Firenze. All’ex-Chiesa di S. Jacopo conferenza di Alessandro Naso (Unina e Camnes) e Martina Zinni (Unina) “Tre anni di ricerche nella necropoli di Saso Pinzuto a Tuscania” nel progetto TAP (Tuscania Archaeological Project)
Appuntamento giovedì 10 aprile 2025, alle 17, all’ex-Chiesa di S. Jacopo in via Faenza 43 a Firenze, per parlare del progetto TAP e degli scavi nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt). Il TAP (Tuscania Archaeological Project) è un progetto in collaborazione con l’università di Napoli Federico II, dipartimento Studi umanistici. Nella conferenza proposta dal prof. Alessandro Naso (UNINA, CAMNES) e la dott.ssa Martina Zinni (UNINA) saranno presentati i risultati delle prime tre campagne di scavo CAMNES effettuate nella necropoli etrusca di Sasso Pinzuto a Tuscania (Vt).
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del progetto “Space to Tree” per una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico
Giovedì 10 aprile 2025, alle 9.30, in Curia Iulia presentazione ufficiale del progetto “Space to Tree”, un’iniziativa pionieristica che integra tecnologie satellitari, rilievi LiDAR e intelligenza artificiale per promuovere una gestione sostenibile e consapevole del patrimonio arboreo in contesti di straordinario valore storico-archeologico. Ingresso gratuito da largo della Salara Vecchia con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming su www.facebook.com/parcocolosseo. Il progetto è finalizzato alla creazione di un sistema multiscala e multisensore di remote sensing per il monitoraggio dello stato della vegetazione in parchi storici ed archeologici con particolare attenzione agli alberi monumentali, copertura boschiva e sottobosco che costituiscono una componente essenziale dei valori culturali, naturalistici e paesaggistici dei parchi. Il sistema è concepito per essere riapplicato in aree verdi urbane. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di supporto alle decisioni e monitoraggio di parchi naturali di interesse storico ed archeologico. L’attività di sviluppo metodologico e tecnologico è stata testata e applicata su due casi studio: il parco archeologico del Colosseo a Roma e la Pineta di Metaponto che include anche il sito archeologico di Metaponto.
L’incontro sarà aperto da Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo e capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, che illustrerà il percorso intrapreso verso una gestione sostenibile del verde, finalizzata alla tutela del patrimonio archeologico e alla valorizzazione della componente naturale del paesaggio storico, attraverso anche l’uso di tecnologiche osservazioni della terra. Seguirà l’intervento di Gabriella Strano, architetto paesaggista, che parlerà del patrimonio arboreo del parco archeologico del Colosseo quale elemento identitario di valore storico e botanico e risorsa viva che racconta la storia del luogo e custodisce biodiversità preziose. Il cuore dell’evento sarà la presentazione del progetto “Space to Tree” a cura di Nicola Masini, dirigente di ricerca del CNR-ISPC. Il progetto propone un nuovo paradigma per la gestione del verde monumentale, fondato sull’integrazione di tecnologie di remote sensing multiscala e Big data: ‘dal satellite all’albero’. A seguire, Rosa Lasaponara, dirigente di ricerca CNR-ISPC, illustrerà l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei dati satellitari per il monitoraggio dei parchi storici urbani, con un focus su resilienza, cambiamento climatico e supporto decisionale. Angelo Donvito, presidente di Digimat srl, presenterà l’architettura tecnologica della piattaforma “Space-to-Tree”, progettata per supportare operazioni di monitoraggio, gestione e valorizzazione in tempo reale. L’intervento di Nicodemo Abate, tecnologo del CNR-ISPC, sarà dedicato alle metodologie di indagine non invasiva alla scala dell’albero, utili per valutare la salute e la stabilità degli esemplari arborei senza arrecare danno.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita guidata nei depositi “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità”
Anche nel mese di aprile lo staff del Parco aprirà le porte dei depositi per farti conoscere dettagli e curiosità sui reperti del parco archeologico di Altino. Giovedì 10 aprile 2025, alle 15.30, la visita “#AltinoAperta. Luce nelle mani: le lucerne tra produzione, quotidianità e ritualità” sarà appunto dedicata alle lucerne: si parlerà della loro produzione e dell’uso nella quotidianità e nei riti. Info e prenotazioni a info.parcoaltino@cultura.gov.it. Mentre al calar del sole, all’aperto, si usavano torce e fiaccole, negli ambienti chiusi si usavano le lucerne, dei lumi portatili che potevano essere anche fissati a dei sostegni come lampadari, appliques o tripodi. Le lucerne erano piccoli contenitori in terracotta, spesso decorati e riempiti di olio o grasso vegetale, nel quale veniva immerso uno stoppino che fuoriusciva dal beccuccio; lo stoppino veniva acceso con una fiamma e bruciava a lungo, assicurando molte ore di illuminazione. Il museo di Altino ne conserva molte databili tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C.
#domenicalmuseo: il 6 aprile, prima domenica di primavera a ingresso gratuito, Pompei torna in testa alla classifica assoluta con 20mila ingressi seguita per la prima volta dalla Reggia di Caserta (17.413 ingressi), mentre il Colosseo con 15.252 ingressi “retrocede” al terzo posto
Nella prima domenica di primavera a ingresso gratuito, domenica 6 aprile 2025, per la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali, sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia tornano gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi (a marzo erano stati 16.709, al secondo posto), seguiti – ed è una novità – dalla Reggia di Caserta con 17.413 ingressi (a marzo erano stati 14.171, al quarto posto). Chiude il podio il Colosseo con 15.252 ingressi (a marzo erano stati 17.386, che gli erano valsi il primo posto).

Tanto pubblico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la #domenicalmuseo (foto marrc)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.252; Foro Romano e Palatino 13.764; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.000; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.900; museo e area archeologica di Paestum 5.726; Villa Adriana 5.216; area archeologica di Ostia antica 5.124; parco archeologico di Ercolano 5.103; Terme di Caracalla 3.482; Terme di Diocleziano 2.494; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 2.448; Palazzo Altemps 2.277; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.854; Palazzo Massimo 1.719; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.715; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.651; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.096; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.043; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 945; museo delle Civiltà 930; parco archeologico di Cuma 904; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 900; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 866; musei nazionali di Cagliari 705; Ostia antica – Castello Giulio II 698; Villa di Poppea-Oplontis 695; Area archeologica di Velia 655; museo Archeologico nazionale di Firenze 617; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 595; museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia 564; museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere 559; museo Archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 478; parco archeologico delle Terme di Baia 465; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 464; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 434; museo Archeologico nazionale di Aquileia 428; Appia antica – Villa di Capo di Bove 407; Mausoleo di Teodorico 402.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì
Martedì 8 aprile 2025, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale di Taranto, presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì con il coordinamento scientifico di Paola Dessì (L’Erma di Bretschneider). Il libro rappresenta un contributo significativo allo studio della musica antica, offrendo un’analisi interdisciplinare che integra archeologia, musicologia e storia della cultura. Attraverso un approccio metodologico innovativo, gli autori esplorano il ruolo degli strumenti musicali nell’antichità, rivelando come questi non solo producessero suoni, ma fossero anche portatori di significati simbolici e sociali. Intervengono Stella Falzone, direttrice del MArTA; Valentino Nizzo, università di Napoli L’Orientale; Antonio Origlia, università Federico II di Napoli; Massimo Raffa, università del Salento. Saranno presenti le autrici e i curatori del volume.

Copertina del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì
Focus del libro sono i realia, gli strumenti musicali e gli oggetti sonori custoditi nei musei, e la loro rappresentazione. Essi sono parte di una cultura musicale, solo in apparenza perduta, dei popoli a cui sono appartenuti. Per comprendere il significato che essi avevano nel mondo antico è necessario condividere metodologie e prospettive multi e interdisciplinari che consentano sia la valorizzazione di indicatori di attività connesse al suono, alla musica e alla danza nel record archeologico, sia la lettura contestualizzata del bene musicale come componente significativa del reperto. Il volume è un innovativo esempio di dialogo tra discipline musicologiche, archeologiche, fisiche e ingegneristiche che offre al lettore non solo una prospettiva sulla musica dell’antichità e sulle modalità di fruizione e di trasmissione, ma una più ampia prospettiva culturale, rispetto alla quale porsi in ascolto per comprendere e valorizzare l’uomo e l’umano.
Pompei. Scoperto nella necropoli di Porta Sarno un rilievo funebre da una tomba monumentale: raffigura a dimensioni reali una coppia, lui un uomo di rango elevato, lei una giovane sposa. Li vedremo in corso di restauro nella mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che aprirà nella Palestra grande

Il rilievo funebre raffigurante una coppia a dimesioni reali, scoperto in una tomba monumentale a Porta Sarno a Pompei (foto alfio giannotti)
Lui è un distinto romano di elevato rango sociale: lo dimostrano la toga, l’anello all’anulare sinistro e ai piedi i calcei patricii. Lei è una giovane sposa, velata e vestita di un ampio mantello che copre la tunica. La coppia è rappresentata a dimensioni reali su un rilievo funebre da una tomba monumentale scoperto presso la necropoli di Porta Sarno a Pompei nell’ambito del progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” condotto dall’Universitat de València in collaborazione con il parco archeologico (direzione scientifica del prof. Llorenç Alapont). Le due sculture ad alto rilievo sono state trasferite presso la Palestra grande degli scavi per avviarne il restauro e saranno tra i reperti di particolare spicco in esposizione nella mostra “Essere donna nell’antica Pompei” che sarà aperta il 16 aprile 2025. I visitatori potranno contestualmente osservare i delicati interventi del restauro, che sarà condotto durante la mostra.
“Questa campagna è un’occasione preziosa per ampliare le ricerche e le attività di valorizzazione nell’area fuori le mura di Pompei”, sottolinea il direttore del parco, Gabriel Zuchtriegel. “Grazie alla collaborazione con l’università di Valencia, a cui dobbiamo anche la scoperta alcuni anni fa della Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area (vedi Nuova importante scoperta a Pompei nell’area della necropoli di Porta Sarno: trovata la sepoltura di Marcus Venerius Secundio. Il suo corpo mummificato rappresenta un giallo archeologico. E la lastra marmorea sul frontone attesta per la prima volta lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca | archeologiavocidalpassato), è stato possibile lavorare a un progetto multidisciplinare che ha visto nelle varie fasi il coinvolgimento di diverse professionalità tra i quali archeologi, architetti, restauratori, antropologi”.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, legge l’iscrizione della tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno (foto parco archeologico di pompei)
Nel luglio 2024 il progetto di ricerca “Investigating the Archaeology of Death in Pompeii” ha scavato due siti, uno nell’area funeraria di Porta Nola (accanto alla tomba di Obellio Firmo) e l’altro fuori dall’area di Porta Sarno (a est della tomba di Marco Venerio Secondo). L’area funeraria indagata a est di Porta Sarno corrisponde all’area scavata nel 1998 per la costruzione del doppio binario della linea ferroviaria Circumvesuviana. Gli scavi del 1998 hanno registrato la presenza di oltre 50 sepolture a cremazione, contrassegnate da stele (columelle) e da un monumento funerario ad arco, delimitato da un muro di cinta. Le tombe sono state inizialmente datate al periodo tardo repubblicano. Per documentare completamente l’area funeraria scoperta nel 1998, sia planimetricamente che stratigraficamente, è stata scavata una trincea di quattro metri per quattro metri. Ciò ha consentito la mappatura dell’area, l’esecuzione di studi bio-archeologici e l’indagine sul momento in cui la necropoli è stata abbandonata. Gli scavi hanno portato alla luce una tomba monumentale costituita da un ampio muro con diverse nicchie costruite nella facciata e sormontata da un rilievo di una giovane coppia di sposi. Il simbolismo degli accessori scolpiti della moglie potrebbe identificarla come una sacerdotessa di Cerere. Inoltre, la qualità dell’intaglio delle sculture e le loro caratteristiche arcaiche suggeriscono una datazione repubblicana, rara nell’Italia meridionale.

Il rilievo funebre raffigurante una coppia a dimesioni reali, scoperto in una tomba monumentale a Porta Sarno a Pompei (foto alfio giannotti)
“La monumentalità della tomba”, scrive il prof. Llorenç Alapont sull’E-Journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/, “è caratterizzata dalla presenza dei rilievi dei due coniugi. Le due figure a grandezza naturale sono scolpite separatamente su due diversi conci di tufo. Tuttavia, i due rilievi sono perfettamente uniti, sembrando un’unica scultura. Sia i corpi che le teste dei benestanti giovani sposi sono mostrati frontalmente in altorilievo, volendo orgogliosamente sottolineare il loro status attraverso il linguaggio delle immagini. La delicatezza e il dettaglio della scultura sono notevoli. Possiamo apprezzare l’accurata incisione delle mani, delle dita e delle unghie. Possiamo anche vedere il lavoro dettagliato sulle pieghe degli abiti e degli ornamenti: anelli, bracciali, collana, ecc.”.

Archeologi, antropologi e restauratori impegnati nella Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
“Negli ultimi anni, gli scavi attorno alla Porta Sarno hanno conferito alla sua area funeraria un valore inaspettato. Queste indagini stanno portando alla luce recinti funerari e sepolcri monumentali. Le nostre scoperte indicano che l’area funeraria potrebbe risalire al periodo tardo-repubblicano e potrebbe essere stata attiva fino all’eruzione del 79 d.C., ma con vari cambiamenti, trasformazioni e persino abbandoni. La rilevanza di questa area – conclude il prof. Llorenç Alapont – è probabilmente dovuta alla posizione dello spazio funerario lungo la via di accesso a Pompei, attraverso il fiume Sarno e lungo la via dell’Abbondanza, nonché alla sua età”.
Napoli. Presentata al teatro Mercadante l’ottava edizione della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI al Teatro Grande di Pompei dal 20 giugno al 20 luglio, promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e dal parco archeologico di Pompei. Zuchtriegel confermato direttore per il secondo quadriennio
Il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale presieduto da Luciano Cannito e diretto da Roberto Andò ed il parco archeologico di Pompei diretto da Gabriel Zuchtriegel presentano l’ottava edizione della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI, in programma dal 20 giugno al 20 luglio 2025 al Teatro Grande di Pompei, realizzata con il sostegno del ministero della Cultura, del Comune di Napoli, della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, e in collaborazione con Campania Teatro Festival. Il programma della nuova edizione della rassegna, ormai tra le maggiori e più attese dell’estate italiana dei festival, è stato illustrato al Teatro Mercadante di Napoli dal direttore Roberto Andò e dal direttore generale Gabriel Zuchtriegel, preceduti dagli interventi istituzionali del presidente Luciano Cannito, del sindaco dei Napoli Gaetano Manfredi, del Capo di Gabinetto della Regione Campania Almerina Bove. In calendario quattro spettacoli: GOLEM diretto da Amos Gitaï che aprirà la rassegna venerdì 20 giugno 2025, alle 21, con replica sabato 21 giugno sempre alle 21; seguirà NOTTE MORRICONE, con regia e coreografia di Marcos Morau venerdì 4 e sabato 5 luglio 2025, alle 21. I successivi due spettacoli, ovvero ELETTRA di Sofocle con la regia di Roberto Andò, in scena venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 luglio 2025 e LISISTRATA di Aristofane con la regia di Serena Sinigaglia di venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 luglio 2025, avranno inizio alle 20 (non alle 21): un inizio con la luce naturale del giorno, che ripropone la stessa modalità in cui queste opere venivano rappresentate nell’antica Grecia.
Con i suoi quattro titoli in programma, la rassegna estiva del Teatro Nazionale di Napoli conferma la sua natura di vetrina di inedite riletture o rivisitazioni di testi e opere della classicità, ma non solo. “Pompeii Theatrum Mundi – annota infatti Roberto Andò – è il festival dove si confrontano la grande eredità classica e la visione artistica contemporanea». «E mai – sottolinea ancora Andò – come in questo frangente storico la cultura deve continuare a essere, al di fuori da ogni retorica, uno strumento essenziale di libertà”. Anche il Presidente Cannito sottolinea come «Pompeii Theatrum Mundi anno dopo anno conferma il proprio valore culturale e simbolico… Anche quest’anno il Festival rinnova un rito condiviso tra pubblico e artisti, portando in scena opere che mettono in dialogo la grande drammaturgia antica con la sensibilità del nostro tempo”. Il direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel sottolinea che “domani (6 aprile 2025, ndr) è l’ultimo giorno del mio primo mandato a Pompei; ringrazio il ministro Alessandro Giuli e il capo del Dipartimento per la Valorizzazione, Alfonsina Russo, per la fiducia che hanno dimostrato affidandomi per altri quattro anni la guida del parco archeologico più bello del mondo, con una squadra eccezionale al mio fianco e tante sfide che ci attendono. Farò del mio meglio, e il teatro avrà un ruolo centrale nel nostro impegno di portare Pompei fuori Pompei, di creare sviluppo culturale, sociale ed economico in tutto il territorio vesuviano”.
Roma-Eur. Al museo delle Civiltà per #domenicalmuseo visite guidate alle collezioni. Ecco il programma
Domenica 6 aprile 2025, in occasione dell’iniziativa #DomenicalMuseo, che permette l’ingresso gratuito al museo per tutta la giornata, il museo delle Civiltà propone un articolato programma di visite guidate (al solo costo della visita) alle collezioni nella sede del Palazzo delle Scienze, in piazza Guglielmo Marconi 14 a Roma-Eur. Alle 11, “ATUXTU”, visita guidata gratuita con il direttore. Visita gratuita per tutte e tutti. Richiesta prenotazione (➪ Prenota qui). Alle 14.30, visita guidata alle Collezioni Preistoriche. Visite a pagamento. Richiesta prenotazione: +18: 7,50 euro; 5-17 anni: 2,50 euro; 0 – 4: partecipazione gratuita; 1 adulto + 1 bambino: 10 euro; 2 adulti + 1 bambino: 15 euro; 2 adulti + 2 bambini: 18 euro. Per maggiori informazioni e prenotazioni: e-mail: didatticamuciv@abintra.it. Alle 16.30, “Hanami al Museo delle Civiltà”, visita guidata per famiglie alle Collezioni Asiatiche con laboratorio sulla primavera. Età consigliata: 6 – 12 anni. Visite a pagamento. Richiesta prenotazione. 0-3 anni: partecipazione gratuita; 4-12 anni: 8 euro (secondo figlio/a a famiglia 6 euro); 13 – 17 anni: 3 euro; +18: 2,50 euro. Per maggiori informazioni e prenotazioni: e-mail: didatticamuciv@abintra.it.
Bacoli (Na). A Palazzo dell’Ostrichina l’incontro “Dal mare alla collina. Le Ville Romane tra otium e negotium” con Simona Formola responsabile Tutela Archeologia Subacquea

“Dal mare alla collina. Le Ville Romane tra otium e negotium” è il titolo dell’incontro promosso dall’Archeoclub Napoli “Parthenope” col patrocinio del Comune di Bacoli (Na). Appuntamento sabato 5 aprile 2025, alle 11, in Sala dell’Ostrichina, Palazzo dell’Ostrichina, uno degli immobili presenti nel Real Sito Borbonico di Bacoli, parco vanvitelliano del Fusaro, piazza Rossini 1 a Bacoli. Introduzione e presentazione: Antonio Arcudi, archeologo, presidente Archeoclub Napoli. Relaziona Simona Formola, funzionario soprintendenza e responsabile Tutela Archeologia Subacquea. Intervengono: Mario Grimaldi, ricercatore indipendente; Filomena Lucci, ricercatrice indipendente e architetto; Gabriele Gomez de Ayala, ricercatore indipendente. Info e prenotazione: 3927378474.








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