Ostia antica. Presentazione del libro “Scavi di Ostia I-Topografia generale”, ristampa, a 70 anni dalla prima uscita, a cura di D’Alessio e Daffara. Al termine verrà svelata una targa in onore di Giovanni Becatti, a 50 anni dalla scomparsa dell’archeologo Giovanni Becatti, che scavò e sistemò l’area archeologica di Ostia antica


L’archeologo Giovanni Becatti (foto parco ostia antica)
In occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa dell’archeologo Giovanni Becatti (1912-1973), il parco archeologico di Ostia antica dedicherà una targa all’illustre studioso, ancora oggi fonte di ispirazione per le ricerche storico-archeologiche a Ostia antica. Giovanni Becatti ha partecipato alla grande stagione degli scavi per l’Esposizione Universale di Roma del 1942 e alla sistemazione dell’area archeologica nel dopoguerra. In seguito si è dedicato all’insegnamento universitario, continuando a mantenere un forte rapporto con Ostia e il suo territorio per tutta la vita. La targa in suo onore verrà svelata al pubblico nel bookshop dell’area archeologica al termine della presentazione del libro “Scavi di Ostia I-Topografia generale”, che è in gran parte frutto della sua collaborazione con Guido Calza e Italo Gismondi. Questa nuova edizione è a cura di Alessandro D’Alessio e Dario Daffara, ed è edita da L’Erma di Bretschneider. Appuntamento venerdì 16 giugno 2023, alle 17, al bookshop dell’Area archeologica di Ostia antica. Ingresso libero per i partecipanti a partire dalle 16.30. Presentazione a cura di Fausto Zevi, professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greco-romana, e di Andrea Paribeni, professore di Storia dell’Arte medievale all’università di Urbino. Interverranno i curatori del volume, Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, e Dario Daffara, archeologo, responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche del Parco.

Copertina del libro “Scavi di Ostia I-Topografia generale” a cura di D’Alessio e Daffara (L’Erma di Bretschneider)
Scavi di Ostia I – Topografia generale. Settant’anni fa il volume della Topografia Generale inaugurava la longeva collana degli Scavi di Ostia, giunta oggi al XVII titolo. L’opera fu ideata da Guido Calza, direttore degli scavi di Ostia per più di vent’anni, allo scopo di illustrare la storia, l’urbanistica e le scoperte archeologiche legate alla prima colonia di Roma, un quadro che in quegli anni si andava precisando grazie ai grandi scavi per la mai tenutasi Esposizione Universale del 1942 nella zona occidentale della città antica. Calza non poté completare il testo a causa della prematura scomparsa nel 1946; la redazione del volume fu portata a termine dai suoi più stretti collaboratori, l’architetto Italo Gismondi e l’archeologo Giovanni Becatti, che arricchirono il tomo con una descrizione topografica corredata da piante di fase e da una planimetria generale tuttora utilizzata come base topografica di riferimento. Il volume uscì nel 1953 e divenne il modello per le successive pubblicazioni ostiensi: esaurito ormai da anni nei cataloghi delle librerie, il parco archeologico di Ostia antica ha promosso la realizzazione di questa ristampa con l’acquisizione digitale del testo e delle immagini originali, pubblicate in formato leggermente ridotto per rendere il tomo più maneggevole. Completano il testo una presentazione di Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, una breve introduzione di Dario Daffara e una sintetica nota di aggiornamento bibliografico.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Quando l’estate fu primavera. Falerii, la nascita della sua archeologia e il futuro delle ricerche”: quarto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”
“Quando l’estate fu primavera. Falerii: la nascita della sua archeologia e il futuro delle ricerche”: quarto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 16 giugno 2023, alle 16, nella Sala Fortuna, la professoressa Maria Cristina Biella ci porta indietro nel tempo al luglio 1873: un temporale, bronzetti che emergono dalle acque, operai che colgono l’occasione e… luglio 2023: 150 anni di ricerche archeologiche nella città preromana di Falerii, raccontate in un viaggio tra passato, presente e futuro. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it-

L’archeologa Maria Cristina Biella (uniroma)
Maria Cristina Biella è archeologa specializzata nello studio dell’Italia preromana, ricercatrice alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali linee di ricerca riguardano l’indagine dello sviluppo, dell’organizzazione e della gestione della forma urbana in ambito tirrenico (VIII-I sec. a.C.), lo studio di contesti sacri dell’Italia preromana, con particolare attenzione al rapporto tra economia e religione, e l’indagine dell’artigianato antico e delle sue potenzialità di ricostruzione storica delle dinamiche produttive e dei contesti sociali. È Research Fellow alla British School at Rome, membro corrispondente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici e direttore del Falerii Project, progetto di ricerca interdisciplinare sull’antica città preromana di Falerii.
Bova Marina (RC). Per le Gea 2023 ingresso gratuito al parco archeologico Archeoderi, visita guidata al museo con la direttrice, e reading “Persefone. Il ritorno”
Nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia, venerdì 16 giugno 2023, il museo e parco archeologico Archeoderi, con il supporto del Comune di Bova Marina (RC), promuove l’apertura straordinaria del sito, dalle 8.30 alle 20 con un programma variegato. L’ingresso al Parco e lo spettacolo sono gratuiti. Non è necessaria la prenotazione. Per info: 334.6561714 – drm-cal.archeoderi@cultura.gov.it. Alle 17, visita guidata al Parco e al Museo condotta dalla direttrice Elena Trunfio. Segue alle 18 una suggestiva performance reading dal titolo “Persefone. Il ritorno” di e con Katia Colica, basato sulla storia mitica della dea, figlia di Demetra, rapita da Ade e divenuta regina degli Inferi. Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l’associazione Adexo, promotrice del “Balenando in burrasca reading Festival”, con le musiche di Antonio Aprile, incursioni video di Luca Granata e Loredana Delfino, costumi di Domenica Stelitano e video e foto di Gianluca Del Gaiso e Marco Costantino. “Celebrare le Giornate dell’Archeologia ad Archeoderi è un risultato importante che si inserisce nel più generale percorso di valorizzazione del sito che stiamo portando avanti con grande impegno”, commenta la direttrice Trunfio. “Grazie alla presenza di nuovi e validi dipendenti stiamo riuscendo a proporre, oltre alle aperture, una serie di attività, in particolare laboratori con gli studenti di ogni ordine e grado e iniziative variegate di promozione. Un risultato che sembrava impensabile qualche mese fa. Per questa ricorrenza abbiamo scelto di raccontare il mito di Persefone, il cui ritorno sulla terra coincide con la bella stagione. Ci sembrava simbolico raccontare questa storia per celebrare la nuova “primavera” di Archeoderi. A questo proposito voglio ringraziare il Comune di Bova Marina, con il sindaco Zavettieri e l’assessore Orlando, il cui supporto è stato fondamentale perla realizzazione di questa iniziativa”.
Bologna. Al museo civico Archeologico due iniziative per le Gea 2023: “Cantiere aperto: quando le scienze incontrano la storia” (la bioarcheologa sugli scheletri etruschi della Certosa), “Bononia racconta” (pubblicazione on line del lapidario romano)

La ricercatrice Giulia Riccomi esamina i reperti osteologici da una tomba del sepolcreto etrusco della Certosa al museo civico Archeologico di Bologna (foto musei civici bologna | museo civico archeologico)
Il museo civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna venerdì 16 giugno 2023 partecipa con due iniziative alle Giornate Europee dell’Archeologia 2023: “Bononia racconta”, la pubblicazione online di un nuovo scenario dedicato al Lapidario romano del museo sul portale “Storia e Memoria di Bologna” e, dalle 10.30, “Cantiere aperto: quando le scienze incontrano la storia”, incontro con la ricercatrice bioarcheologa Giulia Riccomi nell’ambito di un cantiere aperto di analisi su scheletri etruschi provenienti dal sepolcreto della Certosa. Le due iniziative sono in linea con lo spirito della manifestazione, animata dalla volontà di mantenere vivo il dialogo con il pubblico attraverso eventi culturali e iniziative a carattere divulgativo e didattico che diano risalto a progetti e attività archeologiche in corso, la cui specificità rimane il più delle volte preclusa ai non addetti ai lavori. “Ricerca, Scienza e Memoria”, dichiara Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna, “saranno al centro delle attività del nostro museo civico Archeologico per le Giornate Europee dell’Archeologia. Si scopriranno anche i segreti delle pratiche alimentari etrusco-italiche, grazie allo studio degli scheletri etruschi dal sepolcreto della Certosa conservati al Museo”.

La ricercatrice Giulia Riccomi e una sua collaboratrice all’opera di fronte ad una tomba etrusca al museo civico Archeologico di Bologna (foto musei civici Bologna | museo civico Archeologico)
Cantiere aperto. Quando le scienze incontrano la storia. Un cantiere aperto, alcuni scheletri sotto indagine, una scienziata a disposizione della curiosità del pubblico. Nell’ambito di un progetto di ricerca di eccellenza sostenuto da un finanziamento MUR “Young Researchers-Linea SoE”, Giulia Riccomi, bioarcheologa e ricercatrice presso la divisione di Paleopatologia del dipartimento di Ricerca traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’università di Pisa, sta svolgendo un’analisi paleopatologica e biochimica su alcune serie osteologiche inumate di età pre-romana finalizzata a ricostruire le pratiche alimentari etrusco-italiche tra VII e IV secolo a.C., tra cui gli scheletri etruschi dal sepolcreto della Certosa conservati al museo civico Archeologico di Bologna. Venerdì 16 giugno, dalle 10.30 alle 11.30, la dottoressa Riccomi sarà a disposizione del pubblico nella Sala X del museo per spiegare il progetto, i metodi utilizzati e i risultati che lo studio si propone di ottenere. Ingresso con biglietto museo.

Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna: veduta del cortile con le lapidi del “Muro del Reno” (foto musei civici bologna | museo civico archeologico)
Bononia racconta: storie di antichi bolognesi dal Lapidario del museo civico Archeologico. Dal 16 giugno 2023 il portale web “Storia e Memoria di Bologna”, curato dal museo civico del Risorgimento, arricchisce lo scenario dedicato alle Lapidi cittadine con un approfondimento dedicato al Lapidario romano del museo civico Archeologico: https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico. Realizzato a partire da un’idea di Sergio Cazzola e sviluppato grazie alla collaborazione scientifica tra gli staff del museo civico Archeologico e del museo civico del Risorgimento, questo nuovo capitolo consente, attraverso mappe concettuali di navigazione, di interrogare per la prima volta, anche semplicemente grazie all’utilizzo del proprio smartphone, 137 monumenti esposti nell’atrio e nel cortile del museo in una passeggiata virtuale che dà nuova voce agli antichi cittadini di Bononia, colonia latina fondata nel 189 a.C. In particolare, saranno soprattutto le stele funerarie del cosiddetto “Muro del Reno” a far conoscere un’umanità variegata e operosa fatta di donne e uomini, artigiani e magistrati, liberi e liberti, indigeni e stranieri che a Bologna trovarono una casa accogliente. A seguito di una grande inondazione del Reno a partire dall’ottobre del 1894, la zona dell’attuale Pontelungo fu al centro di uno dei più importanti rinvenimenti archeologici di fine secolo: gli operai, incaricati di risistemare l’argine, portarono alla luce oltre 200 lapidi reimpiegate per opere di consolidamento dell’alveo del fiume in età tardo antica (IV secolo d.C.) e provenienti da un vicino sepolcreto di età romana (I sec. a.C. – I sec. d.C.).

Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna: schermata di presentazione di una delle pareti dell’atrio nel nuovo scenario del portale “Storia e Memoria di Bologna” (foto musei civici bologna | museo civico archeologico)
Attraverso la mappa e i prospetti delle pareti espositive si potrà accedere alle singole schede delle opere, trovandovi oltre alla trascrizione e alla traduzione un commento articolato e degli approfondimenti su vari aspetti della vita e della cultura romana. La pubblicazione online si rivolge principalmente al pubblico non specialistico, che nei messaggi di vita e di storia incisi in queste pietre potrà trovare numerosi spunti sulla cultura e società del mondo romano. Era dal 1960 che non si affrontava in città lo studio dell’epigrafia latina in un’ottica di leggibilità ed interpretazione così aperta al grande pubblico. Allora fu Giancarlo Susini, professore ordinario di Storia romana all’università di Bologna e indiscusso maestro dell’epigrafia e della comunicazione storica, che diede alle stampe con Rosanna Pincelli il volume Il Lapidario: una schedatura quasi esaustiva, divulgativa ma anche di altissimo profilo scientifico, dei monumenti lapidei presenti al Museo Civico, non ancora separato nelle raccolte archeologica e medievale. “Proprio nel solco di questa opera fondamentale si sono inserite le curatrici del progetto, le funzionarie archeologhe Federica Guidi e Marinella Marchesi, con il fondamentale supporto di Valentina Uglietti, che ha svolto parte del suo dottorato in epigrafia romana nel nostro museo”, sottolinea Paola Giovetti, direttrice del museo civico Archeologico. “Senza nessuna pretesa di emulare il Maestro Susini, abbiamo cercato di creare uno strumento attuale e facilmente consultabile, per dare nuova vita ad un ricco patrimonio civico, a partire dalla traduzione in italiano delle epigrafi latine, che così diventano davvero alla portata di tutti”.

Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna: targa dei bagni pubblici di C. Legiannus Verus (foto musei civici bologna | museo civico archeologico)
I monumenti inseriti nel nuovo scenario sono parte del vasto patrimonio di lapidi del museo civico Archeologico, composto da oltre 400 reperti: in questa prima fase di schedatura si è data la precedenza ai monumenti provenienti da Bologna e dal suo territorio, senza rinunciare ad una piccola rappresentanza delle cosiddette lapidi “aliene”, giunte da collezioni private e per lo più rinvenute a Roma. Il pubblico, via web o anche in presenza negli spazi del Lapidario attraverso l’utilizzo del proprio smartphone, potrà apprezzare i segni tracciati dai lapicidi (non privi di sorprendenti errori di ortografia!) e le parole cui fu affidato il ricordo delle tante persone che animarono le strade e le piazze di Bononia: l’imperatore Nerone, il centurione Manilio Cordo, la piccola Sosia Isiade, la numerosa famiglia degli Alennii e tanti altri ancora. Alcuni esempi di schede consultabili: https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/lapide-di-q.-manilius-cordus-2182-opera; https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/lapide-dei-mestieri-2248-opera;
https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/targa-dei-bagni-pubblici-di-c.-legiannus-verus-2267-opera; https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/targa-di-c.-trebius-maximus-2261-opera; https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/altare-con-limmagine-del-dio-silvano-2307-opera; https://www.storiaememoriadibologna.it/lapidario-museo-archeologico/lapide-dei-cornelii-2219-opera.

Statua loricata di Nerone in marmo lunense dal teatro romano di Bologna (metà del I sec. a.C.) conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto Matteo Monti / musei civici bologna | museo civico archeologico)
Il portale “Storia e Memoria di Bologna” è un progetto digitale che si propone di raccontare il passato della città di Bologna e del suo territorio metropolitano attraverso il linguaggio dei monumenti e la voce dei protagonisti maggiori e minori della storia, che convergono in percorsi tematici definiti “scenari”. L’archivio digitale di ogni scenario è in continuo aggiornamento: vi si possono trovare profili biografici, linee del tempo, mappe, documenti, schede di opere d’arte, fonti e un’ampia emeroteca scaricabile. Ad oggi sono consultabili oltre 40mila biografie, arricchite dal racconto di oltre 2300 eventi, 2600 opere, 600 organizzazioni sociali, oltre 700 luoghi descritti e quasi 70.000 elementi multimediali inseriti nelle varie schede descrittive. Il portale web è quindi una sorta di grande libro della memoria bolognese, che mette in relazione il piano della storia di un singolo evento o individuo con quello della storia nazionale e internazionale. Osserva Otello Sangiorgi, direttore del museo civico del Risorgimento: “Per il portale www.storiaememoriadibologna.it questo lavoro costituisce un’importante tappa nel progetto complessivo di valorizzazione del patrimonio dei Musei Civici, in modo da renderne sempre più agevole e “attraente” la fruizione. Inoltre, dopo la pubblicazione di tutte le lapidi cittadine e del Lapidario del Museo Civico Medievale, si conferma l’interesse verso questo tipo di testimonianza del passato: tutti i monumenti ci parlano, ma le lapidi lo fanno con una particolare intensità: esse infatti “ci vogliono parlare”. Col loro linguaggio essenziale e idealizzato, non soltanto raccontano le tante vicende della nostra città, ma inducono il lettore di ieri e di oggi a riconoscersi in una storia comune”.
Pompei. Per le Giornate europee dell’Archeologia gli archeologi del parco archeologico raccontano i cantieri: le indagini di ricerca e le missioni di scavo delle università. Visite tematiche a villa San Marco (Stabia) e alla villa di Poppea (Oplontis)


Ricercatori della Tulane University (USA) nell’edificio di via Nocera a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ricercatore della Cornell University (USA) nella Casa della Regina Carolina a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Per le Giornate europee dell’Archeologia gli archeologi del parco archeologico di Pompei raccontano i cantieri: le indagini di ricerca e le missioni di scavo delle università a Pompei. Venerdì 16 giugno 2023, a Pompei, dalle 9.30 alle 13, i visitatori avranno la possibilità di addentrarsi nell’attività di ricerca e nelle missioni di scavo di alcune Università impegnate in indagini archeologiche sulle fasi edilizie precedenti all’eruzione del 79 d. C. Le equipe di scavo saranno a disposizione del pubblico per raccontare il loro lavoro e gli aggiornamenti delle ricerche in corso. Ecco i cantieri visitabili: Botteghe su via dell’Abbondanza, VII 14, 1-4/6-8/10-14 (università di Genova, referente prof.ssa Pallecchi); Casa della Regina Carolina, VIII 3, 14 (Cornell University, referenti prof.sse Gleason, Marzano, Barrett); Casa su via del Tempio di Iside, VIII 7, 26 e Tempio di Asclepio (università Federico II, ref. prof.ssa Capaldi); Bottega su via del Foro, VII 5, 29 (Centre Jean Bérard, Napoli, ref. prof.ssa Zanella); Casa, VI 11, 11-12 (Centre Jean Bérard, Napoli, ref. prof.sse Ballet, D’Auria); Edificio su via di Nocera, I 14, 1/11-14, (Tulane University, ref. prof.ssa Emmerson).
Sabato 17 giugno 2023, alle 10, è in programma una visita dedicata a Villa San Marco a Stabiae/ Castellammare di Stabia a cura degli archeologi del Comitato Libero D’orsi, mentre domenica 18 giugno 2023, dalle 10 alle 13, è prevista una visita tematica alla Villa di Poppea a Oplontis/ Torre Annunziata, dal titolo “La medicina nell’antica Oplontis” con l’archiatra Andromaco, medico di Nerone e della famiglia Giulio Claudia, a cura del Gruppo storico Oplontino e dell’Archeoclub di Torre Annunziata. Non è richiesta prenotazione per le visite.
Napoli. Per le Giornate europee dell’Archeologia quattro giorni di iniziative al museo Archeologico nazionale: Expert room, Mann in colours, Mann for Kinds, Dialoghi di archeologia. Prenotazione obbligatoria
Curiosi di scoprire cosa succederà all’interno delle sale chiuse e come lavorano gli esperti? Solo giovedì 15 giugno 2023 sarà possibile accedere alle sale chiuse del museo Archeologico nazionale di Napoli e partecipare a una breve visita guidata, alla scoperta delle tecniche diagnostiche e delle dinamiche della ricerca. Sarà il primo degli appuntamenti nell’ambito delle Giornate europee dell’Archeologia 2023 cui il Mann dedica quattro giorni: dall’archeologia partecipativa all’insegna della ricerca scientifica e della divulgazione al pubblico dei risultati. Giovedì 15 giugno 2023, dalle 16 alle 18 (le visite sono scaglionate ogni 20 minuti), la sala 78 degli Affreschi, al secondo piano del Museo, si trasforma in una Expert room aperta al pubblico: un poli-laboratorio diagnostico dedicato alla ricerca e digitalizzazione delle tracce di colore sulle sculture antiche, nell’ambito dei programmi di ricerca Mann in colours e Perceive. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/e/653917162837.
Sapevi che in origine le sculture classiche, che oggi siamo abituati a conoscere e vedere completamente bianche, in realtà erano dipinte? Venerdì 16 dalle 15 alle 17 (due turni di un’ora ciascuno) e sabato 17 giugno 2023 dalle 10 alle 12 (due turni di un’ora ciascuno), sempre per le Giornate europee dell’Archeologia 2023, Mann in colours: visite guidate alla scoperta della policromia sulla statuaria romana. I partecipanti saranno accompagnati attraverso le sculture della Campania Romana, della Collezione Farnese e dei reperti in mostra dai depositi del Museo, “L’altro MANN”, per imparare a riconoscere i colori che si nascondono dietro il bianco del marmo. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/e/653947132477.
Quarto giorno, domenica 18 giugno 2023, alle 10.30, laboratorio MANNforKids: “Viaggiando a ritroso nel tempo fino alla Preistoria!”. Il laboratorio si svolge nella sezione Preistoria e Protostoria si rivolge a bambini dai 9 ai 13 anni. Ingresso gratuito per un genitore accompagnatore. Prenotazione obbligatoria presso i Servizi Educativi del Museo: 081/4422329 (lun-ven, 9.30-15.00) oppure man-na.comunicazione@cultura.gov.it. Sempre domenica 18 giugno 2023, alle 10.30, Dialoghi di archeologia: visita guidata gratuita in italiano a cura di CoopCulture. Un archeologo operatore didattico racconta tante curiosità su questo mestiere, dell’amore per la narrazione e la bellezza della conoscenza attiva e condivisa. prenotazione obbligatoria su: www.coopculture.it.
Open-day dei cantieri di scavo, passeggiate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale e visite guidate, conferenze e musica: appuntamento con l’archeologia ad Aquileia il 16-17-18 giugno con le Giornate europee dell’Archeologia. Il 16 giugno è previsto il lancio del podcast “Aquileia Città Frontiera”: saranno online le prime tre puntate di una serie in 10 episodi per raccontare attraverso dieci date emblematiche 2000 anni di glorie, speranze e cultura. Nelle Giornate europee dell’archeologia (16-17-18 giugno), Aquileia si anima con l’open- day delle aree archeologiche (solo sabato 17) e un ricco programma di aperture straordinarie, passeggiate teatralizzate e laboratori per bambini, archeologia sperimentale, conferenze, musica, visite guidate grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia, Fondazione Radio Magica, Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Archeostorie e NWFactory.media.





Sabato 17 giugno 2023, alle 10, Rex Ludi è una caccia al tesoro che si svolge tra i monumenti e le strade del Foro Romano, rivolta ai bambini e ai ragazzi dagli 8 ai 13 anni. Ha la durata di un’ora e mezzo circa e si propone di fare orientare i bambini nell’area del Foro Romano, far conoscere alcuni dei principali monumenti lungo la Via Sacra, trasmettere informazioni storiche attraverso il gioco. Ecco le 5 tappe: 1) Museo del Foro Romano nel complesso di Santa Maria Nova; 2) Lapis Niger; 3) Tempio di Vesta; 4) Basilica di Massenzio; 5) Tempio di Venere e Roma. Ingresso da Largo della Salara Vecchia. Durata: 90 minuti circa. Accesso gratuito per i bambini e due accompagnatori solo per i prenotati, fino a esaurimento posti (16 bambini massimo). I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione scrivendo a 
Evento speciale della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza con il museo Archeologico nazionale di Verona per le Giornate europee dell’Archeologia 2023: “Un colpo di spada! Nuovi rinvenimenti di armi e materiali pre-protostorici in metallo dal territorio veronese e vicentino”. Nel corso del 2022 e del 2023, nel territorio veronese e vicentino, sono avvenuti alcuni rinvenimenti fortuiti di spade, asce e un pugnale riconducibili alle fasi più antiche della metallurgia. Questa fortunata circostanza costituisce lo spunto per una riflessione su questi particolari oggetti nei vari contesti, terrestri e subacquei, evidenziando molteplici scenari legati non solo alla loro funzione ma anche alla ritualità antica. Appuntamento venerdì 16 giugno 2023, alle 17, in sala Gazzola, in piazza San Fermo 3 a Verona, sede della SABAP Vr-Ro-Vi. Intervengono: Paola Salzani, Paola Bianchi, Giovanna Falezza, Giulia Pelucchini (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza), Franco Marzatico (soprintendenza per i Beni e le attività culturali Provincia autonoma di Trento), Gas Diving SUB – Bardolino. A seguire i partecipanti potranno visitare la sezione di preistoria del museo Archeologico nazionale di Verona, in stradone S. Tomaso, dialogando con la direttrice del Museo Giovanna Falezza e con gli esperti.
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