Palermo. A Villa Malfitano presentazione del libro “Antico Presente. Viaggio nel sacro vivente” di Alessandro Giuli, giornalista, saggista, ministro della Cultura
Martedì 10 giugno 2025, alle 18, a Villa Malfitano in via Dante a Palermo, presentazione del libro “Antico Presente. Viaggio nel sacro vivente” di Alessandro Giuli, giornalista, saggista, ministro della Cultura. Dopo i saluti istituzionali di Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Francesco Scarpinato, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; Giampiero Cannella, assessore alla Cultura del Comune di Palermo; e Paolo Matthiae, presidente della Fondazione Whitaker, alla presenza dell’autore, il ministro Giuli, intervengono Massimo Cultraro, archeologo e docente universitario; Fabio Granata, presidente dell’associazione “Articolo 9”, e Fulvia Toscano, direttrice artistica di NaxosLegge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro. Modera il giornalista e scrittore Alberto Samonà. La presentazione è organizzata grazie alla collaborazione della Fondazione Whitaker, insieme a NaxosLegge. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Copertina del libro “Antico Presente. Viaggio nel sacro vivente” (Baldini + Castoldi) di Alessandro Giuli
Antico Presente. Viaggio nel sacro vivente (Baldini + Castoldi). Il ministro della Cultura Alessandro Giuli traccia un percorso che inizia con le popolazioni italiche e attraversa il mondo etrusco e romano, guidando il viaggiatore d’oggi a riscoprire le tracce nascoste di quel mondo arcaico. Un viaggio nell’Italia meno conosciuta, che comincia con le sorprese che anche un museo a cielo aperto come Roma può ancora riservare, per seguire vie poco battute tra Maremma, Tuscia e Abruzzo, rievocando epiche battaglie, miti fondativi e leggende che hanno plasmato la nostra civiltà. Un viaggio tra le storie di un tempo sempre presente, che si allunga verso il Mediterraneo, in Puglia, dove i Cartaginesi atterrirono i Romani, nell’eco della Magna Grecia, fino a lambire i confini estremi del mare nostrum, in paesi lontani, ma da sempre legati all’Italia per storia e cultura. Prefazione di Andrea Carandini.
Torino. Al museo Egizio la “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Nel momento in cui un testo viene apposto su un frammento ceramico, tale coccio diventa un documento, o meglio, un ostrakon. Se ne parla al museo Egizio di Torino, in sala conferenze, martedì 10 giugno 2025, alle 18.30, nell’incontro “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/dal-frammento-al-documento…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Il testo non può quindi prescindere dal supporto scrittorio poiché insieme costituiscono due aspetti di uno stesso oggetto e di un gesto che è stato voluto e attuato da un individuo in un luogo e in un momento specifici. Ciò presuppone che chi si accingeva a scrivere su un coccio prima di tutto effettuava una scelta tra i frammenti ceramici che aveva a disposizione prima di apporvi il testo e, per tale ragione, esso non può essere analizzato unicamente nella sua parte testuale ma deve necessariamente essere contestualizzato nell’ambito della società che lo ha prodotto, attraverso l’applicazione di metodologie di studio archeologiche e ceramologiche. L’ostrakon, come ogni altro artefatto, deve essere considerato come uno strumento di archiviazione della memoria.
Clementina Caputo ha conseguito nel 2008 la Laurea quadriennale in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Beni Architettonici, Archeologici e dell’Ambiente all’università del Salento con una tesi in Egittologia. Nel 2014 consegue il doppio titolo di Dottore di ricerca (co-tutela Italia-Francia) in ‘Filologia ed Ermeneutica del testo’ e ‘Archéologie, Ethnologie, Prehistoire’, sotto la direzione scientifica di Paola Davoli (univ. Del Salento) e Pascale Ballet (univ. Poitiers), con la tesi “Ermeneutica e semiotica in archeologia: per una nuova interpretazione culturale della ceramica vascolare nell’Egitto greco-romano” e tra il 2015 e il 2016 è assegnista all’università del Salento. Dal 2016 al 2019 prosegue con un Post-Dottorato presso la Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg in Germania con il progetto “Writing on Ostraca in the Inner and Outer Mediterranean”, SFB 933-TP 09 «Materiale Textkulturen». Dal 2020 al 2022 è Assegnista presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano con il progetto insignito del ‘Seal of Excellence of the European Commission’ intitolato SUR.VI.V.E.-SURveying VIrtual Voids in Egyptian collections. A Digital and Cultural Study on Terracotta Figurines and their Lost Molds, incentrato sullo studio e la modellazione 3D delle terrecotte figurate inedite conservate presso il Museo Egizio. Dal 2022 è Ricercatore RTD A presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano e il 2023 consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia nel Settore Concorsuale 10/A1-Archeologia. Negli anni ha partecipato a diversi progetti di ricerca internazionali, tra cui ‘The Levantine Ceramic Project’ ed il progetto di Ricerca NWO “Text in Context. Recontextualising the Papyri from Roman Soknopaiou Neso/Dimê (Fayum, Egypt)” dell’Univ. di Leiden. Da 19 anni è membro di diverse missioni archeologiche nazionali ed internazionali in Egitto, tra cui Dime es-Seba/Soknopaiou Nesos (Fayyum) con l’università del Salento (Lecce), Amheida/Trimithis (Oasi di Dakhla) con la NYU-ISAW, Umm el-Dabadib (Kharga Oasis) con il Politecnico di Milano e Tuna el-Gebel (Medio Egitto) con il Landesmuseum Hannover. Oltre ad un diverso numero di articoli scientifici, i dati raccolti in questi anni hanno portato alla pubblicazione di una monografia Amheida V. The House of Serenos. Part I: The Pottery (New York 2020) e alla co-edizione con Julia Lougovaya degli atti del convegno Using ostraca in the Ancient World: New Discoveries and Methodologies, Materiale Textkulturen 32, Berlin/Boston/München 2020.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del fascicolo XXXII del 2023 di “Ostraka. Rivista di Antichità”
Martedì 10 giugno 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del fascicolo XXXII del 2023 di “Ostraka. Rivista di Antichità” che accoglie i contributi delle giornate di studio in ricordo di Mariolina Cataldi Dini che si sono tenute a Roma e a Tarquinia dal 14 al 16 ottobre del 2021. Introduce Luana Toniolo, direttrice del Museo. Intervengono Fausto Zevi, Accademia nazionale dei Lincei; Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Fondata nel 1992 con l’esplicita volontà di richiamarsi all’esperienza intellettuale e metodologica dei Dialoghi di Archeologia, storico periodico di archeologia inaugurato nel 1967, sin dal primo numero lo scopo dichiarato dei fondatori della rivista Ostraka è stato quello di sviluppare una «scienza globale», promuovendo un sapere interdisciplinare e inclusivo. Il periodo storico e l’area geografica considerati spaziano dalla protostoria al tardoantico, con un focus specifico sulle civiltà greca, etrusca e romana, senza trascurare le rilevanti interazioni con il Vicino Oriente. La rivista, pubblicata da Loffredo Editore (Napoli) dal 1992 al 2012, è edita dal 2013 da Edizioni ETS (Pisa).
Civitavecchia. Al museo Archeologico nazionale, la conferenza “Thanatos. L’uomo, la morte e i rituali funebri dall’antichità” con la presentazione del libro “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, a cura di Stelio W. Venceslai e Maurizio De Pascalis (Edizioni Nisroch)
Martedì 10 giugno 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, la conferenza “Thanatos. L’uomo, la morte e i rituali funebri dall’antichità”, un incontro intenso e suggestivo, dedicato al tema della morte in chiave antropologica e filosofica, in occasione della presentazione del libro “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, a cura di Stelio W. Venceslai e Maurizio De Pascalis (Edizioni Nisroch). Un dialogo profondo tra riti, memoria e identità, con interventi di Mariarosa Lucidi, etruscologa, sui rituali legati alla morte attraverso i reperti esposti al museo; Alessandro Mandolesi, archeologo, sulla pratica della prothesis nel mondo etrusco; Maurizio De Pascalis, coautore del libro, sul legame tra morte, identità e memoria; Stelio W. Venceslai, coautore, chiuderà l’incontro con “La morte come archetipo e rito attraverso i secoli”. Modera Lara Anniboletti, direttrice del museo. Un’occasione per esplorare come le civiltà antiche e moderne hanno affrontato il mistero della fine, tra archeologia, filosofia e spiritualità.

Copertina del libro “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” a cura di Stelio W. Venceslai e Maurizio De Pascalis
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Affrontare il tema della morte nelle sue molteplici variazioni è stato un lungo percorso davvero complesso. Si parte dall’abusato problema dell’immortalità per passare all’anima, al credo religioso, allo scopo della vita, alle acrobazie intellettuali per spiegare l’inspiegabile e tentare di conciliare la nostra ansia di vivere con l’incognita onnipresente della fine. I cimiteri, di per se stessi, costituiscono un variegato continente dalle mille sfaccettature. Gli esseri umani hanno cercato sempre di farsi una ragione della morte. cercando di conservare i resti fisici e la memoria dei defunti. Dal piccolo tumulo di terra ai mazzetti di fiori deposti accanto alla salma dei nostri lontani progenitori, dal mucchio di pietre ai dolmen, fino ai grandiosi monumenti architettonici eretti in onore del defunto o ai complessi sistemi cimiteriali oggi esistenti in tutto il mondo con i rituali ad essi connessi. La narrazione di un fenomeno così importante non può che partire dalla constatazione che l’essere umano, come le piante, gli animali, l’Universo stesso, abbiano un principio ed una fine che si rinnova nel tempo. Una specie d’ineluttabile transito temporale. Diversamente da tutti gli altri esseri viventi, però, la percezione umana si ribella a questa fine. Quell’anima, una realtà indefinibile che attribuiamo a noi stessi, siamo in genere convinti che non possa concludersi con il disfacimento del corpo. In realtà sopravvive nella nostra memoria, ma di per se stessa, secondo le più diffuse convinzioni umane, non dovrebbe scomparire con la morte fisica del corpo. Alla vita e alla morte è connessa l’idea della divinità e, con essa, di un mondo migliore i cui le anime dei giusti, ma forse tutte le anime, dovrebbero fruire dopo il loro percorso terreno. La dicotomia fra il bene e il male, l’oscurità e la luce, nasce proprio dalla speranza di una vita possibilmente eterna.
Stelio W. Venceslai, nato a Bologna, studi classici nelle Marche, laurea a Roma in Giurisprudenza, docente universitario, alto dirigente nell’Amministrazione dello Stato, conferenziere, polemista, scrittore, saggista, imprenditore e commentatore radiofonico. Ha ricoperto numerosi ruoli come esperto in materia di cooperazione internazionale e comunitaria e in alcune Organizzazioni internazionali. Si interessa di ricerche sociologiche, filosofiche e storiche, con particolare riferimento al mondo templare e medievale ed alle mutazioni sociali del nostro tempo, in materia di storia, economia, politica e geopolitica, argomenti sui quali ha collaborato e collabora con numerose riviste, nazionali e internazionali e giornali on-line.
Maurizio Antonio de Pascalis, nasce a Melendugno (Le) nel 1952. Medico specialista ortopedico, da circa 40 anni esercita la professione a Roma, prima nel SSN e ora privatamente. Docente della formazione medico specialistica, è autore di numerose pubblicazioni in campo medico. Studioso di alchimia e altre tematiche esoteriche da sempre.
Ercolano (Na). A Villa Campolieto incontro pubblico “Tutela, valorizzazione, conservazione del patrimonio culturale. L’importanza della cooperazione e della formazione abilitante”: un’occasione di confronto tra istituzioni pubbliche, enti di ricerca, professionisti e restauratori, intorno ai temi della formazione e della cooperazione per la tutela del patrimonio artistico
In occasione della conclusione di alcuni interventi di restauro e della pubblicazione del bando di ammissione al corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni culturali dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, lunedì 9 giugno 2025, alle 15.30, a Villa Campolieto (Ercolano), incontro pubblico “Tutela, valorizzazione, conservazione del patrimonio culturale. L’importanza della cooperazione e della formazione abilitante”. L’iniziativa, promossa dall’università Suor Orsola Benincasa, dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane e dalla soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli, rappresenta un’occasione di confronto tra istituzioni pubbliche, enti di ricerca, professionisti e restauratori, intorno ai temi della formazione e della cooperazione per la tutela del patrimonio artistico. L’incontro intende valorizzare i risultati di una collaborazione avviata nel 2021 e divenuta ormai un modello virtuoso per il territorio, capace di generare importanti ricadute scientifiche e culturali. Una sinergia che vede coinvolti enti pubblici e privati, università, soprintendenze e imprese di restauro, con l’obiettivo di promuovere una cultura della conservazione sostenibile, aggiornata alle sfide contemporanee.

Villa Campolieto, una delle più affascinanti ville di età borbonica del Miglio d’Oro a Ercolano (foto ente ville vesuviane)
A portare i saluti istituzionali saranno Gennaro Miranda, presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane; Lucio d’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa; e Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli e per le province di Caserta e Benevento. Interverranno, tra gli altri, Paola Villani, direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’UNISOB; Pasquale Rossi, presidente del corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, e Attilio Maria Navarra, amministratore delegato di Fratelli Navarra s.r.l., che illustrerà principi e prospettive del restauro sostenibile nella realtà contemporanea. Un approfondimento specifico sarà dedicato alla presentazione dei restauri effettuati su opere d’arte di proprietà della Fondazione Ente Ville Vesuviane da parte degli studenti del corso di laurea magistrale a ciclo unico in restauro dell’UNISOB, con l’intervento della funzionaria restauratrice della Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli Palma Maria Recchia, da anni impegnata nei progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio vesuviano, e dei docenti coinvolti nelle attività dell’Ateneo. L’evento si svolge con la partecipazione di Fratelli Navarra Restauri e del gruppo San Martino Alberghi.
Roma. Aperta la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia, articolata tra Foro romano e Palatino, in sei sedi, per un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater

La figura della Magna Mater – la Grande Madre è al centro della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” articolata tra Foro romano e Palatino (foto PArCo)

I ministri della Cultura Amina Srarfi e Alessandro Giuli all’inaugurazione della mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” al Foro romano e Palatino (foto emanuele antonio minerva / mic)
Dal 6 giugno al 5 novembre 2025, il parco archeologico del Colosseo ospita la mostra “Magna Mater tra Roma e Zama”, un progetto espositivo internazionale che intreccia archeologia, mito e cooperazione culturale tra Italia e Tunisia. Promossa dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine Tunisien, la mostra, inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e di M.me Amina Srarfi, titolare del Ministère des affaires culturelles -Tunisie وزارة الشؤون الثقافية – تونسè curata da Alfonsina Russo, Tarek Baccouche, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Sondès Douggui-Roux con Patrizio Pensabene, Aura Picchione e Angelica Pujia. Al centro dell’esposizione è la figura della Magna Mater – la Grande Madre – antica divinità dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, Grecia e Roma. La mostra ne ripercorre origini e trasformazioni, dal culto frigio all’adozione ufficiale a Roma nel 204 a.C., quando – secondo il responso dei Libri Sibillini – la sua immagine aniconica fu trasferita da Pessinunte al Palatino, divenendo simbolo di salvezza e rigenerazione per l’Urbe. La mostra riannoda, attraverso il filo rosso della memoria, le strette relazioni culturali esistenti nel mondo antico tra le due sponde del Mediterraneo. Zama, celebre per la battaglia decisiva della Seconda guerra punica (202 a.C.) fu anche un importante centro numidico e successivamente romano. E, al centro di questa esposizione, è il legame simbolico e religioso tra il santuario africano e quello romano del Palatino, cuore del culto della Magna Mater nell’Impero.
Il percorso espositivo si snoda attraverso sei sedi all’interno del Parco, offrendo un viaggio immersivo nella storia e nella diffusione del culto della Magna Mater. Particolarmente significativa è la sezione allestita nel Tempio di Romolo, che presenta per la prima volta al pubblico le opere provenienti dagli scavi di Zama Regia: straordinarie evidenze archeologiche della presenza del culto della Magna Mater nel Nord Africa romano. La Curia Iulia amplia la prospettiva alle province dell’Impero – dall’Egitto alle Gallie, dalla Tracia alla Britannia – con una riflessione sulla diffusione e trasformazione del culto in epoca tardoantica. Sul Palatino, alle Uccelliere Farnesiane, i visitatori possono esplorare le radici orientali della dea e la loro trasmissione nel mondo greco ed ellenistico, con un focus particolare sul carattere misterico del culto. Il Tempio della Magna Mater ospita una sezione dedicata all’introduzione del culto a Roma durante la Seconda guerra punica, che mette in evidenza i significati politici e storici dell’evento. Il Ninfeo della Pioggia propone un’installazione emozionale che restituisce suoni, gesti e simboli della ritualità romana legata al culto. Infine, al Museo del Foro Romano, la mostra si chiude con una selezione di opere d’arte che illustrano la fortuna iconografica, letteraria e filosofica della dea tra Rinascimento e Seicento.

I ministri Amina Srarfi e Alessandro Giuli alla mostra “Magna Mater tra Roma e Zama” (foto emanuele antonio minerva / mic)
“La mostra Magna Mater tra Roma e Zama”, dichiara Alessandro Giuli, ministro della Cultura, “è un esempio concreto di diplomazia culturale tra Italia e Tunisia, realizzato nell’ambito del Piano Mattei. Frutto della cooperazione tra studiosi, istituzioni e restauratori dei due Paesi, dimostra come la valorizzazione del patrimonio condiviso possa diventare un efficace strumento di dialogo, ricerca e sviluppo sostenibile. Valorizzare la figura della Magna Mater grazie ai rinvenimenti tunisini e a questa mostra consente al nostro Ministero di dare vita a una manifestazione culturale la cui importanza travalica la sola archeologia, promuovendo lo studio storico di un’esperienza religiosa i cui valori e significati conservano una forte attualità, per tutte le culture che vivono affacciate sul grande Mare nostrum”. E Amina Srarfi, Ministre des affaires culturelles: “La mostra Magna Mater da Zama a Roma ricorda a tutti noi i valori cari alla Tunisia, dove la storia non riguarda solo Cartagine, ma anche tutte le altre regioni del Paese. Come capitale del mondo numidico, Zama era molto aperta alla storia del Mediterraneo e molto influenzata dalla romanizzazione. Come Cartagine, Hadrumète e Utique, era un luogo di fermento politico, economico e sociale. Questa mostra, i cui pezzi provengono da Zama Regia, riflette lo scambio culturale e religioso tra il mondo numidico e Roma al tempo dell’Africa romana”.
“La concezione di questa esposizione”, dichiara Tarek Baccouche, direttore dell’Istituto nazionale del Patrimonio di Tunisi, “è il frutto di un lavoro collettivo di ricercatori, conservatori e restauratori delle due Istituzioni, italiana e tunisina. Essa offre ai lettori un mosaico di dati scientifici, tecnici, geografici, economici e patrimoniali sul sito di Zama e, attraverso di esso, sull’intera regione. Questa mostra e gli accordi istituzionali stipulati creano, da un lato, un legame tra i nostri Paesi, dall’altro un ponte che farà viaggiare ogni lettore nel tempo attraverso una visita virtuale a Zama”. E Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del Patrimonio culturale e direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Questa esposizione rappresenta un ponte prezioso tra culture e memorie antiche. Attraverso un percorso che si articola in più sedi del Parco, la mostra racconta le origini del culto, la sua diffusione nel mondo greco e romano e in tutto il Mediterraneo antico. Questo legame ha costituito la base per sviluppare un progetto di valorizzazione e di rilettura complessiva della storia e dell’archeologia attraverso la figura della Magna Mater”.
Marzabotto (Bo). Lo spettacolo di danza e teatro “Me_dea” apre la rassegna “Sere d’estate” nell’area archeologica della città etrusca di Kainua, preceduta da visita guidata al museo “Pompeo Aria” e apericena
Al via la rassegna “Sere d’Estate”, il programma di spettacoli nell’incantevole cornice dell’area archeologica della città etrusca di Kainua (Marzabotto, Bo): un viaggio emozionante tra danza, musica, poesia e teatro. Domenica 8 giugno 2025, alle 21, apre la rassegna “Me_dea”, regia e coreografia di Christian Fara. Danza e teatro si fondono in uno spettacolo che esplora il punto di vista di una donna, inconsapevole di un crimine che oramai non sa più di aver commesso. Il bianco e nero di una visione psicopatica che solo Medea può percepire. In un groviglio di corpi un’unica eco risuona nella sua testa… la risata del suo alter-ego che la porterà alla sua triste realtà. Alle 18.30 visita tematica gratuita dell’area archeologica a cura dello staff del museo nazionale Etrusco di Marzabotto “Pompeo Aria”; dalle 19.30 possibilità di apericena con prodotti locali del ristorante Osteria La Tabina (10 euro); alle 20, all’acropoli etrusca esibizione di STREET SHARKS CREW. Spettacolo gratuito per tutti e ingresso all’area archeologica eccezionalmente gratuito per tutti in occasione dell’anniversario della donazione dell’area archeologica e del Museo allo Stato Italiano. Info e prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it; 051 93 10 26 – 349 753 6667.
Legnago (Vr). Al Centro ambientale archeologico “Un giorno da Romani” per adulti e bambini
“Un giorno da romani” al Centro ambientale archeologico di Legnago (Vr) domenica 8 giugno 2025, dalle 10 alle 17.30: evento gratuito per adulti e bambini che potranno vivere la vita da legionario tra visite, laboratori, giochi e rievocazioni storiche nel campo romano. Alle 10, apertura e visita del campo “castrum” romano; vita da campo; didattica per adulti e bambini; la vita del legionario romano: armamento, equipaggiamento, abbigliamento, alimentazione. Alle 11, cerimonia giuramento alla legione; alle 14, vita da campo, laboratori per adulti e bambini: 14.30, tessitura; 15, messaggi con antichi metodi di cifratura; 15.30, giochi di Marte; 16, gioco con terni lapilli; giuramento alla legione. Alle 17.30, chiusura del campo.
Montegrotto Terme (Pd). A Villa Draghi la conferenza “Villa Draghi: scoperta una cava antica” con i professori Michele Secco, Jacopo Bonetto, Simone Dilaria e Caterina Previato (unipd)
Domenica 8 giugno 2025, alle 10, nel salone nobile di Villa Draghi, in via Enrico Fermi 1 a Montegrotto Terme (Pd), la conferenza “Villa Draghi: scoperta una cava antica” con i professori Michele Secco, Jacopo Bonetto, Simone Dilaria e Caterina Previato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Introduce Elvio Cognolato, associazione Villa Draghi. L’incontro presenterà i recenti scavi e gli studi (progetto Cariparo EuQuGeA) in corso all’interno del parco di Villa Draghi, dove è stata portata alla luce una cava risalente a tempi molto antichi. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Villa Draghi, è dedicata agli appassionati di storia e archeologia, o anche semplicemente curiosi, per conoscere il percorso già realizzato e le ricerche che continuano a svelare il passato.
Desenzano del Garda (Bs). Alla Villa Romana concerto del coro OmDelDom per una notte tra storia e musica
Sarà una notte di magia tra storia e musica. Sabato 7 giugno 2025, alle 21, la Villa Romana di Desenzano del Garda si trasformerà in un palcoscenico unico per l’esibizione del Coro OmDelDom. Tra antichi mosaici e suggestive rovine, i partecipanti saranno trasportati in un viaggio musicale che fonde armonie vocali e atmosfera senza tempo. Ingresso al museo a pagamento.
















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