Firenze. Al museo Archeologico nazionale due appuntamenti con “Tracce di Umanità”: esperienza immersiva tra le sale del Museo e i grandi classici del teatro, Sofocle, Aristofane, Plauto, Seneca e Shakespeare

Il museo Archeologico nazionale di Firenze accoglie “Tracce di Umanità”, il viaggio teatrale ideato da La Compagnia delle Seggiole e già protagonista nell’area archeologica di Roselle, con due appuntamenti speciali domenica 5 ottobre 2025, alle 17.30 e alle 18.30; e domenica 19 ottobre 2025, alle 17.30 e alle 18.30. Un’occasione speciale per vivere un’esperienza immersiva tra le sale del Museo e i grandi classici del teatro. Gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio attraverso i secoli con una selezione di testi immortali di Sofocle, Aristofane, Plauto, Seneca e Shakespeare: brevi assaggi che restituiscono tutta la forza senza tempo della tragedia e della commedia. Come ricordava Goethe nel suo Viaggio in Italia, a Roma perfino un mediocre può diventare maggiore di se stesso, investito da quell’“aria di grandezza” che vi si respira. La stessa sensazione riaffiora tra le testimonianze millenarie del museo Archeologico, dove il teatro ritrova la sua dimensione originaria e universale. Un incontro con i classici di ogni epoca, capace di parlare ancora oggi alla nostra umanità. Biglietti: intero, 20 euro; ridotto, 17 euro.

Ercolano. Il parco archeologico, nella #domenicalmuseo con tante proposte per i visitatori, fa il bilancio della quinta edizione de Gli ozi di Ercole, tra sold out e una straordinaria partecipazione del pubblico

A Ercolano la #domenicalmuseo del 5 ottobre 2025 chiude idealmente un fine estate che per il parco archeologico è stata particolarmente generosa con il successo straordinario della quinta edizione de Gli Ozi di Ercole. Con la domenica con ingresso gratuito del 5 ottobrei visitatori potranno tornare a vivere la bellezza del sito di Ercolano e delle attività culturali del parco archeologico; già sold out le prenotazioni per la visita alle Terme Suburbane.

Dettaglio della lancia militare, rinvenuta sull’antica spiaggia di Ercolano, conservata nel Padiglione della Barca del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Tra le proposte per la #domenicalmuseo con il parco archeologico accessibile fino alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18): il Padiglione della Barca, custode di reperti che testimoniano l’intenso legame di Ercolano con il mare e l’Antiquarium, scrigno della vita quotidiana romana, di recente luogo di custodia degli antichi mobili e arredi in legno unici al mondo e dei i preziosi Ori di Ercolano; la visita guidata a Villa Sora a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano; a Villa Campolieto la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola” (ingresso a pagamento).

L’attrice Sonia Bergamasco (foto paerco)

L’attrice Imma Villa (foto paerco)

Con tre giornate di sold out e una straordinaria partecipazione di pubblico, si sono conclusi Gli Ozi di Ercole, la rassegna culturale che da un quinquennio anima il Parco Archeologico di Ercolano intrecciando memoria classica e linguaggi del presente. L’edizione 2025, intitolata “Corpo mitico”, ha portato il pubblico in un viaggio affascinante tra archetipi immortali e sensibilità contemporanee, restituendo al mito tutta la sua forza evocativa e la sua capacità di interrogare il nostro tempo. Il format di quest’anno, che alternava dialoghi a momenti di spettacolo con interpreti e protagonisti della scena nazionale e internazionale, ha incontrato un consenso unanime, trasformando ogni appuntamento in un’occasione di riflessione ed emozione condivisa. Grande novità di questa edizione è stata la cornice suggestiva dell’Antica Spiaggia di Herculaneum, utilizzata per la prima volta come palcoscenico di eventi. Un tempo affacciata sul mare che lambiva la città, la spiaggia si è rivelata spazio ideale per accogliere incontri, performance e musica, aggiungendo alla rassegna un fascino unico e potente. Con ospiti d’eccezione e interpretazioni memorabili – tra cui quelle di Imma Villa, Sonia Bergamasco e Federica Fracassi – Gli Ozi di Ercole ha ancora una volta dimostrato come il mito, tra parole e suoni, possa diventare esperienza viva e collettiva.

Francesco Sirano, direttore delegato del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Gennaro Carillo, direttore artistico de “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

“Con Gli Ozi di Ercole”, dichiara il funzionario delegato alla direzione del parco archeologico, Francesco Sirano, abbiamo confermato la vocazione del Parco a essere luogo dove conservazione, valorizzazione e ricerca scientifica di alto livello si intrecciano in un vivido e coinvolgente dialogo tra passato e presente. Il pubblico ha premiato questa impostazione con entusiasmo e partecipazione triplicando le presenze rispetto agli anni precedenti. Abbiamo potuto constatare come rigore degli studi e divulgazione sono combinabili attraverso l’achimia che si crea tra il sito e   l’energia del teatro, della musica e della poesia”. E il direttore artistico Gennaro Carillo sottolinea: “Il mito è un patrimonio inesauribile di storie e immagini, continuamente riscritto dalle epoche che lo attraversano. Quest’anno abbiamo riflettuto sul corpo e sulle sue metamorfosi, tema antico ma anche profondamente contemporaneo, che ha trovato nell’Antica spiaggia di Ercolano la cornice più evocativa. Gli ozi di Ercole sono un festival con una fisionomia peculiare e ben definita, la cui originalità e importanza sono ormai ampiamente riconosciute, come si evince dall’ottimo riscontro presso la stampa nazionale. Distinguersi nel panorama dei festival, vista la ricchezza dell’offerta di settembre, non era affatto un risultato scontato”.

Vetralla (Vt). Per Cerealia Festival giornata speciale al Santuario di Demetra nel bosco di Macchia delle Valli: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”. Escursione guidata con gli archeologi della Sabap e teatralizzazione di “Donne Perse(phone)”: un dramma antico e una tragedia moderna, il femminicidio

Visita-escursione guidata al santuario di Demetra a Macchi delle valli di Vetralla (Vt) (foto sabap-etru-mer)

A Vetralla (Vt) in località Macchia delle Valli domenica 5 ottobre 2025, alle 15.30, c’è un appuntamento speciale nell’ambito della 15ma edizione di Cerealia Festival: “Incontro con Demetra e Persefone: il ciclo delle stagioni”, con una visita straordinaria al tempio di Demetra nel bosco di Macchia delle valli seguita dalla teatralizzazione del testo di Annalisa Venditti “Donne Perse(phone)”. Partecipazione gratuita su prenotazione al numero telefonico 329 8004420 o su WhatsApp al numero 3500119692. L’evento è organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, in collaborazione con l’associazione culturale “Music Theatre International – M.Th.I. ETS”, il Comune di Vetralla e l’associazione “La Lestra” di Tarquinia. I partecipanti saranno accompagnati dai funzionari della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale che ripercorreranno le vicende della scoperta e illustreranno il valore storico, archeologico e paesaggistico dell’area di Macchia delle Valli e del Santuario. Il sito archeologico è infatti immerso nel bosco di Macchia delle Valli, a ridosso di una fonte d’acqua, nel cuore della selva Cimina. Il luogo di particolare interesse è stato frequentato fin dall’antichità come documentato dalla presenza della viabilità antica, del santuario e da una serie di canalizzazioni e vasche utili alla raccolta dell’acqua.

Museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz a Viterbo: ricostruzione del santuario di Demetra rinvenuto a Macchia delle Valli (foto drm-lazio)

Il sito archeologico. I resti del santuario etrusco-romano sono stati scoperti nel 2006 In località Macchia delle Valli, presso una sorgente d’acqua. Il complesso è costituito da una serie di ambienti rupestri, di aree cultuali all’aperto e da una piccola struttura costruita (cella) che conservava gli arredi di culto e la statua in terracotta di una divinità femminile. La dea è da identificare con la greca Demetra (etrusca Vei, romana Cerere) ed è raffigurata in trono con nella mano destra una patera umbilicata e nella sinistra, mancante di alcune dita, doveva sorreggere probabilmente un mazzo di spighe. Il culto ha carattere rurale, ctonio ed è legato alla presenza dell’acqua, a cui si attribuirono anche virtù terapeutiche come dimostrato dai numerosi votivi anatomici rinvenuti, che ne attestano il carattere propiziatorio per la fertilità e per la sanatio. La cella è posta entro un anfratto rupestre, dalle cui pareti sembrerebbe essersi staccato un lastrone che, adagiatosi in posizione orizzontale, è stato usato come “terrazza” cultuale. La cella è costruita in lastre di peperino ed ha il tetto a doppio spiovente con i timpani decorati con un disco rilevato. All’interno, sulla parete di fondo, si trova un banco di peperino monolitico su cui era stata adagiata la statua; al centro della parete destra si trovava un tavolino rituale sotto cui erano stati deposti in posizione rovesciata quattro reperti ceramici (tra cui due lucerne di età neroniana); accanto ad esso era un piccolo altare su cui si trovava una moneta bronzea imperiale, interpretabile come l’ultima offerta deposta prima dell’abbandono volontario del santuario. Nell’area di ingresso, coperta in origine da una tettoia, erano alloggiati alcuni apprestamenti per il rituale: una vasca in peperino di raccolta delle acque, un altare, una macina e un focolare. Nella grotta naturale, parzialmente lavorata dall’uomo e atta a ricevere un deposito votivo, è stata scoperta una seconda apertura che metteva in comunicazione l’antro con la vicina cella: in questa zona era una base di peperino con sopra un donario fittile. Altri depositi votivi si trovavano sotto la “terrazza”, nell’area aperta prospiciente e a ridosso della cella. I dati archeologici raccolti dimostrano che il santuario è stato frequentato dalla fine del III sec. a. C fino l’inizio del II d. C.

Teatralizzazione al santuario di Demetra a Macchia delle valli (foto sabap-etru-mer)

A seguire l’azione scenica del dramma “Donne Perse(phone)” di Antonella Venditti: l’occasione per immergersi nel culto ormai secolare di Demetra e Persefone. Il femminicidio è raccontato al santuario di Demetra attraverso una teatralizzazione proprio del testo drammatico di Annalisa Venditti, con Marisa Giampietro (Demetra), Giuseppina Carfora (Persefone), Gherardo Dino Ruggiero (Ade), Paola Sarcina (corifeo).

Copertina del libro “Donne Perse(phone)” di Antonella Venditti

Donne Perse(phone). Un dramma antico per raccontare una tragedia moderna – il femminicidio – attraverso storie realmente accadute, come quelle che affollano con frequenza allarmante notiziari e media. Vite perdute e spazzate via per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia. Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni: nel tempo in cui le due donne sono insieme, la terra fiorisce e fruttifica generosamente, mentre quando la fanciulla è negli inferi con il suo sposo la natura diventa sterile, piombando nel cupo inverno. Annalisa Venditti, attraverso questa opera teatrale, riscrive tale mito in chiave contemporanea per dar voce – phone, dal greco suono – a tutte le donne vittime di violenza di genere e alle madri che mai si rassegnano e invocano giustizia. Da questo dolore, ancora purtroppo così attuale, nasce una rappresentazione scenica di forte impatto emotivo.

#domenicalmuseo. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la Banda musicale della Marina Militare in “La Banda in… Folk. Musica popolare d’autore”

Domenica 5 ottobre 2025, alle 11.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, concerto della banda Musicale della Marina Militare Italiana in occasione di #domenicalmuseo, la prima domenica del mese ad ingresso gratuito. Il direttore Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo dirigerà la Banda Musicale della Marina Militare in “La Banda in… Folk. Musica popolare d’autore”. Ingresso gratuito senza prenotazione.

Paestum e Velia (Sa). C’è #domenicalmuseo: una giornata tra archeologia, paesaggi unici e attività per tutti. Ecco il programma e i servizi

Con l’arrivo di ottobre e dei primi colori dell’autunno, i Parchi archeologici di Paestum e Velia offrono uno scenario ancora più suggestivo per riscoprire la storia e l’arte della Magna Grecia. Domenica 5 ottobre 2025 torna la “Domenica al Museo”, l’appuntamento che permette di entrare gratuitamente nei due Parchi e vivere una giornata all’insegna della cultura, tra visite guidate, percorsi panoramici e attività speciali pensate per tutte le età. I siti saranno visitabili dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30) e la giornata sarà arricchita da attività e visite speciali per grandi e piccini. Una domenica tra archeologia, paesaggi unici e attività per tutti.

PROGRAMMA A PAESTUM. “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”: visite ai depositi del Museo di Paestum – alle 10, 12, 15 e 17 – i depositi museali apriranno le loro porte, offrendo l’opportunità di ammirare reperti poco noti e scoprire storie affascinanti legate alla città antica. Prenotazione obbligatoria: +39 0828 811023 / pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

PROGRAMMA A VELIA. Passeggiata al Crinale degli Dei – alle 10 – un percorso suggestivo condurrà tra i resti monumentali dell’Acropoli e panorami mozzafiato sulla costa cilentana, unendo la scoperta archeologica alla bellezza del paesaggio. Appuntamento in biglietteria alle 9.30. Prenotazioni: pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

Servizi per tutti i visitatori. Navetta gratuita “Paestum & Velia on the road” – il servizio collega i due Parchi durante la giornata, con partenza da Paestum (parcheggio Voza) alle 14 e rientro da Velia alle 17. È necessario ritirare il ticket navetta in biglietteria. Info e prenotazioni facoltative: +39 391 4777583. Zoom Uphill, veicolo elettrico off-road a quattro ruote motrici, permette anche alle persone con difficoltà di deambulazione di visitare i punti più suggestivi delle aree archeologiche di Paestum e Velia. Maggiori informazioni: Zoom Uphill.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta l’installazione di Pietro Ruffo “Il Giardino Planetario”, opera site-specific che raffigura una foresta primordiale, che accompagna il progetto “La luce dei luoghi”

Sabato 4 ottobre 2025, in occasione della 21.ma edizione della Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione annuale promossa da AMACI con il sostegno della direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura e in collaborazione con la direzione generale per la Diplomazia pubblica e culturale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta al pubblico l’installazione di Pietro Ruffo “Il Giardino Planetario”, opera site-specific che raffigura una foresta primordiale, immaginata dall’artista per inserirsi e dialogare con gli affreschi dell’emiciclo e il giardino storico di Villa Giulia. Sabato 4 ottobre 2025, a partire dalle 18, il pubblico potrà accedere gratuitamente agli spazi museali per ammirare l’opera e assistere al racconto dell’artista, introdotto dalla direttrice del Museo, Luana Toniolo. Prevista la performance musicale del controtenore Hugo Perina e lo spettacolo di videomapping nel cortile centrale con il suggestivo racconto della storia della villa e delle sue collezioni. Il Museo resterà aperto al pubblico fino alle 23.30 (ultimo ingresso alle 22.30) con la possibilità di visite guidate a cura del personale, per offrire un’esperienza completa che unisce antico e contemporaneo. Evento organizzato con il sostegno di Casale del Giglio e Galleria Lorcan O’Neill.

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

“Con questa iniziativa il Museo conferma la propria apertura al dialogo fra antico e contemporaneo”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “L’opera di Pietro Ruffo offre al pubblico un racconto inedito e allo stesso tempo perfettamente integrato con l’armonia di Villa Giulia, in una trama di richiami continui tra la natura raffigurata nell’emiciclo, i giardini all’italiana e la natura contemporanea. La serata prevede inoltre la proiezione del nuovo progetto di video mapping La Macchina del Tempio realizzato per il cortile centrale di Villa Giulia e per l’interno del tempio di Alatri, e che sarà offerto al pubblico per tutti i fine settimana di ottobre (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si inaugura “La Macchina del Tempio”: uno spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri. Ecco il programma per il pubblico | archeologiavocidalpassato)”.

Realizzata per accompagnare scenograficamente il progetto La Luce dei Luoghi, finanziato con l’avviso pubblico per lo spettacolo dal vivo della direzione generale Spettacolo del ministero della Cultura (vedi Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia week end con “La Luce dei Luoghi”: il giardino rinascimentale di Villa Giulia diventa agorà di incontro e creatività con performance multidisciplinari di physical dance, contemporaneo e urban | archeologiavocidalpassato), “Il Giardino Planetario” è un’imponente installazione sospesa nella loggia della Villa che avvolge lo spettatore in un’esperienza immersiva, tra epoche e sensibilità diverse, un’eterea composizione capace di dialogare con l’arte e l’architettura circostante. Il grande disegno realizzato dall’artista con penna Bic su un leggero velo di tessuto crea un effetto visivo sorprendente ma estremamente delicato. L’opera mette in relazione la rappresentazione rinascimentale della natura – ordinata, regolata e simbolo di armonia – con una visione contemporanea della natura spontanea, rigogliosa e in continua trasformazione.

Pozzuoli (Na). Riapre il percorso archeologico del Rione Terra, un viaggio nella colonia romana di Puteoli tra le antiche botteghe, i cardi e i decumani. Sul fenomeno del bradisismo e sulle azioni intraprese interviene Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei

Il percorso archeologico del Rione Terra a Pozzuoli (foto pafleg)

A Pozzuoli riapre il percorso archeologico del Rione Terra. Lo comunica il parco archeologico dei Campi Flegrei. Tutti i weekend di ottobre 2025 sarà possibile visitare l’antica città di Puteoli situata sotto la rocca che svetta sul mare del Golfo di Pozzuoli (Na). Un’occasione da non perdere per camminare tra le antiche botteghe romane percorrendo i cardi e decumani dell’antico insediamento. L’ingresso è gratuito e non c’è bisogno di prenotazione. Orari sabato: dalle 16.15 alle 20, ultimo ingresso 19.30. Orari domenica: dalle 10.15 alle 14, ultimo ingresso 13.30.

Il percorso archeologico sotterraneo del Rione Terra è un viaggio nell’antica colonia romana, Puteoli, fondata nel 194 avanti Cristo e divenuta presto porto commerciale di Roma. Il percorso è situato sotto la rocca di tufo che domina il golfo di Pozzuoli, tra Nisida e Baia, e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani. Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, viene affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum) con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini.

La rocca del Rione Terra a Pozzuoli (foto mic)

Il bradisismo ha causato nel Rione Terra un’elevazione del suolo di circa 1,5 metri tra il 2000 e il 2023, con conseguente sommersione e impatto sulla morfologia del promontorio. Nonostante i rischi, l’area è un esempio di convivenza tra la comunità e i fenomeni vulcanici e bradisismici, con testimonianze storiche e archeologiche che testimoniano secoli di interazione con il suolo instabile. Del fenomeno bradisismo e delle azioni messe in campo dal parco archeologico dei Campi Flegrei ha parlato ad archeologiavocidalpassato il direttore Fabio Pagano, incontrato al RAM film festival di Rovereto.

“Il Parco archeologico dei Campi Flegrei – spiega Pagano ad archeologiavocidalpassato – sta cercando di convivere con un fenomeno che si è acuito negli ultimi anni, quello del bradisismo e quello delle sollecitazioni, e quindi dei terremoti. Cosa stiamo facendo? Stiamo applicando ormai da anni un modello di monitoraggio costante, fatto di sensori ma anche di attività umana e di controllo, palmo per palmo, dei nostri luoghi, che si ripete ogni volta che c’è un sisma di grande intensità, di intensità importante. Questo ci consente di avere la sicurezza di poter ospitare le persone e accoglierle dopo le verifiche che vengono fatte dopo un sisma, appunto, che potrebbe aver arrecato danni. E questo – conclude – ci ha consentito con molti cantieri di restauro e messa in sicurezza, per ora e speriamo sia così anche a lungo, di non avere grossi problemi strutturali, ma semplicemente lesioni che stiamo controllando e monitorando”.

#domenicalmuseo: il 5 ottobre ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 5 ottobre 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 7 settembre, ha registrato 250.741 ingressi.

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi al via “Padusa incontri” promossi dal CPSSAE su “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”. Ecco il programma

Quattro conferenze dedicate a “Le vie d’Acqua. Archeologia, viaggi e scambi nell’antico Polesine”: sono il programma di “PADUSA INCONTRI”, ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici, storici ed etnografici polesani, proposto dal CPSSAE per l’anno 2025. Appuntamento in Sala Flumina del museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, alle 16, sabato 4 ottobre, sabato 18 ottbre, sabato 15 novembre e venerdì 21 novembre 2025. Il tema di quest’anno sono dunque i fiumi e le vie d’acqua, visti come vettori e connettori attraverso i quali le comunità entravano in relazione con persone, beni materiali e idee anche di provenienze estremamente lontane. Gli incontri, realizzati in collaborazione con il Comune di Rovigo – Museo dei Grandi Fiumi, l’Accademia dei Concordi di Rovigo, e Aqua. Ambiente Cultura Turismo, saranno introdotti e moderati dai soci del CPSSAE Paolo Bellintani, Sandra Bedetti, Alessandra Marcante e dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi.

Primo appuntamento sabato 4 ottobre 2025: “Acque e terre emerse nel Polesine medievale” con Raffaele Peretto, già direttore del museo dei Grandi Fiumi, e Giorgio Osti, sociologo UniPD. Dal passato più prossimo e da Rovigo, dove sembra essersi persa la memoria del rapporto città/fiume che invece caratterizzò l’origine del capoluogo polesano.

Secondo appuntamento sabato 18 ottobre 2025: “Un fiume di soldi. Monete e traffici in età antica lungo il Po” con Andrea Stella (numismatico – UniPD) e da Raffaele Peretto (CPSSAE). Lungo vie d’acqua viaggiarono soldi (e soldati) in età romana. La monetazione è una fonte documentaria che ci parla non solo di scambi commerciali ma anche della mobilità delle persone da un capo all’altro dell’impero.

Terzo appuntamento sabato 15 novembre 2025: “Dal Nilo al Po: le origini del vetro in Europa” con Paolo Bellintani (archeologo – CPSSAE) e Ivana Angelini (archeometrista – UniPD). in occasione del Festival “Sulle vie dell’ambra 2025 – ambra e vetro trasparenze erranti”, sposteranno l’attenzione sulla tematica del vetro: dall’Egitto, una delle regioni originarie di questa piro-tecnologia, all’antico delta del Po, in particolare a Frattesina, dove ebbe avvio la prima manifattura vetraria d’Europa.

A conclusione del ciclo, venerdì 21 novembre 2025: “Insediamenti navigazione e portualità lungo l’arco alto Adriatico prima della romanizzazione” con Silvia Paltineri (archeologa – UniPD) e Giovanna Gambacurta (archeologa – UniVE) parleranno di navigabilità e delta padano al tempo di Adria etrusca.