Firenze. A tourismA 2026 la Fondazione Sebastiano Tusa ha conferito il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” a Louis Godart, insigne grecista e filologo, che ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B. Ecco la motivazione

Il prof. Louis Godart tra Valeria Li Vigni e Massimo Cultraro, con Piero Pruneti sul palco dell’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze per tourismA 2026 (foto graziano tavan)
Il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” è andato a Louis Godart ed è stato consegnato domenica 1° marzo 2026 a tourismA 2026 nell’ambito del XXII incontro nazionale di Archeologia Viva, a cura di Piero Pruneti direttore Archeologia Viva, in programma nell’auditorium del Centro congressi di Firenze. Louis Godart, già docente di Filologia micenea all’università “Federico II” di Napoli, introdotto da Massimo Cultraro, docente dell’università di Palermo, all’incontro nazionale di Archeologia Viva, era presente per parlare di “Antichi poteri nel Mediterraneo: regalità minoica, micenea e ittita”.

Il prof. Louis Godart (al centro) con i rappresentati della Fondazione Sebastiano Tusa a tourismA 2026 (foto graziano tavan)
Al termine la consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha presentato la Rassegna del Mare Sebastiano Tusa – Nel cuore del Mediterraneo fra Pantelleria e Favignana. Quindi Valeria Li Vigni ha proceduto alla lettura della motivazione e alla consegna del premio.

Valeia Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, consegna il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo al prof. Louis Godart (foto graziano tavan)
“La Fondazione Sebastiano Tusa – recita la motivazione – conferisce il Premio Thalassa 2026 a Louis Godart, insigne studioso delle civiltà egee e tra le più autorevoli voci della cultura europea contemporanea, la cui opera scientifica e attività divulgativa hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza delle radici più antiche del Mediterraneo. Grecista di formazione e filologo di straordinario rigore, è stato docente presso l’università di Napoli Federico II e consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica, Louis Godart ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B, restituendo voce a un mondo che costituisce il fondamento stesso della civiltà mediterranea. Le sue ricerche, riconosciute a livello internazionale, non solo hanno ampliato in modo significativo il campo degli studi micenologici, ma hanno saputo trasmettere al grande pubblico il senso profondo di una memoria condivisa, patrimonio vivo della nostra identità culturale. Il suo impegno scientifico si inscrive in una visione del Mediterraneo quale spazio di incontro, di scambio e di costruzione di civiltà, una visione che trova profonde consonanze con il pensiero e l’opera di Sebastiano Tusa. Come Sebastiano Tusa, egli ha saputo riconoscere nel “Grande Verde” non un confine, ma un orizzonte comune, teatro di relazioni, conflitti e dialoghi che hanno plasmato la storia dell’uomo. In questa prospettiva, il suo lavoro rappresenta un contributo essenziale alla comprensione di quei processi culturali che ancora oggi definiscono il volto del Mediterraneo. Nel conferire a Louis Godart il Premio Thalassa, la Fondazione intende rendere omaggio non solo all’altissimo valore della sua produzione scientifica, ma anche alla sua costante opera di trasmissione del sapere, svolta con passione, chiarezza e profondo senso delle responsabilità civili della cultura. Il suo percorso testimonia, nel modo più autentico, come la ricerca possa farsi ponte tra passato e presente e come la conoscenza del Mediterraneo continui a rappresentare, nel solco tracciato da Sebastiano Tusa, uno strumento indispensabile di consapevolezza, dialogo e civiltà”.
Verona. Al Malacarne Art Lab appuntamento con “Risguardi” dedicato a “Cosa immagina chi immagina la preistoria” con la proiezione di due film: “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini e “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz
Cosa immaginiamo quando immaginiamo la preistoria? Lunedì 16 marzo 2026, nuova serata di “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia che sceglie il ritorno come gesto critico, ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto: alla base c’è l’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile., dedicata alle immagini con cui proviamo a dare forma al passato più remoto. Appuntamento al Malacarne Art Lab in via San Vitale 14/a a Verona, con “Cosa immagina chi immagina la preistoria”, partecipazione gratuita e aperta al pubblico: alle 19.30, proiezione del film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini e del film “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz (MUSE, Trento). Temi affrontati: archivio, istituzioni culturali, trasformazione del museo. Durante la serata verranno inoltre presentati i disegni dell’artista Mauro Cutrona, illustratore scientifico che immagina la preistoria con una precisione che ricorda le botteghe rinascimentali. Da confermare la presenza dell’artista durante la serata. Sarà un’occasione per dialogare sulla rappresentazione del passato tramite l’arte e sulla rappresentazione del presente tramite l’immagine del passato. Il pomeriggio si apre alle 18, con ingresso su richiesta, con la registrazione del podcast: dialogo tra Mauro Cutrona, Stefano Zampini, Nicolò Scialpi, Davide Dalpiaz.
Roma. Nell’Area Sacra di Largo Argentina la XXIII edizione della Rievocazione Storica delle Idi di Marzo a cura del Gruppo Storico Romano
Il 15 marzo 2026, nel luogo in cui la storia cambiò per sempre, l’Area Sacra di Largo Argentina a Roma, il Gruppo Storico Romano realizzerà la XXIII edizione della Rievocazione Storica delle Idi di Marzo. Un appuntamento che, da oltre vent’anni, restituisce memoria, gesto e consapevolezza a uno dei momenti più drammatici e simbolici della storia di Roma: la morte di Gaio Giulio Cesare. Non uno spettacolo. Non una celebrazione. Ma un atto di rievocazione storica rigorosa, rispettosa del luogo e del significato profondo di quell’evento. L’evento è a cura del Gruppo Storico Romano, con la collaborazione della Legio XXX Ulpia Victrix dell’associazione culturale Decima Legio e Gruppo Storico Sabino. La manifestazione è patrocinata da Roma Capitale e si svolge con gli auspici del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. L’appuntamento è per domenica 15 marzo 2026, alle 16, nell’Area Sacra di Largo di Torre Argentina, dove nel 44 a.C., nella Curia di Pompeo, Cesare venne colpito a morte dai congiurati guidati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, in uno degli episodi più celebri della storia universale. Ogni anno questa rievocazione richiama appassionati di storia, cittadini e visitatori da tutto il mondo, restituendo alla città il racconto vivo di un momento che segnò profondamente il destino di Roma e il passaggio dalla Repubblica all’Impero. La manifestazione sarà introdotta da saluti e interventi istituzionali, che si svolgeranno a Largo di Torre Argentina. Programma: alle 16, rievocazione storica della congiura e dell’assassinio di Giulio Cesare; 16.40, partenza del corteo funebre che da Largo di Torre Argentina raggiungerà la statua di Giulio Cesare in Via dei Fori Imperiali. Nel corso della commemorazione verranno pronunciate le celebri orazioni di Bruto, Marco Antonio e Calpurnia, rievocando uno dei momenti più drammatici e simbolici della storia di Roma. “Le Idi di Marzo rappresentano uno dei momenti più intensi della memoria storica di Roma”, Sergio Iacomoni, presidente del Gruppo Storico Romano. “Non si tratta soltanto di una rievocazione, ma di un’occasione per riflettere sul passaggio dalla Repubblica all’Impero e sul valore della storia come patrimonio condiviso. Attraverso queste iniziative vogliamo continuare a raccontare Roma nei luoghi stessi in cui la storia è accaduta”.
Venezia. Al museo Archeologico nazionale visita guidata tattile: si potranno toccare sei opere originali
Sabato 14 marzo 2026, alle 15, il Museo archeologico nazionale di Venezia offrirà a tutte le visitatrici e a tutti i visitatori la possibilità di svolgere una visita guidata tattile. I partecipanti, accompagnati dal personale del Museo, potranno toccare sei opere originali, adeguatamente selezionate. La visita sensoriale durerà 40 minuti. Il percorso tattile, a cura di Ilaria Fidone, è incluso nel prezzo del biglietto. Ingresso da piazzetta San Marco 17. Prenotazione obbligatoria allo 0412997602. Posti limitati, Biglietti: interi 8 euro / ridotto giovani 18-25 anni 2 euro / gratuito per aventi diritto e abbonati. È possibile acquistare l’abbonamento annuale Archeologico365 a 25 euro e godere di ingressi illimitati. Questo percorso è sempre disponibile per le persone con disabilità visiva, quindi anche in altre date, è necessaria solo la prenotazione qualche giorno prima dell’arrivo. Le persone con disabilità e un loro accompagnatore hanno sempre diritto all’ingresso gratuito al Museo archeologico così come al Museo Correr, il museo a noi contiguo. Il percorso è adatto anche a persone con disabilità motoria. Le persone con disabilità motoria sono invitate ad accedere dal Museo Correr. In tal modo potranno usufruire dell’intero percorso museale marciano (Museo Correr, Museo archeologico, Sale monumentali della Biblioteca Marciana) gratuitamente. Nel percorso sono disponibili servizi igienici accessibili a persone con disabilità motoria.
Pompei. Per la Giornata del Paesaggio attività e laboratori tra vigneti, vivaio e percorsi nel verde per famiglie, visita tematica al Bosco Sacro, e un’installazione al museo Archeologico di Stabia
Sabato 14 marzo 2026 si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio in tutti luoghi della cultura statali. A Pompei sarà possibile trascorrere la giornata nelle aree verdi del Parco per scoprire, attraverso attività e laboratori, quelle che sono ed erano le diverse specie naturali presenti e il rapporto uomo–natura nel mondo antico. Pompei e i siti della Grande Pompei (Villa di Poppea a Oplontis, le ville Arianna e San Marco a Stabia e Villa Regina a Boscoreale), presentano accanto al patrimonio archeologico, un ampio patrimonio naturale costituito da aree verdi, vigneti, oliveti e frutteti che sono oggetto di conservazione, manutenzione e valorizzazione, anche con il supporto di partner privati. L’ingresso ai siti archeologici in occasione della Giornata del Paesaggio è al costo ordinario.
Per l’occasione, il 14 marzo 2026 sarà aperto per tutta la giornata (dalle 9 alle 14) il Vivaio della Flora Pompeiana presso la Casa di Pansa, centro di ricerca sulla biodiversità e la produzione della flora pompeiana, dove gli esperti del Parco illustreranno le principali specie presenti utilizzate anche per la ricostruzione storica dei giardini delle domus (case) pompeiane. Sarà, inoltre, possibile scoprire i vigneti della Casa della Nave Europa e del Triclinio all’aperto assieme al personale dell’azienda vitivinicola Feudi di San Gregorio, partner del Parco per il progetto di cura e valorizzazione scientifica dei vigneti del Parco, che illustrerà le principali tecniche antiche a confronto con quelle attuali (ingresso libero nei seguenti orari 9-12.30 – 14-16.30).

Il percorso verde nel Bosco Sacro, area orientale della antica città di Pompei (foto parco archeologico pompei)
E ancora, le famiglie potranno prenotare una visita tematica “Natura e vita selvaggia all’ombra del Vesuvio” con percorso verde nel Bosco Sacro, area orientale della antica città di Pompei, e sosta alla Casa Rosellino, sede del Pompeii Children’s Musuem, che assieme alla Cooperativa Il Tulipano, curerà gli itinerari. Il percorso prevede poi un giro in bicicletta fino alla Parvula Domus, Fattoria Culturale e Sociale sede di attività per ragazzi con autismo e/o disabilità cognitive, dove si potrà partecipare a un laboratorio multisensoriale finalizzato alla scoperta accessibile del paesaggio. Il costo del biglietto è di 10 euro per tutti (sia i bambini che i genitori / accompagnatori) e per gli adulti che partecipano all’attività, l’ingresso al Parco è gratuito. Partenza alle 10.30 o alle 11-30 da piazza Anfiteatro. Info sul sito www.pompeiichildrensmuseum.it
Il museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, inoltre, il 14 e il 15 marzo 2026 ospiterà nelle Sale 4 e 13 un’installazione dedicata al paesaggio sonoro dell’antica Stabia, nell’ambito del progetto Echeia di Funneco aps a cura di M. D’Acunzo e M. Lucia. I visitatori potranno immergersi nella ricostruzione sonora dell’antico paesaggio dell’Ager Stabianus e dell’area sacra di Privati.
Ercolano. Per la Giornata nazionale del Paesaggio visita tematica gratuita “Paesaggi nel tempo. Vesuvio e dintorni” per scoprire e riflettere sulle trasformazioni del paesaggio nell’area vesuviana dall’antichità ad oggi
In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, che si celebra il 14 marzo 2026, il parco archeologico di Ercolano propone al pubblico la visita tematica gratuita “Paesaggi nel tempo. Vesuvio e dintorni”, dedicata alla scoperta e alla riflessione sulle trasformazioni del paesaggio nell’area vesuviana dall’antichità fino all’età contemporanea. Orari dei turni: 10.30 e 12. Durata della visita: circa 1 ora. Partecipanti: massimo 25 persone per turno. Modalità di partecipazione: l’attività è gratuita con biglietto ordinario di ingresso al sito e prenotazione obbligatoria al link: Parco Archeologico di Ercolano | CoopCulture. È un’occasione per osservare il sito archeologico da una prospettiva diversa, mettendo al centro il rapporto tra uomo e ambiente e l’evoluzione del territorio nel corso dei secoli. Attraverso alcuni scorci della città antica, con le sue visuali sul Monte Vesuvio a nord e sul mare a sud, i partecipanti saranno guidati in un percorso che racconta come il paesaggio vesuviano si sia trasformato nel tempo. Durante la visita si rifletterà su come oggi percepiamo il paesaggio che ci circonda, sul suo significato e sull’importanza della sua tutela e cura. Il paesaggio non è solo un contesto naturale, ma un patrimonio culturale e identitario, risultato dell’interazione tra ambiente, risorse, attività umane e modalità di utilizzo del territorio. Partendo dall’osservazione della città antica, sarà possibile indagare come gli abitanti di Ercolano sfruttassero le risorse del territorio e come tali dinamiche siano cambiate nel corso del tempo, in relazione a esigenze sociali, tecnologie e forme di organizzazione dello spazio. Con questa iniziativa il parco archeologico di Ercolano invita visitatori e comunità a riflettere sul valore del paesaggio vesuviano e sulla responsabilità condivisa di conoscerlo, tutelarlo e preservarlo nel tempo.
Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il “caso Pompei” dove col progetto “Coltivare la storia” si creerà una vera e propria vigna “archeologica” di 6 ettari con produzione di vino grazie a un partenariato con le cantine Feudi di San Gregorio. Ne hanno parlato l’ing. Vincenzo Calvanese e l’arch. Claudia Bonanno del parco archeologico di Pompei, e Ilaria Zanardini, project manager di Feudi di San Gregorio
Produrre vino negli orti delle domus più famose del mondo, quelle di Pompei. È l’obiettivo che si propone il progetto “Coltivare la storia” presentato il 3 febbraio 2026 al ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare alla presenza de
l ministro Francesco Lollobrigida. Forte dell’esperienza acquisita negli ultimi anni su alcuni vigneti già esistenti si costruirà una vera e propria vigna “archeologica” con un’estensione vitata che nel tempo supererà i 6 ettari e con strutture di vinificazione e affinamento da realizzarsi nell’ambito del perimetro del Parco, finalizzate alla produzione di vino. L’esecuzione di questo progetto di lungo termine non è affidata ai classici strumenti di collaborazione pubblico-privato (la concessione o l’appalto), ma sarà garantita da un partenariato in cui il Parco e le cantine Feudi di San Gregorio del Gruppo Tenute Capaldo collabora mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze (vedi Pompei. “Coltivare la storia”: nel parco nasce la nuova azienda vitivinicola – interamente a conduzione biologica – con oltre 6 ettari di vigneti (una vera e propria vigna “archeologica”) grazie a un partenariato con le cantine Feudi di San Gregorio del Gruppo Tenute Capaldo | archeologiavocidalpassato).

Presnetazione a touismA 2026 nel convegno archeoVINUM il progetto “Coltivare la storia” del parco archelogico di Pompei in partenariato con le cantine Feudi di San Gregorio (foto graziano tavan(
Nel viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia proposto nel convegno archeoVINUM, organizzato dall’università di Bari e presentato a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, in una mattinata densa di interventi di cui archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni, non poteva quindi mancare il “caso Pompei”. Ecco quindi che dopo la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia, la Vigna Barberini sul Colle Palatino nel parco archeologico del Colosseo, e la Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr9 (vedi Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il sito della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, caso unico in Italia in cui due cantine hanno messo a disposizione i propri terreni vitati per lo scavo di una villa tardo romana che il MIC valorizzerà con un parco archeologico. Ne ha parlato Vincenzo Tinè (SABAP) e poi Simone Benedetti e Giulio Franchini (cantine) | archeologiavocidalpassato), il realizzando vigneto del parco archeologico di Pompei. Sono l’ingegner Vincenzo Calvanese, capo area tecnica del parco archeologico di Pompei; Ilaria Zanardini, project manager di Feudi di San Gregorio; e l’architetto Claudia Buonanno, valorizzazione delle aree verdi del parco archeologico di Pompei, illustrano ad “archeologiavocidalpassato.com” il progetto “Coltivare la storia” del parco archeologico di Pompei.
“Il convegno archeoVINUM”, spiega l’ingegner Vincenzo Calvanese ad archeologiavocidalpassato.com, “è stata l’occasione per raccontare come a Pompei, con lo strumento del partenariato pubblico-privato, il parco archeologico sta mettendo in piedi un’azione di tutela e valorizzazione dei propri territori ripristinando e realizzando nuove vigne con produzione di un vino locale con un marchio specifico, con un partner che è Feudi di San Gregorio nel tema ovviamente della sostenibilità e della valorizzazione del nostro patrimonio”. E Ilaria Zanardini sottolinea: “L’azienda Feudi di San Gregorio ha presentato oggi insieme al parco di Pompei il progetto che non è solo simbolico, ma concreto che prevederà la creazione di questa azienda vitivinicola all’interno del parco archeologico di Pompei in cui il vino diventa protagonista e viene associato a cultura e convivialità”. Conclude l’architetto Claudia Buonanno: “Questo strumento giuridico del partenariato speciale pubblico-privato ci garantisce una visione condivisa con il partner privato e degli obiettivi comuni. Momenti che ritengo fondamentali di questo percorso, e di questo oggetto che stiamo portando avanti, sono proprio i tavoli tecnici che diventano momenti di confronto e di condivisione con il partner, ma anche momenti di studio e di approfondimento come con il coinvolgimento del professor Attilio Scienza dell’università di Milano”.
Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma
Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.
IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)
Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.













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