realizzeranno opere in ceramica utilizzando diverse tecniche – formatura, modellato e tornio – ispirandosi ai tipici piatti da pesce presenti nella collezione del museo, ma rivisitati in chiave contemporanea. Sarà un percorso di integrazione e condivisione, dove i ragazzi, ormai sempre più autonomi e padroni della materia dopo anni di apprendimento, metteranno in campo la loro sensibilità, competenza e gioia nel trasmettere il proprio sapere artigianale. Un laboratorio speciale, dove la disabilità si trasforma in abilità e l’arte diventa strumento di dialogo e partecipazione. Con questo appuntamento, i Parchi e l’associazione Pandora desidera valorizzare la capacità dei ragazzi di esprimere la propria identità, far conoscere le proprie potenzialità e offrir loro un’opportunità concreta di aggregazione, creatività e inclusione, partecipando da protagonisti alla vita della comunità. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Il 17 dicembre 2025, al museo di Paestum, PROGETTO E.LIS.A. per Paestum. Presentazione ufficiale dei nuovi percorsi in LIS all’interno del Museo, un passo importante verso un accesso sempre più inclusivo e universale al patrimonio culturale. Un’iniziativa che arricchisce l’esperienza dei visitatori sordi e promuove un museo realmente aperto a tutti. Un progetto di sistema per l’accessibilità culturale, promosso dalla Regione Campania – Assessorato alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili – in collaborazione con l’ENS – Ente Nazionale Sordi, Consiglio Regionale della Campania, è coordinato dalla Fondazione IFEL Campania con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Il 21 dicembre 2025, nell’area archeologica e museo di Paestum, Luce d’Inverno: La notte del Solstizio si accende con la fiamma Olimpica. Un evento straordinario celebra il passaggio della Fiamma Olimpica nell’area archeologica di Paestum, in un’atmosfera che unisce simbolicamente luce, solstizio e rinascita. La serata proseguirà con l’apertura straordinaria del Museo dalle 20 a mezzanotte ed un concerto, durante il quale verranno eseguite canzoni ispirate al Natale, ambientato nella Sala Spazio Pubblico, che sarà per l’occasione allestita con una suggestiva atmosfera ispirata alla luce.  Biglietto serale by night 15 euro. LINK ACQUISTO: https://www.vivaticket.com/it/ticket/apertura-straordinaria-serale/290520

Il 22 dicembre 2025, al museo di Paestum, Opposti che ritornano: La restituzione di Afrodite e Marsia al Museo di Paestum. Tornano finalmente ai Parchi le statue di Afrodite e di Marsia, due capolavori che da secoli raccontano lati opposti dell’esperienza umana: la grazia e l’armonia della dea dell’amore, il tormento e la sfida del satiro ribelle. Il loro ritorno segna un momento altamente simbolico per Paestum e Velia: il ricongiungersi di due presenze complementari, bellezza e caos, ordine e dismisura, in un dialogo che attraversa il mito e continua a parlare al presente. L’evento, in programma alle 10.30, offrirà al pubblico l’occasione di riscoprire queste opere straordinarie nel contesto per cui furono pensate, celebrandone il valore estetico, storico e culturale. Un appuntamento speciale, che restituisce al territorio una parte essenziale della sua identità antica e rinnova il legame tra comunità e patrimonio. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Licodia Eubea (Ct). Ultima giornata del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico: protagonisti l’antropologo Maurizio Bettini (Incontro con l’Antico) e il regista Giuseppe Carleo (Finestre sul Cinema siciliano). Gran finale con la consegna dei premi

Domenica 7 dicembre 2025 ultimo atto del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato tra Catania e Licodia Eubea da Archeovisiva con il sostegno di Sicilia Film Commission e del Comune di Licodia Eubea, il patrocinio del Comune di Catania e la collaborazione dell’università di Catania. E anche questa sesta giornata di festival si preannuncia ricca di eventi prima della cerimonia di premiazione che chiuderà il festival: protagonisti l’’antropologo Maurizio Bettini e il regista Giuseppe Carleo.

La mattinata è dedicata a una passeggiata curata dell’associazione Albacas che conduce i visitatori alla scoperta di Licodia Eubea, lungo il suo ricco centro storico e i principali luoghi d’interesse. La mattinata si chiude, alle 12, con il secondo “Laboratorio del gusto” (ingresso a pagamento, ticket su  https://www.rassegnalicodia.it/shop/) che unisce alla convivialità del pranzo il racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio.

Il festival entra nel vivo alle 17, al Polo culturale della Badia, con il secondo “Incontro con l’Antico” dal titolo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” con Maurizio Bettini, classicista e scrittore, curatore della serie “Mythologica” per Einaudi e della collana “Antropologia del Mondo Antico” per Il Mulino. Il professore emerito di Filologia classica all’università di Siena, dove ha co-fondato e dirige il centro “Antropologia e mondo antico”, nonché stimato latinista e antropologo, presenta il suo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” (Giulio Einaudi editore, 2025). Nei suoi numerosi lavori Maurizio Bettini ha studiato la letteratura latina e la cultura romana privilegiando tematiche antropologiche quali le figure dello straniero, le forme della comunicazione e della traduzione, la costruzione della tradizione, i legami di parentela, le mitologie della nascita, la profezia, le sfere sonore.

L’antropologo Maurizio Bettini (foto fcca)

In quest’ultimo lavoro affronta il mito di Fetonte: la storia di un ragazzo arrogante che, per dimostrare di essere figlio del Sole, ottiene dal padre un diritto che non gli spetta, quello di guidare il suo carro fiammeggiante. Incapace di reggerlo, brucia la Terra e viene punito con la morte. “Questo mito parla di noi, racconta la nostra superbia antropocentrica – scrive Bettini – e la cecità di fronte al riscaldamento globale e alla distruzione dell’ambiente. Fetonte rivela l’hybris dell’uomo moderno che si crede figlio di dio, arrogandosi il diritto di spingersi sempre più avanti, certo della propria superiorità. Il mito antico rivela la sua straordinaria capacità di mettersi subito “in contesto”, di connettere i gangli narrativi a temi e problemi che sono propri dell’oggi, prefigurandoli nelle sue fascinose vicende”.

Frame del film “La bocca dell’anima” di Giuseppe Carleo con Claudio Collovà

Il regista Giuseppe Carleo (foto fcca)

Alle 18, per la “Finestra sul Cinema Siciliano”, al Polo culturale della Badia il regista palermitano Giuseppe Carleo – che ha studiato recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e regia documentaria al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo – presenterà il suo primo lungometraggio di finzione “La bocca dell’anima” (Italia 2024, 109’). Il film, ambientato dopo la Seconda guerra mondiale, racconta del ritorno di Giovanni Velasques nel suo paese natale, incastonato tra le maestose montagne della Sicilia. Segnato dai traumi del conflitto, il suo spirito inquieto trova conforto nella saggezza di un’anziana donna, che gli rivela un dono straordinario: la capacità di accogliere lo spirito di un’anima defunta e guarire i tormentati. Tra i lavori più importanti di Giuseppe Carleo il pluripremiato cortometraggio “Parru ppi tia” (2018), “Officium” (2014), il documentario “Picchì chi è?” (2013), il cortometraggio “Lady Marella” (2012) e il documentario “Un giardino che rideva” (2010).

XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea: Massimo Frasca consegna il premio Antonino Di Vita a Tzao Cevoli (foto fcca)

A seguire la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio “Città di Licodia Eubea” al film più votato dal pubblico; del premio “Studenti UniCt” al miglior cortometraggio votato dalla giuria composta da soli studenti dell’università di Catania; del premio “Antonino Di Vita” a una personalità che si è impegnato nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, attraverso la ricerca sul campo, il cinema o la letteratura. La giuria internazionale di qualità –  quest’anno composta da Lada Laura (Croazia) direttrice del Festival internazionale del Cinema archeologico di Spalato; la production manager Rachel Manoukian (Grecia): Stefania Rimini (Italia): direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania e l’archeologa Alice Nozza (Italia) – assegnerà il premio “ArcheoVisiva” (quest’anno per la prima volta del valore di mille euro) all’opera che meglio coniuga rigore scientifico e valore cinematografico.

Torre del Greco (Na). Per #domenicalmuseo apertura di Villa Sora col Gruppo archeologico Vesuviano

Un ambiente affrescato di Villa Sora, straordinario complesso residenziale d’età romana a Torre del Greco (foto paerco)

Domenica 7 dicembre 2025 sarà possibile visitare gratuitamente Villa Sora, la grande e scenografica villa marittima romana in contrada Sora, a Torre del Greco (Na). Un’occasione unica per scoprire lo straordinario complesso residenziale d’età romana che si affacciava sul mare con un fronte di circa 150 metri, parte di quel sistema di ville d’otium ricordate anche da Strabone che si dispiegavano lungo il golfo di Napoli, abitate dai più ricchi esponenti del ceto dirigente romano. Il Gruppo Archeologico Vesuviano, dalle 10.30 alle 12.45, accoglierà appassionati e curiosi con una visita guidata gratuita, accompagnandoli alla scoperta degli ambienti ancora conservati della villa. Prenotazioni: 379 2196736 – archeotorre@gmail.com. Evento fb https://facebook.com/events/s/apertura-mensile-villa-sora/1221172903400207/ L’apertura di domenica 7 dicembre 2025 cade in un momento di grande rilievo per il sito: il parco archeologico di Ercolano ha infatti avviato un nuovo scavo archeologico a Villa Sora, passo significativo nel percorso di tutela, ricerca e valorizzazione di uno dei complessi residenziali più suggestivi dell’area vesuviana. L’intervento riguarda l’ampliamento e la sistemazione del fronte settentrionale dell’area coperta, con azioni mirate alla conservazione delle strutture antiche, al miglioramento delle conoscenze archeologiche e alla predisposizione di condizioni ottimali per una futura fruizione ampliata del sito.

#domenicalmuseo: ingresso gratuito al parco archeologico di Ercolano, senza prenotazione. E all’Immacolata apertura regolare

Il parco archeologico di Ercolano aderisce anche per il mese di dicembre all’iniziativa #domenicalmuseo, promossa dal ministero della Cultura, che prevede l’accesso gratuito a tutti i musei e alle aree archeologiche statali nella prima domenica del mese. Per l’occasione, domenica 7 dicembre 2025 il parco apre gratuitamente le sue porte a visitatori, famiglie, appassionati e turisti, offrendo l’opportunità di esplorare uno dei siti archeologici più straordinari dell’antichità. Un’esperienza immersiva fra case splendidamente conservate, strade romane, decorazioni in stucco e affreschi che restituiscono con rara vividezza la vita quotidiana dell’antica città sepolta dall’eruzione del 79 d.C. L’iniziativa rappresenta un invito a riscoprire il valore culturale e storico del sito, contribuendo a diffondere la conoscenza di un patrimonio unico al mondo e a favorire una fruizione più ampia e inclusiva. L’ingresso è gratuito per tutta la giornata. Non è prevista prenotazione.

Lunedì 8 dicembre 2025, in occasione della Festa dell’Immacolata,  il parco archeologico di Ercolano sarà regolarmente aperto al pubblico con i consueti costi di ingresso.