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Metaponto (Pz). Per la Festa della Musica, al museo Archeologico nazionale “Lo sguardo di Apollo. Sulla musica antica”, incontro di archeologia musicale con Alessandro Di Leo e Laura Noviello

In occasione della Festa della Musica – La voce dei luoghi, il museo Archeologico nazionale di Metaponto (Pz) – aperto per l’occasione dalle 20 alle 24 – ospita alle 21 “Lo sguardo di Apollo. Sulla musica antica”, un incontro dedicato all’archeologia musicale, alla ricostruzione degli strumenti antichi e alle pratiche sonore del mondo greco, con Alessandro Di Leo (università della Basilicata) e Laura Noviello (università di Salerno), studiosi di archeologia musicale, che attraverso musiche eseguite con ricostruzioni di strumenti musicali antichi, condurranno il pubblico nel magico mondo delle sonorità antiche tra mito, immagini, reperti e suono, restituendo alla musica antica la sua dimensione viva, rituale e culturale. Un’occasione per ascoltare il passato e riscoprire, attraverso la musica, lo sguardo di Apollo.

Firenze. Per la Festa della Musica al museo Archeologico nazionale due visite guidate a tema

In occasione della Festa della Musica 2026, domenica 21 giugno 2026, il museo Archeologico nazionale di Firenze sarà straordinariamente aperto dalle 10 alle 14, con ultimo ingresso alle 13.15. I curatori del museo guideranno i partecipanti in due visite a tema, comprese nel costo del biglietto di ingresso: alle 10, “Fascino e potere della musica tra Grecia ed Etruria”, con Claudia Noferi; alle 11.30, “Lasciati sorprendere dall’antico Egitto. Una visita tutta da scoprire”, con Anna Consonni. Info e prenotazione consigliata scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it

Per la Festa della Musica, SONORITÀ VESUVIANE: a Pompei 40 giovanissimi sassofonisti, al museo Archeologico di Stabia il gran finale di un percorso di musicoterapia all’insegna dell’inclusività e della libertà di espressione

Le strade dell’antica Pompei si animeranno con le note dei sassofoni di circa quaranta giovani artisti dell’orchestra Sonora Junior Sax, mentre al museo Archeologico di Stabia la musicoterapia unirà suono, spazio e persone per dare vita a un racconto collettivo fatto di inclusione e bellezza. Sono le “Sonorità Vesuviane” con cui domenica 21 giugno 2026 i siti della Grande Pompei celebrano con la Festa della Musica, che quest’anno giunge alla 32esima edizione. “La voce dei luoghi” è il tema dell’evento organizzato da AIPFM – Festa della Musica Italia e promosso dal ministero della Cultura. Iniziative gratuite. Ingresso ai siti al costo ordinario. La Festa della Musica, nata in Francia nel 1982, si svolge ogni anno il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate. L’evento è un appello alla partecipazione spontanea e all’espressione gratuita di tutti i musicisti, professionisti e amatori, solisti e di gruppo, e di tutte le istituzioni musicali. L’iniziativa è anche l’occasione per utilizzare o aprire eccezionalmente al pubblico alcuni luoghi, come i musei, che non sono, tradizionalmente, dei luoghi di concerti.

L’ensemble Sonora Junior Sax, con sassofonisti allievi e giovani tutor, protagonista a Pompei (foto parco archeologico pompei)

A Pompei, un folto gruppo dell’ensemble Sonora Junior Sax, con sassofonisti allievi e giovani tutor, già concertisti esperti, spazierà dai brani classici al repertorio popular, riletto con ironia e virtuosismo. Tra le 10:30 e le 12:00 del 21 giugno la band itinerante percorrerà il tragitto che dal Foro conduce fino al Quadriportico dei Teatri, passando per Via dell’Abbondanza e Via Stabiana.  La Sonora Junior Sax è un’orchestra composta da soli sassofoni, con musicisti di età compresa tra i 9 e i 23 anni. Diretta da Domenico Luciano e guidata dai tutor Luigi Cioffi, Angela Colucci, Nicola De Giacomo, Michele D’Auria, la formazione, che nel 2016 è stata vincitrice del prestigioso concorso mondiale Summa Cum Laude di Vienna, trasforma la musica d’insieme in un potente strumento pedagogico, portando energia e talento in Italia e all’estero. Negli anni la Sonora Junior Sax ha organizzato diversi corsi di perfezionamento gratuiti per i ragazzi per far crescere le loro qualità artistiche e nel contempo quelle dell’orchestra stessa.

Il parco del museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” alla Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Il museo Archeologico presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, invece, il 21 giugno 2026, dalle 17, ospiterà un evento musicale all’insegna dell’inclusività, della partecipazione e della libertà di espressione, a cura del collettivo artistico Lab88. Appassionati di musica di ogni età, tra cui anche persone con disabilità, si esibiranno per il pubblico suonando uno strumento musicale, a completamento del percorso di musicoterapia intrapreso durante l’anno. L’evento nasce dal desiderio di creare connessioni autentiche attraverso la musica, linguaggio universale capace di generare relazioni, valorizzando la bellezza di luoghi come la Reggia di Quisisana. Il suono degli strumenti, così, non è solo performance, ma esperienza condivisa, che emoziona sia chi suona che chi ascolta. Lab88 è un team di musicisti specializzati nelle ArtiTerapie che promuove la cultura artistico-musicale per il benessere della persona. Partecipazione su prenotazione. Per prenotarsi: lab88.2023@gmail.com

Grosseto. Al museo Archeologico e d’Arte della Maremma prima conferenza estiva: gli archeologi Fabiana fabbri e Alessandro Sebastiani su “Per grazia ricevuta. Ex voto etruschi e romani in Maremma” con focus sulle testimonianze archeologiche rinvenute in Maremma, in particolare a Roselle e a Podere Cannicci (Paganico)

Sabato 20 giugno 2026, alle 18, al museo Archeologico e d’Arte della Maremma, in piazza Baccarini a Grosseto, la conferenza “Per grazia ricevuta. Ex voto etruschi e romani in Maremma” con Fabiana Fabbri e Alessandro Sebastiani: prima conferenza estiva. Conferenza gratuita, necessaria la prenotazione a accoglienzamaam@gmail.com, 0564-488752. Gli ex voto anatomici fittili, manifestazioni tangibili della devozione popolare delle genti etrusche ed italiche dell’Italia antica, ci raccontano un fenomeno ancora poco conosciuto ma assai diffuso e radicato, tanto da arrivare, con variazioni di forma ma non di sostanza, sino ai giorni nostri. Partendo dalle testimonianze archeologiche rinvenute in Maremma, in particolare a Roselle e a Podere Cannicci (Paganico), verranno esaminati i vari aspetti di questa religiosità popolare antica con Fabiana Fabbri, archeologa e autrice del libro “Etruscan and Roman Hellenistic Anatomical ex voto. Reassessing Popular Religious Expressions in Central Italy” (Brepols), e con Alessandro Sebastiani, archeologo, associate professor di Archeologia Romana alla University at Buffalo (SUNY), direttore di Impero project.

Copertina del libro “Etruscan and Roman Hellenistic Anatomical ex voto. Reassessing Popular Religious Expressions in Central Italy” di Fabiana Fabbri

Etruscan and Roman Hellenistic Anatomical ex voto. Reassessing Popular Religious Expressions in Central Italy. Grazie agli scavi archeologici, sono emerse migliaia di offerte votive anatomiche in terracotta, manifestazioni tangibili della devozione popolare nell’antica Italia. Considerato di scarso valore dagli archeologi del passato, questo materiale veniva spesso scartato, ma oggi tali ritrovamenti sono riconosciuti come testimonianza di un fenomeno, fondamentale per la tutela della salute e della fertilità, diffuso e profondamente radicato tra le popolazioni etrusche e italiche della media e tarda epoca repubblicana. Basandosi su evidenze archeologiche, il libro esamina questa particolare espressione di pratica religiosa popolare antica, esplorandone non solo la natura cultuale, ma anche i legami con la società e l’economia. Questo materiale si interseca con la storia ancora poco conosciuta delle classi plebee dell’Italia antica, per le quali le fonti scritte offrono scarse o nulle informazioni. L’analisi dei luoghi di ritrovamento di queste offerte esplora i loro collegamenti con i culti dell’acqua e vengono presentate nuove ipotesi sugli aspetti tipologici e paleopatologici del fenomeno. Il risultato è un volume meticolosamente documentato, disponibile per la prima volta in inglese, che getta nuova luce sulle pratiche votive nell’Italia antica.

Fabiana Fabbri si è specializzata in Archeologia classica all’università di Firenze e fa parte del team di ricerca del progetto IMPERO (Interconnected Mobility of People and Economy along the River Ombrone) dell’università di Buffalo – SUNY. La sua ricerca si concentra sugli ex voto repubblicani e sulla ceramica romana.

Venezia. Per Art Night apertura straordinaria serale gratuita di Palazzo Grimani con accesso alla Sala del Doge e alla celebre Tribuna, e alla mostra “It Doesn’t Have To Always Make Sense” dell’artista ghanese Amoako Boafo

In occasione della quindicesima edizione di Art Night Venezia, in programma sabato 20 giugno 2026, i musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna apriranno straordinariamente al pubblico le porte del museo di Palazzo. L’istituto si unisce così alla grande manifestazione ideata dall’università Ca’ Foscari in collaborazione con il Comune di Venezia e con il patrocinio della Regione Veneto che per una notte darà vita a un circuito diffuso di aperture serali e appuntamenti completamente gratuiti dedicati alla cultura. Il museo di Palazzo Grimani accoglierà i visitatori con un’apertura straordinaria serale dalle 17 alle 23 (ultimo ingresso ore 22), offrendo l’accesso gratuito sia al piano nobile, con le decorazioni cinquecentesche, la Sala del Doge e la celebre Tribuna, sia alla mostra “It Doesn’t Have To Always Make Sense” dell’artista ghanese Amoako Boafo in corso al piano superiore, organizzata in collaborazione con Gagosian e aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026.

Sala del Doge a Palazzo Grimani a Venezia (foto matteo de fina)

Straordinaria dimora rinascimentale nel cuore di Venezia, Palazzo Grimani fu la residenza della famiglia Grimani e conserva ancora oggi l’atmosfera raffinata e cosmopolita voluta dal patriarca Giovanni Grimani (1506–1593), figura cardine nella storia della Repubblica di Venezia e tra i più importanti collezionisti di arte classica del Cinquecento. Durante la serata sarà possibile visitare gli ambienti del piano nobile, caratterizzati da un ricco apparato decorativo cinquecentesco realizzato da artisti come Giovanni da Udine, Francesco Salviati e Federico Zuccari. Tra gli spazi più suggestivi figurano la celebre Tribuna, concepita per accogliere la raccolta di sculture classiche della famiglia e riallestita nel 2019 con il ritorno di parte delle opere nel loro contesto originario, e la monumentale Sala del Doge, impreziosita da decorazioni che celebrano il prestigio e le ambizioni culturali dei Grimani.

La mostra “It Doesn’t Have To Always Make Sense” di Amoako Boafo (foto palazzo grimani)

Accanto a questo eccezionale patrimonio storico, il Museo si distingue per la sua consolidata vocazione al dialogo con l’arte contemporanea. In questa cornice si inserisce la presenza delle opere di Georg Baselitz: le sue tele monumentali site specific, ospitate in comodato gratuito e realizzate espressamente per la sala del portego, creano una suggestiva conversazione visiva con l’architettura rinascimentale e la statuaria classica, riaffermando il ruolo di Palazzo Grimani come piattaforma culturale di rilievo internazionale. Al secondo piano del Palazzo, la mostra temporanea “It Doesn’t Have To Always Make Sense” offre una rilettura dell’architettura rinascimentale e delle tradizioni tessili veneziane attraverso lo sguardo e il gesto pittorico di Amoako Boafo. In questa sua prima mostra personale in Italia, l’artista ghanese si confronta con la tradizione artistica locale reinterpretando il genere della ritrattistica. Attraverso una serie di nuove opere create appositamente per l’esposizione, Boafo si relaziona direttamente con il contesto storico e l’architettura unica del Palazzo. Questo dialogo si riflette anche nell’allestimento, concepito per trasformare lo spazio espositivo rispettandone profondamente l’integrità e il patrimonio monumentale: una conversazione contemporanea che affianca la rappresentazione dell’identità nera all’eredità dei grandi Maestri veneziani. I suoi ritratti sono indagini autobiografiche che rivelano vulnerabilità e creatività, mettendo in discussione i modelli tradizionali della mascolinità, mentre altre opere ritraggono persone a lui care o figure ammirate. L’applicazione del colore direttamente sulla tela con le dita, unita alle pose e agli sguardi magnetici dei soggetti, conferisce alle opere una forte matericità e una presenza vibrante, affermandone con fierezza l’identità.

Altino (Ve). In occasione di Art Night Venezia, la notte dell’arte veneziana, il parco archeologico organizza “Aspettando Art Night ad Altino”, una visita accompagnata gratuita alle aree archeologiche del Parco

In occasione di Art Night Venezia, la notte dell’arte veneziana, sabato 20 giugno 2026, il parco archeologico di Altino dei musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, organizza “Aspettando Art Night ad Altino”, una visita accompagnata gratuita alle aree archeologiche del Parco. L’ingresso al parco archeologico è gratuito a partire dalle 17, con conclusione dell’evento alle 19. È consigliata la prenotazione scrivendo a info.parcoaltino@cultura.gov.it o chiamando il numero 0422789443. Il percorso consentirà di scoprire i resti dell’antica città romana di Altino, tra strade lastricate, abitazioni, canali e l’imponente porta-approdo che collegava la città alla laguna. La visita offre uno sguardo sull’assetto urbano e sulla vita quotidiana di uno dei più importanti centri dell’Alto Adriatico in età romana. Oltre alle testimonianze archeologiche della città, il parco archeologico di Altino racconta una storia che attraversa oltre un millennio, dalle origini venete all’età romana. In particolare, il museo Archeologico nazionale di Altino conserva reperti della vita quotidiana, preziose testimonianze delle produzioni artigianali locali e la suggestiva sezione dedicata alle sepolture equine con bardature, un unicum della cultura veneta antica.

Via Sant’Eliodoro, la strada di accesso al parco archeologico di Altino, è parzialmente interrotta per lavori. In auto: è possibile arrivare al Parco dalla SS 14 della Venezia Giulia; via Sant’Eliodoro è interrotta solo per chi proviene da Trepalade. In autobus: la fermata ATVO “Museo di Altino” è temporaneamente sospesa per i lavori in Via Sant’Eliodoro. Per agevolare i collegamenti in occasione della manifestazione e ovviare alla temporanea soppressione della fermata di linea “Altino Museo” dovuta all’interruzione parziale di via S. Eliodoro, ATVO ha istituito un servizio navetta speciale tra Venezia, Mestre e il Parco archeologico. Il collegamento è stato programmato per consentire ai visitatori di partecipare nel pomeriggio ad Aspettando Art Night Venezia ad Altino e di rientrare comodamente in tempo per l’inizio di Art Night Venezia. Orari linea 25a (sabato 20 giugno 2026): andata, Venezia (ore 16.05) → Mestre FS (ore 16.25) → Altino Museo (arrivo ore 17.10); ritorno, Altino Museo (ore 19.10) → Mestre FS (ore 19.45) → Venezia (arrivo ore 20).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Lungo la Corrente: Viaggio nell’Europa che affronta il cambiamento climatico” di Lorenzo Colantoni (editori Laterza), terzo appuntamento con il nuovo circolo di lettura “Storie d’Acqua”, in collaborazione con Il Talento di Roma

Sabato 20 giugno 2026, alle 16.30, presentazione del libro “Lungo la Corrente: Viaggio nell’Europa che affronta il cambiamento climatico” di Lorenzo Colantoni (editori Laterza), terzo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma e con la sezione WASAG della FAO. Questo incontro rientra nella Festa della lettura, la manifestazione letteraria diffusa organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del Municipio II di Roma Capitale. Ingresso gratuito per la partecipazione all’evento fino ad esaurimento posti. Prenotazione all’indirizzo mail iltalentodiroma@gmail.com.

Storie d’Acqua, il nuovo circolo di lettura che trattiene l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente.

Copertina del libro “Lungo la Corrente: Viaggio nell’Europa che affronta il cambiamento climatico” di Lorenzo Colantoni

Lungo la Corrente: Viaggio nell’Europa che affronta il cambiamento climatico. Dalle Azzorre alle Svalbard, un viaggio attraverso i due estremi del nostro continente alla scoperta di un’Europa che combatte, si adatta e si trasforma per far fronte ai grandi cambiamenti ambientali e sociali del nostro tempo. La Corrente del Golfo, elemento chiave del clima europeo, si sta progressivamente indebolendo. Come stanno reagendo le comunità, le città, gli ecosistemi a questa trasformazione che mette a rischio la loro stessa sopravvivenza? In questo libro scopriremo un’Europa che cambia, che si adatta e si trasforma: dalle comunità nate con il petrolio scozzese che si convertono alle rinnovabili fino a quelle di giovani spagnoli che tornano nelle terre dei padri, sperimentando una agricoltura sostenibile. Un libro di viaggio – a piedi, in treno e in barca a vela – attraverso sei paesi, alla scoperta dell’Europa che non aspetta l’apocalisse del cambiamento climatico ma si sta attrezzando per affrontare le trasformazioni che sono già avvenute e quelle che stanno avvenendo.

Cortona (Ar). Alla villa romana di Ossaia “La vigilia della battaglia. Annibale al Trasimeno”: fine settimana speciale per rivivere atmosfere, sapori e suggestioni del mondo romano

A pochi chilometri dal luogo in cui si combatté una delle più celebri battaglie dell’antichità, un fine settimana speciale per rivivere atmosfere, sapori e suggestioni del mondo romano. Appuntamento a Ossaia, sulle colline sopra Cortona (Ar), nei pressi della Villa Romana, in un contesto particolarmente significativo per la storia del territorio, il 20 e 21 giugno 2026 con “La vigilia della battaglia. Annibale al Trasimeno” per vivere un’esperienza immersiva tra rievocazione storica, gastronomia, musica e scoperta del territorio, con attività pensate per adulti, famiglie e appassionati di storia. Iniziativa realizzata con il patrocinio del Comune di Cortona e del MAEC-museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.

Sabato 20 giugno 2026, Cena tipica romana: alle 20.30, viaggio nei sapori dell’antica Roma attraverso un menu ispirato alla tradizione culinaria romana. La serata sarà accompagnata dallo spettacolo teatrale “Le dee che vegliano”, con la regia di Chiara Renzi. Glamping sotto le stelle: dalle 18 sarà possibile vivere un’esperienza originale pernottando in un accampamento ispirato al mondo romano. Sono disponibili diversi pacchetti comprensivi di glamping, cena, colazione e attività della domenica. Info e prenotazioni: Cena tipica romana, 339 5456943; Glamping e pacchetti weekend, 393 9900250, 348 8225367.

La villa romana di Ossaia vicino a Cortona (Ar) (foto maec)

Domenica 21 giugno 2026, Colazione e visita alla Villa Romana: colazione ispirata all’antica Roma seguita da una passeggiata alla scoperta della Villa Romana di Ossaia, importante testimonianza della presenza romana nel territorio cortonese. Concerto gratuito: alle 19, Nuova Musica Antica – Femina Ridens, appuntamento musicale che concluderà il fine settimana con sonorità ispirate al repertorio antico. Un’occasione per trascorrere un fine settimana tra storia, archeologia, natura e tradizioni, sulle tracce degli eventi che hanno segnato il territorio del Lago Trasimeno e della Valdichiana oltre duemila anni fa.

Aquileia (Ud). Con Tempora in Aquileia 2026 si rievocano le origini della città tra centro storico e aree archeologiche: 500 rievocatori, teatro del fuoco, falconeria, acrobazia aerea e tre giorni di storia vivente tra Celti e Romani

Aquileia si prepara a rivivere lo spirito delle origini della città con Tempora in Aquileia, la grande rievocazione storica organizzata dal Comune di Aquileia con il sostegno di ministero della Cultura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Aquileia. Da venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026, il centro storico e le aree archeologiche della città patrimonio UNESCO si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per rivivere le origini di Aquileia, ai tempi della sua fondazione nel 181 a.C. Il tema di questa edizione è “La Fondazione della Città: il Sulcus Primigenius“: il solco primordiale che, secondo la tradizione romana, tracciava i confini sacri della città al momento della sua istituzione. Sullo sfondo storico dell’incursione del console Gaio Cassio Longino nei territori dei Galli Carni, oltre 500 rievocatori in costume daranno vita a battaglie, riti, cerimonie e spettacoli che coinvolgeranno il pubblico in un autentico viaggio nel tempo tra legionari romani e guerrieri celti.

Cerimonia di apertura di Tempora in Aquileia (foto n.oleotto)

La Cerimonia di Apertura: venerdì 19 giugno 2026. Il cuore delle novità di questa edizione è la cerimonia di apertura di venerdì 19 giugno, un evento spettacolare che darà il via ai festeggiamenti con una sequenza di momenti ad alto impatto scenico. Dopo l’apertura degli stand enogastronomici e delle tabernae alle 18, alle 21 si terrà la Cerimonia di Apertura ufficiale, seguita alle 21.45 dal Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate. La notte si accenderà poi con lo spettacolo del fuoco di Opera Fiammae (ore 22.30): una performance rarefatta e visionaria di teatro del fuoco, performance visive e scenografie oniriche, diretta da Anton Lumi Bonura, professionista con vent’anni di esperienza nel teatro di strada. La cerimonia si chiuderà con la Festa Celtica, musiche e celebrazioni notturne.

La Battaglia a Tempora in Aquileia (foto n.oleotto)

Sabato 20 giugno 2026: dalla vita quotidiana al fragore della battaglia. Sabato 20 giugno è la giornata più ricca e articolata dell’intera manifestazione. Dalle 10.00 si apriranno i Campi Storici con le attività didattiche nei castra, dove legionari e guerrieri celti accoglieranno i visitatori per raccontare la vita quotidiana, le tecniche di combattimento e gli usi dell’epoca. Alle 10.30 prende il via la prima sessione di Arte Gladiatoria Techné, la dimostrazione didattica sull’evoluzione e il funzionamento degli armamenti, seguita alle 11.50 dalle Danze Antiche e, a mezzogiorno, dal primo spettacolo dei Joculatores, gli antichi intrattenitori di strada che animavano la vita pubblica e privata della Roma repubblicana. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con la presentazione del fumetto “Torc spezzato”, alle 15.30 con il Captio Virginis, il solenne rito di iniziazione di una Vestale, e alle 16 con la Commedia Plautina, tra teatro e satira classica. Il momento rituale più atteso arriva alle 16.45 con il Rito del Sulcus Primigenius: la cerimonia che rievoca il tracciamento del solco sacro con cui i Romani fondavano le loro città, cuore narrativo di questa edizione. Alle 18 spazio alla falconeria con le popolazioni galliche e germaniche, seguita dal Simposio delle 18.30 e, alle 19.15, dall’Arena Gladiatoria con il Munus “Gli Inferi in Arena”, lo spettacolo di combattimento che porta in scena l’epica dei duelli tra gladiatori.

Con il calar della notte la tensione narrativa sale: alle 20.30 si terrà l’Assemblea dei Capi Gallici, il consiglio di guerra in cui i capi delle tribù decidono di resistere ai soprusi del Console Longino, seguita dal rito propiziatorio del Druido. Alle 21 tornano le Danze Antiche, poi alle 21.10 il momento più drammatico: l’In Mortem Vestalis, la cerimonia funebre della Vestale. La serata culminerà con lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni. La battaglia sarà preceduta dall’apparizione nei cieli del campo di battaglia da figure divine che scruteranno il tempo di Aquileia raccontandone il passato, moderando il presente e vaticinando il futuro: La scena sarà resa grazie una novità in assoluto di questa edizione 2026 grazie la performance di  Nico Gattullo, danzatore acrobatico aereo di fama internazionale: sospeso a decine di metri di altezza su tessuti e corde, fonderà forza, eleganza e teatralità in un numero unico arricchito da effetti speciali. Alle 22.30 si scatena infine “L’Attacco dei Galli Carni”: lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni.

Il Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate (foto n-oleotto)

Domenica 21 giugno 2026: la diplomazia, il Senato e l’epilogo. La domenica, nel segno del Solstizio d’Estate, si apre con lo stesso ritmo della giornata precedente: dalle 10.00 i Campi Storici accolgono nuovamente il pubblico per le attività didattiche, mentre in contemporanea debutta “Aquileia tra storia e leggenda”, la presentazione del fumetto ispirato alle vicende della città antica. Seguono, nelle prime ore del mattino, una nuova sessione di Arte Gladiatoria Techné alle 10.30, le Danze Antiche alle 11.50 e, a mezzogiorno, lo spettacolo dei Joculatores. Il pomeriggio porta in scena il cuore politico della narrazione: alle 15 si apre il Senato Romano vs Galli, la seduta in cui i delegati gallici perorano davanti al Senato la loro causa contro le violenze di Longino, in un confronto serrato tra due mondi e due visioni del diritto. Alle 15.30 tornano le Danze Antiche, alle 15.40 una nuova replica della Commedia Plautina. Alle 16 si ripete il Rito del Sulcus Primigenius, seguito alle 17.15 dal secondo Munus “Gli Inferi in Arena” e alle 18.30 dalle dimostrazioni di falconeria. L’epilogo della manifestazione arriva alle 19.00 con “La Battaglia Finale”: i Galli Carni affrontano per l’ultima volta le truppe di Longino in uno scontro epico dal finale inaspettato, che scioglierà la tensione narrativa costruita nel corso dei tre giorni. A chiudere la domenica, e l’intera edizione 2026, saranno le Danze Antiche delle 19.45 e l’ultimo spettacolo dei Joculatores alle 20, un congedo festoso e leggero che restituisce al pubblico il sorriso dopo le emozioni della battaglia.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Incontri di Archeologia” la conferenza “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio” di Andrea Stella (UniPd), quarto appuntamento del “Progetto San Basilio”

Venerdì 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), per “Incontri di Archeologia”, quarta conferenza del “Progetto San Basilio”, nell’ambito delle attività di Archeologia Pubblica nel sito di San Basilio di Ariano nel Polesine e al museo Archeologico nazionale di Adria. Andrea Stella del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, nella conferenza “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio” parlerà dell’importanza della moneta per la ricostruzione della storia di San Basilio. Ingresso libero all’incontro. Info e prenotazioni: +39 392 9259875, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it.