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Padova. Al Palazzo Liviano il convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages”: due giorni di confronto, in presenza e on line, sui manufatti tessili in contesti sacri europei dall’Antichità al Medioevo

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Due giorni di confronto sui tessuti sacri antichi nel convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages” organizzato da Margarita Gleba, Zuleika Murat e Valentina Baradel del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. Appuntamento il 21 e 22 novembre 2024, in presenza nell’aula Diano e la sala Sartori di Palazzo Liviano, piazza Capitaniato 7 a Padova, e online. Per partecipare online è necessario registrarsi: unipd.link/sacredtextiles. Il convegno intende esplorare, in una prospettiva interdisciplinare, l’uso di diverse tipologie di manufatti tessili in contesti sacri europei, lungo un vasto arco cronologico dall’Antichità al Medioevo. Attraverso la lente della materialità – ovvero partendo dall’idea che le proprietà fisiche di questi manufatti influenzassero il loro uso e significato – il convegno proporrà una riflessione combinata con lo studio dei rituali e delle pratiche devozionali, supportata dalle fonti scritte, per approfondire il valore culturale e simbolico dei tessuti sacri nelle società antica e medievale.

PROGRAMMA DEL 21 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Aula Diano: alle 9, Welcome and Introduction. Session I MATERIALITY AND PERCEPTION OF SACRED TEXTILES, modera Giulia Zornetta, università di Padova; 9.15, Margarita Gleba (università di Padova) “Through the Scientific Looking Glass: The Unholy Materiality of Sacred Textiles”; 9.45, Lauren Bock (University of Texas at Austin) “An Exploration of the Sensory Properties of Fragrant Textiles in Antiquity”; 10.15, Alexandra Makin (Manchester Metropolitan University) “The Sacred Materialities of Early Medieval Embroidery in England (450-1100 CE)”; discussione; pausa caffè. Session II TEXTILES IN FUNERARY CONTEXTS, modera Valentina Baradel, università di Padova: 11.30, Emeline Retournard (Université Clermont Auvergne) “The Textiles from the Supposed Tomb of Odalric, Archbishop of Reims (10th Century; Marne, France)”; 12, Gretchen Meyers (Franklin & Marshall College, Lancaster) “Textiles and Transitions: Etruscan Sacred Cloth at Birth, Marriage and Death”; 12.30, Maria Stella Busana, Margarita Gleba, Melania Gigante (università di Padova) “Funerary Textile Use in Ancient Mediterranean: Recent Discoveries from Sardinia and Mainland Italy”; discussione; pausa pranzo. Session III DRESSING THE SACRED, modera Margarita Gleba, università di Padova: 15, Caroline Vogt (Abegg-Stiftung Riggisberg – Switzerland) “Gold-Embroidered Episcopal Shoes and Stockings of the High Middle Ages: Materials, Motifs and Meanings”; 15.30, Valentina Baradel (università di Padova) “Liturgical Vestments as Materialised Memories: The Embroidered Mitre for Jean de Marigny, Bishop of Beauvais”; 16, Mingzhu Lyu (University of Zurich) “Experiencing the Sacred: The Medieval Embroidered Silk Skull Reliquary from Turku Cathedral”; 16.30, Juliette Calvarin (Humboldt Universität zu Berlin) “Wrapped in Linen: The Holy Face and the Amice”; discussione.

PROGRAMMA DEL 22 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Sala Sartori: Session IV TEXTILES AND THE SACRED, modera Zuleika Murat, università di Padova; 9.15, Bela Dimova (università di Padova) “Textiles in Cult Contexts in the Aegean During the First Millennium BC”; 9.45, Sabine Schrenk and Petra Linscheid (Rheinische Friedrich Wilhelms – Universität Bonn) “A “Textile Archive” on the Veneration of Bishop Ambrose in Milan”; 10.15, Emma Lyandres (New York University’s Institute of Fine Art) “The Padua “Parokhet” as Gateway to Jerusalem: A Sacred Textile in Early Modern Italy”; 10.45, Mina Miyamoto (Paris Lodron Universität Salzburg) “Applications of Precious Textiles in Sacred Manuscripts with Special Focus on the Spanish Silk Woven”; discussione; 12, :osservazioni conclusive.

Parco archeologico di Ostia antica. Nuova visita guidata al museo delle Navi con Tiziana Sorgoni e nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano col progetto “Muri per tutti” con Marina Lo Blundo e Valeria Di Cola

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Il museo delle Navi di Fiumicino (parco archeologico di ostia antica)

Il parco archeologico di Ostia antica propone questa settimana due visite guidate. Giovedì 21 novembre 2024, alle 10.30, al museo delle Navi di Fiumicino visita guidata al museo con focus sugli interventi di restauro compiuti e in corso sui relitti, a cura di Tiziana Sorgoni. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso al Museo, non è necessaria prenotazione.

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L’archeologa Marina Lo Blundo durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Sabato 23 novembre 2024, alle 10, nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano, visita guidata con focus mirato sulle tecniche murarie degli edifici portuali che caratterizzano i grandi complessi di stoccaggio di Portus: i Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani. La visita sarà condotta da Marina Lo Blundo, responsabile scientifico dell’area, e da Valeria Di Cola, archeologa esperta di Archeologia dell’Architettura e ideatrice del progetto “Muri per tutti”. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso all’area archeologica; è richiesta la prenotazione via -mail a pa-oant.portus@cultura.gov.it.

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L’archeologa Valeria Di Cola durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

I muri sono veri e propri palinsesti che portano su di sé le tracce di una pluralità di azioni, distruzioni, ricostruzioni, restauri, riusi antichi e moderni. Attraverso l’osservazione delle tecniche murarie impiegate nella costruzione dei due complessi di stoccaggio si guarderanno gli aspetti strutturali e tecnologici, tipologici e funzionali e, quando possibile, anche cronologici. I due complessi di stoccaggio ben si prestano a un racconto incentrato sui muri: i Magazzini Traianei si conservano ancora in elevato su una vasta area e presentano diverse tipologie di paramenti murari, sintomatici delle diverse fasi di costruzione e di restauro che essi affrontarono nel corso della loro lunga vita, dalla seconda metà del I secolo d.C. alla fine del V secolo, con il passaggio delle mura tardoantiche e oltre, fino al IX secolo d.C.; i Magazzini Severiani, d’altro canto, pur presentando murature omogenee, offrono lo spunto per porsi domande sul loro progetto originario e sulla loro funzione.

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I muri dei Magazzini Traianei nell’area archeologica di porti di Claudio e Traiano (foto parco archeologico ostia antica)

La visita ha la durata di circa due ore; è gratuita, compresa nel biglietto di ingresso all’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano. È necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail pa-oant.portus@cultura.gov.it. Il punto di ritrovo è presso la biglietteria. Al termine della visita guidata, che si concentra sull’Antemurale, sui Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani, i partecipanti sono liberi di continuare la visita dell’area archeologica in autonomia.

Napoli. A Palazzo Reale la giornata di studio “Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela del territorio di Pozzuoli con un’attenzione particolare al Rione Terra

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“Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” è il titolo della giornata di studio, a cura di Mariano Nuzzo e Maria Luisa Tardugno, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli lunedì 18 novembre 2024 nella sala Carbonara del Palazzo Reale di Napoli, per un momento di condivisione e approfondimento sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela che interessano il territorio di Pozzuoli, sviluppato grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e le istituzioni accademiche delle regioni Campania e Molise.

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Giornata di studio “Puteoli e il suo territorio”: il soprintendente Mariano Nuzzo e l’archeologo Stefano De Caro (foto sabap-met-na)

“Questa giornata di studi”, dichiara Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, “rappresenta un’importante occasione per fare il punto sulle attività di ricerca e tutela che, negli ultimi vent’anni, hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’antica Puteoli. Si tratta di un momento di confronto in cui passato e presente si riconnettono, fornendo una chiave per comprendere le dinamiche che sottendono le attività di studio e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un’attenzione particolare è dedicata al Rione Terra, luogo unico di sperimentazione, dove archeologia e architettura si intrecciano per restituirci un quadro vivo delle tecniche costruttive e delle strutture urbane antiche. Questo evento ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari – dall’archeologia all’architettura alle tecniche costruttive – uniti dal desiderio di contribuire alla conoscenza e alla tutela di un patrimonio che appartiene a tutti. La divulgazione, infatti, è parte integrante della conoscenza: è nostro dovere rendere accessibili i risultati delle ricerche e trasmettere la consapevolezza del valore di ciò che ci circonda. La conoscenza è un bene collettivo, e non possiamo permetterci di non condividerla”.

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Panoramica del Rione Terra di Pozzuoli (foto sabap-met-na)

L’incontro, aperto con i saluti di Fulvio Maria Soccodato e Luigi Manzoni, è stato moderato da figure di rilievo come Stefano De Caro e Teresa Elena Cinquantaquattro. Durante la giornata, esperti e studiosi di fama nazionale hanno approfondito numerosi aspetti del patrimonio puteolano e delle attività di ricerca ad esso collegate. Il Rione Terra di Pozzuoli, con le sue stratificazioni storiche, è stato al centro di numerose discussioni, grazie agli interventi di Maria Luisa Tardugno, Lucia Manuela Proietti, Carmela Capaldi, Marco de Napoli, Giuseppe Faella e Aldo Giordano. Inoltre, i partecipanti hanno avuto modo di approfondire gli aspetti archeologici relativi al territorio puteolano con gli interventi di Luigi Cicala, Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Marina Taliercio e Antonella Ciotola, oltre che riflettere sulle trasformazioni sociali e culturali attraverso i contributi di Giuseppe Camodeca, Carlo Rescigno, Michele Silani e Michele Stefanile, tra storia, archeologia e tutela del territorio.

Pompei. Al via la quarta stagione di “Raccontare i cantieri”: ogni giovedì da novembre ad aprile. Si comincia con la Casa della Fontana Piccola, dove si è appena concluso il cantiere di restauro

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A Pompei, ogni giovedì da novembre ad aprile, torna “Raccontare i cantieri” (foto parco archeologico pompei)

Con la riapertura al pubblico della casa della Fontana Piccola a Pompei, giovedì 21 novembre 2024, a seguito della conclusione del cantiere di restauro, si inaugura la nuova stagione dell’iniziativa “Raccontare i cantieri”, giunta alla sua quarta edizione, che consentirà ogni giovedì fino al 17 aprile 2025 (alle 10.30), ai possessori della MyPompeii Card, la visita ai cantieri di valorizzazione e restauro in corso presso i siti del parco archeologico di Pompei.

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L’atrio della Casa della Fontana Piccola, che si vede in fondo (foto parco archeologico pompei)

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Casa della Fontana Piccola a Pompei: la Fontana e gli affreschi con grandi vedute di paesaggio sulle pareti del peristilio (foto parco archeologico pompei)

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Casa della Fontana Piccola a Pompei: i mosaici colorati e le conchiglie che decorano la fontana (foto parco archeologico pompei)

Il primo cantiere della Casa della Fontana Piccola sarà illustrato ai visitatori dai funzionari e restauratori del Parco che hanno seguito i lavori, giovedì 21 novembre 2024, a partire dalle 10.30. Collocata in una posizione importante lungo Via di Mercurio, la casa è organizzata in modo tale che sin dall’ingresso sia possibile scorgere la splendida fontana che decora il giardino della parte posteriore, e intuire l’elevato stato sociale del proprietario. La preziosa fontana è rivestita di mosaici colorati e conchiglie ed è ornata dalla statua bronzea di un pescatore e di un Amorino (esposti in copia). Tutto intorno, le pareti laterali del peristilio sono affrescate con grandi vedute di paesaggio eseguite pochi anni prima dell’eruzione, tra cui notevole è la rappresentazione di una città marittima, tema molto in voga nelle rappresentazioni dell’epoca e particolarmente adatto alla decorazione di giardini. Le coperture in cemento dei due atri, riposizionate all’altezza originaria, risalgono ad un restauro del 1971 e restituiscono la percezione della volumetria antica dell’abitazione.

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Il peristilio della Casa della Fontana Piccola a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La casa è stata oggetto di interventi di manutenzione straordinaria delle coperture. Tra le principali operazioni condotte, spicca il rinforzo strutturale delle travi in calcestruzzo dell’atrio principale, effettuato con l’impiego di materiali FRP, insieme alla completa sostituzione del suo manto di copertura. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla revisione della copertura del peristilio, per garantire una protezione ottimale dagli agenti atmosferici, e all’impermeabilizzazione di tutti i solai piani, intervento fondamentale per prevenire infiltrazioni d’acqua che potrebbero danneggiare le strutture storiche. Inoltre, è stata effettuata la messa in sicurezza degli apparati decorativi del peristilio, preservandone l’integrità e la bellezza. Questo ciclo di lavori è stato completato dal restauro dei blocchi in muratura della facciata della Fontana Grande, domus adiacente alla Fontana Piccola, intervento complesso per la movimentazione dei singoli blocchi, e testimonianza del continuo impegno del Parco nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico di Pompei.

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Terme femminili del Foro di Pompei: una fase dei delicati restauri (foto parco archeologico pompei)

L’iniziativa “Raccontare i cantieri” fino al 17 aprile 2025, consentirà di conoscere 20 cantieri del sito di Pompei e del sito di Oplontis. Dalla Casa della Fontana Piccola allo Scavo IX-10, dalla Casa dell’Atrio all’Insula Occidentalis. E poi, ancora, le Terme del Foro, l’Insula Meridionalis, la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula dei Casti Amanti, il cantiere di Civita Giuliana, la Casa di Leda, i Granai del Foro, la Casa di Cesio Blando, la Casa di Giulio Polibio a vari altri cantieri. Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento. L’iniziativa è organizzata dall’ufficio Tecnico del Parco. Tutti i possessori della MyPompeii Card o i nuovi acquirenti potranno prenotare la visita prescelta, secondo il calendario, all’indirizzo mail: mypompeiicard@cultura.gov.it. Le prenotazioni dovranno pervenire almeno un giorno prima rispetto alla data prescelta, ed entro le 14.  I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.

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Con il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei si possono ammirare gli ambienti emersi dagli scavi (foto parco archeologico pompei)

CALENDARIO CANTIERI. Novembre: 21.11.2024, Casa della Fontana Piccola; 28.11.2024, Scavo Regio IX Insula 10. Dicembre: 05.12.2024, Casa dell’Atrio; 12.12.2024, Insula Occidentalis; 19.12.2024, Accordo Quadro Manutenzione (Terme del Foro). Gennaio: 09.01.2025, Insula Meridionalis; 16.01.2025, Necropoli di Porta Stabia e Acque meteoriche San Paolino; 23.01.2025, Insula dei Casti Amanti; 30.01.2025, Civita Giuliana. Febbraio: 06.02.2025, Casa di Leda; 13.02.2025, percorso paesaggistico extrameniano; 20.02.2025, Casa di Adone ferito; 27.02.2025, Granai del Foro. Marzo: 06.03.2025, Casa di Trebio Valente; 13.03.2025, Depositi di Porta Nola; 20.03.2025, Balcone Pensile; 27.03.2025, Casa di Cesio Blando. Aprile: 03.04.2025, Casa del Labirinto; 10.04.2025, Oplontis: scavo via dei Sepolcri; 17.04.2025, restauro domus di Giulio Polibio.

Napoli. Alla “Federico II” presentazione degli esiti della convenzione triennale di ricerca università – parco archeologico di Pompei con la giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica, le necropoli, gli ingressi moderni, la Buffer zone e il rapporto con i siti minori”

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Mappa del sito di Pompei con il giro delle mura con le torri e le porte (foto parco archeologico pompei)

Giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica le necropoli gli ingressi moderni la Buffer zone e il rapporto con i siti minori” all’università Federico II di Napoli per presentare gli esiti della Convenzione di ricerca, di consulenza tecnico-scientifica e supporto alla didattica che il rettore dell’ateneo federiciano Matteo Lorito consegnerà al direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il 20 novembre 2024, alle 11, nella Sala del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. Il lavoro, frutto della convenzione stipulata il 5 ottobre 2021, tra il parco archeologico di Pompei e l’università di Napoli Federico II, si è concluso dopo tre anni di lavori con il coinvolgimento di numerosi colleghi e giovani studiosi del Dipartimento di Architettura (DiArc), con la collaborazione di docenti e studiosi del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e dell’Architettura (DiST), del Dipartimento di Scienze della Terra (Distar) e del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile Ambientale (DICEA) della Federico II con il coordinamento scientifico della professoressa Renata Picone e con Vincenzo Calvanese, RUP per il parco archeologico di Pompei. La giornata di studio vedrà i saluti di Matteo Lorito, Gabriel Zuchtriegel, Michelangelo Russo e Renata Picone; gli interventi di Fabio Mangone, Renata Picone, Valentina Russo, Bianca Gioia Marino, Raffaele Amore, Gianluigi De Martino, Mariarosaria Villani, Piergiulio Cappelletti, Alessandro Flora, Gian Piero Lignola, Anna Terracciano, Francesca Coppolino; e le conclusioni di Vincenzo Calvarese e Arianna Spinosa. I risultati dell’intenso e ampio lavoro confermano l’incisività degli studi della Federico II sul sito della città antica di Pompei, che ha confermato proprio in questi giorni il suo primato di sito più visitato d’Italia. La ricerca, con esiti inediti e innovativi, ha approfondito tre punti.

Il piano di conoscenza e restauro delle mura emerse di Pompei. La ricerca ha interessato lo studio della murazione emersa della città antica restituendo un rilievo dimensionale completo che non era stato incluso nell’indagine del Grande Progetto Pompei. Grazie ad un’accurata survey diagnostica e a uno studio critico delle fonti disponibili sono state individuate per la prima volta le problematiche conservative delle strutture emerse che hanno permesso l’elaborazione di linee guida per il restauro delle mura che si sono avvalse di un’indagine strutturale e geognostica inedita: un contributo che potrà costituire per il parco archeologico di Pompei uno strumento scientifico e al contempo una guida operativa per gli interventi futuri.

La rete di connessione tra la città antica di Pompei e i siti territoriali. Lo studio ha riguardato il rapporto tra la città antica di Pompei e la città contemporanea, estendendo tale rapporto ai sette siti territoriali vesuviani incardinati nel Parco Archeologico (Boscoreale, Oplontis, Stabiae, Longola, Lettere, Quisisana, Polverificio Borbonico), delineando un quadro strategico delle possibili connessioni, anche con la creazione di percorsi di mobilità sostenibile.

Il parco agricolo e la passeggiata sulle mura. Questa parte della ricerca ha preso in considerazione linee guida per rendere fruibili le mura e le aree agricole annesse, come strumento per la valorizzazione di una parte del Parco archeologico ancora non del tutto fruita dai visitatori come nuova opportunità di visita, di percezione della città antica e di decongestione del sito. Riprendendo un’idea di Amedeo Maiuri, la ricerca ha approfondito la possibilità di un nuovo percorso, fruibile con un biglietto dedicato e dagli altri valori naturalistici.

Veio (Roma). Apertura straordinaria del parco archeologico (col santuario etrusco del Portonaccio) per tre domeniche con visite gratuite grazie ai volontari del Corpo di San Lazzaro

veio_parco_programma-riaperture_locandinaQuella di mercoledì 20 novembre 2024 è l’unica apertura (su prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: booking@csli-roma.eu) dedicata alle scuole del parco archeologico di Veio, all’interno del programma delle tre domeniche di apertura straordinaria al pubblico, annunciate dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato con l’ente regionale Parco di Veio e la collaborazione del Municipio XV di Roma Capitale. Appuntamento dunque per tutti, nelle domeniche del 10, 24 novembre e 8 dicembre, dalle 10 alle 16, per visitare il Parco liberamente con ingresso gratuito e senza prenotazione, grazie ai volontari del Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Il parco archeologico di Veio, affidato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con l’ultima riforma del ministero della Cultura, è situato ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del parco regionale di Veio. È possibile visitare il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), che sorgeva subito al di fuori della città etrusca e che conobbe una lunga vita, dalla metà del VII secolo a.C. fino alla piena età romana (II secolo a.C.). Si tratta del più antico e del più notevole esempio di tempio tuscanico finora conosciuto, ornato originariamente da una splendida decorazione in terracotta policroma culminante sulla sommità del tetto in una serie di statue, tra le quali il celebre gruppo di Apollo ed Ercole, oggi esposto al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, insieme alle decorazioni architettoniche e a tutte le offerte rinvenute. È un luogo dal connubio perfetto fra natura e cultura, un ambiente paesaggistico ideale per escursioni e passeggiate dove scoprire un contesto archeologico straordinario.

Pavia. Al Collegio Ghislieri per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari

pavia_collegio-ghislieri_conferenza-tre-anni-di-ricerche-in-magna-grecia_filippo-demma_locandinaMartedì 19 novembre 2024, alle 18, al Collegio Ghislieri, in piazza Ghislieri a Pavia, per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” promossi con il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Pavia, la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, archeologo di formazione classica, con un passato di responsabilità nei Campi Flegrei, nelle Marche e al museo di Reggio Calabria, attualmente direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Demma parlerà di queste realtà incredibilmente ricche: non solo degli aspetti scientifici, ma anche di come si valorizza il patrimonio e soprattutto come lo si comunica fuori dalla cerchia di specialisti. Un tema particolarmente delicato, su cui solo da qualche anno si sta ragionando in maniera più attenta.

Napoli. Alla Médiathèque de l’Institut français presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello

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Martedì 19 novembre 2024, alle 17.30, alla Médiathèque de l’Institut français Napoli, a Palazzo “il Grenoble” in via Francesco Crispi 86 a Napoli, presentazione del libro “Terra sigillata della Baia di Napoli. Tipologia, produzione e diffusione” di Giovanni Borriello che si propone una nuova tipologia basata sia sui rinvenimenti effettuati nel porto di Neapolis che sulle evidenze edite. Oltre a raccogliere un elevato numero di reperti bollati, vengono definite le principali officine attive nella realizzazione di tali prodotti e la diffusione nelle province romane. Dopo i saluti di Lise Moutoumalaya, Console Generale di Francia a Napoli; Valérie Huet e Priscilla Munzi, Centre Jean Bérard, (CNRS – EFR); Matteo D’Acunto, università di Napoli L’Orientale; Stefano lavarone, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il comune di Napoli; presentano Daniele Malfitana, università di Catania – Scuola Superiore; Laetitia Cavassa, CNRS, Centre Camille Jullian – Maison méditerranéenne des sciences de l’homme. Ne discutono con l’autore Gianluca Sorricelli, università del Molise; Marco Giglio, università di Napoli L’Orientale. Modera Marcella Leone, CNRS, Centre Jean Bérard. “Una bella occasione per riflettere sull’importanza degli studi sulla cultura materiale del mondo antico e sulle implicazioni storiche, politiche ed economiche che il frammento ceramico è in grado di dare. Un messaggio molto chiaro per gli studenti dei nostri corsi di laurea in archeologia”.

Torino. Al museo Egizio c’è “Festival 200”: una tre giorni ricca di attività, spettacoli e incontri per celebrare il bicentenario del museo Egizio. Eventi gratuiti – con prenotazione obbligatoria online – per tutte le età, tra conferenze, laboratori, spettacoli musicali e di danza. Ecco il programma

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Installazioni a Torino per annunciare il bicentenario del museo Egizio (foto museo egizio)

Il centro di Torino da qualche giorno si è tinto di giallo, a cominciare dalle fioriere in piazza San Carlo accanto a installazioni con il logo del museo Egizio. La capitale sabauda si sta imbellettando al meglio per festeggiare il bicentenario del più antico museo di antichità egizie del mondo. torino_egizio_celebrazioni-bicentenario_locandinaDal 20 al 22 novembre 2024, c’è infatti “Festival 200”: una tre giorni ricca di attività, spettacoli e incontri per celebrare insieme il bicentenario del museo Egizio. Con eventi per tutte le età, tra conferenze, laboratori, spettacoli musicali e di danza, vengono aperte gratuitamente le porte per far scoprire alla città e agli ospiti i nuovi allestimenti del museo Egizio e festeggiare assieme. Mercoledì 20 novembre: NOTTE BIANCA AL MUSEO dalle 21 alle 24, con uno spettacolo di danza a cura di Marco Pelle, con Antonella Albano (prima ballerina Teatro alla Scala, Milano). Giovedì 21 e venerdì 22 novembre: visita libera alle sale museali arricchita da spettacoli musicali dei Piccoli Cantori di Torino, speed lectures e handling sessions, con talk, presentazioni, conferenze e tante attività per grandi e piccoli su prenotazione. Durante il festival, l’ingresso al museo è gratuito, con prenotazione online. Alcune attività, sempre gratuite, vanno prenotate.

torino_egizio_celebrazioni-bicentenario_20-novembre_locandinaI festeggiamenti del bicentenario iniziano con uno spettacolo di danza molto speciale: “Safe from the sleep”, a cura di Marco Pelle (coreografo, danzatore e Accademico Olimpico), con Antonella Albano (prima ballerina Teatro alla Scala, Milano). “Safe from Sleep” è la storia di un volo infinito, raccontato attraverso l’incontro, la perdita e il viaggio che ne nasce. Sarà presentato in due repliche, alle 22 e alle 23. Lo spettacolo è fruibile liberamente, in Galleria dei re, accedendo al museo con prenotazione gratuita, da fare online a questo link https://egizio.museitorino.it/…/festival-200-dal-20-al…/.

Questi i talk su prenotazione: 21/11, alle 11: Tutta l’umanità ne parla. Edizione egizia. Puntata live del programma di Radio 3, con Edoardo Camurri e molti altri ospiti. Sarà messo in scena un episodio ottocentesco poco noto, in un dialogo impossibile senza tempo che racconta le origini della collezione del Museo Egizio, sul filo dell’ironia. 21/11 alle 11: Dietro le quinte del Museo Egizio. La cappella rupestre di Ellesiya: un nuovo allestimento aperto a tutti. Un autentico monumento dell’antico Egitto a Torino: storia, significato e vicende di una cappella rupestre di età faraonica, dalla Nubia al Museo Egizio. Un racconto di Johannes Auenmüller, Alessia Fassone, Paolo Marini, Beppe Moiso e Tommaso Montonati. 21/11 alle 14.30: Dietro le quinte del Museo Egizio. Materia. Forma del tempo: i diari di viaggio. Il nuovo allestimento del Museo Egizio sul dialogo tra materiali e saperi artigiani, nel racconto, personale e professionale, dei suoi curatori, restauratori e progettisti. Ne parlano Enrico Ferraris, Federica Facchetti, Valentina Turina, Enrico Barbero, Tommaso Montonati, con Paola Buscaglia (CCR La Venaria Reale). 21/11 alle 17.30: Architectural tour by OMA. Con David Gianotten, Andreas, Karavanas e Andrea Tabocchini. In lingua inglese. 21/11 alle 18.30: Destini incrociati. L’Italia, Torino e il Museo Egizio 1824-2024. Serie di brevi conferenze con alcuni degli autori del volume del Bicentenario. Intervengono: Silvano Montaldo, Bruno Luca Maida, Giovanni Semi, Simona Troilo, Carlo Greppi. Modera Christian Greco.

22/11 alle 11: Cerimonia di presentazione del francobollo celebrativo del bicentenario del Museo Egizio. 22/11 alle 16: Dietro le quinte del Museo Egizio. Sotto un’altra luce: il nuovo allestimento dello statuario monumentale del Museo Egizio. Per la prima volta le sculture dello statuario monumentale del museo Egizio sono ridisposte per raccontare la loro storia e quella del tempio da cui provengono. Intervengono: Federico Poole, Paolo Del Vesco, Cédric Gobeil, Martina Terzoli, Alessandro Girardi e Johannes Auenmüller. 22/11 alle 18: What is a Museum? Christian Greco in dialogo con Ali Abdelhalim (direttore del Museo del Cairo). In lingua inglese, con traduzione simultanea.

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Bambini impegnati nel gioco-laboratorio “Le avventure della dea Sekhmet” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Avventure in museo su prenotazione: 21/11, dalle 17.30 alle 18.30, Le avventure della dea Sekhmet: Siamo dei!, Gioco della Senet, Scavando si impara, Cercasi investigatori! 22/11, dalle 17.30 alle 18.30, Rischia Thot, Le avventure della dea Sekhmet, Siamo dei!, Gioco della Senet, Scavando si impara, Cercasi investigatori!

torino_egizio_celebrazioni-bicentenario_21-novembre_locandinaIl Festival 200 offre al pubblico l’opportunità di assistere alla performance “Il Canto del Nilo”, scritta e interpretata dai Piccoli Cantori di Torino: giovedì 21 novembre, alle 15.30 e alle 16.30, alla Galleria dei Re. Il progetto parte dalla riflessione sulla centralità dell’acqua. Dall’acqua nasce la prima forma di vita; sul corso dell’acqua si sviluppa la civiltà egizia; dall’acqua si giungeva alla Cappella rupestre di Ellesiya e lungo il corso del Nilo, nel XX secolo, il piccolo tempio è giunto sino al Museo Egizio, donato dall’Egitto all’Italia in segno di gratitudine. I testi e la musica sono stati composti in un processo di co-creazione tra i Piccoli Cantori e il direttore, Carlo Pavese. Gianfranco Montalto ha contribuito per la parte pianistica. Il risultato è una performance in due parti, la cui esecuzione è in programma il pomeriggio del 21 novembre al Museo Egizio, in due repliche. Le voci dei Piccoli Cantori che si muoveranno come correnti fluviali, incanalandosi in rivoli curiosi, portando al tempio – come offerte – tutto ciò che il loro flusso porta con sé. La performance sarà fruibile liberamente tra le sale, l’ingresso al museo Egizio durante il festival è gratuito, con prenotazione obbligatoria. La realizzazione del “Canto del Nilo” è stata sostenuta da Fondazione CRT.

torino_egizio_celebrazioni-bicentenario_libro_locandinaPer i 200 anni del museo Egizio è stato pubblicato il libro “La memoria è il nostro futuro. 200 anni del Museo egizio” a cura di Christian Greco (Franco Cosimo Panini Editore), una narrazione polifonica, costruita attraverso contributi di esperti di storia, archeologia ed egittologia, archivistica, antropologia, architettura, restauro e biblioteconomia. Uno spaccato che racconta la storia culturale e sociale di Torino e dell’Italia degli ultimi 200 anni e prepara il museo Egizio alle sue prossime sfide. Il volume sarà disponibile in anteprima e a un prezzo speciale al museo Egizio durante il “Festival 200”, dal 20 al 22 novembre. Sarà poi in libreria a partire dal 29 novembre 2024. Il museo Egizio di Torino celebra i duecento anni dalla sua fondazione. Questo libro, curato dal direttore Christian Greco, rappresenta la pubblicazione ufficiale del bicentenario e offre uno sguardo senza precedenti su tutto ciò che ruota attorno al museo Egizio, non limitandosi a una semplice ricostruzione della storia dell’istituzione torinese, delle sue collezioni o della sua fortuna; attraverso una struttura a più voci ogni aspetto della vita del Museo Egizio è presentato all’interno del più ampio contesto in cui si trova a esistere. Nelle pagine si alternano gli interventi di curatori del Museo Egizio e docenti, ricercatori e curatori provenienti da altre istituzioni nazionali e internazionali, talvolta in dialogo tra loro. I contributi diventano così laboratori nei quali si confrontano idee, visioni e proposte inerenti a un ampio ventaglio di temi: il ruolo del Museo nello sviluppo dell’egittologia, e a sua volta l’impatto che l’evoluzione della disciplina ha avuto e ha ancora ancora oggi sulle sue scelte; l’importanza dell’integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche; i rapporti con altre istituzioni museali, con gli studiosi e con il pubblico; l’Egitto immaginato dell’ “egittomania” e quello reale che rivendica una voce nel raccontare la propria storia. Il risultato è un volume che dimostra come futuro e memoria siano strettamente intrecciati.

Licodia Eubea (Ct). Nella chiesa della Badia la presentazione del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro apre la terza e ultima giornata di “Eubook – il Buono della Lettura” promosso dall’Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”

licodia-eubea_eubook-2024_cultraro_locandinaTerza e ultima giornata di “Eubook – il Buono della Lettura” promosso dall’Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” dal 14 al 17 novembre 2024 nella splendida chiesa della Badia a Licodia Eubea (Ct) dove autori e autrici presentano le loro opere tra musica e arte in un’atmosfera indimenticabile. Domenica 17 novembre 2024, alle 18, apre la kermesse la presentazione del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro, edito da RCS, in dialogo con Giorgia Cafici.

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Copertina del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro

Schliemann alla ricerca di Troia. La scoperta di Troia a opera di Heinrich Schliemann, quando mise piede per la prima volta a Hissarlik nel 1868, segna il punto di svolta dell’archeologia moderna. La grecia omerica cessa di essere un palinsesto di eroi mortali e divinità per assumere i connotati di una raffinata cultura materiale al pari di altre civiltà del Mediterraneo del II millennio a.c. Figura dalla personalità sfuggente e contraddittoria, abile narratore e instancabile viaggiatore, Schliemann incarna lo stereotipo dell’uomo d’affari che trasforma, grazi al talento innato e al duro lavoro, i sogni giovanili in stupefacenti successi nel campo della nascente archeologia, a cui ha lasciato un’importante eredità storica.