Catania. Doppio appuntamento al Disum: Massimo Perna (unisassari) su “L’Archeologia egea in Sardegna” (in presenza e on line); quindi per “I seminari del Cearc” Massimo Cultraro presenta il libro “Federico Halbherr. Rovereto, Creta, La Libia” di Stefano Struffolino (Gangemi editore)
Venerdì 23 maggio 2025, a Catania, al Monastero dei Benedettini (aula 106), sede del DISUM – dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania, in piazza Dante Alighieri, doppio appuntamento.
Si inizia alle 10, per il ciclo di incontri su “L’Archeologia egea nelle università europee” il professore Massimo Perna dell’università di Sassari su “L’archeologia egea in Sardegna. Il Centro Internazionale per la Ricerca sulle Civiltà Egee (C.I.R.C.E) dell’università di Sassari”. L’incontro può essere seguito on line al link https://teams.live.com/meet/9387138235897…
Quindi alle 11.30, per “I seminari del Cearc (centro di archeologia cretese dell’università di Catania)” presentazione del libro “Federico Halbherr. Rovereto, Creta, La Libia” di Stefano Struffolino (Gangemi editore): Massimo Cultraro (Ispc-Cnr, Cearc) in dialogo con l’autore.
Federico Halbherr. Rovereto, Creta, la Libia (Gangemi editore). Il roveretano Federico Halbherr (1857-1930) è considerato il pioniere dell’archeologia italiana all’estero. Si specializza nello studio dell’epigrafia greca indirizzato dal maestro Domenico Comparetti. Nell’estate del 1884 rinviene fra le rovine dell’antica città cretese di Gortina il muro semicircolare con la “grande iscrizione”, un lungo testo giuridico datato agli inizi del V sec. a.C. Ottenuta la prima cattedra di Epigrafia greca all’università di Roma, Halbherr porta avanti lungo tutto il corso della sua vita le esplorazioni a Creta, fondando la prima missione italiana. A lui si devono le scoperte dei primi grandi palazzi della civiltà Minoica a Festos e Haghia Triada, gli scavi nell’antro di Zeus sul monte Ida (poi pubblicati con il collega e concittadino Paolo Orsi) e in molte altre località dell’isola. Suggerì all’amico Arthur Evans di indagare il sito di Cnosso; nel 1909 fondò la Scuola Archeologica Italiana di Atene e nel 1910-1911 pose le basi per l’inizio delle esplorazioni archeologiche in Libia. Sulla base di lettere e documenti anche inediti viene qui ricostruita la vita e la carriera di Halbherr, cercando di indagare l’uomo, le sue influenze culturali, il suo rapporto con il mondo scientifico e l’importanza delle sue imprese e delle sue scoperte nel contesto dell’archeologia italiana e internazionale.
Stefano Struffolino, insegna Storia greca all’università telematica Pegaso. Ha a lungo svolto attività di ricerca all’università di Milano dove è stato assegnista e professore a contratto. Già allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene per il Perfezionamento, è membro, in qualità di epigrafista, delle Missioni archeologiche in Libia e a Cipro dell’università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”.
Pompei. Alla Biblioteca “Fiorelli” del parco archeologico presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli (università del Molise) con Stefano de Caro promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS
Doppio appuntamento a fine maggio con l’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Si comincia giovedì 22 maggio 2025, alle 17, alla Biblioteca del parco archeologico di Pompei “G. Fiorelli”, in via Plinio, con la presentazione del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli dell’università del Molise da parte di Stefano de Caro, con una introduzione di Antonio Varone, presidente degli Amici di Pompei. Sarà presente l’autrice.

Copertina del libro “Donne e Grand Tour. Viaggiatrici a Napoli, Pompei, Ercolano e Vesuvio tra ‘700 e ‘800” di Luciana Jacobelli
Donne e Grand Tour (Arbor Sapientiae editore). Il testo è un percorso alla scoperta di alcune delle tante donne viaggiatrici che hanno scritto nel periodo del Grand Tour. Sul Grand Tour è stato detto e scritto moltissimo, tuttavia è un argomento che può ancora riservare risvolti interessanti se lo si guarda da una prospettiva diversa, quella del viaggio al femminile. Negli ultimi anni si è aperto un filone di studi su questo argomento che ha toccato periodi, modalità e fini diversi, ma ancora molto resta da fare. Basti pensare che mentre gran parte dei resoconti di viaggio maschili sono facilmente accessibili, pubblicati e anche tradotti in varie lingue, i resoconti di viaggio delle donne sono spesso di difficile reperimento o mai dati alle stampe. Da un recente studio è stato calcolato che tra il 1770 e il 1870 il 20% della letteratura odeporica è scritta da donne, ma solo il 6% è pubblicato. Questo libro non ha la pretesa di colmare tali lacune, né di affrontare il complesso mondo dei viaggi al femminile, ma solo di contribuire a divulgare una tematica ancora poco nota ad un pubblico più vasto di quello degli addetti ai lavori e di restituire visibilità ad opere che avrebbero meritato una maggiore fortuna.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “Pomeriggi all’Archeologico” incontro con l’etruscologa Maria Cristina Biella (Sapienza Università di Roma), su “Dietro la bellezza. Mani operose di artigiani nella città preromana di Falerii”, settimo appuntamento di “Maggio 2025: mese degli Etruschi”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze settimo appuntamento con la rassegna “Maggio 2025: mese degli Etruschi”. Giovedì 22 maggio 2025, alle 17, la conferenza “Dietro la bellezza. Mani operose di artigiani nella città preromana di Falerii” di Maria Cristina Biella, professore associato di Etruscologia alla Sapienza Università di Roma, inserita nel ciclo “I pomeriggi dell’Archeologico”. L’ingresso gratuito sarà consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria Scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it. Falerii (Civita Castellana, Vt) è sicuramente uno dei casi studio che meglio permette di analizzare l’operato degli artigiani in una città preromana, con particolare riguardo alla lavorazione ceramica in tutte le sue sfaccettature. Complice la grande stagione di scavi condotta nel periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia, che ha toccato anche il museo nazionale di Firenze con l’acquisizione di importanti contesti sepolcrali, è oggi possibile analizzare la produzione artigianale dell’antica città non solo dal punto di vista storico-artistico, ma anche, con una rinnovata prospettiva metodologica, puntando alla narrazione dell’esperienza artigianale in tutte le sue fasi: dalla scelta delle materie prime, alla modellazione, alla finitura, anche attraverso l’uso di miscele di pigmenti colorati, e alla cottura. La conferenza accompagnerà pertanto il pubblico in un viaggio “dietro le quinte” della bellezza dei prodotti finiti, con particolare attenzione alle ricchissime decorazioni degli edifici sacri della città antica, presentando un progetto di ricerca in corso al dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma, condotto in collaborazione con il dipartimento di Chimica Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta” del Politecnico di Milano e grazie al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e al museo Archeologico dell’Agro Falisco a Civita Castellana (Vt).
Roma. Alla Biblioteca Nazionale Centrale il workshop “Archeologia e Paesaggi Culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale”: due giorni di confronto sui principali temi relativi alla tutela del patrimonio archeologico, trasversali sia rispetto alla tipologia che alla cronologia dei beni coinvolti. Ecco il programma
Ogni giorno gli uffici del ministero della Cultura preposti alla tutela si prendono cura del patrimonio culturale italiano. Per l’archeologia, la presenza e l’incidenza sui territori è quanto mai rilevante. Gli scavi per conoscere sempre meglio il nostro passato, l’archeologia preventiva in occasione di opere pubbliche, il contrasto alle attività illecite, la conservazione di quanto già in luce, ecc., sono impegni quotidiani a favore del patrimonio e delle comunità che nei territori vivono. Così, nel 2024 la direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio ha ritenuto di impiegare una considerevole parte (poco più di 2 mln di euro) dei propri fondi per finanziare un ampio numero di progetti di ricerca e conservazione dei beni archeologici che incidessero concretamente sulla tutela dei territori presidiati dalle Soprintendenze. Al termine delle attività di indagine, si apre ora la possibilità di valorizzare i risultati ottenuti, sia sul piano della conoscenza scientifica e dei modelli metodologici applicati, sia dal punto di vista delle strategie di tutela e del superamento delle criticità incontrate. Ecco dunque il workshop “Archeologia e Paesaggi Culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale”, in programma alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma in viale di Castro Pretorio 105, il 22 e 23 maggio 2025, prendendo spunto dalle presentazioni dei risultati dei singoli progetti, porterà all’attenzione generale – e soprattutto alla discussione – quelli che nel panorama attuale possono essere considerati i principali temi relativi alla tutela del patrimonio archeologico, trasversali sia rispetto alla tipologia che alla cronologia dei beni coinvolti. L’incontro coinvolgerà principalmente funzionari archeologi e dirigenti del Ministero impegnati nelle attività di tutela e si svolgerà a porte aperte, nell’auspicio che il confronto possa giovarsi anche del contributo dei rappresentanti del mondo accademico e professionale. Il programma dell’evento, dopo i saluti istituzionali, sarà articolato in cinque sessioni tematiche dedicate ai diversi aspetti metodologici sottesi, ciascuna delle quali coordinata e condotta da un moderatore e conclusa da un ampio dibattito sui temi trattati. A conclusione del workshop è prevista una tavola rotonda che focalizzerà le principali criticità rilevate riguardo all’esercizio della tutela degli Uffici del Ministero, raccogliendo idee e proposte per rendere le azioni di conoscenza e tutela del patrimonio archeologico significative anche nei confronti delle comunità di riferimento.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2025. Alle 9.30, saluti istituzionali. LE INDAGINI NON INVASIVE COME RISORSA SPEDITIVA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO modera LUIGINA TOMAY, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Basilicata: 10.30, C. RESCIGNO, M.L. TARDUGNO, “Cronache da un santuario di Hera a Cuma Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Napoli”; 10.50, A. AVERNA, L. PULCINELLI, E. ROSCINI, G. SABATINI, G. POSTRIOTI, L. CERRI, “Campagna di indagini geofisiche in diversi siti archeologici dell’Umbria Progetto della Soprintendenza ABAP dell’Umbria”; 11.10, M.G. CARPENTIERO, M. FIRMATI, A. VIOLETTI, “Il sistema insediativo e produttivo dell’ager saenensis e la villa romana di Monti in Chianti (Gaiole, SI) Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Arezzo e Grosseto”; 11.30, Pausa caffè; 11.50, M. MALLEMACE, M.S. SCARAVILLI, S. ACCARDO, “Palmi (RC). Parco Archeologico dei Tauriani. Primi dati dalla campagna scavi 2024 Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia”; 12.10, D. ROCCHIETTI, A. QUERCIA, L. MAFFEIS, M. SEMERARO, “Progetto “Ri-scoprire Malano”: primi dati dalla ripresa delle indagini archeologiche nell’area della statio ad fines Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Torino”; 12.30, Discussione; 13, Pausa pranzo. METODOLOGIE E STRUMENTI DIGITALI PER NUOVI MODELLI DI TUTELA, VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE modera IRMA DELLA GIOVANPAOLA, direttore dell’Istituto centrale per l’archeologia: 14, G. CACUDI, C. ANNESE, E. DELLÙ, “Altamura (BA), Loc. Cava Pontrelli. Dalle orme dei dinosauri alla tutela paleontologica Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bari”; 14.20, L. ACCURTI, G.B. GARBARINO, F. RUBAT BOREL, A. ARCÀ, D. VARRONE, “Incisioni rupestri e iscrizioni di età romana su una parete di roccia nelle Alpi Occidentali (Bernezzo, CN – loc. Costa Nebbiera). Campagna di documentazione grafica e fotografica Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Alessandria, Asti e Cuneo”; 14,40, Discussione. RICERCA, CONSERVAZIONE E FRUIZIONE IN SITI PLURISTRATIFICATI. CONTRIBUTI ALLE STRATEGIE DI RIGENERAZIONE URBANA E MODELLI DI COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE modera VINCENZO TINÉ, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso: 15.10, C. BARTOLINI, S.L. TRIGONA, E. TORRE, “Le origini del cristianesimo a Genova. Scavi, restauri e valorizzazione della Cripta dei Santi Nazario e Celsio al Molo Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia”; 15.30, F. BARELLO, S. GAVAGNIN, F. GELTRUDINI, “Parco Archeologico Naturalistico di San Pietro in Carpignana. Nuovi dati su un contesto pluristratificato Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Imperia e Savona”; 15.50, M.L. LADDAGO, F. MICHELOTTI, C. MOINE, M. PEPE, C. ANGHINETTI, G. INCAMMISA, “Le indagini archeologiche della “piazza svelata” di Fidenza (PR) Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Parma e Piacenza”; 16.10, A. MARTELLONE, F.R. DEL FATTORE, E. IACOBUCCI, S. MARINO, A. VANZETTI, “Il sito archeologico di Campo Dragone (Scontrone, AQ). Tutela, ricerca e valorizzazione Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo”; 16.30, S. ARGENTI, A. RUGA, V. FALBO, “L’area archeologica di Petelia: dalla scoperta alla rinascita urbana a Strongoli Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Catanzaro e Crotone”; 16.50, P. AURINO, M. BARBATO, D. PISARRA, “Nuove ricerche nell’abitato arcaico di San Nicola di Amendolara Progetto della Soprintendenza ABAP per la provincia di Cosenza”; 17.10, Discussione.
PROGRAMMA VENERDÌ 23 MAGGIO 2025. PROGETTI DI VERIFICA PREVENTIVA DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO COME IMPULSO AD ATTIVITÀ DI RICERCA E AZIONI DI TUTELA. OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E MODELLI DI LEALE COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO modera TERESA ELENA CINQUANTAQUATTRO, segretario regionale del ministero della Cultura per la Campania: 9.30, F. MAGANI, S. BINI, F. UGOLINI, F. PERICCI, “Archeologia preventiva e tutela del territorio. Il caso di Musile di Piave (VE)” Progetto della Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna; 9.50, C. LONGHI, E. GARATTI, P. RONDINI, “Il sito di Prato Pieve di Casazza (BG): presupposti ed esiti di uno scavo di tutela” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia; 10.30, F. TOMBA, V. DI STEFANO, M. DELLI PIZZI, L. CERRI, “Il complesso produttivo romano nell’area del c.d. Casone del Partigiano a San Pietro in Casale (BO)” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; 10.50, F. GONZATO, R. PIRRAGLIA, L. URBINI, “Archeologia della produzione a Forlimpopoli (FC)” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; 11.10, M. NUZZO, S. FORMOLA, “Dagli Ittiocentauri alle fatiche di Ercole. Apparato decorativo e contesto funerario della Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum. Inquadramento preliminare” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Napoli; 11.30, Discussione. SCAVI CLANDESTINI E RINVENIMENTI FORTUITI. TRA RIAFFERMAZIONE DELLA LEGALITÀ E RICERCA DI UN MODELLO DI TUTELA CONDIVISO CON LE COMUNITÀ LOCALI modera LAURA MORO, Dirigente del Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico, Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio: 12, C. PIRAZZINI, C. BOVOLATO, L. RINALDI, A. MARINETTI, F. LUCIANI, “Pieve Del Grappa (TV), loc. Crespano – Rifugio Ardosetta. Scavo di un contesto a carattere votivo” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso; 12.20, I. BENETTI, M. BALDASSARRE, F. BURCHIANTI, “La tutela archeologica dalla segnalazione al progetto di valorizzazione. Il caso della necropoli Scornabecchi a Montescudaio (PI)” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno; 12.40, F. RICCIO, A. ZUNNO, S. STRAFELLA, I. TIBERI, “Penisola di Punta dell’Aspide (Nardò, LE). Interventi urgenti di scavo e messa in sicurezza dei reperti mobili” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi e Lecce; 13, Discussione; 13.30, Pausa pranzo. TAVOLA ROTONDA modera LUIGI LA ROCCA, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. Alle 14.30, partecipano: FEDERICO BARELLO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona; JULIAN BOGDANI, professore associato di Metodologie della ricerca archeologica presso la Sapienza Università di Roma; PAOLO CARAFA, professore ordinario di Archeologia classica presso la Sapienza Università di Roma, consigliere del ministro per l’Antichità; TERESA ELENA CINQUANTAQUATTRO, segretario regionale del MiC per la Campania; ALESSANDRO D’ALESSIO, direttore del parco archeologico di Ostia antica.
Aquileia (Ud). Apre al Battistero della Basilica Patriarcale la mostra “La soppressione del Patriarcato e le sue eredità” incentrata sul patriarca Poppone, nell’ambito del progetto “Grande Patriarcato. Dalla fine dell’antichità ai Dolfin” con altre mostre a Grado, Udine, Cividale del Friuli, San Vito al Tagliamento
Giovedì 22 maggio 2025, alle 17, al Battistero della Basilica Patriarcale di Aquileia, si inaugura la mostra “La soppressione del Patriarcato e le sue eredità” realizzata nell’ambito del progetto “Grande Patriarcato. Dalla fine dell’antichità ai Dolfin”, titolo del volume che racconta l’evoluzione e l’influenza del Patriarcato di Aquileia sul Friuli. L’iniziativa è a cura del Gruppo Archeologico Aquileiese, con il contributo di Fondazione Aquileia, Fondazione Friuli, Pro Loco Città di Udine, Cassa Rurale FVG. A partire da Aquileia romana si sviluppò infatti il Patriarcato di Aquileia, genesi del Friuli odierno, da cui si irradiò per secoli un’influenza storica, culturale e religiosa verso ampie aree del nord Italia e le vicine regioni in Austria, Slovenia e Croazia. Accanto alla pubblicazione, c’è dunque anche una mostra diffusa che toccherà cinque luoghi simbolo della storia patriarcale: Aquileia (22 maggio – 31 agosto 2025), Grado (Il Patriarcato di Grado tra Aquileia e Venezia, dal 30 maggio al 31 agosto 2025); Udine (Splendori dell’ultima dimora Patriarcale, dal 1° giugno al 31 agosto); Cividale del Friuli (Sobria nobiltà del Patriarcato medievale, dal 31 maggio al 31 agosto); e San Vito al Tagliamento (La lussuosa vita di un patriarca prestigioso: Lodovico Trevisan, dal 24 maggio al 31 agosto durante i fine settimana). Ad Aquileia, dal 22 maggio al 31 agosto, la mostra si concentra sulla figura del patriarca del Medioevo centrale Poppone, attraverso il quale si gettarono le basi perché fosse concesso agli illustri prelati di disporre di un proprio Stato e di battere moneta.
Il patriarca Poppone. “La figura del patriarca Poppone di Aquileia – scrive il Gruppo Archeologico Aquileiese – è tra quelle che si stagliano nitide nel panorama storico del Medioevo centrale e non soltanto per la storia locale: fu infatti paragonato a Odilone di Cluny e Bernardo di Hildesheim, ovvero due tra le più lucide personalità religiose del Medioevo centrale. Con Poppone si gettarono le basi perché fosse concesso agli illustri prelati assisi sulla cattedra aquileiese di disporre di un proprio stato, di battere moneta, di avvalersi di tutta una serie di prerogative socio-economiche e militari che accrebbero -e di molto- il loro potere e di rimando il loro ruolo. Siamo all’inizio del fatidico Mille, che vide una progressiva frattura nei rapporti tra Sacro Romano Impero Germanico e Chiesa, la quale si iscriveva nella cornice dell’ambizioso progetto teutonico di controllo dell’Italia. Tramite per l’attuazione di questo disegno fu il patriarcato di Aquileia che, collocato in posizione assai strategica per l’impero, una volta potenziato con territori più ampi e opportuni benefici, sarebbe stato una garanzia di accesso alla Pianura padana ma anche di sosta e sicuro rientro in patria per truppe, convogli, delegazioni. Tutto ciò, a condizione di poter contare su ecclesiastici di sicura fedeltà. Diversi vescovadi veneti erano poi suffraganei del patriarca e quindi anche quei valichi erano assicurati.
“L’eredità di appoggio al Santo Romano Impero Germanico dei predecessori Rodoaldo (963-983) e Giovanni (984-1019) – continua – fu raccolta da Poppone, con cui avvenne una decisa virata in un senso ancor più marcatamente di conquista. Era stato infatti posto a capo del Regnum Italicum un uomo di assoluta affidabilità, imparentato alla lontana con la casa imperiale, della nobile schiatta degli Ottocari stiriani, per la cui investitura era intervenuto direttamente l’imperatore Enrico II detto il Santo (1002-1024). Correva l’anno 1019 e avrebbe ricoperto la carica patriarcale fino al 1042. Egli possedeva un background militare, familiare e religioso, oltre a una discreta ambizione e a una ferrea tenacia. De facto dal 1019 Poppone ricoprì l’ambito ruolo di vice-imperatore germanico nel Regnum italicum, che poté gestire con notevole autonomia, ancorché non in solitudine, cercando di sanare alcune ataviche contese che si erano incancrenite per una sostanziale frammentarietà ancora marcatamente medievale.
“La spedizione militare di maggiore eco – scrive sempre il Gruppo Archeologico Aquileiese – fu quella compiuta vittoriosamente in Italia meridionale nel territorio della Marsica, a fianco del suo imperatore, nel 1021. Nel 1024, anno della scomparsa di Enrico II, Poppone, pur privato del proprio alto mentore, sembrò non veder compromessa la propria posizione dall’ascesa al trono di Corrado II il Salico, che si premurò di confermargli la propria fiducia e lo appoggiò nell’attacco durissimo sferrato all’isola di Grado per dirimere, manu militari, il dubbio sulle controversie legate all’autocefalia del patriarcato gradese, prima sostenuto dai bizantini e poi da Venezia. Successivamente egli ebbe la concessione di numerose altre liberalità dall’imperatore, a conferma della linea enriciana seguita : il controllo su Grado, il riscatto del monastero di Ossiach (fatto erigere dai genitori) e la conseguente subordinazione al patriarcato di Aquileia, l’immunità della chiesa aquileiese, il diritto di riscuotere alcuni balzelli, l’importantissimo diritto di battere moneta, i diritti di riserva di caccia e di bosco dall’Isonzo alla Livenza, l’istituzione di un capitolo di 50 canonici; tutti fattori che, unitamente alla concessione di diverse giurisdizioni religiose o mercantili e all’assoggettamento al patriarca di numerosi centri del basso Friuli, gettarono le basi dell’ormai irreversibile processo di costituzione dello stato patriarcale (dal 1077 con Sigeardo ed Enrico IV).

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)
“Nel periodo successivo, nel 1033, si verificò la ricorrenza, attesa da più parti, del millenario della Passione di Cristo, in vista del quale il patriarca aveva fatto rinnovare la basilica, consacrata il 13 luglio del 1031 e pronta ad accogliere quei pellegrini che, attirati da importanti reliquie e dalle indulgenze concesse a Poppone dal papato, avrebbero trovato un duomo di eccezionale rilievo, strutturato secondo i canoni dell’Apocalisse di Giovanni, in cui la copia del Santo Sepolcro avrebbe sottolineato una volta di più il valore salvifico assicurato dalla sosta aquileiese. Egli avviò il rinnovamento e la costruzione ex novo di diversi edifici sacri o funzionali alla vita civile e, tra le altre istituzioni religiose, si impegnò a sostegno del monastero benedettino di S. Maria di Aquileia, che con Poppone fu rifondato e dotato di una serie di importanti beni e benefici, che ne avrebbero garantito una sussistenza sicura acciocché diventasse un luogo idoneo all’accoglienza delle giovani della nobiltà tedesca votate alla vita monastica. Corrado continuò anche nel prosieguo a mantenere la fiducia nel vecchio e combattivo patriarca, che sovente era stato anche in contrasto con i papi che si erano avvicendati a Roma. Nel 1034, infatti, gli riconobbe un ulteriore territorio tra il Piave e la Livenza e nel 1035 si fece rappresentare da lui alla consacrazione dell’abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, collocata in uno dei punti cruciali della Via Francigena.
“Un fatto però giunse a interrompere il sodalizio, senza una reale possibilità di ricomporlo – spiega il GAA -: Poppone, infatti, si macchiò della colpa di aver concesso una sorveglianza troppo blanda e aver così favorito la fuga dell’amico arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano, divenuto inviso all’imperatore perché aveva appoggiato l’alta nobiltà contro feudatari minori, sostenuti invece da Corrado. Nonostante la scelta di una pubblica sottomissione, in tutto simile a quella che nel 1077 avrà per protagonista Enrico IV a Canossa, la situazione, benché si fosse andata stemperando, portò Poppone a un inesorabile isolamento, che si acuì ulteriormente due anni dopo con la scomparsa dell’imperatore. Il figlio Enrico III, che pure ebbe il riguardo di concedergli delle donazioni importanti, ritenne tuttavia di puntare su altri uomini, anche per le decisioni politiche da intraprendere in merito alle questioni italiche. Un ultimo assalto portato a Grado, recalcitrante alla sottomissione che anche Enrico III aveva sancito, attesta come lo spirito restasse indomito, nonostante le traversie patite. Poppone spirò il 28 settembre 1042, forse a seguito di un arresto cardiaco. Con lui si chiuse una stagione di grandi innovazioni, resa possibile solo grazie all’appoggio fortissimo del potere centrale, di cui egli era emanazione diretta. Aquileia con Poppone, esempio di lucida intelligenza e coraggio del cambiamento, – conclude lo scritto – ridivenne centro di irradiazione di cultura in una nuova e grande età dell’oro, dopo i fasti del periodo romano. Egli lasciò al Friuli l’eredità dello stato patriarcale e al mondo il fascino di una basilica che racchiude tra i suoi tesori anche quelli realizzati dai più quotati artisti europei del Mille, cui Poppone commissionò la “propria” celebrazione”.
Ariano nel Polesine (Ro). Per “Progetto San Basilio” la conferenza di Jacopo Bonetto (unipd) e Giovanna Falezza (sabap-vr) apre gli “Incontri di archeologia” legati allo scavo dell’abitato romano e di quello etrusco di San Basilio. Ecco il programma delle conferenze e delle visite sui cantieri di scavo
Con la conferenza di giovedì 22 maggio 2025, primo degli “Incontri di archeologia”, torna l’archeologia a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro). Grazie alla collaborazione dell’università Ca’ Foscari di Venezia e all’università di Padova, impegnate nelle diverse attività di scavo archeologico, sono in cantiere numerose iniziative nell’ambito del Progetto San Basilio per andare alla riscoperta della ricchissima storia antica del sito di San Basilio. Appuntamento dunque il 22 maggio 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la prima conferenza sul “Progetto San Basilio”, tenuta da Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e da Giovanna Falezza, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona e ispettrice della soprintendenza ABAP di Verona. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.
Come si diceva, la conferenza del 22 maggio è la prima degli “Incontri di archeologia” che si tengono sempre al Centro Turistico Culturale San Basilio, alle 18.30. Gli “Incontri” continuano il 6 giugno 2025 con Caterina Previato (università di Padova); il 27 giugno 2025 con Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari); l’11 settembre 2025 con Silvia Paltineri (università di Padova); il 7 novembre 2025 con Jacopo Turchetto (università di Padova). Affiancano gli “Incontri di archeologia” le visite al cantiere “Scavi aperti”, in programma il sabato mattina alle 10, con ritrovo al Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Si inizia il 24 maggio 2025 con la visita all’abitato romano a cura dell’università di Padova che promuove anche la successiva del 7 giugno 2025. Invece il 21 giugno 2025 la visita a cura dell’università Ca’ Foscari è all’abitato etrusco, come quella del 12 settembre 2025, ma quest’ultima a cura dell’università di Padova.
Venezia. Al via la due giorni di convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini
Appuntamento a Venezia, mercoledì 21 maggio 2025 in aula Baratto a Ca’ Foscari), e giovedì 22 maggio 2025 in aula Magna S. Trentin a Ca’ Dolfin, per il convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” che rappresenta l’appuntamento conclusivo del progetto SPIN 2023 finanziato dall’università Ca’ Foscari, a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini. Un gruppo interdisciplinare di studiosi internazionali si confronterà su un tema centrale nella storia romana e nella storia delle donne nel mondo romano: in quali occasioni e secondo quali modalità le donne avevano facoltà di fare politica, avvalendosi della parola? L’interrogativo nasce da due circostanze all’apparenza in contraddizione: da un lato l’esclusione dalla politica delle donne romane, destinate alla casa e alla famiglia; dall’altro le molte occasioni in cui, invece, in momenti di emergenza, esse intervengono sulla scena pubblica, avvalendosi di diversi strumenti comunicativi tra cui la parola. Il dibattito ricostruirà una realtà antica che per molti aspetti rappresenta la premessa di pratiche contemporanee, che in tante occasioni continuano a emarginare le donne dalla politica e dal suo strumento primario, ovvero la parola.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2025, ore 14.30, aula Baratto, Ca’ Foscari: apertura dei lavori. Saluti istituzionali: Alessio Cotugno, prorettore alla Comunicazione e alla Valorizzazione delle Conoscenze, università Ca’ Foscari Venezia; Stefania Ventra, delegata alla Ricerca del dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia. Introduzione: Tomaso Maria Lucchelli, università Ca’ Foscari Venezia; Francesca Rohr Vio, università Ca’ Foscari Venezia; Alessandra Valentini, università Ca’ Foscari Venezia. PRIMA SESSIONE presiede Francesca Cenerini, università di Bologna: 15, Rita Mangiameli (università Ca’ Foscari Venezia), Francesca Rohr Vio (università Ca’ Foscari Venezia) “La parola politica femminile tra tarda repubblica e prima età imperiale: modelli comunicativi, archetipi e forme di legittimazione”; 15.50, Cristina Rosillo López (Universidad de Sevilla) “El papel de las madres en los discursos públicos durante la República tardía”; 16.20, Alessandra Valentini (università Ca’ Foscari Venezia) “Dalla parola al pianto: le prefiche tra scena pubblica e ritualità nel funus romano”; 16.50, Discussione; 18, percorso storico in Laguna per i relatori.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2025, ore 9.30, aula Magna “Silvio Trentin”, Ca’ Dolfin. SECONDA SESSIONE presiede Valentina Arena, University of Oxford. Alle 9.30, Henriette van der Blom (University of Birmingham) “Valerius Maximus on female speakers”; 10, Sara Borrello (università Ca’ Foscari Venezia) “The worst has at last prevailed; controversies are now decided by violence and the sword.” (Plut. C. Gracch. 15.3). Politically-charged words by Licinia, wife of Gaius Gracchus”; 10.30, Francisco Pina Polo (Universidad de Zaragoza) “Las mujeres como objetivo de la invectiva política en la Roma tardorrepublicana”; 11, discussione; coffee break. TERZA SESSIONE presiede Silvia Giorcelli, università di Torino. Alle 12, Elisabetta Todisco (università di Bari) “Parlare (invano?). Voci di donne al tempo delle proscrizioni”; 12.30, Asia Rossetti (università Ca’ Foscari Venezia), Alison Zambon (università Ca’ Foscari Venezia) “Matronae. Voci di donne dall’antica Roma”: i discorsi politici delle donne nei podcast”; 13, discussione; pausa pranzo. QUARTA SESSIONE presiede Stefania De Vido, università Ca’ Foscari Venezia: alle 15, Lewis Webb (University of Gothenburg) “Vox precantum: Female prayer and oratory in the Roman Republic and Principate”; 15.30, Alison Cooley (University of Warwick) “Characterising women’s speech and action in Early Imperial Rome”; 16, Beatrice Girotti (università di Bologna) “Donne di parola? Esempi di continuità e innovazione tra leadership e ministero (sec. I-IV d.C.)”. Coffee Break; 17, Discussione; 17.30, Conclusioni Luca Mondin (università Ca’ Foscari Venezia)
Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio la conferenza “La mano di un falsario tra gli amuleti del museo Egizio” con Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio
Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: martedì 20 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, la conferenza “La mano di un falsario tra gli amuleti del museo Egizio” con Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio. Introduce il curatore Federico Poole. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/la-mano-di-un-falsario-tra…. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Tra il XIX e il XX secolo, numerosi oggetti sono entrati a far parte delle collezioni museali attraverso il mercato delle antichità. Con il tempo, tuttavia, alcuni di essi hanno iniziato a sollevare dubbi sulla loro effettiva autenticità. Una recente ricerca condotta presso il Museo Egizio di Torino ha esaminato un nucleo di amuleti in pietra, finora ritenuti autentici, mettendo in luce elementi stilistici ricorrenti che ne suggeriscono la produzione da parte di un falsario moderno. Lo studio ha rivelato una coerenza formale tale da consentire l’attribuzione degli oggetti alla “mano” di un unico autore, la cui identità rimane tuttora sconosciuta.
Locri (RC). Per il terzo incontro di “Un caffè… storicamente corretto”, a cura di Elena Trunfio e Marilisa Morrone, al museo Archeologico nazionale conferenza “Archeologia in Aspromonte. Attività di ricerca della Soprintendenza nella chora locrese” con l’archeologo Andrea M. Gennaro (Sabap RC-VV)
Il ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” al museo Archeologico nazionale di Locri (RC) è giunto al terzo appuntamento, quello di maggio. Il progetto, curato dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, e dalla presidente del circolo di Studi storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, oltre che con il patrocinio del Comune di Locri, quest’anno si arricchisce del patrocinio del Comune di Portigliola e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e vuole, come di consueto, offrire al pubblico diversi spunti di approfondimento su temi ampi legati al mondo della storia, dell’arte e dell’archeologia, con il coinvolgimento di studiosi autorevoli, afferenti tra l’altro ai più importanti atenei italiani. Martedì 20 maggio 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri, per “Un caffè… storicamente corretto”, conferenza “Archeologia in Aspromonte. Attività di ricerca della Soprintendenza nella chora locrese” con Andrea M. Gennaro, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. Introducono Elena Trunfio e Marilisa Morrone. L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.















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