Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone la visita guidata “Etruschi, Greci e Vicino Oriente”, con Valeria De Scarpis, secondo appuntamento del ciclo “ESTATE all’ETRU”

Balsamario proveniente dalla Siria, realizzato in pietra e decorato con lamine d’oro, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
Sabato 3 agosto 2024 “Etruschi, Greci e Vicino Oriente”, secondo appuntamento del nuovo ciclo di visite guidate “ESTATE all’ETRU” comprese nel costo del biglietto d’ingresso al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: Valeria De Scarpis condurrà i partecipanti in un viaggio nel Mediterraneo, evidenziando la presenza di oggetti particolari sia per i materiali utilizzati che per le iconografie scelte. Appuntamento presso l’accoglienza di Villa Giulia alle 11. Visita compresa nel biglietto di ingresso, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente in sede, salvo disponibilità. Con un particolare balsamario proveniente dalla Siria, realizzato in pietra e decorato con lamine d’oro, si ripercorreranno le antiche rotte mediterranee e i contatti tra culture diverse che hanno contribuito alla grande fioritura dell’arte e dell’artigianato etrusco attraverso gli straordinari reperti esposti nelle sale di Villa Giulia.
Reggio Calabria. Per “Estate MArRC” il convegno “FOOD TELL – Assaggi di Storia” sul connubio tra cibo, storia e archeologia

Per “Estate MArRC”, venerdì 2 agosto 2024, alle 20.30, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria appuntamento con “FOOD TELL – Assaggi di Storia”, in collaborazione con l’associazione Nuovi Orizzonti. Un convegno sul connubio tra cibo, storia e archeologia e a seguire piccola degustazione di cibo e di vino. Con la partecipazione del prof. Daniele Castrizio e dello chef stellato Nino Rossi. Il biglietto di ingresso, al costo di 3 euro, permetterà ai partecipanti di visitare gli spazi espositivi del museo e di partecipare alle attività serali dalle 20 alle 23.
Monasterace (RC). Dopo un lungo e complesso intervento riapre il parco archeologico dell’Antica Kaulonía

L’attesa è finita. Giovedì 1° agosto 2024, alle 17, riapre il parco archeologico dell’Antica Kaulon. Dopo un lungo e complesso intervento per la realizzazione del parco archeologico e di adeguamento agli standard di accessibilità e valorizzazione, è annunciata la riapertura del nostro parco. Previsto un ricco calendario di eventi che metteranno in risalto il lavoro svolto, prima per mettere in sicurezza il Museo e poi per realizzare il Parco. Ritrovo per tutti al Museo alle 17 per proseguire verso il bellissimo parco.
Locri (RC). “Alla scoperta della polis greca”: visita guidata del museo e del parco archeologico di Locri Epizefiri con l’Archeoclub Locri
“Alla scoperta della polis greca”: visita guidata del museo e del parco archeologico di Locri Epizefiri (Rc) con l’Archeoclub Locri. Appuntamento domenica 28 luglio 2024, alle 17.30. Ritrovo nel piazzale antistante il museo alle 17.15. La visita si svolge al solo costo del biglietto di ingresso e non è necessaria la prenotazione. È preferibile portare con sé un cappello e dell’acqua. Scriveva Plinio nella Naturalis Historia: “Certi luoghi offrono alcune particolarità: d’estate in Africa le notti sono piene di rugiada; in Italia, a Locri e sul lago Velina, non c’è giorno in cui non appaia l’arcobaleno”.
Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno la conferenza “All’alba della storia di Ischia” con Claude Albore Livadie (università Suor Orsola Benincasa) quarto appuntamento del progetto Kepos 2024

Sabato 27 luglio 2024, alle 19.30, al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno (Ischia, Na), quarto appuntamento del progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella e dedicato alle fasi storiche più antiche dell’isola d’Ischia, in cui interverrà la prof.ssa Claude Albore Livadie, già direttore di ricerca al centro nazionale della ricerca scientifica (CNRS) e docente all’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, su “All’alba della storia di Ischia”. Dopo i saluti del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale e di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, interverrà la prof.ssa Claude Albore Livadie. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos.

Una sala del museo Archeologico di Pithecusae nella Villa Arbusto a Lacco Ameno di Ischia (foto museo pithecusae)
A partire dagli anni ‘30 del secolo passato le scoperte archeologiche di Giorgio Buchner fanno luce sulle prime attestazioni della presenza umana a Ischia rivelando da un lato quanto fossero stringenti le connessioni con le facies archeologiche campane e dall’altro quanto eruzioni, colate e alluvioni abbiano coinvolto drammaticamente le popolazioni locali. Saranno presentati i siti del Cilento, San Michele, Castiglione, Monte Vico e Mazzola occupati dalle popolazioni indigene di stirpe ausona/opica prima dell’arrivo degli Eubei. I dati che emergono da questi insediamenti saranno oggetto di una approfondita analisi, volta anche ad avanzare nuove interpretazioni circa la cronologia, confermando quanto le isole fin dalle epoche più remote furono sempre luogo di grandi sperimentazioni culturali.
Reggio Calabria. Per “Estate MArRC”, il museo Archeologico nazionale propone, in collaborazione col CIS, la conferenza “Ifigenia in Aulide di Euripide e Ιφιγένεια di Mihalis Kakogiannis” con la prof. Paola Radici Colace (già università di Messina)

Per “Estate MArRC”, venerdì 26 luglio 2024, alle 21, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si terrà la conferenza “Ifigenia in Aulide di Euripide e Ιφιγένεια di Mihalis Kakogiannis”, in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Il biglietto di ingresso, al costo di 3 euro, permetterà ai partecipanti di visitare gli spazi espositivi del museo e di partecipare alle attività serali dalle 20 alle 23. L’accesso alla terrazza sarà aperto fino a un massimo di 90 partecipanti, senza necessità di prenotazione, fino ad esaurimento posti. L’evento è promosso dal MArRC e curato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Sarà inoltre attivo sulla terrazza del Museo durante la serata l’info point del parco nazionale d’Aspromonte, una finestra sull’area protetta. Verranno fornite ai visitatori le informazioni utili sulle peculiarità naturalistiche e culturali del suo territorio, e proposte delle degustazioni di prodotti identitari grazie alla partecipazione dell’Azienda Agricola Perrone. Contestualmente il concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC proporrà due visite guidate alla scoperta delle collezioni del museo, alle 20 e 21.45. Info su costi e prenotazioni allo 06 399 676 00.

La terrazza sullo Stretto al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Introdotta da Fabrizio Sudano, direttore del museo, e da Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, relaziona la prof.ssa Paola Radici Colace, già ordinario di Filologia classica al dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’università di Messina, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS della Calabria. La prof.ssa Colace, attraverso un contributo di video proiezione, offrirà una dettagliata analisi dell’opera teatrale e del film. Una serata speciale per immergersi nella bellezza e nella profondità della tragedia classica, arricchita dall’analisi e dalle immagini cinematografiche che daranno vita a questa opera senza tempo. “Ifigenìa in Àulide” è una tragedia di Euripide, scritta tra il 407 e il 406 a.C., ambientata nell’accampamento greco di Aulide, sulla costa della Beozia. La trama si svolge nel momento in cui le navi greche, dirette a Troia, sono bloccate nel porto da una bonaccia. L’indovino Calcante rivela che la causa è l’ira di Artemide, furiosa per il massacro di uno degli animali a lei sacri. L’unico modo per placare la dea e ottenere venti favorevoli è il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone. La tragedia esplora temi di angoscia paterna, conflitti interni dei soldati, l’inganno del falso matrimonio con Achille, l’angoscia di Clitennestra e lo stupore dolorante di Ifigenia. La versione cinematografica “Ιφιγένεια”, diretta da Mihalis Kakogiannis e musicata da Mikis Theodorakis, trasporta sullo schermo la potenza delle parole di Euripide, mettendo in luce la fragilità e la pusillanimità degli ‘eroi’ di fronte al potere. Il film, interpretato da Irene Papas (Clitennestra) e Tatiana Papamoschou (Ifigenia), è celebre per la sua capacità di trasmettere, attraverso gli occhi colmi di dolore e rabbia di Clitennestra, le profonde emozioni e le future tragedie che scaturiscono dalle azioni dei protagonisti. Uscito nel 1977, “Ιφιγένεια” ha ricevuto una Nomination all’Oscar come Miglior film parlato in lingua straniera e una Nomination alla Palma d’Oro al Festival di Cannes.
Paestum e Velia. Nelle due aree archeologiche, collegate con la navetta, torna la rassegna “Musica & Parole”: nove serate con grandi artisti tra arte storia e cultura

Dal 26 luglio al 24 agosto 2024, il cielo di Paestum e Velia farà da cornice alle grandi stelle della musica italiana, protagoniste della rassegna “Musica & Parole”. Nove serate da assaporare tra le meraviglie archeologiche di questi due Parchi, dove arte, storia e cultura si fondono per dar vita a una serie di aperture serali straordinarie. I concerti inizieranno alle 21. Quest’anno grande novità: grazie alla navetta inclusa nel biglietto by night disponibile da Paestum a Velia e da Velia a Paestum per tutte le serate, è possibile godersi i concerti in tutta tranquillità. Partenza navetta ore 19. Rientro navetta ore 23.30. Il costo del biglietto serale “Paestum & Velia by Night” è di 10 euro. Tutti gli eventi sono inclusi nel biglietto di ingresso serale al Parco, nella card Adotta un blocco e nell’abbonamento “Paestum & Velia”. Dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso ore 23.15) saranno aperte le aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa della città). Orari di apertura e chiusura biglietterie dalle 20 alle 23.15. L’acquisto del biglietto di ingresso dà diritto ad accedere al Parco e a seguire i concerti, ma non dà diritto al posto a sedere che non è prenotabile. I biglietti sono disponibili presso le biglietterie di Paestum e Velia oppure online ai seguenti link: Paestum: https://www.vivaticket.com/it/Ticket/paestum-by-night/240437, Velia: https://www.vivaticket.com/it/Ticket/velia-by-night/240436.

Anna Oxa con il concerto “Voce sorgente” apre la rassegna “Musica & Parole” a Paestum (foto pa-paeve)
Si parte da Paestum il 26 luglio 2024 con il concerto di Anna Oxa, intitolato “Voce Sorgente”. Il 9 agosto 2024 sarà la volta di Danilo Rea e Peppe Servillo con “Napoli Jazz”. Il 16 agosto 2024 Nicola Piovani salirà sul palco con “Note a Margine” e infine il 23 agosto 2024 l’Orchestra Ghislieri di Pavia chiuderà la rassegna di Paestum con “Dei ed eroi. Gli splendori dell’opera barocca tra Napoli e l’Europa”.

Noemi con il concerto “Non ho bisogno di te” apre la rassegna “Musica & Parole” a Velia (foto pa-paeve)
A Velia, la rassegna si aprirà il 27 luglio 2024 con il concerto di Noemi, intitolato “Non ho bisogno di te”. Il 4 agosto 2024 Paolo Fresu e Rita Marcotulli si esibiranno insieme, seguiti il 13 agosto 2024 da Fabrizio Bosso con il progetto “We Wonder”, un omaggio a Stevie Wonder. La voce di Karima ci avvolgerà il 17 agosto 2024 con “Bacharach Forever” e il 24 agosto 2024 Peter Cincotti chiuderà la rassegna a Velia.

La direttrice Tiziana D’Angelo nelle serate di “Musica&Parole” al Tempio di Nettuno di Paestum (foto pa-paeve)
“Siamo lieti di annunciare il ritorno della rassegna Musica&Parole, un appuntamento estivo atteso e importante per Paestum e Velia, attraverso cui l’archeologia si apre alla musica contemporanea e sinfonica e con esse si carica di energia e significati inediti”, afferma Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. “Le performance di artisti eccezionalmente talentuosi e versatili donano nuova vita alla storia millenaria dei nostri siti. Questi eventi, resi possibili dal Piano di Valorizzazione del Ministero della Cultura, ci consentono di raggiungere un vasto e diversificato pubblico e di rafforzare i legami con le nostre comunità, sia locali che internazionali”.
Gela (Cl). Al via le operazioni di recupero del Gela II, il relitto di epoca greca (V sec. a.C.), scoperto nel 1990 nei fondali di contrada Bufala. Nove mesi di lavori. Primo trattamento nel museo Archeologico del Bosco Littorio

Elmi corinzi recuperati nei fondali di contrada Bufala e conservati nel museo Archeologico di Gela (foto salvo emma / soprintendenza del mare)
Hanno preso il via le operazioni di recupero del Gela II, il relitto di epoca greca, databile al V secolo a.C., rinvenuto nei fondali di contrada Bulala, nei pressi del porto di Gela (Cl). Lo comunica la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il progetto di scavo e recupero del relitto denominato “Gela II”, realizzato e diretto dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, sarà effettuato dal raggruppamento di imprese “Atlantis” di Monreale (Pa) e “Cosiam” di Gela che si sono aggiudicati i lavori per un importo di circa 500mila euro a valere sul “Patto per il Sud 2014-2020”. Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori è di 270 giorni. Le operazioni, che si attestano alla Soprintendenza del Mare in qualità di stazione appaltante, si svolgeranno con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Gela e di Eni Rewind; il direttore dei lavori è Roberto La Rocca mentre il responsabile unico del procedimento è Pietro Selvaggio. Grazie a una fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza del Mare, la Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta e il Parco archeologico di Gela, sarà possibile realizzare le attività di primo trattamento conservativo, consolidamento e restauro definitivo nei locali appositamente allestiti nel museo che ha ospitato lo scorso anno la mostra sul relitto “Gela I”, all’interno del Bosco Littorio (vedi Gela. Al parco archeologico di Bosco Littorio apre la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, che con oltre 80 pezzi racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Fulcro è la “Nave di Gela” del V sec. a.C. per la prima volta ricomposta dopo Forlì. Regione Siciliana: “Occasione di rilancio per Gela e il turismo archeologico siciliano” | archeologiavocidalpassato).

Il suggestivo allestimento della Nave di Gela per la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)
“Il mare di Gela ha restituito in questi decenni tracce del passato di estrema importanza, che contribuiscono alla ricostruzione della sua storia”, afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Il recupero di questo secondo relitto costituisce l’ulteriore occasione per il territorio gelese per continuare quel processo di sviluppo culturale e turistico che questa parte di Sicilia merita. Le due navi greche e i numerosi reperti recuperati in questi anni, potranno costituire un polo di attrazione culturale legato all’archeologia subacquea che Gela attende da troppi anni e che consentirà di coniugare le esigenze di tipo scientifico con quelle di tipo culturale”.

Reperti lignei recuperati nei fondali di contrada Bufala e conservati nel museo Archeologico di Gela (foto salvo emma / soprintendenza del mare)
Il relitto “Gela II” fu individuato a circa un chilometro dal primo relitto “Gela I” da un subacqueo locale nel lontano 1990; lo stesso consegnò alcuni frammenti ceramici, individuati a pochi metri di profondità tra un cumulo di pietre (che si rivelerà essere la zavorra dell’imbarcazione), alla Soprintendenza di Caltanissetta. Nel 1995 una prima indagine subacquea sistematica individuò sul fondale la presenza di reperti lignei pertinenti lo scafo e furono recuperati numerosi reperti ceramici del carico che consentirono di datare l’età del relitto. Negli anni successivi, dai fondali di Gela sono stati recuperati numerosi reperti come gli elmi corinzi, individuati a contrada Bulala, o i numerosi lingotti di oricalco, attualmente in esposizione al Museo archeologico di Gela oltre a molte anfore e ancore pertinenti relitti affondati nello specchio acqueo di fronte Bulala, a pochi metri di profondità.




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