Verona. Al museo Archeologico nazionale “I reperti ci parlano. L’arte dei Veneti antichi” con Stefano Buson, terzo appuntamento di archeologia sperimentale
Domenica 3 marzo 2024, alle 15, “I reperti ci parlano. L’arte dei Veneti antichi” terzo appuntamento, il primo del 2024, con l’archeologia sperimentale al museo Archeologico nazionale di Verona per rivivere i gesti degli artigiani del nostro passato con dimostrazioni delle antiche tecniche di lavorazione. La partecipazione all’evento è gratuita. Stefano Buson, restauratore in servizio per molti anni alla direzione regionale Musei Veneto e grande studioso delle antiche tecniche di realizzazione dei reperti istoriati, racconterà il modo in cui venivano progettate e materialmente create situle e lamine votive, splendidi manufatti artistici dei Veneti antichi. Nel corso del pomeriggio sarà allestito un piccolo laboratorio dove, assieme agli attrezzi e alle lamine in corso di lavorazione, sarà possibile toccare con mano alcune situle ricostruite con la tecnica originale.
“Domenica al Museo” al parco dell’Appia Antica. La Legio II Parthica Severiana torna a far rivivere le emozioni di un esercito romano in piena attività con l’evento “Legione in marcia sulla Via Latina”
Domenica 3 marzo 2024, in occasione della “domenica al museo”, la Legio II Parthica Severiana tornerà a far rivivere le emozioni di un esercito romano in piena attività con l’evento “Legione in marcia sulla Via Latina”. Appuntamento alle Tombe della via Latina, via dell’Arco di Travertino 151. L’evento si comporrà di due interventi identici, la prima dimostrazione alle 10.30 e la seconda alle 12. Ciascuna manifestazione avrà durata di circa 45 minuti, mentre il tempo restante la Legio sarà a disposizione del pubblico per scattare foto o fornire chiarimenti. L’evento è gratuito e non è prevista prenotazione. Durante la manifestazione, che si svolgerà all’aperto, non è previsto ingresso all’interno delle tombe. Sarà possibile accedere nelle tombe Barberini e Valeri accompagnati dal personale del parco alle 15, con biglietto gratuito in occasione della Domenica al Museo scaricabile online: https://bit.ly/BigliettiParcoAppia. Dopo l’arrivo in marcia della legione alle Tombe della via Latina, sarà possibile assistere a una serie di evoluzioni con ordini in latino, come muro e testuggine; seguirà la presentazione del gruppo, che si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’età di Settimio Severo, che creò la Legio e ne dispose l’accampamento sull’Appia Antica nel luogo dove oggi sorge Albano Laziale. Successivamente ci sarà uno spazio dedicato alla didattica, con descrizione e spiegazione delle diverse figure legionarie e delle rispettive armature e vestiario. Infine, la spettacolare conclusione con un momento di combattimento tra legionari.
Grande Pompei. “Domenica al Museo” con ingresso gratuito e visita speciale al cantiere dei nuovi scavi della Regio IX di Pompei (con prenotazione) e al cantiere di restauro degli affreschi di Villa San Marco
La “Domenica al Museo” con ingresso gratuito nei luoghi di cultura, al parco archeologico di Pompei, per il 3 marzo 2024, si arricchisce con l’’iniziativa speciale di visita ad alcuni cantieri di scavi e di restauro.

L’affresco di una natura morta raffigurante una focaccia dall’atrio della domus nell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)
A Pompei sarà possibile visitare il cantiere dei nuovi scavi della Regio IX, già aperto alle visite dal lunedì al venerdì, prenotando al seguente numero di telefono 327 2716666 (gruppi di massimo 15 persone, dalle 10 alle 12, in italiano e inglese). Le visite, effettuate dal personale impegnato sul cantiere, saranno incentrate sull’illustrazione degli ambienti emersi, tra cui il panificio- prigione, l’atrio con la parete dipinta con la natura morta (che ricorda la “pizza” dei nostri giorni), oltre alle recenti novità dello scavo e sulle attività in corso, con particolare attenzione agli aspetti delle metodologie di lavoro degli archeologi e dei restauratori.

Affresco con disegni geometrici dalla Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Le indagini nella Regio IX- uno dei nove quartieri in cui è suddiviso il sito –stanno riguardano un’area estesa per circa 3.200 mq, e rientrano in un più ampio progetto di tutela e messa in sicurezza del sito archeologico. Lo scavo fu iniziato nel 1888 ma ben presto interrotto. Ripreso dopo più di un secolo sta restituendo due case ad atrio, già parzialmente indagate nell’800, costruite in età Sannitica e trasformate nel I secolo d.C. in officine produttive. Si tratta di una fullonica (lavanderia) impiantata nell’atrio dell’abitazione al civico 2, con banconi da lavoro e vasche per il lavaggio e la tintura degli abiti e di un panificio con il forno, con gli spazi per le macine e gli ambienti per la lavorazione dei prodotti alimentari da distribuire in città.

Antica Stabiae (Castellammare), Villa San Marco: frammenti della decorazione del peristilio (portico colonnato) superiore (foto parco archeologico pompei)
Alla Villa San Marco a Castellammare di Stabia sarà invece possibile accedere al cantiere di restauro degli apparati decorativi di alcuni ambienti della villa, in particolare l’atrio e gli ambienti circostanti, il corridoio che costeggia il quartiere termale e gli ambienti della Diaeta (ambiente di soggiorno) settentrionale. La visita per gruppi di massimo 10 persone alla volta saranno possibili dalle 10 alle 13. Non è necessaria prenotazione. Gli interventi di restauro su pareti affrescate e pavimenti musivi hanno riguardato in particolare la pulitura e il consolidamento degli apparati, riportando allo splendore dettagli decorativi che erano quasi scomparsi e che consentiranno al visitatore di apprezzare la Villa in tutta la sua rinnovata bellezza.
Verona. Criptoportico di Corte Sgarzerie: per festeggiare i 10 anni di apertura dell’area archeologica, l’associazione Archeonaute apre il sito gratuitamente a tutti

Visita guidata all’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona (foto archeonaute)
Febbraio 2014. “Verona romana rivela un altro dei suoi tesori: il criptoportico capitolino. Sabato 8 febbraio, alle 12, alla presenza del direttore regionale per i Beni culturali Ugo Soragni, del soprintendente ai Beni archeologici del Veneto Vincenzo Tiné, del sindaco di Verona Flavio Tosi e del presidente di Cariverona Paolo Biasi, sarà inaugurata l’area archeologica del criptoportico capitolino in corte Sgarzerie a Verona”. Così archeologiavocidalpassato.com annunciava l’apertura di una nuova area archeologica nel cuore di Verona, con gestione e visite guidate a cura dell’associazione Archeonaute. E l’allora soprintendente Vicenzo Tinè spiegava: “L’area archeologica di Corte Sgarzerie è uno straordinario palinsesto di strutture archeologiche che consente di percorrere la storia del settore centrale di Verona dall’età romana al Medioevo. Gli scavi, condotti dalla soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto tra 1988 e 2004 sotto la Loggia delle Sgarzerie, con fondi ministeriali e con il sostegno economico di Fondazione Cariverona, hanno messo in luce un tratto del portico sotterraneo (criptoportico) che su tre lati circondava il Capitolium, il principale tempio cittadino dedicato alle tre divinità Giove, Minerva, Giunone” (vedi A Verona apre al pubblico il criptoportico capitolino in corte Sgarzerie | archeologiavocidalpassato).
Sono passati dieci anni dall’inaugurazione del Criptoportico di Corte Sgarzerie: un decennio di gestione da parte dell’associazione Archeonaute, sotto la supervisione della soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto, prima, e della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, poi. Così Archeonaute ha deciso di celebrare questo traguardo speciale aprendo le porte del sito a tutti coloro che desiderano festeggiare con l’associazione e conoscerne la storia. Un’occasione unica per scoprire e condividere l’impegno di Archeonaute per il patrimonio culturale. Appuntamento domenica 3 marzo 2024, dalle 10 alle 12. Ingresso gratuito senza prenotazione.
Venezia. Alla Scuola Grande di San Teodoro apre la mostra “Altino prima di Venezia”: la ricostruzione ideale dell’antica città romana di Altinum con una nuova sezione dedicata alle evidenze archeologiche di epoca romana presenti nel centro storico della città lagunare

La locandina della mostra “Altino prima di Venezia! alla Scuola grande di San teodoro a Venezia dal 2 marzo al 14 aprile 2024
La mostra “Altino prima di Venezia” approda a Venezia, in centro storico, nella prestigiosa sede della Scuola Grande di San Teodoro, a San Salvador, in zona Rialto. L’inaugurazione con l’apertura al pubblico è prevista sabato 2 marzo 2024, alle 16. La mostra a ingresso gratuito sarà aperta fino al 14 aprile 2024 con questi orari: da martedì a domenica, dalle 10 alle 18. La mostra è giunta alla sua quinta e ultima edizione, dopo Mestre (2016), Treviso (2017), Cavallino-Treporti (2018), Padova (2019) e nelle passate edizioni ha raccolto oltre 40mila visitatori. Il progetto sbarca finalmente a Venezia con una nuova sezione dedicata alle evidenze archeologiche di epoca romana presenti nel centro storico della città lagunare. L’esposizione, a ingresso gratuito, è stata ideata dall’associazione di promozione sociale La Carta di Altino ETS con la collaborazione di numerose istituzioni pubbliche e propone la ricostruzione ideale dell’antica città romana di Altinum, importante centro e luogo di scambi commerciali e culturali prima di Venezia. Il percorso vuole valorizzare una realtà archeologica tra le più importanti della regione. Nelle edizioni precedenti Altino è stata messa in rapporto con altre realtà – urbane e non – del Veneto, tra cui Treviso, Venezia, il litorale di Cavallino e Padova. Pannelli, fotografie, video, plastici in 3 D, linguaggi multimediali e tecnologie avanzate conducono per mano le persone che visiteranno la mostra direttamente dentro l’antica città romana di Altino, consentendo loro di scoprire la sua vivacità culturale in epoca imperiale. Negli ultimi anni l’importanza di Altino, grazie agli studi, agli scavi e all’apertura del nuovo Museo archeologico nazionale, si sono imposti con forza all’attenzione degli specialisti e di un pubblico sempre più ampio. Anche nella Venezia di oggi vi sono testimonianze dell’importante legame con l’antica città madre. Si trovano nelle pietre, nei marni, nelle antiche iscrizioni altinati disseminati fra le calli, nelle chiese, sui muri dei palazzi e lungo le rive dei canali e mettono in relazione il capoluogo lagunare antico e quello di oggi. Alla realizzazione del progetto divulgativo hanno collaborato MIC – direzione regionale Musei Veneto – museo Archeologico nazionale e area archeologica di Altino, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, l’università Ca’ Foscari Venezia – dipartimento di Studi umanistici, il dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità – università di Padova, l’università IUAV di Venezia. La supervisione scientifica è stata garantita da Margherita Tirelli, ex direttrice del museo Archeologico nazionale di Altino. Il coordinamento tecnico-scientifico è a cura di Mario Defina, Mariolina Gamba e Margherita Tirelli. La mostra ha il patrocinio del Comune di Quarto d’Altino.
Bologna. M+M: Maratona e Musei. In occasione della terza edizione della Maratona per la prima volta sport e cultura si uniscono per offrire ai partecipanti delle gare visite guidate sul tema dello sport e agevolazioni per conoscere il patrimonio museale civico
Per la prima volta il Settore Musei Civici Bologna si unisce al Settore Sport del Comune di Bologna in occasione della Maratona di Bologna con l’iniziativa M+M: Maratona e Musei. Cultura e sport si incontrano per ampliare l’accesso al patrimonio museale cittadino e rendere i musei civici di Bologna luoghi sempre più accessibili e inseriti nei circuiti del turismo locale, nazionale e internazionale. La terza edizione della manifestazione sportiva vedrà lo svolgimento di diverse gare nella giornata di domenica 3 marzo 2024: Bologna Marathon con i suoi 42,195 Km, la 30 Km dei Portici, dedicata a uno dei simboli più caratteristici e importanti della città, l’edizione XX della UnipolMove RUN TUNE UP, storica mezza di Bologna e la Tecnocasa Bologna CityRun, non competitiva di 5 Km. Prevista inoltre per sabato 2 marzo la prima Tigotà Kids Marathon, un appuntamento speciale dedicato a bambine e bambini, dai 4 ai 10 anni. Presentando alle casse dei musei civici il pettorale (fisico o in foto) di almeno una delle cinque competizioni, i partecipanti avranno diritto ad alcune agevolazioni, per sé e per due accompagnatori: partecipazione gratuita a 40 visite guidate tematiche in lingua italiana e inglese e a uno speciale servizio di accoglienza nelle sale, nelle giornate di venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 marzo 2024, in sette sedi museali (museo civico Archeologico, museo civico Medievale, MAMbo – museo d’Arte Moderna di Bologna, museo internazionale e biblioteca della musica, museo del Patrimonio Industriale, museo civico del Risorgimento, Cimitero Monumentale della Certosa) per raccontare storie di sport e non solo legate alle collezioni dei musei; ingresso ridotto in tutti i musei civici che prevedono un biglietto di ingresso a pagamento (museo civico Archeologico, museo civico Medievale, collezioni comunali d’Arte, MAMbo – museo d’Arte Moderna di Bologna, museo Morandi, museo internazionale e biblioteca della musica, museo del Patrimonio Industriale, museo civico del Risorgimento), valido dal 1° marzo al 30 giugno 2024; distribuzione gratuita di spillette ricordo con il logo dell’iniziativa M+M: Maratona e Musei.

Anfora panatenaica conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)
Programma delle visite guidate e delle attività di mediazione: museo civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2): “Lo sport nel mondo antico / Sport in the ancient world”; “I capolavori del Museo Civico Archeologico di Bologna / Masterpieces of the Archaeological Museum of Bologna”. Accanto ad un percorso introduttivo che guida i visitatori alla conoscenza dei capolavori del museo, una visita guidata a tema sullo sport nel mondo classico, dove lo sport e l’agonismo non erano solo una pratica “igienica”, ma avevano – soprattutto nel mondo greco – implicazioni morali e politiche ed arrivavano a toccare molti ambiti della vita, fra cui quello cultuale e funerario. Sport quindi nella statuaria monumentale, sulla ceramica, sulle monete, nei bronzetti, nei luoghi e negli oggetti della cura quotidiana del corpo, a ribadire una ritualità che, dal mondo greco, passando attraverso quello etrusco e romano, dura fino ai nostri giorni. Venerdì 1° e sabato 2 marzo 2024. 10.30: visita guidata in italiano “Lo sport nel mondo antico”; 10.30: visita guidata in inglese “Masterpieces of the Archaeological Museum of Bologna”; 15.30: visita guidata in italiano “I capolavori del Museo Civico Archeologico di Bologna”; 15.30: visita guidata in inglese “Sport in the ancient world”. Domenica 3 marzo 2024. 10.30: visita guidata in italiano “I capolavori del Museo Civico Archeologico di Bologna”; 10.30: visita guidata in inglese “Sport in the ancient world”; 15.30: visita guidata in italiano “Lo sport nel mondo antico”; 15.30: visita guidata in inglese “Masterpieces of the Archaeological Museum of Bologna”.

Armatura per giostra conservata al museo civico Medievale di Bologna (foto bologna musei)
Museo civico Medievale (via Alessandro Manzoni 4): “Il gioco guerresco: lo sport preferito dai nostri antenati bolognesi / The warrior game: the favorite sport of our Bolognese ancestors”. Un percorso dedicato al gioco guerresco in epoca medievale e moderna. Nati per mantenere in allenamento i nobili cavalieri nei periodi di pace e soprattutto per esibire il potere, le giostre e i tornei furono sempre molto apprezzati dalle diverse classi sociali. Lance, armature, elmi, cimieri e sproni accompagneranno il visitatore nel mondo cavalleresco bolognese. Sabato 2 marzo 2024. 10.30: visita guidata in italiano e in inglese; 15.30: visita guidata in italiano e in inglese. Domenica 3 marzo 2024. 10.30: visita guidata in italiano e in inglese.
Ravenna. Al Museo Classis al via la rassegna “La meraviglia abita qui: le conversazioni di Classis”, organizzata dalla Fondazione RavennAntica. Conferenze con scrittori, studiosi ed artisti del panorama ravennate
Al Museo Classis Ravenna torna per il secondo anno la rassegna “La meraviglia abita qui: le conversazioni di Classis”, organizzata dalla Fondazione RavennAntica. Le conferenze, in programma da sabato 2 marzo a sabato 11 maggio 2024, alle 11, con ingresso libero, vedono protagonisti scrittori, studiosi ed artisti del panorama ravennate, ma non solo, che affrontano da diverse prospettive il tema del patrimonio come luogo del buon vivere attraverso la narrazione di momenti artistici, storici e sociali che in qualche modo ci sono sempre contemporanei. Questa rassegna primaverile è caratterizzata da una grande varietà di tematiche e proprio la pluralità di queste scelte è stata perfettamente descritta dalla nuova veste grafica, realizzata appositamente dall’artista ravennate Caterina Suprani. Ad aprire la rassegna sabato 2 marzo 2024, è l’autore Claudio Widmann: psicologo e psicoterapeuta, ci illustrerà lo stretto legame tra i colori e la vita emotiva, con la presentazione del libro “Il simbolismo dei colori”. La realtà è colorata e, per giungere a questa banale affermazione, è stato necessario compiere un complesso percorso conoscitivo e un lungo cammino evolutivo. Con le loro innumerevoli sfumature i colori costituiscono la più efficace rappresentazione della variegata coloritura emotiva. Ecco il programma della rassegna:
Sabato 9 marzo: “La certificazione di genere: un processo di inclusione, miglioramento e opportunità”, una riflessione sul percorso di certificazione di genere secondo diversi punti di vista, in linea con le recenti normative internazionali, insieme a Ouidad Bakkali, Lidia Marongiu, Federica Moschini, Marianna Panebarco, Cecilia Pedroni, Linda Serra e Nicola Simoni. Un dialogo a più voci unite dall’urgenza e dalla centralità del riconoscimento a tutti i livelli delle pari opportunità di genere. Sabato 16 marzo, Maria Giuseppina Muzzarelli, illustre medievista ed Elisa Tosi Brandi, storica della moda, presentano una storia secolare di scambi commerciali, di abili artigiani, di significati simbolici, religiosi e sociali con il recente volume Tutte le perle del mondo (edito da Il Mulino). Il meraviglioso racconto di oggetti piccoli e luminosi quanto il loro destino. Sabato 23 marzo: “Classis Ravenna. La comunicazione museale tra racconto e immagini” con Fabrizio Corbara, conservatore del Museo Classis, e Giorgio Albertini, illustratore, sceneggiatore e scrittore che dialogano sul ruolo del disegno quale strumento di narrazione della storia ed elemento indispensabile per la divulgazione scientifica. Sabato 30 marzo: Paola Novara, autrice di importanti lavori di ricerca e divulgazione, impiegata presso il Museo Nazionale di Ravenna, presenta il suo ultimo libro Le cento chiese di Ravenna insieme all’editore Marzio Casalini della casa editrice Il Ponte Vecchio.
Sabato 6 aprile: “Il patrimonio industriale e lo sviluppo turistico: dal recupero museale alla cultura d’impresa” con Jacopo Ibello, fondatore dell’Associazione Save Industrial Heritage, membro del direttivo dell’AIPAI, autore della prima Guida al turismo industriale d’Italia e Laura Gramantieri, guida turistica e co-fondatrice e presidente dell’associazione OrienteOccidente. Esplorano ed approfondiscono lo stretto legame tra l’archeologia industriale – fabbriche dismesse, musealizzate o riconvertite a nuove funzioni – e l’attrazione turistica di questi luoghi. Sabato 13 aprile: conversazione con Ilaria Cerioli, archeologa, insegnante e scrittrice e Luana Vacchi, docente di lettere alle scuole superiori e poeta, come ama definirsi, entrambe appartenenti al mondo dell’attivismo e femminismo, che insieme presentano Laudomia Bonanni: con un piede nella storia. Quando la letteratura fotografa la vita. Sabato 20 aprile: con l’artista, illustratore e sapiente guida ravennate Nicola Montalbini “Ravenna laguna di fiumi fantasma”, che racconta la sua personale visione della città attraverso le proprie opere. Sabato 27 aprile “Raccontare i giorni del fango” con Giovanni Gardini, vice-direttore del museo diocesano di Faenza “G. Battaglia” e docente, che presenta Cristiano Cavina, scrittore faentino che dell’alluvione ha voluto testimoniare la gravità e il ricordo nel suo nuovo libro Tropico del fango.
Sabato 4 maggio è la volta di Conservare e costruire il tempo: il Gruppo Mosaicisti di Ravenna. Marco Santi direttore artistico del gruppo e Anna Caterino, sua collaboratrice, raccontano la storia della loro impresa e dei loro progetti più importanti. Sabato 11 maggio, durante l’ultimo appuntamento della rassegna, Sonia Muzzarelli, curatrice dell’omonima mostra svoltasi a Palazzo Rasponi dalle Teste, presenta il volume “La cura attraverso l’arte”, entrando nel profondo legame tra le istituzioni sanitarie, in particolare l’Azienda USL della Romagna, con il patrimonio storico, artistico e archivistico.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale visita guidata nel giardino per la fioritura delle magnolie

Fioritura delle magnolie nel giardino del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)
Il giardino del museo Archeologico nazionale di Firenze regala ogni anno lo spettacolo della fioritura delle magnolie, che colorano il cielo e i prati del nostro angolo verde nel cuore di Firenze. Anche quest’anno il museo propone una suggestiva visita guidata nel giardino sabato 2 marzo 2024 fra tombe monumentali e primi colori della futura primavera. Le visite, comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo, partiranno dal bookshop alle 10, 11 e 12 e avranno la durata di circa un’ora. La prenotazione è obbligatoria. In caso di maltempo l’evento sarà annullato.
Pompei. Villa dei Misteri: grazie all’accordo con la Procura di Torre Annunziata, abbattuti due edifici abusivi (un ristorante e una casa privata), scoperti cunicoli di clandestini e il criptoportico di un edificio sconosciuto, e avviate le ricerche nella parte non scavata della villa antica

Foto aerea del 18/2/24 della villa dei Misteri a Pompei: si vede l’inizio dello scavo stratigrafico nell’rea a ridosso, prima occupata da una casa abusiva (foto parco archeologico pompei)
A Pompei, dopo quasi un secolo dalla grande campagna di scavo di Amedeo Maiuri, si completa lo scavo della parte ancora non indagata della Villa dei Misteri. Dopo l’abbattimento della casa abusiva sopra villa dei Misteri, nuove indagini stratigrafiche del parco archeologico in collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in funzione di un protocollo d’intesa per il contrasto alle attività di scavo clandestino, hanno portato alla luce un pezzo del muro perimetrale Nord della villa, di cui un settore era rimasto inesplorato dopo gli scavi sistematici degli anni 1929-‘31. Della storia degli scavi alla Villa dei Misteri e delle nuove scoperte ha parlato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, in un primo briefing in videoconferenza.

Archivio Parco di Pompei: lettera di Amedeo Maiuri con richiesta di contributo al Banco di Napoli per la Villa dei Misteri (foto parco archeologico pompei)
“Alla Villa dei Misteri gli scavi sono partiti nel 1909-’10 da parte di un privato, lo svizzero Aurelio Item, che aveva comprato il terreno dalla proprietaria di una casa adiacente l’area”, ricorda Zuchtriegel. “Sono quelli gli ultimi anni in cui lo scavo da parte di un privato era possibile. In questi scavi vengono portati alla luce essenzialmente il grande salone dei Misteri e poco altro. Dopo quasi vent’anni – continua – Amedeo Maiuri riprende lo scavo per portare alla luce tutto il complesso”. In archivio del parco archeologico c’è una testimonianza straordinaria, parte di un faldone dove c’è scritto sopra “Richiesta di contributo al Banco di Napoli – Pompei Villa de Misteri”. La lettera del 7 febbraio 1929, secondo Zuchtriegel, dimostra che Maiuri si adopera subito in una grande operazione esemplare. “L’onorevole vice presidente dell’Economia – scrive Maiuri – si è compiaciuto di far presente all’eccellenza vostra (quindi al presidente direttore generale del Banco di Napoli) tra i molti gravi e urgenti bisogni del patrimonio archeologico della Campania quello che riveste in questo momento carattere di più particolare urgenza e interesse archeologico e turistico, e cioè il compimento e la sistemazione della nota e celebrata Villa dei Misteri in Pompei. Scoperta solo in minima parte verso il 1910, divulgatene in tutto il mondo la bellezza dei grandiosi affreschi di carattere dionisiaco, la villa restò per altro in massima parte sepolta e gli affreschi minacciati dalle infiltrazioni di terre incombenti da ogni lato e da possibili frane (“Sono quasi le stesse motivazioni – sottolinea Zuchtriegel – che oggi ci portano a intervenire in situazioni come la insula 10: fronte di scavo, assetto idrogeologico).

Villa dei Misteri a Pompei: una fase degli scavi diretti da Amedeo Maiuri tra il 1929 e il 1930 (foto archivio parco archeologico pompei)
Solo nello scorso anno – continua la lettera – fu possibile alla mia soprintendenza ottenere dal superiore ministero un primo fondo per attuare rapidamente un programma di scavo e di sistemazione integrale di questa che è tra le più preziose ville romane della Campania. Ma essendo stato per imprescindibili necessità di bilancio decurtato il fondo richiesto, i lavori già iniziati scavo e restauro dovranno tra pochi giorni necessariamente interrompersi con grave nocumento delle pitture e delle strutture murarie in parte già emergenti dal terreno in parte ancora sepolte. Trattandosi di un monumento pompeiano verso il quale per il singolarissimo interesse per le pitture è rivolta l’attenzione di tutto il mondo – insiste Maiuri – ho pensato di non vanamente rivolgermi all’eccellenza vostra che con così alta visione degli interessi economici, morali e culturali di questa città ne regge il massimo istituto bancario. Dal preventivo delle opere da eseguire per lo scavo e la sistemazione del monumento si prevede il fabbisogno di almeno 50mila lire. E con tanto il lavoro potrebbe essere metodicamente concluso prima dell’estate. Nel rimettermi a quanto l’eccellenza vostra vorrà fare per uno dei più insigni monumenti dell’arte antica, voglia gradire l’espressione del mio profondo ossequio”. Praticamente – riprende Zuchtriegel – noi abbiamo qui in questa lettera il primo esempio di Art Bonus ante litteram. Questo è un documento straordinario perché racconta la visione ampia che è esattamente la stessa che noi oggi insegniamo agli studenti di Beni culturali. Cioè quando lui parla di valori economici, la sostenibilità, morali – noi oggi diremmo etici -, culturali e scientifici, e lo mette tutto insieme per chiedere un contributo considerando l’importanza di questo monumento è esattamente la stessa cosa che noi facciamo oggi”.

2022: veduta zenitale dell’area pertinente la villa dei Misteri a Pompei. In alto, a destra, una casa privata; in basso, il ristorante “Bacco e Arianna” (foto parco archeologico pompei)
Maiuri completa lo scavo, quasi. Perché “ci rimane una parte”, come dice sempre lo stesso Maiuri: ed è quella che rimane tra l’area scavata e lo spazio che arriva fino alla casa accanto alla Villa dei Misteri. Poi la casa passa in altre mani, la casa viene ampliata abusivamente, e dunque la situazione si è fossilizzata/stabilizzata nel tempo, come rilevato nel 2022, come accertato dalle immagini da drone con il quale da anni ogni mese viene monitorato tutto il sito, e dal quale è stato individuato anche il ristorante “Bacco e Arianna”, totalmente abusivo, che si inserisce materialmente nel sito archeologico. Per decenni, quindi, il valore inestimabile della villa dei Misteri, situata fuori le mura dell’antica Pompei e famosa per i suoi affreschi a tema dionisiaco, è stato compromesso da costruzioni abusive: al di sopra della villa antica troneggiava una villetta costruita intorno a un antico rudere, mentre a fianco sorgeva il ristorante “Bacco e Arianna”, che si inseriva materialmente nel perimetro dell’area archeologica occupando un pezzo di terra nelle immediate vicinanze della dimora antica.

Veduta aerea del 2023 dell’area di competenza della Villa dei Misteri: in basso, si vede che è già stato abbattuto il ristorante “Bacco e Arianna” (foto parco archeologico pompei)

La nuova illuminazione adottata nella Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La situazione è cambiata profondamente nel 2023, quando, in virtù di un ulteriore protocollo d’intesa tra Procura e Parco che mira a contrastare l’abusivismo edilizio nella buffer zone intorno al sito UNESCO, sono stati abbattuti i due edifici (la casa privata e il ristorante Bacco e Arianna) per iniziare un’attività di ripristino della legalità e della pubblica fruizione. Contemporaneamente, si concludeva il lotto 1 di un intervento di restauro della villa che prevedeva l’illuminazione degli affreschi e il montaggio di tegole fotovoltaiche per produrre energie elettrica senza creare impatto visivo. “La Procura si è fatta promotrice del progetto e dell’iniziativa”, spiega Zuchtriegel, “ma non avendo un proprio bilancio ha fatto leva sul bilancio del parco, e quindi si fa una collaborazione che prevede che poi l’autorità preposta per la tutela – in questo caso il Parco – diventi il proprietario dell’area di sedime. Con questa operazione non solo abbiamo migliorato/ripristinato il decoro di un sito Unesco ma siamo anche divenuti proprietari di un’area che adesso finalmente può chiudere questa ferita”.

Foto aerea 18/2/2024: evidenziata la planimetria della Villa dei Misteri con le evidenze archeologiche riscontrate nell’area adiacente dove c’era la casa abusiva (foto parco archeologico pompei)
“Poco dopo anche l’abbattimento della casa soprastante”, fa sapere Zuchtriegel, “già in fase di esplorazione da parte dei carabinieri di Pompei e della Procura si era notato la presenza di scavi che partono dalle cantine. Perciò il progetto fin dall’inizio ha previsto una piccola indagine stratigrafica. Questo piccolo saggio ha portato a dei risultati notevoli seppur non spettacolari – certo non ci si deve aspettare un altro ciclo della Villa dei Misteri -, ma abbiamo dei dati molto promettenti. Ciò significa che nei prossimi anni dovremo investire in quest’ara per rendere accessibile e prima indagare, capire l’estensione delle attività clandestine, e poi per valorizzare anche scientificamente per il pubblico questo sito”.

Lo scavo dell’area prima occupata dalla casa abusiva dietro la Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
A Nord della villa corre una piccola strada campestre, da identificare con la c.d. via superior, una ramificazione della via per Ercolano. Sull’altro lato della strada, al di sotto dell’area di sedime della casa abusiva, sono stati intercettati resti di un ulteriore complesso, di cui finora si conoscono due muri e un criptoportico. In tutta l’area è stata documentata la presenza di attività di scavo clandestino, sulle quali la Procura sta indagando. “Abbiamo tracce di un altro edificio a monte della Villa dei Misteri di cui finora conosciamo solo questo muro”, precisa Zuchtriegel, “nel quale c’era una breccia che ha consentito l’esplorazione di quello che c’è dietro che sembrerebbe un criptoportico, quindi un ambiente semi-interrato che esattamente come nel caso della Villa dei Misteri doveva correre – è ancora un’ipotesi – lungo il perimetro di un altro complesso che ancora non conosciamo”.

Un cunicolo scoperto dai carabinieri giunge fino al muro perimetrale della Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Nell’altra parte dello stesso scavo sono state trovate tracce di cunicoli, di gallerie scavate dai sotterranei della casa. “Sempre in collaborazione con la Procura e i carabinieri stiano cercando di capire con metodi archeologici come si datano questi interventi. Abbiamo trovato – ad esempio – una busta di plastica, una maglietta… cioè cose che non sono normalmente oggetto di studi archeologici, però in questo caso ci aiutano a capire a quanto tempo fa risalgono queste attività che sono estremamente dannose. E un cunicolo arriva al muro perimetrale della Villa dei Misteri, dell’ultima parte non scavata. Quindi adesso riusciamo a vedere quella piccola parte che Maiuri non è riuscito a scavare. È solo l’inizio. Ora dobbiamo continuare le ricerche. Quindi un’occasione straordinaria ancora di gettare luce finalmente su queta parte inesplorata, portare a termine quello che aveva iniziato Maiuri, e al tempo stesso capire esattamente i danni che sono stati arrecati al patrimonio da questi scavi clandestini”.
Bologna. A Palazzo Marescalchi, sede della soprintendenza, presentazione della collana MADLab-ER. Lezioni dal Sisma del 2012. In presenza e on line

Il Castello di Galeazza Pepoli a Crevalcore (Bo) (foto archivio sabap-bo)
Collana MADLab-ER. Lezioni dal Sisma del 2012: presentazione, in presenza e on line (collegandosi a questo link), venerdì 1° marzo 2024, alle 16, a Palazzo Marescalchi, sede della Sabap-Bo, in via IV Novembre 5, a Bologna. La collana MADLab-ER – nata da una collaborazione tra l’agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia Romagna e i gruppi di ricerca delle Università della Regione che, a vario titolo, si occupano di costruito – si propone di raccogliere e diffondere i risultati raggiunti sui temi del restauro dei beni culturali e del loro consolidamento, ospitando volumi di taglio saggistico, monografie o miscellanee, dedicati allo studio del costruito finalizzato alla sua “conservazione consapevole”. Ogni sisma, e con esso il passaggio delicato che avviene subito dopo – la ricostruzione di un patrimonio diffuso, massicciamente e massivamente distrutto in un tempo limitato – rappresenta infatti un’occasione di conoscenza e approfondimento per chi si occupi di patrimonio culturale e della sua “gestione”; sia questa strutturale, scientifica, tecnica ed economica. Il percorso intrapreso con il processo di ricostruzione dopo il sisma che ha coinvolto l’Emilia Romagna nel 2012 ha evidenziato l’esigenza di consolidare tale esperienza, rendendo disponibile ad accademici, tecnici ed operatori coinvolti a vario titolo nel percorso di restauro e ricostruzione del patrimonio, il bagaglio di esperienze maturate, con l’obiettivo di diffondere le buone pratiche e utilizzare la conoscenza acquisita in futuri processi di governance, gestione e superamento dell’emergenza.
Programma. Coordina la giornata: Marco Pretelli, ALMA Mater università di Bologna. Alle 16, saluti istituzionali: Francesca Tomba, soprintendente Sabap Bo, Fe, Mo e RE; Enrico Cocchi, direttore agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna; Eva Coïsson, SIRA – società italiana per il Restauro dell’Architettura. Alle 16.20, PRESENTAZIONE COLLANA EDITORIALE. Carla Di Francesco, già segretario generale Mibact: “Il sisma, dall’emergenza alla programmazione”; Francesco Doglioni, già professore di Restauro Iuav: “Rielaborare l’esperienza. Gli edifici storici tra danno e restauro”; Federica Ottoni, direttore della collana: “La collana MADLab-ER: scopi e programmazione”.

Copertina del libro “Fortezze fragili” di Elena Zanazzi
Alle 17.15, PRESENTAZIONE VOLUME “FORTEZZE FRAGILI” di E. Zanazzi con Andrea Ugolini, professore di Restauro ALMA Mater università di Bologna, e Antonino Libro, agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna. Alle 17.45, SISMA E UNIVERSITÀ. UNIPR – Daniele Ferretti, professore di Tecnica della Costruzioni: “Alcune esperienze sul comportamento sismico dei castelli”; UNIBO – Giovanni Castellazzi, professore di Scienza della Costruzioni: “Dal dato alla modellazione. Il caso della Rocca di San Felice sul Panaro”; UNIFE – Rita Fabbri, professore di Restauro: “Sperimentazioni didattiche e ricerca applicata dopo gli eventi sismici in risposta alle necessità del territorio”; UNIMORE – Alessandro Capra, professore di Geomatica: “Rilievo e monitoraggio per l’analisi dell’ambiente e delle strutture storiche nel post-evento sismico nel territorio modenese”. Alle 18.45, CHIUSURA DELLA GIORNATA con Enrico Cocchi, direttore agenzia regionale Ricostruzioni dell’Emilia-Romagna, e Marco Pretelli, professore di Restauro, ALMA Mater università di Bologna.
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