La XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea nella sezione di Licodia Eubea propone 17 film. Ecco il focus su alcuni dei titoli in programma con la video-presentazione di Giuseppe Galluzzo e Francesca Nobili

Polo culturale della Badia a Licodia Eubea (foto fcca)

Dal 5 al 7 dicembre 2025 la XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct), dopo l’esperienza di Catania, torna nella sede storica, Licodia Eubea, al Polo culturale della Badia, dove verranno presentati 17 film. Come abbiamo fatto con la sezione di Catania, anche in questo caso proponiamo un focus su alcuni film in cartellone introdotti dalla video-presentazione di Giuseppe Galluzzo e Francesca Nobili, dell’ufficio Comunicazione del Festival, seguendo il programma di proiezione e non l’ordine di pubblicazione sul sito FCCA.

Venerdì 5 dicembre 2025, alle 8.45, in PRIMA REGIONALE, il film “Il segreto della Dea / The secret of the Goddess” di Lorenzo Antonioni (Italia 2019, 26’). Al tempo degli Etruschi fervono i preparativi per la festa della dea della fertilità. Vulca, che lavora da un ceramista, è un bambino che si interroga sul mistero del divino ed intraprende un percorso interiore immergendosi nella natura.

Venerdì 5 dicembre 2025, alle 11.30, in PRIMA REGIONALE, il film “Once Beneath a Time” di Amelia Dickson (USA 2024, 4’). Un viaggio nelle profondità di un mondo preistorico immaginario e un omaggio a ciò che la Terra cela nelle sue profondità.

Venerdì 5 dicembre 2025, alle 11.40, in PRIMA REGIONALE, il film “L’uomo di Val Rosna / The man of Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia 2024, 19’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo come la lavorazione del pesce e la pittura con l’ocra, e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale.

Venerdì 5 dicembre 2025, alle 12, in PRIMA NAZIONALE, il film “Diario di scavo. Archeologi a Siponto / Excavation Diary. Archaeologists in Siponto” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 55’). A Siponto, una giornata di scavo diventa il racconto del mestiere dell’archeologo. Diario di scavo osserva i gesti, il tempo e la cura di chi riporta alla luce la storia, rivelando il valore dell’archeologia pubblica come dialogo tra terra, ricerca e comunità.

Venerdì 5 dicembre 2025, alle 18, in PRIMA NAZIONALE, il film “La Festa / The Mistery Play” di Manuel Gutierrez Aragón, Pablo Más Serrano (Spagna 2025, 60’). Nel Medioevo, il teatro rinacque grazie alla messa in scena, all’interno delle chiese, dei cosiddetti “drammi sacri”, che fiorirono in tutta Europa a partire dal XII secolo. Con il Concilio di Trento, la Chiesa li proibì e queste rappresentazioni scomparvero del tutto. Tutte, tranne una: i Misteri d’Elx, dove gli abitanti trasformano il dolore della morte nella gioia della celebrazione.

Sabato 6 dicembre 2025, alle 10, in PRIMA NAZIONALE, il film “La grande Histoire des végétariens / Vegetarians the Great Odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianesimo sembrerebbe un fenomeno decisamente contemporaneo, invece ha una storia lunga e spesso poco conosciuta. Dai jainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana fondata a Londra nel 1847, il film racconta un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le proprie scelte alimentari, si interrogano sul posto dell’umanità nel mondo.

Sabato 6 dicembre 2025, alle 21, in PRIMA REGIONALE, il film “Anime galleggianti / Floating Souls” di Maria Giménez Cavallo (USA Italia 2024, 71’). Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, Anime galleggianti è un viaggio attraverso le mistiche terre della Sardegna. Un’opera ibrida che mischia l’etnografia visuale e musicale con la mitologia classica, l’approccio documentario con la fantasia. I destini intrecciati dei personaggi ovidiani culminano nel Carnevale autoctono, i cui riti scandiscono la ciclicità tra la vita e la morte.

Ostia antica (Roma). In Sala Cébeillac-Gervasoni, “Una giornata per Ida Baldassarre” promossa dal parco archeologico a poche settimane dalla scomparsa dell’archeologa che, tra gli altri, diede grande contributo allo studio e alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra

Il parco archeologico di Ostia antica organizza una giornata in ricordo di Ida Baldassarre, a poche settimane dalla scomparsa dell’archeologa che, tra gli altri, diede grande contributo allo studio e alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra (vedi Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni Ida Baldassarre, figura di primo piano dell’archeologia italiana, allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Impegnata in Egitto e Libia, e sull’Isola sacra di Ostia antica. La sua monumentale edizione “Pompei. Pitture e Mosaici” resta un punto di riferimento | archeologiavocidalpassato). Lunedì 1° dicembre 2025, in Sala Cébeillac-Gervasoni, all’interno degli Scavi di Ostia, “Una giornata per Ida Baldassarre”, a cura di Irene Bragantini, Alessandro D’Alessio e Cristina Genovese. Il programma. Alle 10, Alessandro D’Alessio, Cristina Genovese, Introduzione alla Giornata; 10.20, Amneris Roselli, Ida nel Dipartimento del Mondo classico; 10.40, Matteo D’Acunto, Ida e l’insegnamento universitario: formazione, ricerca, spirito critico; 11, Bruno d’Agostino, Ida, dall’Alpi alle Piramidi: la misura del mondo, la profondità della storia; 11.20, Coffee break; 11.40, Emanuele Greco, Ida interprete ineguagliabile del “De Amicitia”; 12, Angela Pontrandolfo, Sulle esperienze pittoriche del primo ellenismo; 12.20, Agnés Rouveret, Costruire e decostruire la pittura romana: ricordi di conversazioni con Ida; 12.40, Anna Santucci, Ida e/a Cirene; 13, discussione; 13.30, pausa pranzo; 15, Franca Taglietti, Uno sguardo limpido che accoglie il dubbio: Ida e la necropoli dell’Isola Sacra; 15.20, Irene Bragantini, Ida ‘per iscritto’: sulla decorazione a Porto; 15.40, Filippo Coarelli, Intervento di chiusura.

Napoli. All’università “Federico II”, in presenza e on line, la giornata internazionale di studi “Donne e Archeologia in Europa nel XX secolo. Il ruolo delle donne nella ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico” a cura di Bianca Ferrara, per approfondire il contributo delle donne alla storia della disciplina archeologica

Lunedì 1° dicembre 2025, alle 9.30, nell’aula Ex Cataloghi Lignei dell’università “Federico II” di Napoli, nel complesso di San Pietro Martire in via Porta di Massa 1 a Napoli, la giornata internazionale di studi “Donne e Archeologia in Europa nel XX secolo. Il ruolo delle donne nella ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico” a cura di Bianca Ferrara e rappresenta un’importante occasione per approfondire il contributo delle donne alla storia della disciplina archeologica, riportando alla luce figure e percorsi rimasti a lungo nell’ombra. L’iniziativa acquista particolare rilievo grazie alla partecipazione di studiose provenienti da diversi contesti accademici, italiani e stranieri. Sarà inoltre possibile seguire l’evento anche online tramite la piattaforma Microsoft Teams (https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ODJiMGNkM2ItNWZiNC00YzVmLThjZTMtMmY1YTM5MzM3NWQx%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%222fcfe26a-bb62-46b0-b1e3-28f9da0c45fd%22%2c%22Oid%22%3a%2280566533-a071-4e2e-a989-0a894ea565dc%22%7d). La Giornata rientra in un progetto di ricerca scientifica coordinato dalla prof.ssa Bianca Ferrara, volto ad approfondire il ruolo delle donne negli studi archeologici tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, con particolare attenzione ai percorsi formativi, alle modalità di accesso alla professione e ai contributi offerti allo sviluppo della disciplina archeologica. Il Convegno vedrà la partecipazione di studiose e ricercatrici provenienti da Università italiane e straniere, che approfondiranno le tematiche proposte, offrendo nuovi e interessanti spunti di riflessione. Le diverse relazioni in programma permetteranno infatti di delineare un quadro più completo e articolato del contributo femminile alla disciplina, mettendo in luce figure spesso poco note ma di grande rilevanza scientifica.

Dopo i saluti istituzionali di Andrea Mazzucchi e Rosalba Di Meglio, la prima sessione del Convegno, coordinata da Antonella Tomeo, prevede gli interventi di Giovanna Greco, Flavia Frisone, Margarita Díaz-Andreu, María José Berlanga Palomo, Fedra A. Pizzato e Sophie Hay. A seguire, le relazioni di Bianca Ferrara, Rachele Cava, Daniela Capece Teresa Laudonia. I contributi offriranno un quadro articolato delle esperienze femminili che, tra archeologia, papirologia ed epigrafia, si sono sviluppate in un contesto tradizionalmente dominato da figure maschili, mettendo in luce percorsi professionali, approcci critici e metodologie innovative introdotte dalle studiose.

La XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea apre per la prima volta a Catania dove sono proposti 13 film. Ecco il focus su alcuni dei titoli in programma con la video-presentazione di Giuseppe Galluzzo e Francesca Nobili

La sala del Centro universitario Teatrale che ospita la sezione di Catania del Festival delal Comunicazione e del Cinema archeoloico di Licodia Eubea (foto fcca)

Dal 2 al 4 dicembre 2025 la XV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) apre per la prima volta a Catania, al Centro universitario teatrale – CUT di Catania, dove verranno presentati 13 film. Per entrare nell’atmosfera del festival proponiamo un focus su alcuni film in cartellone introdotti dalla video-presentazione di Giuseppe Galluzzo e Francesca Nobili, dell’ufficio Comunicazione – Social Media del Festival, seguendo il programma di proiezione e non l’ordine di pubblicazione sul sito FCCA.

Martedì 2 dicembre 2025, alle 18.30, in PRIMA ASSOLUTA, il film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro / The great dream. Monreale and its treasure” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 19’). Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro è un racconto delle meraviglie del Duomo di Monreale, attraverso il filo conduttore della leggenda del sogno di Guglielmo II, secondo cui il sovrano avrebbe avuto in visione la Madonna che lo avvisava dell’esistenza di un grandioso tesoro. Con quel tesoro, Guglielmo avrebbe costruito un duomo tutto d’oro, segno di gratitudine a Dio e alla Vergine Maria.

Mercoledì 3 dicembre 2025, alle 12.30, in PRIMA REGIONALE, il film “La grande quercia / The Great Oak” di Maria Giménez Cavallo (Usa Italia 2022, 19’). La grande quercia di Scandiano, radicata da secoli nel cuore dell’Emilia, osserva in silenzio il lento mutare di un paesaggio dove natura e opera umana si intrecciano. Dalle rivoluzioni del Rinascimento fino al presente, la sua chioma custodisce tracce di storia, memoria e trasformazione. In un unico piano sequenza di 15 minuti, realizzato interamente con un drone, il film abbandona lo sguardo antropocentrico per restituire alla natura il ruolo di narratrice, invitandoci a riflettere sul nostro posto nel mondo.

Mercoledì 3 dicembre 2025, alle 17.30, in PRIMA REGIONALE, il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo / ‘Campo Della Fiera’ and the well of time” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’). Ai piedi della rupe di Orvieto sorge Campo della Fiera, identificato come il leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi e cuore spirituale della loro civiltà. Nei secoli il luogo si è trasformato in centro romano e poi in insediamento francescano, conservando la propria aura di sacralità. Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce templi, mosaici, ceramiche e un profondo pozzo mai esplorato, custode di antichi segreti. Campo della Fiera e il pozzo del tempo conduce lo spettatore in un viaggio tra mito, storia e mistero, sulle tracce di un possibile enigma templare.

Mercoledì 3 dicembre 2025, alle 18.30, in PRIMA REGIONALE, il film “Io non dimentico / I do not forget” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13’). Io non dimentico è un “pentalogo visivo” dedicato a tutte le persone perseguitate perché non conformi a un orientamento sessuale binario, la cui stessa morte è stata mistificata, nascosta, considerata di serie B. È un viaggio nella memoria e nella storia, un atto di voce e di presenza per chi ancora oggi lotta per il diritto di amare ed essere amato, di vivere e celebrare il proprio corpo. Un omaggio a tutte le anime i cui epitaffi celano o negano la loro vera identità.

Padova. Ai musei Eremitani la conferenza “Pigorini e la preistoria dell’Egeo: i rapporti con Heinrich Schliemann e con la Missione Archeologica Italiana a Creta” con Massimo Cultraro (CNR, Catania) e Nicola Cucuzza (università di Genova), sesto e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)” a cura di Michele Cupitò e Silvia Paltineri (unipd)

Martedì 2 dicembre 2025, alle 17.30, in sala del Romanino, ai Musei Eremitani di Padova, la conferenza “Pigorini e la preistoria dell’Egeo: i rapporti con Heinrich Schliemann e con la Missione Archeologica Italiana a Creta” con Massimo Cultraro (CNR, Catania) e Nicola Cucuzza (università di Genova), sesto e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Massimo Cultraro, dirigente di ricerca dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) (foto parco naxos)

Heinrich Schliemann, il celebre scopritore di Troia e Micene, ha una grande popolarità in Italia in parte favorita dai legami personali e istituzionali tra l’uomo d’affari tedesco e alcune figure di alto rango dell’accademia nazionale. “Indefesso viaggiatore e amante dell’Italia – ricordano Cultraro e Cucuzza -, Schliemann aveva compiuto, nel corso della sua esistenza, sei viaggi nel nostro Paese, alcuni dei quali si erano trasformati in permanenze fisse durate anche due mesi. Nell’ultimo decennio una fortuita combinazione tra il riordino generale del Fondo Schliemann conservato ad Atene e la (ri)scoperta dell’Archivio personale di Luigi Pigorini presso l‘università di Padova, ha posto le basi per la ricostruzione del ruolo giocato dallo scopritore di Troia all’interno della società degli intellettuali e del mondo dell’archeologia nazionale. Figura cardine di questo complesso sistema di relazioni è stato Luigi Pigorini, il quale, oltre a diventare anche amico personale dello studioso tedesco, aveva favorito l’attivazione di alcune missioni archeologiche in Italia, pressoché sconosciute in letteratura, ma oggi ricostruite grazie all’incrocio tra fonti archivistiche di differente natura.

Nicola Cucuzza, professore dell’università di Genova

“Pigorini aveva incontrato Schliemann nel 1868 a Napoli – continuano i due studiosi – all’interno del circolo di archeologi e antropologi dei quali facevano parte Giuseppe Fiorelli e Giustiniano Nicolucci. L’incarico di capo Sezione della direzione generale dei Musei e Scavi di Antichità, istituita a Roma in seguito allo spostamento dei ministeri nella nuova capitale, apre fin dal 1875 una nuova stagione di rapporti tra Pigorini e Schliemann. L’epicentro di questo rapporto è l’affidamento a Schliemann di una intensa attività di esplorazioni in Sicilia nell’autunno del 1875, a cui segue una campagna di scavi a Marino (Roma), sui Colli Albani alla ricerca della mitica Alba Longa. Quest’ultimo scavo sarà al centro di una violenta polemica che coinvolge i salotti romani e alcune figure della vecchia intellighenzia pontificia, come il geologo e antichista Miche Stefano De Rossi, al punto da richiedere un intervento istituzionale dello stesso Pigorini. Affetto, stima reciproca ma anche concessione di una parte della collezione troiana a Roma, sono gli ingredienti di un lungo rapporto, prima solo algido e formale, ma in seguito in grado di aprirsi anche a confidenze personali, come si ricava dalle lettere dell’archivio ateniese che oggi assumono un valore indiscutibilmente più denso dopo la scoperta della corrispondenza conservata a Padova.

Heinrich Schliemann (1822-1890)

“Luigi Pigorini, nella veste di presidente della Regia Scuola Archeologica di Roma, svolse un importante ruolo anche nella fondazione della Missione archeologica italiana a Creta nel 1899. Fu infatti grazie alla sua azione, coordinata con quella di Domenico Comparetti, un altro eminente studioso italiano di filologia e storia greca, che fu possibile inviare la missione archeologica nell’isola, allora posta sotto il controllo di alcune nazioni europee, fra cui l’Italia.

Le gradinate del teatro di Gortina (Creta) messe in luce dalla campagna di scavo 2025 dell’università di Padova (foto saia)

“Tra il 1900 ed il 1905 la Missione archeologica, guidata sul campo da Federico Halbherr, contribuì significativamente alla scoperta della civiltà minoica, portando alla luce il Palazzo di Festòs e la Villa di Haghia Triada. Più che un coinvolgimento sul piano scientifico, nel sostenere la Missione archeologica a Creta Pigorini avvertiva probabilmente la necessità che l’Italia mostrasse, attraverso l’impegno sul campo di archeologi operanti nella Scuola da lui diretta, la capacità di condurre delle indagini in un contesto internazionale. L’importanza politica di questa iniziativa agli occhi di Pigorini può quindi spiegare il limitato interesse che lo studioso dimostrò per le scoperte archeologiche effettuate dalla Missione cretese.

Il famoso disco di Festos, oggi conservato al museo Archeologico di Heraklion a Creta (foto wp)

“Concluso nel 1905 il mandato di presidente della Scuola di Roma, Pigorini fu nel 1908 contrario alla costituzione della Scuola Archeologica Italiana di Atene, che a suo parere doveva essere solo una “sezione” di quella romana. I rapporti con gli archeologi impegnati nelle indagini a Creta continuarono comunque ad essere cordiali anche in quegli anni ed anzi, per una circostanza casuale, Pigorini fu il primo ad essere messo al corrente, per lettera, della scoperta del celebre disco di Festòs“.

Castelfranco Emilia (Mo). Presentazione de “I colori del Museo”, la nuova installazione multimediale immersiva del museo civico Archeologico “A. C. Simonini”

L’hanno chiamata “I colori del Museo”: è la nuova installazione multimediale immersiva del museo civico Archeologico “A. C. Simonini” di Castelfranco Emilia (Mo), che propone un inedito percorso di scoperta e valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino attraverso luce, suono e tecnologia. “I colori del Museo” viene presentata domenica 30 novembre 2025, alle 17, nella sala polivalente di Santa Maria Assunta e museo civico Archeologico di Castelfranco Emilia. L’iniziativa, gratuita con ingresso libero, promossa dalla Città di Castelfranco Emilia e dalla Regione Emilia-Romagna, rappresenta un passo importante nel processo di innovazione e accessibilità del museo, rendendo l’esperienza di visita più coinvolgente e contemporanea.

Programma. Alle 17, saluti istituzionali: Giovanni Gargano, sindaco della Città di Castelfranco Emilia; Silvia Cantoni, assessore alla Cultura della Città di Castelfranco Emilia; Gessica Allegni, assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna. Interventi: Silvia Ferrari, funzionario settore Patrimonio culturale, Regione Emilia Romagna; Lara Sabbionesi, funzionaria della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara; Marcello Ganzerli, manager in grafica, digital rendering e marketing. Alle 18.15, al museo civico Archeologico “A.C. Simonini”, presentazione della nuova installazione “I colori del Museo”.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata a chi vuole scoprire per la prima volta Altino

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)

Pannello d’ingresso con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico (foto parco archeologico altino)

Antefissa in terracotta con la Potnia Theron dal santuario di località Fornasotti oggi al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Dal pannello col nome Altino in latino e venetico all’ingresso del museo Archeologico nazionale di Altino alla collana in oro di produzione tarantina (fine II – I secolo a.C.), all’antefissa in terracotta raffigurante la 𝘗𝘰𝘵𝘯𝘪𝘢 𝘛𝘩𝘦𝘳𝘰̀𝘯 o Signora degli animali (prima metà del I secolo a.C.): sono solo alcune delle “scoperte” che si possono fare entrando al museo di via S. Eliodoro 56 in località Altino di Quarto d’Altino (Ve). Domenica 30 novembre 2025, alle 15.30, è in programma “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, una visita guidata al museo Archeologico nazionale di Altino, dedicata a tutti coloro che vogliono scoprire per la prima volta la storia dell’antica Altino e dei suoi reperti. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazione: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale visita guidata “Archè, il principio e l’acqua”, terzo appuntamento con gli approfondimenti tematici a corollario della mostra

Domenica 30 novembre 2025, al museo Archeologico nazionale di Taranto terzo appuntamento con gli approfondimenti tematici a corollario della mostra “Archè. Il principio e l’acqua”, inaugurata il 26 settembre 2025 e che rimarrà aperta fino al 1° febbraio 2026: un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del MArTA; un viaggio che si estende fino all’epoca medievale e moderna, per raccontare una città stratificata e viva come Taranto. Alle 16, una funzionaria archeologa del MArTA guiderà i partecipanti in un percorso che esplora l’acqua dolce come bene naturale e culturale, attraverso anche reperti mai esposti prima, provenienti dai ricchissimi depositi del Museo. Attività incluse nel biglietto d’ingresso (10 euro, salvo gratuità e riduzioni). Nessuna prenotazione richiesta.

La mostra “Archè. Il principio e l’acqua”. “Nello scenario contemporaneo, in cui sono sempre più percepibili gli effetti del cambiamento climatico, in cui si avverte la necessità di un uso equo e solidale delle risorse idriche”, interviene Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, “occorre ripartire dalle origini, dalla storia più antica delle genti che hanno abitato il nostro territorio: un tema di memoria, di consapevolezza e di riscoperta del passato comune, per costruire al meglio il nostro futuro. Nel progettare la mostra sull’acqua, si è scelto infatti di richiamare il termine Archè, il principio di tutto, caro alla filosofica greca.  Il progetto espositivo nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, in un panorama articolato, diacronico, e con diverse narrazioni e vari approfondimenti tematici, le forme dei vasi e quegli oggetti legati alla quotidianità dell’acqua, e ai diversi usi antichi, che provengono da Taranto e dai territori vicini. Un lavoro di “emersione” – continua la direttrice Stella Falzone – che ci consente di riportare alla luce reperti che solo per questioni di spazio rimangono al buio dei depositi, e che in occasioni come queste ci permettono inoltre di ampliare il racconto fino all’epoca medievale e moderna di questa città così stratificata”.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo partecipa a “Musei in Musica” con un’apertura straordinaria dell’anfiteatro flavio e performance di cori

Sabato 29 novembre 2025 torna l’appuntamento in notturna con “Musei in Musica”, la manifestazione promossa da Roma Capitale, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, organizzata da Zètema Progetto Cultura. Il parco archeologico del Colosseo aderisce con un’apertura serale straordinaria del Colosseo che sarà animata dalle performance dei cori Vocal Oddity (diretto da Raffaella Monza) e Sing Up (diretto da Fabrizio Vestri). L’ingresso avverrà da piazza del Colosseo a partire dalle 20.10 con ultimo accesso alle 22.20.

Roma. La 15.ma edizione di Musei in Musica alle università: dalla Sapienza a E-Campus alla Luiss. Il programma

Musei, spazi espositivi, istituzioni estere ma anche i luoghi del sapere e dell’istruzione. L’edizione 2025 di Musei in Musica arriverà ancora una volta nelle università pubbliche e private della città con un ampio programma di iniziative. Come quelle messe in campo dalla SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA che aprirà straordinariamente il proprio Polo Museale dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23 o, in alcuni casi, 23.30) consentendo di partecipare gratuitamente a concerti e a visite guidate. A dare il via all’iniziativa, alle 20 nel Nuovo Teatro Ateneo, il concerto inaugurale Pavane, contes et chansons con l’orchestra MuSa Classica diretta da Demetrio Moricca che guiderà il pubblico lungo un percorso dedicato alla raffinatezza della musica europea tra XIX e XX secolo, passando dal colore timbrico di Maurice Ravel al lirismo cantabile di Edward Elgar. Info orari e programmazione: http://www.uniroma1.it. Apertura straordinaria anche per l’UNIVERSITÀ TELEMATICA E-CAMPUS di via Matera (dalle 20.30 alle 23.30, ultimo ingresso ore 23) che aderisce all’iniziativa proponendo uno spettacolo di tango argentino, con la musica eseguita dal trio Daria Rossi Poisa (violoncello), Gabriela Gali (bandoneon), Antonella Neri (piano) e le performance di ballo affidate ai danzatori professionisti Juliana Figueredo, Fabiano Silveira, Arianna Aramini, Renato Serrecchia e al maestro Pablo Garcia. Ulteriore opportunità per i cittadini è l’apertura straordinaria della sede di Villa Alberoni dell’UNIVERSITÀ LUISS GUIDO CARLI (dalle 20.30 alle 22), i cui spazi saranno visitabili con due turni di ingresso (alle 20.30 e alle 21.15). Il percorso sarà accompagnato da un sottofondo musicale dei brani prodotti dalla casa discografica Luiss Baccano. Accesso gratuito previa registrazione.