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Pompei. Su Rai 1 Speciale di “Meraviglie” su “Pompei. Le nuove scoperte”: Alberto Angela accompagna i telespettatori alla scoperta degli ultimi affascinanti ritrovamenti, mai mostrati prima. Una passeggiata col direttore Zuchtriegel e il personale del Parco dall’Odeion alla Casa dei Vettii passando per l’insula dei Casti Amanti, la Regio IX e la Casa di Leda

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Il direttore Gabriel Zuchtriegel e Alberto Angela alla Casa dei Vettii per le riprese dello Speciale di “Meraviglie” su “Pompei. Le nuove scoperte”

Ci sono anche i disegni di un bambino di duemila anni fa tra le meraviglie venute alla luce dalle ultime campagne di scavo del Parco Archeologico di Pompei. Affascinanti ritrovamenti che – insieme ad altri mai mostrati prima – Alberto Angela, con la partecipazione del direttore Gabriel Zuchtriegel, degli archeologi e dei tecnici del Parco, racconta in “Pompei. Le nuove scoperte”, uno Speciale di “Meraviglie” prodotto da Rai Cultura in collaborazione con il parco archeologico e il ministero della Cultura, in onda lunedì 27 maggio 2024, alle 21.25 su Rai 1. Interamente girato nel sito di Pompei, all’interno dei nuovi cantieri di scavo, lo Speciale utilizza una tecnica di ripresa unica: un unico piano sequenza, lungo oltre due ore, che attraversa l’area archeologica di Pompei seguendo Alberto Angela nella sua esplorazione senza alcuno stacco né interruzione.

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Alberto Angela duranet le riprese dello Speciale di Meraviglie nella cd sala di Issione nel triclinio della Casa dei Vettii a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Grazie a questa particolare ripresa, i telespettatori avranno la sensazione di partecipare a una reale visita degli scavi di Pompei accompagnati personalmente da Alberto Angela attraverso un avvincente percorso narrativo e l’assenza di stacchi permetterà di avere una chiara idea dell’ubicazione degli spazi esplorati, delle distanze percorse, della vastità del sito archeologico. Sarà come attraversare l’antica città, sommersa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., con gli occhi di un pompeiano di duemila anni fa che vede risorgere dal materiale vulcanico gli oggetti quotidiani, gli affreschi, i graffiti e le tracce della propria vita di allora.

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Alberto Angela a Pompei per lo Speciale di Meraviglie (foto parco archeologico pompei)

La visita parte dall’Odeion, il più piccolo dei due teatri della città, dominato dalla vista del Vesuvio che si erge in lontananza oltre le mura. Si snoda poi per le antiche strade di Pompei attraversando botteghe, terme, locande e case private, dove le tracce della vita quotidiana del primo secolo dopo Cristo suscitano meraviglia ad ogni passo.

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Le riprese RAI dello Speciale di Meraviglie con Alberto Angela nell’insula dei Casti Amanti a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il percorso prosegue, poi, all’interno dell’Insula dei Casti Amanti, attualmente chiusa al pubblico (dal 28 maggio 2024 sarà aperta alle visite) un isolato già parzialmente esplorato in passato e oggi oggetto di nuovi approfonditi scavi che hanno appena portato in superficie i resti di altre vittime colte nel vano tentativo di mettersi in salvo dall’eruzione. Qui gli archeologi, ancora al lavoro, mostrano ad Alberto Angela e al pubblico ambienti ancora non conosciuti, interessanti oggetti di vita quotidiana appena emersi dagli strati vulcanici e stupefacenti opere d’arte ritornate visibili dopo quasi duemila anni. Ma le opere più commoventi scoperte dagli archeologi sulle pareti di una domus sono i disegni di un bambino di duemila anni fa che, poco prima della tragedia, ha tratteggiato con il carboncino il suo immaginario infantile, ignaro che i suoi graffiti sarebbero sopravvissuti al passare dei secoli.

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Larario nell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

Dopo un breve trasferimento in auto sopra la zona ancora non scavata di Pompei, Alberto Angela entra nei cantieri di scavo che interessano la Regio IX, uno dei distretti della città ancora non interamente portati alla luce. Qui rivela agli spettatori splendidi saloni affrescati appena riemersi dal materiale vulcanico e un meraviglioso ambiente dipinto, scoperto proprio nei giorni di realizzazione dello speciale e ancora mai mostrato. Il percorso procede verso la “Casa del Larario”, dove il racconto delle ultime ore della città romana si intreccia con la scoperta di ambienti che l’eruzione ha “cristallizzato”, imprimendo nella cenere la fotografia degli ultimi istanti di vita di Pompei. Qui, con l’aiuto degli esperti del parco, Alberto Angela illustra la tecnica dei calchi, che ha permesso di rivelare le drammatiche immagini delle vittime nell’attimo stesso della loro fine.

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Le pareti affrescate di incredibile bellezza emerse nella Casa alle spelle della Casa di Leda nella Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’esplorazione prosegue nella “casa di Leda”, una delle domus più ricche di ritrovamenti di questa ultima campagna di scavi con nuove rivelazioni. Nelle sue adiacenze sono appena emerse pareti affrescate di incredibile bellezza, anche per il particolare stato di conservazione dei colori originali.

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Alberto Angela nella Casa degli Amorini a Pompei dorati durante le riprese per lo Speciale di Meraviglie (foto parco archeologico pompei)

Infine, al termine del percorso, due autentici fuochi d’artificio di Pompei: la “casa degli amorini dorati” e la “casa dei Vettii”, quest’ultima riaperta recentemente al pubblico dopo un lungo restauro. Qui la magnificenza degli affreschi e dei giardini colonnati rivela l’opulenza degli abitanti di una delle zone più ricche della città. Splendidamente circondato dal “rosso pompeiano” il telespettatore avrà quasi l’impressione di partecipare a uno degli esagerati banchetti descritti da Petronio.

Palestrina (Rm). Al complesso degli edifici del Foro di Praeneste incontro su “Bellezza e cura del corpo nell’antica Praeneste” per il ciclo “Praeneste. Archeologia, ricerca e restauro” curato da Daniela De Angelis

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A Palestrina (Rm), nel complesso degli edifici del Foro di Praeneste, sabato 25 maggio 2024, alle 16.30, torna il ciclo di incontri “Praeneste. Archeologia ricerca e restauro”, curato da Daniela De Angelis. Il tema è quello della bellezza e cura del corpo nell’antica Praeneste. La presentazione del progetto di archeologia sperimentale, curato da Daniela De Angelis, che ha portato alla realizzazione delle repliche di una cista e di uno specchio, darà il via alla giornata. Si potrà poi assistere a una breve rappresentazione teatrale in cui le repliche saranno protagoniste. Seguirà una conferenza sulla “Seduzione e bellezza nell’antica Praeneste” curata da Sandra Gatti, già direttrice del Museo. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Parco archeologico di Ostia antica. Al tempio rotondo anteprima del festival Danze di Terra progetto pilota di danza e valorizzazione dei luoghi di interesse storico, artistico e culturale del parco: Borgo, Castello Giulio II e Salone Riario della Cattedrale di S. Aurea

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Al parco archeologico di Ostia antica il festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica (foto parco ostia antica)

Nell’area archeologica di Ostia antica, al Tempio Rotondo, l’anteprima del festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica, che è in calendario il 25, 26 e 27 luglio 2024 al Borgo di Ostia Antica, al Castello Giulio II e al Salone Riario della Cattedrale di S. Aurea quando saranno presentate  in prima assoluta le produzioni di tre compagnie internazionali, UDA Academy – Italia, con le coreografie di Ilenia Rossi, Mvula Sungani Physical Dance – Italia con la regia di Mvula Sungani e le coreografie dello stesso regista e di Emanuela Bianchini, Derida Dance – Bulgaria con le coreografie di Jivko Jeliazkov. Durante il festival saranno programmate diverse attività collaterali: workshop, approfondimenti culturali ed installazioni artistiche. Per l’anteprima appuntamento sabato 25 maggio 2024, alle 16.30 e alle 17.30, affidata al Polish Dance Theatre in coproduzione con il Centro di Produzione MSPD Studios che debutterà con un lavoro in prima assoluta di Polina Jaksim “Sculpted Echoes: Dance of the Ancient Estuary”. DANZE DI TERRA – Dancing Histor(y)ies Ostia Antica nasce dal protocollo siglato dal Centro regionale Danza Lazio (CRDL), ente nazionale di Promozione della Danza riconosciuto dal ministero della Cultura, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla Regione Lazio con I Borghi srl, che gestisce il prestigiosissimo Auditorium della Conciliazione. La direzione artistica del progetto europeo per il Lazio è affidata al M° Mvula Sungani, mentre la direzione Artistica e didattica del Festival è affidata all’étoile Emanuela Bianchini. Il Festival di produzione nasce in collaborazione con il parco archeologico di Ostia Antica e vede il sostegno di ASI Nazionale,  il patrocinio della Regione Lazio, gli auspici della Presidenza della VII^ Commissione Cultura della Camera dei Deputati,  e la collaborazione dell’assessorato alla Cultura del X° Municipio di Roma Capitale, della Pro Loco di Ostia Antica, di  ASCOM – Confcommercio Roma Litorale Sud, del Comitato di Quartiere Ostia Antica le Saline, del Circolo Quattro Mori, dell’associazione Ostia Antica Viva, dell’AZI associazione Zambiani in Italia e dell’associazione Sostegno.

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Al parco archeologico di Ostia antica il festival Danze di terra – Dancing Histor(y)ies Ostia antica (foto parco ostia antica)

Danze di terra è il nuovo progetto pilota che si articola in attività di produzione della danza unite alla valorizzazione dei luoghi di interesse storico, artistico e culturale del territorio ospitante e si ispira all’Agenda dell’Onu 2030. L’iniziativa mira a creare un laboratorio permanente sul territorio di Ostia Antica, per diventare nel tempo un volano promozionale di respiro internazionale, sia per la nuova drammaturgia coreografica, che per la comunità ed i luoghi di interesse che la caratterizzano. Una commistione di stili di danza che parte dalla contemporanea per arrivare alle danze fisiche ed alla cultura urbana, per stimolare un nuovo linguaggio di danza popolare. Sicuramente la contaminazione dei generi favorisce la riscoperta del passato con un linguaggio comprensibile anche per le nuove generazioni. Lo sforzo degli ideatori è duplice, cioè promuovere la danza ed il territorio ospitante in un processo di osmosi dove progressivamente le attività professionali si inseriscono nella quotidianità delle persone, promuovendo un processo di crescita collettiva anche in ambito extra regionale, per contestualmente, essere di servizio alle attività produttive del territorio. Nuove produzioni, laboratori, incontri, workshop e performance pensate per essere realizzate con professionisti, ma anche e soprattutto con la comunità del territorio. Tutte le attività sono rivolte a favorire la conoscenza e la fruizione diretta della memoria dei luoghi tramite la danza. Ostia Antica possiede un immenso patrimonio culturale e può dare vita ad un processo di valorizzazione dei suoi tesori con il supporto della danza, e viceversa. Ciò può essere reso possibile soprattutto se i cittadini riescono ad avere la possibilità di conoscere l’arte di Tersicore da vicino, senza essere aggrediti con iniziative estemporanee, che fugacemente, vengono proposte andando ad alterare gli equilibri preesistenti sul territorio. Per questa ragione, Danze di Terra – Dancing Histor(i)yes, è un progetto pilota che mira ad inserirsi discretamente nella vita della comunità, nei diversi luoghi di frequentazione quotidiana come il Parco Archeologico, il Borgo e la Cattedrale di S. Aurea. Gli attori del progetto sono coreografi e compagnie di fama internazionale, ma anche maestri e allievi delle scuole istituzionali, di danza e popolari di Ostia Antica e di Roma.

Venezia. Al via l’edizione 2024 degli “Aperitivi archeologici” di comunità allo scavo della villa romana di Lio Piccolo a cura dell’università Ca’ Foscari. Ma la prima visita guidata è riservata alla comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti

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Al via gli “aperitivi archeologici” di comunità allo scavo di Lio Piccolo a Cavallino Treporti (Ve) a cura del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Ma quella di sabato 25 maggio 2024, alle 16.30, la visita allo scavo della Villa Romana di Lio Piccolo, presso l’agriturismo Le Saline, con aggiornamento sulla campagna di ricerca archeologica, sarà un’anteprima speciale in esclusiva per la comunità di Lio Piccolo e Cavallino Treporti. La visita sarà accompagnata da un aperitivo a bordo scavo. L’incontro darà avvio alle tradizionali attività di condivisione dell’esperienza dello scavo che proseguiranno nel mese di giugno.

Pompei. Al Teatro Grande torna il progetto “Sogno di Volare”: 120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano portano in scena “PLUTO. God of gold”, riscrittura da Aristofane di Marco Martinelli. La parola ai protagonisti

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Progetto “Sogno di Volare”: prove generale di “Pluto” (foto vincenzo salzano)

Ultime prove al Teatro Grande degli scavi di Pompei. Ormai è tempo di andare in scena. Torna Sogno di Volare. Sabato 25 e domenica 26 maggio 2024, alle 21, 120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano apriranno la stagione estiva del Teatro Grande di Pompei con “PLUTO. God of gold”, riscrittura da Aristofane di Marco Martinelli, musiche Ambrogio Sparagna eseguite da Antonio Matrone, Vincenzo Core, Erasmo Treglia, Tammorra Trio, professionisti della scena teatrale di fama internazionale. Con 120 ragazzi – provenienti dai licei e gli istituti tecnici della provincia Vesuviana, Pompei, Torre del Greco, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata – si rende concreto il concetto di teatro come esigenza di stabilire un concreto legame con il patrimonio culturale d’appartenenza.

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PLUTO è l’ultima commedia delle undici superstiti che ci restano di Aristofane. Il contadino Cremilo è ossessionato dalle ingiustizie che dilaniano Atene: perché le ricchezze vanno solo ai malfattori? Seguendo il responso dell’oracolo, segue la prima persona che incontra, un cieco: quel cieco è Pluto, il dio della ricchezza. Per forza i soldi van sempre ai delinquenti e ai corrotti: perché il dio non ci vede! Cremilo lo cura e gli restituisce la vista, e tale atto “rivoluzionario” porterà abbondanza e serenità nelle case dei giusti. È stupefacente come Aristofane, a distanza di millenni, sappia emozionarci con le variazioni sapienti dei suoi registri comici, sottolineando sempre le contraddizioni violente della polis, dai massacri della guerra alla iniqua distribuzione delle ricchezze. E ancor più straordinario, in questo Pluto, come la mano sapiente di Martinelli sappia “intonare” al testo arcaico le improvvisazioni vitali e scatenate di 60 adolescenti napoletani e vicentini.

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“Acarnesi. Stop the War!” al Teatro Grande di Pompei: applausi a fine spettacolo (foto parco archeologico pompei)

Il progetto nasce da un’idea del direttore generale del Parco, Gabriel Zuchtriegel ed è realizzato grazie a un protocollo di intesa con l’Ufficio regionale scolastico della Campania. Quest’anno il progetto, di cui è Rup la dott.ssa Maria Rispoli, vede la partecipazione ampliata delle scuole: dopo il liceo “E. Pascal” di Pompei, l’istituto superiore “E. Pantaleo” di Torre del Greco, l’istituto tecnico “R. Elia” di Castellammare di Stabia, entra il liceo “G. de Chirico” di Torre Annunziata. Il progetto, curato da Marco Martinelli e il suo team – prodotto dal parco archeologico di Pompei con il Ravenna Festival, il Teatro Nazionale di Napoli, a cui si aggiunge quest’anno un gemellaggio con Vicenza approdando in autunno al teatro Olimpico della città veneta, dopo l’edizione del 2022 e del 2023 in cui sono state messe in scene le commedie “Uccelli” e “Acarnesi” di Aristofane gli studenti “mettono in vita” “Pluto”, dello stesso autore, con Martinelli che applica la sua metodologia della non-scuola di teatro e l’ormai trentennale esperienza con gli adolescenti, con cui è stato capace di abbattere le ortodossie accademiche e recuperare il senso vitale del fare teatro.

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I laboratori con le scuole del progetto “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Durante i laboratori nelle scuole il parco archeologico di Pompei ha intervistato due studentesse.

La prima è Francesca Pia Russo dell’I.I.S.S.S. “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco, che partecipa con entusiasmo sin dal primo anno al progetto, e salirà il 25 e 26 maggio 2024 sul palco del Teatro Grande degli Scavi.

La seconda è Erica Capone dell’I.I.S.S.S. “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco: anche lei partecipa con entusiasmo sin dal primo anno al progetto, e salirà il 25 e 26 maggio 2024 sul palco del Teatro Grande degli Scavi.

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, ai laboratori con le scuole del progetto “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Il progetto “Sogno di volare” è nato da un’intuizione del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, “per restituire al teatro, per dirla con Aristotele, la sua funzione di catarsi, di purificazione delle nostre menti e anime attraverso il pronunciare una verità, a volte anche scomoda”, dichiara Zuchtriegel. “La scelta di fare teatro è stata dettata dall’esigenza di coinvolgere i ragazzi delle scuole e farli sentire parte attiva di un progetto. Riconquistando il senso collettivo e politico e direi anche democratico del teatro. Il teatro non a caso nasce in una società che forse per la prima volta nella storia comincia a valorizzare l’individuo, nella sua funzione politica e creativa: impiantando, attraverso un’analisi e una sintesi più contemporanea, anche un discorso sociale. Gli autori, Eschilo, Sofocle e Euripide, gli attori, il coro, erano innanzitutto dei cittadini, e il teatro diventava una festa comune, un rituale religioso. Nel VI-V secolo a.C., era la stessa comunità che si riuniva a teatro, e le vicende rappresentate erano le storie che la collettività raccontava a se stessa. Ed è questo che abbiamo cercato di ricreare con il progetto Sogno di volare portando nel teatro di Pompei lo stesso spirito. Con Marco Martinelli i ragazzi, attraverso un progetto triennale dedicato ad Aristofane, parlano della loro società ma attraverso la riscrittura dell’impianto drammaturgico del commediografo greco che parlava di un mondo per loro lontano, ma ricco di spunti per una rilettura del presente”.

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Il regista Marco Martinelli ai laboratori con le scuole del progetto “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

“L’inquieto presente rivive tra le pietre millenarie di Pompei”, dichiara Marco Martinelli. “Se in Uccelli avevamo esplorato il desiderio di utopia, se gli Acarnesi erano tutti protesi verso la condanna della guerra e l’esaltazione della pace, il Pluto è una favola commovente sulle ingiustizie che dilaniano la terra, legate al denaro come unico dio da venerare: il contadino Cremilo, il protagonista di questa parabola, vuole restituire la vista al dio della ricchezza, Pluto. La cecità del dio è infatti la causa dell’iniqua distribuzione delle ricchezze, e la guarigione del dio, nel piano di Cremilo, sarà un atto dichiaratamente rivoluzionario. È incredibile come, nel capitalismo finanziario imperante di questo terzo millennio, nel consumismo che tutti ci riduce a merci, l’apologo di Aristofane funzioni come una freccia incendiaria, in grado di divertirci, sorprenderci e farci pensare. E soprattutto farci ancora “sognare” che il mondo possa cambiare, che la politica ritrovi il suo afflato di giustizia”.

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Il regista Marco Martinelli (foto parco archeologico di pompei)

Marco Martinelli, fondatore insieme a Ermanna Montanari del Teatro delle Albe, è tra i più importanti drammaturghi e registi del teatro italiano, e ha vinto ben sette volte il Premio Ubu come drammaturgo, regista, pedagogo. Le sue drammaturgie sono state tradotte, pubblicate e messe in scena in dodici paesi in Europa e nel mondo. Ha sviluppato inoltre negli anni un’esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, che gli ha fruttato altri premi e riconoscimenti a livello internazionale. In Campania in particolare Martinelli nel 2006 a Napoli ha dato vita ad Arrevuoto, un progetto dell’allora Teatro Stabile di Napoli, per il quale ha ricevuto il Premio dell’associazione nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Ubu come “progetto speciale”. Nel 2007 ha diretto Punta Corsara, col sostegno della Fondazione Campania Festival. Nel 2017 ha pubblicato, per Ponte alle Grazie, “Aristofane a Scampia”, che ha vinto il premio dell’associazione nazionale dei Critici francesi come “miglior libro sul teatro” pubblicato in Francia nel 2021 per Actes Sud. Nell’estate 2022 Martinelli ha debuttato a Ravenna Festival con il Paradiso dantesco, ideato e diretto insieme a Ermanna Montanari, ultima anta del progetto La Divina Commedia iniziato nel 2017 e prodotto sempre da Ravenna Festival, coinvolgendo nell’allestimento l’intera città, come in una sacra rappresentazione medievale e nel teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij. Per gli spettacoli al Teatro Grande il regista è coadiuvato, già dallo scorso anno, dagli assistenti alla regia Valeria Pollice e Gianni Vastarella del Collettivo LaCorsa. 

 

Locri (Rc). Al museo Archeologico nazionale, “La chitarra del Novecento”, concerto solistico di chitarra con il M° Domenico Carere, nell’ambito di “Mou&Mouσ | Musica e Museo”, prima stagione concertistica nei Musei e Parchi archeologici della Calabria

locri-epizefiri_archeologico_musica-e-museo_concerto-24-maggio_locandinaVenerdì 24 maggio 2024, alle 17.30, museo e parco Archeologico di Locri Epizefiri (Rc) , diretto da Elena Trunfio, “La chitarra del Novecento”, concerto solistico di chitarra con il M° Domenico Carere, nell’ambito di “Mou&Mouσ | Musica e Museo”, prima stagione concertistica nei Musei e Parchi archeologici della Calabria promossa dalla direzione regionale Musei della Calabria diretta da Filippo Demma e ideata dall’associazione culturale Animula con la direzione artistica di Claudio Fittante. L’ingresso è gratuito. Per informazioni: animula.ass.cult@gmail.com.

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Domenico Carere, chitarrista, docente e imprenditore di successo nel settore musicale (foto animula)

Protagonista della serata sarà Domenico Carere, chitarrista, docente e imprenditore di successo nel settore musicale. Nasce a Reggio Calabria nel 1971 e si avvicina alla chitarra all’età di 9 anni studiando dapprima nella città natale e successivamente a Roma dove, nel 1992, consegue il diploma in chitarra classica al Conservatorio S. Cecilia. Intraprende subito un’intensa vita artistica che spazia dall’attività didattica al concertismo, dalla divulgazione al coaching e che lo vede protagonista di originali progetti musicali tra cui: Pedros Traum (2007, album), Blue Suite (2010, trimestrale di musica e lifestyle), Doc Trio – Acoustic Experience (2016, show), atmosfere pop in accordatura aurea) Intense Life (2017, serata emozionale), Guitar Workout – sprigiona il tuo vero talento (2018, libro e live seminar), La chitarra magica (2019, favola musicale). Nel 2004 ha fondato La Bottega della Musica e dal 2013 dirige la sua Scuola di chitarra che, tra l’altro, ospita il suo celebre programma didattico “… in 8 lezioni!” (metodo rivoluzionario che ha avvicinato alla chitarra pop ed all’ukulele centinaia di allievi). Dal 2020, dopo aver conseguito il diploma con il massimo dei voti al prestigioso London College of Music, è entrato a far parte del Registry of Guitars Tutor, la più grande organizzazione mondiale di insegnanti di chitarra. Suona una chitarra Vincenzo De Bonis del 1985 ed una chitarra Lâg HyVibe CHV30E.

Ostia antica. All’antiquarium presentazione del libro “Lo spazio monumentale nella città tardoantica” (edizioni Quasar) di Paolo Baronio, terzo appuntamento del ciclo di incontri “A proposito di Ostia…”

ostia-antica_antiquarium_libro-lo-spazio-monumentale-nella-città-tardoantica_presentazione_locandinaAll’antiquarium del parco archeologico di Ostia antica terzo appuntamento col ciclo di incontri “A proposito di Ostia…” dedicato alla presentazione di libri su tematiche ostiensi (e non solo). Venerdì 24 maggio 2024, alle 17, in sala Mireille Cébeillac, presentazione del libro “Lo spazio monumentale nella città tardoantica” (edizioni Quasar) di Paolo Baronio. L’ingresso è libero, per assistere alla conferenza è necessario recarsi in biglietteria e ritirare il titolo di accesso gratuito, a partire dalle 16.45 e fino alle 18. Introduce Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica. Presenta Monica Livadiotti, docente di Storia dell’architettura antica al Politecnico di Bari. Interviene l’autore.

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Copertina del libro “Lo spazio monumentale nella città tardoantica” di Paolo Baronio

Lo spazio monumentale nella città tardoantica. Architetture e immagine di piazze e vie colonnate nei grandi centri del Mediterraneo orientale. Sono stati così indagati gli spazi urbani di capitali importanti del mondo orientale, da Costantinopoli ad Efeso, spazi che costituivano la scenografia aulica di eventi ufficiali connessi con lo stesso potere imperiale; è in queste città, infatti, che i modelli si sono formati per poi diffondersi alla periferia e per la cui ricostruzione sono stati messe a frutto le descrizioni tramandate dalle fonti e le stesse testimonianze iconografiche. Tuttavia, il valore della ricerca sta anche nell’aver volutamente cercato proprio di inquadrare il fenomeno dell’emulazione dei modelli provenienti dalle capitali e della loro ricezione in città provinciali, a volte davvero poco note e trascurate dagli studi oppure solo recentemente indagate, come Durazzo o Sandanski.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022)

reggio-calabria_archeologico_libro-scritti-in-onore-di-maria-pia-di-dario-guida_presentazione_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria mercoledì 22 maggio 2024, alle 17.30, nella sala conferenze, presentazione del libro “Scritti in onore di Maria Pia Di Dario Guida” a cura di Gaetano Bongiovanni, Giuseppina De Marco, Maria Katja Guida (Editori Paparo 2022) che raccoglie gli scritti che amici e colleghi hanno voluto offrire alla studiosa per festeggiarne i sessant’anni di attività. Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, presenta gli “Scritti” Mario Panarello, accademia di Belle arti di Lecce. Saranno presenti i curatori, per rispondere alle domande e dialogare con il pubblico. Fra i maggiori studiosi della cultura artistica dell’Italia meridionale, Maria Pia Di Dario Guida si è dedicata fin dagli anni giovanili all’indagine sistematica sul territorio rivelando agli studi personalità e opere sconosciute e ricostruendone le vicende in una serie di saggi e relazioni a mostre e convegni internazionali e monografie. Un impegno particolare ha profuso nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico della Calabria articolando l’attività su due linee interdipendenti, una prevalentemente operativa l’altra rivolta alla ricerca, giungendo alla ricostruzione globale della cultura artistica della regione. I saggi raccolti nel volume riflettono nei contenuti il vasto raggio di interessi – dall’Altomedioevo al primo Novecento – che caratterizza i suoi percorsi di ricerca e offrono importanti e inediti contributi al dibattito critico costituendo un fertile strumento per nuovi confronti.

Agrigento. Per “I libri del Griffo” al museo Archeologico regionale presentazione del libro “Ladri di antichità” curato da Serena Raffiotta e Simona Modeo promossa dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi

agrigento_archeologico_libri-del-griffo_ladri-di-antichità_locandinaMercoledì 22 maggio 2024, alle 17, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento presentazione del libro “Ladri di Antichità” a cura di Serena Raffiotta e Simona Modeo (edizioni Lussografica), una raccolta di saggi dedicati alle archeomafie, che riunisce i casi di antichità trafugate, di distruzione e saccheggio di siti archeologici siciliani, le attività investigative. L’incontro, dedicato alle archeomafie, è organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, che da qualche anno in primavera cura una bella rassegna letteraria, “I libri del Griffo”. Introduce e modera Giuseppe Avenia, responsabile del museo “Griffo”. Con le archeologhe curatrici del libro Serena Raffiotta e Simona Modeo intervengono Roberto Sciarratta, direttore del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi; Donatella Mangione, funzionario direttivo archeologo del museo Griffo; Chiara Portale, ordinario di Archeologia classica all’università di Palermo, che ha curato la prefazione; colonnello Nicola De Tullio, comandante provinciale Carabinieri di Palermo. Presente anche l’editore Salvatore Granata. Ingresso gratuito.

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Copertina del libro “Ladri di antichità” a cura di Simona Modeo e Serena Raffiotta

Ladri di antichità. Il volume raccoglie i contributi di archeologi, studiosi, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni che, a vario titolo, in passato e di recente, hanno operato al fine di contrastare il traffico clandestino di testimonianze culturali, rubate o scavate illecitamente per arricchire musei e collezioni private di tutto il mondo. In questo contesto, si vuole focalizzare l’attenzione sui danni gravi e irreparabili causati dall’azione devastante dei tombaroli e dei trafficanti di antichità. Contrastare questo fenomeno, che da secoli danneggia la nostra ricchissima terra, equivale a salvaguardare in eterno la nostra storia e le nostre radici.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si racconta il fumetto etrusco con il collettivo Storiebrutte

roma_villa-giulia_fumetti-etruschi_presentazione_locandinaIl fumetto è un medium che può raccontare mondi ed epoche molto diverse e lontane da noi. Grazie a storie e personaggi coinvolgenti, il fumetto può diventare uno strumento visivo incredibile per riprodurre e ricostruire scenari storici e contesti archeologici scomparsi. Più le epoche sono lontane e più è difficile e complesso il lavoro di ricerca e recupero delle informazioni. Mercoledì 22 maggio 2024, alle 17, nell’incontro “Fumetti etruschi: il racconto della storia antica tramite il fumetto” si racconterà il fumetto etrusco con il collettivo di fumettisti indipendenti di Storiebrutte. Interviene Luca Mazzocco, archeologo Museo ETRU, con un contributo dal titolo ‘Etruschi a fumetti: un viaggio nella nona arte”. In questa conferenza Storiebrutte parlerà della civiltà etrusca e della sua complessità come esempio interessante di narrazione per i diversi pubblici. Sono molti gli aspetti e le difficoltà che emergono durante le ricerche per la realizzazione di un’opera con una forte componente storico-archeologica. La civiltà etrusca è un caso interessante di come tutte queste complessità possano essere state determinanti nell’attuale narrazione per i pubblici. Ingresso gratuito in sala fortuna, fino ad esaurimento posti. È richiesta la prenotazione all’indirizzo storiebrute@gmail.com.