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Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: lunedì 12 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro con Gabriele Di Fronzo, autore di “Sfinge” (Giulio Einaudi Editore), in dialogo con il curatore del Museo Egizio Paolo Marini. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/e/sfinge-tickets-1317263553749?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*1u1tqhp*_up*MQ..*_ga*ODQyMTUzODA3LjE3NDYyMDQxODU.*_ga_TQVES5V6SH*MTc0NjIwNDE4NS4xLjAuMTc0NjIwNDE4NS4wLjAuMA. Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Nel corso della sua lunga carriera, Matteo Lesables ha trasportato per le mostre e i musei di tutto il mondo sarcofagi, gioielli, statue, papiri, persino intere tombe, bighellonando solitario per camere d’albergo e serate di gala. Questo viaggio in cui accompagna in Cina l’antichissima Sfinge, fiore all’occhiello del museo di Torino, è l’ultimo incarico delicato prima di avviarsi verso il congedo. Ma una settimana a quelle latitudini è più rivelatoria e pericolosa di una vita intera: nel formicaio di Shanghai, Lesables incontra una donna. Qualcosa, nello sguardo, nel corpo e nei movimenti di Qi – «un’aria di malizia negli occhi che mi fa sospettare una certa dose di mistificazione anche nei discorsi più sinceri» – lo riporta al passato, a rimpianti e tenerezze che credeva di aver insabbiato per sempre. In particolare la presenza di quella donna gliene ricorda un’altra, Sara: l’amore perduto per orgoglio, o per poco coraggio, o perché a volte proprio non si ha la stoffa per essere felici. Insieme a Qi berrà più di un bicchiere di vino, osserverà un uragano abbattersi sulla città dalla finestra del suo hotel, nuoterà tra le antiche rovine della Grande Muraglia sommersa e – suo malgrado – si troverà al centro di un intrigo eco-terrorista. Quest’ultima trasferta, per Lesables, sarà l’occasione per spingere un po’ più lontano la solitudine a cui si è condannato, e onorare finalmente una promessa non mantenuta. Con una scrittura elegantemente malinconica, e uno sguardo disincantato e lucidissimo sul mondo, Gabriele Di Fronzo ci regala un romanzo che oscilla tra la dimensione intima e quella universale, tra il sentimento e il rigore, l’ironia e la commozione.

Ercolano. Bambini “archeologi” al parco archeologico presentano i lavori sui laboratori attraverso i quali sono diventati protagonisti della più importante campagna di indagini geoarcheologiche a Ercolano. Direttore e sindaco conferiscono loro “la cittadinanza onoraria degli Scavi”

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Una mattinata di festa, cultura e cittadinanza attiva, che mette in dialogo il passato con il futuro, attraverso lo sguardo consapevole e appassionato dei più piccoli. Domenica 11 maggio 2025, al mattino, nel tratto di strada che va dall’ingresso del parco archeologico di Ercolano di corso Resina verso l’Ufficio postale, saranno esposti i lavori realizzati dai giovanissimi studenti delle classi quarte e quinte elementari dell’I.C. Giulio Rodinò che hanno partecipato con straordinaria curiosità ad un ciclo di laboratori senza precedenti attraverso i quali sono diventati protagonisti della più importante campagna di indagini geoarcheologiche effettuata nella storia di Ercolano. Si tratta della ripresa degli studi e delle ricerche sistematici sulla topografia dell’antica Ercolano promossa, d’intesa con il Packard Humanities Institute, con una campagna mirata di carotaggi, avviata all’inizio dell’anno e che sarà portata a termine entro l’estate del 2025 con l’ultima fase dedicata a aree della città moderna. L’obiettivo è precisare estensione, limiti e consistenza del patrimonio archeologico ancora conservato nei due terzi dell’abitato romano oggi al di sotto del cosiddetto Parco Maiuri e di parte della città moderna di Ercolano.

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Nell’attesa della presentazione dei risultati scientifici, sono stati scelti, quali ambasciatori e primi divulgatori delle nuove ricerche, proprio gli abitanti più giovani di Ercolano che li hanno reinterpretati a modo loro. Questo ruolo importante dei giovani studiosi, grazie all’impegno di Variabile K, si base finora su otto incontri sul tema della storia del territorio, con un focus su come la città antica di Herculaneum è stata esplorata nei secoli, sui suoi antichi confini e sul paesaggio circostante. Tra le attività proposte, anche una suggestiva iniziativa legata alla lettura e alla memoria che cade nel “Maggio dei libri”: una “macchina del tempo” narrativa, con la quale i bambini invieranno simbolici messaggi agli archeologi del futuro, inserendoli poi all’interno dei carotaggi, come veri e propri messaggi in bottiglia.

Bambini di Ercolano partecipanti ai laboratori del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Alle 11 la consegna ai 23 bambini partecipanti, da parte del funzionario delegato alla direzione del parco archeologico, Francesco Sirano, e del sindaco Ciro Buonajuto, di un attestato simbolico di “cittadinanza onoraria degli Scavi”, riconoscendo il loro impegno, la loro competenza e il ruolo di piccoli ambasciatori del patrimonio culturale. Il progetto sta già riscontrando un forte impatto sociale ed educativo: secondo quanto raccontato da insegnanti e genitori, oltre l’80% dei bambini non aveva mai visitato gli scavi, mentre ora, con entusiasmo, sono proprio loro ad accompagnare le famiglie nelle giornate gratuite, diventando giovani guide capaci di trasmettere conoscenze e curiosità.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mise en espace “Due signore e un cherubino” di Goliarda Sapienza chiude il percorso di “Un anno di gioia” de Il Talento nel centenario della scrittrice siciliana

Sabato 10 maggio 2025, alle 17.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, all’interno della manifestazione “Festa della Lettura”, la mise en espace “Due signore e un cherubino” di Goliarda Sapienza con Roberta Caronia, Paola Pace e Lorenzo Affronti. Goliarda Sapienza ha infatti scritto anche per il teatro: le sue pieces profonde e dissacranti sono la testimonianza di una scrittura sapiente che sa districarsi nei meandri più vari della letteratura, dal romanzo alla poesia, senza temere il rigore imposto dalla drammaturgia. I posti sono limitati, l’accesso è su prenotazione alla mail iltalentodiroma@gmail.com. Biglietto a 4 euro per ingresso ai giardini della villa. Si chiude così il percorso di “Un anno di gioia”, il progetto de Il Talento di Roma dedicato al centenario della scrittrice siciliana proprio al museo Etrusco dove aveva avuto abbrivio nel 2024 con la conferenza “Buon compleanno Goliarda Sapienza” e proprio nel giorno in cui ricorre il compleanno della scrittrice di “L’arte della gioia”.

Torino. Per Salone OFF 2025, al museo Egizio incontro con Christian Greco e Paola Dubini autori del libro “La cultura è di tutti” (Egea Editore)

Nell’ambito del Salone internazionale del Libro OFF 2025, appuntamento al museo Egizio di Torino: sabato 10 maggio 2025, alle 18.30, in sala conferenze, incontro con Paola Dubini e Christian Greco, autori del libro “La cultura è di tutti” (Egea Editore). L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/la-cultura-e-di-tutti… Nei giorni successivi all’evento, la conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube. Affermare che “la cultura è di tutti” può suonare demagogico o ambiguo. Significa forse che la cultura deve farsi prodotto da consumare in un eterno presente, dimenticando la dimensione di racconto che ci riconnette al passato? E poi qual è il confine fra “di tutti” e “di nessuno”? Se sulla carta, a partire dall’art. 9 della Costituzione, la cultura è di tutti, le statistiche dimostrano che nei fatti resta invece nella testa, nel cuore e nel portafoglio di pochi. Nelle pagine di questo dialogo, gli autori – diversi per formazione, età, genere e percorso professionale, ma uniti da una comune sensibilità – provano a dare significato alla provocazione che dà titolo al libro, intrecciando riflessioni che toccano, tra l’altro, la rilevanza della cultura materiale in un’epoca sempre più digitale, il rapporto tra discipline in apparenza lontane ma che proprio insieme sviluppano conoscenza, l’importanza di coinvolgere la comunità in un’ottica di inclusione e accessibilità – fisica, intellettuale ed economica – di un patrimonio che deve essere vissuto come di tutti noi.

Roma. In Curia Iulia la lezione di Elio Grazioli su “Brancusi: fotografare la scultura”, il secondo di quattro incontri su “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”

Il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di quattro incontri “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”, ideato e realizzato in collaborazione con Electa e con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura. Sabato 10 maggio 2025, alle 11, la Curia Iula nel Foro Romano ospita “Brancusi: fotografare la scultura”, lezione di Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e fotografia, professore di Storia dell’arte contemporanea all’università di Bergamo. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://brancusi10maggio.eventbrite.it.

Catania. Alla Libreria Etnea incontro con Carlo Ruta sul suo saggio “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”

Venerdì 9 maggio 2025, alle 18, nella sala conferenze della Libreria etnea “Catania Libri”, in via Etnea n. 325 a Catania, in collaborazione con la Casa editrice di Palermo “Libri Mediterranei”, incontro con il prof. Carlo Ruta che discuterà sul suo recente saggio storico “Il leone e il cammello. Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”. La prospettiva adottata dallo studioso sottolinea, in modo nuovo, i caratteri della “frontiera mediterranea” del tempo e propone uno sguardo accurato sulle eversioni intellettuali che caratterizzarono l’Europa del XIII secolo. Lo studioso risponderà alle domande della giornalista Flora Bonaccorso. Si aprirà quindi una discussione.

Santa Severa (Roma). Al castello conferenza e proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Venerdì 9 maggio 2025, alle 18, al museo del Mare e della Navigazione antica nel Castello di Santa Severa a Santa Marinella (Roma) proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro, Premio del pubblico e Menzione speciale della giuria all’edizione 2025 del Firenze Archeofilm. La proiezione sarà preceduta da una introduzione storica a cura di Mario Mazzoli, general manager A.S.S.O. e Massimo D’Alessandro, autore e regista del documentario. Un viaggio nella storia millenaria di Campo della Fiera e un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di archeologia, storia e avventura. La proiezione è organizzata dal GATC – Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e dal Polo Museale Civico del Comune di Santa Marinella e fa parte del programma delle manifestazioni culturali estive organizzate al castello. Ingresso libero senza prenotazione.

IL FILM. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico. Consulenza scientifica: Marco Cruciani, Danilo Leone, Mario Mazzoli, Silvia Simonetti, Simonetta Stopponi, Vincenzo Valenzano. Una produzione A.S.S.O. ETS in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Foggia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Provincia di Viterbo e dell’Etruria Meridionale.

 

Due francobolli dedicati ad altrettante scoperte archeologiche italiane: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni: ecco le due presentazioni ufficiali

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy emette il 9 maggio 2025 due francobolli celebrativi di Europa 2025 dedicati ad altrettante scoperte archeologiche: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni. Le vignette riproducono rispettivamente: la statua-ritratto di un personaggio raffigurato come Ercole, opera in marmo di epoca romano-imperiale e di dimensioni appena maggiori del vero, ritrovata a Roma nel parco archeologico dell’Appia Antica nel gennaio del 2023; la statua di Apollo Arciere, statua in bronzo databile intorno al 100 a.C. che raffigura il dio in una posa particolare, in leggera torsione, quasi in un passo di danza, nell’atto di scoccare la freccia, tipologia che risulta estremamente rara se non unica nella statuaria antica. Completano i francobolli le legende “STATUA RITRATTO IN VESTE DI ERCOLE”, “PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA”, “APOLLO ARCIERE”, “SAN CASCIANO DEI BAGNI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B ZONA 1”. I due francobolli saranno presentati ufficialmente venerdì 9 maggio 2025 al Complesso di Capo di Bove (parco archeologico dell’Appia Antica) e al teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si).

Statua ritratto in veste di Ercole scoperta nell’area del parco Ardeatino (foto parco archeologico appia antica)

Copertina del Bollettino di archeologia online, Anno XV, 2024/1

PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA. Venerdì 9 maggio 2025, alle 17, il Complesso di Capo di Bove ospita, con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste Italiane Spa, la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali che raffigura la statua-ritratto in veste di Ercole. L’evento è l’occasione per presentare al pubblico, insieme all’Istituto Centrale per l’Archeologia che ne ha curato l’edizione, la monografia dedicata alla pubblicazione integrale dello straordinario rinvenimento, edita nel Bollettino di archeologia online, Anno XV, 2024/1. In particolare verrà evidenziato il contributo che il Bollettino può offrire, al fianco di soprintendenze, parchi archeologici e musei, attraverso un’edizione tempestiva, attenta al rigore scientifico, e autorevole delle più recenti scoperte archeologiche nazionali. Alla presentazione del Bollettino interverranno: Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Elena Calandra, docente di Archeologia classica all’università di Pavia; Francesca Romana Paolillo, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo; Annarena Ambrogi, docente di Archeologia classica all’università di Roma Tor Vergata. La straordinaria statua-ritratto, riportata alla luce nel corso di complessi lavori di riparazione di un impianto fognario che hanno previsto uno scavo in grande profondità nell’area del Parco Ardeatino, ritrae un personaggio raffigurato come Ercole, rappresentato nella sua nudità eroica e accompagnato dai caratteristici attributi cioè la clava, la pelle di leone che copre testa e le spalle, la faretra. Il suo rinvenimento ha suscitato l’interesse della comunità scientifica internazionale e dei media di tutto il mondo. L’opera è attualmente esposta all’interno del Casale di Santa Maria Nova, in via Appia antica 251. Presso il desk allestito da Poste Italiane all’interno del Complesso di Capo di Bove sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante. L’evento è gratuito senza necessità di prenotazione.

Dettaglio della statua in bronzo di Apollo Arciere scoperta nel Bagno grande di San Casciano dei Bagni (foto mic)

SAN CASCIANO DEI BAGNI. Venerdì 9 maggio 2025, alle 11, il teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si) ospiterà la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali ritraente la statua in bronzo di Apollo Arciere. Il francobollo è emesso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in collaborazione con Poste Italiane. Alla cerimonia interverranno rappresentanti del MIMIT, dell’IPZS e di Poste Italiane. A seguire sarà presentata la monografia edita da Archeo dedicata a San Casciano dei Bagni “Sette anni a San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli. Al desk allestito da Poste Italiane all’ingresso del Comune di San Casciano dei Bagni sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante.

Padova. Al via prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche, intitolata “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”: tre giorni di talk, presentazioni e laboratori, aperti alla cittadinanza. Ecco il ricco programma

Raccontare il mondo antico dando voce ai testi. Intrecciare i fili delle culture che hanno attraversato il Mediterraneo fondendosi, scontrandosi, mutando lungo i secoli. Ripensare gli interrogativi del presente scavandone le origini remote.  Ecco “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”, dal 9 all’11 maggio 2025, a Padova: una rassegna di talk, presentazioni e laboratori aperta alla cittadinanza, con cui indagare l’origine delle discriminazioni che faticosamente stiamo lavorando per superare, ma anche per ascoltare voci di riscatto che dall’antichità ancora ci parlano. Uno sguardo prospettico sui conflitti, le rivendicazioni, le aspirazioni del mondo contemporaneo. “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità” è il tema scelto per la prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche che nasce dal desiderio di raccontare il mondo antico facendo parlare i testi, per affrontare domande e sfide del presente e del futuro. Il festival 2025, promosso dal Centro interdipartimentale di Ricerca “Studi Liviani” dell’università di Padova, è realizzato con il sostegno della Regione del Veneto e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dell’università di Padova e del Comune di Padova, intende rafforzare attraverso i testi classici la nostra consapevolezza su un tema cruciale della società odierna come la parità di genere. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: unipd.link/festival-anticamente.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 9-18, sala delle Edicole, Palazzo del Capitanio: convegno di studi “Parole e silenzi delle donne nel mondo antico”. Nelle Troiane di Euripide, Andromaca ricorda la specchiata reputazione che ha conquistato comportandosi sempre come si conviene a una buona moglie: ha badato alla casa, ha parlato poco e soltanto quando richiesto. Nell’Aulularia di Plauto, la matrona Eunomia riconosce che una donna silenziosa non è mai esistita, e che le critiche all’eccessiva loquacità femminile sono dunque ben meritate. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Tra le norme di comportamento che il mondo antico impone alla donna, il silenzio sembra essere una delle più potenti. La donna per bene per lo più tace, dosa le parole, le riserva soltanto a materie importanti; come la modesta ape descritta da Simonide, evita di intrattenersi con altre donne appassionate di pettegolezzi amorosi. Da moglie, accetta di buon grado che sia il marito a parlare in sua vece, e, come dice Plutarco nei suoi Precetti coniugali, farà come il suonatore di flauto, a cui non dispiace produrre un suono più nobile grazie a un tramite. Esplorare il mondo delle donne nell’antichità significa spesso tentare di penetrare un silenzio, e impone sempre di fare i conti con le parole che autori uomini hanno attribuito loro. A volte sono parole di rivalsa, che arrivano perfino a immaginare un mondo diverso, altre volte di obbedienza. Questo convegno, aperto alle scuole e agli insegnanti, indagherà i silenzi e le parole delle donne antiche, mettendo in dialogo letteratura, storia e archeologia. Il convegno si terrà in presenza con possibilità di connessione da remoto tramite piattaforma Zoom, al link: https://unipd.zoom.us/j/84414481783. L’ingresso singolo non richiede prenotazione. Per prenotazioni di classi compilare il modulo disponibile a questo link: https://forms.gle/K36FRPSUHDREcDXeA. Comitato scientifico: Martina Elice, Gianluigi Baldo, Monica Salvadori, Luca Beltramini, Francesca Cavaggioni, Francesco Lubian, Antonella Duso.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 18.30-20, sala dei Giganti, Palazzo Liviano: concerto “Sulle note dei classici”. In questo concerto, realizzato da studentesse e studenti del Conservatorio C. Pollini di Padova e dagli archi dell’Orchestra Regionale dei Licei Musicali del Veneto, esploreremo la presenza duratura e profonda della cultura antica nella musica. Grazie a un repertorio che attraversa la storia della musica occidentale dal Barocco al Romanticismo, assaporeremo i modi in cui i grandi compositori hanno tradotto in melodia le suggestioni che venivano dalla storia e dal mito dei Greci e dei Romani. Musiche di: Arcangelo Corelli, Giuseppe Torelli, Antonio Vivaldi, Jean-Philippe Rameau, Giuseppe Tartini, Franz Schubert, Jan Sibelius, Igor Stravinskij.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico (riservato alle scuole), in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 10-12, biblioteca del Seminario Vescovile: visita guidata “I tesori della Biblioteca antica del Seminario vescovile di Padova. Storie di donne nei manoscritti e nei libri a stampa
Visita guidata”. La Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova custodisce e mette a disposizione degli studiosi un ricco patrimonio di manoscritti medievali e rinascimentali (224 latini, alcuni greci, ebraici e arabi), di libri a stampa (fra cui 483 incunaboli e 10.558 cinquecentine), di epistolari e documenti d’archivio. Guidati dalla Direttrice della biblioteca, Giovanna Bergantino, in questa visita percorreremo la storia della biblioteca e dei suoi tesori alla scoperta delle storie di donne che si celano tra le pagine dei manoscritti e dei libri a stampa. Federica Toniolo, studiosa di storia della miniatura dell’Università di Padova, ci parlerà degli splendidi apparati decorativi di alcuni di questi esemplari e della rappresentazione del mondo femminile che ne emerge. Rino Modonutti, studioso di letteratura medievale e umanistica, ci parlerà delle donne a vario titolo protagoniste di questi libri: committenti, destinatarie, proprietarie, autrici o protagoniste dei miti, delle storie e dei fatti in essi narrati.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 15-16, Cortile Antico, Palazzo del Bo: reading teatrale “Eroine maghe assassine: donne del mito antico”. In questa lettura pubblica, accompagnata da musiche e coreografie, ci metteremo in ascolto della viva voce dei testi per scoprire le molte sfaccettature del mondo femminile antico. Realizzeremo l’origine remota e dolorosa di discriminazioni e stereotipi di genere che ancora oggi lottiamo per mettere da parte, ma scopriremo anche che nelle pagine della letteratura greca e latina si celano sentimenti di rivalsa e di ribellione contro lo status quo, e perfino la speranza di un mondo diverso. Selezione testi a cura di Luca Beltramini, con Giulia Briata; musiche di Caroline Leigh Halleck; coreografie di Francesca Vitillo.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 17-18, Cortile Antico, Palazzo del Bo: talk di Laura Pepe (università Statale di Milano) “Noi sole generiamo uomini”. Le donne nella cultura e nella società di Sparta. In caso di maltempo, il reading è spostato in aula E a Palazzo Bo. Sparta non ha lasciato in eredità una splendida acropoli ancora visitabile. Sparta non annovera tra i suoi figli uno storico illustre che ne abbia ricostruito le vicende. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare. Scopriremo che vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare; che in città si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; soprattutto, che le donne avevano più libertà e più diritti rispetto alle altre donne greche. Insomma, scopriremo perché la città “amabile” e “divina” – per citare Omero – ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.

Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’università di Milano. Oltre a libri e saggi accademici su diritto penale e diritto di famiglia nell’antichità, ha scritto diversi manuali di storia antica e grammatica latina per la scuola secondaria superiore. Ha pubblicato “Atene a processo. Il diritto ateniese attraverso le orazioni giudiziarie” (Zanichelli 2019), “I tendini di Zeus. Corpo, anima e immortalità nel mito greco” (Solferino 2023), “Un giorno con i giganti. La Grecia antica in sei lezioni” (Rizzoli 2023) e ha curato per il “Corriere della Sera” le collane “Vita degli antichi” (35 volumi, 2020) e “Amori mitici” (20 volumi, 2024). Collabora come divulgatrice scientifica con il canale televisivo Focus.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico per adulti e famiglie, in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 10-12, centro storico di Padova: passeggiata epigrafica “Da Antenore alla street art: voci latine nelle strade di Padova”. Una passeggiata alla (ri)scoperta delle più significative iscrizioni in lingua latina che popolano le strade del centro storico di Padova. Daremo voce alle pietre di epigrafi e di monumenti pubblici, ognuna delle quali consentirà di illuminare alcune delle molte vie che il latino e la cultura antica hanno percorso nella nostra storia. Il ventaglio temporale, esteso dal medioevo alla contemporaneità, permetterà di attraversare snodi culturali di primo piano della cultura, come il preumanesimo e l’umanesimo, e di accostare grandi figure di intellettuali, come Concetto Marchesi. A ciò si accompagnerà l’approfondimento di aspetti linguistici scelti e di momenti rilevanti della storia cittadina, in un contesto informale scevro di ogni accademismo. Il luogo del ritrovo è l’atrio di Palazzo Liviano. L’itinerario termina all’Orto Botanico (via Orto botanico 15). La passeggiata ha durata complessiva di 2 ore e si svolge interamente all’aperto nel centro storico di Padova. L’evento si terrà anche in caso di maltempo.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 17-18, sala degli Anziani, Palazzo Moroni: talk di Francesca Ghedini (università di Padova) “Le eroine del mito fra passato e presente”. Francesca Ghedini ci guiderà in un percorso in cui ricostruiremo, nel continuo confronto con i testi greci e latini, le vicende di alcune grandi figure femminili della tradizione occidentale. Fronteggiando le mille contraddizioni che una civiltà pervasa e invasa dalle immagini conserva e riproduce nei secoli, rileggeremo momenti poco noti o celeberrimi tramandati dal canone letterario e scaveremo nell’iconografia che gareggia con le parole. Amore e odio, tradimenti e malefici convivono con dati storici e artistici, ai quali si aggiunge quel pizzico di fantasia indispensabile per creare biografie coerenti e dare un’anima a queste donne nelle cui storie la parola si fa immagine e l’immagine ci tramanda una realtà diversa rispetto a quella codificata dai classici.

Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia all’Università di Padova, è autrice di qualche centinaio di pubblicazioni. Fra i vari ambiti della sua ricerca, si è dedicata principalmente allo studio dell’iconografia e all’uso delle immagini come specchio delle società che le hanno prodotte. Tra i suoi ultimi volumi, “Giulia Domna. Una siriaca sul trono dei Cesari” (2020) e “Lo sguardo degli antichi. Il racconto nell’arte classica” (2022).

Montebelluna (Tv). Al museo civico la conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” di Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, a corollario della mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi”

La scena di amplesso tra un uomo e una donna rappresentata sulla situla figurata di Montebelluna non è solo una storia di sesso, ma ha molteplici significati da interpretare nel giusto contesto sociale dei Veneti antichi. Ne parleranno nella conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, giovedì 8 maggio 2025, alle 20.45, al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv) dove, fino al 31 agosto 2025, si può visitare la mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” con protagoniste le due situle figurate, scoperte una nel 2002 e l’altra nel 2012 nella necropoli preromana di via Cima Mandria di Posmon di Montebelluna. La conferenza è in lingua inglese con traduzione a cura di Luca Zaghetto. Per adulti. Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: info@museomontebelluna.it, 0423 617479.

Della prima situla di Montebelluna, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Fabuilae”, Angela Ruta, già direttrice del museo nazionale Atestino, ha fatto un’attenta descrizione per archeologiavocidalpassato.com che qui riproponiamo.

La situla di Montebelluna scoperta nel 2002 nella tomba 244 della necropoli di Posmon e conservata al museo civico di Montebelluna (foto sabap-ve-met)

“La prima situla esposta in questa mostra è stata ritrovata nel 2002 e fa parte di una tomba – la 244 – della necropoli di Posmon. La situla purtroppo è molto corrosa e quindi non è facile ricostruire la storia che vi è raccontata. Rispetto all’altra situla, quella della tomba 5, ha una caratteristica: la situla della tomba 5 rappresenta il conflitto territoriale, mentre questa della 244 rappresenta la festa, il matrimonio, l’unione, perché il racconto inizia con un corteo di carri con dei signori seduti, e subito abbiamo due particolarità. La prima è che dietro un carro c’è un prigioniero legato, l’altra è che su una biga compare una coppia. Ed è la prima volta che la donna è ritratta a fianco del personaggio maschile. Poi nella fascia mediana c’è tutta una serie di scene di festa con una scena musicale, una scena di libagione, e – qui viene il bello – una scena di accoppiamento amoroso molto realistica, come è usanza però sull’arte delle situle. Ma la sorpresa, la novità, è la scena successiva, perché dopo l’accoppiamento sul materasso ondulato si vedono due donne, una di fronte all’altra, entrambe impugnano una grande conocchia e dalla conocchia pende il fuso con la fusaiola, e già questa è una novità per l’arte delle situle del Veneto, della Slovenia, etc. Ma cosa sorprendente una delle due donne è in attesa, nel senso che ha il ventre prominente e la cintura bassa. Ecco sicuramente si pensa subito per associazione di idee alla situla dell’Alpago dove alle scene amorose – anche un po’ trasgressive alcune – segue invece il parto. Qui non abbiamo il parto abbiamo la gravidanza rappresentata. E anche questa è una novità stupefacente. Non avevamo niente del genere. Poi nella fascia inferiore invece sono scene di ambientazione: la caccia, la natura più consueta”.