Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale “Dallo scavo alla mostra. Andata-ritorno. Da San Casciano dei Bagni a Reggio Calabria”: diretta su YouTube con lo scavo di San Casciano dei Bagni per vivere l’atmosfera e l’emozione dello scavo accompagnati dal prof. Jacopo Tabolli, direttore scientifico del progetto
“Dallo scavo alla mostra. Andata-ritorno. Da San Casciano dei Bagni a Reggio Calabria”: il 27 settembre 2024, alle 16.30, in occasione della “Bright Night – La notte europea delle Ricercatrici e Ricercatori” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si potrà assistere alla diretta dallo scavo di San Casciano dei Bagni: un’occasione unica che permetterà di vivere l’atmosfera e l’emozione dello scavo accompagnati dal prof. Jacopo Tabolli, direttore scientifico del progetto, con Emanuele Mariotti, Ada Salvi e il team di ricerca internazionale: si creerà un ponte digitale tra il santuario di San Casciano e il MaRC, portando lo scavo in diretta all’interno del museo. Collegamento alle 16.30 sul Canale YouTube del Centro CADMO: https://www.youtube.com/@CentroCADMOUnistrasi. È da questo contesto che nasce il nuovo corso di laurea dell’università per Stranieri di Siena “Geografie della decolonizzazione: sostenibilità, paesaggi, patrimoni culturali”, basato sul rapporto tra multiculturalismo e plurilinguismo tra passato e presente. Anche di questo nuovo percorso universitario si parlerà nella diretta del 27 settembre 2024. Ricordiamo che la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” si puà visitare al MArRC fino al 12 gennaio 2025.
Roma. Al museo nazionale di Villa Giulia “Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione di due libri: “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)” di Manuela Bonadies, e “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)” di Alessandro Conti
“Falerii Veteres e Vulci: vecchi scavi e nuove prospettive di ricerca”: venerdì 27 settembre 2024, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ospita un pomeriggio in memoria di Giulio di Giorgio con la presentazione dei libri: Manuela Bonadies, “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna (Sidera, 3)”, Roma, Edizioni Quasar 2023; e Alessandro Conti, “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli (1929-1931) nella necropoli settentrionale di Vulci. 1. L’area sacra di Carraccio dell’Osteria (Quaderni vulcenti, 3)”, Acquapendente, Ed. AntiquaRes 2024. Ingresso gratuito in sala Fortuna. Info e prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Introducono Luana Toniolo, direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Rossella Zaccagnini, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. Dialogano con gli autori Simona Carosi, funzionaria archeologa soprintendenza ABAP provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; Daniele F. Maras, direttore museo Archeologico nazionale di Firenze. Interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC. Seguirà visita guidata alle sezioni di Vulci e Falerii.

Copertina del libro “Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna”
Falerii Veteres tra la tarda età arcaica e l’età ellenistica alla luce delle testimonianze funerarie: la necropoli della Penna. Se si escludono brevi commenti ai corredi funerari all’interno di alcuni importanti corpora, e accenni ad alcuni materiali esposti nelle sale del museo Archeologico dell’Agro Falisco e di Villa Giulia, i numerosi contesti provenienti dalle necropoli di Civita Castellana risultano privi di un’edizione sistematica e sono conosciuti, nel loro insieme, solo per l’edizione postuma della documentazione prodotta per l’edizione della Carta Archeologica, confluita nella Serie II della Forma Italiae edita del 1981. L’ingente materiale archeologico, attinente alla fase cronologica in esame, ha imposto la selezione di un primo campione di indagine costituito dai contesti funerari della necropoli della Penna, posta a sud-ovest del pianoro principale, integralmente presentati e commentati in questa sede. Per avere un quadro più omogeneo del record archeologico funerario della città, sono stati censiti e quantificati la maggior parte dei materiali provenienti dai restanti sepolcreti, aggiungendo al computo anche i materiali non acquisiti dallo Stato di cui si ha nota negli elenchi redatti contestualmente allo scavo dalla Guardia delle Antichità Giuseppe Magliulo. Sono noti, infatti, i limiti del record archeologico di Falerii, lontano dal costituire un campione di indagine ideale a causa dell’utilizzo prolungato delle camere funerarie nell’arco di più generazioni, delle numerose manomissioni avvenute fin dall’antico e dalle parziali acquisizioni del materiale archeologico effettuate contestualmente alle indagini. Il tentativo di “ricostruzione” dei contesti e della realtà funeraria di Falerii, proposto in questa sede, si avvale di un’importante base metodologica formalizzata da Giovanni Ligabue per l’edizione integrale della più antica necropoli di Montarano e di un’ampia e solida rassegna bibliografica, sia archeologica sia archivistica, che ha conosciuto negli ultimi anni un significativo incremento.

Copertina del libro “Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria”
Gli scavi Ferraguti-Mengarelli nella necropoli settentrionale di Vulci (1929-1931). Vol. 1: L’ area sacra di Carraccio dell’Osteria. Con questo volume si avvia, a distanza di oltre novant’anni, l’edizione sistematica delle ricerche condotte tra il 1929 e il 1931, nell’immediato suburbio settentrionale dell’antica città di Vulci, da Ugo Ferraguti, regio ispettore onorario e finanziatore degli scavi, sotto il controllo e la supervisione di Raniero Mengarelli, funzionario (diremmo oggi) dell’allora soprintendenza agli Scavi di Roma e Provincia, competente per territorio: una campagna di indagini che, nonostante i risultati notevoli – numerosi complessi funerari databili dall’età orientalizzante a quella ellenistica e i resti di un’area sacra –, non era mai giunta, per diverse ragioni, ad una compiuta edizione. Dopo un primo capitolo dedicato alla presentazione delle attività svolte a Vulci dai due protagonisti, vengono illustrate le complesse vicende che hanno determinato la mancata pubblicazione delle indagini e riassunti i punti salienti del lavoro di revisione che, in parte ancora in atto per ciò che concerne i complessi funerari, ha consentito di riordinare l’intera documentazione prodotta ai tempi degli scavi o negli anni immediatamente successivi; nel terzo capitolo viene affrontata la presentazione di uno dei contesti indagati dal “mecenate” e dall’“ingegnere”: l’area sacra di Carraccio dell’Osteria, già oggetto di fondamentali considerazioni da parte di Francesco Buranelli nel volume del 1994 dedicato alla presentazione delle fotografie del “Fondo Ferraguti”. Seguono alcune osservazioni conclusive che si spera possano costituire la base per ulteriori, auspicabili ricerche e approfondimenti.
Ostia antica. Il parco archeologico propone “ASPETTANDO LE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO”: giovedì visita guidata al museo delle Navi e venerdì alle latrine di Ostia

Il museo delle Navi a Fiumicino nel parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)
In attesa delle GEP 2024 il parco archeologico di Ostia antica propone “ASPETTANDO LE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO”. Giovedì 26 settembre 2024, alle 10.30, è in programma una visita guidata al museo delle Navi con focus sul cantiere di restauro in corso sul relitto Fiumicino 1 e concluso sulle imbarcazioni Fiumicino 3 e Fiumicino 5. La visita è a cura della responsabile scientifica del museo Tiziana Sorgoni e del team di restauro. La durata prevista 2 ore. Non è richiesta prenotazione; l’evento è gratuito, incluso nel biglietto di ingresso al museo delle Navi.

Visita guidata alle latrine di Ostia antica (foto parco ostia antica)
Venerdì 27 settembre 2024, alle 14, è in programma una visita guidata alle latrine di Ostia dal titolo: “Nuovo sguardo sulle latrine di Ostia”, a cura dell’università di Bordeaux-Ecole Française di Rome, che sta conducendo indagini archeologiche su alcuni contesti ostiensi. L’appuntamento davanti all’ingresso del museo; durata prevista 1h30, prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it. L’evento è gratuito, compreso nel biglietto di ingresso agli Scavi.
Bologna. All’Archiginnasio l’incontro “Gli Etruschi a Bologna e nella Valle del Po” con Giulierini e Sassatelli in occasione della pubblicazione di due libri: “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno e “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli

Copertina del “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press)
Il 25 settembre 2024, dalle 17.30 alle 19, alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, in piazza Galvani 1 a Bologna, si terrà l’incontro “Gli Etruschi a Bologna e nella Valle del Po” in occasione della recente pubblicazione dei due libri: “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno (Editore Giorgio Bretschneider) e “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press). In collaborazione col museo civico Archeologico di Bologna. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti a sedere disponibili. Intervengono Mauro Felicori, assessore alla Cultura e al Paesaggio, Regione Emilia-Romagna; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Giuseppe Sassatelli, presidente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici.

Copertina del libro “Gli Etruschi nella Valle del Po”, atti del convegno (Editore Giorgio Bretschneider)
Nell’immaginario collettivo gli Etruschi sono il popolo dell’Etruria antica, una regione che corrisponde all’odierna Toscana e al Lazio settentrionale. Sono gli Etruschi di Veio, Tarquinia, Cerveteri e Populonia (e di altre città di questo territorio) che tutti conoscono e identificano agevolmente. In realtà la loro presenza consolidata e molto lunga nel tempo è un dato ormai pienamente acquisito anche per la pianura padana dove tra X e IV secolo a.C. essi furono protagonisti di una formidabile organizzazione del territorio, valorizzandone assai precocemente le straordinarie potenzialità agricole, anche attraverso innovazioni importanti come la rotazione delle colture che ancora oggi viene praticata; impostandone la funzione commerciale, con un sistema di città di cui furono gli inventori e che erano tra loro politicamente confederate. Tra queste città un ruolo speciale va attribuito alla Bologna etrusca che, al contrario delle ”città invisibili” di Italo Calvino le quali esistevano solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Kan, oggi non ha tracce visibili sul terreno, ma è reale e concreta nella sua documentazione archeologica che gli scavi, specie degli ultimi decenni, hanno individuato: un abitato di straordinaria estensione tra i fiumi Aposa e Ravone; diversi luoghi di sepoltura, dislocati attorno all’abitato, che sono lo specchio fedele della società dei vivi e dei cittadini; una solida economia agricola con il controllo e lo sfruttamento della fertile pianura padana; una ricca e variegata dimensione produttiva; un importante ruolo di intermediazione commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa dei Celti. Per la prima e unica volta nella sua storia, grazie agli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale. Di tutto questo si parlerà nell’incontro narrando in particolare una storia, lunga e complessa, che in assenza di racconti scritti da parte degli storici antichi, quasi del tutto assenti, può basarsi essenzialmente sulla documentazione archeologica.
Padova. Al teatro Verdi lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace” alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio
Uno spettacolo emozionante e imperdibile alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio, prodotto dall’accademia dei Caccuriani e promossa dall’Associazione Calabresi Veneto. Appuntamento martedì 24 settembre 2024, alle 21, al teatro Verdi di Padova, con lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace”. Nel 1972 il mare di Riace – piccolo comune ionico in provincia di Reggio di Calabria – restituì al mondo due capolavori in bronzo di grandezza poco più che reale. Nel corso degli anni, gli studi hanno avanzato le prime ipotesi circa l’attribuzione e la paternità dei Bronzi. Nell’ottica della “archeologia pubblica”, la performance ha un approccio narrativo che affronta con levità l’enigma del messaggio di pace di cui i Bronzi da Riace sono portatori. La performance si avvale degli studi di Daniele Castrizio docente dell’università di Messina. Per far rivivere la magia delle due statue ci si avvarrà delle musiche e dei testi composti appositamente dal Musicantore Fulvio Cama e della recitazione dell’attrice Annalisa Insardà. Per catturare l’attenzione degli spettatori sul palcoscenico saranno mostrate le restituzioni grafiche e gli approfondimenti del visual designer Saverio Autellitano. Animatore e stimolatore della discussione e della parte teatrale sarà il noto giornalista Paolo di Giannantonio, che condurrà per mano gli spettatori lungo il cammino dei Bronzi di Riace.
Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie la conferenza “Pretoriate Survey: indagini topografiche nella vallata del Torbido”, col prof. Antonino Facella dell’università di Genova
Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, dopo la pausa agostana, siamo arrivati all’appuntamento di settembre con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo promosso il giovedì dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone, arrivato al suo settimo appuntamento. Martedì 24 settembre 2024, alle 17.30, nella meravigliosa cornice dei reperti di Locri Epizefiri, sarà la volta del prof. Antonino Facella dell’università di Genova, con la conferenza “Pretoriate Survey: indagini topografiche nella vallata del Torbido”. Oltre alla consueta introduzione della direttrice Trunfio e della presidente del Circolo Morrone, interverrà Alfredo Ruga, funzionario archeologo della soprintendenza di Catanzaro e Crotone. L’evento è gratuito e non è necessaria la prenotazione.
“SCAVO APERTO! Visite guidate al sito archeologico di Via Appia antica 39” con gli archeologi dell’università di Ferrara

Appia antica 39: scavo archelogico dell’università di Ferrara (foto unife)
“SCAVO APERTO! Visite guidate al sito archeologico di Via Appia antica 39”: appuntamento mercoledì 25 settembre 2024, dalle 9.30 alle 10.30, in via Appia antica 39, con gli archeologi dell’università di Ferrara che mostrano dal vivo le ultime scoperte. Percorso didattico pensato per avvicinare lo scavo ai non addetti ai lavori. Per info e prenotazioni: https://www.eventbrite.it/…/progetto-appia-antica-39… Partecipando alla visita si potrà seguire da vicino le attività svolte dall’equipe dell’università di Ferrara, oltre a rispondere a molte altre domande: Cosa è stato scoperto? Quali strutture sono emerse? Quali passi in avanti sono stati fatti, nella conoscenza di questo sito che, ad oggi, si è rivelato essere una piccola necropoli di età romana a pochi metri dall’Appia Antica?
Torino. Al museo Egizio l’incontro “Il museo risponde: bisogni, ascolto, strumenti” dedicato al racconto e alla condivisione del progetto di accessibilità del museo Egizio, finanziato dal PNRR. Prenotazione obbligatoria. Ecco il programma
“Il museo risponde: bisogni, ascolto, strumenti”: martedì 24 settembre, dalle 8.45 alle 13, il museo Egizio di Torino dedica una mattina al racconto e alla condivisione del progetto di accessibilità del museo Egizio, finanziato dal PNRR, che ha visto l’implementazione di nuovi strumenti per rendere la collezione fruibile da tanti portatori di bisogni. L’appuntamento si tiene in sala conferenze (accesso da via Maria Vittoria) e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Clicca QUI per prenotare. Dai pannelli tattili ai materiali in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), dal modello tattile del Palazzo del Collegio dei Nobili che ospita il Museo Egizio alle audiodescrizioni dei reperti, dalla preparazione della visita con la Storia Sociale alla formazione di guide in grado di erogare visite in LIS, fino al nuovo spazio tranquillo realizzato lungo il percorso di visita… un’occasione di scambio e di riflessione su obiettivi e primi risultati, insieme ai professionisti e alle professioniste che hanno contribuito alla messa a terra del progetto.

I pannelli tattili installati al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
PROGRAMMA. Alle 8.45, accoglienza; 9, Massimo Osanna (direttore generale Musei, Mic): introduzione e saluti; 9.15, saluti istituzionali: Evelina Christillin – Christian Greco (museo Egizio); Franco Lepore, Giovanni Laiolo (presidente regionale UICI Piemonte, presidente UICI Torino); Francesco Luda di Cortemiglia (presidente Istituto dei Sordi); Serafino Timeo (presidente ENS Regionale); Fabrizio Serra (segretario generale Fondazione Paideia). Alle 10, introduzione “Dalla risposta al bando alla messa a terra. Storia di una squadra ibrida” con Maria Elena Colombo (museo Egizio); 10.15, “Il museo a portata di mano” con Federica Facchetti (museo Egizio); “Strumenti per il design della comunicazione accessibile” con Rocco Rolli (Tactile Vision); “La rappresentazione fisica dell’architettura: il modello visivo-tattile del Palazzo dell’Accademia delle Scienze” con Enrico Bergonzoni (Brg Studio); “Il design dei pannelli tattili” con Matteo Cinquetti (museo Egizio); 11.15, “Il museo a colpo d’occhio” con Maria Elena Colombo (museo Egizio); “Dall’Interpretazione al glossario: la traduzione” con Enrico Dolza e Nicola Della Maggiora (Istituto dei Sordi); “Imparare a segnare: un percorso di formazione” con Gabriella Grioli (Istituto dei Sordi) e Sasca Malabaila (Rear). Alle 12.15, “Il museo facile” con Alessia Fassone (museo Egizio); “Semplificare e facilitare con testi in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa e la scrittura Easy to Read” con Anna Peiretti, Cecilia Rubertelli (Fondazione Paideia); “Il tempo per comunicare, tra la preparazione alla visita e il racconto dell’esperienza vissuta” con Gianluca Solito (Fondazione Paideia). Spazio per domande e risposte.
Roma. Nell’emiciclo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il concerto “AmarCORd. Viaggio sulla linea del tempo” con il coro I Sincopatici
Domenica 22 settembre 2024, alle 18, il coro I Sincopatici diretto dal maestro Paolo Saginario offrirà sotto l’emiciclo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il concerto “AmarCORd. Viaggio sulla linea del tempo”, che attraversa la storia del nostro Paese dagli anni Trenta agli anni Sessanta del Novecento. Attraverso atmosfere d’altri tempi, ricreate mediante canti corali e narrazioni tratte da testi di vari autori, compiremo un viaggio musicale e letterario alla scoperta di quegli anni che hanno segnato in maniera indelebile il volto e l’identità del nostro Paese. E mentre il mondo corre, ci si ferma un attimo per dare uno sguardo all’indietro. Concerto gratuito, compreso nel biglietto del Museo (ingresso giardini 4 euro, ingresso sale espositive 12 euro). Info e prenotazioni all’indirizzo isincopatici@gmail.com
Il 26 settembre 2024, in linea con il tema delle GEP 2024, il gruppo di giovani del Tulipano – impegnati al parco archeologico di Pompei nella realizzazione dell’orto sociale e della valorizzazione del verde alla Casetta di Porta Nola e a Real Polverificio Borbonico di Scafati (Grande Orto Sociale) – organizzerà alle 10 (appuntamento a piazza Esedra) un cammino nel Parco: “Verde, Inclusione e Benessere: l’Armonia della Bellezza a Pompei”. Si tratta di un percorso gratuito alla scoperta della componente naturale, animale e vegetale, del patrimonio culturale di Pompei. Il tour, promosso anche dalla Pro Loco Pompei Today, si avvale del coordinamento tecnico e scientifico di Maurizio Bartolini, primo giardiniere del parco archeologico di Pompei, anche coordinatore delle attività realizzate nelle aree verdi dai giovani del Tulipano. L’evento è per un massimo di 40 persone. Prenotazione obbligatoria a
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