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Agrigento capitale della Cultura 2025. Maria Concetto Parello anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” le iniziative del parco della Valle dei Templi, a cominciare dall’edizione speciale di RAM film festival a dicembre e della mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento” sulla collezione Panitteri

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoagrigento_parco-valle-templi_logoagrigento_capitale-della-cultura-2025_logoUn’edizione speciale di RAM film festival 2024 “Sguardi sulle migrazioni” è stata inserita nelle manifestazioni del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per Agrigento capitale della Cultura 2025. È Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ad anticipare ad “archeologicavocidalpassato.com” le iniziative del parco in cantiere per Agrigento capitale della Cultura: a dicembre 2024 innanzitutto un’edizione speciale di RAM film festival 2024 nelle sedi di Agrigento, Lampedusa e Licata; e poi una grande mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento” con l’esposizione di alcuni vasi della preziosa collezione Panitteri di vasi agrigentini conservata all’Antikensammlungen di Monaco; e ancora le Giornate Gregoriane, la Giornata di Archeologo e molte altre iniziative. Soddisfazione per questa conferma della collaborazione virtuosa tra il RAM film festival e il parco della Valle dei Templi è espresso da Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto.

“Ci avviciniamo ad Agrigento Capitale della Cultura che si celebrerà nell’anno che sta per arrivare”, esordisce Maria Concetto Parello, “e il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ha in cantiere alcune iniziative. E trovandomi a Rovereto vorrei parlare innanzitutto dell’iniziativa che coinvolge noi, la soprintendenza di Agrigento e il RAM film festival che sarà l’organizzazione di un festival che faremo alla metà del mese di dicembre. È un festival che avrà, come il festival di quest’anno a Rovereto, il tema delle migrazioni e stiamo organizzando assieme appunto ai colleghi di Rovereto e a Valentina Caminneci per la soprintendenza di Agrigento un programma – devo dire – molto ricco ed estremamente interessante che porteremo ad Agrigento, a Lampedusa e a Licata nelle giornate dal 16 al 19 di dicembre.

“Insieme a questa manifestazione – anticipa Parello – il parco si è preso carico di altre iniziative importanti. Tra queste vorrei ricordare la mostra “Da Girgenti e Monaco, da Monaco ad Agrigento” che prevede l’arrivo ad Agrigento di alcuni vasi dell’importante collezione Panitteri che si trova attualmente all’Antikensammlungen di Monaco ed è una mostra che appunto vede il ritorno di questi capolavori e vuole essere anche un momento di riflessione su quella che è stata la conoscenza di Akragas nella Mitteleuropa a partire appunto dalla metà dell’800 e questa mostra sarà preceduta quest’anno dalle Giornate Gregoriane (4-5 dicembre 2024, ndr) il cui tema è connesso appunto al collezionismo e collezionisti in Sicilia tra 7 e 800.

“Accanto a questo le altre attività di cui il Parco si sta occupando in questo momento ma ne seguiranno altre che saranno aggiornate a partire dall’inizio dell’anno prossimo, vorrei ricordare una Giornata di Archeologo, che è una campagna di archeologia sociale che noi svolgeremo in alcuni tra i siti più importanti che afferiscono al parco della Valle dei Templi, quindi Licata, Ravanusa, Lampedusa e la villa di Realmonte, e poi una mostra sui Chiaramonte e poi ancora un progetto con l’università di Palermo che è Adotta un monumento. Altre mostre che vedranno la presenza nel territorio di altri reperti archeologici che in questo momento sono custoditi in musei regionali. E questo insomma è quello su cui stiamo lavorando in questo momento”.

“Il festival che stiamo organizzando – come dicevo – insieme alla soprintendenza di Agrigento è un festival che si incardina nella collaborazione ormai ventennale con il RAM di Rovereto. Abbiamo voluto sperimentare un’altra formula, di un altro momento di condivisione e di costruzione di progetto con un ente con il quale il parco della Valle dei Templi collabora da vent’anni. E la novità è che questa volta la collaborazione è a tre e ci aspettiamo di riuscire a coinvolgere la nostra comunità”.

“Il fatto di poter replicare questa nostra esperienza della 35ma edizione di RAM, replicarla in Sicilia dove siamo già attivi da 20 anni, una collaborazione molto virtuosa con il parco archeologico di Agrigento”, commenta Giovanni Laezza, “è per noi una grande soddisfazione. È un carico notevole per lo staff organizzativo e anche per i creativi perché tutto avviene in sostanza durante il RAM che diventa anche un’occasione per contattare tutti gli operatori a vario titolo, giornalisti registi opinionisti esperti, insomma contattarli e chiedere la disponibilità per una cosa che avviene tra una manciata di settimane, quindi a tempi molto stretti. Il tutto è uno dei tanti lasciti – diciamo così – di Paolo Orsi, perché non so se tutti sanno che Paolo Orsi era roveretano ma che ha dedicato 40 anni della sua vita agli scavi archeologici in Sicilia e in Calabria. Però lui è riuscito a creare un ponte e nella sua memoria facciamo tutto questo”.

Agrigento. Al parco della Valle dei Templi visite tematiche e degustazione “Il Refrigerium e altre storie”: viaggio affascinante tra sacro e profano

agrigento_valle-dei-templi_isite-tematiche-il-refrigerium-e-altre-storie_locandinaIn prossimità di Ognissanti, il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con le visite tematiche e degustazione “Il Refrigerium e altre storie” il 2 e 3 novembre 2024, alle 14, apre le porte a un viaggio affascinante tra sacro e profano: dalla collina greca ai luoghi di preghiera paleocristiani. Scopri usi, costumi e tradizioni legate alla ricorrenza, con un dolce omaggio della tradizione locale. Concludi l’esperienza nelle antiche catacombe, guidato dagli archeologi di CoopCulture. Partenza dall’ulivo saraceno presso il Tempio della Concordia.

Paestum (Sa). Al via la XXVI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: quattro giorni con un ricco programma di incontri, confronti, approfondimenti; molti i premi assegnati; appuntamento di incontro tra domanda e offerta per tutte le destinazioni turistico-archeologiche a livello internazionale. Ecco qualche idea nel ricco programma

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Next, ex Tabacchificio Cafasso, sede della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum (foto bmta)

paestum_bmta-2024_locandinaCon la cerimonia del taglio del nastro al Next al via giovedì 31 ottobre 2024 la XXVI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum fino a domenica 3 novembre 2024. La BMTA è promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, la Provincia di Salerno, il parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Ideata e organizzata dalla Leader srl. Il Next, ex Tabacchificio Cafasso, sito di archeologia industriale risalente agli anni Venti, quando vi lavoravano 300 tabacchine e in occasione dello sbarco a Paestum del 1943 sede del comando degli Alleati, “simbolo della Piana del Sele” come lo definì il critico d’arte e filosofo Gillo Dorfles. Ingresso gratuito alla BMTA, esteso anche al Parco archeologico e al Museo nazionale, oltre allo sconto del 30% sulle Frecce di Trenitalia per chi raggiunge Napoli o Salerno. Info su bmta.it

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L’area archeologica di Paestum, sito Unesco (foto parco archeologico Paestum)

Tutto inizia prima del 1998, quando il sito archeologico di Paestum viene candidato a Patrimonio dell’Umanità UNESCO, circostanza che fa scattare l’intuizione in Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il quale pose le basi per un evento di grande respiro, che potesse accompagnare il processo di valorizzazione dell’area archeologica, la cui notorietà era surclassata di gran lunga dal brand della mozzarella di bufala. Così la BMTA partì con la sua prima edizione qualche settimana prima dell’annuncio dell’inserimento nella Lista Unesco, che fu dato a Kyoto in Giappone il 5 dicembre. E a 26 anni di distanza rimane l’unico appuntamento di incontro tra domanda e offerta per tutte le destinazioni turistico-archeologiche a livello internazionale. Obiettivo della BMTA è sempre stato, partendo dal sito dell’antica Poseidonia della Magna Grecia, quello di promuovere non solo le bellezze del Mezzogiorno d’Italia e del nostro “Bel Paese”, un “museo a cielo aperto”, favorendo e facendo crescere soprattutto l’offerta turistica del Sud in ambito culturale, ma anche le destinazioni di più continenti.

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Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa mediterranea del Turismo archeologico a Paestum (foto bmta)

I FONDI EUROPEI Il Parlamento Europeo con l’Ufficio Italia e la Commissione Europea con la Rappresentanza Italiana in collaborazione con Associazione Civita aprono il 31 ottobre con una conferenza sui fondi europei per il patrimonio e il turismo culturale, relatori Carlo Corazza, direttore Ufficio Italia del PE; Simonetta Giordani, segretario generale Associazione Civita; Barbara Casagrande, segretario generale ministero Turismo; Enrico Martino, direttore generale Unità di Missione per il PNRR ministero Turismo; Angelantonio Orlando, direttore generale Unità di Missione per il PNRR ministero Cultura; Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti; Renzo Iorio, vice presidente vicario Federturismo Confindustria.

UNIONCAMERE PROTAGONISTA CON ISNART E MIRABILIA NETWORK Giovedì 31 ottobre si svolge l’incontro a cura di ISNART Istituto Nazionale Ricerche Turistiche “ECCELLENZA LOCALE, PRESTIGIO MONDIALE: I RICONOSCIMENTI UNESCO E LA CATENA DI VALORE TURISTICO PER I TERRITORI. L’effetto del riconoscimento sui flussi turistici e le nuove progettualità del Sistema camerale per la valorizzazione delle destinazioni UNESCO” con l’introduzione del presidente di Unioncamere Andrea Prete e il presidente di ISNART Istituto Nazionale Ricerche Turistiche Loretta Credaro; modera Vito Signati coordinatore nazionale Associazione Mirabilia Network; intervengono Paolo Bulleri di ISNART, Tommaso De Simone presidente Camera di Commercio di Caserta, Lucia Di Bisceglie presidente Camera di Commercio di Bari, Girolamo Pettrone commissario straordinario Camera di Commercio Irpinia Sannio, Michele Somma presidente Camera di Commercio della Basilicata, Angelo Tortorelli presidente associazione Mirabilia Network.

ARCHEOLOGIA PUBBLICA Negli anni il nuovo approccio dell’archeologia pubblica ha trovato nella BMTA terreno fertile per approfondire con la governance di Musei e Parchi il valore identitario che ogni sito rappresenta per le comunità locali, quale strumento di crescita per la cittadinanza attiva, tema che nel pomeriggio del 31 ottobre – in occasione della Conferenza “Imprese, professioni e volontariato nel patrimonio archeologico” – affronta il volontariato delle associazioni professionali e di promozione sociale, meritevoli dell’apertura di musei civici e siti: FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, Touring Club, Legambiente, Gruppi Archeologici, Archeoclub, UNPLI Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Associazione Nazionale Archeologi, Confederazione Italiana Archeologi. Inoltre, nel corso della Conferenza, viene presentata la ricerca “Il valore sociale ed economico del volontariato a sostegno del patrimonio culturale e archeologico” a cura di S.R.M. Studi e Ricerche per il Mezzogiorno Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo che evidenzia quanto siano rilevanti le attività svolte dalle associazioni di volontariato, e dal Terzo Settore in generale, nel contribuire al “valore” (circa 3,3 miliardi di euro) dei nostri numerosi beni culturali e archeologici (53 siti Unesco, 4.416 luoghi culturali). Gli oltre 730mila volontari, in gran parte giovani, a tempo pieno e qualificati ma tutti fortemente motivati, rendono possibile una fruizione ampia e completa delle nostre attrazioni che spesso soffrono di carenza di personale, cosa che ne limiterebbe le possibilità di piena fruizione. Un ulteriore fattore che qualifica l’apporto del Terzo Settore è la rete di relazioni molto alta e variegata che esso riesce a sviluppare con chi governa il territorio, con chi si occupa di formazione (scuole, Università, enti di ricerca) e con chi gestisce risorse umane e finanziarie (istituti di credito, fondazioni ex bancarie, ecc.). Quindi i volontari e tutti gli operatori del Terzo Settore diventano una fondamentale leva per sostenere, gestire, comunicare e “amplificare” a tutti noi il grande valore storico-culturale, sociale e relazionale che i beni archeologici rappresentano per la comunità.

TURISMO ESPERIENZIALE E SOSTENIBILE NELLE AREE INTERNE Il fondatore della BMTA, Ugo Picarelli, da sempre consegna ai territori e ai decisori pubblici visioni e buone pratiche, ultima quella di una intermodalità sostenibile nelle aree interne e nei parchi, anche per individuare soluzioni all’overtourism nei capoluoghi regionali delle città d’arte, collegando in rete le stazioni dei piccoli Comuni con treni regionali e storici, dalle quali con navette personalizzate raggiungere i siti culturali più vicini. Nelle biglietterie e uffici, da tempo dismessi, delle stesse stazioni insediare cooperative e imprese giovanili per offrire servizi turistici, noleggio di auto e bike elettriche, cammini lungo i sentieri del CAI, itinerari di turismo equestre, al fine di valorizzare borghi e beni culturali e riqualificare l’offerta turistica in una chiave esperienziale e sostenibile. Altra proposta, nata grazie allo straordinario patrimonio sommerso del Sud, in primis Baia – fiore all’occhiello del parco archeologico dei Campi Flegrei – e al grande lavoro per la fruizione di ben 26 itinerari di Sebastiano Tusa, artefice 20 anni fa della nascita in Sicilia della soprintendenza del Mare e poi assessore regionale ai Beni culturali (in sua memoria la BMTA assegna dal 2021 per l’archeologia subacquea un Premio alla carriera, al miglior progetto museale, alla comunicazione), è la certificazione del Consiglio d’Europa di un itinerario culturale europeo dei siti archeologici subacquei, sulla falsariga della Via Francigena, attraverso un partenariato mediterraneo tra le Regioni del sud e i Paesi del “mare nostrum”.

I PARTNER E LA COOPERAZIONE CULTURALE Partner ufficiali: oltre al riconfermato ACI Automobile Club d’Italia, che illustrerà agli studenti nella sezione “ArcheoLavoro” le regole per una guida sicura e una mobilità sostenibile, anche AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, preposta all’attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo definita dal ministero degli Affari Esteri, nel salone con un’area di 70 mq e venerdì 1° novembre con la Conferenza “Il patrimonio culturale nel Mediterraneo come fattore di sviluppo: le iniziative dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo” sui progetti a favore del patrimonio culturale in Tunisia, Marocco, Libano e Giordania, in quanto il valore e l’efficacia delle azioni in questi ambiti sono volano di crescita economica, benessere e sviluppo per i paesi destinatari, anche mediante la creazione di servizi turistici sostenibili e di qualità (tra i relatori il Direttore di AICS Marco Riccardo Rusconi, il direttore generale del Patrimonio culturale ministero della Cultura del Marocco Mustapha Jlok, il vice direttore generale delle Antichità del ministero della Cultura della Siria Human Saad, il direttore generale del museo di Baghdad in Iraq Luma Yas Jassim). Invece, la direzione generale della Diplomazia Pubblica e Culturale del ministero degli Esteri sempre il 1° novembre organizza la conferenza “Archeologia italiana: tradizione, innovazione e sviluppo locale” con i direttori delle missioni archeologiche italiane in Iraq, Libia e Siria, presenti Paolo Matthiae emerito della Sapienza Università di Roma, che 50 anni fa in Siria scoprì Ebla, Filippo La Rosa Vice dir. gen. della direzione generale Diplomazia Pubblica e Culturale, Stefano Ravagnan Inviato speciale del Ministero per la crisi siriana e prossimo ambasciatore a Damasco in vista della riapertura delle relazioni diplomatiche.

paestum_bmta-2024_premio-khaled-asaad_locandinaIL DIALOGO INTERCULTURALE E IL PREMIO INTITOLATO A Khaled al-Asaad Già dai tempi della distruzione dei Buddha di Bamiyan, poi dei siti e musei archeologici in Afghanistan e in Iraq, la Borsa ha avuto un occhio sempre attento ai Paesi vetrina di guerre o conflitti. Nel 2015, dopo che la BMTA per anni ha sempre eletto un Paese ospite ufficiale, la drammatica distruzione del sito archeologico di Palmira e l’attentato al Museo del Bardo a Tunisi trovarono protagonismo nell’immagine coordinata a ricordo di quanto accaduto, così come fu istituito annualmente un premio dedicato a Khaled al-Asaad, l’International Archaeological Discovery Award, l’archeologo che aveva pagato con la vita per mano dell’Isis e che premia la scoperta archeologica dell’anno a livello internazionale, quale riconoscimento per gli archeologi, protagonisti nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio dell’umanità. La 10ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è stata vinta dalla scoperta del MOLA Museum of London Archaeology dei resti di un mausoleo romano a Londra nel quartiere di Southwark. Il Premio si inserisce a pieno titolo come buona pratica di dialogo interculturale e della cooperazione tra popoli, tematiche che la BMTA ha portato a Paestum quale luogo di incontro (legittimato dalla partecipazione dei vertici delle Nazioni Unite della Cultura di Parigi, UNESCO, e del Turismo di Madrid, UNWTO, ora UN Tourism) tra accademici, archeologi e operatori turistico culturali, che hanno lavorato a progetti e tavoli comuni, nel solco di una visione culturale, dove non esistono frontiere e ideologie, vedi anche il gemellaggio con Palmira nel 2018 e quest’anno l’incontro “Cultura, archeologia, turismo: identità mediterranee” organizzato dal “Cortile dei Gentili” (Fondazione guidata dal Card. Gianfranco Ravasi per promuovere il dialogo tra credenti e non credenti sulle grandi questioni etiche e culturali del nostro tempo) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e con la partecipazione dei direttori del Colosseo Alfonsina Russo e di Pompei Gabriel Zuchtriegel.

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“Archeovirtual” è una delle sezioni della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (foto bmta)

LA BMTA ALL’INSEGNA DELL’INNOVAZIONE E DELLA INCLUSIONE ArcheoVirtual è la sezione multimediale della BMTA sulle applicazioni digitali e sui progetti di archeologia virtuale in collaborazione con il Digital Heritage Innovation Laboratory, Istituto delle Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche. ArcheoVirtual vuole essere una finestra sulla disciplina che si occupa di studiare, interpretare, comprendere e comunicare il patrimonio archeologico e il suo contesto attraverso un processo di acquisizione dei dati, ricostruzione, verifica continua e ogni anno, dal 2006, si articola nella mostra e anche nel workshop tematico, che affianca la rassegna dei progetti esposti. In considerazione della grande attenzione che il PNRR ha riservato con un investimento di 300 milioni di euro per il nostro patrimonio culturale nel segno dell’inclusività per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi italiani, ArcheoVirtual dal titolo “DiversaMente” mette al centro dell’attenzione i diversi tipi di pubblico e i loro universi esperienziali per una fruizione del patrimonio modellata sulle esigenze e aspettative di ciascuno attraverso l’uso sapiente delle tecnologie. La mostra al museo Archeologico nazionale si indirizza ai diversi orientamenti e tipi di funzionamenti della persona, all’inclusività e all’accessibilità in tutte le sue forme, nell’idea di disegnare i musei di domani secondo modelli che i visitatori sentano sempre più vicini. Il workshop “DiversaMente: la diversificazione dell’offerta per i pubblici della cultura”, che insieme alla mostra approfondisce il tema annuale, vede tra gli altri la partecipazione per la prima volta dell’UN Tourism con la partecipazione del Dipartimento Ethics, Culture, & Social Responsibility.

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Il Salone Next alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (foto bmta)

BMTA 2024: IL SALONE ESPOSITIVO DI 5.000 MQ AL COPERTO Lo spazio più ampio è del ministero della Cultura, protagonista con 36 incontri, ai quali partecipano 160 relatori, presso la sala convegni all’interno dei 350 mq, che annoverano anche 14 laboratori didattici; presenti, inoltre con un proprio stand i Parchi del Colosseo, Pompei, Appia Antica, Sibari e Crotone, Cerveteri e Tarquinia, Campi Flegrei, Paestum e Velia e il museo nazionale Romano, il museo Archeologico di Reggio Calabria, la soprintendenza nazionale del Patrimonio Subacqueo. Tra le presenze non statali il parco sommerso di Gaiola, il Mav di Ercolano, il museo di Fara in Sabina e per l’estero il museo de Arqueología de Catalunya.

Per la prima volta il Parlamento Europeo Ufficio per l’Italia, la Commissione Europea Rappresentanza Italiana e l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, così come i partner ufficiali della BMTA 2024 ACI Automobile Club d’Italia e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), quest’ultima con un’area di 70 mq.

Tra i Paesi Esteri il Vaticano con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Cina, Siria, Tunisia, Macedonia del Nord, Cipro, Guatemala, Serbia, Estonia, Spagna.

Numerose le regioni presenti: la Sicilia con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi che promuoverà Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna con Visit Romagna, Lazio, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Roma Capitale con il Municipio X sede del parco archeologico di Ostia Antica, Città Metropolitana di Roma Capitale, Provincia di Trento, Fondazione Aquileia, parco nazionale dell’Aspromonte, parco geominerario della Sardegna e i Gal Valle del Belice, Sinis, Anglona, Vesuvio. Inoltre, le Diocesi Agrigento e di Salerno e numerose delegazioni regionali delle Pro Loco dell’UNPLI e la Pro Loco di Ragusa.

Carraro Lab, poi, arricchirà l’offerta di esperienze turistiche da parte di borghi, centri storici e siti archeologici, grazie alla stratificazione storica ricostruita digitalmente attraverso realtà aumentata, virtuale e intelligenza artificiale, permettendo di estendere il viaggio nella dimensione del tempo con ambienti e oggetti sintetici del passato che compaiono nel mondo reale e interagiscono con il turista, mentre Glossa srl impresa di cultura digitale esporrà i suoi asset di sviluppo software digitalizzazione e multimedialità nell’ambito delle tecnologie applicate ai beni culturali.

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Lo stand della Regione Campania alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (foto bmta)

La Regione Campania, con uno stand di 160 mq a cura dell’assessorato al Turismo e della direzione generale per le Politiche culturali e il Turismo, promuoverà il patrimonio archeologico dei grandi attrattori, ma soprattutto delle aree interne. Presenti, in primis il Comune di Napoli e la Città Metropolitana di Napoli, oltre a Glossa srl impresa di cultura digitale nell’ambito delle tecnologie applicate ai beni culturali campani. Grande attesa per Napoli Salerno Airports Gesac, che presenterà ai buyer europei ospiti l’offerta dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi, di recente operativo.

110 Conferenze e 600 Relatori: tra le numerose conferenze la XVI Riunione Scientifica della SISTUR Società Italiana di Scienze del Turismo “Prospettive e tendenze del turismo, fra viaggi, identità culturali e ospitalità” con due tavole rotonde su turismo delle radici e su turismo culturale e 8 sessioni con 55 abstract.

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Archeoincontri alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (foto bmta)

LE SEZIONI DELLA BMTA Fiore all’occhiello i “Laboratori di Archeologia Sperimentale”, rappresentazione di edutainment attraverso la riproduzione delle tecniche usate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano, dalle armi agli utensili a cura di 30 rievocatori, quest’anno con la partecipazione straordinaria di Rome Word, il Parco a tema dell’Antica Roma per vivere la storia e una giornata da antico romano in un viaggio che porta 2000 anni indietro nel tempo; “ArcheoIncoming” con i tour operator specialisti delle destinazioni turistico-archeologiche, Carrani Tours, Destination Italia, Kel 12, Mondo Emozioni; “ArcheoLavoro”, orientamento post diploma e post laurea a cura delle Università, presenti Salerno, Basilicata, Suor Orsola Benincasa di Napoli; “Incontri con i Protagonisti” dove il grande pubblico entra in contatto con i grandi archeologi: Nikolaos Stampolidis, direttore Museo dell’Acropoli di Atene, mentre, Luigi Malnati e Paolo Giulierini, autori di recenti libri sull’Italia prima di Roma, interverranno con la conduzione di Anthony Muroni, presidente Fondazione Mont’e Prama, che quest’anno celebra i 50 anni del ritrovamento dei “Giganti di pietra”;

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Workshop con i buyer esteri e nazionali alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (foto bmta)

Workshop con i buyer esteri e nazionali, incontro b2b tra la domanda europea selezionata dall’Enit (20 buyer provenienti da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svizzera e 4 tour operator specialisti italiani) e l’offerta del turismo culturale, che avrà luogo sabato 2 novembre dalle 10 alle 18.

paestum_bmta_premio-archeologia-subacquea_sebastiano-tusa_locandinaI PREMI Il premio “Paestum Mario Napoli” a Acropolis Museum, Atene; e Fondazione Mont’e Prama, Sardegna. Il premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” alla migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale “Le vie dell’acqua a Mediolanum” al civico museo Archeologico di Milano: la mostra ha documentato per la prima volta lo straordinario lavoro di ingegneria idraulica messo in opera a Mediolanum in epoca romana e in gran parte conservatosi nel sottosuolo urbano. Metodologicamente ha un suo valore didattico e disciplinare per ciò che si intende come archeologia subacquea, ovvero il rapporto tra l’uomo e l’acqua nel tempo, conservatosi sott’acqua o in ambiente umido. Il premio al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici a White Crane Ridge (Baiheliang) Underwater Museum, Cina: il primo museo sottomarino della Cina e “il primo museo sottomarino accessibile senza immersioni al mondo” riconosciuto dall’UNESCO. Il premio al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione a John Pedeferri giornalista Sky TG24, ideatore e curatore del podcast “Trafug’Arte”. Numerose le puntate dedicate all’archeologia subacquea, tra le quali memorabili quelle sui Bronzi di Riace e sull’Atleta di Lisippo rinvenuto nell’Adriatico davanti alla città di Fano. Le sue trasmissioni si distinguono per il coinvolgimento di personaggi del mondo scientifico quanto di persone che vivono nei luoghi vicino al rinvenimento di opere d’arte, poi, in parte o totalmente finite all’estero. Il premio riconoscimento alla carriera a Luis Filipe Monteiro Vieira de Castro: professore di archeologia subacquea alla prestigiosa Università di Coimbra, si è affermato come archeologo subacqueo navale attraverso una lunga carriera maturata in Portogallo, Stati Uniti, Italia. Ha saputo coniugare archeologia subacquea, archeologia navale e storia, antropologia: questa modalità interdisciplinare gli ha permesso di raggiungere risultati importanti per la storia del rapporto tra l’uomo e il mare, non solo nell’antichità. Il premio “Antonella Fiammenghi” conferito agli studenti universitari che hanno svolto la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico.

Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” presentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)

palermo_archeologico_libro-Dalla-ceramica-alla-storia-economica-Il-caso-di-Palermo-islamica_locandinaPresentazione del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome), un’opera fondamentale per gli studi sulla Palermo islamica e medievale, che si fonda sul l’analisi di oltre 40mila reperti, alcuni dei quali conservati nelle collezioni del museo Salinas. Appuntamento mercoledì 30 ottobre 2024, alle 17, nell’Agorà del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo. La presentazione vedrà la partecipazione di studiosi di prestigio, Lucia Arcifa (università di Catania) e Annliese Nef (université de la Sorbonne). L’autrice Viva Sacco (British Academy-UCL) discuterà i risultati del suo lavoro pionieristico. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

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Copertina del libro “Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica” di Viva Sacco (Ed. École française de Rome)

Il libro. Negli ultimi anni lo studio della Sicilia islamica, per lungo tempo affidato esclusivamente all’analisi delle fonti scritte, ha beneficiato di numerosi nuovi risultati archeologici, i quali hanno permesso di accedere a nuovi tipi di informazioni utili a gettare luce su alcuni aspetti della storia sociale ed economica dell’isola. Allo stesso tempo si è reso necessario distinguere la cultura materiale tipica dell’età islamica da quella della successiva epoca normanna, a lungo considerate un tutt’uno. Questo nuovo approccio allo studio della Sicilia islamica ha fatto emergere in maniera più evidente il ruolo chiave che Palermo ebbe nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del Mediterraneo centrale. Il presente lavoro si inserisce in questa nuova fase degli studi concentrandosi sulla capitale siciliana, osservata attraverso il filtro delle sue produzioni fittili destinate sia al mercato locale sia al più ampio mercato mediterraneo, oltre che delle importazioni ceramiche. Per la prima volta vengono messi a sistema oltre 40.000 frammenti provenienti da contesti archeologici di diversi siti palermitani ed extra-urbani al fine di proporre un utile strumento di lavoro per lo studio dei depositi stratigrafici. Inoltre, questo lavoro classificatorio permette anche e soprattutto di mostrare il contributo che la fonte archeologica, ed in particolare la ceramica, può offrire nella ricostruzione della storia economica di un periodo e di un’area geografica a lungo considerati avvolti nell’oscurità.

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L’archeologa Viva Sacco

Viva Sacco. Dottore in archeologia e storia dell’arte islamica all’université Paris-Sorbonne e l’università di Messina, ancienne membre de l’École française de Rome, è una archeologa e ceramologa specialista nello studio delle produzioni ceramiche circolanti in Sicilia e Ifrīqiya tra IX e XII secolo.

Roma. Al dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università presentazione del libro “Museo dell’Arte Classica: Gipsoteca. Volume II” di Raffaella Bucolo (casa editrice Aguaplano)

roma_sapienza_libro-museo-d-arte-classica_gipsoteca_raffaella-bucolo_locandinaMercoledì 30 ottobre 2024, alle 17.30, nell’aula di Archeologia del museo dell’Arte classica del dipartimento di Scienze dell’Antichità – Polo Museale – Sapienza Università di Roma, presentazione del libro “Museo dell’Arte Classica: Gipsoteca. Volume II” di Raffaella Bucolo (Casa Editrice Aguaplano). Dopo i saluti di Giorgio Piras, direttore del dipartimento di Scienze delle Antichità di Sapienza università Roma; e Claudia Carlucci, direttrice del polo museale Sapienza, presentano Anna Anguissola, università di Pisa; Claudia Cecamore, museo della Civiltà Romana; Simone Rambaldi, università di Palermo.

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Copertina del primo volume sul “Museo dell’Arte classica. Gipsoteca” curato da Marcello Barbanera

Il catalogo “Museo dell’Arte classica. Gipsoteca II” di Raffaella Bucolo segue dopo quasi trent’anni il primo volume del Catalogo delle sculture a firma di Marcello Barbanera, allora conservatore del museo, che concepì la sua opera presentando i calchi non solo allo scopo di valorizzare il senso della loro storicizzazione e la funzione quali strumenti della ricerca sulla ricostruzione della scultura antica, ma anche impiegando le fonti dell’archivio storico del Museo per ripercorrerne la storia insieme a quella della sua importante collezione. Il primo catalogo comprende i calchi esposti dalla sala I alla sala XIX del museo, mentre il secondo volume prosegue con le schede dei singoli calchi fino alla sala XLI. L’impostazione del Catalogo segue quella del precedente, nel presentare i calchi secondo il percorso allestitivo tradizionale del Museo – dal 1935 trasferito nell’edificio di Lettere e Filosofia della nuova Città universitaria -, basato sullo sviluppo cronologico degli originali greci e della loro distribuzione nelle sale, mantenuto anche dopo il rinnovato allestimento curato da Andrea Carandini e Marcello Barbanera del 1997. Il percorso cronologico, impostato ab origine da E. Löwy, continua ad essere il filo rosso che connota l’esposizione dei calchi per dare una continuità nel tempo al Museo anche nei futuri assetti museografici.

 

Taranto. Al museo Archeologico nazionale si festeggia Halloween con “Reperti… da paura!”: visite tematiche per adulti al mattino, e i più piccoli al pomeriggio

taranto_archeologico_halloween-al-marta_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Taranto si appresta a vivere il periodo più pauroso dell’anno dedicata alla Festa di Halloween. Il 30 e il 31 ottobre 2024, alle 11, il personale del MArTA accompagnerà i visitatori in “Reperti… da paura!”: una visita tematica, della durata di un’ora e mezza, destinata a grandi e piccini. Un viaggio nel tempo attraverso i corridoi dei due piani del museo di Taranto e le sue collezioni permanenti, alla coperta delle vicende avventurose di divinità, eroi e creature mostruose che si celano fra le vetrine. La visita delle 11 è prevista per un massimo di 25 partecipanti. Alle 16.30 invece la visita diventa un percorso con indizi e indovinelli tra i capolavori custoditi nelle sale del museo incontrando mostri e fantasmi, civette, gorgoni e satiri, dedicata a bambini tra i 6 e i 12 anni. La visita dura circa un’ora e mezza e al termine del percorso sarà consegnato a tutti i bambini un ricordo della giornata.

Roma. Al Palazzo delle Esposizioni la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia, storia e mito” con Massimo Cultraro (Cnr-università di Palermo) nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma”

roma_palazzo-esposizioni_mirabilia-urbis_locandinaSold-out in un lampo. È la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia storia e mito” con Massimo Cultraro, dirigente di ricerca del CNR e docente di Archeologia egea all’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, alle 18.30, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma” a cura di Ivana Della Portella e Irene Berlingò.

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Heinrich Schliemann (1822-1890)

Nell’autunno del 1875 Heinrich Schliemann (1822-1890), il celebre scopritore di Troia, in un momento di difficoltà con le autorità ottomane che gli avevano revocato il permesso di scavo ad Hissarlik, si trasferisce a Roma, dando avvio ad un nuovo e ambizioso progetto di ricerca. Nasce l’idea di ricostruire la storia degli esuli troiani in Italia, attraverso una combinazione di indagini archeologiche e la rilettura del celebre mito della fuga di Enea dalla città di Troia. Seguendo il viaggio dei Troiani, Schliemann esplora prima Segesta ed Erice, alla ricerca della tomba di Anchise, per poi spostarsi nel Lazio, dove alcuni saggi di scavo presso Marino rivelano una necropoli ad incinerazione dell’età del Ferro, identificata con la mitica Alba Longa.

Padova. Prima conferenza della terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” promossi dall’università di Padova tra ottobre e dicembre. Ecco il programma

padova_palazzo-maldura_Incontri-bizantini-e-neogreci-d-autunno_locandinaLa conferenza di Maria Rosa Caracausi dell’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, apre la terza edizione di “Incontri bizantini e neogreci d’autunno” organizzati, in collaborazione con l’associazione italiana di Studi Bizantini e l’associazione nazionale di Studi Neogreci, da Niccolò Zorzi e Francesco Scalora del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, nell’ambito degli insegnamenti di Letteratura bizantina, Filologia bizantina, Storia e civiltà bizantina, “Tra Oriente e Occidente: da Bisanzio al Rinascimento italiano, Lingua e Letteratura neogreca”, che riuniscono giovani ricercatori e studiosi affermati, che presentano ricerche in corso o sintesi critiche. Gli incontri si tengono da ottobre a dicembre 2024 a Palazzo Maldura e al Complesso di Beato Pellegrino di Padova, aperti agli studenti della laurea triennale e magistrale, i dottorandi, gli assegnisti e tutti gli interessati.

IL PROGRAMMA. Martedì 29 ottobre 2024, alle 16.30, al Complesso Beato Pellegrino, Maria Rosa Carausi (università di Palermo) in “Jorgos Seferis, Οι γάτες τ’ Αϊ-Νικόλα: storia di una poesia”; giovedì 31 ottobre 2024, alle 14.30, al Complesso Beato Pellegrino, Lambros Liavas (National and Kapodistrian University of Athens) in “Music in the Aegean: the Sounding Sea. The musical tradition of the Aegean Archipelago from Antiquity toour days”; martedì 19 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Daniele Tinterri (università di Padova) in “Le voci dei greci negli archivi genovesi e veneziani. Appunti sulla società dell’Egeo tardomedievale”; lunedì 25 novembre 2024, alle 12.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Vivien Prigent (Ecole Française de Rome – CNRS Paris) in “Bisanzio e l’Occidente nel secolo XI: nuove sfide, nuove opportunità”; mercoledì 11 dicembre 2024, alle 14.30, a Palazzo Maldura (aula Scattola), Massimo Peri (università di Padova) in “Ideologia e metrica neogreca”.

Reggio Calabria. La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival: il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo vince il premio “Città di Reggio Calabria”

film-semidei-di-alessandra-cataleta-e-fabio-molloLa storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival che con un punteggio di 9.0 ha assegnato il premio “Città di Reggio Calabria” della prima edizione del RIFF al film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo. La proclamazione in chiusura della cerimonia di premiazione domenica 27 ottobre 2024 in Piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. A fare gli onori di casa i direttori artistici del RIFF, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, con il direttore del MArRC, che hanno tracciato il bilancio, più che positivo, di questa prima edizione, ringraziando quanti hanno reso possibile la sua realizzazione, dalle istituzioni agli sponsor, dallo staff di ArcheoVisiva al personale del museo.

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Il sindaco Giuseppe Falcomatà consegna il premio “Cittò di Reggio Calabria” alla regista Alessandra Cataleta, per il film “Semidei” (foto riff)

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Frame del film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo

Lorenzo Daniele ha proclamato i titoli dei primi tre film che hanno riscosso il maggior consenso del pubblico: “Al terzo posto con il punteggio di 8,6, un punteggio abbastanza alto, il film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63’). Al secondo posto con un punteggio di 8,7 (quindi i decimali contano moltissimo in questi casi) il film “One big family” di Vassilis Loules (Grecia, 2022, 69’). Vince il premio del pubblico “Città di Reggio Calabria”, con il punteggio di 9.0, il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo (Italia, 2023, 94’). Il premio, realizzato dall’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria che raffigura il leprotto della monetazione greca di Rhegion, lo stesso che è stato scelto per il logo del RIFF, è stato consegnato dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, alla co-regista Alessandra Cataleta che ha commentato: “ll film Semidei ha avuto vari riconoscimenti, ma questo è il primo premio che il film Semidei vince realmente e lo vince in presenza dei protagonisti: i Bronzi di Riace. E questo mi emoziona tantissimo. Lo vince qui al museo che è la casa dei Bronzi ed è stata la casa che ha ospitato le riprese. Quindi – ha continuato – rinnovo i ringraziamenti allo staff del Museo che ci ha accompagnati durante le riprese supportandoci, sopportandoci, soprattutto cercando ovviamente di tamponare qualsiasi cosa. Perché noi eravamo attentissimi però voi siete i custodi di un tesoro, fate un lavoro di un’importanza fondante perché custodite la memoria, la memoria della possibilità che l’essere umano possa voltare le spalle a guerre e dedicarsi all’arte, a qualcosa di sublime che ci unisce tutti. Luoghi come questo sono un avamposto – volendo usare un termine in realtà belligerante – ma un avamposto di pace e di dialogo tra esseri umani. Quindi il vostro lavoro è importantissimo. E quello che voleva dimostrare, raccontare il film è anche questo attraverso la storia dei Bronzi, la storia di questo splendido territorio che abbiamo cercato di raccontare attraverso lo sguardo dei Bronzi. Porto i ringraziamenti di un reggino doc, Fabio Mollo, che mi ha trascinato in questa sua avventura, in questo viaggio così intimo nella sua terra”.

Semidei, il documentario diretto da Alessandra Cataleta e Fabio Mollo, racconta una storia straordinaria, iniziata duemila anni fa e riaffiorata nell’estate del 1972. Due misteriose statue in bronzo che rappresentano due guerrieri, riemergono dal mare che costeggia Riace Marina in provincia di Reggio Calabria. Ribattezzati i Bronzi di Riace, i due guerrieri sono riconducibili alla Grecia Antica e sono rimasti sommerse per oltre due millenni. Il documentario ripercorre, attraverso testimonianze e materiale inedito, le tappe della straordinaria vicenda ancora oggi intrisa di mistero. Le due statue si trovano nel museo Archeologico di Reggio, ad oggi gli studiosi si interrogano sull’esistenza di altri bronzi non ancora ritrovati e su diverse incongruenze che mantengono vivo l’enigma attorno ai due guerrieri a cui mancano le lance e gli scudi.

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Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria (foto FB)

La prima edizione del Rhegion Film Festival è stata chiusa dall’intervento del sindaco Falcomatà. Falcomatà: Complimenti a voi per aver organizzato questa prima edizione del festival che è stato un successo di pubblico e di critica, che è andato ad arricchire un ottobre già ricco di iniziative nella nostra città. Questo testimonia quanto l’offerta culturale e turistica possa e debba essere sempre più destagionalizzata nel corso dell’anno nella nostra città. Perché la città si presta ad accogliere più iniziative durante l’anno, si presta per il suo clima per la sua voglia di vivere e respirare cultura. E questa iniziativa va esattamente in questa direzione. Naturalmente complimenti a Semidei, noi l’abbiamo apprezzato nei mesi scorsi e siamo molto orgogliosi di questo prodotto che in qualche modo racconta quella che è stata la storia dei Bronzi e raccontando la storia dei Bronzi racconta anche la storia della nostra città. Fa sempre bene recuperare la memoria di quello che è stato e soprattutto in prospettiva di quello che la nostra città può essere e può diventare. E in questo un ruolo importantissimo lo gioca il nostro museo. Io ho finito i termini per ringraziare Fabrizio Sudano per la sua attività, per quello che sta facendo non solo per il museo ma anche per la nostra città. Si dice che non basti l’esilio per definirsi poeta, mutuando un po’ questa frase noi potremmo dire non bastano le opere d’arte per definirsi museo, ed è quello che in qualche modo sta facendo il direttore insieme a tutto il suo staff: organizzare cioè delle iniziative, degli incontri che consentano ancora di più di apprezzare le opere d’arte all’interno del museo e di apprezzare la nostra città. Naturalmente noi non ci accontentiamo, sappiamo benissimo che si può fare sempre meglio, si può fare sempre di più. Proprio per questo noi sia come Comune sia come Città metropolitana siamo disponibili e contenti di poter dare una mano per la prossima edizione affinché possa essere una conferma di quanto questo tipo di iniziative possano aiutare la città a crescere e a promuovere se stessa. Perché noi abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico, culturale, archeologico e lo dobbiamo promuovere in ottica futura, in ottica di quello che davvero la città potrà diventare nei prossimi anni sfruttando tutte quelle che sono le sue unicità, le sue bellezze naturali”.

Caltanissetta. Alla Fondazione Sicana il convegno “Quali sono le buone pratiche dell’archeologia?” promosso da Italia Nostra: per tre giorni di studio e confronto alcuni tra i massimi archeologi illustreranno le buone pratiche nello scavo, nel restauro, nella manutenzione programmata, nella musealizzazione e nella valorizzazione

caltanissetta_fondazione-sicana_convegno-le-buone-pratiche-dell-archeologia_locandina“Quali sono le buone pratiche dell’archeologia?” è una domanda ma anche il titolo del convegno promosso da Italia Nostra il 28, 29 e 30 ottobre 2024 nella sede della Fondazione Sicana di SICILBANCA a Caltanissetta, col patrocinio del Comune di Caltanissetta, Fondazione Sicana e Sicilbanca: per tre giorni di studio e confronto alcuni tra i massimi archeologi dell’accademia internazionale e italiana cercheranno di dare una risposta proprio a questa domanda.

A introdurci al convegno con un video di Italia Nostra sono Lorenzo Guzzardi, archeologo e già direttore della Villa del Casale di Piazza Armerina e di molti siti della soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali della Sicilia, e Caterina Greco, archeologa e già direttrice del museo Archeologico regionale ‘A. Salinas” di Palermo. “In un panorama scompaginato da attività tra le più disparate – Telamoni ricostruiti ad Agrigento, festini tra i templi di Selinunte, sfilate di moda nel Parco Archeologico di Nora e concerti rock nel Teatro greco di Siracusa – tutte tese a dare spazio esistenziale ad un turismo guarda e fuggi”, commentano gli organizzatori di Italia Nostra, “vogliamo ragionare oggi intorno alla possibilità per i nostri siti archeologici di essere riconosciuti per quello che sono: un diritto collettivo di godere della bellezza, partecipare della cultura, acquisire competenze e appartenenza a una storia identitaria e condivisa e mitigare le disuguaglianze sociali”. I relatori illustreranno le buone pratiche nello scavo, nel restauro, nella manutenzione programmata, nella musealizzazione e nella valorizzazione, con particolare attenzione ai rapporti tra siti archeologici e territorio.

PROGRAMMA LUNEDÌ 28 OTTOBRE 2024. Alle 15, saluti istituzionali: sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro; vicesindaco e assessore alla Cultura e Turismo, Giovanna Candura; presidente di SICILBANCA, Giuseppe Di Forti; presidente del consiglio regionale Sicilia di Italia Nostra, Leandro Janni. Introduzione ai lavori: contributo del vicepresidente della Fondazione Sicana, Antonio Piraino. PRIMA SESSIONE: comunicazioni provenienti dalle aree europee. Alle 15.45, introduce e coordina: Michel Gras. Alcuni casi in ambito europeo: Dominique Garcia, “Il nuovo modello francese”; Giorgio Rocco, “Prospettive per una disciplina del restauro dell’antico”; Nikolaos Stampolidis, “Il caso studio di Eleutherna (Creta) dagli scavi al museo e sito UNESCO”.

PROGRAMMA MARTEDÌ 29 OTTOBRE 2024. Alle 10, SECONDA SESSIONE: esempi italiani provenienti da alcune aree gestite direttamente dal MiC ovvero da altre istituzioni. Coordina: Michele Campisi. Carlo Pavolini, “Il caso di Ostia e i Parchi archeologici come possibili esperienze di gestione multidisciplinare”; Silvia Guideri, “Un’esperienza di valorizzazione integrata di un patrimonio archeologico e paesaggistico: il Sistema dei parchi della Val di Cornia in Toscana”; Enrico Rinaldi, “Il Parco archeologico di Sepino: gestione, manutenzione programmata e valorizzazione”; Anna Maria Rotella, “Il caso di Vibo Valentia e il “parco archeologico diffuso”; Fabio Pagano, “Il Parco archeologico dei Campi Flegrei, una memoria relazionale”. Alle 15, TERZA SESSIONE: casi siciliani nelle varie forme delle organizzazioni al fine di identificare i punti di forza e quelli di debolezza. Coordina: Leandro Janni. Caterina Greco, “Musei in Sicilia: analisi, problemi e proposte”; Elisa Bonacini, contributo, “Esperienze, soluzioni e tecniche di comunicazione e valorizzazione per un patrimonio al digitale”; Lorenzo Guzzardi, “La grande esperienza delle istituzioni siciliane soprintendenze/parchi/musei”; Serena Raffiotta, “Archeologia e comunità d’eredità: buone pratiche dall’entroterra della Sicilia”; Simona Modeo, “La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Sicilia centrale e il ruolo delle Associazioni di volontariato: i casi di Sabucina, Montagna di Marzo e Monte Scalpello”; Rosa Lanteri, “Il Parco archeologico di Siracusa. Dalla perimetrazione alla gestione”.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE 2024. Alle 9.30, QUARTA SESSIONE: gli aspetti teorici e normativi: un problema aperto. Introduce e Coordina: Filippo Coarelli. Rita Paris, contributo, “La figura di Parco archeologico: creazione e funzionamento”; Adriana Laudani, “Il contesto normativo in Sicilia: la sua genesi e il suo tradimento?”; Francesca Valbruzzi, “Luoghi della Cultura in Sicilia: lo Stato dell’Arte”; Massimo Frasca, “Esempi di buone pratiche in archeologia: collaborazione fra le istituzioni”. Tavola rotonda: per l’elaborazione del documento finale delle giornate. Coordina: Massimo Frasca. Intervengono: Michel Gras, Michele Campisi, Massimo Cultraro, Dieter Mertens. I lavori si concluderanno con una relazione del prof. Filippo Coarelli con il compito di trarre le più opportune conclusioni e sullo “stato presente” dell’Archeologia in Sicilia.