Rovereto (Tn). Nuove anticipazioni sulla 36ma edizione del RAM film festival 2025 dedicato a “Gli Sguardi sull’Acqua”: al teatro Zandonai “Speciale Sguardi sull’acqua” per un viaggio dall’Adige, radice profonda della storia e dell’identità del territorio che bagna, fino agli oceani che abbracciano il pianeta. Ecco il programma
A meno di una settimana dal via della 36ma edizione del RAM film festival di Rovereto-Archeologia-Memoria, dal 24 al 28 settembre 2025, che quest’anno con “Sguardi sull’acqua” esplora il legame tra acqua, civiltà e cambiamenti climatici attraverso corti e documentari che raccontano il patrimonio culturale materiale e immateriale, parliamo della seconda delle due serate speciali in programma: sabato 27 settembre 2025, alle 20.30, al teatro Zandonai di Rovereto (Tn), serata speciale “Sguardi sull’Acqua” con una tavola rotonda dedicata al fiume Adige e la prima italiana di “Our Blue World”. Il pubblico sarà accompagnato in un viaggio dall’Adige, radice profonda della storia e dell’identità del territorio che bagna, fino agli oceani che abbracciano il pianeta, con l’anteprima italiana di “Our Blue World. A Water Odyssey / Il nostro mondo blu. Un’Odissea acquatica”, film evento narrato dalla voce carismatica della star di Hollywood Liam Neeson, uscito in venti paesi del mondo. Una serata speciale, che unisce il respiro locale del fiume Adige alla visione globale del nostro “mondo blu”. Un’occasione per riflettere, emozionarsi e ritrovare, attraverso il cinema e il dialogo, il filo che lega ogni forma di vita sulla Terra all’acqua. La serata al Teatro Zandonai di Rovereto è a partecipazione gratuita su prenotazione www.ticketlandia.com/m/event/serata-speciale-sguardi-acqua.

Adige, il fiume che unisce: da sinistra, in senso orario, il ricercatore Alessandro de Bertolini, lo scrittore Fiorenzo Degasperi, lo scrittore Gian Antonio Conati, , la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi (foto fmcr)
Il viaggio comincia alle 20.30 con un incontro dal titolo “Adige: il fiume che unisce”. Attorno a un tavolo di confronto, figure centrali nell’ambito della letteratura, della ricerca e dell’arte, si ritroveranno per raccontare come il secondo fiume più lungo d’Italia abbia rappresentato, nei secoli, una via di comunicazione vitale, capace di trasportare merci e persone ma anche idee, tradizioni e cultura. Quattro voci autorevoli – lo scrittore Fiorenzo Degasperi, la direttrice dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi, lo scrittore Gian Antonio Conati e il ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino Alessandro de Bertolini – dialogano con l’archeologo della Fondazione Museo Civico di Rovereto Maurizio Battisti, in un percorso arricchito da immagini storiche che intreccia passato, presente e futuro: dalla gestione delle acque ai mestieri tradizionali, dalle opere d’arte ispirate al fiume fino al fragile equilibrio umanità-natura, dalle sorgenti al Passo Resia fino alla foce sull’Adriatico.
A seguire, il centro della serata RAM ritorna il cinema. Rovereto ospiterà per la prima volta in Italia la proiezione del film “Our Blue World. A Water Odyssey”, un film potente e visionario che porta lo spettatore a scoprire il legame universale che unisce l’umanità all’acqua, la risorsa più preziosa e fragile del nostro pianeta. Diretto da Ruàn Magan e scritto insieme a Paul O’Callaghan, lo spettacolare documentario intreccia tante storie, grandi e piccole, comuni o straordinarie: dalle comunità che vivono ancora in armonia con l’acqua alle innovazioni scientifiche e tecnologiche più avanzate per la gestione idrica. Liam Neeson invita il pubblico a “immergersi” in un’odissea che non è solo cinematografica, ma anche etica e collettiva: un viaggio che tocca il cuore e la ragione, ricordandoci che i nostri antenati sapevano bene una cosa che oggi rischiamo di dimenticare, cioè che l’acqua, alla fine, vince sempre. Il film segna uno dei momenti più attesi dell’intera edizione del RAM film festival, e offre uno sguardo potente e rivelatore sul futuro degli esseri umani sul nostro “mondo blu”. Non è solo una riflessione sul cambiamento climatico, ma una chiamata all’azione, mostrando che anche piccoli mutamenti di coscienza e pratica delle comunità umane e degli individui possono generare trasformazioni positive per la vita sulla Terra.
Paestum (Sa). Apertura straordinaria serale del parco archeologico con passeggiata tra i templi sotto le stelle
Vivere la meraviglia del parco archeologico di Paestum sotto le stelle. Succede giovedì 18 settembre 2025 quando il museo e l’area archeologica di Paestum (zona illuminata del Tempio di Nettuno e della cd. Basilica) aspettano i visitatori per un’apertura straordinaria serale: dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23.15) si può scoprire Paestum come mai vista prima con una passeggiata tra templi e reperti lasciandosi avvolgere dall’atmosfera unica dei luoghi che raccontano millenni di storia. Ci si lascerà sorprendere dalla bellezza del passato sotto il cielo notturno. Biglietto serale 15 euro. Il biglietto si acquista su https://www.vivaticket.com/…/apertura-serale/279605…. L’apertura è inclusa nell’abbonamento Paestum&Velia.
Aquileia (Ud). In Basilica Patriarcale, e on line, la conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” con Franco Cardini e Angelo Floramo promossa dal Teatri Stabil Furlan con Comune di Aquileia e Fondazione Aquileia
Il 18 settembre 2025, alle 20.30, all’interno della Basilica Patriarcale di Aquileia (Ud) il professore Franco Cardini dialoga con il professore Angelo Floramo nella conferenza “Lo stato patriarcale aquileiese” voluta e proposta dal Teatri Stabil Furlan al Comune di Aquileia e alla Fondazione Aquileia come momento preparatorio a Lenghis – Festival del teatro delle lingue minoritarie, che si terrà il prossimo mese a Gorizia nell’ambito di GO!2025. Il tema della conferenza tenuta dal prof. Franco Cardini, in dialogo con Angelo Floramo, si inserisce pienamente nel percorso del Festival, poiché mette in luce le radici storiche e culturali dell’identità friulana, una delle principali lingue minoritarie protagoniste della rassegna. Ingresso libero. sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming dai canali social di Basilica Patriarcale di Aquileia.
L’atto ufficiale di nascita dello Stato Patriarcale Aquileiese è datato 3 aprile 1077, con la concessione da parte dell’Imperatore Enrico IV al suo fedelissimo Patriarca di Aquileia Sigeardo della giurisdizione con prerogative ducali su tutto il territorio friulano. Per circa 3 secoli e mezzo tale realtà comprendente il Friuli storico dalla Livenza al Timavo e saltuariamente il Cadore, la Slovenia e l’Istria, fu al centro delle più importanti vicende storiche in Europa a volte condizionandole non poco. Si trattava di una realtà simile ai grandi principati della Germania che seppe però sviluppare al suo interno nuove istituzioni che aprirono la via a una maggiore partecipazione nella gestione delle decisioni pubbliche. In particolare merita ricordare il Parlamento della Patria del Friuli la più antica assemblea legislativa d’Europa 1228 -1805 che continuò a operare anche dopo la fine dello Stato Patriarcale con la conquista del Friuli da parte della Repubblica di Venezia nel 1420. Questa straordinaria istituzione comprendeva le classi del Clero, dei Nobili e dei Comuni ed ebbe poteri sempre più importanti, la sua attività produsse nel tempo un insieme di leggi che formarono le Costituzioni della Patrie del Friuli. Alla morte dello Stato Patriarcale sopravvisse nel popolo la cultura che si era ormai formata durante quei secoli dando vita a una inconfondibile identità: quella friulana.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale con la conferenza “Oltre l’evidenza. Spunti per la comprensione di un quartiere altinate” di Eleonora Delpozzo e Jacopo Paiano riparte “Novità, Doc?”, il ciclo di incontri dedicati agli studi più recenti sull’antica città di Altino con giovani studiosi, specializzandi e dottorandi
Al parco archeologico di Altino (Ve) che fa parte dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna torna “Novità, Doc?”, il ciclo di conferenze dedicate agli studi più recenti sull’antica città di Altino. La prima conferenza “Oltre l’evidenza. Spunti per la comprensione di un quartiere altinate”, giovedì 18 settembre 2025, alle 15.30, è a cura di Eleonora Delpozzo (assegnista di ricerca, università Ca’ Foscari di Venezia) e Jacopo Paiano (dottorando di ricerca, università di Trento) che parleranno degli scavi condotti a Campo Rialto. Tutte le conferenze del ciclo si svolgono nel deposito “Sala colonne” del museo Archeologico nazionale di Altino e saranno anche un’occasione per conoscere le metodologie applicate dagli archeologi e vedere direttamente i reperti protagonisti degli studi. La conferenza è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni info.parcoaltino@cultura.gov.it e 0422789443.

Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)
Giovani studiosi per l’antica Altino. “Sono numerosi i giovani studiosi, specializzandi e dottorandi presso diverse Università o già liberi professionisti, che si occupano dello sviluppo di Altino e del suo territorio nell’antichità e frequentano costantemente i depositi del Parco archeologico di Altino”, spiega Marianna Bressan, direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. “I loro studi contribuiscono a ricostruirne le vicende, dalla preistoria all’abbandono nel VII secolo, passando per l’età del Ferro, quando Altino fu fondata e abitata dai Veneti antichi, e l’età romana. Li abbiamo invitati a parlarne al Museo”.
Ecco il programma delle conferenze. Giovedì 18 settembre 2025, ore 15.30, “Oltre l’evidenza. Spunti per la comprensione di un quartiere altinate” con Eleonora Delpozzo, Jacopo Paiano; giovedì 30 ottobre 2025, ore 15.30, “Terra, acqua e tempo. La Tenuta Zuccarello: storia di una riscoperta del territorio” con Giulia Santini; giovedì 20 novembre 2025, ore 15.30, “Una città diffusa: nuovi dati sulle vicende di Altino tra tarda antichità e alto Medioevo” con Diego Calaon, con il team di ricerca dell’università Ca’ Foscari e altri ospiti; giovedì 18 dicembre 2025, ore 15.30, “Le anfore raccontano. Storie di vita e commerci tra Altino e il mare” con Andrea Cipolato.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il convegno di studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, tappa fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città antica. Tre giorni di confronti e contributi. Ecco il programma
Dal 18 al 20 settembre 2025, il museo Archeologico nazionale di Paestum diventa luogo di incontro e confronto internazionale con il Convegno di Studi “Paestum Romana. Immagini di una città in trasformazione”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Massimo Osanna, direttore generale Musei, e di Tiziana D’Angelo, direttore dei Parchi, nonché Presidente del Comitato Scientifico del convegno. La presenza di relatori di rilievo internazionale e l’ampiezza delle tematiche affrontate confermano l’importanza di questo appuntamento per la ricerca archeologica e per la rilettura critica di una fase storica centrale nella definizione dell’identità di Paestum.
L’iniziativa si articolerà in sette sessioni tematiche, presiedute e moderate da personalità di spicco del settore e dedicate ad aspetti chiave della Paestum romana: Urbanistica e trasformazioni del tessuto urbano; Santuari e culti tra continuità e romanizzazione; Architettura e contesti, con un focus sulla strutturazione del foro, di altri edifici pubblici e impianti termali; Necropoli e territorio, con uno sguardo ai rituali funerari e all’organizzazione del tessuto rurale; Società e istituzioni, tra storia, epigrafia e numismatica; Età tardoantica e cristianizzazione degli spazi; Riuso, riscoperta e valorizzazione del patrimonio dall’età moderna a oggi. Completeranno il programma tre sessioni poster, che offriranno ulteriori spunti di approfondimento sulle ricerche in corso, e le visite guidate al cantiere di scavo del tempietto presso le mura e alla nuova Sezione romana del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, recentemente riallestita. Il convegno “Paestum Romana” si configura come una tappa fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico della città antica, alla cui definizione lavorano in sinergia i parchi archeologici di Paestum e Velia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e le istituzioni accademiche italiane e straniere. Al termine del convegno si verrà così delineando una visione aggiornata e multidisciplinare della storia romana e tardoantica di Paestum e del suo ruolo nel più ampio contesto del Mediterraneo antico.
GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025. Alle 10, SALUTI ISTITUZIONALI E APERTURA DEI LAVORI: Massimo Osanna, direttore generale Musei; Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. SESSIONE I: URBANISTICA Presiede e modera: Massimo Osanna, direttore generale Musei; 10.30, Nicola Terrenato (University of Michigan), “Paestum nel contesto dell’edilizia pubblica dell’Italia centrale medio repubblicana”; 10.50, Fausto Longo (università di Salerno), “Paestum: l’urbanistica della città romana con una nota sulle ricerche recenti presso il cardo An8”; 11.10, Claudia Widow (Universität Bonn), “Transformation in urban space: the forum of Paestum in the early phase of romanization”; 11.30, pausa caffè; 11.50, Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Luigi Petti, Marco Limongiello, Carmine Lupo (università di Salerno), “Il santuario presso le mura occidentali di Paestum: storie di crolli e dissesti”; 12.10, discussione. SESSIONE II: SANTUARI E CULTI Presiede e modera: Giovanna Greco, già professore ordinario dell’università di Napoli “Federico II”; 12.30, Francesco Marcattili (università di Perugia), “Paestum romana: divinità e culti tra servitus e libertas”; 12.50, Massimo Osanna (direzione generale Musei), Mauro Menichetti (università di Salerno), “Rappresentazione del potere imperiale tra Paestum e Velia”; 13.10, Rebecca Miller Ammerman (Colgate University), “The North Urban Sanctuary of Roman Paestum: evidence from NUPP’s excavations”; 13.30, pranzo; 14.30, visita allo scavo del tempietto presso le mura di cinta di Paestum; 16.30, Rebecca Miller Ammerman (Colgate University), Melissa Gryan (University of Michigan), “Relections on the Roman Sanctuary at Santa Venera and Venus’ relected visage”; 16.50, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”), Anna Nenna (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), “Heraion al Sele. La ceramica di epoca romana”; 17.10, discussione; 17.30, pausa caffè; 18, SESSIONE POSTER; 18.30, LA NUOVA SEZIONE ROMANA DEL MUSEO Teresa Marino (parchi archeologici di Paestum e Velia), Rosaria Sirleto (ALES Parchi archeologici di Paestum e Velia), “Paestum romana: ricerca, conservazione e valorizzazione nel nuovo allestimento museale”; 19, visita al nuovo allestimento della Sezione romana del museo; 20, Cena.
VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2025. SESSIONE III: ARCHITETTURA E CONTESTI Presiede e modera: Emanuele Greco (già direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene): alle 9.30, Jon Albers, Anna Bertelli, Johanna Brenneke, Lilly Eckho, Nicola Ress (Ruhr-Universität Bochum), “New insights on the Temple-Comitium-Complex at the forum in Paestum”; 9.50, Theresa Schapals (Ruhr-Universität Bochum), “The material culture of Roman Paestum – a preliminary view from the urban centre”; 10.10, Paolo Vitti (University of Notre Dame), “Da sala ipostila ad aula rettangolare: la ricerca di monumentalità nella basilica del foro di Paestum”; 10.30, Andrea Jacopo Cucino (università di Salerno), “Le tabernae del foro di Paestum: architetture in evoluzione dalla nascita della colonia all’epoca tardoantica”; 10.50, pausa caffè; 11.20, Cristina Casalnuovo (università di Salerno), “La trasformazione urbana di Paestum in età romana: il caso dell’area dell’anfiteatro”; 11.40, Silvio Leone, Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Le terme sul foro di Paestum: archeologia e restauro nel cuore della città tardoimperiale”; 12, Giuseppe Restaino (università di Cassino e del Lazio Meridionale), “Le terme a sud della domus ‘con piscina’. Un contributo alla storia edilizia dell’Insula Is 24”; 12.20, discussione; 13, pranzo. SESSIONE IV: NECROPOLI E TERRITORIO Presiede e modera: Angela Pontrandolfo (professore emerito dell’università di Salerno): alle 14.20, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella (università di Salerno), “Forme della transizione: ritualità funeraria e cultura materiale nelle necropoli di Paestum dalla fine del IV sec. a.C. alla piena età imperiale”; 14.40, Raffaella Bonaudo (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Hic sunt Romani: tombe dipinte e relazioni politiche dalla Campania a Paestum”; 15, Filiberto Chilleri (medico), “Antropologia e Patologia su alcune tombe romane già indagate nella parte orientale delle mura di Paestum”; 15.20, Bianca Ferrara (università di Napoli “Federico II”, “Le trasformazioni del territorio di Paestum in età romana: il ruolo del santuario di Hera alla foce del Sele”; 15.40, Elena Russo (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), “Strutture rurali e forme di occupazione del territorio di Paestum in età romana”; 16, Vincenzo Amato (università del Molise), Alfonso Santoriello (università di Salerno), “Paesaggi pestani: tra eredità geologico-geomorfologica, cambiamenti paleo-ambientali e trasformazioni urbane e periurbane”; 16.20, pausa caffè; 16.40, Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia), “L’acqua alimenta Paestum”; 17, Rosa Fiorillo, Alfredo Maria Santoro (università di Salerno), “Paestum e il suo territorio. Elementi per una ricostruzione del paesaggio archeologico in età tardo antica”; 17.20, discussione; 18, SESSIONE POSTER.
SABATO 20 SETTEMBRE 2025. SESSIONE V: SOCIETÀ E ISTITUZIONI Presiede e modera: Pierangelo Buongiorno (professore ordinario dell’università di Macerata): alle 9, Paolo Poccetti (università di Roma Tor Vergata), “La prima fase di Paestum romana nel riflesso epigrafico e linguistico”; 9.50, Annarosa Gallo (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), “Paestum in età repubblicana: dalla colonia latina al municipio duovirale”; 10.10, Umberto Michele Soldovieri (Scuola Normale Superiore di Pisa), “Paestum romana: istituzioni e società in età imperiale”; 10.30, Gabriel Zuchtriegel (parco archeologico di Pompei), “Paestum e Pompei a confronto: LA città romana o solo due città tra tante?”; 10.50, pausa caffè; 11.20, Renata Cantilena (Istituto Italiano di Numismatica), “Le coniazioni evergetiche a Paestum: un riesame”; 11.40, Federico Carbone (università di Salerno), “Moneta nascosta, economia visibile: gruzzoli in bronzo e circolazione monetaria a Paestum in prima età augustea”; 12, discussione. SESSIONE VI: ETÀ TARDOANTICA Presiede e modera: Umberto Roberto (pofessore ordinario dell’università di Napoli “Federico II”; 12.30, Pablo C. Díaz-Martínez (Universidad de Salamanca), “Il destino delle città tardoantiche. La fine di Roma e l’oblio di Paestum”; 12.50, Chiara Maria Lambert (università di Salerno), “Paestum tardoantica e la ‘cristianizzazione dello spazio’ come fattore di continuità insediativa: per un aggiornamento allo status quaestionis”; 13.10, Alessandro Bona (università di Salerno), “Aggiornamenti sulla circolazione monetale tardoantica di Paestum”; 13.30, pranzo; 15, Carlo Ebanista (università del Molise), Francesca Mermati (soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli), “Una questione controversa della Paestum tardoantica: la basilica della SS. Annunziata e il suo ruolo nella rete ecclesiastica”; 15.20, discussione; 15.40, SESSIONE POSTER. SESSIONE VII: RIUSO, RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE Presiede e modera: Marina Cipriani (già direttrice del museo Archeologico nazionale di Paestum); alle 16, Angela Palmentieri (università di Napoli “Federico II”), “Fuori contesto. Rovine di Paestum nei riusi antichi”; 16.20, Simone Foresta (soprintendenza ABAP per le province di Caserta e Benevento), “Paestum romana nella ricerca archeologica tra Settecento e Novecento”; 16.40, pausa caffè; 17, Audrey Bertrand (École française de Rome), Valérie Huet (Centre Jean Bérard), “Paestum: più di 40 anni di collaborazioni franco-italiane”; 17.20, Tiziana D’Angelo (parchi archeologici di Paestum e Velia), “Paestum, un parco in trasformazione”; 17.30, discussione; 17.50, DIBATTITO CONCLUSIVO Presiede e modera: Tiziana D’Angelo (direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia).
Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” con Luca Cerchiai (università di Salerno), dodicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”
Mercoledì 17 settembre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “Gli Etruschi a Pompei e in Campania” con Luca Cerchiai (università di Salerno), dodicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale aprono due nuove mostre: le fotografie di Gabriel Ivanovič de Rumine e gli acquerelli di Luigi Bazzani. Osanna: “Un prezioso lavoro di valorizzazione delle collezioni grafiche e fotografiche del Mann”

Un acquerello su Pompei di Luigi Bazzani nella mostra “Luigi Bazzani e la casa pompeiana” al Mann (foto mann)

Un’immagine di Pompei di De Rumine nella mostra “1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine” al Mann (foto archivio mann)
Il museo Archeologico nazionale di Napoli inaugura il 17 settembre 2025 due nuove mostre, Le fotografie di Gabriel Ivanovič de Rumine e gli acquerelli di Luigi Bazzani, in dialogo con la sezione permanente Domus dedicata alla cultura dell’abitare nell’area vesuviana. I percorsi arricchiscono l’esperienza di visita intrecciando memoria materiale, fonti documentarie e linguaggi artistici diversi, e rappresentano un ulteriore esito del processo di valorizzazione del patrimonio del Mann. Accanto ai suoi straordinari capolavori antichi, infatti, il Museo custodisce fotografie, acquerelli e documenti d’archivio conservati nell’Archivio Storico e nell’Archivio Disegni: testimonianze che narrano storie e restituiscono la ricchezza delle prospettive con cui, nel tempo, il mondo antico è stato interpretato e raccontato. Le due mostre, curate da Andrea Milanese, Ruggiero Ferrajoli e Domenico Pino, saranno visitabili fino al 28 febbraio 2026. “Il museo Archeologico nazionale di Napoli è non solo luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca”, commenta il direttore generale Musei Italiani, Massimo Osanna: “indagare i nostri archivi significa far emergere nuove chiavi di lettura, che ci aiutano a comprendere le origini del mito di Pompei e il ruolo che esso ha avuto nell’immaginario europeo. Valorizzare archivi e collezioni significa restituire ai pubblici la complessità di un patrimonio che vive attraverso molteplici forme di espressione”.

Un acquerello su Pompei di Luigi Bazzani nella mostra “Luigi Bazzani e la casa pompeiana” al Mann (foto mann)

Un acquerello su Pompei di Luigi Bazzani nella mostra “Luigi Bazzani e la casa pompeiana” al Mann (foto mann)
“Luigi Bazzani e la casa pompeiana”. L’esposizione nasce a seguito del restauro di diciotto acquerelli di Luigi Bazzani (1836-1927), pittore e scenografo di successo, di cui l’Archivio Disegni del Mann possiede una delle raccolte più ricche insieme al Victoria & Albert Museum di Londra e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Considerate non soltanto espressioni artistiche, ma anche testimonianze storiche delle scoperte archeologiche nelle città vesuviane, le opere di Bazzani del Mann raffigurano diversi soggetti pompeiani: dal Foro al Tempio di Iside, fino agli interni delle case e ai giardini. Oltre agli acquerelli, sono in mostra una gouache di Giuseppe Marsigli, disegni di Pasquale Maria Veneri, fotografie antiche e bronzi ottocenteschi. Un focus specifico è dedicato alla Casa del Fauno, di cui Veneri ha raffigurato il tegolato antico. Scoperta nel 1830, la casa è sorprendente per la ricchezza e raffinatezza del suo apparato decorativo, dai pavimenti ai fregi in terracotta, dal grande mosaico della Battaglia di Isso alla statuetta in bronzo del fauno danzante, da cui il complesso prende il nome. Le gouaches, gli acquerelli e le foto in mostra ne illustrano sia l’impianto complessivo che le sofisticate decorazioni. La mostra è allestita nella sala XCV (95), tra l’allestimento permanente Domus e l’esposizione temporanea dedicata a Gabriel Ivanovič de Rumine che sarà inaugurata nello stesso giorno.

Un’immagine di Pompei di De Rumine nella mostra “1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine” al Mann (foto archivio mann)

Un’immagine di Pompei di De Rumine nella mostra “1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine” al Mann (foto archivio mann)
“1859 – Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine”. Quest’esposizione proietta il visitatore nel 1859 e offre un racconto inedito, che mostra come il mito di Pompei, già al centro dell’immaginario europeo, avesse conquistato anche una disciplina allora agli esordi: la fotografia, nata solo pochi anni prima. In quell’anno, l’aristocratico russo Gabriel Ivanovič de Rumine viaggia come fotografo al seguito del Granduca Costantino di Russia in una lunga crociera nel Mediterraneo che tocca, tra le altre mete, Palermo, Napoli, Atene e Gerusalemme. Con uno speciale permesso accordato dal re Ferdinando II, de Rumine scatta una serie di vedute di Pompei, che rappresentano uno dei più antichi reportage fotografici degli scavi – certamente il primo di grande formato – realizzati quando la fotografia stessa era ancora una disciplina giovane, nata solo vent’anni prima. Consapevole dell’importanza dei suoi scatti, ne invia copie a Parigi perché siano esposte alla Société Française de Photographie, dove vengono accolte con grande interesse. Il Mann custodisce ventotto di queste rare immagini all’albumina, a lungo rimaste dimenticate negli archivi, senza data né attribuzione. La mostra ne presenta per la prima volta un’ampia selezione, insieme ad altre fotografie storiche e a preziosi documenti d’archivio. Sarà ospitata nel Salone del Plastico di Pompei, uno spazio emblematico che restituisce – anche attraverso il grande modello della città – la forza evocativa e la suggestione senza tempo di Pompei. “Queste preziose fotografie, esposte ora al pubblico per la prima volta”, commenta il direttore generale Musei Italiani, Massimo Osanna, “ci consentono di osservare il fascino esercitato da Pompei nell’immaginario europeo da una prospettiva inedita, attraverso una forma di espressione allora del tutto nuova. La riscoperta di questo fondo è il frutto di un lavoro di ricerca e di valorizzazione del ricco patrimonio del Mann, che conferma come studio e indagine documentaria siano strumenti fondamentali per ampliare la conoscenza e, con essa, la fruizione del patrimonio”.
Ustica (Pa). Al via l’Ustica Archeofilm 2025 – Festival internazionale del cinema di archeologia e ambiente nell’ambito della III Rassegna del Mare “Sebastiano Tusa”, promosso da Fondazione Sebastiano Tusa, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Ecco il programma
Nella piazza centrale dell’isola di Ustica (Pa) nell’ambito della III Rassegna del Mare “Sebastiano Tusa”, alle 20, dal 17 al 19 settembre 2025, è il programma l’Ustica Archeofilm 2025 – Festival internazionale del cinema di archeologia e ambiente con l’attribuzione del “Premio Ustica Archeofilm 2025” per il film più votato dal pubblico. Evento organizzato da Fondazione Sebastiano Tusa, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Selezione filmati e archivio cinematografico a cura di Firenze Archeofilm. Ingresso libero.
MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE 2025. Il film “Saving Venice” di Duncan Bulling (Regno Unito, 54’). Venezia è minacciata dal cambiamento climatico. Il livello del mare sta aumentando rapidamente. Le inondazioni stanno diventando sempre più frequenti ed estreme. A ogni inondazione, è sempre di più il sale che impregna gli edifici storici della città erodendo i mattoni, la malta e la pietra. L’esistenza stessa di Venezia è in bilico. Riusciranno scienziati e ingegneri a trovare il modo di proteggere questo gioiello unico di architettura, bellezza e cultura prima che sia troppo tardi?
GIOVEDÌ 18 SETTEMBRE 2025. Il film “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 76’). Il documentario evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Attraverso un mosaico di suggestioni visive, storiche e mitologiche, lo spettatore viaggia con grandi maestri dell’esplorazione subacquea fino al grembo profondo di un capitolo dimenticato dell’Unità d’Italia. Un’immersione di grande importanza scientifica e archeologica, raccontata come una fiaba moderna.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un viaggio sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane
VENERDÌ 19 SETTEMBRE 2025. Il film “Il relitto della Dieppoise. Nuova Caledonia” di Nicolas Job (Nuova Caledonia, 3’). Immersione sul relitto della Dieppoise, affondata a 26 metri di profondità nella splendida Laguna della Nuova Caledonia. A fare da guida in questo breve tour sottomarino la grande varietà di pesci e coralli che lentamente si sono riappropriati del loro ambiente, andando a riabitare un relitto trasformato in una formidabile scogliera artificiale. Segue il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane (Italia, 60’). Un viaggio alla scoperta dello straordinario patrimonio sommerso dei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Le pagine più importanti dell’archeologia subacquea italiana: dal lavoro pionieristico di Nino Lamboglia a quello dell’archeologo Sebastiano Tusa. Chiude la serata e il festival la Cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Ustica Archeofilm 2025” per il film più votato dal pubblico.
Sirmione (Bs). Per “Appuntamento d’Estate” visita tematica “Materiali e tecniche di costruzione alle Grotte di Catullo” alle Grotte di Catullo con Lucia Notorio, e aperitivo in spiaggia
Martedì 16 settembre 2025, per “Appuntamenti d’Estate” alle Grotte di Catullo e museo Archeologico nazionale di Sirmione (Bs), alle 17.30, visita tematica alle Grotte di Catullo nella magnifica cornice naturale della penisola di Sirmione. L’archeologa Lucia Notorio farà conoscere ai partecipanti “Materiali e tecniche di costruzione alle Grotte di Catullo”. A conclusione della visita, un momento di convivialità con aperitivo al Bar del Lido affacciato sulla splendida spiaggia Jamaica a un prezzo simbolico (2 euro). Prenotazione obbligatoria, 030 916157, drm-lom-grottedicatullo@cultura.gov.it
















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