Novità editoriali. “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università) di Francesca Romana Stasolla (università di Roma Sapienza): la storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi

Copertina del libro “Archeologia del Medioevo” di Francesca Romana Stasolla
La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami) l’ha definito “un nuovo e ambizioso libro, ricco di informazioni sul Medioevo europeo”. È quello scritto dalla socia Francesca Romana Stasolla, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università di Roma Sapienza. Si intitola “Archeologia del Medioevo” (Mondadori università). Guardare al Medioevo attraverso i suoi dati materiali significa ripercorrere la lunga storia di un migliaio di anni attraverso lo spettro di architetture, manufatti, paesaggi, collocati nei rispettivi contesti socio-ambientali e letti diacronicamente. Il caleidoscopio che ne emerge restituisce un’area euromediterranea in profonda trasformazione, dove genti di tipo diverso si incontrano e si scontrano, dove sorgono nuove realtà insediative, dove si sperimentano tecniche, modi dell’abitare, nuove forme di relazione sociale. Il passaggio dal mondo antico alle soglie dell’età moderna viene descritto attraverso i tempi ed i luoghi del Medioevo euro-mediterraneo, per poi affrontare i temi più attuali nella storiografia contemporanea e le classi dei manufatti attraverso i quali l’archeologia contribuisce alla ricostruzione storica.
Forte dei Marmi (Lu). Aperta al Fortino, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo”: 24 preziosi reperti (molti inediti) dal museo Egizio di Torino propongono un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica all’età greco-romana attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri

Il direttore Christian Greco illustra la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” al ministro degli Esteri Antonio Tajani (foto graziano tavan)

La maschera funeraria: immagine guida della mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” sopra il Fortino di Forte dei Marmi (foto graziano tavan)
L’immagine della grande maschera funeraria di età romana ti guarda dall’alto del Fortino Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lu). Ma per vederla da vicino devi entrare: la troverai proprio alla fine del percorso della piccola (per dimensioni) grande (per qualità) mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo” inaugurata giovedì 1° agosto 2024 con un ospite speciale, il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che ha avito modo di visitarla in anteprima con il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, al quale ha assicurato la sua presenza a Torino per le celebrazioni del bicentenario della fondazione del museo. Per l’Egizio il 2024 è un anno speciale: celebra i due secoli, che ne fanno il più antico museo egizio del mondo, con un rinnovamento straordinario della sede e di alcune sezioni, e una serie di manifestazioni che avranno il loro clou tra novembre e dicembre 2024. Ma questo non ha impedito al museo Egizio di continuare nella propria mission di aprirsi al mondo esterno.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini, il sindaco Bruno Murzi e il presidente della Fondazione Villa Bertelli Ermindo Tucci (foto graziano tavan)
Ecco dunque la mostra “Gli Egizi e il dono del Nilo” a Forte dei Marmi dal 1° agosto 2024 al 2 febbraio 2025, curata dall’egittologo Paolo Marini del museo Egizio di Torino, con 24 preziosi reperti scelti per l’occasione dai depositi del museo, e promossa dalla Fondazione Villa Bertelli e dal Comune di Forte dei Marmi col patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Lucca e Comune di Torino. Proprio in sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, sottolinea come questa mostra rappresenti una sfida e una scommessa per il Comune della Versilia: “Vogliamo offrire un’occasione culturale ai molti turisti che frequentano la nostra cittadina e le nostre spiagge, ma anche al territorio diventando punto di riferimento per i residenti e per le scuole. E già oggi abbiamo molte prenotazioni dalla Toscana, dal Lazio e dalla Liguria”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: da sinistra, il curatore Paolo Marini davanti alla maschera funeraria di età romana (foto graziano tavan)
“La mostra Gli Egizi e il dono del Nilo”, spiega il curatore Paolo Marini, “propone un viaggio nel tempo, dall’epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.) attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri: reperti di grande valore che provengono dai depositi del museo Egizio, quindi normalmente non visibili al pubblico e, in alcuni casi, mai esposti prima. L’immagine guida della mostra è una maschera funeraria di età romana proveniente da Assiut: una riproduzione idealizzata del volto del defunto realizzata in cartonnage, materiale simile alla cartapesta, e destinata alla protezione magica del defunto”.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.) (foto graziano tavan)
Tra i reperti in mostra, un tipico modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.), in legno stuccato e dipinto, decorato con la coppia di occhi udjat a protezione dello scafo. Dalla Galleria della Cultura materiale del museo Egizio proviene invece il set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.). Il percorso espositivo è arricchito da infografiche e installazioni multimediali e da due riproduzioni provenienti dal museo Egizio: la statua monumentale di Ramses II e il sarcofago di Butehamon.

Mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo” a Forte dei Marmi: set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.) (foto graziano tavan)
“La mostra intende sollecitare la curiosità”, spiega il direttore Christian Greco, “illustrando la complessità di quello che presentiamo. Gli oggetti esposti ci parlano di cultura funeraria, non perché gli Egizi fossero ossessionati dalla morte. Noi conosciamo la loro cultura materiale principalmente per aver scavato in necropoli e questa è la nostra principale chiave di accesso alla cultura dell’Antico Egitto. Il racconto che facciamo qui vuole invece presentare le persone, oltre l’oggetto. Sono quindi felicissimo che, oltre coloro che potranno visitare la mostra d’estate, la comunità di possa appropriare di questa esposizione e la possa utilizzare per capire come quella memoria materiale, che proviene da un luogo distante, in realtà predetermini chi siamo noi oggi e ci proietti in quest’ottica mediterranea dove la civiltà nilotica ha avuto un ruolo fondamentale”.
Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Una passeggiata a villa Poniatowski. La storia della villa e delle collezioni” con Luigi Corbelli, primo appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

Lebete in argento con protomi a serpente dalla Tomba Bernardini di Praeneste (attuale Palestrina), secondo quarto del VII secolo a.C., conservato nelle collezioni di Villa Poniatowski (foto etru)
Venerdì 2 agosto 2024 “Una passeggiata a villa Poniatowski. La storia della villa e delle collezioni”, primo appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Luigi Corbelli accompagna i partecipanti in una passeggiata a Villa Poniatowski alla scoperta della storia della villa e delle sue collezioni. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 17. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Il biglietto si acquista presso la sede di Villa Giulia. Posti limitati. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità. Si partirà con una presentazione delle fasi di vita della villa e dei suoi diversi proprietari, fino ad arrivare all’acquisizione da parte dello Stato Italiano e alla sua destinazione a museo. Successivamente verranno illustrate le ricche collezioni custodite, articolate in base ai differenti luoghi di provenienza.
Ercolano. Al parco archeologico per tutto agosto “I Venerdì di Ercolano”, la sesta edizione dei percorsi serali guidati animati da performances teatrali originali. Quest’anno il tema è Ercole, mitico fondatore della città. Anteprima gratuita per la comunità locale
Passeggiare la sera al parco archeologico di Ercolano accompagnati da Ercole. Torna il 2 agosto 2024 il ciclo di aperture serali del parco archeologico di Ercolano de “I Venerdì di Ercolano”, la sesta edizione del ciclo di visite in notturno che offrono percorsi guidati al sito vestito di luce tra gli incanti della città antica animati da performances teatrali originali create ad hoc in collaborazione con Teatri 35.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, ai “Venerdì di Ercolano” (foto paerco)
Quest’anno la scelta del tema è caduta su Ercole il mitico fondatore della città che sarà lo spirito guida alla scoperta di nuovi punti di vista e con il coinvolgimento dei partecipanti che si ritroveranno, ancora una volta, cittadini di Ercolano. Appuntamento tutti i venerdì sera di agosto: 2, 9, 16, 23, 30. Ingressi ogni 10 minuti dalle 20 fino alle 22.30: 16 turni di visita con gruppi di max 35 persone. Alle 21 è prevista la visita in lingua inglese. I visitatori dovranno presentarsi 20 minuti prima del proprio turno di visita esclusivamente all’ingresso monumentale di corso Resina. Biglietti: intero 9 euro; ridotto (per la fascia di età 18-30 non compiuti) 5 euro; gratuito per i minorenni, per i disabili e gli accompagnatori. Anche quest’anno anteprima – serata inaugurale giovedì 1° agosto 2024, alle 20, riservata alla la comunità locale: gli ospiti saranno accompagnati nella visita dal direttore Francesco Sirano.

Panoramica dell’antica Herculaneum illuminata per le visite serali dei “Venerdì di Ercolano” (foto paerco)
L’itinerario 2024 de “I Venerdì di Ercolano”, della durata di circa 1 ora e mezza, immerge i visitatori nell’affascinante ambientazione del Parco illuminato e vissuto attraverso suggestioni notturne. Si parte dall’Antica Spiaggia, luogo di recente restituito alla fruizione dei visitatori, simbolo dell’antica città, unica con fronte a mare interamente conservato, per poi toccare punti nevralgici come la Terrazza di Nonio Balbo, la Palestra, la Piscina e in un districarsi di strade, fino alla Casa Sannitica, alla Bottega del Colonnato tuscanico, alla Sede degli Augustali. Un’esperienza che sarà resa unica e coinvolgente grazie ad una sceneggiatura che trasformerà l’intera città in palcoscenico e i visitatori in partecipanti all’azione scenica sulle tracce di Ercole. È consigliabile l’uso di scarpe basse e comode. Le serate estive si godono meglio proteggendo la pelle con lozioni contro le punture degli insetti.
Pompei. L’antiquarium chiude per manutenzione e riallestimento, aprono La Villa Imperiale e le case di Trittolemo e del Marinaio

La facciata monumentale dell’Antiquarium di Pompei (foto parco archeologico pompei)

I preziosi affreschi della Villa Imperiale a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Dal 1° agosto 2024 l’Antiquarium degli scavi di Pompei chiude per lavori di manutenzione straordinaria e riallestimento di alcune sale espositive. Tre dei calchi esposti all’Antiquarium saranno visibili nella Villa Imperiale, accessibile dal varco di accesso dell’Antiquarium. Saranno contestualmente aperte la Casa del Marinaio e la Casa di Trittolemo. Il bookshop presente al piano superiore dell’Antiquarium resterà aperto, e sarà regolarmente in uso l’ascensore per garantire il passaggio dei disabili lungo il percorso “Pompei per tutti”.

Villa Imperiale a Pompei: ricostruzione del cubicolo (stanza da letto) (foto parco archeologico pompei)

Villa Imperiale a Pompei: ricostruzione del triclinio (sala da pranzo) (foto parco archeologico pompei)
La Villa Imperiale (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18), così chiamata per lo splendore della sue pitture, è una vasta residenza costruita a ridosso delle mura e scenograficamente disposta su terrazze a più livelli digradanti verso il mare. Le grandi e lussuose sale erano decorate con bellissimi affreschi e con pavimenti in marmo a motivi geometrici, di cui rimane solo la traccia che le lastre hanno lasciato sulla preparazione. La ricca dimora, aperta per la prima volta al pubblico nell’aprile 2016, presenta allestimenti che permettono un’esperienza immersiva nella vita quotidiana dell’antichità. È infatti riallestito il cubicolo, la stanza da letto, con tutto il suo arredamento: il letto, panche, candelabri, lucerne, tavoli e cassette per i documenti. Il grande triclinio presenta i letti su cui si mangiava semisdraiati, i tavolini e il ricco vasellame, sia in bronzo che in vetro e ceramica, utilizzato per i banchetti. La Villa è stata costruita nel corso del I sec. d.C. e fu distrutta dal terremoto del 62 d.C.; al momento dell’eruzione era in fase di smantellamento.

Il grande atrio della Casa del Marinaio a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La Casa del Marinaio (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18): l’abitazione, il cui impianto risale alla fine del II secolo a.C., richiese un grande impegno edilizio dal momento che fu necessario colmare il forte dislivello esistente tra i vari settori tramite la costruzione di ambienti voltati semi- ipogei utilizzati come magazzino. La presenza di un vasto quartiere a carattere commerciale e produttivo all’interno di un’elegante casa di città rappresenta un’eccezione nel panorama pompeiano. I principali ambienti della dimora si aprono su un imponente atrio ridecorato alla fine del I secolo a.C. con numerosi ed interessanti mosaici in bianco e nero. In questa fase venne anche aggiunto un piccolo complesso termale. La casa, portata alla luce a partire dal 1871, deve il suo nome al mosaico con sei prore di navi entro arsenali posto all’ingresso, allusione al sereno rifugio offerto ai suoi occupanti e forse anche all’attività armatoriale del proprietario.

L’atrio della Casa di Trittolemo a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La Casa di Trittolemo (apertura 9.15- chiusura 18.20, ultimo accesso ore 18) si apre su una delle aree più prestigiose della città, di fronte alla Basilica e nei pressi del Foro, centro della vita politica e commerciale. Deve il suo nome al celebre affresco nel triclinio che raffigura Trittolemo, l’eroe che trasmise agli uomini la conoscenza dell’agricoltura, mentre riceve un cesto di spighe dalla dea Persefone. La casa è stata oggetto di interventi di restauro nel 2014 che hanno dato nuova vita ai bellissimi affreschi e mosaici. L’ambiente più importante della casa è quello che si apre sul fondo del cortile, che presenta un pavimento a mosaico con una rarissima decorazione a cubi prospettici simile a quella presente nella cella del vicino Tempio di Apollo e nel Tempio di Giove, elemento che conferisce alla casa una particolare importanza ed eleganza. La casa venne costruita nel II sec. a.C. e fu profondamente rinnovata dopo la conquista di Silla dell’80 a.C. con nuovi e raffinati affreschi, che testimoniano la ricchezza e l’importanza del proprietario.
Monasterace (RC). Dopo un lungo e complesso intervento riapre il parco archeologico dell’Antica Kaulonía

L’attesa è finita. Giovedì 1° agosto 2024, alle 17, riapre il parco archeologico dell’Antica Kaulon. Dopo un lungo e complesso intervento per la realizzazione del parco archeologico e di adeguamento agli standard di accessibilità e valorizzazione, è annunciata la riapertura del nostro parco. Previsto un ricco calendario di eventi che metteranno in risalto il lavoro svolto, prima per mettere in sicurezza il Museo e poi per realizzare il Parco. Ritrovo per tutti al Museo alle 17 per proseguire verso il bellissimo parco.
Ministero. Assunti 151 funzionari archeologi: esaurita la graduatoria del concorso di novembre 2022
Assunti 151 archeologi. Con questa immissione in ruolo di questi 151 funzionari archeologi – comunica il ministero della Cultura – è stata esaurita la graduatoria relativa a questa categoria professionale del concorso per 518 unità di personale a tempo indeterminato per vari profili tecnici, bandito a novembre 2022. Nei prossimi mesi, la programmazione delle assunzioni, prevede inoltre, l’ingresso entro l’autunno di altre 1482 unità così suddivise: 251 funzionari architetti, 86 funzionari amministrativi-gestionali; 193 funzionari storici dell’arte; 121 funzionari restauratori; 39 funzionari bibliotecari, 450 funzionari archivisti e 342 assistenti amministrativi e gestionali.







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