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Pompei. Rinvenuti in una bottega di via dell’Abbondanza i resti di una tartaruga di terra di 2000 anni fa con il suo fragile uovo custodito nel carapace. Zuchtriegel: “L’eccezionale scoperta all’interno di una domus e il suo abbandono per far posto alle Terme Stabiane testimoni delle grandi trasformazioni dopo il terremoto del 62 d.C.”

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I resti della tartaruga di terra di 2000 anni fa rinvenuti nella campagna di scavo alle Terme Stabiane di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

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La bottega di via dell’Abbondanza a Pompei dove sono stati ritrovati i resti della tartaruga di terra (foto parco archeologico di pompei)

In una bottega di via dell’Abbondanza, la via dello struscio della Pompei romana, ambiente poi inglobato nelle Terme Stabiane, sono stati rinvenuti i resti di una tartaruga di terra, una testuggine, con il suo fragile uovo custodito nel carapace: è l’ultima, eccezionale scoperta dal sito archeologico, testimonianza del vasto ecosistema di Pompei, composto di tracce naturali e non solo antropiche e prezioso indizio archeologico dell’ultima fase di vita della città, dopo un violento terremoto nel 62 d.C. e prima della fatidica eruzione del 79 d.C. “La campagna di scavo in corso a Pompei”, dichiara il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “continua a riservare importanti ritrovamenti e nuove scoperte, confermando la straordinaria ricchezza di questo autentico scrigno di storia e memoria che affascina il mondo intero”.

“Sia la presenza della testuggine in città sia l’abbandono della sontuosa domus che cede il posto a un nuovo settore delle Terme Stabiane illustrano la portata delle trasformazioni dopo il terremoto del 62 d.C.”, dichiara il direttore generale Gabriel Zuchtriegel. “Evidentemente non tutte le case furono ricostruite e zone, anche centrali, della città erano poco frequentate tanto da diventare l’habitat di animali selvatici; al tempo stesso l’ampliamento delle terme è una testimonianza della grande fiducia con cui Pompei ripartiva dopo il terremoto, per poi essere stroncata in un solo giorno nel 79 d.C. La testuggine aggiunge un tassello a questo mosaico di relazioni tra cultura e natura, comunità e ambiente che rappresentano la storia dell’antica Pompei. Nei prossimi anni, lo studio dei reperti organici e le ricerche su agricoltura, economia e demografia a Pompei e nel suo territorio saranno una priorità nella nostra strategia di ricerca, tutela e valorizzazione, anche per dare più visibilità a siti e monumenti al di fuori del centro urbano, come la villa rustica di Boscoreale e le ville di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia”.

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La mappa degli interventi di scavo nelle Terme Stabiane di Pompei: in blu le botteghe scavate (foto parco archeologico di pompei)

L’inusuale ritrovamento ha avuto luogo, nell’ambito di una campagna di scavo e ricerca sulle Terme Stabiane, condotta dalla Freie Universität Berlin e dall’Università di Napoli L’Orientale, con l’University of Oxford in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, volta a indagare lo sviluppo urbano del quartiere abitativo prima dell’impianto delle terme. In particolare, quest’anno nelle botteghe aperte sul lato sud-orientale delle terme lungo via dell’Abbondanza e vicolo del Lupanare sono emersi i resti di una sontuosa domus con raffinati mosaici e pitture parietali, risalente al I sec. a.C. e rasa al suolo dopo il terremoto che devastò Pompei e ampie parti della Campania nel 62 d.C. Successivamente, l’area venne destinata all’ampliamento del complesso termale sull’incrocio tra via dell’Abbondanza e via Stabiana.

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Il direttore Gabriel Zuchtriegel ascolta gli archeologi che illustrano l’eccezionale scoperta della tartaruga di terra (foto parco archeologico di pompei)

Lo scavo ha visto la scoperta inaspettata di un piccolo rettile: gli strati archeologici in cui è stato rinvenuto erano accumuli di detrito, formatisi a seguito della dismissione della bottega in questione, in vista di una sua rifunzionalizzazione. Nella fase di ricostruzione e ristrutturazione tra terremoto e eruzione, il rettile aveva avuto modo di entrare negli spazi dismessi e scavare, indisturbata, un rifugio. Non è il primo ritrovamento di testuggini a Pompei, ma solitamente esse sono state rinvenute all’interno di giardini o aree interne a ricche domus, come ad esempio la casa di Giulio Polibio.

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Una fase del delicato scavo della tartaruga di terra rinvenuta in una bottega di via dell’Abbondanza (foto parco archeologico di pompei)


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L’uovo ritrovato all’interno del carapace della tartaruga allo studio nei Laboratori di Pompei (foto parco archeologico di pompei)

La testuggine è stata documentata e rimossa in tre fasi successive: documentazione del carapace (14 cm circa, mentre un esemplare pienamente matura misura di norma 20-24 cm), dello scheletro interno dell’animale e del piastrone (cioè la parte ventrale del guscio). Il reperto è stato trasferito al Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco dove sarà studiato e analizzato dall’archeozoologa del Parco. L’esemplare di Testudo hermanni, una specie locale, femmina, si era probabilmente rifugiata nello spazio dismesso per trovare un luogo adatto alla deposizione del suo unico uovo (solitamente vengono deposte da 1 a 5 uova). Le testuggini hanno una particolarità, la distocia, ovvero qualora non trovino un luogo idoneo, possono trattenere le uova andando incontro a problematiche spesso fatali. Preferiscono dunque morire, piuttosto che deporre le uova laddove l’ambiente non sia congeniale. L’intrusione dell’animale non fu notata da chi si occupò della rifunzionalizzazione della bottega, e i suoi resti vennero ricoperti senza essere visti.

Tempora in Aquileia: viaggio nel tempo e nella storia dell’antica città romana. Per tre giorni Aquileia tornerà alle atmosfere del 181 a.C. rievocando la vita e i fasti ai tempi della sua fondazione. Fittissimo il programma

Tempora in Aquileia: un viaggio nel tempo e nella storia dell’antica città romana con la partecipazione straordinaria di Roberto Giacobbo. Per tre giorni – venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 giugno 2022 – Aquileia tornerà alle atmosfere del 181 a.C. e regalerà a tutti un viaggio nel tempo e nella storia di quella che è stata una delle più grandi città dell’Impero romano. Il tema dell’edizione 2022 è “La forza della diplomazia nell’antichità”. Centinaia di rievocatori celti e romani riempiranno le strade, le piazze e i luoghi simbolo della città per l’ottava edizione di Tempora in Aquileia, la manifestazione organizzata da Comune di Aquileia, Pro Loco Aquileia, Associazione Imprenditori Città di Aquileia con il sostegno di Fondazione Aquileia. Durante l’intero fine settimana, immersi nel centro storico e nelle aree archeologiche della città ci si potrà imbattere nella quotidianità di un legionario romano o in quella di un guerriero celta, nei saperi e nei sapori dell’antico mercato. Si potrà assistere alle sfide tra gladiatori, rivivere l’atto di fondazione di Aquileia con la rievocazione del rito del sulcus primigenius, scoprire antiche danze, seguire la marcia della legione tra le vie della città.

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L’accensione del fuoco di Beleno apre l’edizione 2022 di Tempora in Aquileia (foto fondazione aquileia)

La cerimonia di apertura con l’accensione del fuoco di Beleno si terrà venerdì 24 giugno 2022, alle 21, nell’area dell’accampamento romano (accanto al Foro) con la partecipazione straordinaria di Roberto Giacobbo, il conduttore di Freedom. Durante le giornate di sabato e domenica, da mattina alla sera tardi si potranno visitare gli accampamenti celta e romano allestiti nell’area del fondo Cal e nell’area accanto al foro e assistere a scene di vita quotidiana. Ci si potrà esercitare in prove di arcieria celta e romana, seguire itinerari guidati a cavallo, degustare la cucina romana agli stand enogastronomici e apprendere la tecnica del mosaico.

aquileia_tempora-2022_locandina“Dopo tre anni di stop”, sottolinea Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia, “abbiamo fortemente voluto riproporre al pubblico la grande rievocazione storica della fondazione della città di Aquileia, e abbiamo potuto farlo grazie ad una solida rete di collaborazioni sul territorio. Sarà una festa di tutti all’insegna della riscoperta del passato e della nostra identità culturale”. E Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, commenta: “La valorizzazione del patrimonio del sito Unesco di Aquileia è il nostro obiettivo, e la rievocazione storica, regalando a tutti un’esperienza immersiva nella storia, è uno strumento efficace di narrazione e coinvolgimento e, nel contempo, un momento aggregativo importante per la comunità locale. Per questi motivi abbiamo voluto condividere questo importante progetto di territorio”.

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Suggestive atmosfere nella rievocazione storica proposta da Tempora in Aquileia (foto fondazione aquileia)

Fittissimo il programma di appuntamenti delle due giornate di Tempora in Aquileia: sabato 25 giugno 2022, alle 9.30, è prevista la passeggiata teatralizzata per bambini “In viaggio con Radio Magica” (gratuita, prenotazione obbligatoria: fondazione@ragiomagica.org o +39 3738694556); nel corso della giornata, nell’area accanto al foro, alle 11 i giochi gladiatori, alle 12.30 le danze antiche, alle 15.30 l’assemblea del senato romano, alle16.30 il rito del sulcus primigenius, il rituale di fondazione della città, alle 18 la marcia della legione nelle vie della città, alle 19 le dimostrazioni di arte gladiatoria, alle 20.30 l’assemblea dei capi gallici, alle 21.30 il rito delle vestali e alle 22.30 la battaglia che vede protagonisti i guerrieri dei Galli carni che attaccano le truppe di Longino per riprendere i loro beni saccheggiati e liberare i compagni condotti in schiavitù.

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Sulcus primigenius: rito della fondazione della città di Aquileia (foto fondazione auileia)

Domenica 26 giugno 2022 si riprenderà alle 11 con i ludi gladiatori e la visita guidata “Benvenuti alla domus di Tito Macro” (a pagamento, prenotazione obbligatoria: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Sempre nell’area accanto al Foro alle 12.30 si potrà assistere al simposio e alle danze antiche, alle 15 i delegati delle nazioni galliche si presentano a Roma per perorare la loro causa in senato. E sempre alle 15 è in programma la visita guidata “Aquileia porta del Mediterraneo” (prenotazione obbligatoria: +39 0431 919491 – info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Alle 16 lo spettacolo delle danze antiche, alle 16.45 le dimostrazioni di arte gladiatoria, alle 17.45 la battaglia con i Galli Carni che affrontano le truppe di Longino. Alle 19 il rito del sulcus primigenius e alle 19.45 le danze antiche. A chiusura del programma alle 21.30 in piazza Patriarcato il concerto “Live in Tempora” della Symphonic Epic Rock Band Aqvilea. Tutti gli appuntamenti su www.temporainaquileia.it.

Cividale. Nell’11° anniversario dell’iscrizione alla lista Unesco del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, il museo Archeologico nazionale celebra Cividale Longobarda con visite guidate e un concerto

2011-2022, 25 giugno: 11° anniversario dell’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità – Unesco il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Cividale Longobarda, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell’Umanità, festeggia l’importante anniversario con un ricco programma di iniziative. Il museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli partecipa alla festa della Città già venerdì 24 giugno 2022, anticipando il giorno della ricorrenza con un concerto di grande atmosfera con due violinisti d’eccezione, Laura e Carlo Grandi (Festival internazionale CultoMUsica2022) a cura dell’associazione Amici Gioventù Musicale – Trieste ODV, in occasione dell’apertura serale del Museo fino alle 22 (chiusura biglietteria alle 21.30). Il concerto sarà preceduto, per chi lo vorrà, da un breve tour, previsto per le 19.45 alla collezione longobarda del Museo che vanta contesti straordinari dal punto di vista qualitativo e qualitativo, nonché la più grande concentrazione di reperti legati alla cultura tradizionale dei Longobardi (ovvero la cultura nella quale si identificavano come gruppo umano). Visite e concerto compresi nel biglietto di ingresso. Sabato 25 giugno 2022, alle 10.30, sarà possibile una seconda visita alla Collezione longobarda, sempre con il direttore del Museo, alla scoperta della storia e dell’arte dei Longobardi, ma anche alla conoscenza del sito seriale di cui Cividale fa parte.

Comacchio. Da giugno a ottobre, “I giovedì di Spina”: rassegna di incontri a corollario della mostra “Spina100”, la mostra dedicata al centenario dal ritrovamento della città etrusca

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Inaugurata con successo lo scorso 1° giugno 2022 a Comacchio “Spina100”, la mostra dedicata al centenario dal ritrovamento della città etrusca (vedi Comacchio. A Palazzo Bellini apre la mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta” per le celebrazioni nazionali del centenario della scoperta della città etrusca di Spina (1922-2022) | archeologiavocidalpassato), non si fermano gli appuntamenti per celebrare i cent’anni dalla scoperta che ha rivoluzionato il mondo dell’archeologia e non solo. Dal 16 giugno al 13 ottobre 2022, ecco la rassegna di incontri “I giovedì di Spina”: alle 18.30, al Pronao Museo Delta Antico. Il primo appuntamento, quello del 16 giugno, ha visto la partecipazione di Maurizio Cattani dell’università di Bologna su “Il delta nell’età del Bronzo”. Ecco il programma completo: 23 giugno, Tiziano Trocchi, direttore museo Archeologico nazionale di Ferrara, su “Il delta nell’età del primo Ferro”; 30 giugno, Elisabetta Govi, docente Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, su “Gli Etruschi”; 7 luglio, Caterina Cornelio , direttrice del museo Delta antico di Comacchio, su “Introduzione a Spina”; 14 luglio, Guido Barbujani, docente università di Ferrara, su “Il DNA degli etruschi (e di qualcun altro)”; 21 luglio, Sara Campagnari, funzionario archeologo Sabap per Bologna città metropolitana e per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, su “L’Etruria padana”; 4 agosto, Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, su “Spina e l’Etruria”; 11 agosto, Marco Marchesini, Ursula Thun, Silvia Marvelli, docenti università di Ferrara, Giogio Nicoli, referente Centro Agricoltura e Ambiente di San Giovanni in Persiceto, su “Elementi di vita quotidiana a Spina”; 18 agosto, Simonetta Bonomi, Sabap Friuli Venezia Giulia, su “Spina e Adria”; 25 agosto, Andrea Gaucci, docente Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e Carmela Vaccaro, docente università di Ferrara, su “Studi e riflessioni sulla necropoli di Spina”; 1° settembre, Christoph Reusser, docente università di Zurigo, su “L’abitato di Spina e i rapporti con Atene”; 8 settembre, Sauro Gelichi, docente università Ca’ Foscari di Venezia, su “Il delta nell’alto medioevo”; 15 settembre, Jacopo Ortalli, docente università di Ferrara, su “Il delta in età romana”; 22 settembre, Tiziano Trocchi, direttore museo Archeologico nazionale di Ferrara, e tenente colonnello Giuseppe De Gori, Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Sede di Bologna, su “La tutela del patrimonio archeologico”; 29 settembre, Marco Bruni, archeologo Comune di Comacchio, Gruppo archeologico Ferrarese, su “Recenti scoperte archeologiche per una nuova visione sull’antico assetto territoriale del Ferrarese”; 4 ottobre, Anna Maria Visser, docente università di Ferrara, presentazione volume “Musei: proposte per il futuro”, con la partecipazione di Cristina Ambrosini, direttrice Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna; 13 ottobre, Gianpiero Orsingher, giornalista RAI, su “Comunicare gli Etruschi”. Quindi Caterina Cornelio, direttrice museo Delta Antico di Comacchio, conclusioni a margine del ciclo di conferenze per Spina100.

Roma. Anna Filigenzi su “Archeologie difficili e sistemi di valori. Il caso dell’Afghanistan”: conferenza in presenza e on line per il ciclo di incontri “Ripensare il mondo. Il confronto tra culture nella formazione delle civiltà”, presentato dal museo delle Civiltà e ISMEO

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Locandina dell’incontro “Archeologie difficili e sistemi di valori. Il caso dell’Afghanistan” con Anna Filigenzi

Cosa può e deve fare l’archeologia? C’è ancora per essa uno spazio sociale da riconquistare e valori umani da riaffermare? La Missione Archeologica Italiana dell’ISMEO, attiva dal 1957, ha cercato possibili risposte entro il perimetro etico e scientifico della ricerca, dell’avanzamento degli studi e della condivisione delle conoscenze. Non solo per difendere e proteggere il patrimonio materiale, ma per difenderne e proteggerne anche i valori immateriali. Questa operazione dipende dalla nostra capacità e volontà di comprendere la connessione dell’archeologia con la storia e la dimensione umana. Questo il tema dell’incontro “Archeologie difficili e sistemi di valori. Il caso dell’Afghanistan”: un racconto di esperienze, che dal lavoro sul campo, hanno condotto a ricostruzioni di frammenti di storia condivisa. Appuntamento giovedì 23 giugno 2022, alle 16.30, nella sala conferenza del Palazzo delle Scienze a Roma, nell’ambito del ciclo di incontri “Ripensare il mondo. Il confronto tra culture nella formazione delle civiltà”, presentato dal museo delle Civiltà e ISMEO (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente). La conferenza sarà trasmessa anche in diretta streaming sul canale YouTube del Museo delle Civiltà: https://youtu.be/OY8kdYRwAHs.

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L’archeologa Anna Filigenzi in Afghanistan dove dirige la missione archeologica italiana dal 2004 (foto ismeo)

L’archeologia in Afghanistan è condizionata, oggi come ieri, da una storia conflittuale, contrassegnata alla fine degli anni Settanta dall’occupazione sovietica e dagli eventi che a questa sono seguiti (quali la guerra civile, il regime talebano, l’occupazione internazionale, l’interludio democratico che non ha interrotto i conflitti in corso e, infine, il recente ritorno al potere dei Taliban). Sullo sfondo di questo scenario, l’archeologia diviene bersaglio di una propaganda che la rappresenta come espressione di una élite, più interessata a cose inerti che alle persone, o tenta di servirsene per mostrare all’opinione pubblica occidentale il volto umano e progressista della politica. Nel frattempo, la filiera locale dei beni culturali, con le sue infrastrutture e professionalità, duramente colpita dai lunghi anni del conflitto e, a partire dai primi anni 2000, sulla strada di una faticosa rinascita, ripiomba in una situazione pericolosamente precaria.

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L’archeologa Anna Filigenzi

Anna Filigenzi è professore associato di Archeologia e storia dell’arte dell’India all’università di Napoli “L’Orientale”. Dirige dal 2004 la Missione Archeologica Italiana in Afghanistan e dal 1984 è membro attivo della Missione Archeologica Italiana in Pakistan. È vice-presidente dell’ISMEO e della SEECHAC ed è membro di diverse istituzioni scientifiche, in Italia e all’estero, e di comitati editoriali stranieri. Il suo lavoro sul campo, le sue pubblicazioni e la sua attività didattica hanno come oggetto principale l’archeologia e la storia dell’arte dell’area compresa tra il Nord-Ovest del Subcontinente indiano, le regioni himalayane e l’Asia Centrale, con particolare riferimento ai periodi gandharico e post-gandharico; al rapporto tra culture religiose, politica e società civile; ai rapporti culturali tra Pakistan settentrionale, Kashmir, Afghanistan, Himalaya occidentale e Xinjiang, soprattutto in relazione allo sviluppo e alla circolazione di forme di arte visiva. Ha all’attivo numerosi progetti di ricerca, individuali e collettivi, svolti in Italia e all’estero, e numerose pubblicazioni.

Roma. Per “Dialoghi in Curia”, presentazione del volume “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei. Incontro in presenza e on line

roma_dialoghi-in-curia_sogno-notturno-a-roma_locandinaPer il ciclo “Dialoghi in Curia” promosso dal parco archeologico del Colosseo giovedì 23 giugno 2022 la Curia Iulia ospita a partire dalle 16.30 la presentazione del volume “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei, La lepre Edizioni. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Sarà presente l’autrice. Presentano Giulio Ferroni, critico e storico della letteratura già ordinario di Storia della Letteratura Italiana alla Sapienza Università di Roma; Daniele Manacorda, archeologo già docente di Metodologie della Ricerca Archeologica all’università Roma Tre; Giuseppe Monsagrati, storico già ordinario di Storia Contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Conclude Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale. L’evento potrà essere seguito in presenza nella Curia Iulia fino ad esaurimento dei posti (max 100) con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it (il link QUI). Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Nel PArCo è fortemente consigliato indossare la mascherina. L’incontro sarà anche trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/parcocolosseo e sul canale YouTube del PArCo: www.youtube.com/parcocolosseo.

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La copertina del libro “Sogno notturno a Roma (1871-2021)” di Annarosa Mattei

“Sogno notturno a Roma” racconta i traumi subiti dalla città, proclamata capitale del Regno d’Italia nel 1871, attraverso una ricognizione notturna dei luoghi più devastati dalle demolizioni e dalle ristrutturazioni attuate a partire da quell’anno fatale. Cinque personaggi, non tutti umani, compiono insieme un cammino nel cuore di Roma, al di fuori del tempo reale, lungo un percorso che parte da piazza Venezia e ritorna, dopo un ampio giro, a via dei Fori Imperiali. Attraverso dialoghi e digressioni storiche si esplorano così i vuoti urbani creati nella convinzione di “risanare” Roma e farne una città moderna. Si racconta come, nonostante le più autorevoli proteste, sia stata demolita un’enorme area intorno al Campidoglio di incomparabile pregio storico e artistico, comprendente gran parte dei più antichi rioni, quali Campitelli, Pigna, Trevi, Monti, con tutte le loro reciproche connessioni. Una grave ferita alla comunità storica che ha fatto di Roma una città unica al mondo.

Padova. Per il ciclo “Tutta Padova ne parla” conferenza “Copie e falsi nell’archeologia e nell’arte” sull’esito del progetto dell’università di Padova per la conoscenza del patrimonio ceramico greco e magnogreco in Veneto

“Copie e falsi nell’archeologia e nell’arte” è il tema del prossimo appuntamento per il ciclo di conferenze “Tutta Padova ne parla”, promosso dalla soprintendenza e dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che si terrà giovedì 23 giugno 2022, alle 17, al Complesso universitario patavino Beato Pellegrino, aula 5 dell’università di Padova (ingresso dalla piazzetta di via Elisabetta Vendramini, 13). Ingresso libero e gratuito, è raccomandato l’uso della mascherina. L’incontro a più voci è finalizzato a presentare in anteprima una pubblicazione che raccoglie l’esito di contributi multidisciplinari dedicati a un tema di singolare fascino e interesse, al quale l’università di Padova da anni dedica una specifica attenzione e cura con ricerche e studi specialistici di eccellenza, finalizzati alla conoscenza del patrimonio ceramico greco e magnogreco presente in Veneto. Il ritrovamento e l’identificazione di reperti falsificati presenti nelle collezioni museali pubbliche e private ha permesso di diversificare l’approccio allo studio e alla ricerca, coinvolgendo professionalità di varia provenienza e di formazione anche giuridica, competenti negli ambiti correlati della tutela e della legalità. Introduce Fabrizio Magani, soprintendente Abap area metropolitana Venezia e province Belluno Padova Treviso. Intervengono: Monica Salvadori, università di Padova; Emanuele Pellegrini, scuola IMT Alti Studi Lucca.

Roma. Al via “Roma Imperiale – Virtual Reality Bus”, la mostra itinerante come una macchina del tempo per una experience immersiva unica al mondo: si sale su un bus navetta, si attraversa l’area archeologica centrale di Roma e, guardando fuori dal finestrino, si riscopre l’originale splendore dei monumenti antichi ricostruiti in 3D come erano 2000 anni fa

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“Roma Imperiale Virtual Reality Bus” di Invisible Cities: una experience immersiva unica al mondo (foto roma culture)

“Vedi com’è. Scopri com’era”. Con questo slogan parte a Roma il primo Virtual Reality Bus, una mostra itinerante per una experience immersiva unica al mondo: sali sul bus, che ricorda le navette aeroportuali, e ammiri le bellezze monumentali e paesaggistiche del cuore di Roma. Ma a un certo punto le tendine di finestrini si abbassano e, come in una macchina del tempo, fuori c’è la Roma Imperiale, con i suoi palazzi colonnati, i togati che discutono nel foro, le bancarelle del mercato animate dai popolani. E poi l’anfiteatro flavio con quelle centinaia di statue che fanno capolino tra le nicchie monumentali! Ecco cosa succede se si sale sul Virtual Reality Bus: si attraversa l’area archeologica centrale di Roma e si riscopre l’originale splendore dei monumenti antichi ricostruiti in 3D come erano 2000 anni fa, splendide ricostruzioni 3D realizzate dai migliori specialisti di effetti visivi in Italia con la supervisione di curatori archeologi.

Tutto ciò sarà possibile, a partire dal 23 giugno 2022, grazie al Virtual Reality Bus realizzato da Invisible Cities, start up innovativa creata da Arsenale 23 con il supporto di Linkem. Promossa da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il parco archeologico del Colosseo e con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura, la mostra “Roma Imperiale – Virtual Reality Bus” sarà attiva tutti i giorni dalle 16.20 alle 19.40 (ultima corsa), al costo di 15 euro (ridotto a 10 euro con la MIC card), con partenza da piazza della Madonna di Loreto (via dei Fori Imperiali). Il percorso, della durata di 30 minuti, è fruibile in italiano e in inglese. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria in prossimità della Colonna Traiana (Fori Imperiali) oppure online sul sito www.vrbusroma.it.

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Il percorso del VRBUS Roma nel cuore della Città Eterna (foto roma culture)

L’experience tour, che propone un percorso mozzafiato della Città Eterna tra Fori Imperiali, Colosseo, Palatino, Circo Massimo e Teatro di Marcello, prevede una immersione 3D con speciale tecnologia VR “headest free”: tutte le ricostruzioni delle architetture vengono fruite direttamente sugli schermi OLED sovrapposti ai finestrini del Bus e un sistema di tendine motorizzate permetterà di ammirare le bellezze di oggi e di confrontarle con quelle del passato. Si tratterà di un viaggio all’indietro nel tempo a 360 gradi, che coinvolgerà tutti i sensi: i suoni e la musica a bordo e il sistema integrato di emissione di fragranze appositamente sviluppato da Integra Fragances, consentiranno all’utente di ammirare le ricostruzioni virtuali e di immergersi nell’atmosfera di alcuni luoghi storici del percorso, vivendo così un’esperienza unica.

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Il posizionamento di monitors e tendine sul VRBUS Roma per un’esperienza immersiva nella Roma Imperiale unica (foto roma culture)

Grazie al MOVX, un brevetto unico al mondo che vede coinvolti 3 GPS, un accelerometro a tre assi, un magnetometro, un velocimetro e un laser di superficie, è possibile sincronizzare la velocità e la posizione del bus nello spazio fisico reale con quelli nello spazio virtuale, permettendo la registrazione e la riproduzione di ogni movimento, curva, buca o dosso durante il tragitto. In questa scommessa all’insegna dell’innovazione e della tecnologia, il progetto non perde di vista la sostenibilità: il VR BUS è infatti totalmente elettrico nel rispetto e la cura dell’ambiente.

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Le fragranze per la realtà aumentata per un’esperienza immersiva che coinvolge anche l’olfatto (foto roma culture)

Piccolo nelle dimensioni e silenzioso, possiede una velocità media pari a quella di un monopattino che lo rende un’icona del futuro a spasso nella città. Con 16 posti disponibili (di cui due destinati agli accompagnatori) e una durata di viaggio di circa 20 minuti, il VR bus rappresenta una delle espressioni più all’avanguardia del marketing del futuro che utilizza le potenzialità del mondo digitale, della Mixed Reality e l’edutainment, per offrire un’Esperienza all’insegna delle 4E: Engagement, Education, Exclusivity and Emotion. 

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Il bus rosso del VRBUS in sosta in via dei Fori Imperiali di Roma (foto roma culture)

“Il progetto VrBus”, interviene il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, “permetterà ai visitatori di immergersi letteralmente dentro la storia di Roma. Un’iniziativa moderna e unica nel suo genere che supportiamo per raccontare la storia millenaria della Capitale in una nuova veste capace di attrarre ulteriormente pubblico oltre che a coinvolgere anche le romane e i romani in un viaggio alla scoperta del passato di Roma. In più – conclude Gualtieri – lo facciamo all’insegna della sostenibilità dato che il bus adibito al servizio è un mezzo totalmente elettrico, nel rispetto dell’ambiente e nella cura dei luoghi circostanti”.

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Ricostruzione 3D della vita quotidiana nella Roma Imperiale (foto roma culture)

“Invisible Cities ha rivoluzionato il mondo della fruizione dei contenuti virtuali realizzando un mezzo che apre nuovi orizzonti per l’edutainment, il marketing turistico e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico italiano”, dichiara il presidente di Invisible City, Ernesto Faraco. “Si tratta del primo Virtual Reality Bus grazie al quale le persone possono immergersi nella storia in prima persona e condividere l’esperienza in modo collettivo senza bisogno di visori vr o altri wearable devices. Presto ci auspichiamo altri VR-Bus, non solo a Roma, con nuove tappe di una meravigliosa avventura che ha come obiettivo ultimo quello di cambiare il modo di vivere e apprendere la storia delle nostre città, ibridando education ed entertainment, e avvicinando le generazioni del futuro al nostro meraviglioso passato. Essere contemporanei significa anche questo – conclude Faraco: “riscoprire la nostra “heritage” basata su millenni di storia, prenderne il meglio, reinterpretarla e portarla nel futuro”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ricco calendario di eventi per le aperture serali estive a soli 3 euro. L’intervento del direttore Nizzo

L’elenco è lungo. E riguarda solo un po’ più di un mese. Sono gli appuntamenti speciali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Così il direttore Valentino Nizzo ha deciso di ricordarli con un video girato in occasione di “RomArché. Parla l’archeologia parla!” in collaborazione con il coro Koob, Suodales, il Gruppo Storico romano e IRasenna. Proprio a partire dal 21 giugno 2022, in concomitanza con la Festa della Musica, è stata programmata una ricca serie di aperture serali straordinarie al costo simbolico di 3 euro (gratis fino ai 18 anni e a soli 2 euro tra i 18 e i 25 per gli aventi diritto). Il calendario prevede concerti, visite guidate, lezioni, spettacoli teatrali e molto altro ancora, il tutto incluso nel costo del biglietto: il 30 giugno, apertura straordinaria alle 20 con visite guidate alle collezioni; il 17 luglio, alle 20.30, concerto dell’associazione Alterazioni dal titolo “Visioni di ieri e di oggi”; il 23 luglio, alle 21, osservazioni astronomiche a cura della Scuola di Archeoastronomia; il 30 luglio, alle 20.30, “Io, Pierpaolo Pasolini, poeta, profeta, corsaro” spettacolo a cura dell’associazione Ordito. “Vi do qualche anticipazione in questo video”, spiega Nizzo, “ricordandovi anche quanto sia conveniente e vantaggioso abbonarsi per vivere le iniziative del museo gratuitamente ogni giorno, per 3, 6 o 12 mesi usufruendo di sconti nel bookshop e nel Villa Giulia Temporary Garden aperto fino a ottobre nei giardini posteriori del Museo”. il video è di Vincenzo Cesareo per Made in Genesi.

Marano di Valpolicella (Vr). Festa della Musica all’area archeologica del Tempio di Minerva con visite guidate e concerto jazz

marano_tempio-di-minerva_festa-della-musica_locandinaFesta della Musica al Tempio di Minerva di Marano di Valpolicella (Vr) con visite guidate e concerto jazz di Mauro Ottolini. Martedì 21 giugno 2022 nel suggestivo scenario del Monte Castelòn, il CTG Valpolicella Genius Loci, in collaborazione con il Comune di Marano di Valpolicella, Valpolicella Benaco Banca, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la Pro Loco di Marano di Valpolicella, organizza questo speciale evento musicale all’interno dell’area archeologica del Tempio di Minerva. Alle 18.45 e alle 19.45: visita guidata all’area archeologica (prenotazione a info@tempiodiminerva.it); alle 20.45: “In quell’angolo della strada” – concerto jazz del duo Mauro Ottolini – Thomas Sinigaglia. Entrata gratuita fino a esaurimento posti (non è necessaria la prenotazione). Alle 22.00 circa: piccolo rinfresco sul sagrato della chiesa di Santa Maria Valverde offerto dalla Pro Loco di Marano. La manifestazione si tiene all’aperto in collina al calar della sera; si consiglia di vestirsi in maniera adeguata. È possibile raggiungere l’area archeologica Tempio di Minerva dal parcheggio della chiesa di Santa Maria Valverde (5 minuti a piedi) o dal paese di San Rocco o di Pezza (10 minuti a piedi). Per info tel. 3495923868.