San Pietro in Casale (Bo). In municipio la conferenza “Lo scavo archeologico nell’area del Casone del Partigiano: un impianto produttivo romano a San Pietro in Casale” promosso dalla soprintendenza per la presentazione dei risultati degli scavi archeologici condotti finora e delle future ricerche nel sito del Casone del Partigiano
A San Pietro in Casale (Bo), nei pressi del Casone del Partigiano, a seguito dei lavori per l’ammodernamento della rete idrica del territorio, sono stati portati alla luce i resti di un grande complesso produttivo rustico di età romana. Interamente distrutto in seguito ad un evento naturale improvviso, il complesso si è potuto conservare fino ai nostri giorni grazie al crollo del tetto in tegole e coppi che lo ha ricoperto. Dello scavo in corso si parla nella conferenza “Lo scavo archeologico nell’area del Casone del Partigiano: un impianto produttivo romano a San Pietro in Casale” promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara: appuntamento giovedì 5 dicembre 2024, alle 17.30, in sala del Consiglio Comunale, Palazzo del Municipio, in via Giacomo Matteotti 154 a San Pietro in Casale (Bo) per la presentazione dei risultati degli scavi archeologici condotti finora e delle future ricerche nel sito del Casone del Partigiano. Evento gratuito. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Intervengono: Alessandro Poluzzi, sindaco di San Pietro in Casale; Sara Campagnari, coordinatrice settore Archeologia della soprintendenza ABAP di Bologna; Alice Vecchi, sindaca di Bentivoglio e delegata alla Cultura, pari opportunità e promozione del territorio per l’Unione Reno Galliera; Riccardo Marchetti, assessore alla Cultura di San Pietro in Casale; Valentina di Stefano, funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP di Bologna; Marika Delli Pizzi, archeologa di Tecne S.r.l.; Laura Cerri, archeologa esperta in prospezioni geofisiche.
Siracusa. Al museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” il convegno internazionale “Corinto e Siracusa. Relazioni, Scambi, Influenze”, in presenza e on line. Tre giorni di dialogo interdisciplinare tra studiosi, archeologi e ricercatori, esplorando il ricco e complesso rapporto tra Corinto e Siracusa dal periodo arcaico a quello tardo-classico
Dal 5 al 7 dicembre 2024, al museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, convegno internazionale “Corinto e Siracusa. Relazioni, Scambi, Influenze”, un evento di grande rilevanza scientifica e culturale, con l’opportunità di creare un momento di dialogo e di scambio tra studiosi. L’evento, in presenza e on line (https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZGE0ZGRhYjktMjJlOS00YTk4LWJhY2YtYTE4ZDkwMzUxMDkx%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22573eb6de-99ca-4c3e-8388-30b36e09b3cb%22%2c%22Oid%22%3a%220b686650-54dd-48d4-b454-0be8d40bbff5%22%7d), vede la collaborazione del parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai, della soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, dell’American School for Classical Studies at Athens, della Scuola Archeologica Italiana di Atene e della Scuola Normale Superiore. Il convegno mira a favorire un dialogo interdisciplinare tra studiosi, archeologi e ricercatori, esplorando il ricco e complesso rapporto tra Corinto e Siracusa dal periodo arcaico a quello tardo-classico. L’evento si concentrerà su molteplici aspetti delle due città, tra cui: Commercio e storia politica, architettura urbanistica, culti e religione ed infine arti e artigianato. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per condividere nuove scoperte e prospettive, con la partecipazione di esperti e istituzioni accademiche di rilievo internazionale. Il programma prevede interventi e dibattiti che approfondiranno le influenze reciproche tra le due città, evidenziando il ruolo di Siracusa come punto di riferimento nel Mediterraneo antico.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 5 DICEMBRE. Alle 9.30, saluti istituzionali: Carmelo Bennardo (parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai), Gianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore), Panagiota Kassimi (Εφορεία Αρχαιοτήτων Κορινθίας – Eforia alle Antichità di Corinto), Antonino Lutri (soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa), Emanuele Papi (Scuola Archeologica Italiana di Atene), Bonna Daix Wescoat (American School of Classical Studies at Athens), Ioulia Tzonou (American School of Classical Studies at Athens, Corinth Excavations). Alle 10.30, relazione di apertura: Panagiota Kassimi (Eforo alle Antichità di Corinto – Εφορεία Αρχαιοτήτων Κορινθίας), “New investigations in Corinth and the Corinthian plain. An overview”; 11, pausa caffè. Sessione 1. Paesaggio e urbanistica. Presiede Ioulia Tzonou: 11.30, Gian Michele Gerogiannis, “Città tra due mari. Corinto e le apoikiai in Occidente”; 11.50, Giulio Amara, “The ‘outer city’: ‘foundation’ and earliest settlement of Syracuse”; 12.10, Eleni Korka, Paraskevi Evaggeloglou, Dimitris Bartzis, “Tenea, a flourishing archaic city, co-founder of Syracuse”; 12.30, Elena Flavia Castagnino Berlinghieri, “Siracusa antica e il suo sistema portuale. Un quadro generale”; 12.50, Discussione; 13.15, pausa pranzo. Sessione 2. Contatti e commercio. Presiede Gianfranco Adornato: 15, Pascal Warnking, “Corinth and Syracuse – The Maritime Ties That Bind”; 15.20, Jean-Christophe Sourisseau, “L’originalità strutturale della rete di scambi corinzia verso Siracusa e la Sicilia orientale (VIII-VI secolo a.C.)”; 15.40, Haley Bertram, “Corinthian Ceramics at Syracuse: Re-framing the Narrative”; 16, Spencer Pope, “Syracuse, the Peloponnese, and the Sicilian hinterland”; 16.20, Discussione; 16.30, pausa caffè. Sessione 3. Architettura e pratiche funerarie. Modera Daniele Malfitana: 17, Reine-Marie Bérard, “Siracusa, Corinto, e le due Megara: qualche riflessione sull’evoluzione delle pratiche funerarie in contesto coloniale in epoca arcaica”; 17.20, Franco De Angelis, Valentina Mignosa, David Scahill, “Chiseling Connections: Architecture and Epigraphy Between Corinth and Syracuse”; 17.40, Philip Sapirstein, “Monolithic columns and the exchange of engineering technologies in Archaic Syracuse and Corinth”; 18, Discussione.
PROGRAMMA VENERDÌ 6 DICEMBRE. Sessione 4. Cultura materiale. Presiede Emanuele Papi: 9.30 Xenia Charalambidou, Christopher Pfaff, Ioulia Tzonou, Anno Hein, “Pottery Production and Technology in Geometric and Archaic Corinth”; 9.50, Lou de Barbarin, “The best, or at least, the best-known. The Fusco type kraters: local workshops and foreign potters in Syracuse in the 7th century BC”; 10.10, Marina Albertocchi, “Coroplastica corinzia a Siracusa? Alcuni spunti di riflessione”; 10.30, Giuseppina Monterosso, “Pissidi a tripode corinzie del Museo Paolo Orsi”; 10.50, Pausa caffè; 11.30, Agostina Musumeci, “Vasi plastici corinzi dalle necropoli arcaiche di Siracusa”; 11.50, Gabriella Ancona, Elena Messina, “Ceramica protocorinzia dagli scavi di Palazzo della Provincia a Ortigia (Siracusa)”; 12.10, Massimo Cultraro, “Siracusa, Corinto e l’Etruria: la classe di asce bipenni miniaturizzate in contesti di età arcaica”; 12.30, Discussione; 13, Pausa pranzo. Sessione 5. Religione e culti. Presiede Bonna Daix Wescoat: 15, Nadia Aleotti, Beatrice Risposi, “A colonial Artemis? Aspects of the cult of the goddess in Syracuse and Corcyra”; 15.20, Lavinia M.S. “Fallea, Pane e devozione. Un confronto tra Corinto e Siracusa nel culto di Demetra e Kore”; 15.40, Andrew F. Ward, “Aniconism at Corinth and its Colonies: Disentangling Narratives of Ritual Practice”; 16., Anita Crispino, “Il santuario di Apollo Temenite a Siracusa: una revisione degli scavi degli anni ‘50”; 16.20, Pausa caffè; 17, Maria Elena Gorrini, “Le Ninfe tra Corinto e Siracusa: luoghi, immagini, materiali votivi”; 17.20, Alessandra Castorina, Lorenzo Zurla, Giulio Amara, “Un nuovo santuario a Ortigia? Evidenze da recenti indagini presso la Caserma Abela”; 17.40, Angela Ziskowski, Lee L. Brice, “Athena and the Bellerophon Myth on Coins from Corinth and Beyond”; 18, Discussione.
PROGRAMMA SABATO 7 DICEMBRE. Sessione 6. Epigrafia e tradizione storiografica. Presiede Rosa Lanteri: 9.30, Ennio G.A. Biondi, “Corinto e Siracusa: alcune riflessioni sull’evoluzione della tradizione storiografica”; 9.50, Cristoforo Grotta, “Circolazione di alfabeti e di scritture fra Corinto e Siracusa”; 10.10, Joseph U. Miller, “Mainland presences in the early alphabets of Syracuse and her apoikiai (ca. 700-500 BCE)”; 10.30, Discussione; 11, Conclusioni
San Casciano dei Bagni (Si). Dal serpente agatodemone in bronzo alle uova di gallina, dagli ex voto in foglia d’oro alle statue in bronzo, dalle monete alle iscrizioni etrusche e latine: presentati gli eccezionali risultati della campagna 2024 nella vasca grande del santuario etrusco e romano del Bagno Grande: in febbraio li vedremo su Rai Cultura seconda puntata di “Italia, Viaggio nella Bellezza”

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
Dal temenos alla vasca più antica, dalle lucerne agli unguentari, bronzetti votivi, ex voto in foglia d’oro, un serpente agatodemone in bronzo protettore della fonte sacra, quattro nuove statue, strumenti di rito e ancora monete, e nuove eccezionali iscrizioni in etrusco e in latino, e infine reperti organici come uova frutta pigne. La terza campagna di scavo nel santuario etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si) non ha deluso le aspettative. Anzi.

Il ministro Giuli al centro del gruppo di autorità intervenute alla presnetazione dei risultati della campagna 2024 nel Bagno Grande del santuario etrusco e romano a San Casciano dei Bagni (foto comune san casciano)
Come dimostrano gli eccezionali risultati illustrati nel piccolo borgo senese presenti Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Agnese Carletti, sindaco di San Casciano; Eugenio Giani, presidente Regione Toscana; Luigi La Rocca, capo dipartimento Tutela del MIC; Massimo Osanna, direttore generale Musei del MIC; Tomaso Montanari, rettore università per Stranieri di Siena; Gabriele Nannetti, soprintendente ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. Con l’occasione è stata presentata l’anteprima della nuova puntata del programma di Rai Storia “Italia, viaggio nella Bellezza” dedicata a questo straordinario luogo di culto dal titolo “Oltre il bronzo- Lo scavo di San Casciano dei Bagni” e firmata da Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, che andrà in onda su Rai Storia a febbraio 2025.

Campagna 2024: panoramica dell’area di scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto SABAP-SI Comune di San Casciano dei Bagni Unistrasi)
Lo scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni è in concessione di scavo al Comune di San Casciano dei Bagni, da parte della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio e nasce in collaborazione con la Soprintendenza ABAP per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il coordinamento scientifico dell’Università per Stranieri di Siena. Gli interventi di conservazione e restauro avvengono in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro.

Scavo del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni: foto di gruppo a fine campagna 2024 (foto ludovico salerno)
Hanno preso parte alla campagna di scavo 2024 più di 80 studenti e studentesse di archeologia provenienti da università di tutto il mondo. Il gruppo interdisciplinare e internazionale di ricerca e studio coinvolge oltre 90 specialisti di varie discipline. Al progetto stanno inoltre lavorando numerosi professionisti esterni e interni al Ministero della Cultura che si occupano della progettazione e dell’esecuzione degli interventi architettonici e di restauro necessari alla conservazione e alla tutela delle strutture archeologiche e dei reperti. Lo scavo beneficia del finanziamento economico, oltre che del Comune di San Casciano dei Bagni, del Centro CADMO dell’università per Stranieri di Siena e della soprintendenza APAB per le province di Siena Grosseto e Arezzo, anche del contributo di Robe Cope per Vaseppi Trust, di Friends of Florence, del Gruppo E, di Iren e di Heureka Ambiente. La locale associazione archeologica Eutyche Avidiena assicura un fondamentale contributo alla vita e alla logistica dello scavo, oltre ad aver guidato più di 5000 visitatori nelle passeggiate archeologiche alla scoperta del patrimonio culturale di San Casciano dei Bagni.
In questo video prodotto dal ministero della Cultura le interviste per il Tg con alcuni protagonisti alla presentazione dei risultati della campagna di scavo 2024 a San Casciano dei Bagni: al ministro della Cultura, Alessandro Giuli; al direttore generale Musei del MIC, Massimo Osanna; al sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti; al rettore dell’università per Stranieri di Siena – UniStraSi, Tomaso Montanari; al capo dipartimento Tutela del MIC, Luigi La Rocca; al professore associato di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia, Jacopo Tabolli.
“Questo è un progetto”, dichiara il ministro Giuli, “che nasce in una comunità straordinaria con dei ritrovamenti di rilievo non locale, ma nazionale e aggiungo internazionale, e che ci inducono come ministero della Cultura a sostenere tutto il progetto con la sindaca Carletti affinché i beni ritrovati e l’area archeologica vengano valorizzati e la struttura museale prenda forma nel più breve tempo possibile. Si tratta di un progetto di grandissimo rilievo per noi”. E il dg Musei Osanna: “Si presenta oggi il progetto museale del nuovo museo di San Casciano, un museo che sarà in un palazzo storico ma che ovviamente è collegato con il parco archeologico. Un bel progetto in un palazzo storico ma un progetto allestitivo contemporaneo all’insegna delle tecnologie, della multimedialità e soprattutto dell’accessibilità”. Entusiasta il sindaco Agnese Carletti: “Una grande soddisfazione oggi per la comunità di San Casciano dei Bagni avere qui il ministro Alessandro Giuli, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il rettore dell’università per Stranieri di Siena Tommaso Montanari, presenza che per noi significano quanto tuti questi enti continuano a credere nel progetto di San Casciano dei Bagni che per noi è fondamentale, e fondamentale è che vada avanti nel più breve tempo possibile”. “Come università per Stranieri di Siena”, interviene il rettore Montanari, “acquistiamo il primo edificio fuori delle mura di Siena e lo facciamo qui a San Casciano dei Bagni. Sarà una foresteria e sarà un hub della ricerca archeologica. Crediamo che accanto alla conoscenza dei contesti archeologici, dei contesti antichi si debba vivere il contesto attuale e che il nesso tra la città dei vivi a San Casciano e la città degli studiosi e la città degli scavi debba essere rinforzato. Per cui essere qua ha anche questo significato: accanto alla ricerca la cosiddetta terza missione, cioè la ricaduta sociale della conoscenza che si costruisce”. E il capo dipartimento Tutela La Rocca: “Oggi ci immergiamo di nuovo in questo straordinario contesto archeologico ma anche paesaggistico di San Casciano dei Bagni dove le campagne di scavo condotte tra i mesi di giugno e di ottobre di quest’anno hanno consentito il rinvenimento di altri reperti archeologici di straordinaria importanza perché la vasca grande e il fango delle acque termali che ha conservato perfettamente i reperti antichi ha consentito di scoprire nuove statue di bronzo che arricchiscono la conoscenza di questo santuario, e anche numerosissimi reperti organici, in particolare uova frutta pigne, che arricchiscono la nostra conoscenza sulla tipologia delle offerte che venivano dedicate agli dei per ottenere la guarigione dalle malattie”. Conclude il direttore scientifico dello scavo Tabolli: “La campagna di scavi del 2024 è stata particolarmente fortunata. Con oltre 90 studenti e studentesse da tutto il mondo abbiamo indagato insieme alla soprintendenza il cuore del deposito votivo, le offerte che per oltre 800 anni furono poste all’interno della vasca sacra. E quest’anno la grande novità è nel tipo di offerte: abbiano oggetti in oro, tra cui una meravigliosa corona, anelli, foglie d’oro stesse, e poi centinaia di uova, alcune delle quali integre che dimostrano la velocità con cui furono deposte nell’acqua calda e poi allo stesso tempo il senso del potere di generazione che ha l’acqua stessa. E sul fondo della vasca, a oltre 4.80 metri di profondità, un’intera stratificazione di serpenti in bronzo il senso stesso della natura della sorgente”.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: dettaglio testa maschile di bronzo (foto alessandra fortini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: monete (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
L’estensione delle indagini e l’ampliamento dell’area di scavo nel santuario del Bagno Grande hanno portato tra giugno e ottobre 2024 al rinvenimento del temenos, il muro di recinzione dello spazio sacro, che racchiudeva più edifici tra i quali il tempio costruito attorno alla grande vasca sacra. Un edificio più antico, o forse un grande recinto, costruito in blocchi di travertino, già in età etrusca circondava la sorgente del Bagno Grande, definendo lo spazio sacro del culto, almeno dal III secolo a.C. Lo scavo ha ora messo in luce gran parte della vasca più antica, che fu poi ricostruita tra i regni degli imperatori Tiberio e Claudio, forse a seguito di un prodigio associato alla caduta di un fulmine. Se all’esterno del tempio sono stati portati alla luce gli strati di vita e, soprattutto, i resti di doni e cerimonie che avvennero nel corso dei secoli, con deposizioni di lucerne, unguentari di vetro, bronzetti votivi, ex voto anatomici in terracotta dipinta e perfino foglie d’oro, è all’interno della vasca sacra che la stratificazione dei doni votivi continua a restituire un contesto assolutamente unico, protetto dall’acqua termale e dal fango argilloso. Dopo un complesso lavoro di gestione dell’acqua proveniente dalla sorgente, alla profondità di quasi 5 metri, lo scavo ha raggiunto nuove sequenze stratigrafiche.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: Emanuele Mariotti, Jacopo Tabolli e Ada Salvi con orante (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: lamina d’oro con iscrizione (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
Ancora una volta sono le offerte in metallo pregiato a costituire l’elemento caratterizzante del deposito votivo. Quattro nuove statue e poi braccia, teste votive e gambe iscritte, assieme a strumenti del rito, come un’elegante lucerna, o un piccolo toro in bronzo, a richiamare quel mondo agro-pastorale così importante in questo contesto e già rappresentato dal bassorilievo all’interno della vasca sacra. E ancora monete di età repubblicana e imperiale, ormai più di 10.000, rinvenute nel santuario del Bagno Grande. Ma accanto al bronzo, il rinvenimento di una corona e di un anello d’oro si associa alla moltiplicazione di aurei romani. Sono metalli preziosi, tra cui gemme, ambra e altri gioielli, che legano il dono per le capacità terapeutiche delle acque calde alle pratiche divinatorie che nel santuario dovevano certamente trovare il loro fulcro.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: recupero statua corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico (foto emanuele mariotti / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: bimbo augure, con iscrizione in etrusco sulla gamba destra, e ella mano sinistra una palla (foto claudia petrini / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)
Nuove, eccezionali iscrizioni rinvenute sono in Etrusco e in Latino. Appaiono voti che recano il nome etrusco di Chiusi, Cleusi, accanto a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda, Flere Havens in Etrusco, giuramenti sulla Fortuna e sul Genio dell’Imperatore. Un eccezionale corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico. Dedicato da un Gaio Roscio alla Fonte Calda, questo mezzo corpo testimonia forse la guarigione della parte immortalata nel bronzo. Un bimbo augure, un piccolo sacerdote della fine del II secolo a.C., con una lunga iscrizione in etrusco sulla gamba destra, reca nella mano sinistra una palla, con i classici pentagoni cuciti, che ancora ruota tra le dita: forse un elemento divinatorio, da far ruotare in un rito. Il gesto dell’offerente è reso da una statua femminile, quasi identica a quella rinvenuta nel 2022, con eleganti trecce che ricadono sul petto e deposta su un lato. Le teste votive sono eleganti ritratti proto-imperiali, con la prima dedica in Latino alla fonte, sul collo di una testa, i cui tratti sembrano quasi ricordare Cesare, che menziona anch’essa la Fonte.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: dettaglio serpente agatodemone in bronzo (foto alessandra fortini / SABAP-SI Comune San Casciano Unistrasi)

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: uovo integro (foto alessandra fortini / SABAP-SI Comune San Casciano Unistrasi)
Nella stratificazione del deposito – che fu rapida, come ci suggerisce la conservazione di migliaia di frammenti di uova in alcuni casi rinvenute intere, o praticamente integre con il tuorlo ancora visibile all’interno, la cui deposizione rimanda ai riti di rinascita e rigenerazione – si alternano strati di offerte, scaglie di travertino e piani d’argilla. E ancora pigne, rametti tagliati e decorati con intrecci vegetali, a ricordare come le acque salutifere debbano essere in qualche modo “nutrite” dalla forza rigenerante della natura. Alla base di grandi tronchi lignei, infissi in verticale nel deposito, in uno dei punti focali della vasca più antica, lo scavo ha portato alla luce una serie di serpenti in bronzo, concentrati nella profondità del deposito. Di forme diverse, presentano misure di scale differenti: dai piccoli serpentelli ad un esemplare di oltre 90 cm, quasi la mensura honorata, la misura perfetta di tre piedi romani, barbuto e cornuto. Si tratta, con ogni probabilità, di un serpente agatodemone, il più grande ad oggi rinvenuto – se ne conoscono in bronzo al museo Archeologico nazionale di Napoli e al British Museum a Londra – protettore della sorgente e detentore di un ruolo fondamentale nelle pratiche divinatorie, come si può osservare in molti altri contesti del Mediterraneo antico. La varietà delle offerte votive, che ricalca quanto già emerso nel 2022 e, allo stesso tempo, lo arricchisce e lo completa, offre uno squarcio ulteriore sul significato e suo ruolo di questo luogo di culto e cura, dove il rapporto col sacro, tra umano e divino, è forse percepito come diretto, quasi affidato al continuo scorrere delle acque calde e al genius loci nella forma del serpente agatodemone.
Tutto questo verrà raccontato nella puntata del programma di Rai Storia “Italia, viaggio nella Bellezza”, dal titolo “Oltre il bronzo, lo scavo di San Casciano dei Bagni” e firmata da Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, che andrà in onda su Rai Storia a febbraio 2025 e racconterà le nuove scoperte e i nuovi filoni della ricerca, sempre più interdisciplinare, che sta ricostruendo con sempre maggiori dettagli il passato sacro di questo meraviglioso paesaggio termale, a partire dalle nuove statue in bronzo: dai corpi femminili e maschili, tra cui una bellissima figura in preghiera, alcuni lasciati come dono nella loro metà esatta, fusa con la precisione di un taglio chirurgico, agli animali, come una serie di serpenti bronzei di forme e dimensioni diverse, come un serpente barbuto e crestato, lungo quasi un metro. È quello che gli antichi chiamavano agatodèmone, lo spirito buono e profetico della sorgente incarnato in un corpo di rettile. Non solo oggetti in bronzo, ma anche dei preziosissimi materiali organici perfettamente conservati. Centinaia di uova deposte nell’acqua. E ritrovate nel fango. Alcune intatte. Ciò che di più raro possa emergere da uno scavo, segno tangibile di un dono che forse allude anch’esso alle capacità generatrici della vasca sacra.
Pompei. Nella “Giornata internazionale delle persone con disabilità” il parco inaugura PARVULA DOMUS nell’ex stazione della circumvesuviana “Pompei Valle”: prima area archeologica in Italia ad avere al suo interno una “Fattoria sociale”
Pompei festeggia la “Giornata internazionale delle persone con disabilità” (3 dicembre 2024) con un importante riconoscimento che ne fa la prima area archeologica in Italia ad avere al suo interno una “Fattoria sociale”, iscritta al REFAS albo delle Fattorie Sociali della Regione Campania. Un ampliamento inclusivo e concreto della Grande Pompei per/con tutti. Sede di questo luogo culturale e sociale, la cui denominazione di “PARVULA DOMUS. Fattoria sociale e culturale” racchiude il concetto di piccola e accogliente casa di una grande comunità, è l’edificio demaniale dell’ex stazione della circumvesuviana “Pompei Valle”, ubicato all’interno del sito nell’area extra moenia orientale dell’antica città. Con l’inaugurazione di PARVULA DOMUS nell’edificio dell’ex stazione appositamente recuperato con finanziamento della Cooperativa Il Tulipano, si crea un luogo non solo fisico, ma anche simbolico e identitario per questi ragazzi, per le loro famiglie e per la comunità del territorio, un vero e proprio Hub Culturale e sociale della Bellezza tra ambiente e archeologia, modello di welfare culturale.

Fattoria sociale PARVULA DOMUS a Pompei: ragazzi e staff (foto parco archeologico pompei)
Presso la Fattoria i ragazzi, sotto la direzione scientifica dell’Ufficio Cura Aree del Verde del PAP e in modalità learning by doing, svolgono attività di Orto sociale con la produzione di ortofrutta di stagione; attività di apicoltura; percorsi di orto didattica dedicati a scuole, associazioni e famiglie con visita agli orti sociali della Fattoria, e ad alcune domus con aree verdi e agricole, come la “Casa di Pansa” e la “Casa delle Nozze d’Argento”. La fattoria ha anche lo scopo di creare momenti di sollievo per le famiglie di persone con disabilità attraverso attività di Hug Bike e di ginnastica dolce, oltre a prestarsi come sede di attività didattica outdoor per le scuole del territorio con percorsi di alternanza scuola-lavoro, come attualmente con il liceo Pascal di Pompei. Attualmente sono impegnati 15 giovani con autismo e\o disabilità cognitiva di cui 5 residenti nel territorio vesuviano. L’offerta dei servizi della Fattoria Sociale entrerà nella rete dei servizi socio sanitari dell’Ambito socio sanitario.

Fattoria sociale PARVULA DOMUS a Pompei: arnie per le api mielifere (foto parco archeologico pompei)
Le fattorie sociali – da definizione normativa – si inseriscono in un concetto ampio di agricoltura sociale (AS) che attua iniziative educative, assistenziali e formative volte al benessere personale e all’integrazione socio-lavorativa di soggetti con fragilità, attraverso la collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il terzo settore. Il Parco archeologico di Pompei sta, in tal senso, portando avanti già da alcuni anni un progetto di inclusione sociale, che sfrutta e valorizza il legame con l’area degli scavi e il suo paesaggio naturale e agricolo. Diversi giovani e ragazzi con autismo e/o disabilità cognitiva coordinati dalla Cooperativa Sociale Il Tulipano Onlus sono impegnati in attività di produzione, raccolta e trasformazione di prodotti della terra (frutta, ortaggi, olive) nelle ampie aree verdi dei siti archeologici del Parco. L’obiettivo del progetto è, oltre a quello di favorire il benessere personale, l’incontro, la socializzazione e condivisione, favoriti dal contatto con la Bellezza dei luoghi, anche di insegnare un mestiere e creare dei concreti percorsi di inserimento lavorativo nella filiera agricola.

Fattoria sociale PARVULA DOMUS a Pompei: ragazzi, staff e il direttore Zuchtriegel impegnati nella piantumazione (foto parco archeologico pompei)
Tra le iniziative dedicate alle persone con disabilità da poco avviate dal Parco e finanziate dal PNRR, è anche il progetto dal titolo “Un modello nuovo per il recupero della collettività e dell’individuo attraverso la cura dei beni culturali”. Il progetto pilota, che parte da Pompei, mira ad insegnare e fornire a persone con disabilità cognitiva i primi strumenti di cura del patrimonio, propedeutici alle attività del restauro, allo scopo di favorire lo sviluppo di una propria progettualità e facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro, attraverso una formazione specifica nel settore della tutela, conservazione, manutenzione e restauro dei Beni culturali. E dunque restauratori professionisti del Parco, affiancati da personale specializzato per l’assistenza a persone con disabilità, illustrano le fasi del lavoro di restauro che si svolge nei laboratori del sito di Pompei. L’obiettivo è formare figure di “manutentori dei Beni Culturali” che possano affiancare i professionisti del restauro nelle primissime fasi dell’attività. Un progetto che pone al centro la persona e il suo benessere psichico, e che abbina la Cultura – intesa come prendersi cura del patrimonio della collettività, e come luogo dove si può fare esperienza di inclusione – con la Psicologia/ psicoterapia quale cura del benessere psicofisico e emotivo della persona. Il progetto si rivolge a classi inclusive e prevede la partecipazione degli studenti del liceo Pascal di Pompei e dei ragazzi de Il Tulipano.
Pompei propone, inoltre, nel corso della settimana, visite speciali con itinerari inclusivi nell’ambito del Protocollo Campania tra le mani, mercoledì 4 dicembre e mercoledì 11 dicembre 2024 alle 10.30. Le visite si sviluppano su approcci e linguaggi diversificati a seconda delle diverse esigenze dei visitatori con disabilità. Il biglietto d’ingresso è gratuito per il visitatore con disabilità e per l’accompagnatore. Per info e prenotazioni: campaniatralemani@gmail.com – 081 2522371 /081 2522458. Inoltre, il 5 dicembre 2024, dalle 9 alle 16, a Stabia presso le Ville Arianna e San Marco, l’istituto Luigi Sturzo propone il progetto “Stabiae Multilingue: un ponte tra culture e diversità” che prevede visite multilingue e in lingua dei segni. Ingresso gratuito alle Ville. E ancora per il periodo natalizio la Fattoria Sociale e Culturale “Parvula Domus” ha in programma le seguenti attività: il 21 dicembre 2024 “Un Natale differente” laboratorio di orto ed apicoltura Per e Con Tutti alla Fattoria culturale e sociale “Parvula Domus” : attività con supporti visivi e CAA; il 4 gennaio 2025 “Sulla scia della Cometa … passeggiata tra Verde Bellezza e Benessere Per Tutti e Con Tutti” presso la Fattoria culturale e sociale “Parvula Domus” : attività con supporti visivi e CAA. Info e prenotazioni: info@iltulipanocoop.org
Napoli. Due nuove aperture serali del museo Archeologico nazionale il 6 e 18 dicembre al costo di 5 euro dalle 19. E venerdì visita guidata con Massimo Osanna alla scoperta dei capolavori del Mann

Visione serale della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Aperture serali del museo Archeologico nazionale di Napoli, due date ulteriori per il 2024: venerdì 6 e mercoledì 18 dicembre il Mann prolungherà il suo orario di apertura fino alle 23.30. Dalle 19 alle 22.30 (orario di emissione dell’ultimo ticket) sarà possibile accedere con biglietto al prezzo simbolico di 5 euro, salvo gratuità e riduzioni previste per legge (le visite serali sono incluse nell’abbonamento Openmann). Per queste serate, inserite nel Piano di Valorizzazione del Ministero della Cultura, sono previsti due eventi: venerdì prossimo, alle 20, visita guidata con il direttore generale Musei Italiani, prof. Massimo Osanna, alla scoperta dei capolavori del Mann (le prenotazioni sono attive dal 3 dicembre su eventbrite.it). Mercoledì 18 dicembre, alle 20.30 e alle 21, itinerario tematico a cura del personale del Museo sulla scultura greca e romana per ripercorrerne storie, sviluppi e contesti. Ambo le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso al Mann e la prenotazione è obbligatoria dal sito eventbrite.it (per informazioni, scrivere a: man-na.comunicazione@cultura.gov.it). Oltre alle collezioni permanenti, nella sala del Plastico di Pompei è visibile l’esposizione temporanea “Documentare gli scavi”, che ripercorre l’eco culturale e documentaria delle scoperte settecentesche nei siti vesuviani.
Torino. Al museo Egizio incontro con Hartmut Dorgerloh, direttore dell’Humboldt Forum di Berlino, decimo appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei
Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista del decimo e ultimo incontro, il 3 dicembre 2024, alle 18, in dialogo con il direttore Christian Greco sarà Hartmut Dorgerloh, direttore dell’Humboldt Forum di Berlino. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo, In lingua inglese con traduzione simultanea in sala. Ingresso libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.co.uk/e/1097129396559/…. Anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale “Simboli della regalità e del potere nell’antico Egitto”, visite guidate all’Egizio riservate al pubblico con disabilità visive all’Egizio: terzo evento del ciclo “L’arte è il tempo dei sensi” per una scoperta multisensoriale dell’archeologia del Maf
Martedì 3 dicembre 2024, in occasione della Giornata Internazionale per le persone con disabilità, per il ciclo “L’arte è il tempo dei sensi” la scoperta multisensoriale dell’archeologia del Maf, il museo Archeologico nazionale di Firenze propone “Simboli della regalità e del potere nell’antico Egitto”, terzo incontro di una serie di appuntamenti all’insegna di una valorizzazione multisensoriale della fruizione museale e dell’Archeologia. Il principio ispiratore dell’iniziativa si distingue dalla generica proposta di accedere agli spazi museali con la possibilità – pur rara ed eccezionale – di poter toccare quanto più possibile opere e reperti dell’esposizione. L’offerta del Maf, invece, si compone di eventi culturalmente connotati dalla dignità di un tema archeologico fatto aderire, di volta in volta, alla variegata realtà della collezione del Museo, così ricca di risorse storico-artistiche da valorizzare. “L’ARTE È IL TEMPO DEI SENSI” è dunque il “brand” identificativo di una “classe” di eventi del Museo: giocando sull’ambivalenza semantica, ci ricorda i due principali connotati che vivificano la disciplina archeologica e, al contempo, suggerisce ai visitatori, disabili e non, il valore della fruizione d’arte e della memoria. In questo contesto, la ri-scoperta di una dimensione culturale, individuale e collettiva, viene affidata ai Sensi, recuperando l’originario valore etimologico di estetica (dal greco aisthesis, “percezione”). Il museo acquista così un ruolo ulteriormente nobilitato: non più “solo” uno splendido contenitore di opere d’arte e di memoria, ma anche una Istituzione formativa e un luogo d’incontro con persone ed opere, attivando e sostanziando, in tal modo, il gesto e l’abitudine di una scoperta condivisa. Il tutto avviene tramite l’esperienza inconsueta di esplorazione delle opere d’arte attraverso l’osservazione e la scoperta delle azioni e reazioni proprie e di altri spettatori in un contesto nel quale si possa generare, a sua volta, nuova arte e creazione. Per l’individuo questa scoperta può avvenire anche nella forma di un’intima conquista: un arricchimento e una crescita, a volte perfino inconsapevoli, in grado di produrre un miglioramento della qualità della propria vita.
L’appuntamento di martedì 3 dicembre 2024 al MAF ha dunque come tema “Simboli della regalità e del potere nell’antico Egitto”. A cura dei Servizi Educativi e Didattici Museali viene realizzata una visita guidata tattile, riservata al pubblico con disabilità visive, volta a “esplorare” alcune delle sculture lapidee originali esposte nella sezione ‘Museo Egizio’ del museo Archeologico nazionale di Firenze, che esemplificano, nei dettagli dell’iconografia rappresentata, i connotati del potere faraonico e di ruoli di prestigio. La visita guidata, per gruppi di max. 6-7 persone non vedenti o ipovedenti, con accompagnatori, ha durata di ca. 90 minuti e verrà svolta nei seguenti orari: 9.30 e 11.45; (con prenotazione obbligatoria da effettuarsi contattando l’UICI di Firenze al numero telefonico 055.580319). L’itinerario di visita si articolerà su due piani del Museo attraverso l’uso dell’ascensore. È possibile effettuare l’esplorazione tattile con le mani prive di protezioni. Guanti anallergici in nitrile, tuttavia, verranno in ogni caso resi disponibili per eventuali esigenze personali del pubblico in visita. Si rammenta, infine, che l’attuale normativa dispone l’ingresso gratuito ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità… a beneficio dei disabili e di un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza ai servizi di assistenza socio-sanitaria.
Ostia antica (Roma). Al parco archeologico “In silenzio, con disciplina, tenacia e intelligenza”: giornata in ricordo di Italo Gismondi, geniale architetto e archeologo che ha rivoluzionato il nostro modo di immaginare l’antica Roma, nel cinquantenario della scomparsa

“In silenzio, con disciplina, tenacia e intelligenza”: il 3 dicembre 2024, giornata in ricordo di Italo Gismondi nel cinquantenario della scomparsa: il parco archeologico di Ostia antica rende omaggio alla figura di Italo Gismondi (Roma, 12 agosto 1887 – 2 dicembre 1974), geniale architetto e archeologo che ha rivoluzionato il nostro modo di immaginare l’antica Roma. Un’occasione per scoprire un Gismondi inedito, grazie alla testimonianza di chi l’ha conosciuto e alle tracce che il suo lavoro ha lasciato negli uffici del Parco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, ritirando il titolo d’accesso in biglietteria.
Questo il programma della giornata: alle 9.30, commemorazione nella cappella di Sant’Ercolano, Ostia antica. Seguono gli interventi in sala Cébeillac-Gervasoni (antiquarium) presso gli Scavi di Ostia: alle 10.30, saluti istituzionali di Alessandro D’Alessio (direttore del PARCO archeologico di Ostia antica); 10.45, Dario Daffara (funzionario archeologo, parco archeologico di Ostia antica), Elizabeth Jane Shepherd (già direttore dell’Aerofototeca nazionale), Paola Olivanti (archeologa); 11.15, Enrico Rinaldi (direttore del parco archeologico di Sepino); 11.45, Mario Docci (professore emerito di architettura, Sapienza università di Roma); 12.15, Stefano Borghini (funzionario architetto, parco archeologico del Colosseo); 12.45, discussione: partecipano Alessandro D’Alessio, Dario Daffara, Claudia Tempesta (funzionario archeologo, parco archeologico di Ostia antica), Alessandra Ten (professoressa di Rilievo e Analisi dei monumenti antichi, Sapienza università di Roma).
Roma. All’università di Roma Tre il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte”: storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città

Martedì 3 dicembre 2024, dalle 9.30 alle 19, al dipartimento di Studi umanistici (aula magna – via Ostiense 234-236), il convegno “Lungo l’acquedotto. L’Aqua Virgo nella sua storia passata e nel presente, dalla periferia al centro di Roma, tra archeologia e storia dell’arte” a cura di Silvia Ginzburg e Francesca Mari. Storici dell’arte, archeologi, architetti, funzionari, ricercatori, cittadini impegnati nella conoscenza, conservazione, tutela dell’acquedotto Vergine ne raccontano la forma, la storia, la fortuna, la funzione nella storia della città, nel legame tra il suo centro e le sue periferie, nel suo rapporto con il passato e nel presente. Aderiscono: Accademia di Francia-Villa Medici; Bibliotheca Hertziana-Max-Planck Institut für Kunstgeschichte; dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre; museo di Roma; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma; soprintendenza Capitolina ai Beni culturali.

L’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo) in via di Pietralata a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
L’Acquedotto Vergine, fondato da Marco Vipsanio Agrippa nel 19 a.C., alimenta ancora le maggiori fontane del centro storico. Attraverso un focus sugli umanisti che nel corso del XVI secolo hanno commissionato opere ad architetti, pittori, scultori, stuccatori per giardini e dimore lungo il percorso dell’Aqua Virgo, dalle sorgenti di Salone all’area del Nazareno, la ricerca mira a far percepire la continuità culturale che legava il centro e la periferia della Roma cinquecentesca. Si vuole così rendere fruibile attraverso diversi mezzi di disseminazione la dimensione diacronica dello spazio abitato, restituendo il senso di un contesto già unitario attraverso la conoscenza di opere d’arte ormai collocate in sedi distanti. Con il duplice obiettivo di un’indagine scientifica e della divulgazione dei suoi risultati, il progetto si avvale della collaborazione di prestigiosi istituti di ricerca e musei (Bibliotheca Hertziana – Max-Planck Institut, Accademia di Francia-Villa Medici, Archivio del Moderno, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Museo di Roma), della partecipazione di archeologi, storici dell’arte, architetti, restauratori della soprintendenza comunale e della soprintendenza speciale di Roma e di diverse università italiane e straniere, del dialogo con comunità patrimoniali e comitati popolari dei territori interessati. In un’ottica multidisciplinare si vuole ricostruire la storia della genesi e delle modifiche intervenute sui monumenti e sui paesaggi che insistono sul percorso dell’acquedotto, travolti da scelte urbanistiche spesso traumatiche, nel tentativo di ricostruirne la facies originaria, la fortuna, la vicenda conservativa e di ricostruire il significato di quegli episodi architettonici e decorativi cinquecenteschi nel rapporto con l’acquedotto allora, e oggi.
Programma. Alle 9.30, saluti: Alberto D’Anna (direttore del dipartimento di Studi umanistici, università di Roma Tre), Riccardo Santangeli Valenzani (università di Roma Tre), Ilaria Miarelli Mariani (direttrice del museo di Roma), Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Francesca Alberti (Accademia di Francia – Villa Medici), Silvia Ginzburg (università di Roma Tre). Interventi: alle 10, Francesca Mari (università di Roma Tre) “Agostino Steuco e l’acquedotto Vergine nel Cinquecento”; 10.20, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa) “Aqua Virgo, duemila anni al servizio dell’Urbe. Storia del più antico acquedotto in funzione a Roma”; 10.40, Anna Ferrari Aggradi (Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani) “L’acquedotto Vergine nel racconto della Comunità Patrimoniale di Vigna Mangani”; 11, pausa caffè; 11.20, Francesca Romana Cappa (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Valeria Trupiano (ministero della Cultura, Istituto centrale per il Patrimonio Immateriale) “L’acquedotto Vergine inVita”; 11.50, Flavio Fianco (Comitato Popolare Monti di Pietralata) “La scoperta del Vergine”; 12.10, Maria Luisa Mutschlechner (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “Alcune sistemazioni di paesaggio lungo il tracciato dell’Acqua Vergine fuori le mura”; 12.30, Maria Elisa Amadasi (Scuola Normale Superiore di Pisa), Cristina d’Agostini (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e paesaggio di Roma) “Le sorgenti dell’Aqua Virgo a Salone: nuove indagini in corso”; 13, discussione; 15, Andrea Bonavita (ricercatore indipendente) “Sui fonti dell’[Acqua] Vergine havea il suo bello Casalle. La villa del cardinale Trivulzio a Salone sotto nuova luce”; 15.20, Jana Zapletalová (Palacký University Olomuc), Grégoire Extermann (scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana) “Da Roma a Praga. L’eredità della Villa di Agostino Trivulzio in Europa centrale”; 15.50, Chiara Andreotti (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma), Ilaria Sgarbozza (soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma) “La Villa Trivulzio, il vincolo di tutela e le trasformazioni della Campagna Romana”; 16.20, Serena Quagliaroli (università di Torino) “Stucco e tecniche antiche nelle dimore del Cinquecento: un itinerario lungo l’Aqua Virgo”; 16.40, pausa caffè; 17, Letizia Tedeschi (Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura di Mendrisio – università della Svizzera Italiana) “Giovanni Fontana (1540-1614) da bravissimo muratore a architetto delle acque. Un’ipotesi di ricerca”; 17.20, Enrico Da Gai (architetto e storico dell’architettura) “nella meglior aria di Roma”; 17.40, Monica Ceci (sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali), Lorenzo Kosmopoulos (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale) “Le arcate di via del Nazareno e l’arco di Claudio”; 18.10, Silvia Ginzburg (università di Roma Tre) “Polidoro e Maturino per Angelo Colocci”; 18.30, discussione e chiusura lavori.
Il 5 e 6 dicembre 2024 Aquileia celebra i 26 anni dal riconoscimento Unesco e i 90 anni dall’apertura dell’area archeologica del porto fluviale e della “via Sacra” con due convegni che si terranno negli spazi della cantina Ca’ Tullio (via Beligna 41, Aquileia) aperti al pubblico e agli operatori. In particolare giovedì 5 dicembre a partire dalle 9.30 istituzioni, professionisti e operatori del settore turistico-culturale, ma anche giornalisti, editori e camminatori dialogheranno e si confronteranno nell’ambito del convegno “Aquileia meta sostenibile”, su tematiche di grande rilevanza non solo per Aquileia, dove vie di mare e di terra si incrociano sin dall’antichità, ma anche per il più ampio territorio regionale. “Aquileia vuole essere una destinazione che guarda con impegno al futuro”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “promuovendo la consapevolezza nella comunità locale e nei visitatori sul tema della sostenibilità. Tutti dobbiamo essere custodi consapevoli del sito e del suo valore universale per garantire che la valorizzazione di questi luoghi prosegua in maniera responsabile, proponendo pratiche turistiche sostenibili, e che il grande patrimonio di Aquileia sia trasmesso intatto alle future generazioni. Preservare questo patrimonio significa impegnarci a proteggere il sito, favorendo allo stesso tempo la fruizione da parte del pubblico e garantire a chi verrà dopo di noi la possibilità di apprezzare e comprendere la nostra storia. Da qui l’impegno in numerosi interventi di restauro e valorizzazione, le collaborazioni con le Università e la Soprintendenza per gli scavi e la ricerca, la scelta di costituire il dipartimento didattico “Educa” per il sito Unesco, le iniziative sul tema dell’inclusività. Alla base di tutto l’importanza del lavoro costante in stretta sinergia con gli enti e le associazioni del territorio in nome di quei valori per i quali l’UNESCO ha riconosciuto Aquileia Patrimonio dell’Umanità”.
Giovedì 5 dicembre 2024. In quest’ottica la giornata propone una riflessione sui cammini come motore di sviluppo consapevole e lancia un nuovo Festival dedicato agli itinerari e ai percorsi che si intrecciano proprio ad Aquileia che si terrà nella primavera 2025; altri temi sono le progettualità transfrontaliere per GO! 2025; gli esempi concreti di creatività imprenditoriale applicata alla valorizzazione culturale e l’impatto del cambiamento climatico sul patrimonio archeologico e culturale. Grande ospite della giornata Luca Mercalli, presidente dell’associazione Società Meteorologica Italiana, climatologo e giornalista che dialogherà con Paolo Mosanghini, direttore del Messaggero Veneto sul tema patrimonio culturale e cambiamento climatico. A seguire il focus si sposterà su Aquileia entrando nel vivo dei risultati delle recenti analisi scientifiche per discutere di linee strategiche e misure di salvaguardia. La giornata si chiuderà con la presentazione del libro “Adriatico. Mare d’inverno” edito da Artem, curato da Cristiana Colli che racconta l’Adriatico dal mare, dalla terra e dal cielo, a pelo d’acqua, lungo le rive, nelle comunità-simbolo, nelle città invisibili dei mondi sottomarini, dalle distanze immense dei satelliti geostazionari attraverso le parole di 38 autori. Nell’occasione saranno presenti la curatrice Cristiana Colli, il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi ed Elena Commessatti, scrittrice e giornalista che hanno raccontato rispettivamente Aquileia e Grado. L’evento è organizzato dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con il Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, la Direzione Regionale Musei FVG – Museo archeologico di Aquileia, la Basilica di Aquileia e PromoTurismoFVG. L’evento si inserisce inoltre nelle progettualità verso GO! 2025. La prenotazione è consigliata sulla piattaforma Eventbrite (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).
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