Taranto. Al museo Archeologico nazionale la Giornate del Paesaggio è dedicata a “Gli abitanti del mare”

Il museo Archeologico nazionale di Taranto celebra la Giornata nazionale del Paesaggio 2025 con un evento dedicato ai bambini e al mare di Taranto. Il 14 marzo 2025, alle 17, una visita tematica sui reperti marini sarà seguita dal laboratorio creativo “Gli abitanti del nostro mare”, dove i piccoli partecipanti realizzeranno forme ispirate alla fauna marina con materiali di riciclo. Attività gratuite fino a esaurimento posti comprese nel biglietto d’ingresso (ingresso: 10 euro adulti, 2 euro 18-25 anni, gratuito per minori e categorie previste). Prenotazione obbligatoria allo 099 4532112.
Locri (RC). Per la Giornata nazionale del Paesaggio al museo Archeologico nazionale giornata di studi “Archeologia e Paesaggio tra contemporaneità e storia”. Ecco il programma

Il 14 marzo 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, in occasione della Giornata nazionale del Paesaggio 2025, giornata di studi “Archeologia e Paesaggio tra contemporaneità e storia”. Introduce Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Saluti istituzionali: Fabrizio Sudano, direttore della direzione regionale Musei nazionali Calabria; Maria Mallemace, soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia; Giuseppe Fontana, sindaco di Locri. Interviene: Paolo Mighetto, soprintendenza ABAP RC VV, su “Temi di gestione e cura della componente naturale del Patrimonio Culturale nei parchi archeologici” in dialogo con Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri; Ilario Tassone, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di RC; Antonino Sgrò, presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della provincia di RC. Modera Michelangelo Pugliese, architetto e paesaggista, università Federico II di Napoli.
Roma. Nel giorno delle Idi di marzo, festa di Anna Perenna, la soprintendenza apre al pubblico la fonte della dea, da poco restaurata

Il sito archeologico della fonte di Anna Perenna a Roma (foto ssabap roma)
Venerdì 14 marzo 2025, il giorno prima delle Idi, in cui nell’antichità si celebrava la festa di Anna Perenna, la fonte della dea in via Guidubaldo del Monte 4B a Roma aprirà le sue porte al pubblico dalle 9.30 alle 12.30. L’ingresso è gratuito. Il sito archeologico, da poco restaurato e rinnovato dalla soprintendenza speciale di Roma, a cura dell’archeologo Fabrizio Santi, verrà illustrato ai visitatori da un video divulgativo. I resti della fontana della dea e delle sue ninfe vennero alla luce alla fine del 1999 nelle vicinanze di piazza Euclide: la scoperta e gli oggetti rinvenuti hanno fornito importantissime informazioni sul culto di Anna Perenna e sulla magia nel mondo antico.
Ravenna. A Casa Matha l’incontro “L’area archeologica di Santa Croce a Ravenna: tra passato e presente” con Sara Morsiani (Sabap Ravenna) e Guido Gottardi (università di Bologna)
Giovedì 13 marzo 2025, alle 18, nella sala Maggiore della Casa Matha in piazza Andrea Costa 3 a Ravenna, appuntamento aperto al pubblico con la conferenza “L’area archeologica di Santa Croce a Ravenna: tra passato e presente”. L’incontro, voluto dalla Casa Matha, è organizzato in collaborazione con la Società di Studi Ravennati. L’ingresso è libero. Questa piccola ma significativa area archeologica immersa nel centro cittadino rimanda la memoria all’epoca di Galla Placidia, pur conservando ancora evidenze archeologiche più antiche risalenti all’età romana. Ne parlano insieme Sara Morsiani, funzionaria archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini; e Guido Gottardi, ordinario di ingegneria geotecnica dell’università di Bologna. Negli anni la Soprintendenza si è impegnata in numerosi interventi di restauro e conservazione dei resti archeologici, l’ultimo dei quali tuttora in corso. Inoltre, in collaborazione con l’università di Bologna e il Comune di Ravenna, è stato portato avanti un monitoraggio delle condizioni idro-climatiche dell’area, fondamentale per progettare i futuri interventi di valorizzazione delle strutture archeologiche.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita guidata “La simbologia nelle disposizioni: i nidi” nei depositi alla scoperta di un interessantissimo cerimoniale funebre

Deposizione dei resti di cremazione in un nido conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)
Perché in alcune deposizioni della antica Altino sono presenti i nidi di uccello? La presenza dell’uovo e degli uccelli nella simbologia funebre era legata ai culti di tipo orfico o misterico. Giovedì 13 marzo 2025, alle 15.30, nella visita guidata “La simbologia nelle disposizioni: i nidi” al parco archeologico di Altino (Ve) lo staff del Parco aprirà nuovamente le porte dei depositi per fare conoscere un interessantissimo cerimoniale funebre: la deposizione dei resti di cremazione in un nido. Visita gratuita per gli abbonati, inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Su prenotazione. Info e prenotazioni: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.
Ercolano. Nuovi studi nella Stanza del Custode del Collegio degli Augustali. Il direttore Sirano: “Finalmente sapremo cosa successe nella notte dell’eruzione ad Ercolano, ma anche di chi e di perché si trovava su quel letto”

Nuovi studi nella Stanza del Custode del Collegio degli Augustali ad Ercolano (foto paerco)
La Stanza del custode del Collegio degli Augustali del parco archeologico di Ercolano è stata oggetto nei mesi scorsi di un intervento di ricerca e restauro, in fase di conclusione, che ha consentito di riaprire quello che sembra un vero e proprio cold case. Il progetto in corso oltre allo scavo ha previsto anche restauri che hanno consentito di conoscere meglio l’edificio e in particolare questa enigmatica stanza del custode che prendeva luce ed aria non dall’esterno ma con una finestra all’interno del Sacello e per di più dotata di una doppia serie di barre verticali. Perché tanta accortezza? Per proteggere questo ambiente da intrusioni esterne o impedire chi vi si trovava di uscire?

Il letto carbonizzato con il corpo del Custode scoperto da Maiuri ad Ercolano nel 1961 (foto Petrone)
Nel 1961 durante gli scavi a cielo aperto dell’antica Herculaneum, in un ambiente del Collegio degli Augustali, una vittima dell’eruzione del 79 d.C., un uomo di circa 20 anni fu trovato disteso su un letto di legno, sepolto dal fango vulcanico. Amedeo Maiuri lasciò lo scavo del letto con il giovane uomo ritrovato in posizione prona, volontariamente incompiuto per consentire al pubblico una prospettiva di visita immersiva lasciando la porzione più superficiale del letto e i resti scheletrici a vista, protetti da una teca in vetro, per attirare l’attenzione dei visitatori sul fatto che il giovane era stato sorpreso nel sonno dall’eruzione.

I resti del corpo carbonizzato del custode degli Augustali a Ercolano con la posizione dei resti analizzati dal team di Petrone (foto Petrone / Plos One)
Le ricerche di antropologia fisica in corso si inquadrano nell’ambito di un progetto complessivo più ampio che il parco archeologico di Ercolano sta promuovendo sia in laboratorio che sul campo. Al Parco di Ercolano in collaborazione con l’università di Bordeaux, con la guida del prof. Henri Duday, è stato realizzato il micro scavo dello scheletro del giovane ritenuto il custode del collegio sul luogo stesso di rinvenimento che sarà completato nei prossimi giorni in laboratorio. Rilievi submillimentrici consentono di riprodurre, virtualmente o con stampa digitale 3D, anche tutto l’allestimento lasciato da Amedeo Maiuri.

Una fase dei restauri della stanza del custode nella sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)
Il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, commenta con interesse il progredire delle ricerche rese possibili, nell’ambito del programma di studi sull’antica popolazione di Ercolano, grazie alla collaborazione tra varie équipes nazionali e internazionali. “L’avanzamento degli studi di antropologia fisica – dichiara il direttore – insieme agli studi sul contesto di rinvenimento permetteranno in breve di avere un’idea sempre più chiara di quello che successe nella notte dell’eruzione ad Ercolano, ma anche di chi e di perché si trovava su quel letto. Ercolano si conferma anche sotto questo aspetto un laboratorio a cielo aperto per le più varie discipline; i resti delle vittime dell’eruzione continuano a fornirci sempre nuovi elementi per ricostruire le ultime ore, e talvolta i minuti di vita di questa cittadina affacciata sul mare al centro del Golfo di Napoli e sulla sua popolazione, dalle abitudini alimentari allo stato di salute, ai mestieri, al rango sociale di appartenenza, alle sue credenze e preoccupazioni. Queste ultime in alcuni casi talmente prossime alle nostre da creare l’incredibile empatia che questi luoghi UNESCO stabiliscono con chiunque li visiti o ne venga semplicemente a conoscenza”.
















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