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Pompei. Doppio appuntamento con l’Associazione internazionale Amici di Pompei: presentazione del libro “Donne e violenze di guerra” di Mariarosaria Barbera e conferenza di Antonio De Simone sulla cosiddetta villa di Augusto di Somma Vesuviana 

pompei_biblioteca_amici_donne-e-violenze_berg-miniero_locandinaL’inizio della primavera viene celebrato dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS con un doppio appuntamento. Si inizia giovedì 20 marzo 2025, alle 17, nella biblioteca del parco archeologico di Pompei “Giuseppe Fiorelli” (via Plinio, 4): le archeologhe Ria Berg e Paola Miniero presentano il libro “Donne e violenze di guerra. Uno sguardo sull’età antica” di Mariarosaria Barbera (Ed. ESPERA 2024).  All’incontro sarà presente l’autrice, archeologa, già soprintendente in vari siti italiani e direttore del parco archeologico di Ostia, che ha al suo attivo altre tre monografie sulla dimensione femminile nel mondo antico.

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L’archeologa Mariarosaria Barbera

Il libro. Dalla più remota antichità, le violenze di guerra hanno accompagnato e segnato la vita delle donne, madri, mogli, figlie dei guerrieri impegnati ad attaccare i nemici e a difendere la patria e la famiglia. Nell’età antica il bacino del Mediterraneo, così come le regioni centro e nord-europee assoggettate all’impero romano, sono state teatro di guerre sanguinose e battaglie memorabili che, oltre a definire storia e destini dei Paesi e popoli di lingua greca e latina, hanno visto la partecipazione in massa della componente femminile della società. Le donne si presentano soprattutto come vittime delle sconfitte militari, private della libertà e finanche dei figli, in un mondo privo di convenzioni sullo stato dei prigionieri, dove secondo “una legge universale ed eterna, in una città presa dai nemici in stato di guerra, tutte le cose, persone e beni, appartengono ai vincitori”; e dove si distinguono forme di violenza e pulizia etnica solitamente riservate alle prigioniere. Ma scavando nelle fonti antiche, s’individuano anche figure di mediatrici e operatrici di pace, né mancano le ispiratrici di guerre, non sempre consapevoli. L’ampio panorama delineato accoglie e restituisce significativi episodi del mito e della grande letteratura greca e romana, a partire dai poemi omerici e dai tragici dell’età classica utili a integrare le spesso avare notizie di storici e cronachisti. Infine, si dedica una sezione alle donne che alle guerre hanno partecipato attivamente, sia combattendo con ogni mezzo a difesa della loro città assediata dai nemici, sia prendendo le armi per contrastare potenti nemici che ne minacciavano confini e trono, come nel caso di non pochissime regine “guerriere”, capaci di levare – talvolta guidare – eserciti in lotta contro imperi potenti, dai Persiani ai Romani. Anche qui, il mito soccorre con il ricordo delle Amazzoni, le guerriere a cavallo che Erodoto introduce nella Storia, rielaborando e reinterpretando il modello di società dell’Asia centrale non troppo distanti dall’area di lingua greca affacciata sul Mediterraneo.

pompei_auditorium_amici_villa-di-augusto_de-simone_locandinaSi prosegue venerdì 21 marzo 2025, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei l’archeologo Antonio De Simone, docente dell’università Suor Orsola Benincasa, terrà la conferenza “La cosiddetta villa di Augusto a Somma Vesuviana”. Il professore renderà noti gli ultimi risultati degli scavi di Somma Vesuviana, da lui effettuati, che hanno portato alla luce una grande villa romana, nota come “Villa di Augusto”. Emersa in località Starza della Regina, è stata scavata a partire dal 2002 grazie all’impegno dell’università di Tokyo in collaborazione con l’università Suor Orsola Benincasa. La Villa nasce tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C. e viene seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 472, nota con il nome di eruzione di Pollena. Le ricerche svolte negli ultimi anni mostrano che la Villa sorge sui resti di una precedente struttura sepolta dall’eruzione del 79.

San Casciano dei Bagni (Si). Al teatro dei Georgofili Accalorati Fulvio Cozza (Cadmo – università per Stranieri di Siena) in “ABITARE IL MONDO. L’archeologia a San Casciano dei Bagni” presenta i risultati di una ricerca sul campo per studiare e ricostruire la memoria orale della comunità sancascianese, legata in particolare all’archeologia

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Fulvio Cozza è un antropologo del centro di ricerca Cadmo (Centro di Archeologia per le diversità e le mobilità preromane) dell’università per Stranieri di Siena che nel corso del 2024, in missione a San Casciano, ha effettuato una ricerca sul campo per studiare e ricostruire la memoria orale della comunità sancascianese, legata in particolare all’archeologia. Giovedì 20 marzo 2025, alle 17.30, al Teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si) condividerà le prime riflessioni emerse dai suoi studi nell’incontro “ABITARE IL MONDO. L’archeologia a San Casciano dei Bagni”. Introducono Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni, e Jacopo Tabolli, pro-rettore alle relazioni con le istituzioni politiche e culturali dell’università per Stranieri di Siena. Durante questo periodo trascorso a San Casciano, Fulvio Cozza ha raccolto memorie e racconti sul passato di questo territorio con l’obiettivo di comprendere il punto di vista della comunità sul paesaggio, la percezione dei resti archeologici e della storia più recente, registrando continuità e mutamenti.

Bologna. Al museo civico Archeologico Silvia Paltineri (università di Padova) in dialogo con Elisabetta Govi (università di Bologna) su “Venuti da molto lontano. Stranieri e straniere tra Etruria padana e Italia settentrionale” per il ciclo “Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale”

bologna_archeologico_sì-viaggiare_paltineri-govi_locandina“Sì, viaggiare… identità e mobilità culturale in Etruria Padana e in Italia settentrionale” dopo Padova approda a Bologna. Giovedì 20 marzo 2025, si parte con il ciclo di incontri “Sì, viaggiare…”, organizzato in collaborazione con la sezione Etruria padana e Italia settentrionale dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e Italici, durante i quali due studiosi si confronteranno su argomenti riconducibili al tema dell’identità nell’Italia antica, in una sorta di “botta e risposta” tra Etruschi di area padana e popolazioni delle regioni settentrionali. Appuntamento in sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, alle 16.30, con Silvia Paltineri (università di Padova) che dialoga con Elisabetta Govi (università di Bologna) su “Venuti da molto lontano. Stranieri e straniere tra Etruria padana e Italia settentrionale”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prossimi appuntamenti: giovedì 3 e giovedì 10 aprile 2025.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Pietro Ruffo su “UN ISTANTE COMPLESSO. La relazione tra spazio, natura e memoria”: quarto appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

roma_villa-giulia_mercoledì-talk_un-istante-complesso_ruffo_locandinaQuarto appuntamento con “MERCOLEDÌ TALK!”, la nuova rassegna culturale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia che esplora temi e argomenti diversi e che stimola un dialogo curioso tra pubblico e specialisti. La rassegna, curata da Maddalena Santeroni per l’Associazione Amici dell’Arte Moderna a Valle Giulia, si svolge per quattro mercoledì a cadenza bimensile fra febbraio e marzo ed ogni incontro è dedicato ad un tema specifico: arte, cinema, storia, psicoanalisi. Mercoledì 19 marzo 2025, alle 17.45, in sala Fortuna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “UN ISTANTE COMPLESSO. La relazione tra spazio, natura e memoria” con Pietro Ruffo. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti con prenotazione all’indirizzo mail presentazioni11@yahoo.com. L’artista romano Pietro Ruffo parlerà della sua ricerca artistica orientata sui grandi temi della storia universale. Per far questo l’artista utilizza tecniche diverse da concepirsi come veri e propri strumenti d’indagine che ‘scansionano’ la realtà permettendogli di analizzarla, sintetizzarla, di poter stabilire nessi e percorsi di pensiero. Dalla modalità fisica del disegno – memore della più illustre tradizione italiana, idea e matrice primaria del suo percorso – che gli permette di indagare con precisione anche gli aspetti non immediatamente percepibili dell’universo sensibile, ai più impersonali strumenti della macrofotografia digitale e del video, Ruffo si muove con libertà tra le diverse possibilità espressive. Con profondo senso dell’impegno civile l’artista lavora sui grandi temi della società contemporanea, come le trasformazioni del territorio e dei confini, la convivenza tra uomo e ambiente, la guerra, il disagio mentale.

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L’artista Pietro Ruffo (foto pietro ruffo biography)

Pietro Ruffo (Roma, 1978); laureato in architettura all’università di Roma Tre, ha vinto il Premio Cairo nel 2009 e il Premio New York nel 2010 e ha ricevuto una borsa di studio per la ricerca dall’Accademia Italiana per gli Studi Superiori della Columbia University. Negli ultimi anni ha esposto in importanti musei e istituzioni internazionali. La sua ricerca artistica ha sviluppato una profonda dimensione concettuale dell’arte, attraverso il disegno e l’intaglio, che diventano strumenti immaginifici di indagine e interpretazione della realtà, scomposta su più livelli intrecciati e sovrapposti. Paesaggi naturali, forme umane, mappe geografiche e costellazioni, geometrie e tracce di scrittura sono elementi ricorrenti nell’immaginario di Ruffo. Le sue installazioni arrivano ad assumere dimensioni ambientali.

“La ricerca archeologica a Paestum e a Velia”: presentazione dei nuovi scavi, giovedì 20 all’area archeologica di Velia e venerdì 21 al museo Archeologico nazionale di Paestum. Ecco il programma

paestum-velia_parchi_la-ricerca-archeologica-a-paestum-e-velia_locandina“La ricerca archeologica a Paestum e a Velia” sarà al centro di una doppia giornata di presentazione dedicata ai nuovi scavi, in programma il 20 marzo 2025 all’area archeologica di Velia e il 21 marzo 2025 nella sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum. L’iniziativa, organizzata dai parchi archeologici di Paestum e Velia con il coinvolgimento della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e delle Università che conducono scavi in regime di concessione ministeriale, rappresenta un’importante occasione di condivisione dei risultati più recenti delle campagne di ricerca condotte nei due siti e nei loro territori. Oltre alla presentazione delle principali scoperte, la giornata offrirà un momento di confronto tra studiosi, ricercatori e professionisti del settore, con l’obiettivo di favorire il reciproco aggiornamento e stimolare nuove prospettive di studio. L’auspicio è che questi incontri possano contribuire ad approfondire e ampliare la conoscenza della storia di due tra i più significativi siti archeologici del Mediterraneo.

PROGRAMMA DEL 20 MARZO 2025, AREA ARCHEOLOGICA DI VELIA. Alle 9.30, saluti e introduzione: Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia; Raffaella Bonaudo, soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino; Stefano Sansone, sindaco di Ascea; 10, Luigi Vecchio (università di Salerno), Ivan Tornese (università di Salerno), Eliana Ferraioli (università di Salerno), “Ricerche in corso sul patrimonio epigrafico di Paestum e Velia”; 10.30, Luigi Cicala (università di Napoli Federico II), “Elea-Velia. La città ellenistica e romana. Le ricerche dell’università di Napoli Federico II”; 11, Michele Cotugno (università di Napoli Federico II), Teresa Tescione (università di Napoli Federico II), Rosa Vanacore (università di Napoli Federico II), “Elea-Velia. Materiali ceramici tra età ellenistica e tardo antica: ricerche e casi di studio”; 11.30, pausa caffè; 12, Jon Albers (Ruhr-Universität Bochum), Brigit Bergmann (Ruhr-Universität Bochum), “Il progetto “Velia-città orientale”: una prima relazione di lavoro”; 12.30, Simona Di Gregorio (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), Angelo D’Angiolillo (università di Bologna), Alexander Sokolicek (Universität Salzburg), “ La zona periurbana di Velia: nuove ricerche alla cd casa Mingazzini. Rapporto campagna 2023 della missione austriaca”; 13, pausa pranzo; 14, Tiziana D’Angelo (direttore parchi archeologici di Paestum e Velia), Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia), Jessica Elia (archeologo libero professionista), Gaia Isoldi (archeologo libero professionista), “Scavi, strati e materiali della più antica acropoli di Velia”; 14.30, visita allo scavo sull’acropoli di Velia.

PROGRAMMA DEL 21 MARZO 2025, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PAESTUM – SALA CELLA. Alle 9.30, saluti e introduzione: Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia; Raffaella Bonaudo, soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino; 10, Fausto Longo (università di Salerno), Andrea Jacopo Cucino (università di Salerno), Anna Salzano (università di Salerno), “Le origini del santuario settentrionale: la ripresa dello scavo all’Athenaion”; 10.30, Rebecca Miller Ammerman (Colgate University), Albert Ammerman (Istituto Veneto di Scienza, Lettere ed Arti di Venezia), “Returning to the temple of Athena”; 11, Jon Albers (Ruhr-Universität Bochum), Anna Bertelli (Ruhr-Universität Bochum), Claudia Widow (Ruhr-Universität Bochum), “Ricerche 2024 presso il tempio sul foro e il comizio di Paestum”; 11.30, pausa caffè; 12, Fausto Longo (università di Salerno), Alessandro Campedelli (università di Salerno), Amedeo Rossi (università di Salerno), “Uno straordinario palinsesto urbano: lo scavo dell’impianto termale dell’insula in 6-8”; 12.30, Maria Boffa (parchi archeologici di Paestum e Velia), Silvio Leone (parchi archeologici di Paestum e Velia), Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Monica Sessa (archeologo libero professionista), “Le terme sul foro: nuovi scavi e restauri”; 13, pausa pranzo; 14, Bianca Ferrara (università di Napoli Federico II), Elena Russo (soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino), “La missione archeologica della Federico II al santuario di Hera sul fiume Sele. Risultati delle campagne di scavo 2021-2024”; 14.30, Tiziana D’Angelo (direttore parchi archeologici di Paestum e Velia), Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia), Francesco Mele (archeologo libero professionista), Manuela Ferraioli (archeologo libero professionista), “Il tempietto arcaico di Paestum”; 15, visita al cantiere delle terme sul foro e allo scavo del tempietto presso le mura di cinta di Paestum.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale visita guidata “Parole e pratiche per la buona sorte: i riti di fondazione” con lo staff del museo nell’ambito di #ParolaalleFonti

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Bronzetto legato ai riti di fondazione conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto parco archeologico altino)

Come avveniva la fondazione delle città nell’antichità e da quali riti era accompagnata? Se ne parlerà domenica 16 marzo 2025, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), durante la visita guidata “Parole e pratiche per la buona sorte: i riti di fondazione” con lo staff del museo, per #ParolaalleFonti, dedicata ai riti di fondazione di edifici importanti o città: i confini, segnati da limiti artificiali oppure naturali, erano sacri e inviolabili a Roma e in tutto l’Impero, e le fonti archeologiche e storiografiche ne attestano l’importanza. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Info e prenotazioni: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

“Le sei coppe provengono dagli scavi dell’area archeologica della porta-approdo”, spiega la direttrice Marianna Bressan, “condotti nell’autunno 1984 da Michele Tombolani, allora direttore del Museo di Altino. Si trovavano rotte in mille pezzi in uno strato della fondazione di una palafitta di pali di rovere costruita per sostenere il ponte addossato alla Porta approdo. Questa, realizzata all’inizio del I sec. a.C., si affacciava sul canale che delimitava a Nord la città di Altino. Il ponte invece venne aggiunto successivamente, quando la città andava espandendosi oltre i confini originali. La datazione delle coppette sul finire del I sec. a.C. indica anche il momento di costruzione del ponte. In genere le coppe come queste, fatta di ceramica fine, ottenuta da argilla depurata, rivestita da un velo di vernice, e decorate a stampo, si usavano per la mensa a tavole piuttosto benestanti. Ma forse le sei coppe di Altino, trovate spezzate all’interno di una fondazione, accanto a una fibula d’argento e una moneta di bronzo più antiche, non furono mai usate a tavola, più probabilmente fecero parte del complesso di oggetti sacrificati durante il rito che celebrò la fondazione del ponte. Occorreva infatti raccomandarlo agli dei, perché sanciva fisicamente e simbolicamente la conquista della terra incognita oltre i confini definiti della città.

“Una particolarità di queste coppette – continua Bressan – è la decorazione, realizzata a stampo da una matrice e distribuita dalla spalla al fondo. Ogni coppa ha una decorazione diversa: in una spicca una teoria di bucrani e festoni; in un’altra una corona di gigli concatenati. Una è decorata a squame, un’altra a cordoni e raggiera; un’altra ancora a baccellature verticali e sotto a foglie frastagliate. Una però merita un’attenzione particolare. In alto, sopra la teoria di gigli uscenti da bucrani e losanghe, si riconoscono alcune lettere greche: ypsilon, ro, tau, sigma, omicron, kappa, ni. Si deve leggere da destra a sinistra, quindi Nicostratu, ovvero di Nicostrato. È la firma dell’artigiano, un nome greco. E tuttavia ci sono alcune anomalie. La scritta va da destra a sinistra, ma la ni e la ro sono dritte. Inoltre un artigiano greco sapeva che le scritte per risultare dritte sul vaso dovevano essere retrograde sulla matrice. Le anomalie riguardano anche la forma delle coppe. Le anse e i piedini sono applicate sopra le decorazioni segno che non erano previsti nella matrice. Tutto fa pensare che siano di fronte a un esperimento. Un artigiano, forse locale, che conosce bene la ceramica megarese, greca, di moda all’epoca, tenta un’innovazione. Inventa una forma nuova. Per piazzarsi meglio sul mercato finge di essere greco. I suoi tentativi vanno di pari passo con quelli di altri. Il più felice – conclude Bressan – è quello di Lucius Sarius o meglio del suo schiavo Surus, di origine orientale, che di lì a poco otterranno un successo su larga scala con le loro coppe cui queste di Altino assomigliano”.

 

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Music Anthology” di Harmoniae Aureae Ensemble, terzo appuntamento di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo” con visita guidata

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Domenica 16 marzo 2025 terzo appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”: le matinée di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto e l’associazione le Corti Taras. In programma il concerto “Music Anthology” di Harmoniae Aureae Ensemble con Sebastiano Brusco, pianoforte; Pierfrancesco Fiordaliso e Radoslaw Sordo, violini; Morian Taddei, viola; Vittorio Infermo, violoncello; Calarco Pardo Camilo, contrabbasso. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio visita alle 10.30. L’accesso per il concerto dalle 11, con inizio concerto alle 11.15. Per concludere l’aperitivo nella suggestiva cornice del chiostro del museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili alle Corti di Taras (via Giovinazzi, 28 – Taranto). Oppure su VIVATICKET qui https://www.vivaticket.com/it/ticket/music-anthology/259761.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia approfondimento della storia dei Giganti di Mont’e Prama con Giorgio Murru e le foto di Nicola Castangia

roma_villa-giulia_conferenza-i-giganti-di-mont-e-prama_murru-orri_locandinaDomenica 16 marzo 2025, alle 11, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la Fondazione Mont’e Prama, in occasione dell’incontro di calcio del Cagliari all’Olimpico con la Roma, propone un incontro speciale in collaborazione con il museo Etru. Dopo i saluti istituzionali della direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo, e del presidente della Fondazione Mont’e Prama, promotrice dell’iniziativa, Anthony Muroni, intervengono Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio, nell’ambito della campagna di comunicazione congiunta intrapresa per promuovere l’archeologia sarda in occasione degli incontri di Serie A; e Antonio Maria Masia, presidente dell’associazione dei Sardi di Roma “Il Gremio”. È un’opportunità per approfondire la storia dei Giganti di Mont’e Prama attraverso il racconto di Giorgio Murru, direttore dell’Area scientifica e didattica della Fondazione, su “Cinquant’anni di storie e ricerche”, e le suggestive immagini di Nicola Castangia. Segue un approfondimento sul parco archeologico naturale del Sinis, a cura dell’archeologa Ilaria Orri.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “La natura e la primavera”, il primo dei laboratori ceramici “kéramos” promossi dai parchi archeologici di Paestum e Velia con l’associazione Pandora Artiste – Ceramiste

 

paestum-velia_parchi_laboratori-keramos_locandinaI parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano l’arrivo della primavera con i laboratori di ceramica “Kéramos”, un percorso esperienziale tra tradizione e creatività realizzato in collaborazione con l’associazione Pandora Artiste – Ceramiste e con la presenza dei maestri Francesco Capaldo, Santino Campagna e Maurizio Della Greca, impegnati nella lavorazione al tornio. L’appuntamento è per domenica 16 marzo 2025, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum. Il tema di questo laboratorio, dal titolo “La natura e la primavera”, ispirato alle raffigurazioni delle divinità legate alla natura come Demetra e Persefone da realizzare al tornio, è la rinascita della vita con l’arrivo della primavera. Un’occasione per riscoprire il legame tra arte, storia e territorio attraverso la lavorazione della ceramica, coinvolgendo scuole, associazioni e appassionati di tutte le età. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento PAESTUM&VELIA. Max 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it. Appuntamento presso la biglietteria del Museo.

paestum_parco_laboratori-keramos_16-marzo_locandinaIl laboratorio di domenica 16 marzo 2025, che prevede la creazione di elementi decorativi floreali e vasi ispirati alle offerte votive della Magna Grecia, è il primo di una serie di appuntamenti che saranno organizzati sia a Paestum sia a Velia con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza unica, coniugando tradizione e creatività. I laboratori, ispirati ai reperti esposti nel Museo e ai monumenti delle aree archeologiche, propongono un percorso tematico mensile che permette di esplorare la storia e l’arte della ceramica, coinvolgendo scuole, associazioni, visitatori e appassionati di tutte le età. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di apprendimento e di scoperta, con l’intento di promuovere il legame tra il territorio e la sua memoria storica e rafforzare l’interesse verso la ceramica artistica e il patrimonio culturale di Paestum e Velia.

 

Comacchio (Fe). Al museo Delta Antico presentazione del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia”, scritto da Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri, professore emerito di Archeologia cristiana e medievale dell’università di Cassino

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Sabato 15 marzo 2025, alle 18.30, al museo Delta antico di Comacchio (Fe), presentazione del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia”, scritto da Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri, professore emerito di Archeologia cristiana e medievale dell’università di Cassino. Intervengono Emanuele Mari, assessore alla Cultura del Comune di Comacchio; Marco Bruni, direttore del museo Delta Antico. . Evento gratuito su prenotazione al museo Delta Antico. Per info e prenotazioni: tel. 0533-311316, info@museodeltaantico.com

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Copertina del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia” di Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri

Dialogando con l’archeologia. Lo scrittore ha percorso, in chiave di intervista, le tappe più significative della lunga esperienza archeologica di Patitucci, erede del prof. Nereo Alfieri nell’ambito degli scavi e degli studi sulla città di Spina. Il libro è articolato in sei distinti capitoli e spazia dalla nascita della città di Spina, alla scoperta del Delta di età romana, alla Comacchio in età tardoantica e bizantina, terminando con un focus sulla vita di Patitucci e su quella del compianto marito Giovanni Uggeri. Studiosa e docente in diverse Università italiane, ultima della quali la Sapienza di Roma, al suo attivo ha ben 250 saggi scientifici e 10 monografie relative sia all’archeologia cristiana e medievale, sia all’archeologia classica. Dal 2022 dirige la Rivista di Topografia Antica – Journal of Ancient Topography, fondata nel 1991 dal marito Giovanni Uggeri, anch’egli autorevole archeologo e docente di Topografia Antica alla Sapienza. Il lavoro di questa coppia di studiosi appassionati ha segnato in maniera indelebile la storia dell’antica città di Spina e ha contribuito alla ricerca e agli studi dell’insediamento umano nel Delta del Po. Lo scrittore, Luciano Boccaccini, giornalista pubblicista, è autore di una cinquantina di pubblicazioni di carattere letterario, storico e sociologico relative soprattutto a Comacchio, che intendono far conoscere e valorizzare il patrimonio di questo particolare territorio.