Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Leggere la terra. Pillole di stratigrafia dall’area archeologica del decumano” con Gaspare De Angeli, archeologo libero professionista, terzo incontro di primavera del ciclo “Novità. Doc?”, conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino

Giovedì 21 maggio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) terzo appuntamento di primavera di “Novità, Doc?”, il ciclo di conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino: Gaspare De Angeli, archeologo libero professionista, nell’incontro “Leggere la terra. Pillole di stratigrafia dall’area archeologica del decumano” parlerà del significato della stratigrafia e di come questa disciplina sia indispensabile per ricostruire la storia archeologica di un sito. L’evento è compreso nel biglietto d’ingresso al Parco, gratuito per gli abbonati, su prenotazione. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Gabriella Capecchi, Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, e Mara Visonà, fondazione di studi di Storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze, su “I tre “Pasquino” di Firenze”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 21 maggio 2026, alle 17, la conferenza “I tre “Pasquino” di Firenze” con Gabriella Capecchi, Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, e Mara Visonà, fondazione di studi di Storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze. I due gruppi fiorentini del Pasquino, oggi con i restauri ottocenteschi, sono le copie meglio conservate di un famoso originale perduto. Quello di Pitti giunse per primo a Firenze, sottratto da Cosimo I agli Strozzi, che avevano da farsi perdonare decenni di ribellione. Restaurato in maniera singolare, rimase sempre nel Palazzo e in ambienti di rappresentanza. Quello oggi alla Loggia dei Lanzi fu invece elevato su una fonte nel quadrivio a sud di Ponte Vecchio, dal quale parte anche la via verso Pitti. Il suo completamento fu affidato allo scultore Pietro Tacca, ed eseguito nella sua bottega con una tale aderenza a forma e stile dell’antico che alcuni touristes lo consideravano tutto greco; e fu riprodotto in incisioni, bronzetti, porcellane e biscuits. Eliminato nell’Ottocento, il lavoro di Tacca e dei suoi è riemerso dai depositi di Villa Corsini a Castello, sfregiato ma ancora ben leggibile come creazione dell’autore dei Quattro Mori. Ingresso libero su prenotazione scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it
Roma. Nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari la conferenza “Crypta Balbi. Gli spazi di condivisione. Archivi e biblioteche (Parte I)”, quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” a cura di Federica Rinaldi e Saveria Petillo

Il 20 maggio 2026 si terrà il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, dedicato alla presentazione dei cantieri del grande progetto “URBS, dalla città alla campagna romana”, a cura di Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e di Saveria Petillo. Appuntamento alle 17, nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari a Roma, con la conferenza “Crypta Balbi. Gli spazi di condivisione. Archivi e biblioteche (Parte I)” in collaborazione con Istituto Romano di San Michele e Rettoria di Santa Caterina de’ Funari. interverranno: Antonio Zunno, RUP; Gabriella Musto, direttore lavori; Maria Claudia Clemente, Fabio Fumagalli, progettisti. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si…
Pompei. Doppio appuntamento al parco archeologico per il X festival dello Sviluppo Sostenibile: visite alle coltivazioni sperimentali fuori le mura del sito archeologico con gli studenti di Agraria; tavola rotonda e workshop esperienziali alla fattoria culturale e sociale

Doppio appuntamento a Pompei in occasione della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che su tutto il territorio nazionale coinvolge cittadini, associazioni, aziende, enti locali, scuole e università nella promozione di iniziative per diffondere la cultura della sostenibilità. Il parco archeologico di Pompei, in collaborazione con il CREA – Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, organizza per giovedì 21 maggio 2026, dalle 10 alle 13, un’iniziativa dedicata all’agricoltura sostenibile. L’evento coinvolge gli studenti dell’Istituto Superiore “M.P. Vitruvio”, indirizzo Agraria, di Castellammare di Stabia, che avranno l’opportunità di visitare i campi sperimentali situati nell’area fuori le mura del sito archeologico, accompagnati dagli esperti del CREA, e di conoscere da vicino le attività di ricerca attualmente in corso. L’iniziativa rientra tra gli appuntamenti del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in programma a livello nazionale dal 6 al 21 maggio, volto a promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. A Pompei, le sperimentazioni attualmente in corso si concentrano sul recupero di antiche colture locali, individuate attraverso studi di etnobotanica. Si tratta di varietà vegetali naturalmente adattate al microclima dell’area vesuviana e alle caratteristiche del suolo, oggi coltivate secondo pratiche ecosostenibili. L’attività di ricerca è finalizzata all’individuazione e selezione di specie sempre più affini a quelle antiche, con l’obiettivo di ottenere varietà resistenti e in grado di affrontare le sfide legate al cambiamento climatico. Le prime colture oggetto di sperimentazione includono farro, finocchio, ceci, cipolla e zucca, già presenti nella Pompei arcaica.

L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Parco e CREA sarà anticipata mercoledì 20 maggio 2026 (ore 10-13), da un evento tematico nella Parvula Domus di Pompei, la prima fattoria culturale e sociale in un sito Unesco, gestita dalla cooperativa sociale “Il tulipano”, sita nell’anello verde del parco archeologico. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Pompei, è stato concepito come un momento di partecipazione attiva e scambio intellettuale, articolato in due fasi principali. Si parte con una tavola rotonda ideata come spazio di dialogo strutturato tra realtà territoriali, per dare vita a un dibattito sulla sostenibilità, ambientale e sociale e sulla capacità di fare rete a partire dalle persone e dell’ambiente. Si prosegue con workshop esperienziali di ortodidattica e apicoltura didattica in occasione della Giornata mondiale delle api, laboratori creativi e motori in ambiente outdoor. Agli incontri è prevista la partecipazione di una classe di studenti del liceo classico “G.B. Vico” di Napoli e del liceo “Pascal” di Pompei percorso Tred – Transizione Ecologica e Digitale. Accanto alle iniziative sul territorio nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si svolgono anche gli eventi organizzati dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con tappe itineranti in diverse città italiane, tra cui Milano, Bologna, Parma, Torino, Bari, Genova e Roma e, per la prima volta, anche a Bruxelles, segnando l’apertura del Festival oltre i confini nazionali.
Pisa. A Palazzo della Carovana, sede della Scuola normale superiore, in presenza e live su Teams, “Scavi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’Istituto Archeologico Germanico sul Campidoglio. Uno spaccato sulla storia del centro della città”, seminario a cura di Ortwin Dally, direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, nella Sala Stemmi del Palazzo della Carovana, sede della Scuola normale superiore in piazza dei Cavalieri 7 a Pisa, “Scavi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’Istituto Archeologico Germanico sul Campidoglio. Uno spaccato sulla storia del centro della città”, seminario a cura di Ortwin Dally, direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Live su Teams: Partecipa alla conversazione. La conferenza presenta i risultati preliminari di un progetto di ricerca promosso dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dall’Istituto Archeologico Germanico nel giardino dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica e dell’ex Ospedale Teutonico, nella parte meridionale del Campidoglio. Gli scavi offrono una nuova prospettiva su alcune fasi fondamentali dello sviluppo storico e culturale di Roma: dal santuario di Giove Ottimo Massimo all’età medievale, fino al XVI e XVII secolo e all’Ottocento, quando la sommità occidentale del colle divenne proprietà della Prussia, creando le condizioni per la fondazione dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica, predecessore dell’Istituto Archeologico Germanico.
Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.
Sedico (Bl). Al via la domenica alle visite gratuite al parco archeologico del Castelliere di Noal, piccola perla incastonata alle porte dell’area dolomitica con testimonianze dall’età del Bronzo al Medioevo. Ecco il programma maggio-settembre

Visite gratuite al parco archeologico del Castelliere di Noal, nel comune di Sedico (Bl): tutte le domeniche dal 17 maggio al 27 settembre 2026. Piccola perla incastonata alle porte dell’area dolomitica, il parco archeologico del Castelliere di Noal, a Sedico (Bl), è da 3300 anni testimone dell’epoca dei grandi siti archeologici europei. Le ricerche attestano che i primi insediamenti a Noàl risalgono all’età del Bronzo (tra XIII e XII secolo avanti Cristo), poi dal nucleo originario prese vita un vero e proprio abitato fortificato, o castelliere. Dopo una lunga fase di abbandono del sito, si assiste nel Medioevo al sorgere di un castello con funzione strategica di controllo militare, con i resti murari dell’antica torre ancora oggi visibili.

Programma delle visite accompagnate: per visite singole e piccoli gruppi non è richiesta la prenotazione, e si procede per scaglioni. A maggio, giugno e settembre 2026, alle 14.30, 15, 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30; a luglio e agosto 2026, alle 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30, 18. Per visite di gruppo (dalle 10 persone in su) prenotazione obbligatoria scrivendo a giannidv42@gmail.com: visite con orari concordati. In caso di maltempo le visite saranno annullate. Dalla torre di Noal si ha una grandiosa veduta delle vallate bellunese e feltrina. Sulla torre si consiglia di portare una giacca a vento o una felpa.

Attraverso una sinergia tra associazioni locali, Comune di Sedico e Soprintendenza sono state effettuate, nel corso degli anni, numerose ricerche archeologiche e si sono progressivamente realizzate strutture e dotazioni finalizzate alla visita. Per rivivere la storia di Noàl, all’interno del Parco si snoda infatti un percorso didattico attrezzato con pannelli che illustrano la storia del luogo, le ricerche, i ritrovamenti e che presentano la stratigrafia relativa alle diverse fasi del castelliere/castello. In cima alla torre, realizzata con altezza analoga a quella antica e per proteggerne i resti, con una vista panoramica a 360° sulla valle e le cime del Parco delle Dolomiti Bellunesi, si trova invece l’aula didattica, attrezzata con teche che custodiscono copie perfette di alcuni dei più significativi reperti rinvenuti, pannelli illustrativi e pannelli panoramici per traguardare e individuare l’antica rete di insediamenti databili dalla protostoria al Medioevo e le principali cime delle montagne intorno, i paesi, il Piave ed il Cordevole.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), la visita guidata “Storie di volti: i notabili di Altino”, secondo appuntamento del ciclo di visite tematiche “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna”

Domenica 17 maggio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), la visita guidata “Storie di volti: i notabili di Altino”, secondo appuntamento del ciclo di visite tematiche – tra aprile e dicembre 2026 – “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna” per esplorare l’arte della ritrattistica dalla Roma imperiale fino ai giorni nostri nei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. In questo secondo appuntamento lo staff del parco archeologico di Altino condurrà i partecipanti alla scoperta dei ritratti conservati all’interno del Museo, cioè alla scoperta dei volti dell’élite locale, uomini e donne allora così influenti e potenti da plasmare la vita cittadina e da lasciare, a noi posteri, immagine di loro stessi. Prenotazione obbligatoria ai recapiti: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.
Ricordiamo il programma del ciclo “Un viso familiare. Ritratti antichi e contemporanei nei Musei archeologici di Venezia e della Laguna”: 17 maggio 2026, alle 15.30, “Storie di volti: i notabili di Altino”, al parco archeologico di Altino; 30 maggio 2026, alle 17, “I ritratti contemporanei di Amoako Boafo”, al museo di Palazzo Grimani (info.museogrimani@cultura.gov.it, 041 2411507); 3 ottobre 2026, alle 17, “Antonio, Domenico, Giovanni: i Grimani alla prova del ritratto”, al Museo di Palazzo Grimani; 8 novembre 2026, alle 15.30, “Storie di volti: vite comuni”, al parco archeologico di Altino; 15 dicembre 2026, alle 15.45, “Immagine e potere: la propaganda imperiale nei ritratti”, al museo Archeologico nazionale di Venezia.
Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro (graphic novel) “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) con Divina Centore, curatore del museo Egizio

Sabato 16 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro graphic novel “Tapum” di Leo Ortolani (Feltrinelli Comix) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Leo Ortolani, fumettista e autore tra i più noti in Italia, creatore di Rat-Man che si distingue per uno stile che unisce comicità, parodia e riflessione su temi anche profondi, converserà con Divina Centore, curatore del museo Egizio. Un graphic novel ambientato durante la Prima guerra mondiale che racconta, tra dramma e ironia, la vita dei soldati in trincea e l’assurdità del conflitto, offrendo uno sguardo umano e disincantato sulla guerra. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/tapum-leo-ortolani-e-divina…
Tapum. Un progetto su cui Leo Ortolani medita da anni, e per il quale ha condotto un approfondito lavoro di ricerca, diventa un libro. Una storia di ampio respiro che si preannuncia, a detta dello stesso autore, come la sua opera più importante e ambiziosa. Ambientata al tempo della prima guerra mondiale, vede come protagonisti due soldati che hanno i volti di Leo Ortolani e dell’attore e scrittore Andrea Pennacchi. Una graphic novel che unirà l’irresistibile e inconfondibile umorismo nello stile di Rat-Man a dramma e ricostruzione storica, riallacciandosi alla tradizione della commedia all’italiana – troviamo infatti tra i riferimenti la grande guerra di Mario Monicelli. Ortolani torna con un capolavoro annunciato, in una fase di rilancio su più versanti (stampa, televisione, radio, podcast…), già inaugurata con zodiaco. Sono inoltre previste almeno 500 copie firmate dall’autore, da immettere sul mercato.
Portogruaro (Ve). Al museo nazionale Concordiese la conferenza “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo” con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia, secondo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio”

Sabato 16 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve), la conferenza “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo” con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia, secondo appuntamento della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio” a cura della direzione regionale Musei nazionali Veneto, in collaborazione con il Gr.A.V.O. – gruppo archeologico del Veneto Orientale e l’associazione “Fondazione Antonio Colluto”. Ingresso libero.



Commenti recenti