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Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il caso Aquileia: Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia) spiega lo stretto rapporto tra archeologia e vino, che oggi si concretizza non solo con la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae, ma sono ben sei le aziende vinicole del territorio coinvolte che condividono un rapporto diretto e identitario con l’archeologia di Aquileia

Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia) presenta il “caso Aquileia: il vino si fa storia” a tourismA 2026 (foto graziano tavan)

C’è un vigneto situato in una delle aree archeologiche più significative della città, tra l’edificio tardoantico delle Grandi Terme, il teatro romano e le mura bizantine: è la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia presentata a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, nel convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi. archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni. E dopo aver conosciuto “Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” presentato da Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/03/03/firenze-al-convegno-archeovinum-di-tourisma-2026-iter-vitis-itinerario-culturale-del-consiglio-deuropa-con-emanuela-panke-presidente-della-federazione-iter-vitis/), iniziamo questo viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia partendo da Aquileia con “Il vino si fa storia”, proposto da Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, con Antonio Clementin di Vini Brojli.

“Aquileia – spiega Cristiano Tiussi ad archeologiavocidalpassato.com – partecipa a tourismA, giunta alla 12ma edizione, in particolare nel panel che riguarda archeologia e vino, perché Aquileia naturalmente è un luogo da sempre legato alla produzione del vino,

Fase della vendemmia nella Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia (foto n. olivotto / fondazione aquileia)

che ancora oggi è una produzione importante per il territorio perché molti sono i vigneti e molte sono anche le cantine che in questi ultimi anni si sono create, si sono formate. Il concorso di queste cantine serve proprio a ricreare all’interno di questa tematica molto ampia un filone di turismo archeologico che è un turismo esperienziale che riguarda non solo la consumazione dei prodotti attuali, dei prodotti vitivinicoli del nostro territorio, ma anche una presa di coscienza di quella che è la storia del vino nella nostra Aquileia e nella nostra regione più in generale.

La Vigna delel Thermae felices Constantinianae ad Aquileia tra l’edificio tardoantico delle Grandi Terme, il teatro romano e le mura bizantine (foto n. olivotto / fondazione aquileia)

“Quindi noi ci aspettiamo molto da questo progetto che si sta formando, che si sta creando – continua Tiussi -, perché riuscirà senz’altro a dare un itinerario di un’esperienza, che è un’esperienza culturale, un itinerario che toccherà vari siti, varie regioni italiane, e toccherà quindi anche Aquileia. Sarà necessario quindi nei prossimi mesi riuscire ad affinare le nostre strategie, affinare i nostri obiettivi, e cercare quindi di venire incontro a una richiesta sempre più ampia e sempre più sentita da parte dei visitatori di vivere in loco esperienze dirette anche attraverso il collegamento con gli antichi usi e costumi, produzioni di età romana”.

Ma non c’è solo la Cantina Brojli: ad Aquileia – come spiega ad archeologiavocidalpassato.com Crostiano Tiussi, sono sei le aziende vinicole del territorio coinvolte – Barone Ritter de Záhony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin e Tarlao – che condividono un rapporto diretto e identitario con l’archeologia di Aquileia, producendo vino in luoghi che custodiscono tracce tangibili della storia millenaria della città. “La vigna delle Terme Felici Costantiniane – spiega Tiussi – è un piccolo appezzamento che viene coltivato da Fondazione Aquileia assieme a una delle cantine del territorio, cioè la cantina Brojli. Altre cinque invece sono state coinvolte in questo progetto e hanno aderito in maniera entusiastica: sono la cantina Ca’ Tullio, la cantina Donda, la cantina Ritter de Záhony che sta in un antichissimo monastero importante anche per la storia cristiana di Aquileia, la cantina Puntin e la cantina Tarlao. Quindi sei cantine in un paese come Aquileia di 3200 abitanti e che contiamo veramente di coinvolgere sempre di più in questo progetto che può essere per tutti un volano anche di sviluppo e soprattutto di un turismo sostenibile attento alle tradizioni locali non solo enologiche ma anche gastronomiche”.

Cantine di Aquileia coinvlte nel progetto archeoVINUM (foto graziano tavan)


Cantine di Aquileia coinvlte nel progetto archeoVINUM (foto graziano tavan)

Brojli sorge in un’area contraddistinta da numerose testimonianze di culti pagani e del culto cristiano, Ca’ Tullio valorizza un edificio di archeologia industriale del primo Novecento, recuperando la memoria agricola del territorio; Donda coltiva vigneti che insistono su aree dove affiorano resti di ville romane, mura e circo; Puntin si colloca lungo l’antica strada romana per Tergeste, tra mausolei e monumenti funerari; Ritter de Záhony affonda le proprie radici nel complesso dell’antico monastero benedettino di Santa Maria, sorto su una basilica paleocristiana; Tarlao coltiva lungo la via che collegava Aquileia a Iulia Emona, percorsa dagli imperatori romani diretti in Italia.

 

Pompei. Al via la quinta edizione di “Raccontare i Cantieri”: il giovedì dal 5 marzo a fine luglio 2026 aprono al pubblico i cantieri di Pompei. Ecco il programma

Cantiere di restauro aperto a Pompei Scavi (foto parco archeologico pompei)

Tutti i giovedì, dal 5 marzo al 23 luglio 2026, torna l’iniziativa “Raccontare i cantieri” alla sua quinta edizione, che consente la visita ai cantieri di manutenzione, valorizzazione e restauro in corso presso i siti del parco archeologico di Pompei: 19 cantieri, dalla Casa del Labirinto alla Domus di Cesio Blando, passando per la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula Meridionalis, le ville di Stabia, la Reggia di Quisisana, il Patrimonio verde del Parco. E ancora, la villa extra-urbana di Civita Giuliana, la Casa di Giulio Polibio, il Restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A, i depositi di San Paolino, gli scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri e altri ancora. Un calendario fitto di appuntamenti dentro e fuori le mura della città antica. Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento.

Cantiere di resaturo a Oplontis (Torre Annunziata) (foto parco archeologico pompei)

“L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Tecnico del Parco. Tutti i possessori della MyPompeii Card, nonché i nuovi acquirenti, potranno prenotare la visita prescelta secondo il calendario disponibile, scrivendo al seguente indirizzo e-mail: mypompeiicard@cultura.gov.it. Le prenotazioni dovranno pervenire entro le ore 14.00 del giorno precedente la data scelta. I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno. I partecipanti dovranno presentarsi con l’informativa allegata debitamente sottoscritta e prendere visione del cartello informativo predisposto. Il calendario dei cantieri potrebbe subire variazioni; si invita pertanto a verificare di volta in volta la programmazione aggiornata sul sito”.

“Raccontare i cantieri” di restauro a Pompei (foto parco archeologico pompei)

IL PROGRAMMA. 5 marzo 2026, Pompei: Interventi di messa in sicurezza, manutenzione e restauro della Casa del Labirinto (VI, 11 8-10) in Pompei Scavi; 12 marzo 2026, Pompei: restauro e valorizzazione della Domus di Cesio Blando (Regio VII, 1, 40); 19 marzo 2026, Pompei: valorizzazione della Necropoli di Porta Stabia: messa in sicurezza dei fronti di scavo, fruizione e accessibilità; 26 marzo 2026, Pompei: messa in sicurezza, consolidamento e restauro del fronte dell’Insula Meridionalis Di Pompei Nella Regio VIII, Insule 1 E 2; 9 aprile 2026, Pompei: interventi di manutenzione straordinaria del Laboratorio di Ricerche applicate – ex direzione Fiorelli; 16 aprile 2026, Reggia di Quisisana Castellammare di Stabia: recupero e valorizzazione della Reggia di Quisisana in Castellammare di Stabia; 23 aprile 2026, Castellammare di Stabia: lavori di messa in sicurezza delle strutture di Villa San Marco; 30 aprile 2026, Castellammare di Stabia: Villa Arianna, sostituzione della copertura dell’atrio e manutenzione diffusa delle coperture; 7 maggio 2026, Pompei: restauro e valorizzazione Domus di Giulio Polibio; 14 maggio 2026, Pompei: opere di completamento propedeutiche all’allestimento dei Granai del Foro; 21 maggio 2026, Pompei-Civita Giuliana: demolizione, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana – F.2 P.lla 72,382 e 395 sub.4; 28 maggio 2026, Pompei: manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio verde del parco archeologico di Pompei; 11 giugno 2026, Pompei: restauro apparati decorativi Insula Occidentalis,  Casa Di Fabio Rufo (Vii 16, 22), Casa Di Castricio (Vii 16, 17); Pompei-Sant’Abbondio: manutenzione straordinaria e potenziamento della fruizione delle Aree Sacrali di Sant’Abbondio; 25 giugno 2026, Torre Annunziata: Scavi di Oplontis, restauro architettonico e revisione delle coperture della Villa A; 2 luglio 2026, Pompei: verifica sismica, risanamento e riqualificazione dei depositi di San Paolino situati nell’area logistica di San Paolino; 9 luglio 2026, Pompei: depositi di Porta Nola; 16 luglio 2026, Pompei: lavori di messa in sicurezza delle Tombe di Porta Nocera – Lotto 1; 23 luglio 2026, Pompei: scavi e messa in sicurezza dell’ingresso antico di Villa dei Misteri-  completamento dello scavo dell’ingresso e della via Sepulcralis Superior e interventi per la fruizione e accessibilità.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Salvo Guercio su “Viaggio nello spettacolo televisivo anni ‘70/’80”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 4 marzo 2026, alle 17.45, appuntamento con Salvo Guercio su “Viaggio nello spettacolo televisivo anni ‘70/’80”. Negli anni ‘70/’80 è iniziata in Italia una rivoluzione sociale e culturale che ha influito in tutti gli ambiti della comunicazione. Naturalmente la televisione, il più grande diffusore di notizie e nuovi contenuti non poteva ignorare il futuro. Ed è così che nascono nuovi programmi, nuovi protagonisti e nuove star, all’ombra di un sentimento individuale e collettivo sempre più forte. Salvo Guercio ce ne parlerà anche rivelando qualche curioso dietro le quinte. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com

Salvo Guercio, autore televisivo

Salvo Guercio è un autore televisivo, regista e sceneggiatore italiano. Nato nel 1969 a Palermo, muove i primi passi come programmista regista a Rai 2 all’inizio degli anni 90 sotto la direzione di rete di Carlo Freccero. Grazie a Freccero comincia a firmare i suoi primi programmi come autore, prima a Rai 2 e poi a Rai 1, fino all’incontro con Pippo Baudo, con il quale instaura un sodalizio artistico durato oltre 20 anni. Sempre come autore e regista ha lavorato, tra gli altri, con Mike Bongiorno, Paolo Limiti, Mara Venier, Massimo Giletti, Franco Battiato, Renato Zero, Amanda Lear (della quale è anche produttore artistico) e Raffaella Carrà, con la quale ha vissuto un profondo legame umano e professionale durato fino alla sua scomparsa nel 2021.

Roma. A Palazzo Massimo il museo nazionale Romano propone la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio (musei Vaticani) in vista della Giornata internazionale della donna, per il ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”

Ogni primo mercoledì del mese, il museo nazionale Romano promuove a Palazzo Massimo un incontro del ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. In vista della Giornata internazionale della donna, il 4 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio, del dipartimento di Antichità greche e romane dei Musei Vaticani, introdotta e moderata da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Lo Statuto del museo nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove questo ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.

 

Padova. A Palazzo Liviano conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” in occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” al museo di Scienze archeologiche ed Arte

In occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” mercoledì 4 marzo 2026, alle 17, al museo di Scienze archeologiche ed Arte di Palazzo Liviano a Padova, conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice e psicologa-psicoterapeuta specializzata I.C.C.R.O.M. già docente perii consiglio d’Europa, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” illustrando il progetto pilota del parco archeologico di Pompei “Un modello nuovo per il recupero della collettività e dell’individuo attraverso la cura dei beni culturali. Il progetto pilota “. A seguire visita guidata alla mostra con ingresso gratuito.

Venezia. I preziosi reperti (oltre 700) sono arrivati a Palazzo Ducale per la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. La inaugura il ministro Giuli. La curatrice Squarcina anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” importanza, caratteristiche e obiettivi della mostra

La testa di Leucotea da Pyrgi pronta per partire per Venezia dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Ultimi controlli al museo Archeologico nazionale di Adria prima della partenza dei reperti per Venezia (foto drm-ven)

Al museo Archeologico nazionale di Ferrara imballaggio di un cratere da Spina con destinazione Venezia (foto drm-er)

La bella testa femminile di Leucotea, la dea bianca del mare, la divinità dell’Aurora e della fertilità, che doveva far parte di un rilievo più grande che decorava la facciata del tempio A del santuario di Pyrgi (Santa Severa), antico porto di Caere (Cerveteri), ha lasciato la “sua casa”, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con destinazione Venezia. Ma anche bronzetti, l’Eracle di Contarina, l’Apoteosi di Eracle, sono usciti dal museo Archeologico nazionale di Adria per raggiungere il palazzo dei Dogi. Dove sono arrivati anche vasi e reperti da Spina conservati al museo Archeologico nazionale di Ferrara. Sono solo alcuni esempi dei reperti archeologici di straordinario valore, molti provenienti da scavi recenti, concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali italiane, che si potranno ammirare nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, a cura di Chiara Squarcina, Margherita Tirelli in collaborazione con Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, ospitata a Palazzo Ducale di Venezia dal 6 marzo al 29 settembre 2026: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. Il percorso espositivo accompagna il pubblico dai grandi santuari etruschi costieri e termali – da Pyrgi a San Casciano dei Bagni – ai porti adriatici di Adria e Spina, fino ai principali luoghi sacri del Veneto antico, come Montegrotto, Lagole, Este e Altino, documentando pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il progetto si configura come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico, divulgazione e innovazione, concludendo con l’installazione We are bodies of water, realizzata da Fondazione Bonotto con la collaborazione scientifica del museo di Storia naturale di Venezia, dedicata al fragile ecosistema lagunare veneziano.

Dopo la presentazione a gennaio a Roma, al ministero della Cultura (vedi Venezia. A Palazzo Ducale la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Margherita Tirelli e Chiara Squarcina. Presentazione ufficiale al ministero della Cultura a Roma | archeologiavocidalpassato), giovedì 5 marzo 2026, inaugurazione della mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: alle 12, nella Sala dello Scrutinio, a Palazzo Ducale: Intervengono Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia; Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati; Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia e curatrice dell’esposizione; Margherita Tirelli, curatrice dell’esposizione. Conclusioni di Alessandro Giuli, ministro della Cultura.

Proprio Chiara Squarcina spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’importanza di questa mostra che esplora il ruolo fondamentale dell’acqua nelle pratiche religiose e nella vita sociale di Etruschi e Veneti nel I millennio a.C.

“Questa mostra – spiega Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è particolarmente interessante non solo per gli oltre 700 reperti – ricordo che saranno presentati 58 reperti provenienti dagli scavi di San Casciano dei Bagni non ancora visitabili quindi un nucleo completamente inedito -, ma soprattutto perché il percorso racconterà i vari siti legati al culto dell’acqua, come Pyrgi, Spina, Montegrotto Terme, Lagole, Altino, dove noi avremmo questa volontà di accogliere il visitatore e portarlo alla conoscenza del mondo etrusco, del mondo veneto antico, attraverso l’acqua. E non ultimo, la motivazione è che la grande sfida sarà questo arazzo che proviene dalla Fondazione Luigi Bonotto, un arazzo inedito, realizzato per la mostra, che vuole creare questa connessione e sottolineare il mondo archeologico. Il passato è qualcosa di vivo, è una grande eredità, un’importante testimonianza, una memoria che dobbiamo mantenere viva con rispetto e attenzione”.

“Questa mostra – sottolinea Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è molto importante perché per la prima volta pone in dialogo due civiltà, la civiltà etrusca e la civiltà veneto antica. Questo ci permette di sviluppare, ma soprattutto condividere quali connessioni esistevano. E la partenza sono proprio i santuari legati al culto dell’acqua. Quindi l’acqua è questa grande fibra ottica dove corrono condivisioni, riflessioni, e soprattutto anche contradditori, tra la civiltà etrusca e la civiltà dei Veneti antichi”.

Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 “Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” con Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… quello che è andato in scena sabato 28 febbraio 2026 all’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nella seconda giornata di tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva. A proporlo è stato il convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi. archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni.

Emanuela Panke presenta al convegno archeoVINUM di tourismA l’itinerario del Consiglio d’Europa “Iter vitis” (foto graziano tavan)

A fare un po’ da “cappello” ai singoli casi italiani, da alcuni dei parchi archeologici importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, a siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia, è stato l’intervento “Archeologia e viticoltura priorità di Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” presentato da Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis.

“Iter Vitis – spiega Emanuela Panke ad archeologiavocidalpassato.com – è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa, quindi fa parte di questo programma che è stato creato oltre 40 anni fa e che ora comprende circa 50 itinerari. Ogni itinerario sviluppa una tematica di quelle che sono state alla base della creazione dell’evoluzione dell’identità europea. Un’Europa vista come continente Europa, quindi dal punto di vista geografico. Noi, rispetto all’Unione Europea, siamo su una superficie molto più vasta.

L’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “Iter Vitis” (foto graziano tavan)

“Iter Vitis porta avanti la tematica del viaggio della vite e dell’evoluzione della viticoltura, appunto, come un pilastro dell’identità europea: dalla Russia fino alle isole Azzorre, dalla Mosella – quindi Lussemburgo Germania e Francia – fino alla sponda Sud del Mediterraneo con 26 Paesi valorizziamo luoghi che testimoniano questa evoluzione. E l’archeologia – oggi siamo a tourismA proprio per questo – è parte integrante. Nei siti archeologici, nei musei archeologici è lì che inizia la prima parte del viaggio del nostro turista del vino, del nostro wine lover, perché è lì che spieghiamo quanto già secoli fa il vino, la vite fosse un prodotto fondamentale”.

 

Milano. A Palazzo Litta al via il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia: focus sulle incisioni rupestri in Valle Camonica, le Grotte di Catullo e il borgo fortificato di Castelseprio. Ecco il programma

Con l’incontro sulle ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo (Bs) parte martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, a Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano, il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia che mirano a diffondere tra studiosi, operatori del settore e semplici appassionati le più recenti (e in certi casi assai rilevanti) scoperte. La ricerca archeologica in Lombardia produce continue scoperte. Un lavoro costante grazie al quale si possono consolidare conoscenze acquisite o rimodulare ipotesi interpretative. Nell’ambito delle numerose attività della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia le indagini di scavo, spesso svolte in collaborazione con soprintendenze e università, rivestono particolare importanza. Questo fondamentale lavoro di studio e conoscenza trova un importante momento di restituzione al pubblico in questo ciclo di incontri. Prima di ciascun incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle ore 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si inizia martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, con “SEGNI, SILENZI E SCOPERTE. Ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo”. I parchi nazionali di Cemmo e Naquane sono luoghi imprescindibili per conoscere delle incisioni rupestri in Valle Camonica. Tra le diverse indagini, si segnala lo scavo a monte della Roccia 1. Modera l’incontro: Maria Giuseppina Ruggiero (direttrice dei siti statali in Valle Camonica), prenderanno parola gli studiosi Alberto Marretta, Paolo Rondini, Fausto Simonotti e Guglielmo Strapazzon. PRENOTA IL TUO POSTO. Prima dell’incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si prosegue martedì 17 marzo 2026, alle 17.30, con “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo”. La grandiosa villa romana costruita alle estreme propaggini della penisola di Sirmione è da sempre luogo di studio e fonte di scoperte per gli studiosi. Modera l’incontro: Barbara Bianchi (funzionario archeologo). PRENOTA IL TUO POSTO.

Si chiude martedì 31 marzo 2026, alle 17.30, con “CASTELSEPRIO. CROCEVIA DI POPOLI E CULTURE. Novità dalle ultime ricerche”. L’antico borgo fortificato di Castelseprio è stato oggetto di numerose campagne di scavo in tempi recenti e il sottosuolo non smette di fornire elementi di ricerca agli studiosi. Modera l’incontro: Luca Polidoro (direttore del parco archeologico e antiquarium di Castelseprio). PRENOTA IL TUO POSTO.

Civitavecchia. Al Porto la conferenza “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” di Mario Mazzoli, direttore di ASSO, nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi”

Ricerca archeologica nelle grotte sommerse (foto asso)

Martedì 3 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Molo Vespucci del Porto di Civitavecchia, la conferenza di Mario Mazzoli “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse”, quinto incontro del ciclo di conferenze scientifico divulgative dedicate all’Archeologia Subacquea, Navale e Portuale organizzato nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi” dal CASN-LANS (Centro Archeologico di Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Ingresso libero. La conferenza presenta un focus sulla speleologia subacquea, attività che presenta molteplici risvolti di tipo scientifico e tecnico. Nell’incontro si accennerà alle tecniche speleosubacquee e alla diversità con le immersioni in acque libere, per intraprendere un viaggio in cavità naturali, relitti e cavità artificiali sommerse. Un percorso dal quale “emergerà” come la speleosubacquea costituisca una specializzazione sempre più importante a supporto dei team multispecialistici che si occupano di archeologia e ricerca storica.

Mario Mazzoli (foto asso)

Mario Mazzoli è direttore generale A.S.S.O. ETS, istruttore alla Scuola nazionale di Speleologia Subacquea, coordinatore della Commissione nazionale Speleosubacquea della Società speleologica italiana, ispettore onorario per le aree sommerse e sotterranee della soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

 

Verona. Al via al Malacarne Art Lab “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, con l’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026: ecco il programma

Cinema, archeologia, e qualche riflessione: ecco il mix che propone “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia che sceglie il ritorno come gesto critico, ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, nasce dall’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. Il tema di Risguardi è appunto il ritorno, perché un’opera conserva cose che mostra solo a chi vi ritorna. “Rivedere film e documentari a distanza di tempo permette di scoprirli davvero”, spiegano i promotori: “l’urgenza della prima visione si attenua, la motivazione contingente lascia spazio all’arte e ai motivi profondi di chi ha realizzato l’opera. Risguardi non è un semplice cineforum, ma un dispositivo di riflessione che costruisce un archivio critico permanente attraverso proiezioni, dialoghi e videopodcast”. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026, al Malacarne Art Lab in via San Vitale 14/a a Verona, con partecipazione gratuita e aperta al pubblico.

Si inizia lunedì 2 marzo 2026 col tema “La fine e l’inizio. Narrazioni dal museo”: alle 19, inaugurazione della mostra dei disegni di Mauro Cutrona “Immaginare la preistoria”, presentata da Nicolò Scialpi. Illustratore scientifico per musei, pubblicazioni scientifiche e università, Cutrona immagina la preistoria con precisione che ricorda le botteghe rinascimentali. In mostra al Malacarne: bozzetti e studi che mostrano la preistoria non come mondo mitico e selvaggio, ma come tempo abitato da persone simili a noi, prive soltanto della nostra tecnologia. Alle 19.30, la proiezione di due corti: “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi e “Pollicinum” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari. A seguire il dialogo con i registi.

Frame del film “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi

“Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi: un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambi a posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire?

Il logo di “Pollìcinum. Museo Polesine”, il Sistema Museale Provinciale Polesine

“Pollicinum. Museo polesine” (Italia 2021, 90”) racconta come i musei e il paesaggio conservino la memoria di uomini e miti della terra tra Adige e Po. Ideazione e realizzazione: Camilla Ferrari (musiche originali) e Alberto Gambato (riprese). Girato interamente nei musei della provincia di Rovigo e nel paesaggio che li circonda, è un breve ma intenso percorso evocativo, attraverso la memoria poetica di un luogo, in viaggio tra uomini, miti, paesaggi e musei. Il flusso delle immagini rende possibile un matrimonio, quello tra il disvelamento del mito di Fetonte e il paesaggio che ne accolse l’epilogo.

PROGRAMMA, sempre alle 19 al Malacarne Art Lab di Verona. Lunedì 9 marzo 2026, “Donna e lavori. Storie di vita” col film “Donne di miniera” di Roberto Carta sul tema lavoro femminile e memoria mineraria. Lunedì 16 marzo 2026, “Cosa immagina chi immagina la preistoria” con il film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini; e il film “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz (MUSE, Trento). Temi affrontati: archivio, istituzioni culturali, trasformazione del museo. Venerdì 20 marzo 2026, “Relazioni famigliari” col film “L’intruso” di Filippo Meneghetti; e il film “Delivery” di Suranga D. Katugampala. Sabato 21 marzo 2026, l’incontro si terrà a Cavaion Veronese in collaborazione con Liberamente Cavaion, “Lettura portfolio riservata a fotografi e registi emergenti” col film “Deux” di Filippo Meneghetti. Sabato 28 marzo 2026, inaugurazione “City Stars”, mostra fotografica di Davide Biondani: attivo da oltre trent’anni, Biondani è tra i fotografi europei più rappresentativi dello skateboard. La mostra presenta due nuclei: fotografie urbane dove lo skater diventa figura epica, quasi cinematografica, e immagini che congelano il gesto atletico in pose vicine alla statuaria classica. Un racconto della città come luogo di attraversamento, rischio e poesia. Lunedì 13 aprile 2026, “Visioni del ritorno. Montagna, origine” col film “Metaxù” di Lorenzo Vanzan; e il film “Lasciami andare” di Roberto Carta. Infine lunedì 27 aprile, “Il lavoro, la lotta. Una storia esemplare” col film “Diventare Matteotti” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari.