Canosa di Puglia (BAT). 1° maggio di archeologia con il tour “La città degli ipogei” promosso dall’associazione Amici dell’archeologia e dalla Fondazione Archeologica Canosina
“I principi dauni narrano il passaggio dal mondo terreno a quello ultraterreno attraverso la tecnologia. Gli affreschi prendono vita, con i loro protagonisti, grazie alla realtà spaziale aumentata, nell’ipogeo del Cerbero. Storie di principesse, con i loro preziosi corredi, negli Ipogei Lagrasta. Antico e moderno si fondono nell’ipogeo di Vico San Martino”: così l’associazione Amici dell’archeologia e la Fondazione Archeologica Canosina annunciano le nuove visite guidate a Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) con il tour “La città degli ipogei” con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Canosa di Puglia. Appuntamento giovedì 1° maggio, alle 11 e alle 17, con un entusiasmante tour nel sottosuolo canosino con questo itinerario: Ipogeo D’Ambra (IV-III sec. a.C.); Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C.) con affresco raffigurante il mitologico cane Cerbero e realtà spaziale aumentata; Ipogeo di Vico San Martino (V sec. a.C. – I sec. a.C.); Ipogeo Lagrasta I (IV sec. a.C. – I sec. a.C.). Il più importante complesso funerario di Canusium e dell’intera regione, composto da tre tombe a camera. Inoltre, il parco archeologico di San Leucio sarà aperto straordinariamente dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per partecipare alla passeggiata è necessaria la prenotazione al 3338856300 dove è possibile, inoltre, richiedere ulteriori informazioni. I partecipanti potranno usufruire di menù convenzionati nei ristoranti aderenti all’iniziativa.
Palermo. Alla Gipsoteca (unipa) giornata di studio sulle attività della Missione archeologica italo-tunisina al Teatro romano di Althiburos. L’incontro, in presenza e on line, segue di qualche giorno le due giornate di studio a Tunisi sulle missioni di scavo attive e i progetti di cooperazione nel 60.mo della prima missione archeologica italo-tunisina
Martedì 29 aprile 2025, alle 10, nella Gipsoteca del dipartimento Culture e Società, Edificio 15 di viale delle Scienze, 8° piano, a Palermo, giornata di studio sulle attività della “Missione archeologica italo-tunisina al Teatro romano di Althiburos”. Sarà possibile seguire i lavori anche on line sulla piattaforma Teams al link: https://tinyurl.com/Althiburos.

La squadra della missione italo-tunisina con l’università di Palermo al Teatro romano di Althiburos nella campagna 2023 (foto unipa)
La missione dell’università di Palermo, iniziata nel 2007 e diretta dal prof. Gilberto Montali, in collaborazione con l’Institut National du Patrimoine de Tunisie, ha come oggetto lo scavo, il rilievo, lo studio architettonico e dei materiali del Teatro romano di Althiburos (Governatorato di El Kef, Tunisia). La ricerca inoltre si prefigge di inserire il monumento nell’ambito dell’architettura teatrale romana della provincia dell’Africa proconsolare, per giungere ad una proposta di restauro del monumento, per la valorizzazione dell’intero sito. Il teatro romano di Althiburos è in uno stato di conservazione davvero eccezionale: costruito probabilmente alla fine del II secolo d.C. venne fortificato in età bizantina e rioccupato in età medievale.
La giornata di studi dell’università di Palermo segue di una settimana le due giornate di studio, dedicate ai risultati delle missioni di scavo attive e ai progetti di cooperazione in avvio, promosse al museo nazionale del Bardo a Tunisi, il 23 e 24 aprile 2025, dall’Institut National du Patrimoine, dall’Ambasciata d’Italia in Tunisia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi in occasione del sessantesimo anniversario della prima missione archeologica italo-tunisina. Le Journée d’ètude hanno consentito ai direttori delle 14 missioni di scavo congiunte italo-tunisine di presentare, anche in chiave divulgativa, il lavoro finora svolto presso importanti siti archeologici in tutto il Paese come Cartagine, Capo Bon, Thuburbo Maius, Althiburos, ecc. e gli obiettivi dei progetti in fieri. Si è parlato anche di rilevanti progetti di cooperazione in atto, come quello che vede collaborare l’Institut National du Patrimoine con il Parco archeologico del Colosseo sulla tutela e la valorizzazione del sito di El Jem. Uno spazio particolare è stato riservato ai progetti in fase di definizione, come un’articolata collaborazione che vedrà protagonisti l’Institut National du Patrimoine, l’Istituto centrale per il restauro, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) di Tunisi e l’Istituto centrale per l’archeologia.
25 aprile: oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Per la prima volta il Vittoriano in testa alla classifica assoluta con 21.723 ingressi seguito da Pompei (20mial ingressi) e per la prima volta dal Giardino di Boboli (18.330 ingressi)
Sono stati oltre 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente il 25 aprile 2025, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione. E per la prima volta sul gradino più alto del podio dei siti più visitati d’Italia troviamo il Vittoriano – VIVE 21.723 ingressi, al secondo posto gli Scavi di Pompei con 20mila ingressi. Chiude il podio il Giardino di Boboli con 18.330 ingressi.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Pantheon 15.000: Anfiteatro Flavio 14.822; Foro Romano e Palatino 11.744; museo e area archeologica di Paestum 5.610; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.328; parco archeologico di Ercolano 4.979; Villa Adriana 3.616; Terme di Caracalla 2.867; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.012; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.933; museo Archeologico di Venezia 1.263; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.253; Terme di Diocleziano 1.196; Palazzo Altemps 1.132; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.015; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.013; musei nazionali di Cagliari 950; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 908; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 873; Palazzo Massimo 818; museo Archeologico nazionale di Aquileia 738; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 727.
Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale cresce la collezione di Arte contemporanea con la donazione “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio. Il direttore Tiziana D’Angelo: “L’opera porterà ancora una volta il suo sguardo nel Museo”. Ecco il programma della presentazione
Cresce la collezione di arte contemporanea dei parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) con la donazione dell’opera “L’Attesa” dell’artista Sergio Vecchio, prematuramente scomparso nel 2018. L’appuntamento è per martedì 29 aprile 2025, alle 9.30, nella sala Spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum. “La donazione di questa tela è un ritorno a casa per Sergio Vecchio, un artista che ha sempre vissuto Paestum in modo viscerale, segnandone con la sua pittura il paesaggio antico e quello contemporaneo”, dichiara il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. “Con grande emozione e gratitudine nei confronti della moglie Bruna Alfieri accogliamo “L’Attesa” all’interno della collezione pestana. L’opera porterà ancora una volta lo sguardo di Sergio Vecchio nel Museo, creando per i visitatori una nuova prospettiva sul passato di Poseidonia-Paestum”. Intervengono: Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia; Paolo Apolito, professore di Antropologia culturale all’università Roma Tre; Massimo Bignardi, professore di Storia dell’Arte contemporanea all’università di Siena; Renata Florimonte, dirigente scolastico liceo artistico “Sabatini-Menna”. Modera: Concita De Luca, vicepresidente della Commissione Pari opportunità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Saranno presenti i docenti e i ragazzi del liceo artistico “Sabatini-Menna” (dove l’artista ha insegnato) con un’installazione dal titolo “Omaggio a Sergio Vecchio”. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Il quadro, realizzato con la tecnica della pittura a olio su tela, rappresenta un bue e un asino affrontati, inseriti in un paesaggio notturno in cui si riconosce il colonnato di un tempio dorico. Sergio Vecchio, pittore e scultore pestano, aveva intrapreso un proficuo dialogo tra arte e archeologia nella sua terra natale concretizzatosi in due importanti mostre presso i Parchi: “Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum” (2016) nello stabilimento industriale dell’ex fabbrica della Cirio e nel luogo del racconto (2018) al museo Archeologico nazionale di Paestum. La tela, gentilmente donata dalla famiglia Vecchio, è stata acquisita al patrimonio dello Stato con numero di inventario 25.M267-1.1 e sarà esposta in modo permanente in uno spazio a essa dedicato nel Museo.
Ostia antica (Roma). Il parco archeologico presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, un racconto in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma

Panoramica dell’area archeologica di Ostia antica, la porta e il porto di Roma (foto parco archeologico ostia antica)
Il parco archeologico di Ostia antica presenta il progetto video “Per aspera ad Ostia”, che il Parco pubblica su YouTube e su Facebook: un racconto corale in più capitoli, per andare a scoprire – in pillole – la storia di Ostia antica e di Portus, porta e porto di Roma. Sul canale YouTube del Parco trovate al momento pubblicati i primi 4 capitoli. In questa clip Renato Sebastiani, già archeologo del parco archeologico di Ostia antica, spiega come funzionava il sistema Ostia-Portus, cioè la logistica e l’organizzazione degli spazi e dei lavori, connessi al trasporto delle merci via Tevere fino al porto fluviale di Roma, Emporium (Testaccio).
“Con la creazione dei porti marittimi imperiali – spiega Sebastiani – Ostia e Portus si legano indissolubilmente divenendo il fulcro del complesso sistema dei transiti commerciali diretti a Roma e una titanica manifestazione delle capacità organizzative romane. Con la grande riorganizzazione imperiale si crea un sistema, un sistema che diventa un sistema funzionale a scala della città e delle necessità della città. Perno di questo sistema è indubbiamente la capacità di stoccaggio e movimentazione delle merci, delle navi e delle merci. Quello che stupisce è la scala organizzativa. In questo caso della logistica. Questo spazio controllato da Roma è uno spazio dove si commercia, si vive, si cresce. Le élite locali trovano i loro spazi. Noi abbiamo una grande fortuna: Ostia è la più grande città romana visitabile che ci è rimasta. E qui noi in pochi chilometri abbiamo la possibilità di leggere un sistema. Che ha retto per secoli”.
Veio (Roma). Nel giorno di apertura del parco archeologico, al santuario di Portonaccio con “Santuari e cleromanzia etrusca” parte la terza edizione di “Tyrrhenika: Etruscan Heritage Route”, il festival itinerante dedicato quest’anno a “Viaggiare nell’Italia etrusca”
Il 27 aprile 2025 parte da Veio (Roma) la terza edizione di “Tyrrhenika: Etruscan Heritage Route”, il festival itinerante dedicato alla scoperta e valorizzazione della civiltà etrusca. La tematica dell’edizione 2025 sarà “Viaggiare nell’Italia etrusca”. Come nelle edizioni precedenti, l’iniziativa si snoderà lungo molteplici appuntamenti organizzati in collaborazione con prestigiosi musei e aree archeologiche. Il festival si concluderà a settembre 2025. Si parte dunque il 27 aprile 2025 dall’area archeologica del Santuario dell’Apollo (o di Portonaccio), in località Isola Farnese (Roma), in quella che era la potente e nobile città di Veio, per parlare di “Santuari e cleromanzia etrusca”. Alle 10.30 e alle 12, visita guidata; dalle 10 alle 14, allestimenti didattici rievocativi sulla civiltà etrusca. Ingresso gratuito. Obbligo di prenotazione per le visite guidate: mail associazionesuodales@gmail.com, whatsapp 392 0923546. L’evento di aprile è stato reso possibile grazie alla collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Ente regionale Parco di Veio e il Corpo italiano di San Lazzaro – Distretto Lazio che ringraziamo di cuore per la disponibilità.
Quella di domenica 27 aprile 2025 è la seconda delle aperture programmate con ingresso gratuito senza prenotazione al parco archeologico di Veio grazie al protocollo d’intesa stipulato con l’Ente Regionale Parco di Veio e il Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Le altre saranno 11 e 25 maggio, 15 e 29 giugno 2025. Tra le evidenze archeologiche riferite all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo.
Tra i più monumentali e venerati d’Etruria, il santuario sorgeva subito al di fuori della città e conobbe una lunga fase di frequentazione, dalla metà del VII secolo a.C. fino alla piena età romana (II secolo a.C.). Fu indagato a partire dal 1916, quando si rinvennero le celebri statue in terracotta di Apollo, Hermes ed Eracle che decoravano il tetto del tempio arcaico (fine VI sec. a.C.) e che oggi sono visibili nella sala 40 del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Marzabotto (Bo). “Al di là: dalla città alla rinascita”, visita tematica per le strade di Kainua e le sale del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria”
Al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo) tornano le visite tematiche. Appuntamento domenica 27 aprile 2025, alle 15.30, “Al di là: dalla città alla rinascita”, visita tematica per le strade di Kainua e le sale del museo Etrusco. In occasione del periodo pasquale e primaverile, il museo nazionale Etrusco di Marzabotto organizza una passeggiata tematica per accompagnare i nostri pubblici alla scoperta della Necropoli Est all’interno dell’antica città di Kainua e dei rituali legati al viaggio nell’oltretomba etrusco. La visita sarà a cura dello staff del Museo. Iniziativa gratuita, è previsto solo il costo del biglietto di accesso (prezzo intero 3 euro). La visita avrà la durata di circa un’ora e mezzo. È gradita la prenotazione scrivendo a mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it
Venezia. Riapre l’ingresso al museo Archeologico da piazzetta San Marco per un accesso indipendente: primo passo verso una nuova offerta culturale per l’archeologia di Venezia
Per Pasqua il museo Archeologico di Venezia ha riservato una bella sorpresa: l’annuncio che dal 6 maggio 2025 verrà riaperto l’ingresso al museo dal Cortile dell’Agrippa, che diviene un accesso indipendente pensato per quanti desiderano visitare solo l’Archeologico. L’ingresso da piazzetta San Marco consente un rapporto diretto tra il museo e la città, ripristinando la visibilità e l’accessibilità originarie: ad esso si aggiunge anche uno spazio polifunzionale pensato come deposito visitabile, dove saranno allestite alcune opere lapidee della collezione permanente. Un’infografica aggiornabile racconterà ai visitatori il processo di riallestimento del Museo. Per rendere il più possibile inclusiva e fruibile l’offerta, oltre al biglietto separato per il museo verrà introdotto anche un abbonamento annuale, che consentirà a visitatrici e visitatori di partecipare agli eventi e tornare al museo tutte le volte che vorranno. La riapertura dell’ingresso da piazzetta San Marco segna un primo, importante passo nella riorganizzazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Venezia da parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, istituto nel quale si integrano le diverse sfaccettature dell’identità e della storia del territorio veneziano.

















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