Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Ecco i due appuntamenti di sabato 16 e i due di domenica 17 novembre 2024

Per il secondo anno Fondazione Luigi Rovati partecipa a BookCity (11-17 novembre 2024) con un palinsesto di cinque appuntamenti su “Mitologia e Antichità”. Dopo l’incontro del 12 novembre, due nuovi appuntamenti sabato 16 e altri due domenica 17 novembre 2024

Copertina del libro “Il dio spezzato” di Roberto Piumini e Milva Maria Cappellini
Sabato 16 novembre 2024, alle 15, Roberto Piumini, Milva Maria Cappellini con Enrica Caretta presentano il libro “Il dio spezzato. Tra arte e mito”, edito dalle Edizioni di Storia e Letteratura. In una giornata di primavera del 1923 il giovane ispettore della polizia greca Nikos Karateodori assiste dal porto del Pireo alla partenza della nave che gli sta portando via una storia d’amore. Come se non bastasse, viene sollevato dalle indagini che sta compiendo in un’Atene corrotta e inviato sull’isola di Naxos per far luce sulla mutilazione di una scultura. Un caso poliziesco di second’ordine, ma del tutto particolare, essendo stato asportato nottetempo il fallo di un’antica statua, privandola dell’espressione più evidente della sua prorompente sessualità e lasciando nello sconforto gli abitanti dell’isola. Fingendosi un innocuo professore di archeologia, Nikos Karateodori conduce indagini discrete, ma professionali, che lo porteranno a compiere scelte difficili. Un vertiginoso racconto d’amore interrotto e intervallato dalle riflessioni della correttrice di bozze del romanzo.

Copertina del libro “Omero. Delle armi e del vero amore” di Silvia Romani (edizioni Il Mulino)
Sabato 16 novembre 2024, alle 18, Silvia Romani e Mauro Bonazzi presentano il “Omero oltre Omero: in guerra con i Greci”, in collaborazione con Il Mulino. Il sesto dell’Iliade è il canto di Glauco e Diomede, nemici pronti a incrociare le armi ma anche poi a deporle in nome dell’ospitalità è il canto di Ettore e Andromaca, due figure avvinte per sempre dalla sincerità del sentimento coniugale. Ma è anche il canto delle prime volte. Per la prima volta nella tradizione occidentale la fragilità della vita umana è accostata alle foglie che cadono. Per la prima volta la malinconia imprigiona l’anima di un uomo, Bellerofonte. Per la prima volta un grande guerriero, Ettore, abbraccia il figlio Astianatte sapendo di andare forse a morire. Valori, gesti, parole e passioni tuttora capaci di suscitare il felice stupore delle lettrici e dei lettori di oggi.

Copertina del libro “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani
Domenica 17 novembre 2024, alle 11, Guido Barbujani presenta il libro “L’alba della storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, edito da Laterza. Avvenimenti di diecimila anni fa ancora influenzano la quotidianità. La genetica e l’archeologia (ma anche la linguistica) evidenziano la presenza di una rivoluzione preistorica. Da allora tutto è cambiato: dall’alimentazione all’aspetto fisico, dall’ambiente alla struttura sociale. È la cosiddetta rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la storia. Dopo il successo di Come eravamo, uno dei più importanti genetisti italiani ricostruisce l’alba della nostra storia. Inseguendo la geografia, sulla base di evidenze archeologiche e attraverso il racconto di molte storie, Guido Barbujani ci fa rivivere una rivoluzione, quella neolitica.

Copertina del libro “Sparta” di Laura Pepe
Domenica 17 novembre 2024, alle 18, Laura Pepe presenta il libro “Sparta”, edito da Laterza. Laura Pepe prova ad andare oltre gli stereotipi per capire che cosa fu davvero Sparta, nel tentativo di restituirne un’immagine più veritiera. Sparta non era brutale con i suoi figli, le donne avevano più libertà, più cultura e più diritti rispetto alle altre donne greche e l’educazione spartana non era poi così diversa da quella impartita ai ragazzi nelle altre città di Grecia. Vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare, anzi: Sparta era la città dei motti di spirito, della musica, delle feste, dei bagni nel fiume Eurota.
Ravenna. Al museo Classis per Trilogia d’Autunno c’è “Divenir del mondo esperto: eroi tra abbandoni e ritorni”: due appuntamenti con le nuove composizioni originali degli allievi del Conservatorio “Giuseppe Verdi”

È tempo di Trilogia d’Autunno a Ravenna e anche quest’anno il trittico che Ravenna Festival dedica all’opera ispira iniziative che si intrecciano al calendario di eventi al Teatro Alighieri. È questo il caso di “Divenir del mondo esperto: eroi tra abbandoni e ritorni”, due appuntamenti in programma sabato 16 novembre 2024, alle 17, e domenica 17, alle 11, a Classis, il Museo della città e del territorio. Dopo un’introduzione curata, rispettivamente, da Franco Masotti, co-direttore artistico di Ravenna Festival, e Francesca Masi, direttrice di RavennAntica, saranno proposte le nuove composizioni originali degli allievi di Mauro Montalbetti, titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Ravenna. A eseguire i brani creati da Gabriel De Pace, Andrea Badiali, Filippo Bittasi, Mattia Dattolo e Damiano Ferretti sarà l’Orchestra La Corelli diretta dallo stesso Mattia Dattolo. Al termine sarà possibile unirsi alla visita al grande mosaico raffigurante Priamo che implora Achille di restituire le spoglie di Ettore, condotta da archeologhe di Fondazione RavennAntica. I biglietti a 5 euro, comprensivi di libero accesso al museo, sono disponibili alla biglietteria del Teatro (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org) e presso gli IAT di Ravenna; biglietteria a Classis da mezz’ora prima dell’appuntamento. Ingresso gratuito per possessori del biglietto della Trilogia d’Autunno, Associazione Amici di Ravenna Festival, studenti del Conservatorio e per chi visita un sito di RavennAntica dal 15 al 19 novembre 2024.
Sabato 16 novembre 2024 Franco Masotti e i giovani compositori conversano sull’ispirazione che li ha guidati nella creazione di questi nuovi lavori, sulla rilettura dei miti e sulle tecniche compositive. I brani proposti saranno quelli di Gabriel De Pace e Andrea Badiali. Con Di perdite e ricordi, De Pace rende omaggio a Barbara Strozzi, compositrice seicentesca inclusa anche nel programma del recital Beyond | Orliński con il controtenore polacco Jakub Józef Orliński e l’ensemble Il Pomo d’Oro (domenica 17 novembre). Le prime parole nel titolo scelto da Badiali, Amor è un idol vano – mute lontananze, appartengono invece a Penelope ne Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, prima delle opere proposte per la Trilogia (15, 18 novembre) con il debutto della nuova produzione che vede Pier Luigi Pizzi alla regia e Ottavio Dantone sul podio di Accademia Bizantina.
Domenica 17 novembre 2024 l’introduzione di Francesca Masi ha una prospettiva letteraria e si concentra sui protagonisti delle opere – da una parte Didone e Enea, la cui vicenda Virgilio narra nel IV libro dell’Eneide, e dall’altra Ulisse, anche attraverso il ritratto che ne dà Dante nel celebre canto XXVI dell’Inferno. A seguire, sarà la volta delle composizioni di Filippo Bittasi, Mattia Dattolo e Damiano Ferretti. La Penelope monteverdiana parla anche nel titolo scelto da Bittasi, Del tuo tornar il giorno, mentre Dattolo ha battezzato le sue variazioni su un lamento come The Feeble Stroke of Destiny, da un verso del Didone e Enea di Purcell, che la seconda delle nuove produzioni della Trilogia incastona all’interno dell’Ode a Santa Cecilia del compositore inglese (16, 19 novembre), sempre con la firma di Pizzi e Dantone. È shakespeariana invece l’eco nel titolo della cantata drammatica per flauto, orchestra d’archi e percussioni di Ferretti – So as thou art è la seconda parte del primo verso del sonetto 131, fra i componimenti dedicati alla “dark lady”.
Vigevano (Pv). Al museo Archeologico nazionale della Lomellina presentazione del catalogo scientifico della Collezione Strada, edito da SAP, e curato da Rosanina Invernizzi: la collezione esemplifica la cultura materiale del territorio nell’antichità e illustra i gusti dei collezionisti ottocenteschi
Sabato 16 novembre 2024, alle 15, al museo Archeologico nazionale della Lomellina di Vigevano (Pv) Rosario Maria Anzalone, archeologo e direttore regionale Musei nazionali Lombardia, presenta il catalogo scientifico della Collezione Strada, edito per i tipi di SAP Società Archeologica srl. Il libro “La collezione archeologica Strada. Catalogo dei materiali”, curato da Rosanina Invernizzi, già direttrice del museo che dal 2023 conserva ed espone la collezione, costituisce un altro importante tassello della complessa operazione di acquisizione, studio ed esposizione della collezione Strada. Esito del lavoro di un team di specialisti, il libro contestualizza i materiali nel quadro delle conoscenze archeologiche del territorio: comprende saggi introduttivi sulla figura del collezionista, sulla formazione della collezione, sui motivi dell’acquisizione al patrimonio dello Stato e presenta quindi il catalogo di tutti i reperti in ordine cronologico, suddivisi per materiali e classi. Un ricco apparato di disegni e fotografie illustra gli oggetti.

Copertina del libro “La collezione archeologica Strada. Catalogo dei materiali” curato da Rosanina Invernizzi
La collezione Strada, di recente acquistata dallo Stato e conservata presso il museo Archeologico nazionale di Vigevano, comprende reperti provenienti per lo più da ritrovamenti occasionali effettuati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento in Lomellina, che erano già parte di altre collezioni locali. Di notevole interesse perché costituisce una preziosa testimonianza di un patrimonio che sarebbe andato altrimenti disperso, la raccolta esemplifica, dal punto di vista cronologico e tipologico, la cultura materiale del territorio nell’antichità e illustra significativamente i gusti dei collezionisti ottocenteschi. Spicca, per abbondanza di presenze e qualità degli oggetti, la classe dei vetri, componente caratteristica della documentazione archeologica locale. La provenienza da corredi funerari è provata dall’integrità della maggior parte dei reperti. Il catalogo contestualizza i materiali nel quadro delle conoscenze archeologiche del territorio, evidenziando gli elementi di novità che emergono dallo studio delle provenienze.
Roma. Apertura straordinaria della fonte di Anna Perenna: visita guidata nel nuovo allestimento immersivo dedicato alla dea dell’eterna rinascita. Quattro turni con prenotazione obbligatoria

La musealizzazione della Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto ssabap-roma)
Nel 1999 nel quartiere Parioli a nord di Roma uno scavo archeologico ha portato alla luce i resti di una fontana con iscrizioni che riportano il nome di Anna Perenna, un’antica divinità festeggiata nel primitivo Capodanno romano, a marzo, così come racconta Ovidio nei Fasti. Nella cisterna retrostante la fontana sono stati trovati nel fango rappreso diversi oggetti utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi: laminette in piombo con maledizioni, contenitori di piombo contenenti figurine antropomorfe, un pentolone di rame e diverse monete e lucerne. Questi ed altri oggetti sono oggi conservati al MNR – Terme di Diocleziano. La scoperta dei rituali magici praticati alla fontana di Anna Perenna, con la presenza di contenitori sigillati ermeticamente con vere e proprie “bambole voodoo” al loro interno, ha completamente cambiato la prospettiva e le conoscenze sul rapporto degli antichi con la sfera magico-religiosa.

Visite guidate alla Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto pietro francesco laganà / ssabap-roma)
Sabato 16 novembre 2024, la fonte di Anna Perenna nel nuovo allestimento immersivo dedicato alla dea dell’eterna rinascita, in via Guidubaldo del Monte 4 a Roma, sarà aperta al pubblico. La prenotazione è obbligatoria compilando gli appositi moduli. Quattro i turni di visita di 50 minuti ciascuno: ore 9.40 https://forms.gle/7ZzEWcUeJhWKcv6L7; ore 10.40 https://forms.gle/iqKucfDj6wRVdyz27; ore 11.40 https://forms.gle/PfNtRWabqwrXSkQi6; ore 12.40 https://forms.gle/NqwDYzqb1v3EBFFE8.
“La ninfa Anna Perenna era conosciuta attraverso le fonti antiche, Ovidio in particolare, ma, al contrario di altre divinità”, spiega il soprintendente speciale di Roma Daniela Porro, “fino al secolo scorso non erano stati trovati luoghi di culto a lei dedicati. Dopo un lungo lavoro di allestimento, con queste aperture straordinarie, restituiamo alla città una delle scoperte più importanti avvenute a Roma alla fine del secolo scorso, con l’intenzione di rendere sempre più regolare l’apertura di questo sito”.

La musealizzazione della Fonte di Anna Perenna a Roma, scoperta nel 1999 (foto ssabap-roma)
“Per la riapertura della Fonte di Anna Perenna, è stato realizzato un progetto di valorizzazione”, dichiara l’archeologo Fabrizio Santi, responsabile del sito, “volto a migliorare l’esperienza di visita. La nuova illuminazione è pensata per creare un ambiente immersivo, evocando la presenza dell’acqua attraverso il blu, mentre una luce bianca radente consente una migliore leggibilità delle iscrizioni. Sono stati realizzati un intervento di pulitura e il restauro delle murature; un video, attraverso un rilievo 3D, mostrerà ai visitatori le caratteristiche costruttive e degli oggetti rinvenuti nella fonte”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, con l’archeologo Andrea Babbi: nono incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
Venerdì 15 novembre 2024, alle 16, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “La tomba Olmo Bello 16 di Bisenzio (Vt), un guerriero viaggiatore? Indizi di transculturalità nell’VIII sec. a.C.”, nono incontro del ciclo “Chi (Ri)cerca Trova. I professionisti si raccontano al Museo: ricerche scientifiche, studi e progetti” presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Andrea Babbi presenterà i risultati degli studi condotti sul contesto tombale 16 della necropoli Olmo Bello di Bisenzio (Capodimonte, VT) nell’ambito del più ampio programma di ricerche di “The Bisenzio Project” da lui ideato e diretto. L’intero contesto è conservato nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Su richiesta del relatore, tale conferenza non sarà registrata. In base alle notizie pubblicate da Roberto Paribeni nel 1928, derivate dalle note fornitegli da Fausto Benedetti ed Enrico Stefani, autori della scoperta, è possibile riconoscere nel titolare del sepolcro una figura preminente della comunità visentina della seconda metà dell’VIII sec. a.C. Ad oggi gli studi sul contesto avevano meritoriamente evidenziato la pervasività degli influssi ‘egei’ nella scelta di alcuni elementi del corredo tombale. Le nuove ricerche, recuperando indizi di una vera e propria poliedricità culturale del defunto e di una sua possibile mobilità geografica, invitano a riconsiderare il dinamismo della comunità locale coeva nel quadro delle reti di contatti con le regioni medio-tirreniche di ‘frontiera’.

L’archeologo Andrea Babbi (Cnr-Ispc)
Andrea Babbi, archeologo, è primo ricercatore all’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio nazionale delle Ricerche e ricercatore ospite al Leibniz-Zentrum für Archäologie a Mainz (LEIZA). Allievo di Giovanni Colonna, Gilda Bartoloni e Filippo Delpino, con i quali alLa Sapienza Università di Roma si è laureato in Lettere Classiche, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia (Etruscologia) e il Diploma di Specializzazione in Archeologia Classica.
Montebelluna (Tv). Al via al museo civico la mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi” dedicata all’eccezionale scoperta nella necropoli preromana di Posmon: le due situle in bronzo figurate esposte insieme per la prima volta: reperti da Montebelluna, Este e Lubiana

Fasi di allestimento della mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi” al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (foto museo civico)
Manca solo un giorno al grande evento e al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv) si stanno ultimando i preparativi di allestimento della mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi” (17 novembre 2024 – 31 agosto 2025), dedicata ad un patrimonio archeologico eccezionale, recuperato grazie alle attività di tutela sul territorio: le due situle (vasi a forma di secchio) in bronzo figurate portate alla luce nel 2002 e nel 2012 nella necropoli preromana di Posmon a Montebelluna e, ora, esposte insieme per la prima volta. I due vasi, decorati nello stile della cosiddetta Arte delle Situle, sono tra gli esemplari più rappresentativi e più spettacolari della cultura materiale dei Veneti antichi, il popolo vissuto nell’Italia nord orientale tra il IX secolo a.C. e l’arrivo dei Romani.

Appuntamento al museo di Montebelluna sabato 16 novembre 2024 alle 16.30: dopo i saluti istituzionali del Comune di Montebelluna, della soprintendenza ABAP-VE-MET e della direzione regionale Musei nazionali Veneto, la visita è libera alla presenza dei curatori. Sono previste visite guidate animate per bambini. Seguirà un momento conviviale.

La mostra “FABULAE” al museo nazionale Atestino di Este (marzo – giugno 2024)
La mostra è il frutto di una collaborazione istituzionale tra Comune di Montebelluna, con il suo museo civico, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso e direzione regionale Musei nazionali Veneto a cui fa capo il museo nazionale Atestino dove nel marzo scorso, nell’ambito di questo progetto, è stata esposta in anteprima la situla del 2012, con il suo corredo, a seguito del restauro effettuato nel laboratorio del museo (vedi Este (Pd). Al museo nazionale Atestino apre l’anteprima della mostra “FABULAE. Le situle raccontano i Veneti antichi”, con focus sul restauro e sulle tecniche di realizzazione del manufatto, evento prequel del progetto (seconda parte a novembre a Montebelluna) di studio e valorizzazione delle due situle scoperte nella necropoli di Posmon di Montebelluna | archeologiavocidalpassato). Il comitato scientifico è costituito da un team di esperti: Stefano Buson, già funzionario restauratore al museo nazionale Atestino; Monica Celi, direttrice del museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna; Emanuela Gilli, conservatrice archeologa del museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna; Giovanna Gambacurta, professore associato di Etruscologia ed Antichità italiche all’università Ca’ Foscari di Venezia; Nicoletta Onisto, esperta in resti cremati, docente incaricato all’università di Ferrara; Carla Pirazzini, funzionario archeologo responsabile delle zone di Este e di Montebelluna per la soprintendenza ABAP VE-MET; Benedetta Prosdocimi, direttrice del museo nazionale Atestino; Angela Ruta, già direttrice del museo nazionale Atestino; Luca Zaghetto, archeologo, autore di studi sistematici sui sistemi iconografici dell’arte delle situle.

La situla di Montebelluna scoperta nel 2002 nella tomba 244 della necropoli di Posmon e conservata al museo civico di Montebelluna (foto sabap-ve-met)
La mostra “FABULAE” nasce dalla volontà di restituire alla comunità questo patrimonio straordinario ed è stata l’occasione per riprendere gli studi sulla necropoli preromana di Montebelluna-Posmon avvalendosi di un gruppo di lavoro interdisciplinare a garanzia della qualità scientifica di un’operazione che unisce la ricerca alla valorizzazione. L’impianto museologico e museografico prevede l’utilizzo di linguaggi diversi che si adattano ai diversi target d’utenza nel pieno rispetto degli stili di apprendimento di ogni persona. All’interno della mostra sono così previsti percorsi paralleli in relazione alle fasce d’età (età prescolare, scolare e adulti). La mostra potrà essere fruita dai visitatori sia singolarmente in piena autonomia, sia in gruppo attraverso visite guidate. Per le scuole di ogni ordine e grado e per gruppi organizzati è prevista un’offerta educativa che prevede percorsi emozionali, visite guidate partecipate, laboratori e animazioni.

La situla scoperta nella necropoli di Posmon di Montebelluna nel 2012 dopo i restauri (foto sabap-ve-met)
Il percorso espositivo. Le “vite” e i “racconti” di questi due capolavori vengono presentati in un percorso dove passato e presente testimoniato si alternano in un dialogo costante. I reperti esposti, datati tra il VII e il I secolo a.C., sono più di 400 tra materiali dello stesso museo civico di Montebelluna e altri in prestito dal museo nazionale Atestino (Este | PD) e dal museo nazionale Sloveno (Lubiana |SLO). L’allestimento prevede soluzioni immersive, postazioni interattive e partecipative per far rivivere, anche in maniera emozionale, il mondo dei Veneti antichi raccontato dalle due situle di Montebelluna nel contesto dei nuovi studi sulla necropoli di Posmon.
Paestum. A 25 anni dal primo allestimento al museo Archeologico nazionale apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” intitolata a Mario Torelli. All’inaugurazione intervengono Osanna e Alfonsina Russo
Sabato 16 novembre 2024, a 25 anni dal primo allestimento, apre al pubblico la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi” del museo Archeologico nazionale di Paestum, intitolata all’archeologo Mario Torelli e dedicata al racconto della storia della città dalla fondazione romana del 273 a.C. al Medioevo. L’esposizione esplora religiosità, spazi pubblici e privati e la vita quotidiana attraverso reperti inediti. Prosegue con incisioni e acquerelli del Grand Tour dalla collezione della Fondazione Giambattista Vico, e conclude con documenti e foto del XX secolo che illustrano gli scavi e gli studi ancora in corso per la tutela del sito, rappresentando così il legame che connette romanità e contemporaneità con potenza e immediatezza.
Ma il taglio del nastro dell’importante traguardo per i parchi archeologici di Paestum e Velia è in programma venerdì 15 novembre 2024, alle 12. All’inaugurazione intervengono Massimo Osanna, direttore generale Musei; Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia; Teresa Marino, funzionario archeologo parchi archeologici di Paestum e Velia. Conclude Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale. Seguirà la visita alla domus del mosaico di Nettuno.
Pompei. All’auditorium Stefano De Caro e Paola Miniero presentano il libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, della collana “Quaderni di Studi Pompeiani”, curato dagli archeologi Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo. Incontro promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”
Un volume destinato a rimanere un punto fermo nella conoscenza della Casa pompeiana di C. Giulio Polibio e dei suoi arredi, quello che viene presentato nel nuovo incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS: appuntamento venerdì 15 novembre 2024, alle 17, all’auditorium scavi del parco archeologico di Pompei, per la presentazione del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)”, decimo volume della collana “Quaderni di Studi Pompeiani” edito dall’associazione Amici di Pompei, curato dagli archeologi Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo, che, oltre ai puntuali articoli dei curatori si avvale anche di quelli di altri studiosi e tecnici del mondo antico, quali Klara De Decker, Domenico Esposito, Simona Minichino, Elisa Pucci e coautori, Grete Stefani e Antonio Varone, che completano e arricchiscono le varie parti dello studio. Il libro, alla presenza degli autori, verrà presentato dagli archeologi Stefano De Caro, già direttore generale Archeologia del ministero dei Beni culturali nonché direttore generale ICCROM, organismo intergovernativo con circa 150 stati membri per la conservazione e il restauro dei Beni Culturali in ogni parte del mondo; e Paola Miniero, già direttrice degli scavi di Stabia e del museo nazionale del Castello di Baia.

Copertina del libro “La Casa di C. Giulio Polibio a Pompei (IX, 13, 1-3) e i bronzi del triclinio (EE)” a cura di Fausto Zevi ed Elsa Nuzzo
L’opera, che ha avuto una lunga e profonda gestazione, era stata inizialmente concepita con l’intento di realizzare la pubblicazione definitiva degli splendidi bronzi tricliniari rinvenuti nel 1978 nella casa di Giulio Polibio a Pompei, ma si è poi subito allargata, in assenza di una pubblicazione definitiva sulla casa, allo studio del contesto storico e della realtà culturale in cui si collocano i preziosi reperti. Sono state così investigate sia la figura degli abitatori della casa, sia la storia edilizia dell’edificio, mirabile esempio di abitazione sannitica conservatasi pressoché immutata fino al 79 dopo l’accorpamento di due “case a schiera” avvenuto nel tardo II sec. a.C. Nello stesso tempo sono stati analizzati gli arredi pittorici del complesso, né si è trascurato uno sguardo generale sui corredi tricliniari di Pompei, mentre un capitolo speciale è stato riservato al lungo e puntuale restauro eseguito sui bronzi presso l’Istituto Centrale del Restauro a Roma e l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. La parte centrale del lavoro è riservata all’analisi dei singoli reperti, mirabilmente illustrati anche dalle foto di Luciano e Marco Pedicini, dei quali vengono anche elencate le occasioni in cui essi sono stati presentati al pubblico in varie mostre ed esposizioni.

L’archeologo Fausto Zevi

L’archeologa Elsa Nuzzo
A curare il libro due archeologi legati alla storia del sito vesuviano. Fausto Zevi, già soprintendente di Napoli e Pompei nonché ordinario di Archeologia all’università di Roma “La Sapienza”, è membro dell’Accademia dei Lincei; Elsa Nuzzo, archeologa formatasi alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, è da anni operante su temi dell’archeologia campana.
Udine. A Palazzo Clabassi, per SABAP100, incontro, in presenza e on line, “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, e a seguire il concerto Concerto del Viozzi Guitar Duo, nel centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista e musicologo
Giovedì 14 novembre 2024 si concludono le giornate di studio organizzate nell’ambito delle iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Il terzo incontro, organizzato in collaborazione con il Segretariato Regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia, intitolato “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, si terrà il 14 novembre a Palazzo Clabassi (via Zanon, 22 – Udine) dalle 10.30 alle 18. Sarà possibile seguire la giornata di studio anche da remoto collegandosi al seguente link: https://teams.microsoft.com/l/team/19%3AkP2cVRebdtei69HujfQ-Z1d6gnbRjFUSTP9QvI2nyFM1%40thread.tacv2/conversations?groupId=8ca5cefb-f4e1-47de-813b-8ea3ecaadede&tenantId=2ce1fa22-bde8-436d-b238-a0540d4f21d6. L’incontro di chiusura porrà l’accento sulle pratiche di tutela e conservazione del patrimonio del contemporaneo, caratterizzato da una duplice fragilità: quella intrinseca delle componenti materiche costituenti la costruzione, come il cemento armato, le pellicole polimeriche e i “nuovi” materiali sperimentati durante tutto il corso Novecento, e quella legata alla componente culturale, che spesso sembra dimenticarsi dell’apporto dell’architettura contemporanea alla definizione di quell’apparato socio-culturale al quale apparteniamo, negandone spesso quella dignità riconosciuta alle opere di un passato più remoto. All’incontro parteciperanno studiosi, professionisti e funzionari del ministero della Cultura che racconteranno esperienze diversificate per la tutela e la valorizzazione dell’architettura contemporanea, su scala nazionale e locale.

Navarons di Spilimbergo (Pn): oratorio di Nostra Signora di Lourdes di G. Gresleri – S. Varnier (foto sabap-fvg)
PROGRAMMA 10.30 -13.30: saluti istituzionali. Modera Valentina Minosi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Interventi: Luciano Antonino Scuderi, Direzione Generale Creatività Contemporanea, “Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza”; Ugo Carughi, Past-President DOCOMOMO Italia – Member of the ICOMOS Italian National Council, “Procedure di tutela dell’architettura contemporanea in Italia e all’estero”; Paolo Nicoloso, università di Trieste, “Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941”; Sara di Resta, università IUAV, “Il restauro dei materiali dell’architettura contemporanea tra teoria e prassi”. 15 -18: Sergio Pratali Maffei, università di Trieste, “L’architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell’Università degli Studi di Trieste e di Do.Co.Mo.Mo. FVG”; Alessandro Bertoli, Comune di Udine, “TRA incantesimo e TRAsformazione”; Giulio Avon, Raggi e ArchiTetture, “La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell’architettura degli anni ’50 e ’60 del Novecento”; Vincenzo Giampaolo, SABAP FVG, “L’importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia”; conclusioni.

A conclusione della giornata di studio organizzata dalla soprintendenza ABAP FVG, alle 19.30, per Centenario in Note, in occasione del centenario della nascita di Bruno Tonazzi, chitarrista, musicologo e insegnante, è in programma il Concerto del Viozzi Guitar Duo, a cura della Camerata Strumentale italiana. Il concerto è aperto al pubblico e gratuito. I posti sono limitati, è richiesta la prenotazione al seguente link: https://sabapfvg.cultura.gov.it/attenzione-fragile-riflessioni-sulla-tutela-dellarchitettura-del-xx-secolo-giornata-di-studio-e-concerto/. Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti sono i protagonisti del Viozzi Guitar Duo che, formatisi nel 1981 nella classe di Bruno Tonazzi, si sono esibiti nelle principali città italiane, europee e sono stati invitati dalla prestigiosa Università californiana UCLA di Los Angeles (USA). Bruno Tonazzi, una fra le più importanti personalità della civiltà musicale triestina del XX secolo, ha dato un indispensabile contributo alla rinascita e alla diffusione di musiche per chitarra, pubblicando per importanti editori italiani, svizzeri e germanici. Ha curato, fra le altre cose, la trascrizione in notazione moderna, la revisione e la diteggiatura di centinaia di composizioni per liuto e per chitarra di vari autori, antichi e moderni, e la pubblicazione di numerose opere a scopo didattico.
Napoli. A Palazzo Reale la soprintendenza presenta i risultati delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana. Il soprintendente Nuzzo: “Un’occasione per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca con prestigiose istituzioni internazionali”
Mercoledì 13 novembre 2024, alle 17, nella sala “Giovanni Carbonara” del Palazzo Reale di Napoli, presentazione delle campagne di scavo 2023-2024 della Villa Augustea di Somma Vesuviana, un importante appuntamento per raccontare le scoperte e i progressi delle ricerche in questo sito archeologico di grande valore storico. All’evento parteciperanno il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo, e il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno. Saranno presenti anche Antonio De Simone, responsabile della conservazione e del restauro del progetto per l’università Suor Orsola Benincasa, e Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, che offriranno approfondimenti sul contributo delle rispettive istituzioni al progetto. Dal Giappone interverranno Satoshi Matsuyama, direttore tecnico dello scavo, e Mariko Muramatsu, referente del progetto per l’Italia, entrambi rappresentanti della The University of Tokyo, insieme a Claudia Angelelli, archeologa responsabile scientifica dello scavo per la stessa università. Completeranno il parterre Luca Di Franco, funzionario SABAP NA-MET responsabile dell’area archeologica, e Daniele De Simone, funzionario archeologo SABAP NA-MET responsabile di zona. Questa occasione di confronto e dialogo tra esperti italiani e giapponesi offrirà al pubblico una visione completa sulle metodologie di scavo, sulle ultime scoperte e sulle prospettive future della ricerca. “La presentazione delle campagne di scavo della Villa Augustea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo, “rappresenta un momento cruciale per condividere con il pubblico i risultati del lavoro di tutela e ricerca svolto in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali. È nostro impegno proseguire in questo percorso di conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, al fine di restituire alla comunità e alle future generazioni un’eredità storica di inestimabile valore”.
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