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Roma. Alla Biblioteca Nazionale Centrale il workshop “Archeologia e Paesaggi Culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale”: due giorni di confronto sui principali temi relativi alla tutela del patrimonio archeologico, trasversali sia rispetto alla tipologia che alla cronologia dei beni coinvolti. Ecco il programma

Ogni giorno gli uffici del ministero della Cultura preposti alla tutela si prendono cura del patrimonio culturale italiano. Per l’archeologia, la presenza e l’incidenza sui territori è quanto mai rilevante. Gli scavi per conoscere sempre meglio il nostro passato, l’archeologia preventiva in occasione di opere pubbliche, il contrasto alle attività illecite, la conservazione di quanto già in luce, ecc., sono impegni quotidiani a favore del patrimonio e delle comunità che nei territori vivono. Così, nel 2024 la direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio ha ritenuto di impiegare una considerevole parte (poco più di 2 mln di euro) dei propri fondi per finanziare un ampio numero di progetti di ricerca e conservazione dei beni archeologici che incidessero concretamente sulla tutela dei territori presidiati dalle Soprintendenze. Al termine delle attività di indagine, si apre ora la possibilità di valorizzare i risultati ottenuti, sia sul piano della conoscenza scientifica e dei modelli metodologici applicati, sia dal punto di vista delle strategie di tutela e del superamento delle criticità incontrate. Ecco dunque il workshop “Archeologia e Paesaggi Culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale”, in programma alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma in viale di Castro Pretorio 105, il 22 e 23 maggio 2025, prendendo spunto dalle presentazioni dei risultati dei singoli progetti, porterà all’attenzione generale – e soprattutto alla discussione – quelli che nel panorama attuale possono essere considerati i principali temi relativi alla tutela del patrimonio archeologico, trasversali sia rispetto alla tipologia che alla cronologia dei beni coinvolti. L’incontro coinvolgerà principalmente funzionari archeologi e dirigenti del Ministero impegnati nelle attività di tutela e si svolgerà a porte aperte, nell’auspicio che il confronto possa giovarsi anche del contributo dei rappresentanti del mondo accademico e professionale. Il programma dell’evento, dopo i saluti istituzionali, sarà articolato in cinque sessioni tematiche dedicate ai diversi aspetti metodologici sottesi, ciascuna delle quali coordinata e condotta da un moderatore e conclusa da un ampio dibattito sui temi trattati. A conclusione del workshop è prevista una tavola rotonda che focalizzerà le principali criticità rilevate riguardo all’esercizio della tutela degli Uffici del Ministero, raccogliendo idee e proposte per rendere le azioni di conoscenza e tutela del patrimonio archeologico significative anche nei confronti delle comunità di riferimento.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2025. Alle 9.30, saluti istituzionali. LE INDAGINI NON INVASIVE COME RISORSA SPEDITIVA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO modera LUIGINA TOMAY, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Basilicata: 10.30, C. RESCIGNO, M.L. TARDUGNO, “Cronache da un santuario di Hera a Cuma Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Napoli”; 10.50, A. AVERNA, L. PULCINELLI, E. ROSCINI, G. SABATINI, G. POSTRIOTI, L. CERRI, “Campagna di indagini geofisiche in diversi siti archeologici dell’Umbria Progetto della Soprintendenza ABAP dell’Umbria”; 11.10, M.G. CARPENTIERO, M. FIRMATI, A. VIOLETTI, “Il sistema insediativo e produttivo dell’ager saenensis e la villa romana di Monti in Chianti (Gaiole, SI) Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Arezzo e Grosseto”; 11.30, Pausa caffè; 11.50, M. MALLEMACE, M.S. SCARAVILLI, S. ACCARDO, “Palmi (RC). Parco Archeologico dei Tauriani. Primi dati dalla campagna scavi 2024 Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia”; 12.10, D. ROCCHIETTI, A. QUERCIA, L. MAFFEIS, M. SEMERARO, “Progetto “Ri-scoprire Malano”: primi dati dalla ripresa delle indagini archeologiche nell’area della statio ad fines Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Torino”; 12.30, Discussione; 13, Pausa pranzo. METODOLOGIE E STRUMENTI DIGITALI PER NUOVI MODELLI DI TUTELA, VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE modera IRMA DELLA GIOVANPAOLA, direttore dell’Istituto centrale per l’archeologia: 14, G. CACUDI, C. ANNESE, E. DELLÙ, “Altamura (BA), Loc. Cava Pontrelli. Dalle orme dei dinosauri alla tutela paleontologica Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bari”; 14.20, L. ACCURTI, G.B. GARBARINO, F. RUBAT BOREL, A. ARCÀ, D. VARRONE, “Incisioni rupestri e iscrizioni di età romana su una parete di roccia nelle Alpi Occidentali (Bernezzo, CN – loc. Costa Nebbiera). Campagna di documentazione grafica e fotografica Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Alessandria, Asti e Cuneo”; 14,40, Discussione. RICERCA, CONSERVAZIONE E FRUIZIONE IN SITI PLURISTRATIFICATI. CONTRIBUTI ALLE STRATEGIE DI RIGENERAZIONE URBANA E MODELLI DI COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE modera VINCENZO TINÉ, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso: 15.10, C. BARTOLINI, S.L. TRIGONA, E. TORRE, “Le origini del cristianesimo a Genova. Scavi, restauri e valorizzazione della Cripta dei Santi Nazario e Celsio al Molo Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia”; 15.30, F. BARELLO, S. GAVAGNIN, F. GELTRUDINI, “Parco Archeologico Naturalistico di San Pietro in Carpignana. Nuovi dati su un contesto pluristratificato Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Imperia e Savona”; 15.50, M.L. LADDAGO, F. MICHELOTTI, C. MOINE, M. PEPE, C. ANGHINETTI, G. INCAMMISA, “Le indagini archeologiche della “piazza svelata” di Fidenza (PR) Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Parma e Piacenza”; 16.10, A. MARTELLONE, F.R. DEL FATTORE, E. IACOBUCCI, S. MARINO, A. VANZETTI, “Il sito archeologico di Campo Dragone (Scontrone, AQ). Tutela, ricerca e valorizzazione Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo”; 16.30, S. ARGENTI, A. RUGA, V. FALBO, “L’area archeologica di Petelia: dalla scoperta alla rinascita urbana a Strongoli Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Catanzaro e Crotone”; 16.50, P. AURINO, M. BARBATO, D. PISARRA, “Nuove ricerche nell’abitato arcaico di San Nicola di Amendolara Progetto della Soprintendenza ABAP per la provincia di Cosenza”; 17.10, Discussione.

PROGRAMMA VENERDÌ 23 MAGGIO 2025. PROGETTI DI VERIFICA PREVENTIVA DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO COME IMPULSO AD ATTIVITÀ DI RICERCA E AZIONI DI TUTELA. OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO E MODELLI DI LEALE COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO modera TERESA ELENA CINQUANTAQUATTRO, segretario regionale del ministero della Cultura per la Campania: 9.30, F. MAGANI, S. BINI, F. UGOLINI, F. PERICCI, “Archeologia preventiva e tutela del territorio. Il caso di Musile di Piave (VE)” Progetto della Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna; 9.50, C. LONGHI, E. GARATTI, P. RONDINI, “Il sito di Prato Pieve di Casazza (BG): presupposti ed esiti di uno scavo di tutela” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Bergamo e Brescia; 10.30, F. TOMBA, V. DI STEFANO, M. DELLI PIZZI, L. CERRI, “Il complesso produttivo romano nell’area del c.d. Casone del Partigiano a San Pietro in Casale (BO)” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; 10.50, F. GONZATO, R. PIRRAGLIA, L. URBINI, “Archeologia della produzione a Forlimpopoli (FC)” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; 11.10, M. NUZZO, S. FORMOLA, “Dagli Ittiocentauri alle fatiche di Ercole. Apparato decorativo e contesto funerario della Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum. Inquadramento preliminare” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Napoli; 11.30, Discussione. SCAVI CLANDESTINI E RINVENIMENTI FORTUITI. TRA RIAFFERMAZIONE DELLA LEGALITÀ E RICERCA DI UN MODELLO DI TUTELA CONDIVISO CON LE COMUNITÀ LOCALI modera LAURA MORO, Dirigente del Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico, Direzione generale Archeologia belle arti e paesaggio: 12, C. PIRAZZINI, C. BOVOLATO, L. RINALDI, A. MARINETTI, F. LUCIANI, “Pieve Del Grappa (TV), loc. Crespano – Rifugio Ardosetta. Scavo di un contesto a carattere votivo” Progetto della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso; 12.20, I. BENETTI, M. BALDASSARRE, F. BURCHIANTI, “La tutela archeologica dalla segnalazione al progetto di valorizzazione. Il caso della necropoli Scornabecchi a Montescudaio (PI)” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Pisa e Livorno; 12.40, F. RICCIO, A. ZUNNO, S. STRAFELLA, I. TIBERI, “Penisola di Punta dell’Aspide (Nardò, LE). Interventi urgenti di scavo e messa in sicurezza dei reperti mobili” Progetto della Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi e Lecce; 13, Discussione; 13.30, Pausa pranzo. TAVOLA ROTONDA modera LUIGI LA ROCCA, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. Alle 14.30, partecipano: FEDERICO BARELLO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona; JULIAN BOGDANI, professore associato di Metodologie della ricerca archeologica presso la Sapienza Università di Roma; PAOLO CARAFA, professore ordinario di Archeologia classica presso la Sapienza Università di Roma, consigliere del ministro per l’Antichità; TERESA ELENA CINQUANTAQUATTRO, segretario regionale del MiC per la Campania; ALESSANDRO D’ALESSIO, direttore del parco archeologico di Ostia antica.

Aquileia (Ud). Apre al Battistero della Basilica Patriarcale la mostra “La soppressione del Patriarcato e le sue eredità” incentrata sul patriarca Poppone, nell’ambito del progetto “Grande Patriarcato. Dalla fine dell’antichità ai Dolfin” con altre mostre a Grado, Udine, Cividale del Friuli, San Vito al Tagliamento

Giovedì 22 maggio 2025, alle 17, al Battistero della Basilica Patriarcale di Aquileia, si inaugura la mostra “La soppressione del Patriarcato e le sue eredità” realizzata nell’ambito del progetto “Grande Patriarcato. Dalla fine dell’antichità ai Dolfin”, titolo del volume che racconta l’evoluzione e l’influenza del Patriarcato di Aquileia sul Friuli. L’iniziativa è a cura del Gruppo Archeologico Aquileiese, con il contributo di Fondazione Aquileia, Fondazione Friuli, Pro Loco Città di Udine, Cassa Rurale FVG. A partire da Aquileia romana si sviluppò infatti il Patriarcato di Aquileia, genesi del Friuli odierno, da cui si irradiò per secoli un’influenza storica, culturale e religiosa verso ampie aree del nord Italia e le vicine regioni in Austria, Slovenia e Croazia. Accanto alla pubblicazione, c’è dunque anche una mostra diffusa che toccherà cinque luoghi simbolo della storia patriarcale: Aquileia (22 maggio – 31 agosto 2025), Grado (Il Patriarcato di Grado tra Aquileia e Venezia, dal 30 maggio al 31 agosto 2025); Udine (Splendori dell’ultima dimora Patriarcale, dal 1° giugno al 31 agosto); Cividale del Friuli (Sobria nobiltà del Patriarcato medievale, dal 31 maggio al 31 agosto); e San Vito al Tagliamento (La lussuosa vita di un patriarca prestigioso: Lodovico Trevisan, dal 24 maggio al 31 agosto durante i fine settimana). Ad Aquileia, dal 22 maggio al 31 agosto, la mostra si concentra sulla figura del patriarca del Medioevo centrale Poppone, attraverso il quale si gettarono le basi perché fosse concesso agli illustri prelati di disporre di un proprio Stato e di battere moneta.

Antica mappa del Friuli (foto gruppo archeologico aquileiese)

Il patriarca Poppone. “La figura del patriarca Poppone di Aquileia – scrive il Gruppo Archeologico Aquileiese – è tra quelle che si stagliano nitide nel panorama storico del Medioevo centrale e non soltanto per la storia locale: fu infatti paragonato a Odilone di Cluny e Bernardo di Hildesheim, ovvero due tra le più lucide personalità religiose del Medioevo centrale. Con Poppone si gettarono le basi perché fosse concesso agli illustri prelati assisi sulla cattedra aquileiese di disporre di un proprio stato, di battere moneta, di avvalersi di tutta una serie di prerogative socio-economiche e militari che accrebbero -e di molto- il loro potere e di rimando il loro ruolo. Siamo all’inizio del fatidico Mille, che vide una progressiva frattura nei rapporti tra Sacro Romano Impero Germanico e Chiesa, la quale si iscriveva nella cornice dell’ambizioso progetto teutonico di controllo dell’Italia. Tramite per l’attuazione di questo disegno fu il patriarcato di Aquileia che, collocato in posizione assai strategica per l’impero, una volta potenziato con territori più ampi e opportuni benefici, sarebbe stato una garanzia di accesso alla Pianura padana ma anche di sosta e sicuro rientro in patria per truppe, convogli, delegazioni. Tutto ciò, a condizione di poter contare su ecclesiastici di sicura fedeltà. Diversi vescovadi veneti erano poi suffraganei del patriarca e quindi anche quei valichi erano assicurati.

“L’eredità di appoggio al Santo Romano Impero Germanico dei predecessori Rodoaldo (963-983) e Giovanni (984-1019) – continua – fu raccolta da Poppone, con cui avvenne una decisa virata in un senso ancor più marcatamente di conquista. Era stato infatti posto a capo del Regnum Italicum un uomo di assoluta affidabilità, imparentato alla lontana con la casa imperiale, della nobile schiatta degli Ottocari stiriani, per la cui investitura era intervenuto direttamente l’imperatore Enrico II detto il Santo (1002-1024). Correva l’anno 1019 e avrebbe ricoperto la carica patriarcale fino al 1042. Egli possedeva un background militare, familiare e religioso, oltre a una discreta ambizione e a una ferrea tenacia. De facto dal 1019 Poppone ricoprì l’ambito ruolo di vice-imperatore germanico nel Regnum italicum, che poté gestire con notevole autonomia, ancorché non in solitudine, cercando di sanare alcune ataviche contese che si erano incancrenite per una sostanziale frammentarietà ancora marcatamente medievale.

“La spedizione militare di maggiore eco – scrive sempre il Gruppo Archeologico Aquileiese – fu quella compiuta vittoriosamente in Italia meridionale nel territorio della Marsica, a fianco del suo imperatore, nel 1021. Nel 1024, anno della scomparsa di Enrico II, Poppone, pur privato del proprio alto mentore, sembrò non veder compromessa la propria posizione dall’ascesa al trono di Corrado II il Salico, che si premurò di confermargli la propria fiducia e lo appoggiò nell’attacco durissimo sferrato all’isola di Grado per dirimere, manu militari, il dubbio sulle controversie legate all’autocefalia del patriarcato gradese, prima sostenuto dai bizantini e poi da Venezia. Successivamente egli ebbe la concessione di numerose altre liberalità dall’imperatore, a conferma della linea enriciana seguita : il controllo su Grado, il riscatto del monastero di Ossiach (fatto erigere dai genitori) e la conseguente subordinazione al patriarcato di Aquileia, l’immunità della chiesa aquileiese, il diritto di riscuotere alcuni balzelli, l’importantissimo diritto di battere moneta, i diritti di riserva di caccia e di bosco dall’Isonzo alla Livenza, l’istituzione di un capitolo di 50 canonici; tutti fattori che, unitamente alla concessione di diverse giurisdizioni religiose o mercantili e all’assoggettamento al patriarca di numerosi centri del basso Friuli, gettarono le basi dell’ormai irreversibile processo di costituzione dello stato patriarcale (dal 1077 con Sigeardo ed Enrico IV).

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)

“Nel periodo successivo, nel 1033, si verificò la ricorrenza, attesa da più parti, del millenario della Passione di Cristo, in vista del quale il patriarca aveva fatto rinnovare la basilica, consacrata il 13 luglio del 1031 e pronta ad accogliere quei pellegrini che, attirati da importanti reliquie e dalle indulgenze concesse a Poppone dal papato, avrebbero trovato un duomo di eccezionale rilievo, strutturato secondo i canoni dell’Apocalisse di Giovanni, in cui la copia del Santo Sepolcro avrebbe sottolineato una volta di più il valore salvifico assicurato dalla sosta aquileiese. Egli avviò il rinnovamento e la costruzione ex novo di diversi edifici sacri o funzionali alla vita civile e, tra le altre istituzioni religiose, si impegnò a sostegno del monastero benedettino di S. Maria di Aquileia, che con Poppone fu rifondato e dotato di una serie di importanti beni e benefici, che ne avrebbero garantito una sussistenza sicura acciocché diventasse un luogo idoneo all’accoglienza delle giovani della nobiltà tedesca votate alla vita monastica. Corrado continuò anche nel prosieguo a mantenere la fiducia nel vecchio e combattivo patriarca, che sovente era stato anche in contrasto con i papi che si erano avvicendati a Roma. Nel 1034, infatti, gli riconobbe un ulteriore territorio tra il Piave e la Livenza e nel 1035 si fece rappresentare da lui alla consacrazione dell’abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, collocata in uno dei punti cruciali della Via Francigena.

“Un fatto però giunse a interrompere il sodalizio, senza una reale possibilità di ricomporlo – spiega il GAA -: Poppone, infatti, si macchiò della colpa di aver concesso una sorveglianza troppo blanda e aver così favorito la fuga dell’amico arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano, divenuto inviso all’imperatore perché aveva appoggiato l’alta nobiltà contro feudatari minori, sostenuti invece da Corrado. Nonostante la scelta di una pubblica sottomissione, in tutto simile a quella che nel 1077 avrà per protagonista Enrico IV a Canossa, la situazione, benché si fosse andata stemperando, portò Poppone a un inesorabile isolamento, che si acuì ulteriormente due anni dopo con la scomparsa dell’imperatore. Il figlio Enrico III, che pure ebbe il riguardo di concedergli delle donazioni importanti, ritenne tuttavia di puntare su altri uomini, anche per le decisioni politiche da intraprendere in merito alle questioni italiche. Un ultimo assalto portato a Grado, recalcitrante alla sottomissione che anche Enrico III aveva sancito, attesta come lo spirito restasse indomito, nonostante le traversie patite. Poppone spirò il 28 settembre 1042, forse a seguito di un arresto cardiaco. Con lui si chiuse una stagione di grandi innovazioni, resa possibile solo grazie all’appoggio fortissimo del potere centrale, di cui egli era emanazione diretta. Aquileia con Poppone, esempio di lucida intelligenza e coraggio del cambiamento, – conclude lo scritto – ridivenne centro di irradiazione di cultura in una nuova e grande età dell’oro, dopo i fasti del periodo romano. Egli lasciò al Friuli l’eredità dello stato patriarcale e al mondo il fascino di una basilica che racchiude tra i suoi tesori anche quelli realizzati dai più quotati artisti europei del Mille, cui Poppone commissionò la “propria” celebrazione”.

Ariano nel Polesine (Ro). Per “Progetto San Basilio” la conferenza di Jacopo Bonetto (unipd) e Giovanna Falezza (sabap-vr) apre gli “Incontri di archeologia” legati allo scavo dell’abitato romano e di quello etrusco di San Basilio. Ecco il programma delle conferenze e delle visite sui cantieri di scavo

Con la conferenza di giovedì 22 maggio 2025, primo degli “Incontri di archeologia”, torna l’archeologia a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro). Grazie alla collaborazione dell’università Ca’ Foscari di Venezia e all’università di Padova, impegnate nelle diverse attività di scavo archeologico, sono in cantiere numerose iniziative nell’ambito del Progetto San Basilio per andare alla riscoperta della ricchissima storia antica del sito di San Basilio. Appuntamento dunque il 22 maggio 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la prima conferenza sul “Progetto San Basilio”, tenuta da Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e da Giovanna Falezza, direttrice del museo Archeologico nazionale di Verona e ispettrice della soprintendenza ABAP di Verona. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.

Come si diceva, la conferenza del 22 maggio è la prima degli “Incontri di archeologia” che si tengono sempre al Centro Turistico Culturale San Basilio, alle 18.30. Gli “Incontri” continuano il 6 giugno 2025 con Caterina Previato (università di Padova); il 27 giugno 2025 con Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari); l’11 settembre 2025 con Silvia Paltineri (università di Padova); il 7 novembre 2025 con Jacopo Turchetto (università di Padova). Affiancano gli “Incontri di archeologia” le visite al cantiere “Scavi aperti”, in programma il sabato mattina alle 10, con ritrovo al Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Si inizia il 24 maggio 2025 con la visita all’abitato romano a cura dell’università di Padova che promuove anche la successiva del 7 giugno 2025. Invece il 21 giugno 2025 la visita a cura dell’università Ca’ Foscari è all’abitato etrusco, come quella del 12 settembre 2025, ma quest’ultima a cura dell’università di Padova.

Venezia. Al via la due giorni di convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini

Appuntamento a Venezia, mercoledì 21 maggio 2025 in aula Baratto a Ca’ Foscari), e giovedì 22 maggio 2025 in aula Magna S. Trentin a Ca’ Dolfin, per il convegno internazionale “Women’s Oratory in the Roman World: the Gender Dimension in Ancient Speeches (VIII sec. a.C. – I sec. d.C.)” che rappresenta l’appuntamento conclusivo del progetto SPIN 2023 finanziato dall’università Ca’ Foscari, a cura di Tomaso Maria Lucchelli, Francesca Rohr Vio e Alessandra Valentini. Un gruppo interdisciplinare di studiosi internazionali si confronterà su un tema centrale nella storia romana e nella storia delle donne nel mondo romano: in quali occasioni e secondo quali modalità le donne avevano facoltà di fare politica, avvalendosi della parola? L’interrogativo nasce da due circostanze all’apparenza in contraddizione: da un lato l’esclusione dalla politica delle donne romane, destinate alla casa e alla famiglia; dall’altro le molte occasioni in cui, invece, in momenti di emergenza, esse intervengono sulla scena pubblica, avvalendosi di diversi strumenti comunicativi tra cui la parola. Il dibattito ricostruirà una realtà antica che per molti aspetti rappresenta la premessa di pratiche contemporanee, che in tante occasioni continuano a emarginare le donne dalla politica e dal suo strumento primario, ovvero la parola.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2025, ore 14.30, aula Baratto, Ca’ Foscari: apertura dei lavori. Saluti istituzionali: Alessio Cotugno, prorettore alla Comunicazione e alla Valorizzazione delle Conoscenze, università Ca’ Foscari Venezia; Stefania Ventra, delegata alla Ricerca del dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia. Introduzione: Tomaso Maria Lucchelli, università Ca’ Foscari Venezia; Francesca Rohr Vio, università Ca’ Foscari Venezia; Alessandra Valentini, università Ca’ Foscari Venezia. PRIMA SESSIONE presiede Francesca Cenerini, università di Bologna: 15, Rita Mangiameli (università Ca’ Foscari Venezia), Francesca Rohr Vio (università Ca’ Foscari Venezia) “La parola politica femminile tra tarda repubblica e prima età imperiale: modelli comunicativi, archetipi e forme di legittimazione”; 15.50, Cristina Rosillo López (Universidad de Sevilla) “El papel de las madres en los discursos públicos durante la República tardía”; 16.20, Alessandra Valentini (università Ca’ Foscari Venezia) “Dalla parola al pianto: le prefiche tra scena pubblica e ritualità nel funus romano”; 16.50, Discussione; 18, percorso storico in Laguna per i relatori.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2025, ore 9.30, aula Magna “Silvio Trentin”, Ca’ Dolfin. SECONDA SESSIONE presiede Valentina Arena, University of Oxford. Alle 9.30, Henriette van der Blom (University of Birmingham) “Valerius Maximus on female speakers”; 10, Sara Borrello (università Ca’ Foscari Venezia) “The worst has at last prevailed; controversies are now decided by violence and the sword.” (Plut. C. Gracch. 15.3). Politically-charged words by Licinia, wife of Gaius Gracchus”; 10.30, Francisco Pina Polo (Universidad de Zaragoza) “Las mujeres como objetivo de la invectiva política en la Roma tardorrepublicana”; 11, discussione; coffee break. TERZA SESSIONE presiede Silvia Giorcelli, università di Torino. Alle 12, Elisabetta Todisco (università di Bari) “Parlare (invano?). Voci di donne al tempo delle proscrizioni”; 12.30, Asia Rossetti (università Ca’ Foscari Venezia), Alison Zambon (università Ca’ Foscari Venezia) “Matronae. Voci di donne dall’antica Roma”: i discorsi politici delle donne nei podcast”; 13, discussione; pausa pranzo. QUARTA SESSIONE presiede Stefania De Vido, università Ca’ Foscari Venezia: alle 15, Lewis Webb (University of Gothenburg) “Vox precantum: Female prayer and oratory in the Roman Republic and Principate”; 15.30, Alison Cooley (University of Warwick) “Characterising women’s speech and action in Early Imperial Rome”; 16, Beatrice Girotti (università di Bologna) “Donne di parola? Esempi di continuità e innovazione tra leadership e ministero (sec. I-IV d.C.)”. Coffee Break; 17, Discussione; 17.30, Conclusioni Luca Mondin (università Ca’ Foscari Venezia)

Roma. Al via il IV Convegno Internazionale di Archeologia Aerea “L’eredità di Bradford (1975-2025) – Immagini aeree e paesaggi antichi” a distanza di 50 anni dalla prematura scomparsa di John Bradford, autore di uno dei testi fondamentali e più conosciuti nel campo dell’archeologia aerea: quattro giorni di contributi tra Aerofototeca Nazionale, Cnr, British School at Rome, Sapienza Università di Roma. Ecco il programma

A distanza di 50 anni dalla prematura scomparsa di John Bradford (1918-1975), autore del libro “Ancient Landscape” (1957), uno dei testi fondamentali e più conosciuti nel campo dell’archeologia aerea, il IV Convegno Internazionale di Archeologia Aerea “L’eredità di Bradford (1975-2025) – Immagini aeree e paesaggi antichi”, si svolgerà a Roma dal 20 al 23 maggio 2025, nelle sedi dell’Aerofototeca Nazionale, della British School at Rome e della Sapienza Università di Roma, ha come tema principale e filo conduttore l’eredità scientifica dello studioso inglese, uno dei pionieri e dei più grandi maestri nell’uso delle immagini aeree per l’aerotopografia archeologica. Lingue ufficiali del convegno: italiano e inglese. Organizzato dal Laboratorio di Topografia antica e Fotogrammetria (LabTAF) dell’università del Salento e dall’ Archaeological Mapping Lab | Laboratorio di Topografia Antica e Cartografia Archeologica del CNR ISPC, in collaborazione con l’Aerofototeca Nazionale dell’ICCD, la British School at Rome e la Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Scienze dell’Antichità, il convegno offre anche un quadro rappresentativo dei principali orientamenti e metodologie di ricerca che animano l’attuale panorama italiano e internazionale dell’archeologia aerea.

PROGRAMMA MARTEDÌ 20 MAGGIO. ICCD – Aerofototeca Nazionale (Sala della Biblioteca delle Arti, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, via di San Michele a Ripa, 22): alle 14, Indirizzi di saluto, LUIGI LA ROCCA (capo dipartimento Tutela del Patrimonio culturale – MiC), CARLO BIRROZZI (direttore ICCD), FRANCESCO DI LORENZO (responsabile Aerofototeca Nazionale); 14.30, Apertura dei lavori “L’eredità di Bradford (1975-2025)”: GIUSEPPE CERAUDO, IMMACOLATA DITARANTO, VERONICA FERRARI, GIUSEPPE SCARDOZZI “Immagini aeree e paesaggi antichi”; COL. GERARDO CERVONE, COL. EDOARDO GRASSIA (Stato Maggiore Aeronautica) “L’Archivio Storico dell’Aeronautica Militare”. PRIMA SESSIONE “TRA FOTO AEREE STORICHE E RECENTI” [chair: ELIZABETH J. SHEPHERD]: alle 15, CRISTINA CORSI, A scuola di fotointerpretazione. Un dossier inedito di foto aeree storiche dell’Aeronautica Militare su Santa Severa (Santa Marinella, Roma); 15.20, FRANCESCA CARINCI, ANTONIO LEOPARDI, MARA ROMANIELLO, ADRIANA VALCHERA, L’eredità di Adamesteanu. L’archivio fotografico della Soprintendenza della Basilicata per la tutela del territorio”; 15.40, ALESSANDRA DELL’ANNA, ROBERTA CRISTALLO, “Storie in volo: l’arte di comunicare l’Aerofototeca Nazionale”; 16, GIUSEPPE SCARDOZZI, LAURA CASTRIANNI, “Aerofotografie storiche per lo studio delle città antiche del Nord-Africa: i casi di Tripoli-Oea e Bengasi-Berenice”; 16.20, pausa caffè; 16.20, Presentazione Poster [chair: GIANLUCA CANTORO]: alle 17, RODOLFO BRANCATO, IMMACOLATA DITARANTO, FRANCESCA DI PALMA, GIUSEPPE LUONGO, PASQUALE MEROLA, “Indagini aerotopografiche ad Atella (Sant’Arpino-CE). Un approccio integrato tra tradizione e innovazione”; 17.20, GIOVANNA CERA, “Lo studio del paesaggio antico attraverso i dati aerofotografici e da telerilevamento. Controllo del territorio, viabilità, appoderamento e popolamento nell’alta valle del Volturno”; 17.40, PATRIZIA TARTARA, “Cerveteri ed il suo territorio: dalla documentazione del paesaggio antico a quello attuale”; 18, Discussione.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 21 MAGGIO. Consiglio Nazionale delle Ricerche (Sala Convegni, piazzale Aldo Moro, 7): alle 9, Indirizzi di saluto, SALVATORE CAPASSO (direttore dipartimento Scienze umane e sociali, Patrimonio culturale – CNR); COSTANZA MILIANI (direttrice Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale – CNR). Apertura dei lavori SECONDA SESSIONE “ARCHEOLOGIA AEREA PER LO STUDIO DEI PAESAGGI ANTICHI” [chair: MARCELLO GUAITOLI]: alle 9.20, FEDERICA BOSCHI, ENRICO GIORGI, GIUSEPPE GUARINO, “Archeologia del paesaggio di una città adriatica. Trenta anni di ricerche a Suasa (AN)”; 9.40, GILLES LEROUX, “I paesaggi gallici riscoperti dei bacini della Seiche e dell’Oudon”; 10, GRÉGORY MAINET, GIUSEPPE CERAUDO, DARIO DAFFARA, JOÉ JUNCKER, “Il contributo del remote sensing all’elaborazione della carta archeologica del suburbio meridionale di Ostia (località Pianabella)”; 10.20, LUISA MIGLIORATI, GIORGIA LEONI, ALESSANDRO VECCHIONE, “Peltuinum tra dati aerofotografici e verifiche archeologiche”; 10.40, pausa caffè [chair: STEFANIA QUILICI GIGLI]: alle 11, GIORGIO F. POCOBELLI, “Nuovi dati sulla limitatio di Florentia”; 11.20, IMMACOLATA DITARANTO, MARIN HAXHIMIHALI, “Indagini integrate sulle trasformazioni del paesaggio costiero albanese: Apollonia di Illiria e il suo porto”; 11.40, MICHELE SILANI, MICHELE STEFANILE, MARIA LUISA TARDUGNO, “Tra cielo e mare. Fotografia aerea e resti sommersi: nuovi dati per la mappatura della ripa puteolana (Pozzuoli, Italia)”; 12, ROBERTO GOFFREDO, ANTONIO MINERVINO AMODIO, NICODEMO ABATE, ALESSIA FRISETTI, ANTONIO LOPERTE, ROSA LASAPONARA, NICOLA MASINI, “Percorsi integrati di indagini non invasive a Castiglione (Conversano, Puglia): dalla ricostruzione dei paesaggi storici al progetto di tutela e valorizzazione del sito”; 12.20, DAMIANO PISARRA, PAOLA AURINO, MARIANGELA BARBATO, “I paesaggi della Sibaritide. Il rapporto uomo-ambiente nella diacronia dei sistemi insediativi”; 12.40, Discussione; 13, pausa pranzo. Alle 14, Presentazione [chair: ENRICO GIORGI]; 15, ANDREA ANGELINI, GIOVANNI CARATELLI, MARILENA COZZOLINO, VINCENZO GENTILE, PAOLO MAURIELLO, DANIELA QUADRINO, “L’area archeologica di Madonna del Piano a Castro dei Volsci (FR). Una lettura integrata per la conoscenza e la valorizzazione”; 15.20, DARIO MONTI, “Distant eyes on the Apennines. The contribution of aerial photography and remote sensing to the understanding of the territory of northern inland Sabina between the pre-roman and roman periods”; 15.40, VINCENZA FORGIA, “Paesaggi in movimento: il tracciato della via Valeria tra Thermae Himeraeae e Aquae Segestanae”; 16, GLORIA ADINOLFI, RODOLFO CARMAGNOLA, PATRIZIA TARTARA, “Trasformazioni del paesaggio tarquiniese”; 16.20, pausa caffè [chair: MARIA LUISA MARCHI]; 16.40, PASQUALE MEROLA, “Memorie di guerra della Legione Straniera in Marocco: le fortezze per il controllo del territorio”; 17, PATRIZIA GENTILE, “Sistemi di telerilevamento e di rappresentazione del territorio finalizzati all’incremento della conoscenza del patrimonio archeologico del Tavoliere”; 17.20, FIORELLA DE LUCA, “Studio e analisi di un abitato fortificato della chora tarantina: l’insediamento “messapico” di masseria Vicentino (Grottaglie -TA)”; 17.40, Discussione.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 22 MAGGIO British School at Rome (via Antonio Gramsci, 61): alle 9, Indirizzi di saluto, ABIGAIL BRUNDIN (direttrice della British School at Rome); STEPHEN KAY (British School at Rome). Apertura dei lavori TERZA SESSIONE “L’EREDITÀ DI BRADFORD” [chair: STEPHEN KAY]: alle 9.20, LAURA CASTRIANNI, ALESSANDRA GIOVENCO, “Rescued from pulping. Aerial photography and Bradford’s cultural legacy across archival collections at the BSR”; 9.40, DARIO DAFFARA, ELIZABETH J. SHEPHERD, “Beneath, beyond the valley, breaks the sea: John Bradford a Ostia”; 10, WŁODZIMIERZ RĄCZKOWSKI, “John Bradford’s landscapes and beyond: reflections on remote sensing applicability in the past landscapes studies”; 10.20, BARTUL ŠILJEG, HRVOJE KALAFATIĆ, RAJNA ŠOSIĆ KLINDŽIĆ, “Bradford legacy in Croatia – 50 years after”; 10.40, pausa caffè [chair: MARCELLO SPANU]; 11, MARINELLA PASQUINUCCI, “J.S.P. Bradford, P. Fraccaro e lo studio dei territori centuriati”; 11.20, VERONICA FERRARI, “Bradford e l’ager Aecanus: “un incomparabile paesaggio centuriato romano”; 11.40, GIUSEPPE CERAUDO, “Successful strategy depends on the right tactics”. Archeologia aerea e questioni di metodo: da Bradford ai droni”; 12, FRANCESCO ARTIBANI, “Viaggi e visioni di John Bradford: una straordinaria storia da raccontare a fumetti”; 12.40, Discussione; 13, pausa pranzo [chair: FRANK VERMEULEN]; 14.30, FRANCESCO MARIA CIFARELLI, STEPHEN KAY, ALBERTA MARTELLONE, ELENA POMAR, CHRIS WHITTAKER, CESARE FELICI, “The contribution of remote sensing and geophysical prospection to the investigation of the vicus of Furfo, Abruzzo”; 14.50, VALENTINA PESCARI, GIORGIO F. POCOBELLI, STEFANO CAMPANA, KEN SAITO, BEATRICE FOCHETTI, PAOLO LIVERANI, “La Tenuta Presidenziale di Castelporziano e il progetto Hidden Landscape of Latium (HiLL): le foto RAF per la conoscenza dell’antica costa Laziale”; 15.10, MARIA LUISA MARCHI, GIOVANNI FORTE, ANTONELLA FRANGIOSA, VITTORIO PETRELLA, “Dopo Bradford. I paesaggi della Daunia raccontano la loro storia dal cielo”; 15.30, ANNA PAOLA MOSCA, “La penisola del Sinis e l’insediamento di Tharros: una lunga storia di ricerche e di impiego di fotografie aeree”; 15.50, pausa caffè [chair: PAOLO LIVERANI]: alle 16.30, GIANCARLO PASTURA, FRANCESCA FRANDI, Archeologia Preventiva e proximal sensing. Applicazioni e sperimentazioni connesse alla progettazione di infrastrutture ferroviarie”; 16.50, BEATRICE FOCHETTI, “L’utilizzo integrato di fotografia aerea, indagini geofisiche e ricerche d’archivio per lo studio del monumento antico: il caso di Falerii Novi”; 17.10, FRANK VERMEULEN, LIEVEN VERDONCK, DEVI TAELMAN, ELENA POMAR, “Discovery of a large suburban villa near the south gate of Falerii Novi (Lazio): confronting aerial photography with geophysical prospection and focused stratigraphic probing”; 17.30, Discussione.

PROGRAMMA VENERDÌ 23 MAGGIO Sapienza Università di Roma (Museo dell’Arte Classica, Aula di Archeologia): alle 9, Indirizzi di saluto, FRANCESCA ROMANA STASOLLA (direttrice del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza Università di Roma), MARIA TERESA D’ALESSIO (direttrice della Scuola di Dottorato in Archeologia – Sapienza Università di Roma). Apertura dei lavori QUARTA SESSIONE “METODOLOGIE INTEGRATE DI REMOTE SENSING PER LO STUDIO DEI CONTESTI ANTICHI [chair: IRMA DELLA GIOVAMPAOLA]: alle 9.20, LAURA EBANISTA, ALESSANDRO JAIA, “L’uso degli indici NDVI e VARI nell’ambito della diagnostica archeologica”; 9.40, FEDERICA BOSCHI, ILARIA LATINI, ENRICO ZAMPIERI, “Archeologia scoperta e riscoperta. Il progetto SEARCH – Sensing ARCHaeology – e le nuove acquisizioni”; 10, GIUSEPPE P. CIRIGLIANO, GABRIELE MAZZACCA, FABIO REMONDINO, PAOLO LIVERANI, GIOVANNA LIBEROTTI, GIANLUCA CANTORO, GIORGIO F. POCOBELLI, HERBERT MASCHNER, STEFANO CAMPANA, “Archeologia delle aree boschive del mediterraneo. Acquisizione, processing, interpretazione di dati LiDAR ad alta risoluzione nell’ager Rusellanus”; 10.20, GRÉGORY MAINET, PHILLIPPE DE SMEDT, CLAUDIA DEVOTO, THOMAS MORARD, MARCELLO TURCI, LIEVEN VERDONCK, JEROEN VERHEGGE, FRANK VERMEULEN, “Un confronto tra riprese aeree e indagini geofisiche: la zona non scavata della regio IV a Ostia antica”; 10.40, GIUSEPPE CACCIAGUERRA, ALESSANDRA CASTORINA, “Archeologia aerea e paesaggio costiero tra l’età classica e medievale. Insediamenti, viabilità e latomie nell’area megarese”; 11, pausa caffè [chair: STEFANO CAMPANA]; 11.20, JACOPO TURCHETTO, SILVIA PALTINERI, CATERINA PREVIATO, JACOPO BONETTO, “Remote e proximal sensing a San Basilio (Ariano nel Polesine, Rovigo)”; 11.40, FABRIZIO MOLLO, MARCO SFACTERIA, ANTONIO MINERVINO AMODIO, GIUSEPPE CORRADO, DARIO GIOIA, LUIGI BLOISE, “Santa Gada di Laino Borgo: indagini integrate per la ricostruzione di un sito e del suo paesaggio”; 12, Discussione; 12.30, Assemblea annuale della Consulta di Topografia antica; 13, pausa pranzo; Presentazione Poster [chair: NICOLA MASINI]; 15, TILL HENDRIK MÜLLER, MATTHIAS LANG, “Remote Sensing on the Monte Abatone Plateau (Cerveteri, RM). New contributions to almost 100 Years of Aerial Archaeology on the Caeretan southern Necropolis”; 15.20, ANTONIO CORBO, CARLO VIRILI, ALESSANDRO JAIA, “Approcci multiscala e multi sensore per lo studio della topografia antica della conca velina e del bacino di Piediluco”; 15.40, BRUNO MARCOLONGO, “Foto aeree zenitali e immagini multispettrali da satellite per la ricostruzione dell’occupazione antica dell’oasi di Dûmat al-Jandal (Arabia Saudita)”; 16, GIANLUCA NORINI, CORRADO ALVARO, MARIACARMELA MONTESANTO, TATIANA PEDRAZZI, MARINA PUCCI, “Amrit e la sua regione (Tartus, Siria): l’uso di LiDAR, immagini satellitari e scansioni 3d per l’analisi del paesaggio urbano e dell’ambiente”; 16.20, pausa caffè; [chair: ALESSANDRO JAIA]: 16.40, NICOLA MASINI, IVAN GHEZZI, NICODEMO ABATE, MARIA SILEO, ANTONIO MINERVINO AMODIO, VALENTINO VITALE, ROSA LASAPONARA, “Approccio integrato multisensore per lo studio dell’Osservatorio Solare di Chankillo in Perù”; 17, ILARIA MICCOLI, “Applicazioni GIS e di remote sensing per lo studio delle divisioni agrarie antiche nella valle del fiume Bistrica (Albania)”; 17.20, JORGE ANGÁS, PAULA URIBE, CRISTIAN IRANZO, CARLOS VALLADARES, LARA ÍÑIGUEZ, ENRIQUE ARIÑO, JOSÉ ÁNGEL ASENSIO, MILAGROS NAVARRO, VERÓNICA MARTÍNEZ, JOSEP MARÍA GURT, Mª ÁNGELES MAGALLÓN, “A Decade of Expertise in Aerial Archaeology from Satellite to Drone: Exploring Spain and Beyond the Mediterranean”; 17.40, PAWEL WOLF, “Detecting and studying ancient rural settlement structures in Shaqadud (Northern Sudan) by UAV-based 3Dphotogrammetry, satellite imagery and GIS”; 18, Discussione e conclusioni.

Isole Tremiti (Fg). Iniziata sull’isola di San Nicola la campagna di scavi archeologici “Sulle tracce di Giulia Minore” nell’ambito del progetto M.A.R.E.A. (Mediterraneo Archeologia Etnografia Ambiente) condotta dall’università di Foggia con il Comune di Isole Tremiti, università di Bari, soprintendenza ABAP FG-BAT e con il supporto di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione

È iniziata il 18 maggio e si protrarrà fino al 31 maggio 2025 la campagna di scavi archeologici sull’Isola di San Nicola (Isole Tremiti, Fg) finanziata dall’Unione Europea e condotta dall’università di Foggia in collaborazione con il Comune di Isole Tremiti, università di Bari, soprintendenza ABAP FG-BAT e con il supporto di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione. Il principale obiettivo è la domus romana, probabile residenza di esilio di Giulia Minore, nipote dell’imperatore Augusto. Ma verranno condotte anche indagini sulle numerose cisterne medioevali presenti nell’isola.

Il team del Progetto MAREA impegnato nelle indagini archeologiche sull’isola di San Nicola nelle tremiti (foto asso)

L’ingresso dell’università di Foggia (foto unifg)

Le indagini archeologiche sull’Isola di San Nicola “Sulle tracce di Giulia Minore” rientrano nel progetto M.A.R.E.A. (Mediterraneo, Archeologia, Etnografia, Ambiente), finanziato dall’Unione Europea (NEXTGENERATIONEU”, progetto “CHANGES“, Spoke 1 Università di Bari), che si occupa dello studio e della valorizzazione dei siti costieri e subacquei. Isole Tremiti, Vieste, Gargano, Siponto, Salapia, Taranto, Porto Cesareo, le Cesine (Vernole), Santa Maria di Leuca-Canale d’Otranto, sono solo alcuni dei siti campione oggetto di ricerche con l’università di Foggia, università del Salento, la Società di Topografia s.r.l.

Testa di Giulia Minore da Velia, conservata a Paestum (foto pa-paeve)

“È la prima volta che un Ateneo conduce ricerche in via ufficiale a San Nicola”, scrive Antonio D’Amico sulla rivista Riserva Marina Isole Tremiti, “e si scaverà nella zona in cui insiste la 𝑑𝑜𝑚𝑢𝑠 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑎 che la tradizione vuole sia stata la dimora di Giulia Minore (Roma 19 a.C. – Isole Tremiti 28 o 29 d.C.), nobildonna romana e nipote dell’imperatore Augusto che ne decise l’esilio e dove pare sia stata anche sepolta. Prima di lasciare Roma, Giulia ebbe una relazione adulterina con Decimo Giunio Silano. Pare che, da quel rapporto, a Tremiti sia poi nato anche un bambino dichiarato “illegittimo” e per volere dell’imperatore, condannato all’𝑒𝑥𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑜, cioè all’abbandono del neonato in un luogo pubblico. Solo l’università di Bologna ha condotto attività di ricerche sull’isola ma in superficie individuando anche i resti della domus“.

Padova. A Palazzo Liviano presentazione del libro “L’VIII secolo a.C. in Veneto” di Vanessa Baratella e del libro “Padova 800 a.C.” a cura di Vanessa Baratella e Massimo Vidale

L’VIII secolo a.C. in Veneto e a Padova in particolare lunedì 19 maggio 2025, alle 16.45, al museo di Scienze archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano a Padova, quando – a cura del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova – verranno presentati due libri: “L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie” di Vanessa Baratella (Sap libri), interviene Marco Pacciarelli (università di Napoli “Federico II”); e il libro “Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi” a cura di Vanessa Baratella e Massimo Vidale (edizioni Antilia), interviene Cristiano Iaia (università di Torino).

Copertina del libro “L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie” di Vanessa Baratella

L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie. L’VIII secolo a.C. rappresenta un momento di cruciale importanza sul piano storico, sociale, politico ed economico per il Veneto preromano: è infatti in questo preciso orizzonte cronologico che i centri veneti sono coinvolti nel cosiddetto fenomeno della protourbanizzazione. Tale fenomeno si manifesta attraverso un processo di selezione e la concentrazione del popolamento in siti di notevoli dimensioni e densamente abitati – come Este, Padova, Gazzo Veronese, Oderzo e Concordia –, nei quali emergono in modo evidente strutture sociali di tipo gentilizio-clientelare. In concomitanza con l’affermazione del modello protourbano si attesta in tutto il Veneto l’adozione di un preciso repertorio di forme e decorazioni, che si discosta in modo evidente da quello tipico delle ultime fasi del Bronzo Finale e che viene definito, per l’appunto, veneto. Gli studi e le ricerche sul Veneto preromano si sono susseguiti sin dalla fine dell’Ottocento e hanno avuto sostanziale continuità fino ai primi vent’anni del Novecento. Dopo una lunga interruzione, dagli anni ’60 del Novecento l’interesse per il tema ha ripreso consistenza, attraverso la pubblicazione di fondamentali studi sulla cronologia relativa e assoluta e l’edizione di importanti contesti, tra i quali i sepolcreti del centro di Este. A seguito dell’ormai imponente mole di dati a disposizione per questo orizzonte, derivanti sia delle ricerche ottocentesche che dagli scavi più recenti, sorge ad oggi l’esigenza di una loro sistematizzazione, attraverso lo studio tipologico e cronologico dei materiali ed il loro inquadramento culturale, ai fini di un’analisi organica ed esaustiva delle occorrenze fino ad oggi note. Questo volume si propone, pertanto, di illustrare i risultati dello studio delle evidenze funerarie edite provenienti dalle necropoli venete e datate, in letteratura, all’VIII secolo a.C.; a questo ampio campione è stata affiancata una selezione di sepolture provenienti dai nuclei di necropoli di Este Fondo Rebato e Fondo Capodaglio ex-Nazari, contesti di fondamentale importanza che, ad oggi, risultano ancora pressoché del tutto inediti. Questo lavoro ha permesso di ottenere la formalizzazione di una tipologia di tutti i materiali (manufatti ceramici e diverse categorie di oggetti in bronzo – armi, ornamenti, vasellame in lamina –) e di proporne un inquadramento cronologico. La ricerca di confronti e parallelismi per i tipi individuati, volta alla definizione delle traiettorie di comunicazione e scambio con le comunità coeve, è stata condotta a medio ed ampio raggio, ovvero sia in contesti italiani – in primis di ambito villanoviano e golasecchiano – sia in quelli centroeuropei ed europei occidentali, nelle aree coinvolte dall’orizzonte di Hallstatt. Infine, l’applicazione del metodo statistico-combinatorio al fine dell’elaborazione di una tabella di associazione ha aperto la strada ad una nuova riflessione sulle potenzialità informative del campione analizzato: alcuni aspetti peculiari del rituale funerario veneto della prima età del Ferro, tra i quali, su tutti, la pratica delle riaperture delle tombe, giocano un ruolo particolarmente rilevante nella possibilità di identificare e definire fasi e sotto fasi dell’orizzonte in esame.

Copertina del libro “Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi” a cura di Vanessa Baratella e Massino Vidale

Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi. Questo progetto si è protratto per quasi tre anni (dallo scavo, alle analisi e alla pubblicazione dei risultati), e si è cercato di rispondere a molte domande sull’archeologia di Padova antica: si potevano datare con tecniche radiometriche i primi livelli abitativi di Padova? Dove si fabbricavano le ceramiche usate nei primi tempi della città? I vasi conservavano tracce di quanto gli antichi mangiavano e bevevano? Come erano organizzati il lavoro dei lapicidi e dei metallurghi, e i reticoli commerciali che tali attività sostenevano? La sfida è stata quella di cercare le tracce del sorgere di una intera città con uno scavo dilazionato nel tempo e in assoluto riduzionista, essendo il cuore dei dati incentrato su due metri cubi di deposito archeologico, nel quale erano tuttavia celati un sorprendente insieme di vasi ceramici e resti di installazioni e pratiche metallurgiche. I dati di scavo e lo studio formale dei reperti, sia artificiali sia biologici, sono stati integrati con una nutrita serie di approfondimenti analitici.

Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana c’è la Festa villanoviana con rievocazione storica del villaggio nel 172° anniversario della scoperta di una civiltà fino allora sconosciuta. E visita guidata gratuita al MuV. Inaugurato il nuovo deposito archeologico

A Villanova di Castenaso (Bo) giornata speciale domenica 18 maggio 2025, in occasione della Giornata internazionale dei Musei: dalle 15.30 alle 18.30, il museo della Civiltà villanoviana propone la “Festa villanoviana: rievocazione storica del villaggio”, e alle 16.30, visita guidata gratuita al Museo con ingresso gratuito. Il 18 maggio del 1853, durante lavori agricoli, il conte Giovanni Gozzadini trova i primi resti di una civiltà fino a quel momento sconosciuta, quella che lui stesso chiamerà civiltà Villanoviana. Nella Giornata Nazionale dei Musei, che quest’anno coincide con il centosettantaduesimo anniversario della scoperta delle più antiche radici del popolo Etrusco, al MUV verrà allestito un vero e proprio villaggio Villanoviano con dimostrazione di antichi mestieri a cura dell’associazione di rievocazione storica Legiones in Agro Boiorum.

Intanto sabato 17 maggio 2025, è stato inaugurato il deposito archeologico istituito a Villanova di Castenaso al MUV-Museo della civiltà Villanoviana, frutto di una convenzione firmata tra Soprintendenza e Comune di Castenaso. Il deposito sarà usato per conservare i reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte sul territorio, consentendo così non solo la loro tutela, ma anche lo studio, il restauro ed eventualmente la loro esposizione all’interno di mostre tematiche.

Roma. Apertura straordinaria della Piramide di Caio Cestio a Porta Ostiense con accesso libero

La Piramide di Caio Cestio vista dalle mura Aureliane di Roma (foto ssabap-roma)

La Piramide di Gaio Cestio a Roma sarà eccezionalmente aperta domenica 18 maggio 2025, dalle 15.15 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.30) con accesso libero. La Piramide di Caio Cestio racchiude una camera sepolcrale, di circa 23 metri quadrati, con volta a botte, murata al momento della sepoltura, secondo l’usanza egiziana. Le pareti sono decorate a fresco secondo uno schema decorativo a pannelli, all’interno dei quali si distinguono, su fondo chiaro, figure di ninfe alternate a vasi lustrali. In alto, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate recano nelle mani una corona e un nastro; al centro in origine doveva essere una scena di apoteosi raffigurante il titolare del sepolcro.

La Piramide di Caio Cestio a Porta Ostiense a Roma (foto ssabap-roma)

Dettaglio di un affresco della cella della Piramide di Caio Cestio a Roma (foto ssabap-roma)

La Piramide Cestia è l’unico monumento superstite di una serie presente a Roma nel I sec. a.C. quando l’edilizia funeraria fu interessata dalla moda sorta dopo la conquista dell’Egitto nel 31 a.C. Caio Cestio, uomo politico romano, membro del collegio sacerdotale degli epuloni, dispose nel testamento che la costruzione del proprio sepolcro, in forma di piramide, avvenisse in 330 giorni. La tomba fu innalzata lungo la Via Ostiense, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C. cioè tra l’anno di promulgazione della legge contro l’ostentazione del lusso che impedì di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi, e quello della morte di Agrippa, genero di Augusto, menzionato tra i beneficiari del testamento. La Piramide fu successivamente inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano.

Venezia. Per la Giornata internazionale dei Musei visita guidata gratuita al museo di Torcello con l’archeologo Marco Paladini (università Ca’ Foscari)

In occasione della Giornata internazionale dei Musei ICOM 2025 “Il futuro dei Musei nelle comunità in costante evoluzione”, tradizionale appuntamento in cui la comunità internazionale dei musei accoglie calorosamente il proprio pubblico, le sale espositive del museo di Torcello (Ve) domenica 18 maggio 2025, dalle 15.45 alle 17.15, saranno aperte gratuitamente a tutti i visitatori per l’intera giornata. Guidati dell’archeologo Marco Paladini che ha partecipato alle più recenti campagne di scavo a Torcello e Lio Piccolo come componente del team di ricerca dell’università Ca’ Foscari di Venezia, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della storia dell’isola “raccontata” dalle memorie della terra scavata e dalla collezione del museo e inserita nel più ampio paesaggio storico di Altino e della Laguna Nord. Il percorso e la visita al museo sono gratuiti (durata massimo un’ora e mezza). Punto di ritrovo: all’ingresso del Museo alle 15.45. Accompagnamento archeologico di Scatola Cultura cooperativa sociale.