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Pompei. In libreria “Il restauro della Casa dei Vettii” (artem) a cura di Anna Maria Sodo e Gabriel Zuchtriegel, primo volume della collana “I cantieri di Pompei” del parco archeologico di Pompei: “summa” a cui hanno partecipato alla stesura tutti i protagonisti del Progetto

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Copertina del libro “Il restauro della Casa dei Vettii” a cura di Anna Maria Sodo e Gabriel Zuchtriegel del parco archeologico di Pompei

“Il restauro della Casa dei Vettii” (artem): ultimissimo libro voluto dal parco archeologico di Pompei, curato dall’archeologa Anna Maria Sodo e dal direttore Gabriel Zuchtriegel, primo volume della collana “I cantieri di Pompei” del parco archeologico di Pompei. Si tratta di una “summa” a cui hanno partecipato alla stesura tutti i protagonisti del Progetto. “Se il sito di Pompei e il territorio dell’antica città rappresentano un grande museo all’aperto, un parco diffuso che racconta un intero ecosistema”, scrive Gabriel Zuchtriegel, “i cantieri di restauro, le attività di manutenzione e le ricerche sul campo che garantiscono quotidianamente la conservazione e la fruizione del patrimonio archeologico testimoniano quell’insieme di pratiche, di saperi, che non solo rendono il parco un luogo vivo, in continua evoluzione, ma lo caratterizzano come uno straordinario laboratorio di sperimentazioni, di conoscenze e di soluzioni innovative”. E Anna Maria Sodo: “La Casa dei Vettii è senza dubbio una delle case più celebri di Pompei e del mondo romano. Portata in luce tra il mese di agosto del 1894 ed il giugno 1895, sotto la direzione di Antonio Sogliano, è nota per la ricca e ben conservata decorazione pittorica e per lo splendido arredo scultoreo del giardino. I numerosi interventi di restauro che si sono susseguiti nel tempo, a partire dagli interventi realizzati già durante gli scavi, possono costituire esempi paradigmatici del mutare della percezione dell’antico e dell’evoluzione delle tecniche e dell’approccio metodologico al restauro dalla fine del secolo XIX ai nostri giorni. La realizzazione del progetto ha rappresentato un complesso esercizio alla ricerca di un’equilibrata armonia tra antico, moderno e contemporaneo, con una proiezione, per quanto concerne la tecnologia utilizzata per l’illuminazione, in un futuro sostenibile tanto spesso enunciato ma ancora poco realizzato, avendo sempre presente la priorità ed il rispetto per l’antico”.

Bologna. In Sabap l’incontro “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale. Un patrimonio e un percorso da condividere tra tutela e fruizione” per presentare il sito seriale UNESCO EKCNA

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Ingresso grotta dei gessi (foto Francesco Grazioli)

bologna_sabap_carsismo-e-grotte-appennino-settentrionale_patrimonio-unesco_locandinaL’UNESCO World Heritage Committee, riunito per la sua 45ma sessione a Riyad in Arabia Saudita, il 19 settembre 2023 ha iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale il Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale (Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines) come sito naturale. Martedì 21 novembre 2023, dalle 15 alle 18, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede Sabap, in via IV Novembre 5 a Bologna, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e la Regione Emilia Romagna promuove l’incontro “Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale. Un patrimonio e un percorso da condividere tra tutela e fruizione” per presentare il sito seriale UNESCO EKCNA (Evaporitic Karst and Caves of Northern Apennines) in territorio emiliano. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Si tratta di un sito seriale, ovvero articolato in più componenti separate fisicamente, che interessa la regione Emilia Romagna, estendendosi sulle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna. In questo incontro si intendono illustrare i principali valori, naturali, ambientali, paesaggisti e storico-archeologici presenti nei territori di competenza della Soprintendenza ABAP di Bologna e porre l’attenzione sull’importanza di un percorso condiviso per la tutela e la fruizione di questo patrimonio. Introduce Francesca Tomba, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le Province di Modena Reggio Emilia e Ferrara. Intervengono: Barbara Lori, assessore alla Programmazione territoriale e paesaggistica, parchi, forestazione e UNESCO – Regione Emilia Romagna; Piero Lucci, Massimo Ercolani (Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna) “Soprintendenza e Federazione Speleologica Regionale: una collaborazione molto proficua”. PRIMA PARTE: I valori naturali. Stefano Lugli (università di Modena e Reggio Emilia) “Gli intonaci rosa di Cologno (RE), un patrimonio da conservare”; Massimiliano Costa (Ente di Gestione per i Parchi e la Bioversità – Delta del Po) “I valori biologici dei Gessi dell’Emilia-Romagna”. SECONDA PARTE: I valori paesaggistici. Loredana Ponticelli (A²studio) “Il riconoscimento UNESCO: la protezione di un bene naturale attraverso i vincoli paesaggistici”; Barbara Marangoni (soprintendenza ABAP Bologna) “Riconoscimento dei valori e opportunità delle tutele paesaggistiche ex art. 136 del D. Lgs. 42/2004) “I gessi e l’uomo”; Chiara Guarnieri, Monica Miari (soprintendenza ABAP Bologna) “Gessi e archeologia. Dalla frequentazione delle grotte in età preistorica al Lapis specularis”; Stefano Piastra (università di Bologna) “I gessi emiliani tra natura e cultura”. Modera Annalisa Capurso (soprintendenza ABAP Bologna).

Disponibile il libro “Passeggiate italiane” di Semni Karouzou nella tradizione italiana a cura di Maurizio De Rosa e Mattio Fino (EPTbooks) con introduzione di Emanuele Papi, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene

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Copertina del libro “Passeggiate italiane” di Semni Karouzou nella tradizione italiana a cura di Maurizio De Rosa e Mattio Fino (EPTbooks) con introduzione di Emanuele Papi

Il libro è stato presentato alla Scuola archeologica italiana di Atene. Parliamo di “Passeggiate italiane” di Semni Karouzou nella tradizione italiana a cura di Maurizio De Rosa e Mattio Fino (EPTbooks) con introduzione di Emanuele Papi, direttore della Scuola archeologica italiana di Atene. Semni Karouzou (1897-1994), la prima donna a entrare nel Servizio archeologico greco, era stata istruita per un’archeologia fatta di statue (ne fece quasi una religione), specialmente quelle scolpite nel marmo, prima di tutto capolavori della Grecia, insieme alle tipiche ceramiche dipinte di nero e arancione, di cui era grandissima esperta. In giro per Roma nell’inverno 1929-’30 e per l’Italia del dopoguerra ha una visione singolare, un occhio straniato e una prospettiva patriottica. Aveva ricevuto una Bildung (formazione scolastica) germanica, che ai suoi tempi era considerata il non plus ultra, e che si percepisce nelle “Passeggiate italiane”. Reminiscenze e citazioni provengono dal fior fiore dei filelleni teutonici, come il suo eroe Winckelmann o l’inevitabile Goethe. Atene e Bisanzio sono l’endiadi della grecità attraverso il tempo, che ha i suoi incrollabili vessilli nel Partenone di Atene e nella Santa Sofia di Costantinopoli. Ed è “la sopravvivenza e la rinascita greca nel Bel Paese” a ravvivare nuovamente la nostra Periegeta: S. Maria Antiqua e San Clemente, i nomi dei luoghi che tramandano la memoria di comunità greche, il sepolcro di Bessarione (diventato cardinale di Santa Romana Chiesa), Santa Maria in Cosmedin “dove i greci si concentrarono grazie al loro intuito infallibile”, le tombe degli elleni nel cimitero a Porta San Paolo, il monastero di San Nilo a Grottaferrata. Insieme all’ammirazione per Bisanzio è il rimpianto che la storia non sia andata per il verso giusto e che la dominazione ottomana abbia impedito la rinascenza dei greci, con l’emigrazione dei “saggi belli e immortali” che tanto fecero per l’umanesimo italiano. Ecco allora le rimembranze degli intellettuali costantinopolitani a Firenze, “Novella Atene”: il poeta Michele Marullo Tarcaniota, Manuele Crisolora, primo professore di greco allo Studium, Giovanni Argiropulo, maestro del Poliziano, insieme a tutti i fiorentini devoti alla Grecia, come Marsilio Ficino e Lorenzo dei Medici, che accendevano ceri a Platone, grati per tutto quello che “Atene inviava per inondarli di luce divina”.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per novembre il focus è su il dio Suri, il nero signore

roma_villa-giulia_un-anno-con-gli-dei-etruschi_locandinaSiamo a novembre, penultimo mese dell’anno. E quindi facciamo conoscenza con la penultima divinità etrusca proposta dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia che ha deciso di ritmare il 2023 con il racconto degli dei etruschi. Sul sito del museo è stato inserito un approfondimento dedicato alle divinità venerate dagli Etruschi, una per ciascun mese dell’anno: dodici narrazioni curate dall’archeologa Vittoria Lecce che a gennaio sono partite con Culsans, il guardiano delle porte e dei cicli temporali; seguite a febbraio con Fufluns, il Dioniso greco; a marzo con Laran, il dio guerriero; ad aprile con Turan, la dea dell’amore; a maggio con Tinia, il dio della Luce; a giugno con Uni, la sposa di Tinia; a luglio con Menerva, la dea guerriera protettrice dei giovani; agosto con la dea Vei, protettrice della vita; a settembre il focus con la dea Thesan, protettrice dei naviganti; a ottobre il focus con la dea Cavatha, celeste e sotterranea (vedi Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia il progetto “Un anno con gli dei etruschi”: ogni mese un approfondimento su una divinità con l’invito a scoprirla in museo. Per ottobre il focus è sulla dea Cavatha, celeste e sotterranea | archeologiavocidalpassato). Per novembre il focus è su il dio Suri, il nero signore.

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Aita (trascrizione etrusca del nome Ade), una delle personificazioni del dio etrusco dell’Oltretomba, qui caratterizzato da una realistica pelle di lupo. Pittura parietale da Tarquinia, Necropoli Etrusca di Monterozzi, Tomba dell’Orco II, parete di fondo, IV secolo a.C. (foto wikimedia commons)

NOVEMBRE E IL DIO SURI. Suri (la cui S iniziale si pronunciava come la “sc” di scena) era il compagno divino della dea Cavatha e agli occhi dei Greci e dei Romani – e forse anche degli stessi Etruschi – doveva sembrare molto vicino ad Apollo, anche se si trattava inequivocabilmente di una divinità dell’Oltretomba. Questo dio così particolare nelle iscrizioni di culto viene chiamato anche con altri nomi, quali Rath e Manth e, a partire dal IV secolo a.C., compare anche come “Aplu” ovvero “Apollo” secondo la fonetica etrusca. Suri è uno degli dei principali del santuario costiero di Pyrgi (attuale Santa Severa) e le caratteristiche del culto lo qualificano come un dio infero e oracolare. Nel santuario veniva venerato in coppia con Cavatha-Persefone, e anche questo conferma la sua assimilazione con Ade, il dio greco dell’oltretomba.

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Apollo cosiddetto dello Scasato (IV-III secolo a.C.; prima del 241 a.C.): altorilievo in terracotta modellata a mano e dipinta dalla decorazione del tetto del Tempio dello Scasato a Falerii (Civita Castellana) conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

A Suri i fedeli offrivano piombo, un metallo infero per eccellenza, e punte di freccia o giavellotti, che simboleggiavano la capacità di scagliare fulmini (forse anche dal sottosuolo!). Il dio aveva anche una importante funzione divinatoria, ovvero era possibile interrogarlo per conoscere il futuro. Questa caratteristica doveva essere molto marcata e, insieme alle frecce, probabilmente era quella che più permetteva di accostare Suri ad Apollo, al punto che alcune fonti greche attribuivano il santuario di Pyrgi direttamente a quest’ultimo.

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Lastrina in bronzo con iscrizione “savcnes Suris” = di Suri propizio (?) (IV-III secolo a.C.) da Viterbo, conservata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru). Si tratta di una “sors” impiegata per interrogare la volontà divina. Di solito si utilizzava una serie di lastrine (o anche tavolette / gettoni) identiche con iscrizioni diverse, favorevoli e sfavorevoli: si inserivano tutte insieme in un recipiente e si procedeva ad estrarne una a caso o si riunivano in un mazzo e venivano lasciate cadere per poi interpretare la loro disposizione

Il dio era venerato in diversi luoghi dell’Etruria e anche nelle vicine regioni; alcune località importanti portavano il suo nome, come Surrina, l’antica Viterbo, Soriano nel Cimino e il monte Soratte, la montagna sacra dei Falisci (consacrata alla loro divinità corrispondente: il Pater Soranus). Secondo una suggestiva ipotesi, il significato del nome sarebbe legato al colore nero: in effetti il (dio) “Nero” o “Oscuro” sembra un modo appropriato per definire il signore degli inferi e forse si trattava di un epiteto che sostituiva il vero nome del dio, che (come spesso accadeva per le divinità infere nel mondo antico) si preferiva non pronunciare apertamente.

Rovereto (Tn). Prende forma il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”: due giorni di confronto, coordinati dall’archeologo Maurizio Battisti, per creare una rete di enti – dal Trentino a Calabria e Sicilia – interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi (foto fmcr)

Due giorni per mettere le basi del progetto “Le eredità di Paolo Orsi”, promosso dalla Fondazione Museo Civico, sotto l’egida del Comune di Rovereto e nella cornice di progetti culturali supportati da Fondazione Caritro. Con un obiettivo: creare una rete di enti interessati a valorizzare la straordinaria figura dell’archeologo roveretano. L’appuntamento è al museo della Città di Rovereto il 17 e il 18 novembre 2023 dove si ritroveranno alcuni degli enti che hanno già dato adesione tra cui l’Accademia degli Agiati, la Biblioteca civica “G. Tartarotti”, la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, l’università di Trento, il museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC), la direzione regionale dei Musei della Calabria, il parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi, il Comune di Santa Severina (Kr), del Comune di Locri (RC), la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, il parco archeologico e paesaggistico di Siracusa e museo Archeologico regionale “Paolo Orsi”. Inoltre la rete ha già l’adesione informale di altri soggetti nazionali e internazionali, come ad esempio la Scuola Archeologica Italiana di Atene, e l’obiettivo comune è quello di continuare ad ampliarla.

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Frame del film “Paolo Orsi. La meravigliosa avventura” di Andrea Andreotti

Paolo Orsi, archeologo che ha visto l’inizio della sua straordinaria carriera a Rovereto e in particolare al Museo Civico, è stato uno studioso eccezionale e instancabile, capace di tessere legami che vivono ancora oggi tra la sua terra d’origine e le regioni dove maggiormente ha operato, in Sicilia e in Calabria. Ma la sua influenza è sentita in tutta Italia e all’estero grazie alla capacità di intrattenere relazioni scientifiche e a un metodo di lavoro che è diventato uno dei cardini della ricerca archeologica. La Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, non ha mai smesso di lavorare alla valorizzazione di uno dei suoi personaggi più illustri, e ha realizzato eventi, pubblicazioni e mostre in suo onore. Negli ultimi anni, di particolare rilievo è l’acquisizione dagli eredi del suo epistolario privato, il cui studio e messa in rete nell’ambito di alcuni progetti sostenuti dalla fondazione Caritro hanno permesso di gettare una luce del tutto unica sul grande archeologo.

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Ritratto dell’archeologo Paolo Orsi, nato a Rovereto nel 1859 (foto fmcr)

L’incontro, coordinato dall’archeologo del museo civico Maurizio Battisti, prevede la presentazione del progetto e dei soggetti presenti, e una giornata “operativa”, dove verranno concordati da parte degli esperti aggiornamenti alla pagina di Wikipedia relativa all’archeologo, grazie anche alla presenza di un rappresentante di Wikimedia Italia. Sarà inoltre presentato un progetto di realizzazione di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line dei ragazzi (classe III C, SSPG “Degasperi”, I.C. Isera-Rovereto).

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L’archeologo Paolo Orsi raccoglie appunti seduto su un capitello del tempio di Apollo Aleo, appena scoperto a Punta Alice nel Crotonese (foto fmcr)

Il programma. Venerdì 17 novembre 2023, museo della Città. Alle 15.30, accoglienza; 15.45, saluti istituzionali: Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Cultura del Comune di Rovereto; 16, Maurizio Battisti, responsabile sezione Archeologia della Fmcr, presenta il progetto “Le eredità di Paolo Orsi”; 16.30, presentazione degli enti invitati a collaborare; 18, Maurizio Battisti presenta il programma della giornata successiva con intervento di Matteo Ruffoni di Wikimedia Italia. Sabato 18 novembre 2023. Sala conferenza della Fondazione Caritro. Alle 9, Maurizio Battisti descrizione della pagina web di Wikipedia dedicata a Paolo Orsi; 9.30, tavola rotonda: proposte e registrazione correzioni, modifiche e implementazioni alla pagina (da mettere in opera nei giorni successivi). La discussione continua anche dopo la pausa caffè; 12, presentazione del progetto di una pagina dedicata a Paolo Orsi sulla piattaforma Vikidia, l’enciclopedia on line per i ragazzi, a cura della III C dell’istituto “Alcide Degasperi” di Rovereto.

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L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della giornata di studi al museo della Città di Rovereto

“Il museo sta lavorando da molto tempo sugli archivi di Paolo Orsi”, dichiara Giovanni Laezza, “e questo nuovo progetto permetterà di rinnovare legami con istituzioni di tutta Italia per favorire gli scambi, promuovere occasioni di approfondimento, verificare anche la correttezza delle informazioni sul web. Con la creazione di una rete, sebbene informale, auspichiamo il fiorire di tante altre iniziative nel tempo”. E Micol Cossali: “Paolo Orsi è l’incarnazione di una città che ha saputo affiancare la vocazione commerciale con quella per la cultura e dove l’archeologo roveretano ha potuto trovare terreno fertile per coltivare la propria passione fino a diventare lo straordinario archeologo che tante pagine della nostra storia ha riscoperto. La rete che attorno alla sua figura si è venuta a creare grazie alla Fondazione Museo Civico e a tutti gli attori coinvolti, rappresenta una occasione di crescita nel solco da lui tracciato”.

All’auditorium di Pompei la conferenza dell’archeologo Domenico Camardo (Hcp) sul sistema idrico e sulle acque reflue dell’antica città di Ercolano con presentazione degli studi effettuati sulle tubature e le latrine nelle case private e negli edifici pubblici

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Canale fognario nell’Insula Orientalis II di Ercolano indagato dall’Herculaneum Conservation Project (foto hcp)

Come funzionavano le fogne nell’antica Ercolano? C’era un sistema idrico efficiente? A queste e ad altre domande sul tema cercherà di dare una risposta Domenico Camardo, capo archeologo dell’Herculaneum Conservation Project, nell’incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei. Appuntamento il 17 novembre 2023, alle 17, all’auditorium degli scavi del parco archeologico di Pompei con la conferenza “La ricostruzione dei sistemi di approvvigionamento idrico e di smaltimento delle acque reflue nell’antica Ercolano” dell’archeologo Domenico Camardo. La conferenza rientra tra le attività dell’associazione internazionale degli Amici di Pompei che, nata nel 1955 con l’archeologo Amedeo Maiuri, ha come obiettivo la conoscenza, la tutela, la promozione e la valorizzazione del mondo archeologico in particolar modo dell’area vesuviana.

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Fase di scavo del canale fognario nell’Insula Orientalis II di Ercolano, indagato dall’Herculaneum Conservation Project (foto hcp)

Domenico Camardo esporrà i risultati dello studio sul sistema idrico e sulle acque reflue dell’antica città di Ercolano sotterrata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.  Grazie a un lavoro di mappatura delle canalette, delle tubazioni e di tutti i percorsi delle acque all’interno delle case private e degli edifici pubblici e, nello stesso tempo, grazie ai dati sulle fognature antiche e sulla capillare diffusione delle latrine si è potuto ricostruire l’efficace sistema dello smaltimento del materiale organico e dei rifiuti. Uno studio che non ha solo un valore conoscitivo ma che, grazie ai lavori di scavo e sistemazione delle fogne, ha consentito di mitigare i problemi di erosione nei muri in tufo e di distacco degli intonaci dipinti.

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Canale fognario nell’Insula Orientalis II di Ercolano indagato dall’Herculaneum Conservation Project (foto hcp)

“Nella porzione finora portata in luce dell’antica Ercolano”, spiega Domenico Camardo, “si sono potute indentificare ben 88 latrine. Questo dato permette di rilevare la diffusione capillare delle latrine in città, tanto da poter affermare che quasi ogni casa di Ercolano era dotata di una o più latrine. In effetti la loro diffusione ai piani terra, ma anche ai primi piani degli edifici, ricostruibile anche grazie all’articolata rete di condutture in terracotta degli scarichi, è straordinaria e rivela un livello di attenzione per le problematiche igieniche che sarà eguagliato solo nel XX secolo”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Pyrgi e Spina. “Porti gemelli” sui due mari” con Laura Maria Michetti: settimo incontro del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_incontro-laura-maria-michetti_locandina“Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”: settimo incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 17 novembre 2023, alle 16, Laura Maria Michetti racconterà le ricerche su “Pyrgi e Spina, “porti gemelli” sui due mari”, il Tirreno e l’Adriatico. Un parallelo e un confronto offerto anche dal percorso espositivo della mostra temporanea “Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”, visitabile fino al 7 aprile 2024 al piano nobile del Museo. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov. Il controllo dei commerci marittimi esercitato dagli Etruschi, la “talassocrazia” che nelle fonti antiche si intreccia con la “pirateria”, si è fondata sulla presenza di porti strutturati attraverso i quali le metropoli etrusche hanno proiettato sul mare i propri interessi economici e la possibilità di entrare in contatto con le diverse realtà culturali del Mediterraneo. Pyrgi, porto di Caere (Cerveteri) e sede di un grande santuario sul Tirreno e Spina sull’Adriatico hanno assolto alla funzione di porte sui due mari, consentendo un rapporto privilegiato con il mondo greco.

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L’etruscologa Laura Maria Michetti

Laura Maria Michetti è professoressa associata di Etruscologia e Antichità italiche alla Sapienza università di Roma e nella stessa università è coordinatrice del curriculum di Etruscologia del Dottorato in Archeologia e direttrice del museo delle Antichità etrusche e italiche. Membro ordinario dell’istituto nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dal 2016 dirige la missione di scavo al porto e al santuario etrusco di Pyrgi. La sua attività di ricerca è incentrata principalmente sull’archeologia del sacro, sul rapporto tra città e territorio in Etruria, sulle produzioni artigianali e gli aspetti del rituale funerario nell’Italia preromana.

Augusta (Sr). Al via tre seminari-proiezioni con quattro ospiti d’eccezione nell’ambito del progetto “Historytelling. La Storia si racconta”, organizzati dal IV Istituto “Domenico Costa” in collaborazione con Archeovisiva

augusta_archeovisiva_hi-storytelling_2023_locandinaTre appuntamenti con quattro ospiti d’eccezione, ad Augusta (Sr), a Palazzo San Biagio, sempre alle 16.30: seminari-proiezioni organizzati dal IV Istituto “Domenico Costa” in collaborazione con Archeovisiva, all’interno del progetto “Historytelling. La Storia si racconta”, pensato per una selezione di studenti dell’IC “Domenico Costa”, ma aperti alla fruizione di tutta la comunità. Ingresso libero.

Si inizia giovedì 16 novembre 2023 con “Storie d’acqua, di terra e di cielo”: seminario con Nicolò Bongiorno, regista e produttore cinematografico, e proiezione del film “Songs of the water spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia 2020, 100’). Il film è interamente girato in Ladakh, una regione dell’India in profonda trasformazione, che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica.

Secondo appuntamento giovedì 23 novembre 2023 con “Il sogno di un’Italia unita: la parola a Dante Alighieri”: seminario con Diego D’Innocenzo, regista e sceneggiatore, e proiezione del film “Dante, il sogno di un’Italia libera” di Jesus Garces Lambert (Italia, Francia 2021, 88’). Un viaggio emotivo e avvincente che ci porta nelle stanze dei personaggi più potenti del 1300: i Papi, i Re e gli Imperatori che hanno determinato il destino dell’Italia e dell’Europa per i decenni successivi. Interviste e finzione si intrecciano in una narrazione potente ed evocativa sui momenti e i personaggi più importanti del Medioevo, attraverso il racconto che ne ha fatto Dante nella sua Comedia. A decodificare i versi del grande Poeta, alcuni tra i più attenti studiosi danteschi del mondo.

Terzo e ultimo appuntamento martedì 28 novembre 2023 con “Lucrezia Borgia: chi era davvero? Quando a rivelarlo è un film”: seminario con Marco Melluso e Diego Schiavo, registi e sceneggiatori, e proiezione del film “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 63’). Durante lo speakeraggio di un documentario dai toni scandalistici, Lucrezia Lante della Rovere esce magicamente dallo schermo, si ribella e coinvolge Voce, lo speaker interpretato dal brillante Tullio Solenghi, e il giovane tecnico del suono, il talentuoso Tobia de Angelis, in un viaggio alla riscoperta della vera vita di un’eroina del suo tempo: Lucrezia Borgia. Accompagnata da un buffo e dorato assistente interpretato dal poliedrico Francesco Zecca, Lucrezia Lante si muove tra Ferrara e i territori del ducato estense, raccontando la storia di Lucrezia Borgia d’Este come se fosse – e forse lo è stata davvero! – la più grande e appassionante telenovela del Rinascimento.

Roma. In Curia Iulia in presenza, e on line su FB, la conferenza “Imperatori, Re e Candaci: i rapporti tra Roma e il regno di Meroe” a cura di Emanuele M. Ciampini, primo incontro del ciclo sui temi della mostra “L’Amato di Iside. Nerone la Domus Aurea e l’Egitto” alla Domus Aurea

roma_curia-iulia_conferenza-imperatori-re-e-candaci_emanuele-ciampini_locandinaNell’ambito degli incontri che intendono approfondire tematiche ed aspetti raccontati nella mostra “L’Amato di Iside. Nerone la Domus Aurea e l’Egitto”, ideata e organizzata dal parco archeologico del Colosseo, con la curatela di Alfonsina Russo, Francesca Guarneri, Stefano Borghini e Massimiliana Pozzi, in corso alla Domus Aurea fino al 14 gennaio 2024, la Curia Iulia ospita la conferenza “Imperatori Re e Candaci: i rapporti tra Roma e il regno di Meroe” a cura di Emanuele M. Ciampini, professore associato di Egittologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia e direttore della Missione Archeologica Italiana in Sudan a Jebel Barkal. Appuntamento giovedì 16 novembre 2023, alle 16.30. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Emanuele M. Ciampini, università Ca’ Foscari di Venezia. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite al link https://amatoiside_16novembre.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Fb del PArCo.

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La necropoli reale di Meroe in Sudan: le piramidi dei Faraoni neri (foto mai-sudan)

Con la conquista dell’Egitto, Roma entra in contatto con il regno di Meroe, potenza africana che controlla un territorio che si spinge sino a regioni più a sud della moderna capitale sudanese Khartoum. Nel corso del tempo, l’Urbe e Meroe ebbero rapporti alterni, con fasi conflittuali e periodi pacifici. Legata in origine alla tradizione faraonica, la cultura meroitica, fortemente caratterizzata da aspetti locali, accoglie poi elementi dell’ellenismo, dando vita a uno stile originale. I maggiori centri del regno, alcuni dei quali dalla storia molto più antica, offrono il quadro di una civiltà raffinata e complessa, con edifici monumentali e materiali di pregio che danno testimonianza di una civiltà ricca e raffinata. In uno di questi centri, l’antica città di Napata, opera da cinquanta anni una Missione Archeologica Italiana: il frutto di questa ricerca offre un quadro quanto mai esauriente di un regno potente, in grado di confrontarsi con il potere di Roma.

Bologna. A Palazzo dall’Armi Marescalchi, sede Sabap, presentazione del libro “LA CONSERVAZIONE PREVENTIVA E PROGRAMMATA: UNA STRATEGIA PER IL FUTURO. Premesse esiti e prospettive degli interventi di Fondazione Cariplo sul territorio” di Rossella Moioli

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Copertina del libro “LA CONSERVAZIONE PREVENTIVA E PROGRAMMATA: UNA STRATEGIA PER IL FUTURO. Premesse esiti e prospettive degli interventi di Fondazione Cariplo sul territorio” di Rossella Moioli

La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara propone la presentazione del libro di Rossella Moioli “LA CONSERVAZIONE PREVENTIVA E PROGRAMMATA: UNA STRATEGIA PER IL FUTURO. Premesse esiti e prospettive degli interventi di Fondazione Cariplo sul territorio” (Nardini, Firenze, 2023). Appuntamento il 15 novembre 2023, alle 16.30, a Palazzo dall’Armi Marescalchi, sede Sabap-Bo, in via IV Novembre 5 a Bologna. Programma: dopo i saluti della soprintendente, arch. Francesca Tomba, intervengono: Marco Cammelli, Associazione di cultura e politica “Il Mulino”, su “L’evoluzione normativa nella definizione del concetto di “conservazione programmata”; Lorenza Gazzerro, Fondazione Cariplo, su “Il ruolo della Fondazione Cariplo nella promozione di un nuovo approccio al tema della “conservazione programmata”; Stefano Della Torre, Politecnico di Milano, su “Un concetto in evoluzione”; Marco Pretelli, università di Bologna, su “Dall’ICR all’attualità: perché conservare deve essere programmato”. Partecipano Rossella Moioli e Pietro Petraroia. Non è prevista prenotazione. L’ingresso alla presentazione è libero, fino ad esaurimento per un massimo di 80 posti disponibili.

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Rossella Moioli (politecnico di Milano)

Il libro. La Conservazione preventiva e programmata è una strategia di medio-lungo periodo che pone l’integrazione delle attività di conservazione e valorizzazione alla base di un’efficace gestione del bene culturale. È orientata alla prevenzione e alla cura costante del patrimonio culturale ed è un processo articolato di produzione di nuova conoscenza e di stratificazione di informazioni. Il libro racconta le riflessioni condotte nell’arco di più di venti anni sul tema della conservazione preventiva e programmata e rende conto degli esiti di dieci anni di interventi di Fondazione Cariplo sulla linea del rinnovamento della visione e delle metodologie della conservazione del patrimonio architettonico, inquadrandone il fondamento culturale, anche grazie alla preziosa ricostruzione delle vicende novecentesche proposta da Pietro Petraroia nella sua Prefazione, il contesto internazionale e le prospettive di sviluppo, con una crescente attenzione ai temi della transizione digitale e della prevenzione ambientale.