Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento” con Francesca Paolino, già università Mediterranea
Per il ciclo “Incontri al MArRC” 2024, appuntamento venerdì 9 febbraio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con la conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento”, promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria in sinergia con il MArRC. Aprono l’incontro i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slide, relaziona Francesca Paolino, già professore associato di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis.
Reggio Calabria. Il dg musei Massimo Osanna in tour nella Calabria Meridionale tra Il MArRC, Locri Epizefiri e Vibo Valentia: “Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile”

Il direttore generale Musei Massimo Osanna con il direttore del MArRC Fabrizio Sudano e tutto il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sulla terrazza sullo Stretto (foto marrc)

Il direttore generale Musei Massimo Osanna nella sala dei Bronzi di Riace con il direttore Fabrizio Sudano e il personale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Due giorni a tu per tu con le realtà museali della Calabria meridionale. È stato questo l’obiettivo della visita del direttore generale Musei Massimo Osanna agli istituti e ai luoghi della cultura statali della Calabria meridionale il 1° e 2 febbraio 2024. Il tour è iniziato dal MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ad accompagnare Osanna il neodirettore del Museo Fabrizio Sudano, in carica dal 15 gennaio 2024, che dopo una prima presentazione del personale e degli uffici, ha guidato il direttore generale tra le diverse sale del museo e nei depositi. Un’occasione per discutere anche dei vari progetti di miglioramento dell’accessibilità, del legame con il contesto territoriale e della possibilità di avviare nuove ricerche scientifiche e collaborazioni, sulla base di un programma di gestione e valorizzazione del Museo, condiviso in un’ottica di rilancio dell’immagine dell’istituto e della città. “Abbiamo ascoltato con interesse le proposte del direttore generale sull’allestimento”, dichiara Sudano, “e ne faremo tesoro per la futura programmazione”. Un’ulteriore tappa reggina è stata la visita allo scavo archeologico di Piazza Garibaldi, dove stanno emergendo importanti novità con la scoperta di un tempio su podio di età romana.

Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri la direttrice Elena Trunfio, il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore regionale Musei Filippo Demma (foto drm-calabria)
Il viaggio è proseguito venerdì 2 febbraio 2024 con il museo e il parco archeologico di Medma-Rosarno, il piccolo polo museale che ruota intorno all’importante sito di Locri Epizefiri: accompagnato dal direttore della direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma e dalla direttrice Elena Trunfio ha visitato le tre sedi espositive, il parco archeologico e il teatro. Durante l’incontro sono stati condivisi i progetti in corso e quelli futuri, ricevendo spunti e suggerimenti concreti. Il tour si è chiuso al castello di Vibo Valentia, dove ha sede il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”. “La visita del Direttore Generale dei Musei in Calabria”, commenta Demma, “è solo l’ultima di una lunga serie e testimonia l’attenzione delle strutture centrali del Ministero nei confronti dei temi e dei problemi della nostra regione cui si aggiunge il deciso sostegno della Direzione Generale Musei all’azione di tutti gli istituti periferici calabresi. Grazie a questo ed all’impegno corale della nostra squadra sul territorio abbiamo raggiunto in questi anni importanti risultati che, d’accordo con il professor Osanna, concepiamo come un punto di partenza”. E Osanna, a margine del tour, chiude: “I musei della Calabria, in particolare quelli che ho visitato in questi due giorni contengono l’essenza stessa delle nostre radici culturali. Collezioni straordinarie che raccontano le origini greche della cultura occidentale e che hanno bisogno di essere presentate al pubblico in maniera sempre più comprensibile ed accessibile. Il lavoro del Ministero della Cultura in Calabria punta e deve puntare sempre più decisamente in questa direzione”.
Giornata mondiale della Lingua e della Cultura ellenica: tre giorni di interventi in diretta on line dal Lazio alla Sicilia. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali, sul tema “Le parole dei Greci”
La Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica quest’anno si concentra su “Le parole dei Greci” con tre giorni di interventi in diretta on line dal 7 al 9 febbraio 2024 in collaborazione con le delegazioni AICC di Palermo, Ponzano Romano (ROMA) e Siracusa. Video, performance e ricerche dei liceali si alterneranno agli interventi di importanti studiosi, oltre ai grecisti di tutte le università laziali. La giornata del 7 febbraio sarà trasmessa on-line sulla Link identifier #identifier__135611-1Piattaforma TEAMS. Le giornate dell’8 e del 9 febbraio saranno trasmesse sul Link identifier #identifier__34172-2canale YouTube dell’AICC Antico e Moderno. La Giornata Mondiale della lingua e cultura Ellenica è realizzata con la collaborazione di: museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, Comune di Roma – assessorato alla Scuola, Ufficio Scolastico regionale del Lazio, università di Cassino e del Lazio Meridionale, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Consulta universitaria del Greco, Comunità ellenica di Roma e del Lazio, Comunità ellenica Siciliana, Federazione delle Comunità e Confraternite elleniche in Italia, associazione Antico e Moderno, AICC delegazione di Palermo e delegazione Randazzo di Siracusa, licei Augusto, Benedetto da Norcia, Manara, Tasso, Visconti di Roma, Cicerone di Frascati, Fiorentino di Lamezia Terme, Moro di Manfredonia, Gargallo di Siracusa, Vittorio Emanuele di Palermo.
Il PROGRAMMA. Mercoledì 7 febbraio 2024, mattina, dall’aula magna dell’università Roma Tre, Giornata di Roma e del Lazio: 8.30-14. Alle 8.30, saluti istituzionali. Seguono gli interventi. Paolo D’Achille, “Il greco che parliamo”; Adele Teresa Cozzoli, “Europa”; Emeri Farinetti, “Ecomuseo” + video; Alexia Latini, “Τεχνη”; 11.10- 11.30, pausa. Ester Cerbo, “Ecologia”; Dino De Sanctis, “Χαρακτηρ”; Michele Napolitano, “Γελωσ”; Roberto Nicolai, “Δημοκρατια”. Nei due ‘blocchi’ di interventi si alterneranno alle relazioni anche le performance di Theo Melissinopulos e dei ragazzi del liceo Foscolo di Albano Laziale.
Giovedì 8 febbraio 2024, mattina, dalle sedi dell’Associazione “Antico e Moderno”, 8.30-13.30. Alle 8.30, Liana Lomiento, “Μετρον” (dal Manara); 9, Rossano Munaretto, “Λυρα” (da Avezzano) + performance ragazzi; 9.40, Francesco Giannachi, “Ρωμιοσυνη” online; 10, Giampaolo Galvani, “Μυθοσ” (da Ascoli Piceno); 10.30, Marinella Linardos, “Θεραπεια” (registrata). Da Villa Giulia, Roma: 11, Maria Chnaraki, “Αγαπη”; 11.30, Caterina Carpinato, “Ποιηση”; 12, Nadia Terranova, “Γραφια”; 12.30, Giulio Guidorizzi, “Le parole dei Greci”. Nel pomeriggio, da Roma, Villa Giulia, 15-19, a cura della Comunità Ellenica di Roma e del Lazio. Maria Rosa Caracausi, “Γατα, Γαλη, Αιλυροσ”; Tiziana Cavasino, “Δημοκρατια”; Andria Dimosthenous, “Αγρονιζω = Αναγνωριζω, Καταλαβαινω”; Amato Luciano Fargnoli, “Labirinto”; Alfredo Moraci, “Archeologia”; Evi Pini, “Λεων”; Stefano Feltri, “Oligarchia”; Styliani Charistou, con i ragazzi della scuola greca di Roma, “Τα παιδία παίζει”.
Venerdì 9 febbraio 2024, Giornata del greco della Sicilia, 8.30-13.30. Da Palermo, cinema “De Seta”, con la collaborazione della Comunità Ellenica “Trinacria”, con il coro del liceo “Vittorio Emanuele II” e interventi dei licei classici della città: Salvatore Nicosia, “Μελαγχολια”; Nicola Cusumano, “Μετανοια”; Franco Giorgianni, “Αισχρον e Γελοιον”; Sonia Macrì, “Λιθοσ”. Dal liceo classico Gargallo di Siracusa: Vittorio Rizzone, “Λειτουργια”; Paolo Madella, “Οινοσ”. Da Roma, Villa Giulia: premiazioni dei concorsi “Ve lo racconto io, il mito!” e “Cantagrecia”. Pomeriggio, tutto online, 15.30-19. Maura Gancitano, “Ηθοσ”; Silvia Ronchey, “Ερωσ”; Giorgia Tribuiani, “Fantasia”; Maurizio De Rosa, “Παξιμαδι”; Evripidis Garantudis, “Θαλασσα”; Maria Mattioli, “Neologismi”; Antonis Fostieris, “Ποιηση”; Ghiannis Pappas, “Δημοκρατια”.
Turchia. La missione archeologica dell’università di Pisa a Doliche ha scoperto l’archivio dell’antica città fondata dai Seleucidi, successori di Alessandro Magno, e distrutta dal re persiano Shapur I. Ritrovate più di 2000 impronte in terracotta (bullae) usate per sigillare i documenti in papiro e pergamena, pubblici e privati

Doliche (Turchia): l’area di scavo della missione archeologica dell’università di Pisa. Scoperto l’archivio della città seleucide (foto unipi)
“Dagli scavi dell’antica città di Doliche, situata nel sud-est dell’odierna Turchia, emergono i resti di un edificio che, grazie alle numerose impronte di sigillo in terracotta ritrovate dagli archeologi, è stato possibile identificare come l’antico archivio cittadino, il luogo in cui venivano conservati i documenti in papiro e pergamena. Sono questi i primi risultati della missione archeologica che l’università di Pisa ha intrapreso la scorsa estate in collaborazione con l’università di Münster a Doliche, città nota nell’antichità come uno dei centri urbani più importanti dell’antica Siria del Nord. Fondata sotto i successori di Alessandro Magno (i Seleucidi), era stata chiamata come molte altre fondazioni di quella zona col nome della città greca da cui i coloni provenivano: Doliche in Tessaglia, vicino al Monte Olimpo”. Ne dà notizia il magazine Unipinews con un articolo pubblicato il 31 gennaio 2024.

Doliche (Turchia): migliaia di bullae scoperte dalla missione archeologica dell’università di Pisa nell’archivio della città antica (foto unipi)
“Il sito dell’antica Doliche è stato oggetto di indagini tedesche già dagli anni ’70 del secolo scorso”, spiega Margherita Facella, professoressa di Storia greca all’università di Pisa e direttrice della missione pisana. “Dal 2015 un team internazionale sotto la guida del professor Engelbert Winter ha condotto prospezioni e scavi, portando alla luce i resti di alcuni edifici pubblici, tra cui delle terme romane. Accanto a queste terme, erano stati identificate le tracce di un’altra costruzione, ora parzialmente scavata dai nostri archeologi. Si tratta di un archivio cittadino, come rivelano le numerose impronte di sigillo in terracotta qui trovate: più di 2000 impronte (cosiddette bullae) sono state recuperate nell’area e sottoposte, laddove possibile, a pulizia e restauro. Le impronte di sigillo indicano chiaramente che qui venivano conservati documenti scritti su papiro e pergamena, andati poi distrutti a causa di un incendio”.

Michael Blömer, professore dell’università di Munster e visiting professor dell’università di Pisa nel 2023, e Margherita Facella, professoressa di Storia greca all’università di Pisa, co-direttori della missione archeologica dell’università di Pisa a Doliche, in Turchia (foto unipi)
Gli antichi documenti venivano sigillati con cordicelle attorno alle quali erano posti grumi di argilla di piccole dimensioni (0,5-2 cm), spesso frammentate e difficili da riconoscere a occhio nudo. Su questa argilla venivano impressi anelli, decorati o iscritti, così da poter sigillare i documenti e impedirne l’apertura. Solo nel caso in cui un archivio sia stato distrutto da un grave incendio, le impronte dei sigilli si possono conservare, in quanto cotte e dunque indurite, mentre i documenti periscono nel fuoco: “Le poleis dell’Oriente ellenistico e romano dovevano certamente possedere archivi per la conservazione di documenti di carattere amministrativo e legale – aggiunge la professoressa Facella –. La loro sopravvivenza, tuttavia, è un evento assai raro, possibile solo in caso di incendio e successivo abbandono dell’edificio. Infatti, se da una parte il fuoco causa la distruzione dei documenti, dall’altra consente la cottura dell’argilla cruda su cui i sigilli sono impressi, garantendone così la sopravvivenza. Nel 253 d.C., il re persiano Shapur I distrusse numerose città nella provincia romana della Siria, inclusa Doliche, come conseguenza di una sanguinosa guerra tra l’Impero Romano e quello dei Sasanidi”.

Doliche (Turchia): due bullae scoperte dalla missione archeologica dell’università di Pisa: a sinistra, Giove Dolicheno stringe la mano ad imperatore romano; a destra, Tyche seduta (foto unipi)
Uno studio preliminare di questi materiali rivela che si tratta sia di sigilli privati come di sigilli ufficiali della città. “Le immagini sui sigilli ufficiali della città sono direttamente collegate alla città. Di solito mostrano le divinità più importanti come Giove Dolicheno, il dio principale della città”, spiega Michael Blömer, professore dell’università di Munster e visiting professor dell’università di Pisa nel 2023, che ha co-diretto gli scavi. “Le impronte dei sigilli privati più piccoli mostrano una vasta gamma di immagini e simboli che dicono molto sul patrimonio culturale e religioso degli abitanti di Doliche. Figure mitiche e rari ritratti privati indicano una forte influenza greco-romana su questa regione a metà fra Oriente e Occidente”. Lo studio di queste impressioni è quindi del tutto essenziale per ricostruire non solo la realtà amministrativa di una città, ma anche il suo tessuto culturale e religioso.

Missione archeologica dell’università di Pisa: l’area dello scavo nell’antica città di Doliche in Turchia (foto unipi)
“Siamo felici dei risultati di questa prima campagna e siamo grati al rettore Riccardo Zucchi e al professor Federico Cantini, delegato per la promozione della ricerca nel settore delle scienze sociali e umanistiche, per il sostegno economico e a tutto il personale amministrativo che ci ha affiancato in questo lavoro”, conclude la professoressa Facella. “A nostro avviso è anche importante che il progetto interessi una zona recentemente colpita da un devastante terremoto, in cui l’investimento di risorse è di sicuro aiuto per la popolazione, che ha trovato nelle strutture della missione archeologica un rifugio e da parte del gruppo di ricerca un aiuto concreto. La valorizzazione del patrimonio archeologico a fini turistici sarebbe poi indubbiamente un apporto significativo alla ripresa di questa regione, che vive molto di turismo interno ed esterno”.
Padova. Per l’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’università lezione di Gabriel Zuchtriegel su “Pompei, la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. A seguire il convegno “Nel segno del tempo”. Ecco il programma
Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, sarà l’ospite d’onore dell’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (A.A. 2023/2024) e delle Giornate di Studio organizzate dalla stessa Scuola “Nel segno del tempo: l’archeologia attraverso alterazioni resistenze e fratture”, con la lezione inaugurale “Pompei la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. Zuchtriegel rifletterà sul significato dell’archeologia e della storia dell’arte attraverso la scoperta delle rovine di Pompei: un esercizio di empatia con il passato per costruire un ponte tra noi e gli antichi. Appuntamento lunedì 29 gennaio 2024, alle 9, nell’aula magna di Palazzo Maldura, in piazzetta Gianfranco Folena 1 a Padova. Sono invitati a partecipare assegnisti, dottorandi, specializzandi, studenti dei corsi di Laurea e tutti gli interessati. Si inizia alle 9 con l’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (A.A. 2023/2024): i saluti istituzionali e l’introduzione sono affidati alla prof.ssa Giovanna Valenzano (direttrice del dipartimento dei Beni culturali) e alla prof.ssa Maria Stella Busana (direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici). Quindi alle 10, la lezione di Gabriel Zuchtriegel “Pompei, la città incantata. Esercizi di empatia con il passato”. “Perché oggi ci interessa l’antichità?”, si chiede Zuchtriegel. “Cos’ha da raccontarci e cosa racconta di noi? Cos’è che rende significative le scoperte archeologiche di cui ogni tanto si parla nei media? Per capirlo dobbiamo consentire a noi stessi di entrare in contatto con la nostra storia personale e la nostra emotività. Senza di esse, del resto, non esisterebbero né archeologia né storia dell’arte, o qualsiasi altra forma di storiografia, semplicemente non avrebbe senso…Considerandolo così, il passato non è affatto passato: noi che torniamo sempre a riscoprirlo e a raccontarlo, ci siamo dentro”.
Convegno “Nel segno del tempo”. Lunedì 29 gennaio 2024. PRIMA SESSIONE: Rappresentazioni in mutamento. Tradizioni, influenze e innovazioni. Modera: prof.ssa Monica Salvadori. 11.20, Annalaura Pegoraro (università di Padova) “Dal Protogeometrico B all’Orientalizzante: persistenze e innovazioni nello stile decorativo della ceramica cretese di VII secolo a.C.”; 11.40, Giulia Lucia De Grazia (università di Bologna) “Attestazioni ricorrenti di tipologie di cane in Etruria tra VIII e IV secolo a.C.”; 12, discussione. Dopo la discussione, il Convegno si sposterà nella sede di Palazzo Liviano (piazza Capitaniato, 7), dove è prevista la pausa pranzo dalle 13 alle 14. SECONDA SESSIONE: Forme tecniche del cambiamento. Tradizioni artigianali, processi produttivi e innovazioni tecnologiche. Modera: prof. Massimo Vidale. 14, Luana Tesoro (università di Bari “Aldo Moro”) “Lebetes gamikòi: problemi morfologici”; 14.20, Gabriele Viola (università di Pisa) “Continuità e discontinuità nelle opere idrauliche vicino orientali, dall’Età del Ferro a Roma”; 14.40, Giulia Felicia Sammarco (università di Genova) “Continuità e mutamenti nelle pratiche della concia delle pelli, dall’Antichità ad oggi: analisi delle tracce archeologiche e dei comportamenti”; 15, Alice Andrea Rappelli (università di Pisa) “La continuità nelle opere di estrazione e trasporto nei bacini lunensi-carraresi”; 15.20, discussione; 15.40, pausa caffè. TERZA SESSIONE: Il sacro nel tempo. Riflessioni su usi, costumi e pratiche rituali. Modera: prof. Jacopo Bonetto. 16, Samira Ranzato (università di Padova) “Il deposito votivo di Corte Lazise (Villabartolomea, VR). Le trasformazioni dei codici di autorappresentazione delle élites guerriere dell’area nord-padana tra ciclo storico delle terramare e sistema Frattesina”; 16.20, Marco Capurro (università di Napoli “L’Orientale”/università di Salerno) “Il culto di Zeus Agoraios nell’isola di Creta: un riesame delle attestazioni archeologiche ed epigrafiche ad oggi note”; 16.40, Ginevra Coppola (università di Bari “Aldo Moro”) “I costumi funerari come indicatori dei mutamenti nella società peucezia fra IV e III secolo a.C.”; 17, discussione.
Martedì 30 gennaio 2024. Sala Sartori – Palazzo Liviano. QUARTA SESSIONE: Paesaggi in trasformazione. Lettura delle dinamiche di continuità e discontinuità. Modera: prof. Jacopo Turchetto. 9, Mirta Schievano (università di Padova) “Continuità e discontinuità nell’ambito dell’analisi del fenomeno dei siti rifugio del TMIIIC nella baia di Mirabello a Creta”; 9.20, Eleonora Franco (università di Milano) “Il regno Seleucide nella piana di Erbil: elementi di continuità e discontinuità nell’occupazione del territorio”; 9.40, Federico Quintarelli (università di Padova) “Il ruolo della Memoria e la percezione dell’Antichità nella Periegesi di Pausania”; 10, Alessandra Sorrenti (università di Roma “La Sapienza”) “Otricoli (TR) e la romanizzazione della media valle tiberina. Continuità e discontinuità tra record archeologico e fonti storiche”; 10.20, Lorenzo Balzerani (università di Roma “La Sapienza”), Ada Ioana Rabita (università di Roma “Tor Vergata”) “La Via Amerina e l’Agro Falisco: storia e memoria attraverso una strada antica”; 10.40, Rossella Megaro (università di Pisa) “C’era una volta…. Trasformazioni geoambientali tra le paludi di Bientina e Fucecchio”; 11, discussione; 11.20, pausa caffè. QUINTA SESSIONE: Analizzare le alterazioni. Strumenti, metodologie e approcci multidisciplinari. Modera: prof.ssa Margarita Gleba. 11.40, Antonina Mafodda (università di Padova) “Favorire la continuità di vita dei resti osteodentari. Case study: gli inumati del Pio”; 12.20, Alessia Galbusera, Martina Trevisan (università di Padova) “Alterazioni e persistenze nell’osso umano combusto: approcci macro e microscopici allo studio bioarcheologico della necropoli di La Cona (I sec. a.C. – I sec. d.C.)”; 12.40, Vittorio Petrella (università di Padova) “L’evoluzione storico-architettonica del Ponte della Badia a Vulci: uno studio di continuità/discontinuità applicato alle architetture antiche”; 13, pausa pranzo; 14.30, Giulio Alberto Da Villa (università di Padova) “Discontinuità nel record ceramico del Tempio romano di Nora: implicazioni per l’interpretazione archeologica”; 14.50, Angelica Gabrielli (università di Verona) “Le restituisco pertanto la memoria: la Villa dei Mosaici di Negrar e il carteggio De Stefani”; 15.10, discussione; 15.30, conclusione e saluti finali.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale il maestro Remo Anzovini apre l’edizione 2024 della rassegna “MArTA in Musica: le matinée domenicali”, organizzata dal MArTa,diretto da Stella Falzone, e l’Orchestra della Magna Grecia
Sarà il maestro Remo Anzovini domenica 28 gennaio 2024 ad aprire la stagione concertistica 2024 “MArTA in Musica: le matinée domenicali”, la rassegna di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto, diretto dalla nuova direttrice Stella Falzone, e l’Orchestra della Magna Grecia, con stelle della musica classica e del pop in una serie di concerti che avranno luogo nella sede del MArTa, in programma dal 28 gennaio al 16 dicembre. Come per le scorse edizioni, anche quella stilata per quest’anno è curata dai maestri Maurizio Lomartire e Pierfranco Semeraro per conto dell’ICO Magna Grecia, direttore artistico il Maestro Piero Romano. “Mi fa piacere battezzare gli esordi di questo mio impegno alla guida del museo Archeologico nazionale di Taranto, avendo accanto una delle eccellenze culturali espressione di questo territorio”, dice la direttrice del MArTA, Stella Falzone. “La collaborazione con l’Orchestra della Magna Grecia, frutto anche di un rapporto di collaborazione sancito da un protocollo d’intesa, è il prototipo di modello che questo Museo sotto la mia guida si intende dare, improntato sulla co-progettazione, programmazione e relazione con tutti gli attori territoriali. Un rapporto che si rinnova anche per l’edizione 2024 della rassegna musicale MArTA in MUSICA e che non solo unisce la musica all’archeologia, ma stimola ad una fruizione differente del museo tarantino e avvicina al MArTA nuovi target di pubblico che sono garanzia di valorizzazione e promozione del nostro patrimonio culturale”. E il direttore artistico Piero Romano: “Sono molto felice di questa nuova edizione di MArTA in Musica, che conferma una collaborazione importante e consolidata con il museo Archeologico Nazionale di Taranto. La terza edizione di MArTA in Musica, ci permette di fare ancora sinergia con una delle eccellenze non solo del nostro territorio ma dell’intero panorama culturale italiano ed europeo”.

Il maestro Remo Anzovini apre la rassegna “MArTa in Musica” (foto marta)
Primo appuntamento dunque della rassegna “MArTa in Musica” domenica 28 gennaio 2024 con il concerto del maestro Remo Anzovino “Don’t forget to fly”. Ingresso al Museo da corso Umberto. L’accesso è consentito dalle 10.45 per la visita guidata, con inizio visita alle 11. L’accesso per il concerto dalle 11.30 con inizio concerto alle 11.45. Il biglietto di ingresso di 10 euro comprende l’ingresso alla visita e l’ingresso al concerto. Biglietto Unico. Biglietti acquistabili presso l’Orchestra della Magna Grecia – Taranto, in Via Ciro Giovinazzi n° 28 e su https://www.ticketsms.it/.
MArTA in MUSICA: il programma 2024. Il 18 febbraio, “Musica da esposizione”, concerto originale con opere realizzate dagli stessi artisti ed esposte al pubblico: Tony Esposito e Mark Kostabi. “Napoli in jazz”, in programma il 25 febbraio, è un progetto firmato dai due chitarristi Antonio Onorato e David Blamires. La polifonia “visionaria” di Gesualdo da Venosa, il 17 marzo sarà rappresentata dal L.A. Chorus nel progetto “Il Visionario”. A seguire, protagonista dell’appuntamento del 24 marzo, “Lettere dal fronte”, sarà l’attrice Anna Ferruzzo con il Quartetto d’archi dell’Orchestra della Magna Grecia. La pianista Emilia Zamuner sarà, invece, la protagonista di “Crazy jazz”, accompagnata dal trio jazz Carucci-Morriconi-Bandini. “Voci di primavera: Il canto e la natura”, altro progetto della L.A. Chorus, avrà luogo al MarTA il 28 aprile. Uno degli artisti più popolari del cantautorato italiano, Francesco Baccini, pianoforte e voce, sarà invece il protagonista del concerto del 19 maggio: “Un cantautore allo specchio”. Altro cantautore fra i più noti del nostro panorama musicale, David Riondino, che il 29 settembre insieme con i “fiati” dell’Orchestra Magna Grecia eseguirà il progetto “Milo Manara e il corsaro nero”. A seguire, il 13 ottobre, “I grandi bis pianistici” con Carmine Chiarelli al pianoforte; il 17 novembre, il Badya Razem Group con “L’universo di Burt Bacharach”, per concludere il 15 dicembre in clima natalizio con il L.A. Chorus nel programma “Christmas chorus”.
Taranto. A un mese dalla sua nomina, l’archeologa Stella Falzone neo direttrice del museo Archeologico nazionale si è presentata alla città: “Penso a un Museo come fulcro di una comunità educante e dinamica”

Stella Falzone, neo direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)
Da Vienna a Taranto. A un mese dalla sua nomina il 23 gennaio 2024, la neo direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone, si è presentata alla città, con un incontro al MArTA. Archeologa, staff scientist dell’Accademia delle Scienze di Vienna, ha già diretto numerosi progetti di valorizzazione, scavo archeologico e musealizzazione. Laureata in Lettere alla Sapienza, è diplomata alla scuola nazionale di Archeologia dello stesso ateneo. Il primo dottorato, sulla “sua” Ostia, nel 1999. La direttrice ha subito delineato le linee guida del suo mandato: “Penso a un Museo come fulcro di una comunità educante e dinamica”. Ha sottolineato l’importanza di creare uno spazio inclusivo che si apra alla città e al territorio, perseguendo una comunione di intenti basata sulla cura di un vasto patrimonio proveniente dal nostro passato: “Questo patrimonio va attualizzato, valorizzato e diffuso”, ha affermato la direttrice Falzone evidenziando “la necessità che il museo sia in grado di comunicare con tutte le generazioni e di rivitalizzare la centralità del suo ruolo scientifico”. Infine, ha concluso sottolineando la centralità della città di Taranto, che, nell’antichità, fu una metropoli e un centro di elaborazione artistica e culturale di grande rilievo: “Questa dimensione storica e culturale deve essere riconosciuta ancora oggi, grazie alle eccellenze e alle risorse presenti, confermando il ruolo che la città merita di rivendicare sia in Italia che all’estero”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri al MArRC” conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento. Da Bramante a Michelangelo” (1500 – 1564) con Francesca Paolino, già università Mediterranea
Per il ciclo “Incontri al MArRC” 2024, appuntamento venerdì 26 gennaio 2024, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con la conferenza “L’arte e l’architettura a Roma nel Cinquecento. Da Bramante a Michelangelo” (1500 – 1564), promossa dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Aprono l’incontro i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slide, relaziona Francesca Paolino, già professore associato di Storia dell’Architettura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis.
Archeologia preventiva a Taranto. Durante i lavori di posa delle condotte elettriche in rione Montegranaro sono emerse testimonianze del periodo magno-greco: in particolare, alcune testimonianze che comprendono frammenti di ceramica, materiale votivo e tre tombe a fossa, una con corredo

Due delle tre tombe a fossa scoperte in via Dante, a Taranto, all’interno del cortile dell’istituto professionale Cabrini: prima e dopo lo scavo (foto patrimonio subacqueo)
Archeologia preventiva: a Taranto è riaffiorata la Magna Grecia. Durante i lavori di posa delle condotte elettriche di E-Distribuzione nel rione Montegranaro a Taranto, svolti con sorveglianza archeologica da parte della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, sono state rinvenute evidenze riferibili al periodo greco in via D’Alò Alfieri e in via Dante, all’interno del cortile dell’istituto professionale Cabrini a Taranto. Durante i lavori sono emerse, in particolare, alcune testimonianze che comprendono frammenti di ceramica, materiale votivo e tre tombe. “Come accade sempre in questo tipo di situazioni”, spiegano a E-Distribuzione, “abbiamo collaborato e stiamo collaborando con gli archeologi e le istituzioni coinvolte, nello specifico, tra gli altri, con la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo di Taranto, che aveva prescritto il controllo dei lavori ad opera di archeologi proprio allo scopo di evitare danneggiamenti a stratigrafie o strutture antiche eventualmente ancora conservate nel sottosuolo”. Con la disponibilità di E-Distribuzione SpA, hanno avuto così inizio gli interventi di scavo archeologico di emergenza, richiesti dalla soprintendenza nazionale per il Patrimonio subacqueo nelle due aree individuate e condotti dagli archeologi di ETHRA Archeologia e Turismo, sotto la direzione scientifica di Annalisa Biffino della Soprintendenza e con la partecipazione dell’Impresa SOIGEA Srl.

La grande fossa di scarico quadrangolare scoperta in via D’Alò Alfieri, a Taranto (foto
Gli esperti hanno portato alla luce, in via D’Alò Alfieri, una grande fossa di scarico quadrangolare, larga un metro e mezzo circa e profonda circa sessanta centimetri, contenente frammenti diversi di ceramica (a vernice nera, sovra dipinta, da fuoco e acroma), materiale votivo, e persino una antefissa (elemento di copertura dei tetti) con la figura mitologica di Gorgone: non è ancora possibile datare con precisione l’epoca di realizzazione della fossa, tuttavia da una prima analisi i resti sembrano coprire un arco di tempo compreso tra la fine del VI e il III sec. a.C. Al termine delle attività di scavo e di documentazione l’evidenza è stata opportunatamente protetta e rinterrata per consentire la prosecuzione dei lavori di posa delle condotte elettriche.

Parte del corredo trovato all’interno della Tomba 2, scoperta in via Dante, a Taranto, all’interno del cortile dell’istituto professionale Cabrini (foto patrimonio subacqueo)
Parallelamente, in via Dante, all’interno del cortile dell’istituto professionale Cabrini, sono state ritrovate tre tombe a fossa scavate nel banco roccioso: una scoperta di valore e che continua a consegnare pezzi della civiltà che ha vissuto nella Città dei due mari. La Tomba 1 non presentava copertura e al suo interno era completamente vuota. La tomba 2, con copertura a doppia lastra lapidea, ha restituito lo scheletro di un individuo (probabilmente femminile) inumato in posizione supina con un corredo costituito una coppetta biansata, un’oinochoe e una lekythos, tutti in ceramica a vernice nera, e da un anellino in bronzo. Gli elementi del corredo, molto diffusi nelle tombe tarantine di età ellenistica, sono inquadrabili nei decenni finali del IV sec. a.C. La tomba 3, di dimensioni molto più ridotte, presentava una copertura a unica lastra sempre in carparo e conservava al suo interno un individuo di età giovanile privo di corredo.

L’area dove sono state scoperte le tombe a fossa in via Dante, a Taranto, all’interno del cortile dell’istituto professionale Cabrini (foto patrimonio subacqueo)
Le operazioni di scavo all’interno del cortile del I.P. Cabrini, hanno suscitato negli studenti curiosità tale che i docenti hanno portato le classi a visitare lo scavo, nel rispetto delle norme di sicurezza, con la spiegazione delle attività da parte degli archeologi. Al momento, non è ancora stata presa una decisione sulle modalità di prosecuzione dei lavori nell’area delle tombe, che saranno salvaguardate con gli opportuni accorgimenti tecnici. Questi interventi di scavo descritti, cui farà seguito l’attività di studio ed analisi delle evidenze, offrono un esempio di corretta interazione tra la Soprintendenza, ente gestore di pubblico servizio e ditta esecutrice nell’ambito della realizzazione di lavori pubblici, che ha portato alla salvaguardia di significative testimonianze archeologiche.
“Nessuno escluso”: al via il programma di attività culturali e didattiche del Parco archeologico di Sibari per il 2024. Un’offerta aumentata e diversificata che valorizza ma, allo stesso tempo, forma: bambini, adulti, scuole. Iniziative che raccontano e fanno vivere l’archeologia del territorio con strumenti diversi, parlando a tutti attraverso il patrimonio culturale del Parco e le collezioni dei suoi musei. È questa la programmazione delle attività culturali e dei laboratori didattici del parco archeologico di Sibari per il 2024. Conoscere e costruire consapevolezza e senso di appartenenza verso un territorio che ha sempre più da dirci attraverso le attività che il Parco propone alla comunità: laboratori di archeologia sperimentale, scavi simulati, esperienze immersive, approfondimenti storici ed archeologici, letture e creatività attraverso il mito antico, laboratori specifici per persone con disabilità. E, ancora, le conferenze di #nonrompeteci, il progetto di contrasto alla violenza di genere costruito insieme al Centro Antiviolenza Fabiana di Corigliano-Rossano. L’offerta si articola in due sezioni, una aperta a tutti e concentrata nei fine settimana, per favorire una più ampia partecipazione, l’altra infrasettimanale e specifica per le scuole di ogni ordine e grado, che potranno prenotare la partecipazione delle proprie classi. I laboratori si terranno negli spazi del Museo nazionale archeologico della Sibaritide e saranno gratuiti e inclusi nel costo del biglietto d’ingresso. “Attraverso l’attività culturale, educativa e didattica”, spiega il direttore Filippo Demma, “il Parco continua ad aprirsi e ad incontrare il territorio e la comunità in maniera diretta e accessibile. La programmazione a lungo termine che abbiamo costruito quest’anno vuole andare incontro alle esigenze di tutti: le iniziative che proponiamo ampliano la già ricca offerta del 2023 con l’obiettivo di raggiungere il più alto numero possibile di persone e rendere il Parco un luogo per tutti, senza nessuna esclusione”.
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