Giardini Naxos (Me). Al Teatro della Nike il premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos. Ecco i premiati

Sabato 5 settembre 2026, alle 19, nel Teatro della Nike (parco archeologico di Naxos) a Giardini Naxos (Me), consegna del premio “Comunicare l’Antico” nato dalla sinergia con il parco archeologico di Naxos e con Archeoclub Giardini Naxos – Taormina – Valle Alcantara (Me) nell’ambito della XVI edizione di Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro. Il riconoscimento celebra personalità e realtà che custodiscono, studiano e promuovono la cultura classica e il patrimonio del mondo antico. Dopo i saluti di Adriana Pizzino, direttrice del parco archeologico Naxos Taormina; Salvatore Agatino Bosco, sindaco di Giardini Naxos; Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxos Legge; la consegna dei premi. Conduce la serata la giornalista Francesca Russo. Interventi musicali del maestro Puccio Castrogiovanni. I premiati della IX edizione saranno: Theodoros Terzopoulos, regista teatrale, fondatore e direttore artistico dell’Attis Theatre Company, ispiratore delle Olimpiadi Teatrali e Presidente del relativo Comitato Internazionale; Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e direttrice delegata di importanti istituzioni museali nazionali; il Festival dei Popoli Italici, ideato da Federico Fioravanti e dall’Associazione culturale Arché. Ritirerà il premio Letizia Rosati, assessore alla Cultura del Comune di Rieti; Giorgio Ieranò, traduttore teatrale, saggista e docente di Letteratura greca all’università di Trento, dove dirige il laboratorio di ricerca sul teatro antico “Dionysos”; tourismA – Salone Internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale, manifestazione fiorentina dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico; Francesco Muscolino, archeologo taorminese e direttore dei musei nazionali di Cagliari; Fabrizio Sudano, archeologo e direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, sede dei celebri Bronzi di Riace.
Canosa di Puglia (BAT). “Canusium romana”: visita guidata al tramonto alla scoperta dei tesori archeologici della città

Il 5 settembre 2026, alle 18.30, a Canosa di Puglia (BAT), si può fare un salto indietro nel tempo di duemila anni tra i segreti di “Canusium romana”: una suggestiva visita guidata al tramonto porterà i partecipanti alla scoperta dei tesori archeologici di Canosa di Puglia. L’itinerario inizia dal parco archeologico di San Leucio, che è il punto di incontro, e prosegue al Tempio di Giove Toroo, quindi alle Terme Lomuscio, al mosaico di Piazza Terme per concludersi alla Domus romana. Un percorso affascinante tra mosaici millenari, maestose vestigia e antiche dimore per vivere l’archeologia da vero protagonista. E dopo la cultura… il gusto! Al termine della visita potrai concludere la serata approfittando dei menu convenzionati pensati appositamente per i partecipanti all’evento. I posti sono limitati. Info e prenotazioni allo 333 885 6300.
Santa Marinella (Roma). “Pyrgi archeo clean up”: percorso partecipato di archeo-ecologia e valorizzazione della costa con gli archeologi della Sapienza università di Roma

A pochi giorni dall’inizio della campagna di scavo 2026 nel sito archeologico di Pyrgi (Santa Marinella, Roma) a cura di Sapienza università di Roma, è in programma un’attività condivisa per prenderci insieme cura del sito archeologico. Appuntamento al Castello di Santa Severa sabato 5 settembre 2026, alle 10.30, per “Pyrgi archeo clean up”: percorso partecipato di archeo-ecologia e valorizzazione della costa. In programma un’attività di ripulitura aperta ai volontari condotta insieme agli archeologi della Sapienza università di Roma nell’area dei templi, nel santuario del porto etrusco di Cerveteri. Si consiglia: pranzo al sacco, cesoie, abbigliamento comodo.
Roma. La Piramide Cestia riapre al pubblico dopo tre anni di lavori. Ma le aperture diurne e serali programmate sono già esaurite. La soprintendenza speciale sta valutando la possibilità di programmare nuove date di visita

La Piramide Cestia a Roma riapre al pubblico dopo tre anni di lavori: il recente intervento di restauro e di valorizzazione finanziato con fondi PNRR ha permesso alla soprintendenza speciale ABAP di Roma di mettere in sicurezza la scalinata di accesso, il riordino botanico del giardino, attraverso una ricognizione delle specie vegetali esistenti e il monitoraggio del loro stato. Un nuovo impianto di illuminazione e una nuova pannellistica didattica renderanno l’accoglienza al pubblico più accessibile. Dal 4 settembre al 31 ottobre 2026 sono in programma otto aperture diurne con visite libere gratuite con prenotazione obbligatoria e cinque aperture serali con visita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria e due eventi speciali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio sabato 26 e domenica 27 settembre 2026. Ma solo i più fortunati riusciranno ad accedere alla piramide costruita nel 12 a.C. come sepolcro di Gaio Cestio Epulone, alta 36,40 metri di altezza, rivestita di marmo lunense, con all’interno una camera funeraria decorata con pitture del terzo stile pompeiano. “I posti disponibili per le visite alla Piramide Cestia nelle date attualmente in programma sono esauriti”, spiegano in soprintendenza. “Siamo consapevoli che l’elevato numero di richieste abbia lasciato molte persone nell’impossibilità di prenotare e comprendiamo il disappunto di quanti avrebbero voluto partecipare. Il numero dei partecipanti per ciascun turno è necessariamente legato alle caratteristiche del monumento e alle esigenze di tutela e sicurezza. La Soprintendenza sta valutando la possibilità di programmare nuove date di visita. Tutti gli aggiornamenti saranno comunicati attraverso il sito istituzionale e i nostri canali social. Ringraziamo il pubblico per il grande interesse dimostrato e per la comprensione”.
“DIONYSOS. Lo straniero” al museo Archeologico di Stabia e alla villa dei Misteri a Pompei, secondo appuntamento con “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” il ciclo di performance teatrali e visite guidate promosso dal parco archeologico di Pompei con la Casa del Contemporaneo

Dopo Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, è lo stesso Dioniso il protagonista del secondo appuntamento del ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos”, in programma dal 28 agosto al 26 settembre 2026 durante le aperture serali del parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei. Appuntamento con “DIONYSOS. Lo straniero” il 4 settembre 2026 al museo Archeologico di Stabia nella Reggia Quisisana a Castellammare di Stabia (Na) e il 5 settembre 2026 alla villa dei misteri a Pompei, alle 20 e alle 21.30: due rappresentazioni della durata di 30’. Interpreti Gennaro Apicella e Francesco Giangrande, regia di Rosario Sparno. Foto in copertina di Simone Florena. Spettacolo prodotto da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali in collaborazione con le Nuvole nell’ambito del progetto “ESOPOP, storie in Festival” del parco archeologico di Pompei promosso dalla direzione generale Spettacolo dal Vivo del MIC. I costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi. Biglietti: 7 euro in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii. Prima di ogni replica è prevista una visita dei siti guidata da archeologi e storici dell’antichità (alle 20 e alle 21.30). La performance teatrale avrà inizio al termine del percorso di visita.
L’irruzione di Dioniso si manifesta come una presenza ambigua e perturbante. Lo Straniero che avanza non è un elemento estraneo venuto a violare le leggi e a sedurre i corpi; è, al contrario, la voce di tutto ciò che l’ordine sociale e razionale ha escluso per poter fondare se stesso. Di fronte a Penteo, sovrano irrigidito nel tentativo di difendere un confine precario, Dioniso svela la natura puramente difensiva del potere temporale. Chiamarlo “straniero” diventa l’ultimo espediente di chi non possiede un nome per l’eccedenza. Dioniso è la pulsione viscerale di un rave ipnotico, il grido politico, un’irruzione sonora in una lingua di cui non comprendiamo le parole ma che rivendica ferocemente il proprio diritto a esistere. Tra le pietre millenarie di Pompei, questo scontro assume una risonanza quasi minerale. Lo spazio archeologico, sospeso tra la geometrizzazione originaria delle strade e la forma spezzata impressa dalla natura, si fa cassa di risonanza per una parola che non si chiude, ma fermenta e disfa la forma. La vertigine del desiderio del re, che condanna pubblicamente ciò che segretamente brama di spiare, viene assecondata dallo Straniero, che lo spoglia delle sue difese regali per vestirlo di silenzio e di notte.
Napoli. Al via al museo Archeologico nazionale “MANNight, straordinarie aperture”: Itinerari di visita, performing arts, ricerche sonore. Un nuovo modo per scoprire e riscoprire le straordinarie collezioni del MANN attraverso un’esperienza multisensoriale e coinvolgente per una concreta esperienza di conoscenza. Apre il percussionista e D.J. Niklas Wandt

Quando il futuro incontra il passato. Da giovedì 3 settembre 2026 al museo Archeologico nazionale di Napoli “MANNight, straordinarie aperture”: Itinerari di visita, performing arts, ricerche sonore. Le arti performative e la creatività contemporanea in scena al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: un nuovo modo per scoprire e riscoprire le straordinarie collezioni del MANN attraverso un’esperienza multisensoriale e coinvolgente per una concreta esperienza di conoscenza. Si intitola infatti “MANNight. Straordinarie aperture” il progetto nell’ambito del Piano di Valorizzazione del MiC grazie al quale, il Museo prolungherà l’orario di apertura dalle 19 alle alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), con performances tutte studiate per lo specifico del Museo e caratterizzate dall’interazione con il pubblico, oltre che dalla ricerca artistica e dalla consueta rigorosa base scientifica. Gli appuntamenti si terranno tutti i giovedì fino al 22 ottobre 2026, con un biglietto di ingresso a 10 euro. Serata speciale anche il sabato 26 settembre 2026 (che sostituirà l’apertura di giovedì 24), per le Giornate Europee del Patrimonio, con biglietto a 1 euro.
Ad inaugurare MANNight il 3 settembre 2026, ci sarà il tedesco Niklas Wandt, percussionista, produttore, DJ e conduttore radiofonico che ha partecipato a vari e importanti festival, in Europa e oltreoceano. La sua “tavolozza sonora” è ricca, caratterizzata da un’impronta ipnotica, capace di coinvolgere il pubblico con composizioni che spaziano dall’afro-funky alla progressive fino alla tech-house avvolgente (per info: niklaswandt.com). “Il Museo riparte a settembre all’insegna della contaminazione artistica e del coinvolgimento del pubblico”, commenta il direttore del MANN, Francesco Sirano. “Con MANNight, invitiamo a vivere con noi, in modo diverso dalla visita tradizionale, le nostre collezioni. Un grande Museo come il MANN è come un caleidoscopio di valori e punti di vista dove è il visitatore con la sua personalità a fare la differenza. Tra musica, danza e performance, il filo rosso dell’itinerario serale sarà l’integrazione fra le arti. Benvenuti al Museo, dunque, per condividere una nuova tappa del grande viaggio nella cultura del MANN preparandoci a festeggiare nel 2027 i 250 anni dalla sua istituzione!”,

Le proposte artistiche sono ispirate alle opere del MANN, perché, come recita il sottotitolo della rassegna, “il futuro incontra il passato”: bodypainting e tattoo artistico, installazioni multimediali, docubeat, interazioni, living art, crossover musicali, tableaux vivants. Comunicazione non verbale per apprezzare le straordinarie opere d’arte del Museo sotto una nuova luce. Pensando ai più giovani (ma non solo), le serate saranno contrassegnate anche dagli interventi di Dj-set, selezionati da Soul Express Collective tra i nomi più interessanti del panorama nazionale e internazionale che hanno accettato la sfida di mettere le loro ricerche sonore a servizio di un progetto culturale.
Un libro al giorno. “Oriente. Una storia” di Alessandro Vanoli che racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente

È uscito per i tipi di Editori Laterza il libro “Oriente. Una storia” di Alessandro Vanoli. È tempo di una nuova mappa della storia. Una mappa dove ogni confine svanisce e comincia un viaggio millenario di connessioni, scambi e culture che hanno plasmato il mondo che conosciamo. È lì che scopriremo l’Oriente e la sua storia. Che parla tanto di noi. Ecco, dunque, il punto di partenza: una mappa. Come quelle dei viaggiatori antichi: una carta un po’ ingiallita, stesa con attenzione su un tavolo di legno. Per scoprire che non c’è nessun confine naturale, nessun luogo geografico dove sia possibile affermare che abbia inizio l’Oriente. C’è invece un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Alessandro Vanoli racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente. Una storia fatta di viaggi, mercanti e guerre e che parla di spezie, di gioielli e di pietre preziose, ma anche di un’infinità di scoperte, dalla bussola allo zero, al divano. Ma in parallelo racconta anche come, proprio assieme a questa progressiva mescolanza, si sia costruita sempre di più una contrapposizione culturale, ideologica e politica. Perché erano in Oriente il giardino dell’Eden e le immense ricchezze sognate da Alessandro Magno, ma erano a Oriente anche i barbari e i più terribili mostri. E di secolo in secolo tutto questo sarebbe stato ripreso e rivisto in forme diverse, fino ai sogni orientalistici più moderni fatti di harem e odalische, di asceti in meditazione ma anche di violenza e di tirannide. Sino al presente, tra spiritualità indiana, ristoranti di sushi e serie televisive coreane, in un mondo sempre più frammentato e segnato dai drammi del Medio Oriente e dal potere della nuova Cina, dove nessuna facile definizione basta ormai a dirci cosa di noi sia Occidente e cosa Oriente.
Ariano nel Polesine (Ro). Al Centro Turistico Culturale di San Basilio inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose, l’eccezionale reperto scoperto nel 2023 e restaurato dal Rotary Club. La prof.ssa Caterina Previato (UniPd), direttore dello scavo, anticipa per “archeologiavocidalpassato.com” qualche informazione sulla Stele delle Rose

Sabato 5 settembre 2026, alle 10.30, al Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro), si terrà l’inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose, un importante documento epigrafico, restaurato dal Rotary Club Portoviro – Delta Po, che racconta la storia degli antichi Collegia romani. La Stele delle Rose fu rinvenuta nel 2023 nell’ambito delle ricerche archeologiche condotte dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e dalle università di Padova e Venezia e sostenute dalla Fondazione Cariparo. La prof.ssa Caterina Previato, del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, direttore dello scavo del sito romano di San Basilio, anticipa per archeologiavocidalpassato.com qualche informazione sulla Stele delle Rose
“Tra i reperti più eccezionali finora trovati a San Basilio – spiega la prof.ssa Caterina Previato ad archeologiavocidalpassato.com – vi è una stele iscritta su una lastra di marmo, che abbiamo ritrovato nella campagna di scavo 2023 nel settore subito a Nord della villa (saggio 2), in uno strato di riporto legato alla defunzionalizzazione del sito, quindi non nel suo contesto originario. Si tratta di un reperto molto interessante sia per il suo stato di conservazione, sia per il suo contenuto. L’iscrizione infatti è molto estesa: si conservano circa 13 righe del testo originario, che è stato studiato dal collega Alfredo Buonopane. L’iscrizione ricorda l’istituzione di una fondazione funeraria, con cui un privato destinava parte dei suoi beni ad un collegio, incaricato della manutenzione del sepolcro e della celebrazione di riti presso la sepoltura di una donna.

“Su base epigrafica l’iscrizione – continua Previato – si data puntualmente al III secolo d.C., e in origine doveva essere affissa su una tomba. Questo dato è molto interessante perché ci porta a riflettere sulle necropoli romane di San Basilio, ad oggi ancora non individuate, che si dovevano trovare a non grande distanza dagli edifici del sito. Diversamente dalle città infatti, in questo tipo di insediamenti le necropoli potevano anche essere in qualche modo frammiste all’abitato. Considerate le dimensioni della lastra dobbiamo immaginare una necropoli costituita da tombe monumentali. Questa ipotesi è avvalorata anche da alcuni ritrovamenti fatti nel passato, in particolare di un grande sarcofago in marmo, attualmente esposto al Centro Turistico Culturale di San Basilio e ritrovato negli anni ’80 non lontano dal punto di ritrovamento dell’iscrizione.
“L’iscrizione ritrovata nel 2023 – conclude Previato – sarà presto visibile e visitabile da parte del pubblico perché in settembre (dal 5 settembre 2026, ndr) verrà esposta al Centro Turistico Culturale, dopo essere stata restaurata grazie al contributo del Rotary Club Porto Viro”.
PROGRAMMA. Sabato 5 settembre 2026, alle 10.30, al Centro Turistico Culturale di San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro), accoglienza degli invitati; 10.45, saluti istituzionali con Luisa Beltrame (sindaco di Ariano nel Polesine), Giovanna Falezza (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza) e Maura Rocchi (presidente Rotary Club Porto Viro – Delta Po). Alle 11, gli interventi di approfondimento a cura della prof.ssa Caterina Previato (università di Padova), del prof. Alfredo Buonopane (università di Verona) e del laboratorio di restauro Ar.Co. Sas. A seguire, aperitivo nella sala eventi della Tenuta Forzello a cura dei Gustabili.
Un libro al giorno. “Cesare. La conquista dell’eternità” di Alberto Angela che prende spunto dal De bello Gallico per trascinare il lettore in un’avventura senza pari

È uscito per i tipi di Mondadori il libro “Cesare. La conquista dell’eternità” di Alberto Angela. Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell’epoca cruciale per il destino di Roma e dell’Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. Alberto Angela torna in libreria con un’opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinare il lettore in un’avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.




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