Marano di Valpolicella (Vr). Al Tempio di Minerva si recupera la Festa della Musica: visita guidata all’area archeologica e concerto “Nos” con Silvania Dos Santos Trio
Al Tempio di Minerva sul monte Castelon di Marano di Valpolicella (Vr) la “festa della musica” un mese dopo. Il concerto “Nos” con Silvania Dos Santos Trio era previsto il 21 giugno 2024 per il solstizio d’estate, ma era stato rinviato per il maltempo. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza ha fissato la nuova data: venerdì 26 luglio 2024 Festa della Musica sempre nell’area archeologica del Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella. L’evento è finanziato dal Comune di Marano di Valpolicella e da BCC Valpolicella Benaco ed è organizzato in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Verona e la Pro loco di Marano di Valpolicella. Alle 19.45, visita guidata all’area archeologica su prenotazione a info@tempiodiminerva.it; 20.45, concerto jazz “Nos” di musica popular brasileira: dagli albori, alla bossa nova di fine anni ’50, poi gli anni ’70 e ’80 (Chico Buarque, Caetano Veloso, Gilberto Gil), fino agli anni ’90, con Silvania Dos Santos (voce), Giancarlo Bianchetti (chitarra, percussioni); Ivan Tibolla (fisarmonica, pianoforte). Entrata gratuita fino a esaurimento dei posti. Alle 22, piccolo rinfresco davanti alla chiesa di Santa Maria Valverde offerto dalla Pro Loco. In caso di pioggia il concerto si terrà al teatro parrocchiale di Valgatara di Marano di Valpolicella (Vr).
Pompei. All’anfiteatro concerto della banda musical dell’Arma dei Carabinieri con brani classici e di musica operistica, sino a quelli più contemporanei dei Beatles e di Pino Daniele


Veduta aerea dell’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Con un repertorio variegato che, dai brani classici e di musica operistica, sino a quelli più contemporanei dei Beatles e di Pino Daniele, la storica Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri si esibirà in concerto il 24 luglio 2024, alle 20.30, all’Anfiteatro di Pompei, accompagnando il pubblico in un percorso di musica ed emozioni che si concluderà con l’esecuzione dell’inno italiano. Un momento di condivisione dei valori della tradizione e di festa, dedicato al territorio ed ai suoi cittadini, ma anche ai visitatori di tutto il mondo, che si terrà nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro di Pompei destinato a diventare, in questa eccezionale occasione, luogo di connessione tra città antica e moderna, celebrato da un forte simbolo istituzionale quale l’Arma dei carabinieri. Il concerto organizzato e promosso dal parco archeologico di Pompei, dal Comune di Pompei e dalla Arma dei Carabinieri è aperto alla partecipazione della cittadinanza che potrà accedere gratuitamente prenotandosi tramite la piattaforma https://www.eventbrite.it/e/banda-dellarma-dei-carabinieri-in-concerto-tickets-950544252447. Il programma del concerto diretto dal maestro direttore Col. Massimo Martinelli vedrà in esecuzione i seguenti brani: La Gazza ladra di G. Rossini, Rapsodia Partenopea di E.A. Mario, Casta DIVA di V. Bellini, Canzone Napoletana di P. I. Tchaikovsky, Schindler’s List di J. Williams, Hit The Beat dei Beatles, Napul’è di P. Daniele per chiudere con Inno Nazionale Italiano.
Pozzuoli (Na). Il cantiere si avvia alla conclusione, riapre parzialmente al pubblico l’Anfiteatro Flavio la parte centrale dei sotterranei: biglietto gratuito

I sotterranei dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (foto pafleg)
Si avvia verso la conclusione il cantiere dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e dal 24 luglio 2024 viene parzialmente aperto al pubblico. “Continuano senza sosta le attività del cantiere di restauro e le attività di manutenzione ordinaria nel sito”, spiegano al parco archeologico dei Campi Flegrei. “Tra un cantiere e l’altro abbiamo voluto però iniziare a restituire qualche porzione di Anfiteatro. In attesa della prossima conclusione dei lavori che ci consegnerà nuovi percorsi di visita al monumento, è possibile tornare a visitare la zona centrale dei sotterranei. Un percorso limitato ma pur sempre suggestivo che sarà possibile visitare gratuitamente fino all’apertura dei nuovi spazi”. Le visite sono contingentate per gruppi di max 25 persone ogni 30 minuti. Per acquistare il biglietto gratuito si ricorda che dal 1° luglio 2024 sono in vigore le nuove modalità di acquisto biglietti tramite il portale MUSEI ITALIANI del ministero della Cultura. I biglietti potranno essere acquistati: direttamente online sul sito Musei Italiani; da smartphone scaricando, gratuitamente, l’app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; dai totem presenti all’ingresso di ogni sito tramite sistema POS.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli incontri sulla “percezione dell’Antico” in collaborazione con l’associazione culturale Anassilaos incontro su “La figura del monaco Pietro Siculo (sec. X) e Tre omelie contro i pauliciani” con Mauro Mormino (università di Messina)
“La figura del monaco Pietro Siculo (sec. X) e Tre omelie contro i pauliciani” è il titolo del nuovo incontro al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sul tema “la percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità” promossi congiuntamente dal MArRC e dall’associazione culturale Anassilaos. Appuntamento mercoledì 24 luglio 2024, alle 18, nella sala conferenze del MArRC. Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, e di Stefano Iorfida, presidente associazione culturale Anassilaos, conversazione del prof. Mauro Mormino (università di Messina) e presentazione del libro “Pietro Siculo. Tre omelie contro i pauliciani” edito da Città Nuova / Nuovi Testi Patristici con testo e traduzione di Mormino. Introduce la prof.ssa Mariangela Monaca (DICAM università di Messina). Conduce Fabio Arichetta, responsabile del ciclo di incontri “La percezione del tempo”.

Copertina del libro “Pietro Siculo. Tre omelie contro i pauliciani” di Mauro Mormino
Pietro Siculo. Tre omelie contro i pauliciani. Le Omelie contro i pauliciani del monaco Pietro Siculo, redatte negli ultimi decenni del IX secolo, rappresentano gli unici testi superstiti di un progetto originale composto da sei testi. Desideroso di mettere in guardia i propri lettori dalla diffusione nei territori dell’Impero d’Oriente dell’eresia cristiano-dualista dei pauliciani, considerati eredi degli antichi manichei, l’autore offre un’attenta disamina di tre capisaldi della loro dottrina: il dualismo radicale, il rigetto della verginità di Maria e del suo ruolo di Madre di Dio, la negazione dell’eucaristia. Basandosi sull’analisi di alcuni passi scelti tratti dalle Scritture, attingendo alla tradizione antiereticale cristiana dei primi secoli e alla riflessione patristica d’argomento antimanicheo, Pietro Siculo, con uno stile sobrio e tuttavia ricercato, si impegna a confutare i più controversi assunti teologico-dottrinali dei propri avversari offrendo strumenti utili per controbatterne gli insegnamenti.
Archeologia in lutto. Si è spenta a Milano all’età di 95 anni l’archeologa Gemma Sena Chiesa, professoressa emerita di Archeologia classica all’università di Milano, punto di riferimento internazionale nello studio delle gemme intagliate di età romana. Il ricordo di allieve e istituzioni

Copertina del libro “Gemme antiche. Arte lusso e potere nella Roma dei Cesari” di Gemma Sena Chiesa (Carocci editore)
Archeologia in lutto. Domenica 21 luglio 2024 si è spenta a Milano all’età di 95 anni l’archeologa Gemma Sena Chiesa, professoressa emerita di Archeologia classica all’università di Milano, dove ha tenuto la cattedra di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana e diretto la Scuola di Specializzazione dell’università milanese, formando generazioni di archeologi. I funerali si terranno mercoledì 24 luglio 2024, alle 11, nella chiesa di Santa Maria Segreta, in piazza Nicolò Tommaseo, a Milano. Gemma Sena Chiesa è stata uno dei più grandi studiosi di glittica, punto di riferimento internazionale nello studio delle gemme intagliate di età romana. E proprio uno dei suoi saggi più recenti, “Gemme antiche. Arte lusso e potere nella Roma dei Cesari” (Carocci editore) è stato presentato in aprile 2024 alla Fondazione Luigi Rovati di Milano (vedi Milano. Alla fondazione Luigi Rovati conversazione a più voci dal titolo “La seduzione delle gemme fra storia e collezionismo” in occasione della presentazione del libro di Gemma Sena Chiesa “Gemme antiche: arte lusso potere” (Carocci editore) | archeologiavocidalpassato).

La professoressa Gemma Sena Chiesa con Elena Poletti (foto da Fb)
“Un saluto pieno di gratitudine e affetto alla Signora dell’archeologia”, scrive l’archeologa Elena Poletti, “la docente che più di tutti ha segnato la mia formazione universitaria e specialistica. Conservo tra i più bei ricordi il giorno in cui, dopo l’esame del suo corso di archeologia romana, mi accolse con sincero entusiasmo tra i suoi laureandi, così come i giorni formativi sugli scavi di Calvatone (Bedriacum) e fu un vero onore alla Scuola di specializzazione ricevere l’incarico di affiancarla, con la collega Elisabetta Gagetti nella curatela scientifica del prezioso volume Gemme dalla corte imperiale alla corte celeste. Ma accanto ai ricordi “accademici” affiorano anche i tratti umani, di eleganza e finezza, con note di affetto, a volte inaspettate, come quando, vedendomi intenta allo studio nel dipartimento di archeologia dell’università per preparare l’esame dell’ultimo anno di specializzazione (e il pancione di 8 mesi di Silvia), mi salutò con che bella mamma. Gli incontri, in seguito, a presentazioni di libri, e la recente scoperta di sorellanza in Soroptimist. Oltre ai ricordi personali, che ciascuno dei suoi molti allievi serba di lei, resteranno ai posteri i suoi studi imprescindibili, le pubblicazioni della grande necropoli e dell’abitato di Angera, quelle su Calvatone, su temi di arte romana e, soprattutto, sulle gemme, sua vera e grandissima specifica competenza. Tra le foto-ricordo mi piace dunque unire un bellissimo manufatto altomedievale che conobbi grazie a Lei, quando mi affidò la ricerca delle gemme romane nei reliquiari della prima cristianità: il cofanetto di Saint Maurice d’Agaune. Insieme al saluto unisco per me e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere suoi allievi di poterne portare avanti non solo gli insegnamenti nel nostro ambito professionale, ma il metodo e lo stile”. E Cristina Miedico, archeologa del Castello Sforzesco, scrive: “Che la terra accolga lieve, in uno splendido giardino, la Professoressa Gemma Sena Chiesa, con la stessa cura ed eleganza con cui la Signora l’ha esplorata per una vita intera, scoprendo e narrando i suoi tesori”.

La professoressa Gemma Sena Chiesa con Thea Ravasi (foto da Fb)
“Gemma Sena Chiesa”, ricorda Thea Ravasi, “apparteneva ad una generazione di archeologi proveniente dalla realtà sociale e culturale dell’archeologia italiana del dopoguerra. Tuttavia fu la prima a Milano a capire che il mondo dell’archeologia italiana stava rapidamente cambiando e che l’archeologia commerciale poteva portare nuove idee, nuova energia e rinnovamento in accademia. Sono stata una delle ultime allieve a laurearsi con lei, se non l’ultima, e a lei devo il consiglio che forse ho più disatteso: quello di sposare un uomo ricco che potesse mantenere la mia carriera da archeologa. Eh niente, stasera voglio ricordarla così, nel giorno in cui mi strinse la mano, mi proclamò dottoressa e diede così avvio al mio percorso professionale e, come sempre accade, umano, nel mondo dell’archeologia italiana, dandomi sempre grande fiducia e lasciandomi sempre grandi spazi di libertà di espressione. Sit tibi terra levis”.

La professoressa Gemma Sena Chiesa sul sito di Calvatone-Bedriacum (foto visitors centre Calvatone-Bedriacum)
Visitors centre Calvatone-Bedriacum. “Il vicus romano presso Calvatone, per l’ampiezza dell’abitato e per la ricchezza del suo deposito archeologico, si configura come uno dei siti più interessanti per una esplorazione sistematica globale. Così scriveva nel 1991 la professoressa Gemma Sena Chiesa per illustrare il progetto di ricerca scientifica denominato “Calvatone 90” da lei diretto. Fu l’inizio. L’inizio dell’indagine archeologica sistematica di Bedriacum e della sua valorizzazione, che, proprio grazie a questo inizio e al suo fondamentale contributo, continuano ancora oggi. In occasione della sua scomparsa vogliamo ricordare il suo impegno, la sua lungimiranza e la sua grande capacità di intrecciare relazioni per l’archeologia del nostro territorio”.

Gemma con Fortuna su timone proveniente dallo scavo di Calvatone (Cr) (foto sabap-cr-mn-lo)
“È con grande dispiacere”, scrive la soprintendenza ABAP di Cr-Mn-Lo, “che questa soprintendenza si unisce al cordoglio per la scomparsa di Gemma Sena Chiesa, già professoressa di Archeologia classica all’università di Milano. Figura di grande rilievo per gli studi relativi alla civiltà romana in Italia Settentrionale e alla glittica antica, era particolarmente legata al territorio di competenza di questo Ufficio per aver diretto ventennali campagne di scavo presso Calvatone, in provincia di Cremona, località ove le indagini archeologiche hanno permesso di portare alla luce un vicus di età romana, identificato con Bedriacum, insediamento noto dalle fonti antiche perché collegato alle vicende belliche del 69 d.C. La profondità di pensiero unita all’entusiasmo e alla passione per la ricerca ha consentito fondamentali passi avanti per la conoscenza della storia di questi luoghi, fornendo basi imprescindibili per tutti coloro che si occupano della loro tutela e ne approfondiscono lo studio; di questo importante patrimonio di intuizioni e di lavoro lasciatoci in eredità saremo sempre grati”. Anche l’Associazione nazionale per Aquileia “piange la scomparsa di Gemma Sena Chiesa, autrice per i suoi tipi del primo studio sulla glittica romana scientificamente compiuto, imprescindibile punto di partenza per ogni studio in questo campo, e sua collaboratrice nel tempo. Terra levis tibi sit”.
Firenze. Al cinema Giunti-Odeon l’incontro “Firenze… Etruschi nel cimitero degli Inglesi” con l’etruscologo Luigi Donati che riapre l’ipotesi del soprintendente Nicosia: quella collinetta era il tumulo di un principe etrusco. Con una novità: parte di quella necropoli si estenderebbe nel parco dell’attuale hotel Four Seasons

Il Cimitero degli Inglesi di Firenze era il tumulo di un principe etrusco? La collinetta dove nel capoluogo della Toscana sorge quello che ancora oggi i fiorentini chiamano Cimitero degli Inglesi – spartitraffico naturale lungo i viali di circonvallazione – potrebbe avere una storia molto più lunga di quanto si è pensato finora: addirittura un’origine etrusca come grandioso tumulo sepolcrale di un principe. L’ipotesi era già stata avanzata molti anni fa, dall’allora soprintendente Francesco Nicosia che transitando in auto da piazzale Donatello dichiarò a bruciapelo: “Quella non è una collinetta normale… nasconde un bel tumulo etrusco!”. Da allora, anche Luigi Donati, già docente di Etruscologia all’università di Firenze, nonché lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona, passando di lì ha sempre guardato a quell’altura con altri occhi. L’ipotesi torna attuale con un lungo articolo dell’etruscologo Luigi Donati sull’ultimo numero di Archeologia Viva (Giunti Editore) e riapre “il caso” con un elemento in più: parte di quella necropoli si estenderebbe nel parco dell’attuale hotel Four Seasons. Il racconto in anteprima di uno dei più avvincenti cold case dell’archeologia etrusca a Firenze sarà al centro dell’incontro “Firenze… Etruschi nel cimitero degli Inglesi”, aperto alla cittadinanza, al Cinema Giunti-Odeon martedì 23 luglio 2024, alle 18.30. Intervengono Luigi Donati, etruscologo e “lucumone” dell’Accademia etrusca di Cortona; Alessandra Parrini, archeologa dell’università di Firenze; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e tourismA. Ingresso libero.

Il cinema Giunti-Odeon dove si tiene l’incontro promosso da Archeologia Viva (foto AV)
Dopo il 1865 con l’abbattimento delle mura fiorentine, “di Qua d’Arno” (riva destra del fiume con il centro cittadino) furono lasciate in piedi solo le torri e le porte più monumentali. Fra quelle scomparse c’era anche Porta a Pinti, sotto la quale passava una strada, Borgo Pinti, che tuttora sbocca sui viali proprio a ridosso della collinetta del Cimitero degli Inglesi. Questa strada è parte di un tracciato di origine etrusca che, partendo all’incirca dalla riva destra dell’Arno nelle vicinanze del futuro Ponte Vecchio, dove si trovava una necropoli villanoviana (VIII sec. a.C.), dopo aver attraversato la bassa zona pianeggiante su cui alla fine del I sec. a.C. sorgerà la colonia romana di Florentia e si svilupperà la città medievale, cominciava a salire sempre più ripida in direzione nord verso l’etrusca Fiesole, arroccata sul suo panoramico colle. Non a caso in Borgo Pinti, nel 1978, vennero trovati un rocchetto d’impasto e una fibula a sanguisuga in bronzo, riferibili a una tomba distrutta risalente all’VIII/VII sec. a.C. Alla fine della strada, sull’altro lato si affaccia il vasto Giardino dei Conti della Gherardesca (oggi parte del lussuoso ed esclusivo “Four Seasons Hotel”) allestito nel 1820 con boschetti, prati e “due deliziose collinette”, come lo descriveva l’architetto Federico Fantozzi nel 1844. Il problema è se le collinette furono create in quella circostanza, o piuttosto furono rimodellate sfruttando precedenti rilievi.

Il Cimitero degli Inglesi a Firenze: potrebbe essere il tumulo di un principe etrusco (foto AV)
Purtroppo le tante vicende che hanno interessato la collinetta del Cimitero degli Inglesi ne hanno cambiato le dimensioni e l’aspetto generale. “Sicuramente – spiega Luigi Donati – una grossa pietra di forma oblunga completamente diversa dalle altre è appartenuta a una struttura più antica forse proprio al dromos (corridoio) di un tumulo etrusco”. Non mancano indizi per ipotizzare un antico nucleo sepolcrale nei dintorni di Porta a Pinti: un nucleo costituito da tumuli di diverse dimensioni a distanze variabili lungo il tragitto che univa la piana alluvionale dove sorgerà Firenze alla città etrusca di Fiesole, ben visibile in alto sulla collina. Dichiara Francesca Paoletti, presidente del Cimitero degli Inglesi: “La Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, proprietaria del Cimitero detto ‘degli Inglesi’ accoglie con grande interesse la teoria illustrata nell’articolo del professor Luigi Donati relativa alle origini etrusche del sito, auspicando che questa venga approfondita. Inoltre desidero ricordare che il Cimitero accoglie le ceneri di chiunque senza distinzione alcuna e che la nostra Chiesa si impegna a continuare nel suo sostegno quotidiano di sempre di supporto di qualsiasi genere per la gestione, l’amministrazione ed il restauro di questa importante testimonianza della Firenze ottocentesca”.
Grosseto. Il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo conquista anche il pubblico del Maremma Archeofilm

La proiezione del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo al Maremma Archeofilm (foto firenze archeofilm – AV)

Il premio Maremma Archeofilm per il film più gradito al pubblico (foto firenze archeofilm – AV)
Dopo il premio Naxos Archeofilm ricevuto pochi giorni fa (vedi Naxos Archeofilm 2024. Al regista Eugenio Farioli Vecchioli il Premio Sebastiano Tusa per l’impegno nella divulgazione scientifica e al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo il Premio Naxos Archeofilm assegnato dal pubblico | archeologiavocidalpassato), il docufilm “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano” per la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (produzione Rai Cultura) si è aggiudicato anche il premio “Maremma Archeofilm”, assegnato sabato 20 luglio 2024 a Grosseto nell’ambito di Maremma Archeofilm il Festival di archeologia, arte e ambiente organizzato da “Firenze Archeofilm – Archeologia Viva”. Il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come la scoperta archeologica dell’anno nel 2022. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha consegnato il racconto fedele di un passato solo apparentemente lontano dal nostro presente, che ci parla ancora di salute e fede. “Eugenio e Brigida sono entrati nella nostra comunità con rispetto e sensibilità”, commenta Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni (Si), “non scontate riuscendo a raccontarci con estrema attenzione. I premi che stanno via via ricevendo se li meritano tutti”.
Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” quarta e ultima tappa (in due giorni) della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico realizzato dal parco della Valle dei Templi con il RAM film festival: ecco il programma dei film e dell’archeotalk

Quarta e ultima tappa (speciale) del XX Festival del Cinema Archeologico, realizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione museo civico di Rovereto. Per festeggiare il ventesimo anniversario, il Festival (diffuso) del Cinema Archeologico concludere il suo viaggio il 23 e 24 luglio 2024 in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. Sullo sfondo di quella che è la più antica istituzione museale della Sicilia, verranno proiettati quattro film a tema archeologico, che passano dalla storia dei fratelli Champollion all’ascesa e declino della civiltà etrusca, spaziando tra il conflitto siriano e gli studi antropologici in supporto alla ricerca archeologica. La partecipazione alle proiezioni è gratuita, con prenotazione online sul sito bit.ly/4czPmJ4

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 23 LUGLIO 2024. Alle 19, Archeotalk “Mare aperto”. Modera: Giuseppe Parello, direttore del museo Archeologico Regionale “A. Salinas”. Incontro e aperitivo con Stefano Savona, fotografo, regista e documentarista, il cui percorso sembra seguire una rotta obbligata tra la passione per l’archeologia, che ha praticato da studente, e quello che ha provato a raccontare successivamente nei suoi film: storie di uomini e di donne nati sulle rive del Mediterraneo, un mare interiore luogo di incontri, di scontri, di scambi e di conflitti. Partecipazione gratuita, con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it

Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois
Alle 21 inizio delle proiezioni. Apre il film “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 7’). Le ossa portano su di sé le tracce del vissuto di un individuo, di una comunità, di un popolo. Stefano Ricci Cortili, antropologo e illustratore anatomico, sta dedicando la sua vita a questi studi in supporto alla ricerca archeologica.. Chiude la serata il film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021, 72’). Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del Museo Nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50.000 manufatti in una città assediata?

Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski
PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 24 LUGLIO 2024. Alle 21, apre il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura. Segue il film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa? Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI PALERMO.
Napoli. Successo di pubblico per le mostre sui bronzi di San Casciano e su Tolkien: oltre 310mila visitatori. Il ministro: “Napoli deve essere capitale della cultura”. In agosto i bronzi di San Casciano andranno a Reggio Calabria accanto ai bronzi di Riace

Statua di donna orante (II sec. a.C.) scoperta a San Casciano dei Bagni (foto graziano tavan)

Il ministro Gennaro Sangiuliano, al centro, accompagnato dal dg sabap Luigi La Rocca (a sinistra) e dal dg musei Massimo Osanna (a destra) alla mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al Mann (foto mann)
Dopo Roma (Il Quirinale) e Napoli (il Mann) i bronzi di San Casciano approdano ai primi di agosto 2024 a Reggio Calabria, proprio in quel museo, l’Archeologico nazionale, in cui sono conservati i Bronzi di Riace. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, nel tracciare un bilancio delle due grandi mostre che hanno caratterizzato l’offerta culturale del capoluogo partenopeo in questi primi dei mesi del 2024. Oltre 310mila visitatori in totale, da febbraio a inizio luglio di quest’anno, hanno avuto infatti la possibilità di vivere a Napoli l’emozione unica di due esposizioni di eccezionale valore artistico e culturale: la mostra al museo Archeologico nazionale sui preziosissimi reperti in bronzo ritrovati a San Casciano dei Bagni e quella a Palazzo Reale dedicata alla vita, alle opere e all’avventura umana di John Ronald Reuel Tolkien, uno dei più popolari e rilevanti autori del Novecento. Una duplice e affascinante esperienza immersiva nei due siti napoletani, che si confermano come vere e proprie eccellenze museali internazionali e crocevia di culture, dove l’arte e la storia trovano la loro massima espressione nei rinnovati spazi espositivi fortemente voluti dal ministero della Cultura.


Jacopo Tabolli. Agnese Carletti e Massimo Osanna al Mann (foto graziano tavan)
Nello specifico, la mostra “Gli Dei ritornano – I bronzi di San Casciano”, dedicata alle statue in bronzo ritrovate durante gli scavi a San Casciano dei Bagni e realizzata all’interno del museo Archeologico nazionale di Napoli (oltre 160mila ingressi dal 16 febbraio al 30 giugno 2024), ha acceso ancora una volta un potente riflettore sul contributo della cultura allo sviluppo socio-economico dell’area metropolitana e della Campania. “A Napoli, durante l’esposizione dei bronzi”, ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “abbiamo celebrato un vero e proprio matrimonio tra uno dei più importanti musei archeologici al mondo e il più significativo ritrovamento di archeologia sul territorio nazionale, dopo i Bronzi di Riace. Non a caso, i reperti di San Casciano saranno esposti proprio al MArRC, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, a partire dai primi giorni di agosto”.

Altro successo annunciato, poi, quello della mostra “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore”, tenutasi dal 16 marzo fino al 2 luglio 2024 che ha registrato oltre 149mila ingressi, ideata e promossa dal ministero in collaborazione con l’università di Oxford che ha superato, per numero di presenze, l’esposizione nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. “Il numero davvero impressionante di visitatori”, ha aggiunto il Ministro, “conferma la nostra scelta di puntare sulla città di Napoli come capitale della cultura, che non deve essere prerogativa di ristretti circoli culturali ma essere diffusa anche con esposizioni che attirano centinaia di migliaia di persone in pochi mesi e in grado di approdare in numerosi siti museali italiani. Il duplice successo delle mostre napoletane ci autorizza a rafforzare l’impegno a favore del nostro patrimonio culturale, un tesoro unico al mondo che dobbiamo tutelare e valorizzare perché è un bene di tutti gli italiani e dell’umanità”. La mostra dedicata a Tolkien farà tappa nei prossimi mesi a Torino alla Reggia di Venaria.
Da quest’anno le aperture straordinarie dell’estate del museo Archeologico nazionale di Firenze, in programma tra luglio e settembre, prendono la forma di serate a tema, alle quali sono invitati cittadini, turisti e appassionati di archeologia che si trovano a Firenze: sono le “Serate Fiorentine di Archeologia 2024” in programma il 24 e il 31 luglio, il 7 agosto, il 7 e il 18 settembre 2024, dalle 18 alle 22. La “sfida” simboleggiata dalle lettere iniziali di questa iniziativa è quella di mantenere il Museo aperto e vitale durante l’intensa stagione di lavori di ammodernamento e rinnovo degli allestimenti. Il museo Egizio, il Monetiere, il Giardino monumentale, il Coretto, i capolavori saranno protagonisti di diversi appuntamenti dedicati al pubblico dagli archeologi curatori delle varie sezioni, dalle restauratrici e dal direttore del Museo. Le notti fiorentine si animano per l’archeologia, per raccontare la cultura in modo insolito e coinvolgente e per aprire alla città le porte del Museo che si rinnova. Visite gratuite comprese nel biglietto di ingresso. Info 
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