Novità editoriali. Il libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli: viaggio nella vita di specie, a volte rare, a volte comuni, tra i monumenti del centro di Roma

Copertina del libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli (Ricca editore)
È in libreria e online da qualche giorno il libro fotografico “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” a cura di Alfonsina Russo, Gianluca Damiani, Andrea Schiappelli, che hanno voluto far conoscere e proteggere la fauna urbana di Roma, ispirati dalla bellezza del connubio tra natura e archeologia. il libro è dunque dedicato agli abitanti del parco archeologico del Colosseo, frutto della bella esperienza di ricerca condotta insieme a Ornis Italica. In questo volume fotografico, oltre 150 immagini inedite di fauna urbana accompagnano le storie di specie rare e relitte, rimaste intrappolate al centro di Roma, ma al tempo stesso mostrano la vita nascosta di altri animali che accompagnano le nostre quotidiane routine. “SPECTIO: la natura nascosta del Colosseo”, edito da Ricca Editore, con le splendide foto di Gianluca Damiani, naturalista e fotografo, è al tempo stesso un racconto di cambiamenti e stabilità, e percorre un viaggio nella vita di specie, a volte rare, a volte comuni, tra i monumenti del centro di Roma.

Un riccio tra i monumenti antichi nel cuore di Roma: foto di Gianluca Damiani / PArCo tratta dal libro “SPECTIO. La natura nascosta del Parco archeologico del Colosseo” (Ricca editore)
Il libro. Nel cuore antico di Roma, tra le maestose rovine del Parco archeologico del Colosseo, si cela un mondo segreto e affascinante che può sfuggire all’occhio del turista e che in parte prende vita al calare della notte. Questo libro fotografico è un invito a esplorare la straordinaria biodiversità del PArCo, mostrandoci le specie che si sono recentemente avvicinate alle nostre città e quelle invece più difficili da osservare. Molti degli abitanti del Foro Romano e del colle Palatino, infatti, sono maestri dell’elusività: nelle ore di luce, i rapaci notturni dormono nelle cavità dei muri, dove trovano rifugio anche gechi, mammiferi, insetti e nelle zone umide i rospi smeraldini e il raro granchio di fiume, creando una comunità che prende vita quando il sole tramonta e la folla di turisti si ritira.
Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta la VideoguidaLIS, scaricabile gratuitamente, che permette al visitatore con disabilità uditiva di conoscere le opere e fruire dei contenuti di Villa Giulia e Villa Poniatowski
Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia taglia un traguardo importante nella sfida alla accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva dei suoi spazi e delle sue collezioni. L’esperienza di visita si arricchisce e si completa con l’inserimento del Museo nei luoghi della cultura dotati di videoguida in Lis (Lingua Italiana dei Segni). Appuntamento giovedì 19 settembre 2024, alle 16.30, in sala della Fortuna, per la presentazione della VideoguidaLIS del Museo a cura dei Servizi Educativi, con contenuti redatti dal personale del Museo, con il coordinamento di Vittoria Lecce e adattati da Rosanna Pesce di Digi.Art. Ingresso gratuito. Intervengono Luana Toniolo, direttrice museo ETRU; Vittoria Lecce, funzionario archeologo, responsabile progetto; Giuseppe Musicò, Digi.Art Servizi Digitali; Vittorio Corsini, presidente consiglio regionale ENS Lazio; Maria Rosaria Lo Muzio, direzione generale Musei. A seguire visita guidata ad alcuni capolavori del Museo. Per tutta la durata dell’iniziativa sarà presente un interprete LIS. La VideoguidaLIS, attraverso un percorso di oltre 90 video fra opere e sezioni raccontate con testi dal linguaggio accessibile e accompagnate dalle videodescrizioni in LIS, offre uno strumento utile per guidare il visitatore con disabilità uditiva a conoscere le opere e fruire i contenuti delle diverse sezioni del Museo di entrambe le sedi, Villa Giulia e Villa Poniatowski. La VideoguidaLIS può essere scaricata gratuitamente sui Market Store Apple e Android o può essere utilizzata on-line sulla piattaforma nazionale www.videoguidalis.it.
Udine-Trieste. Per i cento anni della soprintendenza, apre la mostra fotografica “100xSABAP100” con molte altre iniziative. Ecco il programma tra settembre e novembre

Mercoledì 18 settembre saranno presentati al pubblico, contemporaneamente nelle due sedi istituzionali di Trieste e Udine, la mostra fotografica “100xSABAP100” e il programma delle iniziative organizzate tra settembre e novembre 2024, in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero della cultura per il Friuli Venezia Giulia, per celebrare i 100 anni della fondazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi a Palazzo Economo a Trieste della soprintendente, Valentina Minosi, e a Palazzo Clabassi a Udine del Segretario regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia, Andrea Pessina. All’evento udinese interverranno anche Luciano Nonis, direttore della Fondazione Friuli, che ha sostenuto gli interventi di conservazione degli archivi, e Federico Angelo Pirone, assessore Istruzione, Università e Cultura del Comune di Udine. Gli eventi programmati nel corso dei tre mesi si pongono l’obiettivo di illustrare alla collettività le attività della Soprintendenza per stimolare una riflessione sulle dinamiche di tutela e conservazione del patrimonio culturale attuate durante un secolo di storia, anche mettendo a confronto modalità, pratiche ed esperienze di conservazione.

Le due sedi della Sabap Fvg: a sinistra, il salone nobile di Palazzo Clabassi a Udine, e a destra il salone PIemontese di Palazzo Economo a Trieste (foto sabap-fvg)
La mostra fotografica. L’esposizione fotografica, aperta dal 18 settembre al 14 novembre contemporaneamente nella sede di Trieste (orario 10-13) e nella sede di Udine (orario 10-15), racconta, attraverso 100 immagini selezionate delle raccolte dell’archivio della soprintendenza e suddivise per decennio, la storia e le attività dell’istituzione, dalla sua fondazione ad oggi, illustrando il lavoro svolto in questi primi cento anni nella nostra regione, nei vari ambiti disciplinari che interessano i beni culturali che interessano i beni culturali, come l’archeologia, l’architettura, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico sia materiale che immateriale. La mostra permetterà al visitatore di ripercorrere le fasi salienti della storia della tutela in un viaggio attraverso le 100 immagini scelte per i pannelli e molte altre che sono state selezionate e montate in un video (che sarà messo a disposizione anche sul sito web https://sabapfvg.cultura.gov.it), a corredo dell’esposizione. che racconta storie di vita, di insediamenti, di passato, di culture e popoli che si intrecciano, di costruzioni, di drammatiche distruzioni, di restauri e ricostruzioni.

Un’immagine esposta all amostra fotografica “100xSABAP100” (foto sabap-fvg)
Le fotografie scelte riportano la memoria verso un tempo lontano in cui gli uffici preposti alla tutela, tra le difficoltà delle guerre, delle emergenze e degli eventi calamitosi, si sono sempre occupati, con impegno e sacrificio, della salvaguardia della nostra cultura materiale e immateriale, per tramandare ai posteri le tracce del passato e per consolidare, al contempo, le nostre radici. La mostra, oltre che per celebrare il centenario, nasce dall’esigenza di valorizzare il lavoro sistematico di riorganizzazione dei fondi dell’archivio fotografico della Soprintendenza, suddivisi tra le due sedi di Trieste e Udine, che conservano materiali storici di grande interesse a documentazione delle attività della Soprintendenza, fin dalle sue origini. Questo progetto, finanziato in parte con fondi ministeriali, in parte con il contributo della Fondazione Friuli, prevede di intervenire sull’intero patrimonio fotografico con attività di censimento, inventariazione, conservazione e digitalizzazione dei fondi fotografici storici, che annoverano alcune migliaia di immagini, per garantirne la conservazione e facilitarne la consultazione e la pubblica fruizione.

Le giornate di studio e i concerti. Oltre all’esposizione, le iniziative volte a celebrare i 100 anni di vita della Soprintendenza si articoleranno anche in tre giornate di studio (19 settembre, 10 ottobre e 14 novembre) finalizzate a ricordare le fasi salienti della nascita e della prima formazione dell’istituzione dedita alla tutela in regione, le sue attività nel corso di questo secolo di storia e le prospettive per il futuro. Il primo incontro, che si terrà il 19 settembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18.00), intitolato “La difesa del patrimonio artistico tra guerre e calamità naturali”, vedrà la partecipazione di funzionari, studiosi e rappresentanti delle istituzioni che affronteranno i temi della tutela nelle situazioni di emergenza anche con uno sguardo attento alla storia della regione durante le fasi più salienti e drammatiche dei due conflitti mondiali e del terremoto del 1976. Seguirà, il 10 ottobre 2024 (Trieste, Palazzo Economo, ore 10.30-18), una giornata di studi dedicata a “La tutela nel Terzo Millennio”, nella quale sono previsti gli interventi di esperti che delineeranno i confini, le prospettive, le problematiche e le esperienze di tutela recenti. Da ultimo, a conclusione delle iniziative, il 14 novembre 2024 (Udine, Palazzo Clabassi, ore 10.30-18), è in programma una giornata dedicata alla tutela dell’architettura contemporanea con l’incontro dal titolo “Attenzione: fragile! Riflessioni sulla tutela dell’architettura del XX secolo”, che vedrà a confronto studiosi ed esperti delle problematiche connesse alla salvaguardia dell’arte e dell’architettura contemporanea, in continuo dialogo con il contesto urbanistico.

Ogni incontro sarà chiuso da un concerto aperto al pubblico, in programma a partire dalle 19.30, rispettivamente nelle sedi che ospitano la giornata di studi. I concerti sono organizzati dalla Camera Strumentale italiana (posti limitati, si consiglia la prenotazione al seguente link https://sabapfvg.cultura.gov.it/sabap-100-1923-2023-100-anni-di-patrimonio-culturale-in-friuli-venezia-giulia/). Il primo concerto si svolgerà il 19 settembre, dopo la prima giornata di studio. Per l’evento si esibirà a Udine il duo T4TWO, con Tatiana Donis all’arpa celtica ed Elia Vigolo al violino, in un concerto dal titolo “Incanto d’Irlanda”. Il 10 ottobre è previsto invece a Trieste il concerto di fisarmonica di Roberto Daris, “Atmosfere sensuali” e per finire, il 14 novembre a Udine, si esibiranno alla chitarra Fabio Cascioli e Giulio Chiandetti del Duo Viozzi in “Concerto per il centenario di Bruno Tonazzi”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il vecchio al mare” di Domenico Starnone (Einaudi), primo appuntamento del ciclo “ETRU legge”
Al via al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia una nuova rassegna: “ETRUlegge”, ciclo di presentazioni d libri. Il primo appuntamento mercoledì 18 settembre, alle 18, nel giardino dell’emiciclo del piazzale di Villa Giulia. Presentazione del libro “Il vecchio al mare” (edizioni Einaudi), il nuovo romanzo di Domenico Starnone in dialogo con la scrittrice Chiara Tagliaferri. A seguire un brindisi insieme per inaugurare questa nuova iniziativa. Ingresso gratuito. Prenotazioni all’indirizzo: presentazioni11@yahoo.com
Il vecchio e il mare. Sulla spiaggia di un ottobre caldissimo c’è un vecchio signore che legge, scrive, passeggia. Una mattina qualcosa gli leva il respiro, gli sfugge. Cosa se ne sta andando per sempre? Muove da questo istante di smarrimento un racconto vorticoso e raffinatissimo, teso e scanzonato, che insegue Rosa, ombra di madre sarta, morta troppo presto, e Lu, giovane commessa di boutique che, nel tempo libero, coltiva la passione per la canoa. Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull’amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura.
Novità editoriali. “Ricerche e studi sul territorio del lago di Bolsena” di Luigi Catena (editrice Effigi)

Copertina del libro “Ricerche e studi sul territorio del lago di Bolsena” di Luigi Catena (editrice Effigi)
“È una parte delle mie ricerche raccolte in circa 30 anni sul territorio del lago di Bolsena”: così Luigi Catena, collaboratore di Giovanni Feo, scomparso nel 2019, che proprio agli etruschi aveva dedicato gran parte delle sue ricerche, annunciava l’uscita per il 2024 del suo libro “Ricerche e studi sul territorio del lago di Bolsena” (editrice Effigi) con capitoli dedicati, tra l’altro, a “Il sacro e il fanum voltumnae”, “L’isola bisentina e il lago di Bolsena: l’omphalos del popolo etrusco”; “La situla cineraria etrusca di Capodimonte (Bisenzio): una nuova interpretazione”; “Confronto fra due città: Volsini e Faleri Novi”. Luigi Catena per anni ha portato avanti una ricerca indipendente sulle prime presenze di insediamenti umani antichi sulle rive del lago di Bolsena e nel territorio circostante. Il presente compendio di studi mostra i risultati di queste ricerche e la visione personale dell’autore che adotta un cambio di prospettiva, rispetto alla visione tradizionale, sul Fanum Vultumnae, il luogo più sacro del popolo etrusco, dimostrando la centralità del lago all’interno di pratiche e culti degli antichi abitanti dell’Etruria e mostrando come molte di queste pratiche cultuali siano rimaste all’interno delle tradizioni popolari che ancora oggi vengono tramandate intorno al lago di Bolsena.
Urbino. Alla Galleria Nazionale delle Marche presentazione del libro “Che cosa sono i classici” dello storico dell’arte Luca Nannipieri (Skira)

Alla Galleria Nazionale delle Marche ci si interroga sui “classici” dell’arte con lo storico dell’arte toscano Luca Nannipieri che presenta il suo libro “Che cosa sono i classici” (Skira). Appuntamento nel Giardino d’inverno di Palazzo Ducale, a Urbino, martedì 17 settembre 2024, alle 17. Con l’autore del libro interverranno il direttore del museo, Luigi Gallo, e Luigi Bravi, professore ordinario di Filologia classica all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara e presidente dell’Accademia Raffaello.

Copertina del libro “Che cosa sono i classici” di Luca Nannipieri (Skira)
Che cosa sono i classici. Usiamo la parola “classici” tutti i giorni: a scuola, nei musei, nei teatri, in cucina, nell’abbigliamento, in televisione, al cinema, spesso nei libri. Ma che cosa sono? Perlustrando vari campi d’espressione, dall’arte alla letteratura, dall’architettura alla moda, dal cibo alla toponomastica, questo libro riflette sulla durevolezza o meno del segno umano. Perché abbiamo bisogno di classici e perché essi, al di là delle apparenze che li mostrano stabili, costantemente mutano? Si pensa che i classici siano opere immortali, ma se guardiamo la storia delle civiltà, ciò che constatiamo è che la caratteristica più inesorabile delle opere umane è proprio la loro mortalità. Ma questa mortalità è per sempre? No, dice la storia, a cominciare da quella specifica sequenza di espressioni che è la storia dell’arte: ogni manufatto può trascorrere secoli di oblio e poi tornare vivo e dopo, nuovamente, andare ancora in ombra. L’impermanenza è proprio il principio vitale che sta alla base delle opere dei popoli.

Luca Nannipieri, scrittore e storico dell’arte
Scrittore e storico dell’arte, Luca Nannipieri ha pubblicato con Rizzoli “Candore immortale” (2022). Tra le sue pubblicazioni, il libro A cosa serve la storia dell’arte (Skira, 2021) è stato tradotto e pubblicato in Francia, nel 2022, da L’Harmattan, nella collana diretta dal professore emerito di Sociologia della Sorbonne di Parigi Pequignot. Ha collaborato e scritto su Panorama, Il Giornale e la dorsale tosco-emiliana del Corriere della Sera. Ha curato e presentato rubriche d’arte in Rai e Mediaset. Ha tenuto conferenze nei principali musei italiani.
Novità editoriali. Il romanzo storico “Di spada e di croce” del vicentino Roberto Plevano (Biblioteca dell’immagine): un potente affresco del mondo medievale

Copertina del libro “Di spada e di croce” di Roberto Plevano (Biblioteca dell’Immagine)
“Un potente affresco del mondo medievale che arriva fino ad oggi, per comprendere la storia e le verità durature dell’animo umano”: così è stato definito il romanzo storico “Di spada e di croce” del vicentino Roberto Plevano, edito da Biblioteca dell’immagine, in occasione della presentazione del libro, la scorsa primavera, alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza. “Quando le città della Marca veneta presero le armi contro la Lega lombarda…”. Nasce un paese, un parto di fiamme e sangue. Un uomo di scienza, diviso tra la terra e Dio, è testimone dei nuovi tempi, del grandioso progetto di conquista del signore della Marca (il Trevigiano, ndr). Vive le vittorie e le sconfitte, la lotta per il potere supremo, il sogno di un amore, in un intreccio di personaggi che hanno lasciato un segno fino a oggi. Di spada e di croce. Un’opera che per la prima volta racconta, sul limite del reale e dell’invenzione, le vite e la storia della parte d’Italia destinata a diventare la Terraferma di Venezia, nell’epoca in cui era il fulcro delle due parti dell’Impero. Una terra percorsa da eserciti in armi, lacerata e insanguinata da conflitti religiosi, ma dove canto e poesia ingentilivano le corti dei signori e le piazze delle città. Il medico del signore Ezzelino da Romano narra, con le sue avventure, le vicende di una società e di un’epoca. Una voce, talvolta ironica, sempre vicina ai personaggi che incontra, ognuno con i suoi amori, odî feroci, pensieri e fedi, speranze, gioie e dolori. Un potente affresco che dal mondo medievale arriva fino al nostro tempo, ci parla, ci fa comprendere una parte così importante della nostra storia, e le verità durature dell’animo umano.
Roberto Plevano (Vicenza, 1960) dopo la laurea in Lettere, conseguita all’università di Pavia, ha collaborato con università e istituti accademici di tutto il mondo. Ha tenuto corsi di medievalistica alla University of Toronto, ha lavorato come ricercatore alla St. Bonaventure University (NY) e come professore associato alla Catholic University of America (Washington, D.C.). Insegna storia e filosofia a Vicenza. Ha scritto Marca Gioiosa (Neri Pozza, 2019).
Novità editoriali. “SP87: una nuova strada per l’archeologia della pianura bolognese 1. L’età del Ferro” a cura di Tiziano Trocchi e Melissa Della Casa (All’Insegna del Giglio)

Copertina del libro “SP87: una nuova strada per l’archeologia della pianura bolognese 1. L’età del Ferro” a cura di Tiziano Trocchi e Melissa Della Casa (All’Insegna del Giglio)
Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara, che ne ha curato l’edizione con Melissa Della Casa, archeologa alla Phoenix Archeologia Srl, lo ha definito “Il compimento di un percorso ricco di soddisfazioni dallo scavo alla pubblicazione, grazie al lavoro di molti”. Il libro, edizioni All’Insegna del Giglio, è “SP87: una nuova strada per l’archeologia della pianura bolognese 1. L’età del Ferro”. Questo primo volume, parte della collana “Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna”, dedicato alle ricerche archeologiche attuate in collegamento alle opere previste dal progetto per la “Variante alla Strada Provinciale n. 4 – Galliera” (ora SP87 “Nuova Galliera”) si concentra sui ritrovamenti – e sugli scavi archeologici – relativi all’età etrusca, compresa tra i secoli VIII e VI a.C. I ritrovamenti preromani hanno riguardato sostanzialmente l’area del nuovo sottopasso di Funo (tra la via di Funo e la SP3), dove in effetti il progetto edile prevedeva di raggiungere profondità considerevoli, che hanno permesso di toccare i piani e i paesaggi sepolti di età antica, coperti da alcuni metri di sedimenti alluvionali. Si tratta di un insediamento rurale contraddistinto dalla presenza di opere di chiusura, palizzate, che dovevano circondare settori coltivati e compound abitativi al tempo stesso, il tutto collegato a un’ingente e ricca necropoli in grado di far luce sul popolamento dell’età del Ferro a nord di Bologna.
Mercoledì 18 settembre 2024, il museo Archeologico nazionale di Firenze ospiterà il quinto appuntamento della rassegna “SFIDA – Serate FIorentine Di Archeologia”. Come nelle altre aperture serali dell’estate 2024, per l’occasione il Museo sarà aperto dalle 18 alle 22 e offrirà ai visitatori un pacchetto di attività tutte comprese nel costo del biglietto di ingresso.
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