Santa Maria Capua Vetere (Ce). All’anfiteatro Campano gli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio” mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale
Nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale, giovedì 5 febbraio 2026, dalle 9 alle 13.30, all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere (Ce) va in scena “Fulgens: storia di una scintilla”. L’iniziativa, promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Campania e dalla direzione dell’Anfiteatro, del museo Archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere e con l’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, intende celebrare le origini della gladiatura e il loro legame con i giochi funebri del mondo italico e con la tradizione letteraria classica – in particolare Omero e Virgilio – evidenziando come i valori agonistici, rituali e sociali dell’antichità siano confluiti nelle Olimpiadi moderne. Proprio nell’area antistante l’Anfiteatro campano – in origine area di necropoli che ospitava i giochi funebri in onore dei defunti – viene esposta la base per tripode che ospitò la fiamma olimpica negli anni Sessanta, rafforzando il dialogo simbolico tra passato e presente. Durante la mattinata, all’interno dell’Anfiteatro, gli studenti mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” coinvolgendo il pubblico dei visitatori presenti in una connessione profonda tra la fiamma olimpica e la figura di Spartaco, simbolo di riscatto e dignità. Il fuoco, elemento sacro del mondo antico, diventa metafora di una sfida condivisa e di uno spirito olimpico che, ieri come oggi, invita a superare i limiti, a spezzare le catene dell’oppressione e a tendere verso ideali universali di libertà e speranza.
Lo spettacolo, ideato e realizzato dagli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, prende le mosse dalla Grecia arcaica e dall’episodio dei giochi funebri in onore di Patroclo (Omero, Iliade, vv. 257 ss.), per svilupparsi in una carrellata di scene che ripercorrono la storia delle Olimpiadi dalle origini ai nostri giorni. Il racconto, accompagnato da musica e danza, attraversa epoche di guerra e di pace, momenti di esclusione e di inclusione, soffermandosi in particolare sulla loro evoluzione nei giochi gladiatori, che trovarono nell’Anfiteatro dell’antica Capua uno dei luoghi più significativi. Il programma della giornata prevede i saluti istituzionali del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra; del direttore dell’Anfiteatro campano, Antonella Tomeo; della dirigente scolastica dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, Rosaria Bernabei, e la presentazione del progetto extracurricolare curato dai professori Renata D’Angelo, Natascia De Gennaro e Alfredo Troiano. Verrà illustrato il percorso didattico e creativo che ha condotto alla realizzazione dell’iniziativa e proposto un intervento introduttivo dedicato alla fiaccola olimpica, simbolo di pace, continuità e dialogo tra i popoli.

Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo (foto bmt)
“Eventi come questo confermano il ruolo del museo e dell’Anfiteatro campano come luoghi vivi, capaci di mettere in dialogo il patrimonio archeologico con le giovani generazioni e con i grandi temi del presente. In concomitanza con il viaggio della fiamma olimpica, lo spazio che fu teatro della gladiatura e della storia di Spartaco diventa occasione per riflettere sui valori della dignità umana, della libertà e dell’inclusione, riaffermando la funzione civile e sociale dei nostri luoghi della cultura”, così Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo commenta l’iniziativa rivolta a un pubblico di tutte le età e pienamente accessibile alle persone con disabilità, con misure volte a garantire inclusione e partecipazione.
Montopoli di Sabina (Ri). Scoperto antico acquedotto della villa romana dei Casoni durante la ricerca e lo studio sull’immenso patrimonio ipogeo della Sabina della soprintendenza e del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio. Fagiani: “Col LiDAR faremo mappatura 3D dell’intero sistema idraulico sotterraneo”

Il secondo terrazzamento della Villa dei Casoni, di età repubblicana, a Montopoli di Sabina (foto mic)
Scoperto un importante acquedotto di epoca romana all’interno della Villa dei Casoni, nel territorio di Montopoli di Sabina in provincia di Rieti. L’importante ritrovamento si deve all’attività di ricerca e studio sull’immenso patrimonio ipogeo della Sabina della soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, che sta coordinando gli scavi, e il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio. La villa dei Casoni, di epoca repubblicana, si sviluppava su due terrazze digradanti: quella inferiore ospitava il giardino con ninfeo e piscina circolare, mentre su quella superiore si articolava la zona residenziale con criptoportico, cubicoli e tablino. La presenza di “acquedotti molto antichi” e della cosiddetta Fonte Varrone era già segnalata alla fine del Settecento e nel corso dell’Ottocento da diverse fonti storiche, ma solo oggi, grazie a un’accurata indagine topografica e a ripetute ricognizioni sul territorio, è stato possibile rintracciare con certezza non solo la fonte, ma anche l’acquedotto e le sorgenti che alimentavano il complesso. “La scoperta di questo acquedotto rappresenta un’opportunità unica per comprendere l’approvvigionamento idraulico di una delle ville più importanti della Sabina”, sottolinea Nadia Fagiani della soprintendenza, che aggiunge: ”Grazie alla tecnologia LiDAR sarà possibile ottenere una mappatura completa in 3D dell’intero sistema idraulico sotterraneo, in relazione alle strutture murarie e agli ambienti soprastanti della villa. Trattandosi di un’opera idraulica molto antica, lo studio consentirà inoltre di ampliare le conoscenze sugli insediamenti sabini, i cosiddetti vici, antecedenti alla conquista romana”.

Indagini speleo del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio alla Villa dei Casoni di Montopoli di Sabina (foto cristiano ranieri)
Le indagini speleologiche hanno permesso di individuare un complesso sistema idraulico sotterraneo costituito da una rete articolata di cunicoli scavati nel conglomerato naturale. “Si tratta di un sistema di drenaggio e captazione delle acque situato a circa 300 metri dalla villa”, spiega Cristiano Ranieri, presidente del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio. “Le acque provenienti da queste sorgenti, che fino a pochi decenni fa alimentavano un fontanile noto come ‘Fonte Varrone’, venivano convogliate in una cisterna con funzione anche di vasca limaria e poi redistribuite alle varie utenze della villa. È un sistema che doveva essere in uso già prima della romanizzazione della Sabina, riferibile a un antico abitato presente nell’area”, evidenzia Ranieri. Questo ritrovamento, inoltre, costituisce un contributo rilevante all’ampliamento delle conoscenze sul territorio di Montopoli di Sabina e sull’area archeologica della Villa dei Casoni, già interessata da campagne di indagine non invasive e attività di ricerca condotte dal dipartimento di Studi classici della università di Basilea, sotto la direzione di Sabine Huebner.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro Flavia Trupia su “Retorica e coraggio: un viaggio tra gli oratori audaci del nostro tempo”: ultimo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”
Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 4 febbraio 2026, alle 17.45, appuntamento con Flavia Trupia su “Retorica e coraggio: un viaggio tra gli oratori audaci del nostro tempo”. Gli oratori del presente e del recente passato che hanno parlato pubblicamente con coraggio, per cambiare il mondo in senso positivo: da Alcide De Gasperi alla Conferenza di Pace di Parigi; a Rosaria Costa, al funerale del marito Vito Schifani, agente della scorta di Giovanni Falcone; fino a Meryl Streep che dichiara all’Onu che i talebani in Afghanistan hanno più considerazione per le gatte che per le donne… Alla fine, la relatrice condividerà con il pubblico alcuni trucchi retorici per ostentare sicurezza, quando si parla in pubblico. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
Flavia Trupia è docente, divulgatrice e amministratrice della società Per La Retorica srls. Ha riportato al centro la retorica in chiave contemporanea, secondo una doppia lettura: valorizzare le idee in modo legittimo e, allo stesso tempo, creare un reto-vaccino contro le parole della manipolazione e della propaganda. Ha recentemente pubblicato “Prendiamo la parola! La retorica dalla parte delle donne”.
Roma. A Palazzo Massimo riprende il ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del museo nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro: ecco il programma
Con l’incontro di mercoledì 4 febbraio 2026 riprende il ciclo 2025-2026 di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del museo nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro, con i suoi appuntamenti al museo nazionale Romano. Appuntamento alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo per un incontro dedicato ad alcuni interventi conservativi realizzati sotto la direzione del Servizio Restauro del museo nazionale Romano. Introduce e modera Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Intervengono Silvia Borghini, Debora Fagiani su “Il restauro dello zoo di marmo. l’intervento sulle teste animali colossali del giardino del chiostro di Michelangelo presso le Terme di Diocleziano”; e Chiara Alisi, Rita Reale su “Biofilm su superfici lapidee: diversità microbica, trattamenti conservativi, prodotti innovativi”. Nel corso del 2023 le sette teste colossali di animali, esposte nel Chiostro di Michelangelo, sono state protagoniste di un intervento di restauro che ha saputo mettere a punto un’innovativa “strategia eco-sostenibile” attraverso l’uso di tecniche e prodotti bio-compatibili. Di questo intervento, progettato dal Servizio Restauro del museo nazionale Romano, e di altre tecnologie sperimentali in atto, si parlerà proprio nell’incontro di mercoledì 4 febbraio 2026. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria: ilmuseotralerighe.eventbrite.it.
IL PROGRAMMA FINO A MAGGIO 2026. 4 marzo 2026, alle 17, a Palazzo Massimo: Clara Di Fazio, “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo”; 8 aprile 2026, alle 17, Palazzo Altemps: Chiara Giobbe, Raffaella Bucolo, “I mosaici del Museo Nazionale Romano da via Emanuele Filiberto: nuovi dati dalle ricerche di archivio”; Andrea Grazian, “Nuovi dati da vecchi scavi sull’edilizia abitativa dell’Esquilino. Il contributo della documentazione d’archivio alla ricomposizione di contesti archeologici perduti”; 6 maggio 2026, alle 17, a Palazzo Massimo: Agnese Pergola, Giulia Severini, Giulia D’Angelo, “Le lastre Campana del Museo Nazionale Romano: dai documenti d’archivio alla raccolta archeologica”; Luca Zizi, “Un sepolcro perduto della via Cassia”. Prenotazione per ogni appuntamento: ilmuseotralerighe.eventbrite.it.
In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, Milano e Verona ospitano la mostra “Stefano Cigada. Le fratture del tempo” a cura di Francesca Alfano Miglietti: 40 fotografie in bianco e nero di grande formato di statue classiche

Glyptothek di Munich: foto di Stefano Cigada esposta nelal mostra “Le fratture del tempo” a Milano e Verona
In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, lo spazio “Nonostante Marras” in via Cola di Rienzo 8 a Milano (dal 5 al 28 febbraio 2026: vernissage mercoledì 4 febbraio 2026, alle 18) e il negozio Antonio Marras Verona in via Mazzini 83 a Verona (dal 5 al 28 marzo) presentano la mostra “Stefano Cigada. Le fratture del tempo” a cura di Francesca Alfano Miglietti. L’esposizione esplora, attraverso 40 fotografie in bianco e nero di grande formato di statue classiche, il legame tra tempo, movimento e resilienza, mettendo in dialogo l’immobilità della pietra con l’energia vitale dello sport. Le immagini, nate dall’incontro fra luce naturale casualità, diventano metafore della condizione umana e dell’atleta — in particolare di quello paralimpico — che, pur segnato da fratture o trasformazioni, conserva forza e dignità. In sintonia con lo spirito delle manifestazioni olimpiche, la mostra celebra il valore del kairos: l’attimo presente in cui impegno, bellezza e perseveranza si fondono. Un invito a riflettere sul significato del corpo, della sfida e della rinascita attraverso l’arte, nel qui e ora che sancisce l’inevitabile connessione tra l’opera d’arte e il luogo in cui essa si manifesta.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)
Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A febbraio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.
Marzabotto (Bo). Le sale del museo nazionale Etrusco chiuse lavori di manutenzione del percorso espositivo e restauro dei materiali
Dal 2 febbraio 2026 le sale del museo nazionale Etrusco di Marzabotto non sono visitabili a causa dei lavori di manutenzione del percorso espositivo e restauro dei materiali. Il parco archeologico della città di Kainua rimarrà invece fruibile: dal martedì al sabato accesso solo per gruppi accompagnati da guida su prenotazione dalle 9.15 alle 16.30, domenica accesso libero dalle 9.15 alle 16.30, lunedì chiuso. Potranno essere accettati solo pagamenti effettuati tramite la App Museitaliani o POS. Non sarà possibile effettuare pagamenti in contanti. Info mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it oppure chiamando al 349.2834073.













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