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Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF la conferenza “Vini e vitigni del mondo romano: la classificazione di Plinio il Vecchio” con Eva Falaschi (Humboldt Fellow, Universität Tübingen)

Al museo Archeologico nazionale di Firenze ricomincia la rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” con la conferenza di Eva Falaschi (Humboldt Fellow, Universität Tübingen) “Vini e vitigni del mondo romano: la classificazione di Plinio il Vecchio”: appuntamento al MAF giovedì 2 ottobre 2025, alle 17; ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it. La Naturalis Historia di Plinio il Vecchio è uno dei testi principali per conoscere la viticoltura, la vinificazione e il consumo di vino in epoca romana. Plinio restituisce due lunghe liste di vitigni e di vini, che rappresentano un unicum nella letteratura latina e il più antico tentativo di classificazione sopravvissuto nella storia europea. Ma quali criteri lo guidano nel costruire la sua descrizione di un fenomeno che ha plasmato la società e la cultura romane, e non solo?

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si inaugura “La Macchina del Tempio”: uno spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri. Ecco il programma per il pubblico

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

Sulla facciata rinascimentale del cortile di Villa Giulia, per un diametro di 26 metri e un’altezza di 16, sarà proiettato un videomapping della durata di 30 minuti che racconta la storia di Villa Giulia e di Villa Poniatowski e dei capolavori del museo nazionale Etrusco, come il Sarcofago degli Sposi o le lamine di Pyrgi, avvolgendo lo spettatore con uno spettacolo di luci, suoni e tecnologia digitale. Una scenografica proiezione artistica arricchita da musiche originali che farà vivere al pubblico un’esperienza unica e coinvolgente. Si inaugura giovedì 2 ottobre 2025, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “LA MACCHINA DEL TEMPIO”, il grande e innovativo progetto di videoproiezioni artistiche e immersive realizzate grazie ai finanziamenti di Regione Lazio, Mur e Mic nell’ambito dell’avviso pubblico “DTC – Intervento 2 – Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del Patrimonio Culturale – Lazio Innova”.

La Macchina del Tempio è uno straordinario spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri, che offrirà al pubblico un racconto multisensoriale coinvolgente, che avrà lo scopo di integrare e arricchire la narrazione già offerta nel Museo e consolidare il suo legame con i territori del Lazio dai quali provengono i materiali che ne costituiscono le collezioni. Per il pubblico l’apertura è prevista a partire da sabato 4 ottobre 2025 e per i successivi sabati di ottobre (11, 18 e 25) con spettacoli regolari dalle 20 alle 22.30 e l’apertura straordinaria del Museo fino alle 23.

Il tempietto di Alatri realizzato nel 1891 nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

Il Tempietto di Alatri, la riproduzione di un tempio etrusco-italico databile tra III e II secolo a.C., realizzato alla fine dell’ottocento dal fondatore del Museo, Felice Barnabei, in uno dei giardini di Villa Giulia, ci trasporta indietro nel tempo, nella storia delle antiche e fiorenti città di Vulci e Alatri. Partendo da un volo su questi territori oggi, si torna indietro nel tempo e si racconta l’evoluzione di queste città dalle fasi più antiche alla romanizzazione, con il coinvolgimento del Comune di Alatri (museo civico) e il Comune di Montalto di Castro (parco archeologico di Vulci).

 

Pisa. Al museo delle Navi antiche presentazione del libro “Alkedo. La nave e il suo contesto” (Pacini Editore) con Andrea Camilli e Massimo Dadà nell’ambito del Pisa Book Festival

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, al museo delle Navi Antiche (Book Club) di Pisa, nell’ambito del Pisa Book Festival dal 2 al 5 ottobre 2025, presentazione del libro “Alkedo. La nave e il suo contesto” (Pacini Editore) con Andrea Camilli, curatore, e direttore del museo delle Navi di Pisa, e Massimo Dadà, direttore dei musei nazionali di Pisa. È la pubblicazione completa e definitiva della prima e meglio conservata tra le navi recuperate a Pisa, una delle più rilevanti scoperte dell’archeologia navale degli ultimi decenni.

Milano. A Palazzo Litta al via via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei. Apre Giovanni Carrada su “Raccontare il museo”. Ecco il programma

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Litta a Milano. Al via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei, pensati per approfondire temi culturali in maniera leggera e coinvolgente. I tre incontri sono in programma il 2, 16 e 30 ottobre 2025, sempre di giovedì quindi, sempre alle 18, nella Sala Azzurra al primo piano di Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano. Un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale della regione custodito nei musei della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, dei capolavori d’arte e del loro significato. Prima di ciascun appuntamento, alle 17, è possibile partecipare ad una visita accompagnata nelle sale del piano nobile di Palazzo Litta. Il punto ritrovo è nel cortile, presso la portineria.

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18: “PERCHÈ NON PARLI?”. Raccontare il museo con Giovanni Carrada. Autore televisivo, Giovanni Carrada ha lavorato con un grande maestro della divulgazione scientifica come Piero Angela ed è autore di libri e progetti culturali. Si parlerà di come progettare allestimenti efficaci dal punto di vista del pubblico, analizzando il senso profondo del museo, oggi “risorsa per l’anima”.

Giovedì 16 ottobre 2025, alle 18: “DALLA TAVOLA ALLA STORIA”. Cultura e alimentazione con Maddalena Fossati. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, incontreremo Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista La Cucina Italiana. In dialogo con l’agronomo Nicola Castoldi, si discuterà di tradizioni alimentari e di produzioni di eccellenza nei luoghi della cultura. Emblematici i casi di Certosa di Pavia, con il podere di riso e granturco, e delle Grotte di Catullo a Sirmione, con l’oliveto storico.

Giovedì 30 ottobre 2025, alle 18: “COSE NOSTRE”. Beni culturali e criminalità con Alberto Nobili. L’ultimo talk vede protagonista Alberto Nobili, ex-magistrato già sostituto procuratore presso la Procura di Milano. Sarà l’occasione per discutere su come le mafie si servono dei beni culturali e le strategie in atto per contrastare le pratiche illecite. Tra il 2022 e oggi sono state eseguite centinaia di “verifiche dell’interesse culturale” su opere d’arte confiscate.

Bologna. Alla Fondazione Lercaro la conferenza “Risalendo il Nilo alla scoperta dell’Antico Egitto” con le archeologhe di Insolita Itinera Anna Serra e Simona Gugnali

Per tutti gli appassionati di Antico Egitto questo è un appuntamento da non perdere: giovedì 2 ottobre 2025, alle 17.30, all’Istituto Culturale Veritas Splendor – Fondazione Lercaro, in via Riva di Reno 57 a Bologna, la conferenza “Risalendo il Nilo alla scoperta dell’Antico Egitto”, un viaggio in una terra millenaria con le archeologhe di Insolita Itinera Anna Serra e Simona Gugnali promossa dall’associazione Amici delle Muse. Il biglietto di ingresso per la conferenza è di 10 euro per persona, da pagare in loco. È obbligatoria la prenotazione contattando il numero di telefono: 340 9809844. Sono Amici delle Muse tutti coloro che coltivano il pensiero della bellezza e della cultura. L’Associazione culturale Amici delle Muse è nata dalle ceneri dell’associazione Amici del Manzoni, ampliando l’amore della musica anche a tutte le arti ed a tutto ciò di bello che crea il pensiero umano seguendo Shakespeare.

Egitto. Ultimi giorni per ammirare la Maschera d’Oro al museo di piazza Tahrir del Cairo: dal 20 chiude per consentire il suo trasferimento al GEM di Giza che, dal 4 novembre, esporrà per la prima volta tutti i 5mila reperti appartenenti a Tutankhamon

Se volete ancora ammirare la maschera d’oro di Tutankhamon nella storica sede del museo Egizio di piazza Tahrir al Cairo, dove è esposta dall’anno – il 1922 – della scoperta della tomba del Re bambino nella valle dei Re a Tebe Ovest, avete ancora poche settimane, perché dal 20 ottobre 2025 la Galleria di Tutankhamon sarò chiusa definitivamente per consentire il tarsferimento degli ultimi tesori rimasti ancora al Cairo per essere trasferiti al GEM. Grand Egyptian Museum a Giza, a un passo dalle Piramidi, dove per la prima volta nella storia, la collezione completa di oltre 5.000 reperti appartenenti a Tutankhamon sarà esposta in un’unica sala appositamente costruita al GEM, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e completa di una delle figure più celebri dell’antico Egitto. Dal 20 ottobre 2025, comunque – come ha assicurato Mohamed Ismail Khaled, segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità – il museo Egizio di piazza Tahrir rimarrà aperto ai visitatori durante il normale orario di lavoro, con la chiusura limitata esclusivamente alla Galleria di Tutankhamon per consentire il completamento dell’imballaggio e del trasporto. “Riunire per la prima volta l’intera collezione di Tutankhamon sotto lo stesso tetto è un risultato straordinario nella storia dell’archeologia e dei musei di tutto il mondo”, ha affermato Khaled. “I visitatori provenienti dall’Egitto e da tutto il mondo avranno un’opportunità senza precedenti di esplorare l’eredità del giovane faraone attraverso un’esposizione che riflette la ricchezza e il significato dei suoi tesori”.

L’inaugurazione del GEM è in programma (e stavolta sembra proprio la volta buona) il 1° novembre 2025, con una cerimonia che si annuncia faraonica, ma blindata. E dal 4 novembre tutte le sale monumentali saranno aperte finalmente al pubblico di tutto il mondo, tutti i giorni dalle 9 alle 18, con prolungamenti serali fino alle 21 il sabato e il mercoledì. Intanto, in preparazione all’apertura ufficiale il 1° novembre 2025, il Grand Egyptian Museum (GEM) sarà temporaneamente chiuso al pubblico dal 15 ottobre 2025 per consentire i preparativi organizzativi e logistici e l’allestimento della Galleria di Tut. Il museo riaprirà il 4 novembre 2025, in concomitanza con il 103° anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter nel 1922: il GEM sarà il più grande museo archeologico del mondo e ospiterà la collezione completa dei tesori di Tutankhamon insieme a migliaia di altri inestimabili reperti dell’antico Egitto.

Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “Gli Etruschi nella valle del Po” con Elisabetta Govi (università di Bologna), quattordicesimo del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”

Mercoledì 1° ottobre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “Gli Etruschi nella valle del Po” con Elisabetta Govi (università di Bologna), quattordicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.

Roma. A Palazzo Massimo (mnr) la conferenza “Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo Nazionale Romano (2018-2025)” con Chiara Giobbe e Marta Barbato, che apre il ciclo di incontri mensili “Il Museo tra le righe: studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”, curato da Giulia Cirenei e Antonella Ferraro

Mercoledì 1° ottobre 2025, alle 17, a Palazzo Massimo alle Terme (museo nazionale Romano) la conferenza “Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo Nazionale Romano (2018-2025)” con Chiara Giobbe, responsabile della sede di Palazzo Altemps e del Servizio inventario e Catalogo, e Marta Barbato, responsabile del Medagliere del museo nazionale Romano, incontro inaugurale del ciclo “Il Museo tra le righe: studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”, curato da Giulia Cirenei e Antonella Ferraro, tra ottobre e dicembre, ogni primo mercoledì del mese, per presentare le attività attraverso le quali il Museo realizza quotidianamente le sue molteplici missioni: dalle acquisizioni che hanno permesso di ampliare e completare le collezioni, alle scoperte documentali che aprono nuove prospettive per la ricerca, all’applicazione di tecniche innovative per lo studio, la conservazione e il restauro delle opere. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-tra-le…. In occasione della conferenza saranno esposte al pubblico alcune recenti acquisizioni numismatiche del museo nazionale Romano e la Tabula Chigi.

Lo Statuto del Museo Nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove un ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.

Veio (Roma). Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico a ingresso gratuito senza prenotazione. Ecco le date (anche quelle riservate a scuole e gruppi organizzati)

Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico di Veio domenica 5 e 19 ottobre, 2 e 16 novembre, 7 e 21 dicembre 2025, dalle 10 alle 16, ingresso gratuito, senza prenotazione. Le aperture del parco sono possibili grazie al protocollo d’intesa stipulato con l’ente regionale Parco di Veio e il Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Il parco archeologico di Veio, situato ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del parco regionale di Veio, dichiara sin dalla sua ubicazione lo stretto legame che storicamente caratterizzò i rapporti tra la grande città etrusca e Roma. Aperture riservate alle scuole e ai gruppi organizzati: mercoledì 1° ottobre, 5 novembre e 3 dicembre 2025, su prenotazione all’indirizzo mail: booking@csli-roma.eu.

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Tra le evidenze archeologiche che si riferiscono all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo.

Agrigento. Ultimi giorni per visitare al museo “Griffo” la mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri”, a cura dell’archeologa Maria Concetta Parello, con il rientro in città (in prestito temporaneo dal museo di Monaco di Baviera) di 10 dei 47 vasi del VI e V sec. a.C., mirabile esempio di pittura vascolare greca

Grazie alla proroga, c’è tempo fino al prossimo 18 ottobre 2025 per visitare la mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri”, a cura dell’archeologa Maria Concetta Parello, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, dove è stata aperta il 18 dicembre 2024, con il rientro in città (in prestito temporaneo dal museo di Monaco di Baviera) di 10 dei 47 vasi del VI e V sec. a.C., mirabile esempio di pittura vascolare greca, venduti nel 1824 al Principe Ludwig I di Monaco dall’alto prelato della chiesa di Girgenti che li aveva trovati in terreni di sua proprietà. La mostra, organizzata dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi della Regione Siciliana con la collaborazione della soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Agrigento, è sostenuta dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ed è stata inserita tra gli eventi per la promozione e l’organizzazione delle iniziative collegate ad “Agrigento capitale italiana della cultura 2025”. Il progetto espositivo, che vede la curatela scientifica di Maria Concetta Parello, archeologa del Parco, è realizzato con Giuseppe Avenia (dirigente responsabile del museo Griffo) e con l’archeologa del Parco Donatella Mangione. L’allestimento della mostra, che riqualifica gli spazi dell’Auditorium Lizzi abbattendo le barriere architettoniche dello storico edificio annesso alla Chiesa di San Nicola, è realizzato dal general contractor Floridia Allestimenti Museali srl su progetto di Diego Cavallaro, Giacomo Floridia e Giuseppe Floridia.

Mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento”: l’archeologa Maria Concetta Parello del parco archeologico della Valle dei Templi, con l’archeologo Jorg Gebauer, conservatore dello Staatliche Antikensammlungen (foto angelo pitrone)

La storia. Quella dei vasi Panitteri è una storia assai curiosa, che lega la Sicilia del primo Ottocento agli ambienti della casa reale di Monaco di Baviera e aggiunge un episodio poco conosciuto ai racconti della grande epopea del Grand Tour nell’isola. I 47 vasi, infatti, appartenevano a monsignor Giuseppe Panitteri (1776-1828), studioso di archeologia e belle arti e uomo di chiesa: era infatti il “ciantro” della Cattedrale di Girgenti, massimo titolo assegnato al capitolo della Cattedrale. Fu lui, nel 1824, a vendere l’intera sua collezione al principe Ludwig I (1786-1868) erede al trono di Baviera. A fare da tramite e a sollecitare l’operazione fu Leo von Klenze (1784-1864), architetto di corte a Monaco e pittore paesaggista innamorato della Sicilia e delle sue antichità, apprezzate durante i continui viaggi in Italia e raccontate in Germania attraverso numerosi disegni, vedute e studi di dettagli architettonici dei monumenti di Agrigento (esposti in formato digitale alla mostra) che fanno di Klenze, come di tutti gli artisti e gli intellettuali del Grand Tour, dei “travel influencer” ante litteram.

Allestimento della mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri” al museo “Griffo” di Agrigento (foto angelo pitrone)

Per convincere il principe Ludwig di Monaco, Klenze magnificò la raccolta scrivendo che “rappresenta tra i vasi quello che tra le sculture rappresentano le statue di Egina”. Riferimento non casuale, visto che il futuro re di Baviera, qualche anno prima, in Grecia, si era aggiudicato l’acquisto dello spettacolare complesso statuario del frontone del tempio di Aphaia ad Egina nonostante le critiche del padre, il re Max di Baviera, totalmente disinteressato alle antichità e assai critico nei confronti del figlio ed erede, considerato uno spendaccione che acquistava “robaccia vecchia”. Da allora, e al termine di lunghe trattative e riflessioni – documentate da numerose lettere fra Klenze e Ludwig che affrontano non solo le questioni logistiche del trasporto dei reperti ma svelano anche gustosi retroscena sulla meticolosa negoziazione del prezzo da parte del monarca, assai parsimonioso in fatto di tasse di dogana e spese di trasporto – i 47 vasi, pagati 1400 once siciliane (7000 fiorini, moneta della casa reale di Monaco), fanno parte della ricchissima collezione di Ludwig I. A mediare tutta l’operazione fu anche Raffaele Politi (1783-1870), artista e intellettuale di origine siracusana al quale si deve probabilmente la passione del ciantro per le antichità e la realizzazione di una serie di pitture e decori nella Wunderkammer di Villa Panitteri, storica dimora settecentesca adiacente alla chiesa di San Nicola, passata al demanio dagli anni Sessanta del secolo scorso e poi inglobata nel museo Griffo.

Divenuto re di Baviera (1825-1848) Ludwig è passato alla storia come mecenate delle arti e appassionato del mondo greco: conquistato dalla bellezza dei pezzi di Panitteri, continuò in seguito ad acquistare vasi antichi soprattutto nell’Italia meridionale – territori amatissimi, soprattutto per il clima mite tipico delle regioni del sud, esaltato nelle numerose lettere custodite a Monaco – realizzando una ricchissima collezione vascolare successivamente confluita nel Museo Statale delle Antichità di Monaco (Staatliche Antikensammlungen). È da qui, dove i vasi del ciantro Panitteri sono arrivati nel 1824, che dopo duecento anni che dieci di questi preziosissimi pezzi ritornano in Sicilia per essere finalmente ammirati dal grande pubblico in visita ad Agrigento, Capitale della Cultura 2025.

A far visita in questi mesi alla mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”, alla presenza della curatrice, l’archeologa Maria Concetta Parello, è stato Florian Knauss, direttore delle Staatliche Antikensammlungen di Monaco di Baviera, che ha autorizzato il prolungamento del prestito dei reperti, attualmente di proprietà della fondazione di diritto pubblico Wittelsbacher Ausgleichsfonds. Knauss ha espresso il suo personale apprezzamento per il progetto espositivo e per “il meraviglioso” allestimento sottolineando “l’importanza degli scambi di reperti fra le istituzioni museali”.

Allestimento della mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri” al museo “Griffo” di Agrigento (foto angelo pitrone)

 

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con Odisseo e il caprone di Polifemo (foto angelo pitrone)

Il percorso espositivo della mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri” è stato diviso in quattro momenti che integrano contributi documentali e video per accompagnare il visitatore alla scoperta dei vasi attraversando tutte le fasi che, nel 1824, portarono alla vendita della meravigliosa collezione di vasi greci trovati ad Agrigento al principe tedesco Ludwig I di Monaco di Baviera. “A fianco del singolo vaso, insieme alla didascalia tradizionale, sui pannelli abbiamo voluto raccontare le storie rappresentate sui vasi”, spiega Maria Concetta Parello. “Storie connesse ai miti della tradizione greca e ad alcuni aspetti della vita quotidiana partendo quasi sempre dalle fonti letterarie.  Sui vasi sono rappresentate storie molto note, come quella di Odisseo che esce dall’antro di Polifemo legato al caprone o quella di Aiace che porta sulle spalle il corpo di Achille, ucciso da Paride durante la guerra di Troia. Su uno dei vasi più iconici della ceramografia attica sono rappresentati Alceo e Saffo, grandissimi poeti della lirica greca, che cantano e recitano versi. Infine sullo psìkter (un vaso utilizzato per raffreddare il vino) viene narrato un mito non molto frequentato nel mondo greco, quello di Ida, Apollo e Marpessa. Secondo questo mito il dio Apollo cerca di conquistare la mano di Marpessa (già sposata a Ida) ma questa volta deve soccombere di fronte all’intelligenza di una donna che preferisce invecchiare accanto al marito piuttosto che assistere inerme alla deplorevole condizione di invecchiare da sola accanto a un Dio, immortale, che non avrebbe mai conosciuto la vecchiaia”.

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con i poeti Alceo e Saffo (foto angelo pitrone)

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con amazzone (foto angelo pitrone)

Quattro le fasi della narrazione. La prima sezione: VILLA PANITTERI: il racconto dei luoghi con la Villa Panitteri, storica dimora nel cuore della Valle dei Templi che dagli anni Sessanta è passata al demanio e poi è stata inglobata nel museo Archeologico “Pietro Griffo”. Ricorda De Forbin in “Souvenirs de la Sicilie” (Parigi, 1823): “…D’altra parte, sono stato accolto con gentilezza da monsignor Ciantro Panitteri; questo studioso ecclesiastico ha una collezione di vasi greci. Mi mostrò il busto di una statua in marmo pentelico, della più mirabile fattura: potrebbe essere opera dello stesso scalpello della nostra Venere di Milo; stessa nobiltà, stessa verità. Ne riportai un calco in gesso, che devo all’attenta cortesia del mio signor Panitteri”. La seconda sezione: I PROTAGONISTI: il Principe Ludwig I della casa reale di Monaco di Baviera, Don Giuseppe Panitteri ciantro della Cattedrale di Agrigento, l’archeologo di corte Leo von Klenze e il pittore e intellettuale siracusano Raffaello Politi, mediatore di tutta l’operazione. La terza: CONTRIBUTI DIGITALI. CORTOMETRAGGIO: un docufilm che ripercorre la storia dei vasi, la loro vendita da parte del ciantro Panitteri e il progetto della mostra. TOUCH SCREEN: per approfondire la conoscenza dell’episodio e dei suoi protagonisti, è consultabili una ricca raccolta costituita da documenti relativi ai luoghi (Villa Panitteri, Chiesa San Nicola) riprodotti in disegni e chine d’epoca, disegni architettonici e schizzi realizzati da von Klenze nei suoi numerosi viaggi in Sicilia e in particolare ad Agrigento. La quarta sezione: SALA VASI. Nell’ultima sala – che è poi il coro dell’antica chiesa di San Nicola (XI-XII sec.) – è allestita la mostra dei dieci vasi ex Panitteri. Qui prende forma l’originale concept espositivo immaginato dalla curatrice, l’archeologa Maria Concetta Parello, che ha attinto alle fonti letterarie (citando Iliade, Odissea, Argonautiche, le Baccanti di Euripide, le Metamorfosi di Ovidio, e lo storico Diodoro Siculo) per una narrazione che intreccia il linguaggio della pittura vascolare con quello della letteratura classica occidentale.