Milano. IX edizione delle Giornate di Archeologia, Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, promossa da Fondazione Terra Santa, Commissariato di Terra Santa del Nord Italia e rivista ‘Terrasanta’. Tre giorni in presenza tra Cattolica, Iulm e Biblioteca Ambrosiana. Ecco il ricco programma

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_locandinaA Milano, dal 26 al 28 ottobre 2023, si terrà la IX edizione delle Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, promossa da Fondazione Terra Santa, Commissariato di Terra Santa del Nord Italia e rivista ‘Terrasanta’. Un’immersione nella storia, nell’arte e nell’archeologia per scoprire il fascino millenario del Vicino e Medio Oriente. Uno straordinario viaggio attraverso il ricco programma di conferenze che avranno luogo in prestigiose istituzioni milanesi. La partecipazione è gratuita previa iscrizione da effettuarsi sulla piattaforma Eventbrite o via email all’indirizzo iscrizioni@fondazioneterrasanta.it indicando il proprio nominativo, quello di eventuali accompagnatori e titolo della/le sessione/i a cui si desidera partecipare.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_26-ottobre_locandinaMilano, giovedì 26 ottobre 2023, ore 14.30 – 17, università Cattolica del Sacro Cuore – Aula 242 (Cortile Dante Alighieri): “Lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: verso il centenario 1924-2024”. Alle 14.30, saluti e introduzione con fra Francesco Ielpo ofm, presidente della Fondazione Terra Santa; e prof. Marco Sannazaro, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici, università Cattolica del Sacro Cuore. Alle 14.30, fra Rosario Pierri ofm, decano Studium Biblicum Franciscanum (SBF) su “Lo Studium Biblicum Franciscanum nel panorama degli studi biblici e archeologici”; 15.15, don Gianantonio Urbani, archeologo, SBF su “Il convento della Flagellazione negli anni Venti: il luogo e le evidenze archeologiche”; 15.45, pausa; 16, fra Giovanni Claudio Bottini ofm, decano emerito SBF su “Figure di archeologi e biblisti dello Studium Biblicum Franciscanum del passato”; 16.30, Giovanna Franco Repellini, architetto e saggista, su “Antonio Barluzzi e la Cappella della Flagellazione a Gerusalemme. Verso i cento anni delle basiliche del Getsemani e del Tabor”. Iscriviti qui.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_27-ottobre_locandinaMilano, venerdì 27 ottobre 2023, ore 9 – 13, università IULM – Aula Mike Bongiorno (via Carlo Bo, Milano): “Medio Oriente e Nord Africa: i nuovi giochi delle grandi potenze”. Alle 9.15, saluti e introduzione con Guido Formigoni, prorettore, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM; e Monica Forni, presidente UCSI Lombardia. Alle 9.30, Daniele Manca, direttore Master di Giornalismo, IULM, su “Raccontare guerre e conflitti – Il dovere di controllo delle fonti e le Carte deontologiche”; 10.15, Enrico Palumbo, docente di Storia Contemporanea, Sapienza Università di Roma, su “Gli Stati Uniti in Medio Oriente dal 1945 ad oggi: ascesa e declino delle ambizioni della grande potenza”; 11, pausa; 11.15, Cinzia Bianco, ricercatrice ECFR, European Council on Foreign Relations, su “La Cina tra Iran e Arabia Saudita, l’emergere di una nuova potenza globale”; 12, Fulvio Scaglione, già corrispondente da Mosca e vicedirettore di Famiglia Cristiana, “Russia e Turchia in Medio Oriente e Nord Africa”. Modera Manuela Borraccino, giornalista e saggista. Iscriviti qui.

milano_fondazione-terrasanta_giornate-dell-archeologia_28-ottobre_locandinaMilano, sabato 28 ottobre 2023, ore 10 – 12.30, Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Sala delle Accademie (piazza Pio XI, Milano): “Le ricerche archeologiche al Santo Sepolcro, risultati e prospettive”. Alle 10, saluti e introduzione con mons. Marco Navoni, prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana; e fra Francesco Ielpo ofm, delegato per l’Italia del Custode di Terra Santa e presidente della Fondazione Terra Santa. Alle 10.30, fra Amedeo Ricco ofm, archeologo, Studium Biblicum Franciscacum, su “Le colonne del Santo Sepolcro al Terra Sancta Museum: musealizzazione e aggiornamenti sullo studio in corso”; 11, Lectio magistralis di Francesca Romana Stasolla, docente di Archeologia cristiana e medievale, dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Università di Roma – Direttrice degli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro, Gerusalemme, su “Le ricerche archeologiche al Santo Sepolcro, risultati e prospettive”. Iscriviti qui.

Napoli. Al via la XXIX edizione degli Incontri di Archeologia, in presenza e on line, per raccontare il patrimonio culturale antico. Apre, come da tradizione, il direttore Giulierini sul “Mann del futuro”. Ecco tutto il programma

napoli_mann_incontri-di-archeologia_2023_locandinaLe opere, le collezioni, i percorsi multidisciplinari, i progetti di ricerca: è ai nastri di partenza (primo appuntamento giovedì 26 ottobre 2023, alle 16) la rassegna “Incontri di Archeologia” che, giunta alla XXIX edizione, rappresenta uno dei punti cardine della programmazione culturale del museo Archeologico nazionale di Napoli. Il format è ormai consolidato e ben noto agli appassionati di arte antica: le 21 conferenze gratuite, in calendario dal 26 ottobre 2023 al 30 maggio 2024, sempre di giovedì alle 16, saranno organizzate in Auditorium e potranno essere seguite anche in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Mann. La XXIX edizione degli Incontri di Archeologia, a cura del Servizio Educativo del Mann, è progettata e organizzata da Giovanni Vastano e Miriam Capobianco, in collaborazione con Lucia Emilio.

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Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)

Come da tradizione, il ciclo di incontri è aperto dal direttore dell’Archeologico. La conferenza di quest’anno è su “Il Mann del futuro”. “Apriamo gli Incontri di archeologia parlando di futuro”, commenta Paolo Giulierini. “In questi anni gli appuntamenti del giovedì sono stati una preziosa ribalta per un’eccellenza non solo settoriale e specialistica ma per temi, incontri e personalità coinvolgenti e di alta capacità divulgativa, un vero e proprio festival della conoscenza. Grazie alla possibilità della trasmissione on line, che nulla ha tolto al senso di essere comunità ‘fisica’ degli Incontri e al piacere di ritrovarci al Museo, il pubblico si è negli ultimi anni allargato e il sapere condiviso si è reso disponibile alle scuole e alle università e non solo. Futuro quindi all’ordine del giorno del primo incontro, dai nuovi spazi e sezioni già cantiere alle ricerche del Mann, per un’inaugurazione particolare della nostra più importante rassegna che dopo otto anni mi emoziona e che vogliamo tutti dedicare al ricordo di Valeria Sampaolo”.

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La dea Lakshmi, corrispondente ad Afrodite, statuetta in avorio da Pompei, conservata nel Gabinetto segreto del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Novembre, ancora, sarà il mese dedicato ad alcune curiosità svelate dai reperti del Mann: Maria Morisco descriverà gli strumenti musicali delle collezioni museali (9 novembre) e Laura Weinstein si occuperà della preziosa statuetta della dea Lakshmi, testimone dei contatti tra Roma e India (30 novembre). Da non perdere, alcuni approfondimenti ad hoc, come quello sulla figura umana nella pittura antica (ne parlerà Anna Maria D’Onofrio, il 23 novembre) e sulle novità nello scriptorium dei Romani (se ne occuperà Umberto Pappalardo, il 21 dicembre). Immancabile, come ogni anno, la performance realizzata da Giovanni Greco con Michele Monetta e Lina Salvatore (ICRA Project): giovedì 14 dicembre, anche grazie alla collaborazione dell’Accademia nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, sarà possibile intrecciare il dramma delle Troiane di Euripide con la nostalgia e la passione del tango.

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Lapide sepolcrale del rebbi Abba Maris (IV-V secolo d.C.) da Brusciano (Na) conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il 2024 inizierà (18 gennaio) con la conferenza della direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, che identificherà la mission del proprio istituto in un percorso consapevole di conoscenza della storia; per la Giornata della Memoria, da segnare in agenda anche l’evento del 25 gennaio, durante il quale Giancarlo Lacerenza ritroverà, nelle collezioni del Mann, alcune suggestive storie ebraiche d’amore e morte.

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Sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli: Afrodite trionfante dall’anfiteatro campano di Capua (foto graziano tavan)

Focus sulla Campania Romana con tre incontri in programma a partire da febbraio: Stefania Gigli Quilici, Laura Acampora e Angela Maria Ferroni illustreranno il valore politico-culturale espresso dalla candidatura UNESCO della Via Appia (8 febbraio), Carmela Capaldi condurrà una promenade di studio nella sezione Campania Romana (29 febbraio) e Stefania Pafumi ripercorrerà il percorso tecnologico per risolvere l’enigma della Quadriga di Ercolano (14 marzo). Ancora una celebrazione dei capolavori del Mann nella conferenza di Bianca Ferrara e Vito Giuseppe Prillo, che si occuperanno della Magna Grecia con particolare riferimento ai banchetti e ai pasti sacri (15 febbraio).

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L’archeologa Valeria Sampaolo, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Napoli, è morta a 70 anni il 9 settembre 2023 (foto paolo soriani)

A marzo (giovedì 7), tradizionale appuntamento dedicato alla condizione femminile con la conferenza di Francesca Galgano; a fine mese (giovedì 21), Stefano De Caro ricorderà Valeria Sampaolo.

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Frame del video che racconta il trasferimento del Mosaico di Alessandro da Pompei al Real Museo Borbonico (foto mann)

Il traffico illecito di beni culturali sarà il tema della conferenza di Marialucia Giacco e Ilaria Marini (4 aprile), mentre la settimana successiva (11 aprile) il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ripercorrerà le nuove ricerche in programma nella città vesuviana. Il mese si concluderà (18 aprile) con un approfondimento, a cura di Laura Forte, sulla rappresentazione del Gran Mosaico da parte dei disegnatori del Real Museo Borbonico.

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Un’idria della collezione Spinelli nel deposito del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Quattro, infine, gli appuntamenti di maggio: Andrea Milanese traccerà la storia del Museo tra 1900 e 1957 (giovedì 9); Alessandra Sperduti e Valentina Cosentino si occuperanno della necropoli di Santa Teresa (giovedì 16); Emanuela Santaniello, Sveva Savelli, Mariateresa Operetto, Marina Vecchi e Alessandra Spadaccini tratteranno del progetto di tutela e valorizzazione della Collezione Spinelli, che rappresenta sia uno dei più ricchi rinvenimenti archeologici della Piana Campana, sia uno dei più importanti nuclei collezionistici del Mann (giovedì 23); Mariateresa Operetto, infine, analizzerà le nuove prospettive del lavoro di restauro (30 maggio).

Padova. Al Palazzo del Bo le giornate internazionali di studio “Fisicità e voce, gesto e ornamento nella comunicazione politica greca fra VI e IV sec. a.C.”, in presenza e on line, sul ruolo del corpo e dei suoi attributi, della comunicazione non verbale e della dimensione fonica della voce nella scena politica nel mondo greco  

padova_palazzo-del-bo_convegno-Fisicità-e-voce-gesto-e-ornamento-nella-comunicazione-politica-greca_locandinaA Padova due giorni di convegno su “Fisicità e voce, gesto e ornamento nella comunicazione politica greca fra VI e IV sec. a.C.” organizzato dai professori Alessandra Coppola e Stefano Caneva. Appuntamento il 25 e il 26 ottobre 2023 in presenza nell’aula Nievo di Palazzo Bo in via VIII febbraio 2 a Padova. E in streaming su unipd.zoom.us/j/89803821035. L’obiettivo delle giornate di studio è fare incontrare specialisti di diversi campi per discutere insieme domande, tipologie di fonti e metodologie di ricerca diverse e complementari sul ruolo del corpo e dei suoi attributi, della comunicazione non verbale e della dimensione fonica della voce nella scena politica nel mondo greco, durante i cruciali tre secoli in cui si inquadrano il periodo arcaico maturo, l’età classica e l’epoca dei Diadochi. Sono invitati a partecipare studenti, specializzandi, dottorandi e tutti gli interessati.

PROGRAMMA. Mercoledì 25 ottobre 2023. Alle 15, saluti istituzionali: Giovanna Valenzano, direttrice del dipartimento dei Beni culturali; Monica Salvadori, prorettrice con delega al Patrimonio artistico, storico e culturale; 15.10, Alessandra Coppola, Stefano Caneva: introduzione. SESSIONE 1, presiede R. Brock. Alle 15.30, Antonio Panaino (università di Bologna): “Ieraticità e postura fisica nel linguaggio del potere nell’Iran achemenide”; 15.50, Alain Duplouy (Université Paris I Panthéon-Sorbonne): “Cittadinanza e lusso tra VI e IV secolo”; 16.10, Marina Polito (università di Salerno): “Ostentazione del corpo e sfoggio del lusso: modalità di comunicazione nella polis arcaica”; pausa caffè. Alle 17, Stefania De Vido (università Ca’ Foscari Venezia): “Corpi di re e di regine nelle Storie di Erodoto”; 17.20, Anna Beltrametti (università di Pavia): “Interpretare il potere. Personalità ateniesi a confronto nelle biografie di Plutarco”; 17.40, Martina Treu (università IULM, Milano): “A me la scena! Lo spazio del potere e i suoi codici: vocali e gestuali, tragici e comici”; 18, discussione.

PROGRAMMA. Giovedì 26 ottobre 2023. SESSIONE II, presiede A. Beltrametti. Alle 9, Monica Baggio (università di Padova): “Il corpo nell’immaginario della polis: segni, gesti, posture sulla ceramica attica di V secolo a.C.”; 9.20, Elena Santagati (università di Catania): “Guerra e intelligence: gestualità del corpo e parola d’ordine”; 9.40, Maria Chiara Monaco (università della Basilicata): “Fregi a rilievo e corpi atletici come strumento di comunicazione politica sull’Acropoli di Atene”; 10, Roger Brock (University of Leeds): “Walking too fast, talking too loud: democratic freedom and the citizen’s body in classical Athens”; pausa caffè; 10.50, Alessandra Coppola (università di Padova): “L’abito fa il politico: simbolismi e metafore dell’abbigliamento nel V e IV secolo”; 11.10, Pietro Zaccaria (Katholieke Universiteit Leuven): “L’abbigliamento cinico come scelta apolitica”; 11.30, Cesare Zizza (università di Pavia): “Il corpo e la Politica. Metafore antropomorfe e percettivo-sensoriali in Aristotele”; 11.50, discussione; pausa pranzo. SESSIONE III, presiede A. Duplouy. Alle 15, Jean-Noël Allard (ANHIMA, Paris / PLH-Erasme, Toulouse): “La laideur dans les arènes politiques de la cité athénienne de l’époque classique”; 15.20, Giuseppe Squillace (università della Calabria): “Le vie dell’inganno. Voci, gesti e artifici della comunicazione durante il regno di Filippo il Macedone”; 15.40, Stefano Caneva (università di Padova): “La voce di Demostene: strategie della performance nella lotta politica di IV secolo”; pausa caffè. Alle 16.30, Alessandro Cavagna (università di Milano Statale): “Questioni di scalpo!”; 16.50, Luca Lorenzon (Université de Liège): “Barba, capelli e baffi: l’acconciatura come messaggio politico, fra tradizione e nuove tendenze”; 17.10, Claude Pouzadoux (Université de Paris X Nanterre): “Gestualità e politica sui vasi a figure rosse del tardo apulo”; 17.30, discussione; 18.30, Alessandra Coppola, Stefano Caneva: conclusioni.

“Un giorno a Pompei”: il racconto delle attività quotidiane del Parco, dall’apertura dei cancelli alla chiusura serale in un video di Silvia di Domenico, in anteprima all’auditorium degli Scavi aperto ai visitatori

Dall’apertura dei cancelli alla chiusura serale, il racconto in video di “Un giorno a Pompei” e delle attività quotidiane del Parco, numerosissime, che consentono al sito di essere fruito da milioni di visitatori ogni anno. Un resoconto dell’impegno corale delle tante e diverse professionalità che operano per la cura della città. Il video “Un giorno a Pompei” sarà presentato il 25 ottobre 2023, alle 11.30, all’auditorium degli Scavi di Pompei, alla presenza del direttore generale Gabriel Zuchtriegel, del presidente e amministratore delegato di Ales Mario De Simoni e del direttore Servizi operativi e tecnico specialistici Ales, Alessandra Faini. Evento aperto al pubblico dei visitatori del Parco. “Un giorno a Pompei” è il video realizzato dalla direzione generale Musei, con il supporto di Ales, che presenta il parco archeologico di Pompei in modo inedito, attraverso la narrazione di una giornata lavorativa dal punto di vista delle persone impegnate quotidianamente nel sito e la presentazione delle principali attività necessarie a garantirne e migliorarne la fruizione, contestualmente alla conservazione e allo studio e ricerca. Il video, per la regia di Silvia di Domenico e da un’idea di Alessandra Faini, ha una durata di 13 minuti. Le attività, riprese in singole scene e commentate da diversi referenti del Parco, offrono un’originale panoramica del Parco. L’obiettivo che si è voluto raggiungere è la rappresentazione dell’impegno corale ed incessante delle numerose e diverse professionalità che operano per la cura della città, quasi in corrispondenza simbolica con i numerosi visitatori che, nella maggioranza dei casi, lo attraversano inconsapevoli della portata di tale impegno. Gli elementi della “cura “e del “quotidiano” ricondotti alla complessità del sistema di riferimento – un’intera città riportata alla luce e riconsegnata alla storia – sono i punti di forza del racconto.

 

Riva del Garda. Al centro congressi il convegno internazionale “The Transformation of Europe in the Third Millennium BC” in presenza e on line. Focus sul fenomeno campaniforme e sui meccanismi della sua grande diffusione, uno dei misteri più persistenti della preistoria europea

riva-del-garda_centro-congressi_convegno-the-transformation-of-europe-in-the-third-millennium-bc_locandinaCosa rivelano le recenti ricerche sulle comunità umane del terzo millennio avanti Cristo? Quali sono le dinamiche sociali e i processi culturali che caratterizzano il nostro continente in quel periodo cruciale per la nostra storia comune? A quali cambiamenti sono soggette le compagini sociali stanziate nell’Europa di 5000 anni fa? Ne discuteranno archeologi provenienti da molti paesi europei in occasione del convegno internazionale “The Transformation of Europe in the Third Millennium BC” che si terrà al Centro Congressi di Riva del Garda dal 25 al 28 ottobre 2023. L’incontro, a cura di Franco Nicolis, già direttore dell’Ufficio Beni archeologici provinciale, e Volker Heyd docente dell’università di Helsinki, Finlandia, è organizzato dall’Ufficio beni archeologici dell’Umst soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. L’appuntamento in Trentino è il primo di due convegni scientifici coordinati (il secondo si terrà a Budapest dal 24 al 27 aprile 2024) che hanno come temi principali l’evoluzione culturale, sociale ed economica, la preistoria linguistica, la mobilità umana e le conseguenti interazioni genetiche che hanno trasformato il quadro del popolamento europeo tra il IV e il III millennio a.C. La partecipazione ai lavori, che si svolgeranno in lingua inglese e che potranno essere seguiti anche da remoto, è gratuita previa iscrizione sul sito www.transformeurope1riva2023.com. L’evento è realizzato con la collaborazione e il sostegno di Trentino Marketing, Garda Trentino, MAG Museo Alto Garda, Riva del Garda Fierecongressi e On The Go. Il fitto programma prevede nel corso delle quattro giornate 26 interventi suddivisi in sei sessioni. Studiosi e specialisti di istituti di ricerca e università italiani e di altri Paesi europei avranno modo di confrontarsi al fine di tracciare il quadro aggiornato delle attuali conoscenze in questo particolare settore della disciplina archeologica che vede la collaborazione di molte altre scienze, come l’antropologia, la genetica, la genomica e addirittura la linguistica. Nell’ambito del convegno è inoltre prevista la visita al sito palafitticolo di Fiavé, patrimonio mondiale UNESCO, con il museo delle Palafitte e il Parco Archeo Natura.

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Particolare del fondo decorato di bicchiere campaniforme (seconda meta III millennio a.C.) da Santa Cristina di Fiesse (Brescia) (foto soprintendenza bc-tn)

Il terzo millennio avanti Cristo corrisponde a parte di quella che viene comunemente chiamata l’età del Rame, un periodo di notevoli cambiamenti che hanno interessato anche il territorio trentino. Uno degli aspetti salienti più interessanti di questa fase è il tema che sarà affrontato nell’intervento di Franco Nicolis ed Elisabetta Mottes dell’Ufficio beni archeologici provinciale. Si tratta del cosiddetto “fenomeno del Bicchiere Campaniforme” (in inglese Bell Beaker). Con questa espressione si identificano le manifestazioni culturali relative alla presenza di un particolare tipo di vaso, dalla tipica forma di campana rovesciata e solitamente decorato con caratteristici motivi a fasce orizzontali. Nel corso del III millennio a.C. questo tipo di recipiente è largamente diffuso nei siti archeologici e nelle sepolture su buona parte del continente europeo, dal Portogallo alla Polonia, dalla Scozia alla Sicilia, arrivando persino alle coste dell’Africa Settentrionale.

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Tomba dell’Arciere di Amesbury (Inghilterra) o “The King of Stonehenge” (foto wikipedia)

Il fenomeno campaniforme e i meccanismi della sua grande diffusione rappresentano uno dei misteri più persistenti della preistoria europea. Numerose teorie sono state avanzate per dare una risposta plausibile a tale diffusione, da quella che ha considerato il popolo portatore del vaso campaniforme come una vera e propria realtà etnica, a quella che vi ha identificato invece piccoli gruppi itineranti dediti al commercio e depositari delle conoscenze legate alla metallurgia, alla teoria che ha visto nel vaso campaniforme un simbolo di ricchezza detenuto da un ristretto segmento della popolazione, oppure un elemento connesso ad attività rituali o infine un recipiente destinato a contenere particolari bevande fermentate (birra, idromele). Sembra indubbio, tuttavia, che il bicchiere campaniforme possedesse un alto valore simbolico e una grande forza di rappresentazione dello stato sociale. Ne è una esemplificazione il rinvenimento ad Amesbury, a pochi chilometri da Stonehenge in Inghilterra, di una sepoltura di un individuo adulto con un corredo funerario ricchissimo composto da più di cento oggetti. Tra questi figuravano cinque bicchieri campaniformi, due bracciali da arciere (un altro elemento tipico dell’armamentario campaniforme), numerose punte di freccia, tre pugnali in rame e due orecchini in oro. L’individuo sepolto è stato ribattezzato “The King of Stonehenge”, il re di Stonehenge. Infatti, il massimo sviluppo del celeberrimo monumento megalitico, con l’erezione degli enormi monoliti, risale proprio alla fase campaniforme, tra il 2400 e il 2100 a.C.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 25 OTTOBRE 2023. Alle 9, Franco Nicolis & Volker Heyd, “Introduzione all’incontro”. SESSIONE 1 “Origini e significato del fenomeno del bicchiere a campana: paradigmi e dati”: alle 9.30, relazione di apertura João Luís Cardoso, “La necropoli della grotta di Verdelha dos Ruivos e la genesi del complesso del bicchiere a campana nell’Estremadura portoghese”; 10.15, Karsten Wentink, “Viaggiare nello spazio e nel tempo. Tumuli funerari, stereotipi e cosmologia del bicchiere a campana”; 10.45, pausa caffè; 11.15, Maria de Jesus Sanches e Maria Helena Lopes Barbosa, “Il fenomeno del bicchiere a campana nel nord-ovest della penisola iberica: considerazioni sulla sua cronologia, sui contesti archeologici e sugli stili ceramici”; 11.45, keynote paper Martin Furholt “I Bell Beaker hanno davvero un’origine?”; 12.30, discussione dopo la prima sessione; 13, pranzo. SESSIONE 2 “Terre di confine del Bell Beaker: interazione e trasformazione nel Mediterraneo centrale”; 14.30, keynote paper Stašo Forenbaher, “L’enigma al bivio: stile, cultura e fenomeno Cetina”; 15.15, Maja Gori, “Vivere nelle terre di confine senza percepire i confini: i Bell Bekers e i Balcani”; 15.45, Elisabetta Borgna e Giulio Simeoni, “Componenti culturali d’impatto marittimo e alpino nell’Adriatico settentrionale agli albori del Bronzo Antico”; 16.15, pausa caffè; 16.45, Franco Nicolis ed Elisabetta Mottes, “Relazioni, connessioni, interazioni, risorse, mobilità umana: i bicchieri (fuzzy) nel Nord Italia”; 17.15, keynote paper Giulia Recchia, “Cross-cultural encounters and transformation: overlapping spheres of interactions in the 3rd millennium BC Central Mediterranean”; 18, final discussion of the day.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 26 OCTOBER 2023. SESSION 3 “Bell Beaker Ideology, Religion, Cosmology, Ritual and Social Practice”. Alle 9, keynote paper Marc Vander Linden, “Places of shared belief, places of collective action: on the role of ideologies in the maintenance of the Bell Beaker network”; 9.45, Ralph Grossmann, “Bell Beaker, Corded Ware, Schönfeld: Material links and the Reflux Theory – A Reconsideration”; 10.15, coffee break; 10.45, Eni Soriano, “From east to west: sex/gender system in Bell Beaker elite”; 11.15, Volker Heyd, “The Trinity of the Bell Beaker Phenomenon or a network of the Rising Sun?”; 11.45, keynote paper Alfredo Mederos Martín and Thomas X. Schuhmacher, “Social and ideological change with the first bell beakers in the Iberian Peninsula (2550-2400 BC)”; 12.30, discussion after the third session; 13, lunch. SESSION 4 “Bell Beaker Economies, Technology, Diets and Lifeways”. Alle 14.30, keynote paper Marie Besse, Jessica Ryan-Despraz, Florian Cousseau, Claudine Abegg, “When craftspeople move: a social approach of the Bell Beaker societies around the Alps”; 15.15, Eve Derenne and Delia Carloni, “Beakers, jars and dolmens: A history of Western Alpine societies and their constellations of practice between 3300 and 1600 BCE”; 15.45, coffee break; 16.15, Quentin Favrel, “Beyond the standard: the organisation of Bell Beaker ceramic production”; 16.45, keynote paper Mike Parker Pearson, “Transformations and continuities in subsistence and society: Bell Beaker-users in Britain”; 17.30, final discussion of the day; 20.30, Conference Dinner in Riva del Garda.

PROGRAMMA VENERDÌ 27 OCTOBER 2023. SESSION 5 “Beaker Folk versus Regional Identities”. Alle 9, keynote paper Pilar Prieto Martinez, “Defining levels of identity through materiality: inquiring into the North and Northwest of Iberia”; 9.45, Ana Catarina Basílio and António Valera, “We don’t want those pots: interpreting the Bell Beaker absence at Santa Vitória ditched enclosure (Southern Portugal)”; 10.15, coffee break; 10.45, Neil Carlin, “Understanding Bell Beaker identities in Ireland – people, places and identities”; 11.15, keynote paper Olivier Lemercier, “Humans and Cups: an archaeological perspective”; 12, discussion after the fifth session; 12.30, Lunch & Poster Session; 14, Leaving for Excursion to Fiavè Archaeological Dwelling Site, Park and Museum.

PROGRAMMA SABATO 28 OCTOBER 2023. SESSION 6 “Special session as link to the 2nd part of the ‘Transformation of Europe’. Bell Beakers, Corded Wares and Steppe Ancestry”. Alle 9, keynote paper Ian Armit, “A sea change? Mobility, genetics and the Beaker Complex in Britain”; 9.45, Alissa Mittnik, Claudio Cavazzuti et alii, “Investigating the 4th-2nd millennium BCE transition in Italy”; 10.15, Coffee Break; 10.45, giornale online Iñigo Olalde, “L’arrivo degli antenati delle steppe nella penisola iberica”; 11.15, Guus Kroonen, “Sulle tracce dei principali gruppi indoeuropei d’Europa: problemi linguistici riguardanti le culture archeologiche derivate dalla steppa del Terzo millennio a.C.”; 11.45, keynote paper Wolfgang Haak, Sandra Penske, Luka Papac, Adam Ben Rohrlach, “I profili genomici degli individui associati a Bell Beaker nell’Europa centrale e orientale”; 12.30, discussione generale, guidata dai relatori principali della sessione (uno per ogni sessione); 13.30, Volker Heyd e Franco Nicolis, conclusione dell’incontro e invito al secondo incontro dal 24 al 27 aprile 2024 a Budapest.

Roma. Convegno internazionale “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi, idee” in presenza e on line. Tre giorni in tre sedi di diverse per una riflessione sul ruolo giocato dal Lazio antico nel contesto dell’Ellenismo italico

ostia-antica_parco_convegno-ellenismo-il-lazio-in-italia-e-nel-mediterraneo_locandinaTre giorni di convegno internazionale a Roma, il 25, 26 e 27 ottobre 2023, su “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme processi idee”, promosso da Sapienza università di Roma; università dell’Aquila; parco archeologico di Ostia antica; parco archeologico di Ercolano; parco archeologico di Sibari; museo nazionale Romano; Deutsches Archäologisches Institut Rom; École française de Rome; Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma. Il convegno si svolge in presenza su sedi diverse, ma sarà possibile seguirlo in diretta streaming collegandosi al canale YouTube del Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza, Università di Roma: https://www.youtube.com/c/ScienzeDellAntichitaSapienza. La giornata inaugurale del 25 ottobre si svolgerà nella sede di Palazzo Massimo del museo nazionale Romano. Giovedì 26 ottobre (seconda giornata del convegno), l’appuntamento sarà all’École française de Rome (piazza Navona, 62). L’ultima data, venerdì 27 ottobre, si svolgerà invece alla Sapienza università di Roma, nell’Odeion del museo dell’Arte classica. Questo è il programma completo con gli interventi.

Il convegno costituirà un’occasione per stimolare la riflessione sul ruolo giocato dal Lazio antico – e dalle comunità che ad esse in qualche modo si riferivano – nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, la cui ovvia egemonia e centralità ha relegato la regione latina in una dimensione di sostanziale subalternità nel processo di costruzione dell’identità culturale dell’Italia ellenistica. Al contrario, gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico che si esprime, con grande evidenza, nei più diversi ambiti: dall’urbanistica all’architettura, dall’arte alla produzione artigianale, dalla religione ai rituali funerari. Si tratta di una vitalità che mostra elementi di autonomia – a volte anche di precocità – rispetto alla stessa Roma e che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana in una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo.

Ma da quando e in quali momenti storici il mondo latino ebbe ragioni e occasioni di inserirsi nel globale processo culturale ellenistico? Quali furono i suoi interlocutori privilegiati nella Penisola, in Grecia e in Oriente? Quali furono i “modelli” adottati e rielaborati, con o senza la mediazione di Roma? Fino a quando il Lazio mantenne una riconoscibile identità culturale? Come quest’ultima agì nei confronti di Roma, delle altre entità italiche di antica origine e della colonizzazione latina? Quali figure – persone, famiglie o gruppi latini e non latini attivi nel Lazio – e con quali strumenti – politici, economici, sociali – si resero protagoniste delle dinamiche di cambiamento? Quali meccanismi, non solo “istituzionali”, agirono nella trasmissione di idee, modelli, programmi e prassi? Il convegno tenta di dare una riposta a questi quesiti con studi e approfondimenti che tengano conto delle ricerche storiche e delle acquisizioni archeologiche più recenti e significative, offrendo un’occasione di confronto e discussione per meglio definire il ruolo del Latium vetus e adiectum in Italia, nel Mediterraneo e nei confronti di Roma all’origine e nei successivi sviluppi del fenomeno culturale dell’Ellenismo.

Milano. Al museo d’Arte della Fondazione Rovati apre la mostra “Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda”: per la prima volta i capolavori archeologici insieme ai gioielli antichi e moderni della famosa famiglia di antiquari, collezionisti e orefici dell’800 lasciano il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per un progetto itinerante

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Collezione Castellani al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: campagna fotografica della Fondazione Luigi Rovati per la mostra “Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda” (foto pasquale de bellis)

Ottanta opere della celebre collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, appartenenti sia alla raccolta archeologica che a quella dei gioielli antichi e moderni, da Roma hanno preso la via di Milano dove, alla Fondazione Luigi Rovati, il 25 ottobre 2023 apre la mostra “Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda”, nata dalla collaborazione fra museo ETRU e Fondazione Rovati. Le opere resteranno a Milano fino al 3 marzo 2024 per prendere poi la strada di Hannover in Germania dove saranno parte di un nuovo progetto espositivo. “Per alcuni mesi i tesori della collezione Castellani”, ricorda Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “diverranno gli ambasciatori del Museo con un progetto espositivo originale che mira a valorizzarne anche la fama sul piano dell’influenza artistica che la famiglia di antiquari, collezionisti e orefici ha esercitato nell’800 divenendo un punto di riferimento a livello internazionale”. E continua: “Gli spazi liberati dai capolavori Castellani saranno occupati a novembre dalla grande mostra sulla città etrusca di Spina, proveniente da Ferrara”.

milano_fondazione-rovati_mostra-tesori-etruschi-la-collezione-castellani-tra-storia-e-moda_locandinaAll’apertura della mostra, mercoledì 25 ottobre 2023, alle 18, Giuseppe Sassatelli, curatore della mostra, e Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, terranno una conversazione su “Gli Etruschi nella collezione Castellani. Produzioni mediterranee: dèi ed eroi e vita femminile”. L’incontro è gratuito e a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili. Si consiglia la prenotazione. Il biglietto per la conferenza non include l’accesso al Museo d’arte.

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Lo Studio Castellani, Sala II “Ori antichi”, ai primi del ‘900 (foto archivio fotografico etru)

Tesori etruschi. La collezione Castellani tra storia e moda. La mostra apre mercoledì 25 ottobre 2023 il programma autunnale della Fondazione. Ospitare la più significativa collezione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, finora mai uscita nella sua completezza, è il risultato della collaborazione tra un‘istituzione pubblica e un‘istituzione privata che vede i due musei impegnati nel valorizzare il patrimonio etrusco e la storia del collezionismo che si sviluppa attorno ad esso. L’attività di Fortunato Pio Castellani e dei suoi figli Alessandro e Augusto, orafi, collezionisti e mercanti di antichità, s’intreccia con la stagione delle grandi scoperte di scavo nei territori anticamente abitati dalle popolazioni etrusche e italiche. La famiglia Castellani avvia e sviluppa anche un’intensa attività di collezionismo e promuove scambi di antichità provenienti dalla penisola, in cui interesse storico, esigenze di studio, sentimento nazionale e commercio internazionale s’intrecciano.

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Gli Ori Castellani, i gioielli realizzati dai celebri orafi che nel XIX secolo inventarono la cosiddetta “oreficeria archeologica italiana” (foto da rivista Scientific Reports)

La mostra approfondisce la storia della famiglia Castellani, della sua bottega orafa, che lancia la moda della gioielleria antica, e della sua straordinaria collezione raccolta negli anni e donata in parte al Museo di Villa Giulia nel 1919 e in parte disseminata nei musei di tutto il mondo. I reperti in arrivo da Roma – oltre ottanta – si affiancano alla collezione permanente del Museo d’arte in un processo di contaminazione che segue il metodo espositivo della Fondazione. Le sei sezioni della mostra espongono numerosi gioielli antichi accanto a fedeli riproduzioni ottocentesche, come il pendente in oro a testa di Acheloo; ceramiche attiche, come la kylix attribuita al Pittore di Phrynos; e ceramiche mediterranee, come l’hydria prodotta a Caere e attribuita al Pittore dell’Aquila. La Sala azzurra ospita un dialogo tra l’oreficeria etrusca, affiancata alla produzione ottocentesca della bottega Castellani, con i gioielli contemporanei di Chiara Camoni. L’artista presenta una serie di sculture-gioiello ottenute fondendo oggetti preziosi con un processo inverso, che “dalla forma ritorna verso l’informe, e dal quale si genera inaspettatamente altra bellezza”.

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Lo Studio Castellani, Sala IV “Ori moderni”, ai primi del ‘900 (foto archivio fotografico etru)

La Bottega Castellani. Nel 1814 Fortunato Pio, capostipite della famiglia Castellani, apre in via del Corso a Roma la propria bottega orafa. Trasferita poi in piazza Fontana di Trevi, diventa una tappa obbligata per intellettuali, politici, personaggi noti ed esponenti della nobiltà europea in visita nella capitale. Scambi di idee, conversazioni di contenuto politico e artistico animano le “sale di ricevimento” dello studio Castellani. Questi spazi sono vetrine per le creazioni, oltre che eleganti salotti in cui coltivare rapporti sociali e collezionare informazioni. La sede a Fontana di Trevi è suddivisa in un’anticamera e quattro ampie sale comunicanti, ciascuna dedicata a diverse categorie di gioielli. Una sezione è destinata agli “ori antichi” mentre un’altra agli “ori moderni”. Esposti su scaffali affollati e spesso integrati nell’arredamento, i monili illustrano “sopra tangibili, sicuri documenti, la vecchia tradizione della scuola degli orafi romani”.

Paestum. “Diari di Archeologia”: nel secondo episodio l’archeologa Teresa Marini ci fa seguire il sopralluogo dell’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza nel deposito “Oltre il Museo” dell’Archeologico nazionale

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Dettaglio della Tomba del Sequestro della Finanza dei depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Dopo aver seguito lo scavo del Tempietto dorico di Paestum con Tiziana D’Angelo, direttrice del parco archeologico di Paestum e Velia (vedi Paestum. Al via la rubrica “Diari di Archeologia”: nel primo episodio il direttore Tiziana D’Angelo con gli archeologi Manuela Ferraioli e Francesco Mele alla scoperta del tempietto dorico | archeologiavocidalpassato), nel secondo episodio della rubrica “Diari di Archeologia”, Teresa Marino, funzionario archeologo del parco archeologico di Paestum e Velia, ci porta nel vivo del sopralluogo effettuato con l’Opificio delle Pietre Dure alla Tomba del Sequestro della Finanza. L’indagine ha visto il personale tecnico-scientifico dell’Opificio approfondire lo stato di conservazione della tomba conservata nei depositi visitabili della sezione “Oltre il Museo”. Insieme a Teresa Marino hanno preso parte al sopralluogo l’archeologa Maria Emilia Masci, la chimica Monica Galeotti, e le restauratrici Paola Lorenzi e Sara Penoni.

“Ci troviamo oggi all’interno del museo Archeologico nazionale di Paestum”, spiega Teresa Marino. “Siamo nella sezione “Oltre il museo” che è dedicata ai depositi visitabili. Oggi è in corso un sopralluogo da parte del personale tecnico-scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure, istituto del ministero della Cultura che ha avviato una collaborazione con il parco archeologico di Paestum e Velia dedicato proprio a questa tomba. Si tratta di un percorso conoscitivo finalizzato a conoscere e approfondire lo stato di conservazione di questa tomba. Si tratta di un’équipe multidisciplinare che è composta da due restauratrici, una specializzata sui materiali lapidei e una sulle pitture murali e stucchi, un’archeologa e una chimica del laboratorio scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure. Questa tomba è particolarmente importante perché conserva all’interno delle scene affrescate che raffigurano l’arrivo del defunto nell’Aldilà e una serie di personaggi lungo le pareti laterali che sfilano in cortei. Vi aspettiamo al museo Archeologico nazionale di Paestum per visitare la Tomba del Sequestro della Finanza e per partecipare al percorso di visita nei depositi”.

Oltre 3mila viaggiatori nel primo trimestre per il diretto Roma-Pompei in Frecciarossa: Trenitalia proroga il servizio per tutto il 2024, tutte le domeniche

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Il Frecciarossa 1000 diretto Roma-Pompei il giorno dell’inaugurazione del servizio il 16 luglio 2023 (foto FS italiane)

Nel primo trimestre di servizio, oltre 3mila passeggeri hanno scelto il Frecciarossa per visitare gli scavi di Pompei, con una media di più di 300 viaggiatori ogni domenica, sulla rotta Roma Termini-Napoli Centrale-Pompei e viceversa (vedi Il nuovo collegamento diretto Roma-Pompei in Frecciarossa è realtà: per ora sarà una corsa giornaliera ogni terza domenica del mese. I dettagli nella presentazione al ministero della Cultura | archeologiavocidalpassato). Un interesse che trova conferma anche nelle oltre 1000 prenotazioni per il mese di ottobre, compreso il “tutto esaurito” registrato domenica 15 ottobre 2023. Visti gli ottimi risultati, il collegamento è stato confermato da Trenitalia anche per il 2024 e sarà effettuato tutte le domeniche, con corse straordinarie anche nei giorni festivi, come ad esempio il 1° novembre e l’8 dicembre. Questo servizio rientra nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio e delle eccellenze italiane da parte del Gruppo FS e del ministero della Cultura, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un turismo culturale promuovendo l’utilizzo del treno, mezzo sostenibile per eccellenza.

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Il ministro Gennaro Sangiuliano alla presentazione del Frecciarossa Roma-Pompei (foto mic)

“La decisione del Gruppo FS è fondata sui numeri importanti del Frecciarossa Roma-Pompei, nato dalla collaborazione con il Ministero della Cultura. I dati testimoniano il grande successo di un’iniziativa in cui abbiamo creduto sin dal principio”, ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Siamo persone serie e facciamo le cose con gradualità, dopo una prima fase sperimentale abbiamo reso settimanale il collegamento e i fatti ci hanno dato ragione. Dal 16 luglio ad oggi, infatti, più di 3mila passeggeri hanno scelto il Frecciarossa per visitare gli scavi di Pompei, con una media di oltre 300 viaggiatori ogni domenica. In futuro, pensiamo di estendere ulteriormente il servizio. Pompei è un unicum nella storia del mondo. Si tratta di un luogo che rappresenta la memoria non soltanto della nostra identità ma di tutta l’umanità. Oggi è diventato anche un modello di gestione e conservazione del patrimonio culturale, un esempio di cui andare fieri, come ha anche sottolineato la Commissaria UE per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira, che di recente ha visitato con me il Parco archeologico”.

roma-pompei_frecciarossa-diretto_locandinaTutte le domeniche un Frecciarossa 1000 parte da Roma Termini alle 8.53 e in meno di due ore, con fermata a Napoli Centrale, arriva a Pompei alle 10.40. Ad attendere i viaggiatori diretti agli scavi c’è il bus-navetta Pompei Link. All’ingresso del Parco archeologico tanti i vantaggi riservati ai viaggiatori Frecciarossa. Anche il viaggio di ritorno è stato studiato con orari ideali per una buona esperienza, anche “giornaliera”: alle 18.40, infatti, parte da Pompei il Frecciarossa che arriva a Roma Termini alle 20.55, con fermata intermedia a Napoli Centrale alle 19.23.

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La stazione ferroviaria Napoli Piazza Garibaldi

Il Frecciarossa non è l’unica modalità per raggiungere Pompei comodamente. Ogni giorno, infatti, a partire dalle 7 ci sono oltre 10 collegamenti, in media uno ogni ora, con i Regionali di Trenitalia, in coincidenza con altrettante Frecce che giungono a Napoli da Nord e Sud. I treni regionali partono dalla stazione sottostante di Napoli Piazza Garibaldi verso Pompei e, da lì, si può utilizzare sempre il servizio Pompei Link per arrivare agli scavi. Stesse modalità per il ritorno: navetta + treno regionale fino a Napoli Piazza Garibaldi e da lì, chi vorrà proseguire verso Roma, potrà usufruire di una delle oltre 10 corse giornaliere in Frecciarossa da Napoli Centrale.

Roma. In Curia Iulia l’epigrafista Silvia Orlandi (Sapienza università) su “I gladiatori nelle fonti antiche” quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” a corollario della mostra al Colosseo

roma_curia-iulia_i-gladiatori-nelle-fonti-antiche_locandina“I gladiatori nelle fonti antiche” con Silvia Orlandi: martedì 24 ottobre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, otto incontri che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Silvia Orlandi, Sapienza Università di Roma. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://24ottobre_conferenzegladiatori.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

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Federica Rinaldi, responsabile del Colosseo, e Silvia Orlandi, epigrafista dell’università la Sapienza di Roma (foto PArCo)

Inizialmente impegnata come ricercatrice, Silvia Orlandi ha successivamente ricoperto la posizione di professoressa associata di Epigrafia latina alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza università di Roma a partire dal 2006. Negli ultimi vent’anni, ha lavorato in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologica e altri enti di tutela per preservare e studiare il patrimonio epigrafico di Roma. Nel suo ruolo, si è dedicata all’aggiornamento e alla gestione dello schedario epigrafico, bibliografico e fotografico, con l’obiettivo di contribuire al sesto volume del Corpus Inscriptionum Latinarum. Parallelamente, ha guidato la digitalizzazione di questo lavoro. L’informatica applicata all’epigrafia è stata una componente significativa del suo impegno, incluso il contributo alla banca dati. Ha assunto il ruolo di coordinatore scientifico nel progetto internazionale EAGLE (Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy) nel triennio 2013-2016. Tra i suoi principali ambiti di ricerca, ha dedicato particolare attenzione allo studio delle numerose iscrizioni trovate e custodite nel Colosseo. Questo ha portato alla pubblicazione di un volume nella serie Epigrafia Anfiteatrale dell’Occidente Romano, generando importanti saggi riguardanti l’aristocrazia senatoria tardoimperiale. Silvia Orlandi è attualmente coinvolta in studi sulla storia dell’antiquaria, della falsificazione e del collezionismo cinquecentesco. Ha curato l’edizione dei codici epigrafici Neap. XIII. B. 7 e XIII. B. 8 di Pirro Ligorio. Ha partecipato all’allestimento della sezione epigrafica del museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e a diverse mostre tematiche, come “Sangue e Arena” e “Roma e i Barbari” e “Divus Vespasianus”.