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Reggio Calabria. Sulla terrazza del museo Archeologico nazionale, per l’Estate al MarRC la conferenza “Nostalgia del futuro: nuove rotte spaziali e l’eterna sete di esplorazione dell’uomo” del prof. Francesco Valentini e osservazione astronomica

Conferenza e osservazione astronomica sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Venerdì 21 agosto 2026, alle 20.30, per l’Estate al MarRC, la conferenza “Nostalgia del futuro: nuove rotte spaziali e l’eterna sete di esplorazione dell’uomo” del prof. Francesco Valentini, direttore del dipartimento di Fisica dell’università della Calabria: un racconto che intreccia storia, scienza e visione del futuro, per capire perché l’uomo non ha mai smesso di guardare al cielo. A seguire, lo staff del Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria guiderà i presenti in un’osservazione del cielo al telescopio direttamente dalla Terrazza del Museo. Apertura serale del Museo dalle 20 alle 23. Biglietto serale ridotto: 5 euro (comprensivo di visita al Museo e partecipazione alla conferenza). Accesso all’evento senza prenotazione, fino a esaurimento posti.

Taranto. Alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo “Il Canto di Mezzanotte”, notte speciale con apertura straordinaria della Tomba degli Atleti e performance musicale dell’arpista Gabriella Russo ispirata alla tradizione dell’Antica Grecia

Un concerto a mezzanotte, dentro una tomba di oltre duemila anni, per accompagnare simbolicamente Taranto verso il giorno dei Giochi del Mediterraneo. Dopo un prolungato periodo di chiusura, la Tomba degli Atleti di via Crispi a Taranto torna ad accogliere il pubblico con “Il Canto di Mezzanotte”, una notte speciale a poche ore dall’inizio dei XX Giochi del Mediterraneo. Giovedì 20 agosto 2026, alle 23, Taranto Sotterranea propone una visita guidata alla Tomba degli Atleti, uno dei luoghi più significativi della Taranto greca, seguita a mezzanotte dalla performance musicale dell’arpista Gabriella Russo. Ingresso 10 euro, gratuito per i bambini under 12. Posti limitati. Acquista il biglietto: https://bit.ly/4x34BVB. Prenotazione obbligatoria: 333 3716581

Tomba degli Atleti di via Crispi a Taranto (foto soprintendenza patrimonio subacqueo)

La tomba, databile tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C., conserva una testimonianza particolarmente suggestiva del rapporto tra la società tarantina dell’epoca, il simposio e la cultura dell’atletismo. La presenza della copia di un’anfora panatenaica, premio destinato agli atleti vincitori delle gare celebrate ad Atene, rende ancora più forte il legame simbolico con i Giochi che Taranto si prepara ad accogliere.

L’arpista Gabriella Russo (foto profilo FB russo)

E proprio allo scoccare della mezzanotte, quando inizierà il 21 agosto 2026, il giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi, nella Tomba degli Atleti risuonerà l’arpa di Gabriella Russo, musicista tarantina diplomata al conservatorio “Giovanni Paisiello” con il massimo dei voti e la lode, con una significativa esperienza solistica, cameristica e orchestrale e collaborazioni con importanti formazioni, tra cui l’Orchestra ICO della Magna Grecia. Un momento musicale ispirato alla tradizione dell’antica Grecia, pensato come gesto augurale dedicato agli atleti dei Giochi del Mediterraneo, alla competizione leale, all’incontro e ai popoli che arriveranno a Taranto dalle diverse sponde del Mediterraneo.

Per Taranto Sotterranea questa serata rappresenta anche un momento importante di un percorso più ampio. MUSEION Soc.Coop. e Polisviluppo-Cultura e Turismo, cooperative vincitrici del bando per la gestione e valorizzazione di Taranto Sotterranea, stanno lavorando insieme al Comune di Taranto, agli assessorati competenti e al Tavolo per il Turismo per accompagnare il completamento degli interventi necessari alla restituzione dei diversi siti alla comunità, con il supporto della Soprintendenza. Un lavoro che continua anche in questi giorni di agosto, con l’obiettivo di tornare presto ad accogliere cittadini e visitatori nel patrimonio sotterraneo della città. Da Taras al Mediterraneo: che i Giochi abbiano inizio.

Tiriolo (Cz). Apertura straordinaria del parco archeologico di Gianmartino con visita guidata di Ricardo Stocco, direttore degli scavi del 2015

Giovedì 20 agosto 2026, alle 18.30, appuntamento speciale al parco archeologico di Gianmartino a Tiriolo (Cz): sarà l’archeologo Ricardo Stocco, direttore degli scavi del 2015, a guidare di persona i visitatori tra le meraviglie del sito e le sue affascinanti fasi storiche. Un’occasione unica nell’ambito dell’apertura straordinaria del parco e del museo Archeologico per ascoltare la storia del complesso ellenistico direttamente dalla voce di chi l’ha riscoperto. Info e prenotazioni: +39 339 815 7611 | +39 333 536 3542, email: comunitacooperativatiriolo@gmail.com

Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale il vino incontra la storia con “Divino Etrusco”: appuntamenti che raccontano il legame del vino contemporaneo con la storia degli Etruschi, grandi produttori e consumatori di vino. Ecco il programma

Al museo Archeologico nazionale di Tarquinia (Vt) il vino incontra la storia con “Divino Etrusco”: organizzata da Città di Tarquinia e Pro loco Tarquinia con il sostegno di Regione Lazio e ARSIAL, torna per il ventesimo anno l’ormai celebre manifestazione che ogni estate richiama nel centro storico di Tarquinia cantine, produttori e appassionati di vino da tutta Italia. Per l’occasione, il museo Archeologico nazionale di Tarquinia aprirà le porte dello splendido Palazzo Vitelleschi ad appuntamenti che racconteranno il legame del vino contemporaneo con la storia degli Etruschi, grandi produttori e consumatori di vino, capaci di fare della convivialità un linguaggio di rango, rito e ospitalità.

Giovedì 20 agosto 2026, alle 19.30, il museo ospiterà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione all’interno del cortile. Il 21, 22 e 29 agosto 2026, dalle 20.30 alle 23.30: visite guidate tematiche condotte dal personale del museo, alla scoperta degli oggetti del banchetto e del simposio: i crateri per mescolare il vino, le coppe per berlo e le scene conviviali dipinte sulle pareti delle tombe tarquiniesi. Giovedì 27 agosto 2026, alle 21.30, Lectio Magistralis di Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Venerdì 28 agosto 2026, conversazione tra Vincenzo Bellelli e Carlo Zucchetti – Il Giornale Enogastronomico col Cappello Zucchetti, “L’Enogastronomo con il Cappello”, per intrecciare il racconto archeologico con la cultura del vino e del gusto contemporanei.

Aperture serali straordinarie: il museo Archeologico nazionale di Tarquinia sarà aperto dal 20 al 22 agosto e dal 27 al 29 agosto. Biglietto serale: 4 euro. Sono previste le gratuità secondo la normativa vigente. Il biglietto comprende eccezionalmente anche l’accesso alla mostra temporanea: “In viaggio nel Regno delle Ombre – Capolavori della pittura etrusca tra Tarquinia e Orvieto”, allestita al secondo piano del museo. La biglietteria chiuderà un’ora prima del termine delle visite.

Un libro al giorno. “Il Palazzo delle Carceri Nuove. Storia recupero e valorizzazione della sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo” a cura di Massimo Osanna e Daniela Porro

Copertina del libro “Il Palazzo delle Carceri Nuove. Storia recupero e valorizzazione della sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo” a cura di Massimo Osanna e Daniela Porro

È uscito per i tipi de L’Erma di Bretschneider il libro “Il Palazzo delle Carceri Nuove. Storia recupero e valorizzazione della sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo” a cura di Massimo Osanna e Daniela Porro. Il libro illustra gli esiti di un articolato lavoro di ricerca, restauro e valorizzazione incentrato sul Palazzo delle Carceri Nuove di Roma, oggi sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. L’iniziativa – promossa dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo in collaborazione con il ministero della Cultura, attraverso la soprintendenza Speciale archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma e la direzione generale Musei, con il comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna e la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio della Sapienza università di Roma – ha consentito di approfondire la storia architettonica dell’edificio e di restituire così piena leggibilità a uno dei complessi monumentali più significativi della capitale. A completamento dell’intervento di riqualificazione del Palazzo delle Carceri Nuove è stato realizzato un percorso espositivo permanente, inserito in modo organico all’interno di un contesto istituzionale pienamente operativo. L’allestimento riunisce apparati documentari che raccontano le trasformazioni dell’edificio nel tempo, reperti archeologici e dipinti derivanti dai recuperi effettuati dal comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale insieme a materiali provenienti dai depositi del museo nazionale Romano. Attraverso saggi specialistici, un’ampia documentazione fotografica e un ricco catalogo, la pubblicazione ripercorre la storia del Palazzo delle Carceri Nuove dalla sua costruzione fino ai giorni nostri, documentando un’opera di rilevante interesse pubblico e un modello particolarmente significativo di collaborazione tra amministrazioni, organi dello Stato e istituzioni scientifiche

Roccelletta (Cz). Al parco archeologico nazionale di Scolacium serata conclusiva dell’VIII edizione di “Calabria in Versi”, il concorso letterario promosso dall’associazione culturale Calabria Contatto, quest’anno dedicato al tema “Calabria meticcia”

Il parco archeologico nazionale di Scolacium, a Roccelletta di Borgia (Cz), mercoledì 19 agosto 2026, alle 18, ospita la serata conclusiva dell’VIII edizione di “Calabria in Versi”, il concorso letterario promosso dall’associazione culturale Calabria Contatto, quest’anno dedicato al tema “Calabria meticcia”. L’iniziativa celebra la scrittura come strumento di riflessione sull’identità, sulle trasformazioni culturali e sul dialogo tra esperienze, attraverso poesie, racconti brevi e altre forme di narrazione contemporanea. Nel corso dei mesi il concorso ha coinvolto autrici e autori provenienti da diverse realtà, chiamati a confrontarsi con un tema che invita a raccontare una Calabria aperta, plurale e in continua evoluzione. La serata del 19 agosto sarà dedicata alla cerimonia di premiazione, ai reading delle opere selezionate e alla presentazione del booklet 2026, che raccoglie una selezione dei testi dell’edizione. Saranno inoltre svelati i vincitori delle diverse sezioni del concorso, dopo il percorso di valutazione affidato alla giuria tecnica, al presidente di giuria Gioacchino Criaco e, per la sezione poesia, al contributo espresso dal voto popolare. L’appuntamento offrirà così l’occasione di ascoltare dal vivo le voci della nuova produzione letteraria dedicata alla Calabria, all’interno di uno dei siti archeologici più rappresentativi della regione, in un dialogo tra patrimonio culturale, paesaggio e scrittura contemporanea. 

Napoli. Al museo Archeologico nazionale l’Afrodite Callipigia come non l’avete mai vista: riaprono le sale 25-28 con alcuni capolavori della Collezione Farnese, dopo i lavori per l’efficientamento energetico e l’illuminazione

Nuova illuminazione per l’Afrodite Callipigia della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Dettaglio del piccolo donario pergameno al museo Archeologico nazionale di Napoli con la nuova illuminazione (foto mann)

L’Afrodite Callipigia, uno dei capolavori della Collezione Farnese del Mann, come non l’avete mai vista! Al museo Archeologico nazionale di Napoli riaprono ai visitatori le sale 25-28 (Farnesina), ritinteggiate, al termine del lotto dei lavori per l’efficientamento energetico e l’illuminazione, realizzati con fondi PNRR. Il sistema ad ali si presta al controllo dei singoli corpi illuminanti, offrendo la possibilità di cambiare gli scenari con luci d’ambiente e d’accento, per una illuminazione più scenografica delle sculture. Il nuovo apparato di illuminazione si accende sulla base dei sensori di rilevazione delle presenze, mentre l’intensità si regola a compensazione della luce naturale. Il piccolo donario pergameno, l’Afrodite Callipigia, i ritratti, i sarcofagi acquistano nuova luce, nuova forza.

Collezione Farnese del Mann: sarcofago con la nuova illuminazione (foto mann)

Sirmione (Bs). Alle Grotte di Catullo per “Appuntamenti d’estate” la visita guidata “Rituali di bellezza nell’antichità” con l’archeologa Lucia Notorio

Mercoledì 19 agosto 2026, alle 17, alle Grotte di Catullo di Sirmione (Bs), la visita guidata “Rituali di bellezza nell’antichità” per “Appuntamenti d’estate”, il ciclo di visite guidate a cura dell’archeologa Lucia Notorio. In questo secondo incontro vi accompagneremo alla scoperta della bellezza nel mondo antico: usanze, pratiche e rituali che raccontano il modo in cui gli abitanti dell’epoca si prendevano cura del corpo e della propria immagine. Al termine della visita si potrà continuare l’esperienza con un momento conviviale sulla spiaggia Giamaica, con un aperitivo a prezzo speciale per i partecipanti (2 euro).

Un libro al giorno. “La prima Venezia. Il racconto delle origini” di Mario Defina: le storie, le tradizioni, le leggende, le molte e spesso contraddittorie narrazioni sulle origini di Venezia

Copertina del libro “La prima Venezia. Il racconto delle origini” di Mario Defina

È uscito per i tipi di Supernova il libro “La prima Venezia. Il racconto delle origini” di Mario Defina. La prima Venezia esplora le storie, le tradizioni, le leggende, le molte e spesso contraddittorie narrazioni sulle origini di Venezia. Aperto e concluso da brevi racconti, il saggio indaga l’alterità della città dei dogi, il suo rapporto problematico con l’acqua e con la terra e la relazione fra il primo capoluogo lagunare, Altino, e la Venezia dogale. Dai Troiani agli Unni, dai Bizantini ai Longobardi, fino al confronto aspro con i Franchi, i racconti delle origini parlano di fughe in Laguna, visioni celesti, assedi grotteschi, incendi domati per miracolo e atti di nascita falsificati. Nel momento in cui la memoria della prima Venezia tende a farsi evanescente, il libro propone una rilettura delle fonti antiche e delle cronache medievali, e riporta al centro testimonianze spesso trascurate o marginalizzate ma importanti. L’analisi incontra acque simboliche e mesopotamie venete, cattedrali nel deserto e malaria, porti interrati, marmi trafugati e capoluoghi migranti.

Capri (Na). Alla Certosa di San Giacomo la mostra “Il ninfeo romano della Grotta Azzurra. Fotografie di Luigi Spina”, un viaggio straordinario tra archeologia, luce e mare, a cura di Luca Di Franco e Luigi Spina.

Il ninfeo romano della Grotta Azzurra di Capri come non l’avete mai visto grazie alla sensibilità del fotografo Luigi Spina. Alla Certosa di San Giacomo sull’isola di Capri (Na) la mostra “Il ninfeo romano della Grotta Azzurra. Fotografie di Luigi Spina”, inaugurata il 30 luglio e aperta fino al 20 dicembre 2026, un viaggio straordinario tra archeologia, luce e mare, a cura di Luca Di Franco e Luigi Spina.

Una delle statue del ninfeo romano della Grotta Azzurra di Capri (foto luigi spina)

Attraverso 20 fotografie di grande formato, Luigi Spina restituisce una nuova visione del ninfeo romano della Grotta Azzurra: un luogo in cui natura, architettura e storia si fondono in un dialogo senza tempo, svelando il volto meno conosciuto di uno dei simboli di Capri.

Una delle statue del ninfeo romano della Grotta Azzurra di Capri (foto luigi spina)

Il percorso espositivo è arricchito da preziose immagini provenienti dall’Archivio storico del museo Archeologico nazionale di Napoli, che raccontano le campagne di recupero delle statue rinvenute nella Grotta Azzurra tra gli anni Sessanta e Settanta, fondamentali per riscoprirne l’antica funzione di raffinato ninfeo della residenza imperiale di Gradola.

La Grotta Azzurra di Capri scoperta nel 1826 (foto luigi spina)

La mostra si inserisce nel programma delle celebrazioni del bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026), offrendo al pubblico un’occasione unica per conoscere uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico caprese attraverso lo sguardo di uno dei più importanti fotografi italiani.