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Pompei. Visitatori: gennaio in crescita per il parco archeologico. Nella bassa stagione in aumento il turismo familiare e individuale. Zuchtriegel: “Il Parco lavora ad iniziative dedicate”

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Famiglie e visitatori individuali preferiscono la visita di Pompei in bassa stagione (foto parco archeologico pompei)

Turismo familiare e individuale in aumento in bassa stagione a Pompei. Il mese di gennaio 2025 ha segnato un aumento di visitatori nel parco archeologico di Pompei con quasi il 15% in più in tutti i siti della Grande Pompei, rispetto all’anno 2024. Nel dettaglio, sono stati 131.145 i visitatori del mese di gennaio 2025, rispetto ai 114.175 del gennaio 2024, ben il 14,86% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta soprattutto di visitatori stranieri, famiglie locali e provenienti da tutta Italia che – complici le belle giornate di queste ultime settimane, i flussi turistici in aumento in tutta Italia e le iniziative del Parco dedicate ai turisti, come la MyPompeii Card, la Casa del giorno, le visite ai numerosi cantieri in corso, ma anche le attività del Pompeii Children’s Museum rivolte al vasto pubblico di bambini – hanno potuto godere delle bellezze della città antica e degli altri siti del territorio vesuviano.

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Famiglie e visitatori individuali preferiscono la visita di Pompei in bassa stagione (foto parco archeologico pompei)

“Il dato davvero interessante è l’aumento di un turismo individuale anche in bassa stagione”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel- “Fattore che ci stimola a sviluppare iniziative soprattutto per le famiglie, e che va a supporto di un processo di destagionalizzazione e ridistribuzione dei flussi turistici a vantaggio della sicurezza e tutela dei luoghi. Un obiettivo cui sta lavorando il Parco, anche con la recente introduzione del biglietto nominativo e del limite giornaliero, nell’ottica di una gestione sempre più sostenibile e slow della fruizione e del patrimonio culturale”.

Belluno. A Palazzo Fulcis l’incontro “Il popolamento antico del Bellunese tra età del Bronzo e età del Ferro” con Anna Angelini e Valentina Donadel, curatrici della mostra in corso al museo civico “Dolomiti e pianura: vita e culture a confronto 3000 anni fa”

belluno_palazzo-fulcis_conferenza-il-popolamento-antico-del-bellunese_angelini-donadel_locandinaSabato 8 febbraio 2025, alle 11, si apre un ciclo di appuntamenti, durante i quali saranno approfonditi alcuni temi legati alla mostra “Dolomiti e pianura: vita e culture a confronto 3000 anni fa” in corso a Palazzo Fulcis promossa dalla Fondazione Giovanni Angelini in collaborazione con il museo civico di Belluno (vedi Belluno. A Palazzo Fulcis giornata di studi e apertura della mostra “Dolomiti e Pianura. Vita e culture a confronto 3.000 anni fa”: un focus sulla Circolazione di materie prime (rame) e trasmissione di idee tra le comunità a Nord e a Sud delle Alpi. Ecco il ricco programma | archeologiavocidalpassato). La Fondazione organizza un ciclo di incontri in collaborazione con il Museo Civico di Belluno e il Comune di Belluno per valorizzare il patrimonio archeologico bellunese, metterne in luce le connessioni con i territori circostanti e aumentare la consapevolezza di noi tutti verso le peculiarità storiche e archeologiche della montagna bellunese. Appuntamento dunque sabato 8 febbraio 2025 alle 11 al museo civico di Palazzo Fulcis, con l’incontro “Il popolamento antico del Bellunese tra età del Bronzo e età del Ferro” con Anna Angelini e Valentina Donadel, curatrici della mostra. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a prenotazionimuseo@comune.belluno.it o tel. 0437 913323. L’incontro è un’introduzione alla mostra con visita guidata a cura di Anna Angelini e Valentina Donadel. “Uno sguardo all’antichità ci permette di guardare in modo propositivo al futuro del territorio montano!”.

Roma. Per Dialoghi in Curia la conferenza, in presenza e on line, “Caligola e l’Egitto. Da Roma a Nemi: l’immagine di un imperatore controverso” a cura di Giuseppina Capriotti Vittozzi e Giuseppina Ghini

roma_curia-iulia_conferenza-caligola-e-l-egitto_capriotti-ghini_locandinaVenerdì 7 febbraio 2025 la Curia Iulia ospita la conferenza “Caligola e l’Egitto. Da Roma a Nemi: l’immagine di un imperatore controverso” a cura di Giuseppina Capriotti Vittozzi e Giuseppina Ghini. Primo appuntamento per il 2025 con lo storico ciclo di conferenze “Dialoghi in Curia” che esordisce con un incontro dedicato all’imperatore Caligola e, in particolare, alle influenze filo-egizie che hanno caratterizzato il suo regno. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Giuseppina Capriotti Vittozzi, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, e Giuseppina Ghini, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su eventbrite.it fino ad esaurimento posti. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale “Le passeggiate del venerdì”: il venerdì mattina visita guidata al giardino, al Coretto, e alle mostre “Arcaismi a confronto” e “Visioni di miti e riti Etruschi a Firenze”

firenze_archeologico_passeggiate-del-venerdì_programma_locandinaDa febbraio 2025 prendono il via al museo Archeologico nazionale di Firenze “Le passeggiate del venerdì”: tutti i venerdì mattina saranno proposte due visite abbinate con partenza alle 9.30 e alle 11.30, che comprenderanno sempre il Giardino del Museo, con le ricostruzioni delle tombe etrusche e le sue piante secolari, e di volta in volta: il Coretto di Maria Maddalena de’ Medici, con l’affaccio all’interno della Basilica della SS. Annunziata, la guida alla mostra “Visioni di miti e riti Etruschi a Firenze” e l’esposizione “Arcaismi a Confronto”. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo e con prenotazione obbligatoria, chiamando lo 055/2357744. Visite proposte per il mese di febbraio: 7 febbraio, “Giardino e Coretto di Maria Maddalena de’ Medici”; 14 febbraio, “Giardino ed esposizione Arcaismi a confronto“; 21 febbraio, “Giardino e Coretto di Maria Maddalena de’ Medici”; 28 febbraio, “Giardino e mostra Visioni di miti e riti etruschi a Firenze“. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo, la prenotazione è obbligatoria al numero 055/2357744.

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Il giardino-cortile monumentale del Palazzo della Crocetta – museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

IL GIARDINO (7, 14, 21, 28 febbraio 2025). L’inaspettato angolo di verde tra piazza Santissima Annunziata e via della Pergola è un giardino storico, che ancora oggi attira l’attenzione dei passanti per la presenza di moltissime specie di fiori, piante, erbe aromatiche, antichi agrumi, papiri e con la straordinaria fioritura delle sue magnolie, delle azalee, degli iris e delle rose. Il grande e pluricentenario albero di tasso domina questa festa di colori dalla sua posizione centrale. La denominazione di “Giardino ameno” risale al Seicento quando il Palazzo della Crocetta era la residenza di Maria Maddalena de’ Medici ed era praticamente invisibile dall’esterno, circondato da alte mura e coltivato a vite e agrumi secondo una consolidata tradizione familiare. Con la creazione del museo Archeologico, il giardino fu destinato ad accogliere parte delle collezioni musealizzate all’aria aperta. Contestualmente alla nascita del museo Topografico dell’Etruria, inaugurato nel 1897, nel giardino furono ricostruiti, in parte con materiale originale, alcuni significativi esempi di architettura funeraria etrusca, con lo scopo di contestualizzare i materiali esposti nelle sale. Le visite in programma illustreranno la selezione di monumenti rappresentativa delle più diffuse tipologie di sepolture etrusche: dalle tombe a pozzetto villanoviane di Tarquinia ai grandi tumuli orientalizzanti di Veio, Casale Marittimo e Vetulonia, fino alle tombe a camera della Necropoli del Crocefisso del Tufo di Orvieto (del VI-V secolo a.C.) e alla straordinaria riproduzione della Tomba Inghirami di Volterra, scoperta nel 1861, che ancora conserva  le  urne nella posizione originale, documentando i costumi funerari di una famiglia etrusca di Volterra per più generazioni, dalla fine del IV al II secolo a.C..

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Il Coretto di Maria Maddalena a Firenze (foto maf)

CORETTO DI MARIA MADDALENA DE’ MEDICI. Il 7 e il 21 febbraio 2025 sarà possibile scoprire il Coretto di Maria Maddalena de’Medici, un luogo affascinante e ricco di storia. Il corridoio della Crocetta fu costruito fra il 1619 e il 1620 per la principessa Maria Maddalena, ottava figlia di Ferdinando I e Cristina di Lorena, sorella del granduca Cosimo II che avviò una “bellissima fabbrica” adiacente al Monastero per permettere a Maria Maddalena, ‘malcomposta nelle membra’, di condurre una vita all’altezza del suo rango, protetta dagli sguardi del mondo esterno. L’architetto Giulio Parigi costruisce in soli sei mesi su 125 metri sopraelevati una lunga “Galleria, che partendo da gl’interni appartamenti di essa, distendendosi sopra un ameno Giardino, viene a finire nel riverito Tempio della Santissima Nunziata”, come riferisce il poeta di corte Andrea Salvadori. Su tutto l’edificio fu estesa la clausura riservata al convento, in modo da permettere alle monache di partecipare alla vita della principessa, ma il “corridore” era sempre chiuso con una chiave della quale esistevano solo due copie: una di Maria Maddalena e l’altra in custodia alla Madre Superiora. Al termine del  “dilettevol Passeggio” in origine decorato con immagini sacre, per aiutare  la principessa “nella sua grata solitudine” a rivolgere in alto suoi pensieri e a provare “in Terra qualche parte della gioia del Cielo”, si apre il “Coretto” una piccola stanza arredata con due inginocchiatoi sui gradini e uno sulla finestra con un’ampia grata che si affaccia sulla cappella della Basilica dove la principessa poteva assistere non vista alla messa.

firenze_archeologico_mostra-arcaismi-a-confronto_locandinaMOSTRA “ARCAISMI A CONFRONTO”. Il 14 febbraio 2025 sono in programma due visite guidate alla mostra “Arcaismi a confronto: la scultura in pietra greca ed etrusca”.  Per i lavori di ristrutturazione e rinnovamento di alcune sale del museo è stato necessario rimuovere un considerevole numero di opere e vetrine. Parte di queste sono state concesse in prestito temporaneo per esposizioni sul territorio, mentre altre sono state sottoposte a interventi di restauro e manutenzione. Una parte consistente di reperti è stata temporaneamente collocata in deposito in attesa della loro ricollocazione definitiva, prevista per l’inaugurazione del 2026. Tuttavia, un nucleo significativo di sculture etrusche è stato trasferito al secondo piano, nella sala delle sculture greche, per non privare il pubblico della loro visione e allestito in nella mostra temporanea “Arcaismi a confronto” dedicata alla statuaria greca ed etrusca, con un nuovo percorso didattico a tema.

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Locandina della mostra “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze” al museo Archeologico nazionale di Firenze dal 19 dicembre 2024 al 7 aprile 2025

MOSTRA “VISIONI DI MITI E RITI ETRUSCHI”. Il 28 febbraio 2025, dopo la visita del giardino, verrà illustrata la mostra “Visioni di miti e riti etruschi”, un’esposizione che racconta la sorprendente ‘pinacoteca’ figurata recuperata nell’estate del 2019 dalla Guardia di Finanza, nel corso di un’operazione di contrasto al commercio clandestino di reperti archeologici. Le quattro lastre dipinte intere sono state prodotte nei decenni finali del VI secolo a.C. in un’officina della città etrusca di Caere (odierna Cerveteri), probabilmente per decorare le pareti di un tempio. Il fregio della parte superiore, comune a tutte e quattro, rappresenta un meandro spezzato che incornicia riquadri con uccelli acquatici e motivi floreali a stella. La superficie è stata danneggiata dai maldestri tentativi di pulizia dei ladri d’arte che le hanno strappate al loro contesto. Ai quattro capolavori si aggiunge un’altra recente acquisizione, il “Viaggiatore etrusco”: un ulteriore straordinario frammento di lastra dipinta che conserva il profilo di un giovane dalla ricca acconciatura in tenuta da viaggio, che potrebbe in realtà essere il costume di scena di un attore intento in una performance a soggetto mitologico. Il frammento, ritrovato a Cerveteri in epoca imprecisata, è rimasto in collezioni private americane fino al 2020, quando è stato acquistato dalla Fondazione Luigi Rovati di Milano, con l’intento meritorio dichiarato di cederlo allo Stato, consegnandolo poi alla Soprintendenza Abap per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.

Parma. All’auditorium dei Voltoni (complesso monumentale della Pilotta) la conferenza “Siria. Il patrimonio archeologico perduto” con Matteo Riccò, secondo incontro del ciclo di conferenze organizzato da Arkheoparma

parma_pilotta_arkheoparma_conferenza-siria-il-patrimonio-archeologico-perduto_riccò_locandinaSecondo incontro del ciclo di conferenze organizzato da Arkheoparma, in collaborazione con gli Amici della Pilotta, che per il 2025 dedicherà ampio spazio alla celebrazione del centenario della morte del parmigiano Luigi Pigorini, il più noto fra i padri fondatori dell’archeologia preistorica italiana. Appuntamento giovedì 6 febbraio 2025, alle 16.30, all’auditorium dei Voltoni, complesso monumentale della Pilotta, con la conferenza “Siria. Il patrimonio archeologico perduto” di Matteo Riccò che racconterà la storia di questo gioiello dall’ultimo atto della terribile guerra fra Roma e la Persia (603-627). La Siria è stata definita da Paolo Matthiae come “una terra di passaggio”, sospesa com’è fra il Mediterraneo e il mondo mesopotamico, fra l’Anatolia e il deserto. La Siria (in senso lato e non solo la Repubblica Araba di Siria) è riconosciuta quale una delle culle della civiltà, ruolo ulteriormente ribadito dalle recenti scoperte archeologiche nella zona dell’antica Edessa, a Ebla e Mari. La Siria è stata anche una terra in cui tre culture (quella siriaca, quella greca è quella mesopotamica) si sono interfacciate per secoli e mescolate fra loro, in un unicum in tutto il bacino del Mediterraneo. Un gioiello conteso per 700 anni fra Roma e la Persia. Usando quale ideale fil rouge l’ultimo atto della terribile guerra fra Roma e la Persia (603-627) assisteremo così alla fine dell’antichità ed alla nascita del primo Califfato, nonché all’inizio vero e proprio del medioevo.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la curatrice Alessandra Tiddia presenta la mostra “Etruschi del Novecento” in corso al Mart di Rovereto, con visita guidata all’Apollo di Veio

roma_villa-giulia_conferenza-etruschi-del-novecento_tiddia_locandinaLa grande mostra al museo Mart di Rovereto “Etruschi del Novecento” raggiunge Roma e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per una delle sue presentazioni fuori sede insieme alla curatrice Alessandra Tiddia. Appuntamento giovedì 6 febbraio 2025, alle 16.30, in Sala della Fortuna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Introduce Maria Paola Guidobaldi, conservatrice collezioni museo ETRU. Conferenza a cura di Alessandra Tiddia, curatrice della mostra e curatrice Mart. Al termine della conferenza, visita guidata all’Apollo di Veio a cura di Antonietta Simonelli, responsabile archivio fotografico museo ETRU. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazione all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

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La mostra “Etruschi del Novecento” al Mart di Rovereto (foto mart)

La mostra racconta l’influenza della civiltà etrusca sulla cultura visiva del secolo scorso, dai ritrovamenti archeologici tra il XIX e XX secolo fino alla “Chimera” di Mario Schifano. Gli Etruschi diventano fonte di ispirazione per quegli artisti che prediligono una posizione artistica “anti-classica”, alla ricerca di un linguaggio espressivo differente e originale, come Massimo Campigli, Marino Marini, Arturo Martini, Alberto e Diego Giacometti, Pablo Picasso, Michelangelo Pistoletto, Gio Ponti, Mario Schifano e Gino Severini. Scoperte come l’Apollo di Veio, scultura in terracotta dipinta alta quasi due metri, rinvenuta nel 1916 e oggi conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, hanno stimolato studi e pubblicazioni, riattivando stili, forme, temi e materiali.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Valeria Della Valle su “Lo studio d’arte di Enrico Galassi – Villa Giulia a Villa Poniatowski: un’avventura dimenticata” apre la nuova rassegna “Mercoledì talk!”

roma_villa-giulia_mercoledì-talk_valeria-della-valle_locandinaÈ stata chiamata “Mercoledì talk!”, la nuova rassegna culturale al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con temi fondamentali per un dialogo curioso e stimolante tra pubblico e specialisti. La rassegna, curata da Maddalena Santeroni per l’associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia, prende il via mercoledì 5 febbraio 2025 per quattro mercoledì a cadenza bimensile fra febbraio e marzo. Ogni incontro sarà dedicato ad un tema specifico: arte, cinema, storia, psicoanalisi. A fare da cornice la suggestiva Sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, luogo ideale in cui incontrare ed ascoltare i protagonisti del mondo della cultura con l’idea che l’arte debba accompagnarci nel nostro quotidiano. Si inizia dunque mercoledì 5 febbraio 2025, alle 17.45, con “Lo studio d’arte di Enrico Galassi – Villa Giulia a Villa Poniatowski: un’avventura dimenticata”, incontro con la prof.ssa Valeria Della Valle, linguista, socia corrispondente dell’Accademia della Crusca e membro del comitato direttivo del Premio Strega. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.

Roma (parco Colosseo e museo nazionale Romano), Firenze (Accademia e Bargello), Napoli (Archeologico) e Torino (musei Reali) in estate avranno il direttore: il MIC ha pubblicato il bando internazionale

ministero_bando-direttori-musei-prima-fascia_locandinaministero_bando-direttori-museo-archeologico-napoli_locandinaministero_bando-direttori-museo-nazionale-romano_locandinaministero_bando-direttori-parco-colosseo_locandinaSalvo sorprese o intoppi burocratici, l’estate 2025 porterà (finalmente) in dote i nuovi direttori di cinque musei e parchi archeologici di livello dirigenziale generale la cui nomina era ormai attesa da (molti) mesi. Con comunicazione del ministero della Cultura del 4 febbraio 2025, è ufficialmente aperto il nuovo bando pubblico internazionale per la selezione dei nuovi direttori dei musei Reali di Torino, la Galleria dell’Accademia di Firenze e musei del Bargello, il parco archeologico del Colosseo, il museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano, il museo Archeologico nazionale di Napoli. Gli interessati a partecipare alla selezione possono presentare la propria candidatura sul sito del Mic, entro le 12 (ora italiana) del giorno 6 marzo 2025. L’incarico di Direttore ha una durata di quattro anni e può essere rinnovato una sola volta, con decisione motivata sulla base di una valutazione positiva dei risultati ottenuti, per ulteriori quattro anni. Questo bando rappresenta un passo fondamentale verso il rinnovamento e il rafforzamento del nostro patrimonio culturale, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione, la valorizzazione e la gestione efficace dei nostri musei, luoghi simbolo della nostra identità storica e artistica. La selezione dei nuovi direttori si baserà su criteri di professionalità, esperienza internazionale e capacità di promuovere la cultura in modo inclusivo e sostenibile. I nostri musei saranno capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato, nel rispetto della tradizione ma con uno sguardo sempre vigile e aperto al futuro. Le candidature, infatti, verranno esaminate da una commissione di valutazione, composta da cinque membri esperti di altissimo profilo nominati dal ministro della Cultura, scelti tra magistrati, professori universitari ordinari in materie giuridiche, professori universitari in materie attinenti al settore del patrimonio culturale, esperti di chiara fama nel settore del patrimonio culturale, dirigenti generali o equiparati del ministero della Cultura o di altre pubbliche amministrazioni, esperti di economia ed organizzazione aziendale. I candidati saranno convocati entro maggio 2025. Tutta la procedura si concluderà entro il 15 luglio 2025, salvo richiesta motivata dalla Commissione di una proroga di massimo 90 giorni.

Napoli. Per fine anno al museo Archeologico nazionale apre il piano interrato con nuovi spazi per mostre ed eventi, e depositi fruibili dal pubblico. Intanto chiude il portone d’ingresso principale per realizzare nell’atrio il nuovo scalone di accesso ai sotterranei

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Rendering dell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli con il nuovo scalone che porterà al livello -1: sotterranei con spazi espositivi e servizi (foto mann)

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Museo Archeologico nazionale di Napoli: la riorganizzazione provvisoria degli spazi per la biglietteria e l’accoglienza dei visitatori (foto mann)

L’appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli è per fine anno quando il Mann si arricchirà di un’area dedicata a mostre temporanee ed eventi, nuovi servizi igienici, depositi riorganizzati anche per accogliere percorsi ad hoc di fruibilità. Intanto dal 5 febbraio 2025 chiude l’ingresso principale per lavori. E si sposta la biglietteria. Procede la riqualificazione strutturale del museo Archeologico nazionale di Napoli: grazie al Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020 si interviene sugli spazi interrati, per valorizzarne la funzionalità. Come molti ricorderanno, era la fine di settembre 2023 quando l’allora direttore Paolo Giulierini, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, aveva annunciato “il Mann del futuro con progetti esecutivi, cronoprogramma, finanziamenti, già delineati per i prossimi cinque anni” (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato).

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Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Tra i principali interventi, che valorizzeranno ambienti del Museo mai aperti al pubblico, figura la progettazione di un nuovo scalone: collocato nell’ala orientale in prossimità dell’attuale ingresso, consentirà il raccordo tra il piano terra e i nuovi spazi espositivi, richiamando per monumentalità lo storico scalone centrale. Questa fase dei lavori comporta, dal 5 febbraio 2025, lo spostamento temporaneo dell’ingresso dall’attuale portone principale al portone occidentale, posto sul terrapieno antistante l’edificio all’angolo con via Pessina. I varchi d’accesso e, successivamente, il cantiere, saranno caratterizzati da una grafica dedicata per informare correttamente il pubblico sulle nuove modalità di accesso. Le principali attività di cantiere, inoltre, potranno essere seguite tramite i canali social del Museo.

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Rendering della realizzazione degli interventi a livello -1 del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

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Cantiere aperto nei sotterranei del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Lavoriamo per un Museo sempre più accessibile e adeguato alle esigenze del pubblico”, commenta il direttore generale dei Musei statali, il professore Massimo Osanna: “puntiamo sulla qualità dei servizi e su soluzioni allestitive che tengano conto di tutti i diversi possibili profili di utenza. Effettuare interventi strutturali su un edificio storico rappresenta una sfida, difficile e affascinante al tempo stesso, alla ricerca del giusto equilibrio tra le necessità di tutela architettonica e la volontà di proporsi quale moderno centro culturale e di ricerca”.

 

#domenicalmuseo: anche il 2 febbraio, seconda domenica a ingresso gratuito dell’anno, Roma fa il pieno nella classifica assoluta: 1° Colosseo (16.690 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (14.173 ingressi) e 3° Pantheon (12.569)

ministero_domenicalmuseo_2-febbraio-2025_locandinaDecine di migliaia di cittadini e turisti hanno visitato musei e parchi archeologici statali aperti gratuitamente per la #domenicalmuseo di febbraio, godendo liberamente del patrimonio culturale nazionale. E anche per la prima domenica del mese di febbraio 2025 Roma fa il pieno nella classifica assoluta: 1° Colosseo (16.690 ingressi), 2° Foro romano e il Palatino (14.173 ingressi) e 3° Pantheon (12.569). #domenicalmuseo “ha permesso di ammirare – ricordano al Mic -, oltre alle collezioni permanenti, i nuovi spazi e le opere presenti nelle diverse mostre in corso nei luoghi della cultura statali: dalla galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea di Roma con la mostra “Il tempo del futurismo” al parco archeologico del Colosseo con la nuova apertura degli Horrea Piperataria, dalla mostra “Gabriele Basilico. Roma” a Palazzo Altemps ai nuovi spazi di Palazzo Citterio al museo della Grande Brera di Milano, dai capolavori della GNAM in esposizione ai musei reali di Torino alle opere di Michelangelo Pistoletto alla Reggia di Caserta, solo per citarne alcune.

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Pieno di visitatori al museo Archeologico nazionale di Napoli per la #domenicalmuseo (foto mann)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo – Anfiteatro Flavio 16.690; Foro Romano e Palatino 14.173; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.569; area archeologica di Pompei 10.192; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.760; Terme di Caracalla 4.096; museo nazionale romano – Palazzo Altemps 3.219; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 2.578; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 2.383; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 2.217; Villa Adriana 1.971; museo Archeologico di Venezia 1.919; museo e area archeologica di Paestum 1.828; parco archeologico di Ercolano 1.488; Villa della Regina 1.464; museo delle Civiltà 1.209; grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.104; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.018; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 784; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 766; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 665; museo Archeologico nazionale di Firenze 663; museo Archeologico nazionale di Taranto 651; museo Archeologico nazionale di Ravenna 612; Ostia antica – Castello Giulio II 600; museo Archeologico nazionale di Aquileia 541.