Fiavè (Tn). Al museo delle Palafitte e al parco Archeo Natura nuovi appuntamenti per immergersi e scoprire l’affascinante mondo delle palafitte e sperimentare alcune attività praticate dagli abitanti che vivevano sulle sponde dell’antico lago
Al museo delle Palafitte di Fiavé e al parco Archeo Natura di Fiavè (Tn) nuovi appuntamenti promossi dalla soprintendenza dei Beni culturali di Trento per immergersi e scoprire l’affascinante mondo delle palafitte e sperimentare alcune attività praticate dagli abitanti che vivevano sulle sponde dell’antico lago Carera. Laboratori per tutti, visite teatralizzate e visite guidate partecipate.
Martedì 5 agosto 2025, alle 10.30, al museo delle Palafitte di Fiavè: “100% latte”, laboratorio per famiglie per conoscere la produzione di latticini nei villaggi palafitticoli di Fiavé-Carera. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone. Alle 14.30, al museo delle Palafitte di Fiavè: “Avete detto palafitte”, visita guidata partecipata sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione 3 euro prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 25 persone.
Giovedì 7 agosto 2025, alle 14.30, al parco Archeo Natura di Fiavè: “La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli”, attività di archeologia dimostrativa e laboratori per tutti sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone. Alle 17-18, al parco Archeo Natura di Fiavè: “Benvenuto al parco Archeo Natura!”, breve introduzione al parco Archeo Natura e ai villaggi preistorici di Fiavé. Attività gratuita. La quota non comprende l’ingresso al parco.
Venerdì 8 agosto 2025, alle 17.30, al parco Archeo Natura di Fiavè: “Larry la Talpa e il mistero del villaggio sull’acqua”: al parco Archeo Natura c’è un mistero da risolvere. Una sola persona al mondo può svelare l’enigma: il famoso detective Larry La Talpa che guiderà grandi e piccini, a indagare su una strana scomparsa. Spettacolo teatrale di e con Nicola Sordo a seguire visita guidata al Parco. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. Ingresso a pagamento. Minimo 5 massimo 30 partecipanti. In caso di forte pioggia lo spettacolo verrà rimandato a data da destinarsi.
Lunedì 11 agosto 2025, alle 10.30, al museo delle Palafitte di Fiavè: “Dalle piante nascono i colori”, laboratorio didattico per famiglie alla scoperta delle piante tintorie attestate nell’antichità e dei colori naturali estratti e utilizzati per tingere. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone. Alle 14.30, al museo delle Palafitte di Fiavè: “Avete detto palafitte?”, visita guidata partecipata sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione 3 euro prenotazione online www.cultura-trentino.it/appuntamenti oppure tel. 0465735019. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 25 persone.
Aidone (En). Nel parco archeologico di Morgantina la 19ma edizione di “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive” nel 70° anniversario della scoperta di Morgantina. Il tema 2025 “Kore. Il Tempo del Ritorno” per il ritorno della Testa della Dea, ora al museo dell’Arte salvata di Roma
Martedì 5 agosto 2025, alle 18, l’area archeologica di Morgantina, nel suggestivo territorio di Aidone (En), si trasformerà ancora una volta in un palcoscenico di memoria e bellezza per accogliere la 19ª edizione di “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”, la manifestazione che da quasi vent’anni celebra il patrimonio culturale e identitario di uno dei luoghi più emblematici della Sicilia antica. Quest’anno l’evento assume un significato ancor più profondo: ricorre infatti il 70° anniversario della scoperta di Morgantina, una ricorrenza che amplifica il valore simbolico e culturale della manifestazione, rendendola un’occasione unica per rileggere la storia in chiave contemporanea. Ideata, progettata e curata da Cinzia Randazzo, presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede Aidone-Morgantina, la manifestazione è realizzata con il patrocinio del parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, e con il prezioso contributo delle istituzioni locali.

La Testa della Dea, da Morgantina, per ora cnservata nel museo dell’Arte salvata a Roma (foto vincenzo santoro)
Il tema scelto per l’edizione 2025, “Kore. Il Tempo del Ritorno”, affonda le sue radici in una visione che va oltre la narrazione mitologica: il ritorno non è solo geografico, ma spirituale, identitario. È il ritorno della Testa della Dea, immagine scelta per la locandina dell’evento, simbolo potente e conteso, la cui attribuzione — Kore o Persefone — resta ancora incerta. Attualmente custodita nel museo dell’Arte Salvata di Roma, la statua, insieme ad altri reperti di inestimabile valore, è destinata a fare presto ritorno nella sua terra d’origine, trovando finalmente accoglienza nel nostro museo. Questa edizione si propone quindi come un omaggio al tempo, alla bellezza e al coraggio di chi si dedica alla tutela del patrimonio culturale. Un invito a riflettere sul significato del “ritorno” non solo di un bene artistico, ma di una parte essenziale dell’identità collettiva che unisce passato e presente, radici e futuro.
Durante la serata, il pubblico sarà guidato in un viaggio immersivo attraverso gli spazi monumentali dell’antica città grazie alla performance itinerante “Kore. Il Tempo del Ritorno”, firmata dalla Compagnia teatrale Kalòs con la regia di Federica Amore. A seguire, sullo sfondo maestoso dell’area archeologica, andrà in scena “Il ratto di Proserpina o l’Inganno di Venere”, opera intensa e visionaria di Luigi Di Raimo, diretta dal regista Daniele Salvo. Tra gli interpreti, nomi di assoluto rilievo del teatro italiano e siciliano: Daniele Salvo, Melania Giglio, Barbara Capucci, Francesca Maria, Giancarlo Latina, e altri protagonisti della scena classica nazionale, che con la loro arte daranno voce e corpo ai miti e alle memorie di Morgantina.
Archeologia in lutto. È scomparsa all’età di 81 anni l’archeologa ravennate Maria Grazia Maioli, la “pasionaria dell’archeologia”, funzionario emerito della soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna
L’ultimo saluto, venerdì 2 agosto 2025, in forma privata, all’archeologa ravennate Maria Grazia Maioli, 81 anni. “Funzionario emerito della soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna – ha scritto la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini. “Ha dedicato buona parte della sua vita alla passione per l’archeologia e la sua attività di tutela nel territorio romagnolo ha portato a numerosi rinvenimenti tra Ravenna, Cesena e Rimini. si è dedicata ad articoli, studi e mostre incentrati su diversi aspetti dell’archeologia classica e della relativa cultura materiale. Grande divulgatrice della vita quotidiana antica e dei suoi vari aspetti, le sue conversazioni e le sue conferenze sono ancora nei ricordi di studiosi, professionisti e appassionati di archeologia”. Nata a Ravenna nel febbraio 1944, dopo aver frequentato il liceo classico si era laureata a Bologna in archeologia.
A dare notizia della scomparsa, mercoledì 30 luglio 2025, di Maria Grazia Maioli è stato il museo nazionale di Ravenna: “Ravenna ha perso una grande pasionaria dell’archeologia, Maria Grazia Maioli. La ricordiamo come collega, funzionario responsabile d’area della soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, e ancora come sapiente e ironica divulgatrice, appassionata e curiosa, indefessa promotrice della tutela archeologica. Innumerevoli le tracce che lascia, come persona e come studiosa: profonda conoscitrice del Patrimonio ravennate, già dagli anni ’60 pubblicò molti contributi su oggetti del Museo, manufatti archeologici e beni delle collezioni, dalle stele ai lacerti pavimentali e parietali, dai bronzetti alle erme, dalle gemme alle fibule. Il primo fu La restaurata stele di L. Superinio Severo nel Museo nazionale di Ravenna pubblicato in Felix Ravenna n. 48 (1969), sul restauro di una stele funeraria romana, vista nel ‘700 dallo Spreti in San Domenico dove era reimpiegata. Sit tibi terra levis”.
La ricorda l’archeologa Luigi Malnati, già soprintendente – tra l’altro – dell’Emilia-Romagna e direttore generale dei Musei MIC: “È scomparsa Graziella Maioli. Non ho quasi parole per esprimere il mio dispiacere. Quando sono entrato in Soprintendenza a 27 anni, lei è stata per me quasi una mamma, fino a dividere col nuovo arrivato disorientato e inesperto l’ufficio e addirittura il tavolo. Lei mi spiegò tutto della Soprintendenza e dei compiti di allora, senza nessuna gelosia e riserva passandomi la responsabilità di territori di cui si occupava. Non sta a me e non c’è n’è bisogno descrivere i suoi meriti scientifici e di funzionario instancabile. Chiunque si sia occupato di archeologia in Emilia Romagna lo sa. L’archeologia di Ravenna ok n particolare le deve tutto o quasi al di là delle istituzioni, soprintendenze, musei, università, fondazioni. Lo sanno soprattutto i colleghi più giovani cui non ha lesinato insegnamenti, i colleghi delle università, specie gli studenti, e gli archeologi professionisti, a soprattutto lo sanno gli appassionati e i volontari a cui Lei non ha mai fatto mancare aiuto e sostegno. Lei è parte dell’archeologia di questa Regione e l’unica cosa che si può aggiungere è che non ne ha visto il lento declino. Ma noi ci batteremo, Graziella, ancora per riportare la disciplina a quello che è realmente: il controllo del territorio e la tutela delle aree urbane, come ci hai insegnato”.
Valentina Manzelli, archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara: “In una settimana davvero infausta per l’archeologia, abbiamo perso anche Lei, Maria Grazia Maioli. Funzionaria archeologa con un senso dello Stato e un amore per la tutela che raramente ho riscontrato in altri, inarrivabile e inesauribile pozzo di scienza dal carattere ruvido e spigoloso, sapeva però aprirsi a slanci di affetto sincero. Bastava superare indenni il primo approccio: “Ma tu che c#@o vuoi da me?” e poi ti accudiva come una chioccia. Nonostante i decenni di lavoro svolto gomito a gomito, io specializzanda prima, dottoranda poi e infine funzionaria a mia volta, la chiamavo Graziella, ma non sono mai riuscita a non darle del Lei. Però non lo farò adesso. Mi mancheranno le nostre chiacchierate pomeridiane al centro operativo, le tue colazioni con caffè corretto doppio (cioè doppia dose di sambuca), le scarrozzate in auto da un cantiere all’altro, la tua cofana impettita che si stagliava all’orizzonte quando arrivavi in bici per un sopralluogo su un cantiere, il make-up sempre rigorosamente coordinato cromaticamente con abbigliamento e ornamenti. E tanto altro. Mi hai sostenuta, ispirata, spronata. Te ne sarò per sempre grata. Fai buon viaggio Graziella”.
Enrico Cirelli, archeologo del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna: “Ho conosciuto Maria Grazia Maioli in un giorno piovoso di 25 anni fa. L’ho incontrata in un piccolo cantiere, vicino a Sant’Apollinare Nuovo. Dovevo seguire uno scavo nei paraggi e mi ha colpito molto per il suo modo schietto e rapido di esprimere i concetti. Dopo una breve presentazione, mi ha guardato sorniona e mi ha detto ‘poche balle. Sarà meglio che cominciamo a lavorare’. Lo disse in un dialetto abbastanza stretto, per me che venivo da Roma, incomprensibile, ma la gestualità e qualche spirito guida nascosto mi convinsero a non replicare. Per qualche anno ho potuto incontrarla e parlare di Ravenna, che conosceva in maniera pazzesca. È stata un’archeologa da campo, su molti aspetti brillante, curiosa e spesso anche rissosa, ma una persona buona, almeno per quello che ho potuto conoscere io. E’ un giorno triste. Per l’archeologia. Per Ravenna. Soprattutto per me. Riposa in pace Graziella e salutami Pierino che ti aspetta da qualche parte, magari vicino a un centro operativo dei campi elisi, e saprete ridere insieme ancora come tanto tempo fa”.
Canosa di Puglia (BAT). Al museo dei Vescovi l’incontro “Annibale e Canosa” con Ermanno Arslan, promosso da Fondazione Antonio e Marietta Rossi e Museo dei Vescovi
Lunedì 4 agosto 2025, alle 19, a Canosa di Puglia (BAT), nello spazio sotterraneo del museo dei Vescovi, in via Sicilia, l’incontro “Annibale e Canosa” con Ermanno Arslan, promosso da Fondazione Antonio e Marietta Rossi e Museo dei Vescovi, in collaborazione con il Comune di Canosa, Fondazione Archeologica Canosina, Italia Nostra e Pro Loco. Ingresso libero. Il prof. Ermanno Arslan, storico, numismatico, archeologo. Accademico dei Lincei, studioso di fama internazionale, sarà il protagonista di un incontro dedicato alla figura del grande condottiero cartaginese, uno dei più geniali del mondo antico, e ai suoi rapporti con il mondo italico in generale e apulo e magnogreco in particolare. Si ripercorreranno con il pubblico le tappe avventurose del suo mitico viaggio dall’Africa attraverso la Spagna e la Francia e poi in Italia lungo l’Appennino fino alle coste adriatiche e ai noti eventi conclusi in Daunia con la sanguinosa vittoria del 216 a.C. a Canne sul nemico romano, a cui fecero seguito grandi cambiamenti economici e sociali nel territorio apulo. Un viaggio disegnato oltre che dagli eventi bellici affrontati anche dalla fisionomia psicologica e culturale del personaggio e dalla sua visione politica e strategica del Mediterraneo nel III secolo a.C. E del Mediterraneo Annibale rimane figura storica di riferimento, nel segno dei simboli e dei miti che ne collegano, in un unico orizzonte culturale, le genti e i paesi.
Grande Pompei. Dal 4 agosto i siti archeologici di Castellammare di Stabia (Villa Arianna, Villa San Marco, museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) sono collegati direttamente con la navetta Pompeii Artebus. Zuchtriegel: “Una soluzione logistica che valorizza il territorio e distribuisce i flussi turistici su un’area più vasta”

Gli ambienti della reggia Quisisana dove è allestito il museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” (foto parco archeologico pompei)
Dal 4 agosto 2025 un collegamento più diretto per i siti archeologici di Stabia, all’interno della città di Castellammare di Stabia (Na) per favorire la visita dei numerosi turisti che soggiornano nella città. Tanti gli ospiti delle strutture ricettive di Castellammare, spesso desiderosi di conoscere i luoghi di cultura della città e poterli raggiungere agevolmente, a cui destinare un servizio dedicato. È per questo che il Parco, in accordo con il comune di Castellammare di Stabia, ha inteso potenziare i percorsi di collegamento con i siti archeologici della Grande Pompei presenti sul territorio stabiese (Villa Arianna, Villa San Marco, museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi”) spostando – dal 4 agosto 2025 – il servizio navetta Pompeii Artebus dedicato a Stabia, direttamente a Castellammare. Da Pompei-Piazza Esedra continueranno invece a partire le navette per i siti di Oplontis e Boscoreale.

Dettaglio di un affresco di Villa San Marco a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)
I turisti che da Pompei intenderanno raggiungere le ville e il museo Archeologico di Stabia potranno raggiungere la città di Castellammare in circumvesuviana (linea Napoli – Sorrento – fermata Castellammare di Stabia: per maggiori informazioni sui percorsi e gli orari della Circumvesuviana si prega di consultare il sito web ufficiale della vesuviana o le biglietterie locali) e da lì utilizzare la navetta, recandosi presso la fermata di piazza Unità d’Italia (o piazza Circumvesuviana fronte via Regina Margherita). La navetta partirà da piazza Giovanni XXIII (area sosta bus delimitata da segnaletica orizzontale ci colore giallo) a partire dalle 11.30 ed effettuerà un percorso urbano con alcune fermate all’interno della città (piazza Circumvesuviana fronte via Regina Margherita, altezza Centro laser su via Puglia), fino a raggiungere Villa Arianna, Villa San Marco e il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” con ultima corsa alle 18. Questa soluzione intende migliorare l’accessibilità, favorendo spostamenti più veloci tra i 3 siti stabiesi. Per le altre navette Pompeii Artebus consultare www.pompeiisites.org.

Il busto di Livia conservato nel museo Archeologico di Stabiae “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)
“Questo collegamento più diretto per i siti archeologici di Stabia, grazie alla Navetta Pompei Artebus, rappresenta un passo importante per il territorio stabiese”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Non è solo una soluzione logistica, ma un vero e proprio ponte culturale che ci permette di promuovere l’idea di una Grande Pompei, un parco archeologico diffuso, valorizzando un’area come Stabia, così ricca di tesori. Incoraggiando i turisti a esplorare anche le magnifiche ville di Stabia, distribuiamo i flussi di visita e i benefici economici su un’area più vasta. Siamo fiduciosi che questa iniziativa renderà l’esperienza di visita ancora più completa e indimenticabile”. E il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, aggiunge: “Siamo entusiasti di questo nuovo servizio che rende finalmente più semplice e diretto l’accesso ai nostri straordinari tesori archeologici e al Museo Libero d’Orsi. È un passo concreto verso la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, reso possibile grazie alla proficua sinergia con il parco archeologico di Pompei. Insieme al direttore del Parco, Gabriel Zuchtrighel, e alla direttrice del museo di Stabia, Maria Rispoli, che ringrazio, stiamo costruendo un modello virtuoso di promozione territoriale e accoglienza, rispondendo concretamente alle esigenze dei tanti visitatori che scelgono la nostra Castellammare come meta turistica”.
Cave di Cusa (Campobello di Mazara, Tp). Nell’area archeologica tre serate con arte, musica e danza nell’ambito della rassegna Selinunte Estate 2025

Tre serate, un solo paesaggio: Cave di Cusa si fa palcoscenico con Selinunte Estate 2025. La bellezza senza tempo del sito archeologico di Campobello di Mazara (Tp) si apre all’arte, alla musica e alla danza con tre appuntamenti imperdibili sotto le stelle. Un’occasione speciale per vivere Selinunte Estate 2025 anche oltre i confini del Parco, valorizzando un luogo straordinario da riscoprire. Si inizia domenica 3 agosto 2025, alle 21, con “Tu sì ‘na cosa grande” con Cocò Gulotta e Lazzarella Orchestra. Un omaggio intenso e teatrale al genio di Domenico Modugno. Tra canzoni iconiche e narrazione d’autore, rivive “Mister Volare” a trent’anni dalla scomparsa. Biglietti: http://bit.ly/4lWIFpA. Si continua martedì 5 agosto 2025, alle 21, con “Il vento si solleva” con il Collettivo K-Osmosi. Una performance di danza contemporanea che intreccia poesia, corpo e resistenza. I capelli come simbolo di identità, vergogna e liberazione. Una voce per tutte le escluse della storia. Biglietti: http://bit.ly/4lQnEwt. Si chiude mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, con “Le mille e una nota” con il Duo Sherazade. Clarinetto e chitarra in viaggio tra le melodie del mondo. Da Piazzolla a Machado, dal jazz ai suoni del Mediterraneo. Un racconto musicale ispirato alla magia di Sheherazade. Biglietti: http://bit.ly/44Vr0IQ. Biglietti disponibili online su coopculture.it o al botteghino del parco archeologico di Selinunte.
San Casciano dei Bagni (Si). In piazza Matteotti presentazione del libro “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore). E anteprima dei risultati della campagna di scavo 2025 al Bagno Grande
Domenica 3 agosto 2025, alle 21.30, in piazza Matteotti a San Casciano dei Bagni (Si) presentazione alla comunità del terzo volume della collana “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo”, saranno presenti gli autori e la casa editrice Sillabe Editore. E anteprima dei risultati della campagna di scavo 2025 al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni con le archeologhe e gli archeologi che hanno scavato in questi primi mesi di lavoro. Intervengono Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni; Jacopo Tabolli, dell’università per Stranieri di Siena; Ada Salvi, soprintendenza Abap per le province di Siena Grosseto e Arezzo; Emanuele Mariotti, università per Stranieri di Siena e Comune di San Casciano dei Bagni. “Sarà anche l’occasione – anticipa il sindaco Carletti -per fare il punto sul progetto e come sta andando il giro per il mondo che i nostri Bronzi e i nostri studiosi stanno compiendo per raccontare San Casciano”.

Copertina del libro “Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore)
“Il Santuario Ritrovato 3. Oltre il bronzo. Rapporto preliminare di scavo (2023-2024) al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli (Sillabe editore). La pubblicazione – 552 pagine con 445 foto e grafici – offre una panoramica sulle scoperte del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni. Il percorso scientifico si articola in 41 contributi di oltre 70 autori internazionali e presenta un viaggio dal contesto allo scavo, ai rinvenimenti in bronzo e agli studi oltre il bronzo. Centinaia di reperti e migliaia di frammenti si ritrovano nel libro insieme alla ricostruzione stratigrafica di uno straordinario sito termale, con evidenze di riti e culti dal V secolo a.C. al V secolo d.C. e poi ancora dal tardo Medioevo alla comunità attuale di San Casciano.
Padova. Ai giardini dell’Arena visite guidate gratuite per tre domeniche all’anfiteatro romano con prenotazione obbligatoria
Domenica 3, 17 e 24 agosto 2025 visite guidate all’Arena romana di Padova: Un itinerario che si snoda tra archeologia, memoria storica, natura e arte e si fa soglia ideale alla scoperta della Padova Urbs Picta. Nel mese di agosto 2025, in occasione dell’apertura straordinaria dell’area archeologica dell’Anfiteatro romano, i Giardini dell’Arena, in collaborazione con il Comune di Padova, propongono un tour guidato alla scoperta dell’antico sito e del contesto storico e paesaggistico che lo circonda. “L’iniziativa si configura come un percorso culturale tra archeologia, tradizione figurativa, natura e memoria, pensato per tutti coloro che desiderano conoscere da vicino la storia e le trasformazioni di un’area che rappresenta la soglia ideale verso l’Urbs Picta, patrimonio di storia, arte e rinascita urbana”. Ritrovo alle 10.45 all’Info Point dei Giardini dell’Arena. Partenza alle 11; durata: 1 ora e 30 minuti. Numero massimo di partecipanti: 25. Tour in lingua italiana. Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/e/1544387136499?aff=oddtdtcreator.
Pensata per un pubblico ampio e trasversale – residenti, turisti, appassionati di storia e arte, famiglie con bambini – l’iniziativa offre un’esperienza immersiva e stratificata nel cuore di quello che possiamo considerare la soglia simbolica verso la Padova Urbs Picta, attraverso un itinerario narrativo che intreccia archeologia, memoria storica, natura e arte, i partecipanti saranno accompagnati in un viaggio fisico e simbolico lungo quattro epoche fondamentali per la città: età romana, con l’Arena e i suoi scavi; il Medioevo, con la rivoluzione visiva di Giotto; l’Ottocento e il primo Novecento, periodo in cui nascono i Giardini dell’Arena; l’epoca contemporanea, in cui quest’area , densa di storia e significati civici, ritrova nuova identità, tra rispetto per il passato e visione del futuro. In questo contesto, l’apertura del passaggio diretto tra l’Arena e i Giardini rappresenta un gesto concreto e simbolico di riappropriazione e continuità. È un modo per ampliare idealmente l’insula museale cittadina, di cui i Giardini facevano storicamente parte, e per rimettere in dialogo archeologia, natura e quotidianità. Camminare oggi tra quelle pietre significa non solo recuperare una memoria collettiva, ma anche restituire senso e vitalità a un luogo che torna ad abitare il presente; è un invito ad attraversare lo spazio culturale non come semplici spettatori, ma come cittadini partecipi di una narrazione che continua a scriversi.































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