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Bacoli (Na). Riaprirà a marzo la Piscina Mirabilis, chiusa al pubblico per restauri a cura del parco archeologico dei Campi Flegrei dal luglio scorso. Lo annuncia il sindaco Josi Gerardo Della Ragione

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La Piscina Mirabilis a Bacoli (foto pa-fleg)

Entro marzo 2025 la Piscina Mirabilis di Bacoli, nell’area dei Campi Glegrei (Na), parola di sindaco Josi Gerardo Della Ragione. La seconda più grande cisterna nota mai costruita dagli antichi romani dopo la Cisterna Basiloca di Istanbul, realizzata per approvvigionare di acqua le numerose navi appartenenti alla Classis Misenensis della marina militare romana, poi divenuta Classis Praetoria Misenensis Pia Vindex, che trovava ormeggio e ricovero nel porto di Miseno, oggi parte del parco archeologico dei Campi Flegeri, era stata chiusa al pubblico il 15 luglio 2024 per consentire al parco archeologico dei Campi Flegrei di avviare dei lavori di restauro, senza fissarne al momento la durata. Ma ora sembra proprio che ci siamo.

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Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli (Na) (foto FB)

Ecco l’annuncio del sindaco di fine gennaio 2025. “È quasi pronta! La Piscina Mirabilis riaprirà presto ai turisti”, scrive sul suo profilo FB il sindaco Josi Gerardo Della Ragione. “Ed è una notizia che ci riempie di gioia. La Cattedrale dell’Acqua. Simbolo tra i più iconici di Bacoli nel mondo. La più grande cisterna d’acqua potabile dell’Impero Romano d’Occidente. Più antica anche di quella rinvenuta ad Instabul. Un’immersione nella storia, nell’antichità, nella monumentale capacità ingegneristica romana. Di età Augustea. Alta 15 metri. Larga 24. Lunga 75 metri. Poteva ospitare 12.600 metri cubi d’acqua. Maestosa. Fu scavata nel tufo. La Piscina Mirabilis costituiva il serbatoio terminale di uno dei principali acquedotti romani, l’acquedotto augusteo, che portava l’acqua dalle sorgenti di Serino, a 100 chilometri di distanza, fino a Napoli e ai Campi Flegrei. Manca poco alla fine dei lavori che consentiranno a tutti di poterla scoprire. A partire dai diversamente abili. Sono stati realizzati nuovi accessi per garantire la sicurezza di tutti. Ringrazio il direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. Ci ha assicurato che entro marzo vedremo riaperto il nostro gioiello. Patrimonio di tutti. Tesoro dell’umanità. Insieme, per rendere i siti archeologici sempre più accessibili. Un passo alla volta”.

Parco archeologico di Ostia Antica. Coperti i mosaici della Necropoli di Porto all’Isola Sacra per l’inverno

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Tomba E25, necropoli di Porto sull’Isola Sacra: mosaico delle Stagioni e il mito di Alcesti, prima della copertura (foto parco archeologico ostia antica)

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Tomba E25, necropoli di Porto sull’Isola Sacra: mosaico delle Stagioni e il mito di Alcesti, dopo la copertura (foto parco archeologico ostia antica)

Dopo che a dicembre 2024 erano stati coperti i mosaici dell’area archeologica di ostia Antica (vedi Ostia Antica (Roma). Completata la copertura stagionale dei mosaici per la loro conservazione. Torneranno visibili a primavera. Ecco l’elenco dei mosaici interessati | archeologiavocidalpassato), con la fine del mese di gennaio 2025 sono state ultimate le operazioni di copertura dei mosaici della Necropoli di Porto all’Isola Sacra per l’inverno. Anche questi mosaici, così come quelli degli Scavi di Ostia saranno ri-scoperti con l’arrivo della bella stagione.

Nominato il nuovo direttore del parco archeologico Naxos Taormina: è l’architetto Orazio Micali, già soprintendente ai Beni culturali e ambientali a Siracusa, e Messina

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L’architetto Orazio Micali è il nuovo direttore del parco archeologico Naxos Taormina (foto regione siciliana)

L’architetto Orazio Micali è il nuovo direttore del parco archeologico Naxos Taormina della Regione Siciliana su nomina dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. Già soprintendente ai Beni culturali e ambientali a Siracusa, e Messina, e direttore del museo regionale e Teatro romano di Catania, l’architetto Micali ha legato il suo nome a numerosi progetti di restauro e recupero di edifici storici destinati a spazi espositivi e alla realizzazione di musei, come quello di Linguaglossa (Ct) intitolato a Francesco Messina e a interventi di adeguamento e potenziamento di Istituti di cultura come il museo regionale Accàscina di Messina (oggi ai più alti livelli di accessibilità con l’utilizzo di fondi PNRR). Ha promosso mostre ed esposizioni tra le quali quella dedicata al fumetto (2021), alla pittura in Sicilia pre e post Caravaggio (2023) fino alla più recente inaugurata nel novembre 2023 negli spazi della storica Filanda Mellinghoff – all’interno del complesso monumentale del museo regionale Accascina – dal titolo “1908 CittàMuseoCittà”, progetto con importanti contenuti multimediali, realtà aumentata e uso di IA sulla storia della città della falce, prima e dopo il terribile terremoto che il 28 dicembre del 1908 la rase al suolo.

Rovigo. All’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria annuncia la prima edizione di “Adrika – Adria e Delta”, nuova rassegna internazionale di cinema archeologico

adria_archeologico_adrika-rassegna-cinema-archeologico_locandinaTra bilanci di campagne di scavo, impegni per nuovi progetti, attività di enti privati, istituzioni pubbliche e associazioni di volontariato, l’Archeologia in Polesine sta vivendo un momento magico: come dimostrato dall’intenso programma dell’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive” promosso dalla Fondazione Cariparo il 1° febbraio 2025 nella propria sede di Rovigo (vedi Rovigo. A Palazzo Roncale, l’incontro “Archeologia in Polesine. Progetti in corso, novità, prospettive”: novità sul progetto di ricerca e valorizzazione di alcune aree archeologiche in provincia di Rovigo sostenuto dalla Fondazione Cariparo. Ecco il programma | archeologiavocidalpassato). E c’è già una certezza, da fissare fin da subito in agenda: la prima edizione di “Adrika – Adria e Delta. Rassegna internazionale del cinema archeologico” ad Adria (Ro) dal 23 al 25 maggio 2025. Ne parla ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi.

“A maggio di quest’anno, quindi il 23, 24 e 25 di maggio”, annuncia Alberta Facchi, “si terrà ad Adria ma anche nel Delta, nei musei Archeologici del Delta, la rassegna Adrika – Adria e Delta. Rassegna internazionale del cinema archeologico. In realtà l’idea è nata proprio dal circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria che ha proposto al museo Archeologico nazionale questa bellissima iniziativa, che a me fa piacere perché una volta tanto è veramente la città che chiede archeologia al museo Archeologico. E poi sono contenta perché vuol dire che questo territorio sta cominciando a credere nel fatto che l’archeologia sia identitaria anche per tutta la cittadinanza. Si farà dunque una kermesse di 3 giorni – spiega Facchi – con film non soltanto nazionali ma anche internazionali, quindi prestiti di film archeologici internazionali con la presenza dei registi e dei curatori, e la presenza anche di qualche personalità non solo archeologica, ma qualche personalità nota al più grande pubblico. Ma questa la lasciamo come sorpresa. La rassegna, come tutte le rassegne di film internazionali di cinema, sarà accompagnata da eventi a tema archeologico, dimostrazioni di archeologia sperimentale, conferenze, attività per bambini, attività per le famiglie. Questa rassegna in particolare sin sa subito è nata con la collaborazione delle scuole che hanno partecipato sia nella ricerca del nome sia con un laboratorio proprio di cinema e quindi a maggio si vedrà anche il risultato dei laboratori condotti dai laboratori dalle scuole superiori. Quindi – conclude – stay tuned e la parola chiave è Adrika!”

Roma. In Curia Iulia “Il cantiere della Domus Aurea 2021-2024”, due giornate di approfondimento con la presentazione delle attività svolte in Domus Aurea dal 2021 al 2024. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria

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Martedì 4 e mercoledì 5 febbraio 2025, alle 9.30, la Curia Iulia ospita “Il cantiere della Domus Aurea 2021-2024”, due giornate di approfondimento con la presentazione delle attività svolte in Domus Aurea dal 2021 al 2024. ingresso da largo della Salara Vecchia, libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti: 4 Febbraio, https://domusaurea_4febbraio.eventbrite.it; 5 Febbraio, https://domusaurea_5febbraio.eventbrite.it. Queste giornate saranno un’occasione importante per conoscere le attività di scavo, messa in sicurezza e restauro effettuate negli ultimi anni da parte del gruppo di lavoro impegnato ogni giorno nella tutela e conservazione di un monumento complesso e delicato come è la Domus Aurea. Sarà inoltre un momento di incontro e confronto sulle ultime novità e sui diversi aspetti di una ricerca che è in continua evoluzione e che si sviluppa e si arricchisce attraverso le diverse competenze coinvolte in un lavoro che è necessariamente multidisciplinare. L’iniziativa segue la volontà del Parco archeologico del Colosseo di divulgare, in una forma partecipata, l’impegno profuso nella realizzazione dei progetti e i risultati raggiunti nell’ambito della tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio culturale.

Firenze. Riapre al pubblico la grande biblioteca del museo Archeologico nazionale una delle più grandi biblioteche sull’archeologia dell’Italia antica con oltre 70mila volumi

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Riapre al pubblico la grande biblioteca del museo Archeologico di Firenze (foto maf)

Lunedì 3 febbraio 2025 riapre i battenti la grande biblioteca del museo Archeologico nazionale di Firenze che raccoglie le collezioni librarie del Maf, dell’istituto nazionale di Studi etruschi e italici e dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria: sarà aperta al pubblico tutti i giorni feriali, con accesso da via della Pergola 65: il lunedì e il venerdì, dalle 9.30 alle 13.30, e dal martedì al giovedì, dalle 9.30 alle 17. Un risultato dovuto alla collaborazione e alla disponibilità dei due Istituti, storicamente legati al Museo, che hanno offerto il supporto del proprio personale per offrire l’accesso libero a studiosi, studenti e appassionati del settore. “Questo importante traguardo – sottolineano al MAF -, serve a ricordare ancora una volta che un Museo è un’istituzione destinata prima di tutto a promuovere lo sviluppo della cultura e che l’attività degli Istituti nazionali di ricerca è sempre al servizio della collettività, per garantire l’avanzamento degli studi e la corretta divulgazione dei prodotti della ricerca”.

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Biblioteca del museo Archeologico nazionale di Firenze: 70mila volumi sull’archeologia dell’Italia antica (foto maf)

La biblioteca del museo Archeologico nazionale di Firenze è una delle più grandi biblioteche sull’archeologia dell’Italia più antica – onore e vanto della comunità scientifica di Firenze – la cui raccolta ammonta complessivamente a poco meno di 70mila volumi, tra monografie e periodici, distribuiti tra le tre sezioni e riguardanti le fasi della preistoria, della protostoria e della storia dell’Italia preromana.

Isola della Scala (Vr). La lezione-concerto “Suoni che attraversano i secoli: l’arpa dall’antichità egizia alla tradizione celtica” dell’archeologa e arpista Virginia Salvatore apre il ciclo di incontri domenicali all’auditorium preceduti dalla visita guidata al museo archeologico

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Con la lezione-concerto “Suoni che attraversano i secoli: l’arpa dall’antichità egizia alla tradizione celtica” dell’archeologa e arpista Virginia Salvatore, domenica 2 febbraio 2025, si apre il ciclo di tre incontri di approfondimento sulla storia della musica all’auditorium di S. Maria Maddalena in via Roma a Isola della Scala (Vr) promosso dall’associazione Archeologica con il patrocinio del Comune in occasione delle aperture domenicali del museo civico Archeologico di Isola della Scala: viene proposto un viaggio nella musica antica attraverso tre lezioni, durante le quali si potranno ascoltare brani musicali eseguiti anche dal vivo. Gli incontri, a ingresso gratuito, inizieranno alle 17, mentre alle 16 si terranno delle visite guidate al museo. Nel primo incontro Virginia Salvatore ripercorrerà le vicende dell’arpa, un affascinante strumento a corde le cui remote origini risalgono all’antico Egitto e che è diventato la strumento nazionale dell’Irlanda. Virginia Salvatore, dottoressa in Beni culturali, studia Musicologia all’università di Cremona e frequenta il biennio accademico di arpa al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza.

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Secondo appuntamento domenica 16 febbraio 2025: “Il canto Gregoriano: tra passato presente e … futuro?” a cura di Giacomo Contro (cantante, direttore di coro e studioso di musica antica). Nel coro della chiesa di Santa Maria Maddalena (già parte di un convento francescano) rivivranno le melodie che ritmavano la vita dei frati minori. Giacomo Contro ripercorrerà la storia del canto gregoriano. In questo viaggio alla riscoperta della musica sacra più antica al mondo, si parlerà dalla sua nascita, dell’evoluzione e del suo utilizzo nella liturgia e non solo, dai primi cristiani fino ai giorni d’oggi, con approfondimenti sulla storia della notazione, del modo di cantarlo e del suo uso. Giacomo Contro è diplomato in canto lirico al conservatorio di Bologna, “G.B.Martini”. Nella sua carriera come cantante percorre il repertorio dalla musica antica a quella contemporanea, esibendosi in teatri di tutta Italia, ma anche all’estero. Studioso di musica antica, rinascimentale e barocca, oltre che di canto gregoriano. Co-fondatore della Ensemble gregoriano-polifonico bolognese “San Pietro”, è ora praeceptor e organista alla Rettoria di Santa Toscana a Verona. Direttore di cori parrocchiali e intervicariali. Docente di chitarra, teoria e solfeggio, canto e coro presso la scuola di musica “Lets Academy” di Pescantina (Vr), e direttore del coro “Amici della Musica” di Fumane (Vr). 

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Terzo incontro domenica 2 marzo 2025: “La musica dal Medioevo al Rinascimento”, lezione-concerto con il Gruppo Vocale Banshees, diretto da Virginia Del Bianco, che proporrà un viaggio musicale dal Medioevo fino al Rinascimento in Europa con canti profani, tratti ad esempio dai Carmina Burana, e canti sacri di pellegrinaggio e in onore della Vergine Maria. Il gruppo Banshees, diretto da Virginia del Bianco, si avvale di strumenti “storici” e di una ricerca musicologica che attinge direttamente alle fonti originali. Le ricerche si estendono alla musica dei bardi, trovieri e trovatori medievali come pure ai canti e alle musiche di pellegrini, giullari e clerici vaganti.

 

Locri (RC). Elena Trunfio e Marilisa Morrone annunciano l’edizione 2025 della rassegna “Un caffè… storicamente corretto”: ogni mese un appuntamento con ricercatori e studiosi per trattare temi di archeologia, storia, arte, museografia

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Solo pochi giorni fa è stata archiviata l’edizione 2024 di “Un caffè… storicamente corretto” al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, il ciclo promosso il giovedì dal museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone (vedi Locri (RC). Ultimo appuntamento del programma 2024 della rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie presentazione del libro “Corpus della pittura monumentale bizantina in Italia”, vol. 2, di Lorenzo Riccardi | archeologiavocidalpassato). E già le vulcaniche Elena Trunfio e Marilisa Morrone sono pronte a lanciare l’edizione 2025 di “Un caffè… storicamente corretto”: ogni mese un appuntamento con ricercatori e studiosi per trattare temi di archeologia, storia, arte, museografia. Un programma che abbraccia argomenti diversi con un unico obiettivo: promuovere la conoscenza del nostro territorio attraverso le ricerche più recenti, per valorizzare non solo il patrimonio fisico ma anche il lavoro di tanti studiosi che si occupano con professionalità e passione di indagare la nostra storia. Un modo per avvicinare il grande pubblico ai temi specialistici, con semplicità e rigore scientifico. Gli incontri sono gratuiti e non è necessaria la prenotazione. I dettagli di ogni incontro saranno pubblicati a ridosso dell’evento.

Vetulonia (Gr). In occasione del finissage della mostra “Il ritorno del condottiero. Principi etruschi nella Tomba del Duce di Vetulonia” al museo civico Archeologico “Isidoro Franchi” presentazione del catalogo e ultima visita guidata

vetulonia_archeologico_mostra-il-ritorno-del-condottiero_presentazione-catalogo_locandinaDomenica 2 febbraio 2025 chiude la mostra “Il ritorno del condottiero. Principi etruschi nella Tomba del Duce di Vetulonia”, tappa centrale della stagione espositiva 2024 del museo civico Archeologico “Isidoro Franchi” di Vetulonia, realizzata in partenariato e in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze, già interlocutore principe del museo vetuloniese e custode dei principali “tesori” restituiti sin dalla fine del XIX secolo dal sito di Vetulonia. In occasione del finissage della mostra, a coronamento di uno stimolante percorso con il museo fiorentino e con la direzione scientifica di Daniele Federico Maras, domenica 2 febbraio 2025, alle 11, verrà presentata al pubblico la riedizione del catalogo (pubblicato vent’anni fa, per la mostra del 2004) che illustra il progetto scientifico e di allestimento dell’esposizione curato dal MuVet e l’avanzamento degli studi e delle ricerche. Il volume racchiude, infatti, la più recente lettura esegetica della tomba che distingue due sepolture, riconducibili a due principi condottieri, l’uno locale e l’altro immigrato da Caere (l’attuale Cerveteri), i cui resti, entrambi cremati, erano custoditi all’interno di un vaso di bronzo e nella celeberrima e sontuosa arca d’argento, perno ideale e materico del racconto archeologico e del percorso espositivo.

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La Tomba del Duce di Vetulonia, tomba a circolo, tra le più ricche e note delle necropoli orientalizzante di Vetulonia (VII sec a.C.), sulla collina di Poggio al Bello (foto muvet)

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A venti anni dalla prima esposizione e dieci dalla rimessa in luce della tomba, questa mostra ha rappresentato un’importante fase nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico di Vetulonia, portando alla luce nuovi studi e approfondimenti sulla famosa tomba regale etrusca. Programma: alle 11, presentazione del catalogo della mostra, con la partecipazione di Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze; Simona Rafanelli, direttore del museo civico Archeologico “Isidoro Franchi” di Vetulonia. Alle 12, l’ultima visita guidata alla mostra. A seguire, brindisi offerto da Tenuta Fertuna. L’evento si inserisce nella III edizione della Festa dei musei 2025 con ingresso gratuito al museo per tutta la giornata. Alla presentazione del catalogo edito dalla Semar arti grafiche di Grosseto, prenderanno parte, a creare una suggestiva cornice di rievocazione storica, alcuni figuranti in costume membri dell’Associazione antichi popoli. Il catalogo, curato da Daniele F. Maras e da Simona Rafanelli e destinato a divenire un nuovo punto di riferimento in relazione agli studi sul tema e sulla tomba regale vetuloniese, presenta il corpus delle schede dei singoli reperti magistralmente ripresentate da Costanza Quaratesi e da M. Francesca Paris ed è arricchito da una preziosa raccolta di saggi scientifici elaborati, accanto ai curatori, da Barbara Arbeid, Leonardo Bochicchio, Giovanna Mandara, Claudia Noferi, preceduti, in omaggio alla memoria del professor Giovannangelo Camporeale e quale significativa e autorevole citazione, dal saggio che raccoglie l’ultima riflessione che lo studioso volle riservare al corredo della Tomba del Duce nel catalogo della mostra del 2004. Le schede descrittive dei singoli reperti in mostra costituiscono un attento e accurato lavoro di ricerca bibliografica e comparazione dei dati editi, scaturiti dai resoconti di scavo e dalle precedenti pubblicazioni relative al celeberrimo contesto funerario.

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Navicella sarda in bronzo, parte del corredo proveniente dalla Tomba del Duce di Vetulonia e conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

“Questo finissage rappresenta un’ottima occasione”, dichiara il sindaco Elena Nappi, “per celebrare la Festa dei Musei godendo di una mostra unica nel suo genere all’interno del nostro territorio e la possibilità di avere tra le mani il suo meraviglioso catalogo. Chiudiamo l’edizione 2024 delle mostre del MuVet con gli occhi rivolti al progetto dell’esposizione 2025 che sarà completamente diversa e porterà una nuova aria alla Sala delle Vele”. Mosso dall’idea di proiettarsi all’esterno per raggiungere uno dei luoghi in cui si svolse la parabola storica della civiltà etrusca, il museo fiorentino ha segnato con il MuVet una tappa fondamentale nel rapporto privilegiato di collaborazione tra i due musei, accomunati dall’interesse per il patrimonio vetuloniese e dalla volontà di riportare al centro dell’attenzione il legame profondo e indissolubile tra gli oggetti che compongono il patrimonio archeologico e il loro peculiare contesto territoriale di provenienza.

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Dettaglio dell’arca d’argento del principe condottiero Raku Kakanas proveniente dalla Tomba del Duce di Vetulonia e conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

“Un’occasione per il territorio di Castiglione della Pescaia e per la Maremma tutta”, aggiunge la direttrice scientifica del museo di Vetulonia Simona Rafanelli, “colta e sostenuta con slancio dall’amministrazione comunale. A venti anni di distanza da una prima esposizione nel nostro museo di Vetulonia, dal titolo “Io sono di Rachu Kakanas. La Tomba etrusca del Duce di Vetulonia”, e a dieci dalla rimessa in luce, nel folto sottobosco della macchia mediterranea, della struttura funeraria, la mostra “Il ritorno del condottiero” ha segnato una tappa fondamentale nel percorso di crescita del MuVet riportando con forza il focus delle sue esposizioni temporanee sul patrimonio archeologico vetuloniese. Il progetto di ricerca e di allestimento della mostra ha dimostrato quanto questo monumento iconico della storia degli studi e delle ricerche di Vetulonia abbia ancora molto da dire nel costante procedere della ricerca scientifica, all’interno della quale una tappa fondamentale rimane segnata dalla decisiva edizione monografica dell’etruscologo Giovannangelo Camporeale, che nel 1967 definiva questo contesto il complesso orientalizzante pià ricco e più interessante non solo di Vetulonia ma dell’Etruria Settentrionale”. “Con questo volume”, conclude con soddisfazione Daniele F. Maras, co-curatore della mostra, “l’opera di valorizzazione dei musei può dirsi compiuta. Un catalogo è infatti un prodotto culturale durevole e permanente, che a continuazione della mostra consentirà da oggi in poi al pubblico di guardare alla Tomba del Duce da una nuova prospettiva aggiornata e suggestiva”.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale chiude per un mese la sezione “Paestum: dalla città romana a oggi”: “Stiamo migliorando l’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio del museo”

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La sezione espositiva “Paestum: dalla città romana ad oggi” del museo Archeologico nazionale di Paestum, resterà chiusa dal 1° al 28 febbraio 2025 per lavori di manutenzione straordinaria nell’ambito dell’Intervento “PNRR MiC, Missione 1, Component 3 – Cultura 4.0 – Misura 1 – Investimento 1.2 Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche ed archivi. Miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio archeologico e documentale storico e corrente del Parco Archeologico di Paestum e Velia” – Museo archeologico nazionale di Paestum – Digitalizzazione e apertura all’utenza dell’archivio storico e corrente”. “Al museo di Paestum si lavora incessantemente per offrire ai visitatori un luogo sempre più accogliente, accessibile e inclusivo”, spiegano alla direzione. “In particolare i lavori in corso riguardano il miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio archeologico e documentale del Museo. Ci scusiamo per il disagio, vi aspettiamo dal 1° marzo con un nuovo percorso tematico interamente dedicato al periodo romano di Paestum”.