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Cortona (Ar). al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC “Aperitivo al Museo”: archeologia ed enologia a cura di Helena Fracchia, Paolo Giulierini ed Eleonora Sandrelli

Sabato 11 ottobre 2025 al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC “Aperitivo al Museo”: appuntamento speciale dove la cultura incontra l’enologia a cura di Helena Fracchia, Paolo Giulierini ed Eleonora Sandrelli. Alle 18, guide speciali accompagneranno i visitatori alla scoperta delle collezioni, raccontando storie e curiosità con un approfondimento sulle sezioni archeologiche e sui materiali legati al simposio e al consumo di vino, come ad esempio la celeberrima tabula cortonensis. Alle 19, seguirà la degustazione a cura delle cantine Donatella Cinelli Colombini, I Vicini Winery, Villa La Ripa. Costo 15 euro (ridotto under 10 anni 5 euro, compreso ingresso al Museo + degustazione di 3 vini con piccoli assaggi di prodotti locali). Prenotazione richiesta: cortonamusei@itinera.info | 0575 630415.

Gorizia. Al museo della Grande Guerra “Anche le statue parlano” con gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis

E se il museo della Grande Guerra di Gorizia iniziasse a parlare, quali storie ci racconterebbe? Sabato 11 e domenica 12 ottobre il Museo della Grande Guerra di Gorizia prenderà corpo e voce grazie al progetto “Anche le statue parlano”. Per ciascuna giornata sono previsti tre turni di visita: ore 15 (1° gruppo), ore 16.15 (2° gruppo), ore 17.30 (3° gruppo). I posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati. È necessaria la prenotazione al seguente link: bit.ly/gggorizia. La visita è compresa nel biglietto di ingresso al Museo. Lo spettacolo in musica e parole nasce dall’idea che i Musei non vadano solo visti, ma anche ascoltati. Il Museo della Grande Guerra di Borgo Castello si racconterà attraverso la voce degli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e del cantautore Edoardo De Angelis, autore dei testi delle visite guidate teatralizzate. Nel corso delle visite, le suggestioni dei brani composti per l’occasione si intrecceranno con i dati storici e con le memorie di chi ha vissuto in prima persona una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. “Anche le statue parlano… in Borgo Castello, crocevia di popoli e di culture” è un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato dall’A.C. CulturArti per far conoscere e apprezzare le memorie dei personaggi storici, le leggende e le storie relative ai luoghi più significativi di Borgo Castello a Gorizia. Un viaggio nel passato, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale. Una produzione di A.C. CulturArti. In collaborazione con il ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Gorizia e l’ERPAC FVG. Finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU. Le visite teatralizzate sono inserite nel progetto “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture” | CUP F88F22000000007 | Finanziamento PNRR – Next Generation EU, per il progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A.

Senigallia (An). Alla Rocca Roveresca due visite guidate alla mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica”, e conferenza “Oro, metamorfosi di una materia divina” con Amanda Zanone. Per la giornata FAMu visite interattive

Sabato 11 ottobre 2025, alle 10.30 e alle 15.30, alla Rocca Roveresca di Senigallia (An), sono in programma due visite guidate alla mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica”, a cura di Massimo Osanna (direttore generale dei Musei) e di Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma), che prosegue fino all’8 dicembre 2025; e sempre l’11 ottobre alle 17, è prevista la conferenza dell’archeologa Amanda Zanone sul tema “Oro, metamorfosi di una materia divina”. Inoltre, la Rocca ha aderito alla giornata FAMu (Giornata nazionale delle Famiglie al Museo) in programma domenica 12 ottobre 2025. Con una visita interattiva e gratuita i bambini e le loro famiglie potranno scoprire la storia della Rocca risolvendo dei quesiti grazie all’osservazione di particolari che incontreranno nel percorso di visita. L’attività proposta in occasione di FAMu non è collegata alla mostra, ma racconta la Rocca come fortezza rinascimentale. Le visite guidate e l’attività per famiglie sono comprese nel prezzo del biglietto d’ingresso alla Rocca. L’ingresso alla conferenza è gratuito. Per tutti gli appuntamenti prenotazione obbligatoria chiamando il numero telefonico 07163258 o via mail scrivendo a roccaroveresca.senigallia@cultura.gov.it.

Gioielli esposti nella mostra “La forma dell’oro” alla Rocca di Senigallia (An) (foto drmn-marche)

Allestita nelle sale rinascimentali della fortezza roveresca, la mostra propone una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da varie parti d’Italia: si ammirano infatti oltre 400 reperti di produzioni ornamentali nell’Italia peninsulare e in Sardegna dalla Preistoria all’Alto Medioevo. La ricca selezione di oggetti di grande valore storico-archeologico consente un affascinante viaggio geografico e temporale nell’Italia antica, dalla Preistoria all’alto Medioevo, tra ornamenti e gioielli che portano con sé, non solo bellezza e unicità, ma anche valenze simboliche legate agli ambiti del sacro, della magia, del potere e del prestigio sociale, attribuite in passato a questi oggetti che ancora suscitano attrazione e meraviglia in chi li guarda.

Capodimonte (Vt). Due giornate speciali al museo della Navigazione delle Acque interne nell’ambito del “Tevere Day”: visite guidate gratuite con la direttrice Giuliana Galli

Due giornate speciali al museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (Vt) nell’ambito del “Tevere Day”. Sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025 sono in programma quattro visite guidate a Capodimonte, due la mattina (10.30 e 11.30) e due la sera (14 e 15), a cura della direttrice del museo della Navigazione nelle Acque Interne Giuliana Galli, museo che conserva la prima piroga protostorica ritrovata nel Lazio datata tra il XIV e l’XI secolo a.C. Fu proprio il ritrovamento nel 1989 nel lago di Bolsena ai piedi dell’isola Bisentina di una piroga monossila protostorica (XIV-XI secolo a C.) ricavata da un solo tronco di faggio a far nascere, nel 2010, del museo che ha iniziato a comunicare la storia della navigazione interna nell’antichità, accogliendo anche altri ritrovamenti dal lago e imbarcazioni più recenti da vari siti lacustri come Bracciano, Fondi, Posta Fibreno, ripercorrendo un po’ la lenta evoluzione dell’architettura navale dedicata alle acque dolci tra VIII sec. a.C. e XX secolo. Le visite guidate sono gratuite e non richiedono prenotazione.

È la stessa direttrice Giuliana Galli a presentare l’iniziativa. “Quale migliore occasione se non partecipare a questo evento bellissimo del Tevere Day qui a Roma – spiega Galli -. Siamo in Campidoglio e oggi è stato presentato tutto il programma e il museo della Navigazione delle Acque interne di Capodimonte partecipa con quattro visite guidate gratuite sabato 11 e domenica 12. Chiaramente il museo della Navigazione riguarda proprio i fiumi, la navigazione interna. I fiumi servivano nell’antichità tutto il territorio. Quindi Tevere e fiume Marta fino al Tirreno: troviamo reperti antichissimi come per esempio la nostra piroga, che è stata la prima piroga ritrovata nel Lazio. Stiamo parlando di XIV-XI secolo a.C. E quindi dobbiamo immaginare anche tutto il contesto”.

La piroga monossila protostorica (XIV-XI secolo a C.) scoperta nel 1989 nel lago di Bolsena e conservata al museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (foto mnai)

A sostegno dell’iniziativa interviene Caterina Pisu, già direttrice del museo della Navigazione delle Acque interne, che Invita “caldamente tutti gli appassionati, e in particolar modo i capodimontani, a partecipare alle visite guidate condotte dalla direttrice Giuliana Galli. Il futuro del Museo risiede nella sua comunità e nella qualità della sua proposta scientifica. Sono certa che questa importante iniziativa sarà accolta con grande interesse e partecipazione!”. E continua: “Questo evento non è solo un’occasione per riscoprire l’autentico gioiello culturale che è il Museo della Navigazione– con il suo percorso unico dalla piroga dell’Età del Bronzo fino all’evoluzione dell’architettura navale – ma è anche un tassello fondamentale in un percorso di valorizzazione che dura da anni. Vedere oggi il Museo tornare al centro dell’attenzione con un evento dedicato al Tevere, promosso dalla nuova direttrice, la dott.ssa Giuliana Galli, mi riempie di soddisfazione.

Una sala del museo della Navigazione delle Acque interne a Capodimonte (foto mnai)

“La dott.ssa Galli – continua – sta portando avanti un lavoro di allestimento e rilancio del valore scientifico del Museo. ​Un segnale di grande continuità e serietà professionale è la conferma del Comitato scientifico che ha affiancato la mia precedente direzione, composto da figure di altissimo profilo come Marco Bonino, Alessandra Broccolini, Francesco di Gennaro, Roberto Petriaggi e Pietro Tamburini. La loro presenza assicura che il Museo di Capodimonte manterrà la rotta verso l’eccellenza, continuando a dare risalto ai temi della navigazione interna, dell’archeologia subacquea e della cultura lacustre e fluviale, come era stato progettato dai primi curatori, Patrizia Petitti e Anna Maria Conti”.

Montecchio Maggiore (Vi). Alla Corte delle Filande presentazione del libro “Sono così: le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini in dialogo con Graziano Tavan (archeologiavocidalpassato.com)

È un viaggio affascinante alla scoperta delle figure femminili del Veneto preromano quello che propone il museo di Archeologia e di Scienze naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore (Vi) con la presentazione del libro “Sono così: le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini. Appuntamento venerdì 10 ottobre 2025, alle 18.30, in sala civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore. Angela Ruta Serafini, in dialogo con Graziano Tavan, giornalista di archeologiavocidalpassato.com, ci farà conoscere storie, identità e memorie di donne che hanno lasciato tracce importanti nella storia più antica del Veneto, quello preromano. Le più recenti e importanti scoperte archeologiche faranno da traccia, nella conversazione, per una narrazione che tocca temi antichi ed attuali.

Roma. In Curia Iulia la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana” a cura di Ilaria Sforza con Claudio Castelletti: nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana

Venerdì 10 ottobre 2025 il parco archeologico del Colosseo promuove in Curia Iulia ospita la giornata internazionale di studi “Il miraggio egizio attraverso il tempo. La ricezione dell’Egitto in età greco romana”, alle 9.30, con ingresso libero ore 9.30 da largo della Salara Vecchia, previa prenotazione online: https://miraggioegizio.eventbrite.it. La giornata di studi, ideata e organizzata da Ilaria Sforza con la collaborazione di Claudio Castelletti, aspira a offrire nuove prospettive metodologiche e interdisciplinari sulla ricezione dell’Egitto in età greco-romana, favorendo il dialogo tra studiosi di diversa formazione – geografica, storica, storico-religiosa, letteraria, egittologica – a partire dall’esame delle fonti scritte: letterarie, storiografiche e documentarie. Nella tradizione di studi incentrata sul confronto tra Greci e “barbari”, di cui Alien Wisdom (Cambridge 1975) di Arnaldo Momigliano è forse il saggio più rappresentativo, si iscrive anche la serie di studi inaugurata da Christian Froidefond con il volume Le mirage égyptien (Aix-en-Provence 1971), da cui questa giornata di studi sulla ricezione dell’Egitto trae spunto. Il continuo scambio, culturale e cultuale, tra Greci ed Egizi nell’Antichità classica è stato evidenziato da importanti retrospettive critiche, come la monografia di Phiroze Vasunia, The Gift of the Nile (Berkeley 2001), sull’Egitto come costruzione culturale ellenica e quella di Corinne Bonnet e Laurent Bricault, Quand les dieux voyagent (Genève 2016), dedicata all’incontro tra i diversi culti in movimento nel Mediterraneo antico.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (DiVA –Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale), Simone Quilici (parco archeologico del Colosseo), Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo). Presentazione: Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata), Claudio Castelletti (università di Roma Tor Vergata). Alle 10, SESSIONE I Il territorio dell’Egitto disegnato dai Greci Chair: Virgilio Costa. Interventi: Serena Bianchetti (università di Firenze) “L’Egitto di Eratostene: un laboratorio per disegnare il mondo”; Veronica Bucciantini (università di Firenze) “La correlazione fra Egitto e India nella descrizione geografica degli alessandrografi”. Discussione. Alle 10.50, pausa caffè; 11.10, SESSIONE II L’Egitto dei Greci: fonti letterarie e storiografiche Chair: Serena Bianchetti. Interventi: Mauro Tulli (università di Pisa) “Dall’Egitto in Grecia: la trasmissione del racconto su Atlantide”; Virgilio Costa (università di Roma Tor Vergata) “Le fonti sulla Biblioteca di Alessandria”; Ilaria Sforza (università di Roma Tor Vergata) “Il Περὶ Αἰγυπτίων di Ecateo di Abdera: l’etnografia dell’Egitto nel primo ellenismo”; Yuri Volokhine (Université de Genève) “Manéthon et ses sources égyptiennes”. Discussione. Alle 12.50, pausa pranzo; 14, SESSIONE III Gli dèi degli Egizi e la loro ‘sapienza’ dal paganesimo al cristianesimo Chair: Corinne Bonnet. Interventi: Leone Porciani (università di Pavia) “Erodoto e i nomi degli dèi”; Giuseppe Lentini (Sapienza Università di Roma) “Solone e l’Egitto”; Laurent Bricault (Université Toulouse II Jean Jaurès) “De Joseph à Sérapis. Des pyramides d’Égypte au trône de Ravenne”; Chiara Di Serio (University of Cyprus) “La sapienza ‘barbara’ degli Egizi dagli autori greci ai Padri della Chiesa”. Discussione. Alle 15.40, pausa caffè; 16, SESSIONE IV Dalla parte degli Egizi: i documenti locali nel periodo greco-romano Chair: Laurent Bricault. Interventi: Susanne Töpfer (museo Egizio, Torino) “Scritti e lingue nell’Egitto del periodo greco-romano”; Letizia Loprieno (museo Egizio, Torino) “I ‘Libri della Respirazione’: tradizione e innovazione nella letteratura funeraria egiziana di età greco-romana”. Discussione. Alle 16.50, fine dei lavori.

Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni Ida Baldassarre, figura di primo piano dell’archeologia italiana, allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Impegnata in Egitto e Libia, e sull’Isola sacra di Ostia antica. La sua monumentale edizione “Pompei. Pitture e Mosaici” resta un punto di riferimento

L’archeologa Ida Baldassarre, professoressa all’università L’Orientale di Napoli. si è spenta a 93 anni (foto saia)

Archeologia in lutto. Si è spenta a 93 anni l’archeologa Ida Baldassarre. “Una grandissima archeologa”, come la ricorda Giuliano Volpe dell’università di Bari, “un pezzo importante della storia dell’archeologia italiana, della grande scuola di Ranuccio Bianchi Bandinelli. Originaria di Terlizzi (cosa che ci legava e sulla quale avevamo scherzato varie volte) si è spenta a Corato (sempre in provincia di Bari). Una grande perdita”. A ricordarla “con gratitudine” la Scuola archeologica italiana di Atene – SAIA: “Allieva della Scuola nel 1961 e collaboratrice del direttore Doro Levi, studiosa di grande competenza e rigore, ha dedicato la sua vita alla ricerca archeologica e all’insegnamento, contribuendo in modo significativo agli studi sull’antichità e alla formazione di nuove generazioni di studiosi. La Scuola ne onora la memoria con profonda stima”.

Ida Baldassarre a Cirene con la famiglia libica della casa della missione (2001)_ foto da “La dimensione del passato. Scritti di archeologia e cultura di Ida Baldassare” (2020, Università degli Studi di Napoli L’Orientale)

Amici e colleghi di OrSA, la Scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Salerno e di Napoli L’Orientale, partecipano con affetto al ricordo di Ida Baldassarre che è scomparsa in silenzio, con la discrezione che l’ha sempre contraddistinta. “Figura di primo piano dell’archeologia italiana Ida è stata allieva di Ranuccio Bianchi Bandinelli, con il quale ha condiviso l’esperienza straordinaria della rivista Dialoghi di Archeologia. È stata una delle protagoniste della stagione più fervida dell’archeologia italiana, quando, per un tempo breve, sembrò che gli studi del mondo antico potessero contribuire al rinnovamento del clima culturale del nostro paese. Ha partecipato a importanti progetti di scavo in Egitto e in Libia: dal salvataggio dei monumenti di Assuan in seguito alla costruzione della diga, alle ricerche sulle città antiche di Antinoe e Cirene. In quest’ultima impresa ha saputo aggregare una valida équipe di ricerca, nella convinzione che lo scavo archeologico dovesse necessariamente implicare una pratica collettiva di formazione e circolazione di conoscenze: un’esperienza che ha applicato con successo in altri progetti italiani, quali lo scavo della necropoli dell’Isola Sacra a Ostia e gli interventi avviati per affrontare i danni inferti al patrimonio archeologico dal terremoto del 1980, operando prima a Pompei o poi nel centro antico di Napoli dove condivise la grande stagione dell’archeologia urbana che ha trasformato il volto della città antica. Va anche ricordato che Ida Baldassarre ha curato la serie “Pompei: Pitture e mosaici” per la Enciclopedia Italiana Treccani, un repertorio a tutt’oggi fondamentale per lo studio della documentazione pompeiana. Docente di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana presso l’università di Napoli “L’Orientale”, Ida è stata per numerose stagioni una maestra eccezionale e amatissima dai suoi allievi e, al tempo stesso, una studiosa raffinata quanto distante da ogni vanità accademica, nella consapevolezza del valore sociale della ricerca in quanto strumento indispensabile a formare le coscienze”.

La monumentale edizione “Pompei Pitture e Mosaici” curata da Ida Baldassarre per l’Enciclopedia Italiana Treccani

Il direttore Francesco Sirano e tutto lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Ida Baldassarre: “figura autorevole dell’archeologia italiana e docente universitaria per lunghi anni presso l’istituto universitario l’Orientale di Napoli, la professoressa Baldassarre è stata punto di riferimento per generazioni di studiosi. Redattrice dell’Enciclopedia dell’Arte Antica della Treccani già dai tempi della specializzazione ad Atene, ha scritto pagine fondamentali sulla pittura pompeiana e ha accoppiato la profondità d’indagine a una visione globale della disciplina archeologica. Oltre al suo magistero universitario, ai numerosi interventi con i quali animava convegni e alle pubblicazioni sulla pittura ellenistica, le necropoli romane, su Cirene, sui grandi temi dell’emeneutica della storia dell’arte romana – aggiunge il direttore Francesco Sirano – Ida Baldassarre ha curato con Giovanni Pugliese Carratelli per l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana la monumentale edizione Pompei Pitture e Mosaici, ancora oggi un punto di riferimento e momento di svolta per la ripresa degli studi per la ricontestualizzazione degli apparati decorativi delle domus pompeiane in parte oggi al Mann”.

Anche il parco archeologico di Ostia Antica si unisce nel cordoglio per la scomparsa di Ida Baldassarre: “La ricordiamo in particolare per il suo importante contributo alla conoscenza della Necropoli di Porto all’Isola Sacra, della quale diresse gli scavi negli anni 1969-1989, consentendo di approfondire la conoscenza del contesto sociale, antropologico e storico delle persone che tra il I e il III secolo d.C. furono sepolte nella necropoli. Sit tibi terra levis”.

“Ieri nel pomeriggio (7 ottobre 2025, ndr) Ida Baldassarre ci ha lasciati”, scrive l’archeologo Bruno D’Agostino. “Eravamo amici da 66 anni, da un viaggio in Egitto finanziato dall’università (Civis), lei reduce da un viaggio a Londra con Bianchi Bandinelli e i suoi allievi. Abbiamo condiviso le nostre piccole battaglie di una vita, a partire da Dialoghi di Archeologia all’insegnamento all’Orientale che aveva appena aperto le ‘frontiere’ al Mondo Classico. Ma di lei, e del suo ‘stile’, ci ritroveremo a lungo a parlare, anche con gli allievi più giovani, ai quali ha insegnato un rapporto nobile e diretto con la vita”.

La professoressa Ida Baldassarre nel ricordo delle sue allieve (foto dal profilo FB di Mirtella Taloni)

“È mancata ieri (7 ottobre 2025, ndr) Ida Baldassarre, nostra maestra e amica carissima”, scrive Mirtella Taloni, a nome di un gruppo di ex alieve che si firmano in calce: Anna G., Anna Maria D., Chiara M., Clelia C., Franca M., Franca T., Irene B., Mirtella T, Rosella D.P. “Ti abbiamo conosciuto nella Facoltà di Lettere della Sapienza, quando la contestazione studentesca muoveva i primi passi: tu eri docente, noi giovani matricole. E siamo cresciute con te, appassionandoci agli studi dell’archeologia classica, acquisendo gli strumenti necessari per l’analisi storica, allargando i nostri orizzonti culturali e ideali. La tua guida è stata, per tutte noi, fondamentale. Ci hanno chiamate “Portolane”, le alunne del seminario sulla Necropoli di Porto all’Isola Sacra e delle numerose campagne di scavo che ne sono seguite. Una stagione felicissima, piena di interessi, di scambi culturali, di entusiasmo per il rinnovamento sociale. Da quegli anni lontani, e nonostante tutti i cambiamenti che la vita ci ha riservato, il nostro legame ha superato i confini ristretti del rapporto insegnante – studente, rendendo ininfluente anche la differenza d’età. È stata la tua personalità, l’intelligenza, la sensibilità, l’animo nobile, la saggezza, la profondità del pensiero che hanno fatto nascere, in tutte noi, un sentimento di affetto verso la tua persona; un legame che non si è mai interrotto e che ha costituito il cemento della nostra amicizia. Ciao, carissima Ida, ti conserveremo sempre nel nostro cuore”. Irene Berlingò: “Che dispiacere. Mi ha seguito per la tesi. Quando morì Becatti, fu lei che andò da Adriani a garantire per me, visto che ero una loro laureanda e Adriani non si fidava, non conoscendo nessuno all’Istituto di Archeologia alla Sapienza. Sapevo che non stava bene. Una signora di altri tempi”.

Ida Baldassarre con la mamma di Anna D’Agostino (foto dal profilo FB di Anna D’Agostino)

Anna D’Agostino: “Ieri (7 ottobre 2025, ndr) ci ha lasciato Ida Baldassarre. Che grande tristezza. Il suo stile, il suo modo di essere, il suo affetto verso di noi sono nel mio cuore. Spero che ti incontrerai con Mamma per continuare a studiare insieme come in questa foto”.

Fondazione Aquileia Gold Sponsor di Barcolana57: a Trieste lo stand “Aquileia Porta del Mediterraneo” in Riva del Mandracchio e videomapping sul Solaris 50 in piazza Unità d’Italia

Per il terzo anno consecutivo Fondazione Aquileia è Gold Sponsor di Barcolana e nell’occasione è allestito, dall’8 al 12 ottobre 2025, a Trieste sulla Riva del Mandracchio davanti a piazza dell’Unità d’Italia lo stand “Aquileia Porta del Mediterraneo“, dedicato al sito UNESCO di Aquileia, che sarà inaugurato giovedì 9 ottobre 2025, alle 18.30, dove il pubblico potrà scoprire tutti i giorni la storia, i luoghi della cultura, gli eventi, le eccellenze enogastronomiche del territorio e ricevere tutte le informazioni utili per organizzare una visita. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia e Solaris Yachts verrà realizzato uno spettacolare videomapping sullo scafo allestito al centro di piazza Unità che diventerà lo schermo per un viaggio visivo che racconterà “Aquileia porta del Mediterraneo”.

“Abbiamo deciso di essere ancora una volta di essere presenti al più importante evento dedicato alla cultura del mare”, dichiara Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “con uno spazio dove il pubblico potrà scoprire tutti i giorni la storia, i luoghi della cultura, gli eventi e ricevere tutte le informazioni utili per organizzare una visita. L’area lounge ospiterà invece, le eccellenze enogastronomiche del territorio. Evento clou – annuncia Corciulo – sarà l’accensione giovedì 8 ottobre alle 19.30, grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia e Solaris Yachts, di uno spettacolare videomapping realizzato da Italy q.b. sul Solaris 50 allestito al centro di piazza Unità”. Lo scafo diventerà lo schermo per un viaggio visivo che racconterà “Aquileia porta del Mediterraneo”, un viaggio iniziato oltre 2000 anni fa quando Aquileia era cerniera tra la grande via del Mediterraneo e il nord, un hub importantissimo e cosmopolita. Lo scafo di 15 metri del cantiere di Aquileia è stato portato via terra e posto al centro di piazza Unità d’Italia, cuore della città e di Barcolana, dove resterà in esposizione per tutta la settimana dell’evento.

 

Grosseto. “Dietro le quinte dell’archeologia”: porte aperte al laboratorio di restauro archeologico della soprintendenza. Occasione per ammirare in via straordinaria alcuni dei Bronzi di San Casciano tra studio restauro e post-intervento. Ecco il programma

I bronzi di San Casciano li abbiamo ammirati in mostra, abbiamo imparato a conoscerli in Tv, al Cinema, sui giornali, negli incontri pubblici. Ma cosa succede a un reperto prima di finire in mostra? A ottobre 2025 si può scoprirlo dal vivo con “Dietro le quinte dell’archeologia”: il laboratorio di restauro archeologico della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, apre eccezionalmente le sue porte in via Mazzini 24 a Grosseto: nei giorni 9, 10, 16 e 17 ottobre (dalle 10 alle 13, e dalle 14 alle 16) e l’11 e 18 ottobre (dalle 9 alle 13) e offre ai visitatori uno sguardo diretto sul lavoro che restituisce vita a ceramiche, bronzi, affreschi, mosaici e materiali provenienti dal mare e dal territorio. 

Ogni anno questo centro grossetano, altamente specializzato, accoglie preziosi reperti, e li affida alle mani esperte di chi ne cura la conservazione con tecniche avanzate e competenze multidisciplinari. L’iniziativa intende valorizzare non soltanto la ricchezza dei ritrovamenti, ma anche il ruolo fondamentale della ricerca e della tutela nella conservazione del patrimonio. Per informazioni e prenotazioni di gruppi, rivolgersi allo 0564.23300.

Una fase di restauro di un bronzo da San Casciano nel laboratorio di restauro ABAP di Grosseto (foto mic)

Bambino con la sfera a fine restauro: bronzo da San Casciano nel laboratorio ABAP di Grosseto (foto mic)

Dal giovedì al sabato, per due settimane nel mese di ottobre 2025, il laboratorio situato all’interno della sede della SABAP a Grosseto sarà eccezionalmente aperto al pubblico. Un’opportunità di conoscere da vicino il lungo processo che precede l’esposizione museale. I visitatori potranno osservare i professionisti all’opera, assistere alle fasi più delicate del restauro e dialogare con loro, soddisfacendo curiosità, e approfondendo gli aspetti legati all’arte del restauro. Con l’occasione, sarà possibile ammirare in via straordinaria alcuni dei Bronzi di San Casciano, nelle tre diverse fasi di lavorazione: di studio, di restauro e post intervento, ottenendo una visione completa del percorso che porta alla restituzione di un reperto all’ammirazione del pubblico.

Luigi La Rocca, direttore generale ABAP, in sopralluogo al laboratorio di restauro di Grosseto (foto mic)

Una iniziativa che il ministero della Cultura, attraverso gli uffici territoriali e con il contributo del Soprintendente Gabriele Nannetti, dedica a chiunque voglia avvicinarsi al lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. È soltanto l’inizio di un percorso virtuoso fortemente incoraggiato dal ministro Alessandro Giuli. Una finestra spalancata sull’archeologia, per essere testimoni vivi della riscoperta: un processo che diventa strumento di conoscenza, crescita e formazione per nuove generazioni consapevoli.

Castellammare di Stabia (Na). Al museo Archeologico presentazione del libro (in due volumi) “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli nel week end

Copertine dei due volumi del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis” a cura di Gabriel Zuchtriegel

Dagli scavi al museo diffuso. Cosa è la Grande Pompei? I luoghi che fanno parte di questo ampio museo diffuso sul territorio, raccontato da chi li vive quotidianamente con il suo lavoro, sono i protagonisti del libro “GRANDE POMPEI. Le nuove scoperte e i siti tra Stabiae e Oplontis”, in uscita omaggio con il quotidiano La Repubblica Napoli sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025. Il libro in due volumi, a cura del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e di Antonio Ferrara de La Repubblica, su progetto editoriale di Ottavio Ragone, sarà presentato giovedì 9 ottobre 2025, alle 17, al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Na). I capitoli redatti dai funzionari del Parco, si susseguono all’interno di un percorso che prende spunto dalle recenti scoperte di Pompei a partire dalla casa del Tiaso con la stanza della megalografia dionisiaca, allarga lo sguardo oltre le mura della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. (Civita Giuliana, Boscoreale, Terzigno, Poggiomarino, Scafati, Oplontis) si spinge verso l’ager Stabianus, oltre il fiume Sarno (le Ville romane di Varano, il Museo archeologico di Stabia, il Castello di Lettere). Un racconto su protagonisti, aspetti luoghi ed eventi connessi al patrimonio archeologico e alla fruizione anche in chiave turistica dei beni culturali di Pompei e del territorio.