In libreria “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar) dell’archeologo Giuseppe Garbati, esperto di cultura fenicia e punica

Copertina del libro “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar)
È in libreria la nuova fatica di Giuseppe Garbati “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar). “Gli dèi proteggono dalla morte – su legge nella presentazione -, custodiscono gli uomini nella morte, difendendone il riposo. Ma anche gli dèi possono avvicinarsi pericolosamente alla soglia che separa la vita dall’aldilà, fino a scomparire negli Inferi (sia pure per poi tornare). Non sempre, tuttavia, l’universo dei morti, divinità comprese, si presenta temibile e spaventoso; dalla terra, infatti, germogliano le colture, la cui abbondanza è anch’essa espressione delle potenze sovrumane. A simili tematiche è dedicato questo libro: protagonisti sono gli uomini, gli dèi e la morte, analizzati come componenti dinamiche di quei percorsi che l’uomo intraprese nell’Antichità per elaborare culturalmente il decesso, provando in qualche modo a gestirlo e a controllarlo. Al centro dell’indagine si collocano i Fenici, le cui variegate comunità, tra l’Oriente e l’Occidente mediterraneo del I millennio a.C., formularono diverse soluzioni per affrontare la morte, sulla base degli specifici quadri culturali di riferimento”.

L’archeologo Giuseppe Garbati (foto cnr)
Giuseppe Garbati, archeologo, specialista della cultura fenicia e punica, conduce ricerche dedicate soprattutto alle forme cultuali, al materiale votivo e alla morfologia delle divinità fenicie. Insieme a Tatiana Pedrazzi (ISPC – Milano) dirige il progetto “Transformations and Crisis in the Mediterranean. ‘Identity’ and Interculturality in the Levant and Phoenician West”.
Sperlonga (Lt). Al museo Archeologico nazionale il convegno “La navigazione nel Mediterraneo”: si parlerà di navigazione ma soprattutto delle diverse tipologie di mappe utilizzate dal Medioevo al Rinascimento
“La navigazione nel Mediterraneo” è il titolo del convegno al museo Archeologico nazionale di Sperlonga domenica 6 agosto 2023, alle 18. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Museo, Parco Riviera di Ulisse e Lega Navale di Sperlonga. Si parlerà di navigazione ma soprattutto delle diverse tipologie di mappe utilizzate dal Medioevo al Rinascimento. Inoltre, fino al 27 agosto 2023, saranno presenti dei pannelli illustrativi nella Sala didattica del Museo. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Sperlonga. Saranno presenti per i saluti Cristiana Ruggini, direttrice del Museo; Armando Cusani, sindaco di Sperlonga; Angelo Napolitano, comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta; Gennaro Di Lorenzo, presidente Lega Navale sezione di Sperlonga; Oreste Luongo, direttore del Parco Riviera di Ulisse. Intervengono: Manuela Ruggiero, docente, “La navigazione oceanica e scambi commerciali nel mando arabo islamico”; Carlo Danadio, docente di geografia fisica e geomorfologia DISTART università Federico II di Napoli, Progetto RomEWInd “Roman Environment Wind Indicators”; Luigi Valerio, collaboratore DISTART università Federico II di Napoli, “La navigazione nel Mediterraneo dal Medioevo al Rinascimento”; Adriano Madonna, ECLab – Dipartimento di Biologia università Federico II di Napoli, “I mostri marini spauracchio degli antichi navigatori”.
Adria. Al museo Archeologico nazionale sarà esposto in modo permanente il vaso attico a figure nere del gruppo di Leagro recuperato dai carabinieri Tpc e consegnato alla direzione regionale musei del Veneto

Vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro (525-500 a.C.) (foto drm-veneto)

Vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro (525-500 a.C.) (foto drm-veneto)
La sua provenienza è ignota. Ma è certo che il vaso attico consegnato ufficialmente nei giorni scorsi dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia alla direzione regionale Musei Veneto verrà successivamente assegnato permanentemente al museo Archeologico nazionale di Adria per l’esposizione al pubblico. L’importante reperto, un vaso attico a figure nere opera dei ceramografi del gruppo di Leagro e databile tra il 525 e i 500 a.C., arricchirà e integrerà così in modo significativo la sua già importante collezione di ceramica attica, nota a livello internazionale.
Ischia. Per il progetto Kepos 2023, al museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno la conferenza “Navigatori, mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico” con Flavia Frisone (università del Salento)
A Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), sede del museo Archeologico di Pithecusae, quarto appuntamento del progetto Kepos 2023 Archeologia e paesaggio. Appuntamento sabato 5 agosto 2023, alle 19, con l’incontro “Navigatori mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico”. Gli “umidi sentieri”, famosa espressione poetica coniata da Omero per indicare il mare e i suoi percorsi, è la definizione di un Mediterraneo che non è il nostro, ma è uno spazio di avventura e scoperta nel quale le navigazioni, fra mito e realtà hanno contribuito alla costruzione di una durevole dimensione culturale. Dagli uomini alle idee, dalle piante all’esperienza del vivere, tutto ha viaggiato su questi sentieri del mare. E ha costruito storie nuove, nuove identità, incroci e scambi determinati non tanto da categorie etnico-politiche pre-definite ma dai ritmi, dalla forza, dall’imprevedibile potenza del mare e della natura, e dall’incessante umana ricerca che ne ha carpito i segreti. Dopo i saluti della presidente della fondazione “W. Walton e Giardini La Mortella” Alessandra Vinciguerra e del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, interverrà la prof.ssa Flavia Frisone, ordinario di Storia greca all’università del Salento a Lecce con la relazione “Navigatori, mercanti e pirati sugli “umidi sentieri” del Mediterraneo antico”. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos 2023. Ingresso libero. “Il nostro mare di mezzo”, spiegano gli organizzatori, “è, storicamente, un mosaico di esperienze e di apporti che conoscono l’intero ventaglio di modalità che sempre hanno le interazioni fra i gruppi umani, dalle forme di coesistenza pacifica alle espressioni di più violento conflitto. Suoi tratti connotativi sono l’incontro e la dinamica, e, nella misura in cui questi due elementi sono capaci di alimentarsi reciprocamente e rigenerarsi l’uno dall’altro. Partendo da questo luogo topico, la Pithekoussai dei Greci, simbolo ed esempio di quella remota stagione di sfide e di creatività, la conferenza vuole illustrare alcuni dei protagonisti di quelle lontane avventure, così come ci vengono restituiti dalla documentazione storico-archeologica”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’Estate al MArRC” sulla terrazza sullo stretto presentazione del libro “Scilla. Il mito che vive” di Adriana Verardi. In attesa della grande mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”
Giovedì 3 agosto 2023, alle 21, sulla splendida terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, nuovo appuntamento con “Notti d’Estate” con la presentazione del libro “Scilla. Il mito che vive”, promossa dall’associazione Calabria Spagna, immersi nella coreografia mitologica curata dall’architetto Giuseppe Bruzzese. Interviene Carmela Palumbo, cultrice di cose calabre alla presenza dell’autrice Adriana Verardi. “Dopo il grande successo della programmazione del mese di luglio, con oltre 20.000 ingressi, il Museo rilancia con nuovi e appassionanti eventi nel cuore dell’estate”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Ciò conferma il successo della programmazione serale delle Notti d’Estate. Cittadini e turisti hanno la possibilità di visitare le meravigliose collezioni del Museo in atmosfera notturna”. “Con questa iniziativa”, dichiara Rosa Italia Fontana, presidente dell’associazione Calabria Spagna, “procede la collaborazione con il Museo reggino e con il suo Direttore, che negli anni si é mostrato ampiamente sensibile alla vastità della secolare cultura reggina. La peculiarità del libro è una ricca e pregevole raccolta di carte che lo impreziosisce. Si rinsalda l’attenzione verso uno dei luoghi di maggior rilevanza relativamente alla presenza spagnola nella nostra terra: Scilla fu infatti baronia feudale e sede di Principato. Siamo certi che lo spessore dell’evento e la cura posta nella sua preparazione sarà apprezzata dal pubblico e dai membri e simpatizzanti del sodalizio filo spagnolo”. L’Associazione Calabria Spagna ha voluto esaltare la rilevanza mitologica, oltreché storica, del sito avvalendosi della coreografia “mitologica” approntata per l’occasione dalla società UNICRAM dell’architetto Giuseppe Bruzzese, che fruirà della collaborazione della costumista Renè Bruzzese, dell’aiuto costumista Sofia Peschi, del Coreografo Ruben Bruzzese, delle modelle: Valentina Canino, Alessia Alessi, Giada Bruzzi, Veronika Kalugina, Sofia Calabrò e Martina De Lorenzo.

Locandina della mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 4 agosto al 29 ottobre 2023
Da venerdì 4 agosto il Museo arricchirà l’offerta espositiva con quattro mostre temporanee, senza alcun biglietto supplementare. Inoltre gli eventi sulla terrazza, frutto di consoliate sinergie con le associazioni del territorio, continueranno a regalare ai visitatori nuove emozioni e occasioni di approfondimento”.Infatti venerdì 4 agosto 2023, doppio appuntamento al Museo. Alle 18, l’attesa inaugurazione della mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, curata dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, insieme al direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, Mario Iozzo, e all’etruscologa Barbara Arbeid (vedi Reggio Calabria. Gli Etruschi per la prima volta in Magna Grecia. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Le nuvole e il fumine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”: più di 100 opere dal museo Archeologico nazionale di Firenze | archeologiavocidalpassato). L’esposizione nasce dalla collaborazione con la direzione regionale Musei della Toscana. La sera il Museo proporrà un evento d’eccezione in terrazza, promosso in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Alle 21, la conferenza “Baccanti di Euripide: “il doppio” nel vino e nel teatro”, tenuta dalla prof.ssa Paola Radici Colace, già ordinario di Filologia classica del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne università di Messina e presidente onorario e direttore scientifico del CIS.
Velia. Sull’Acropoli alla presenza del ministro Sangiuliano si inaugura la mostra “Elea: la rinascita”, la prima realizzata dal parco con l’autonomia: prende spunto dalla scoperta – nel 2022 – del tempio arcaico di Atena coevo alla fondazione della colonia nel VI sec. a.C.
Conto alla rovescia per l’apertura a Velia della mostra “Elea: la rinascita”, la prima mostra realizzata al parco archeologico di Paestum e Velia da quando è stato dotato di autonomia speciale nel 2020, che trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli che hanno restituito tracce di un santuario dedicato ad Atena, risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. (vedi Velia. Sull’acropoli scoperti i resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Atena con ceramiche dipinte, armi e armature: reliquie della battaglia navale di Alalia del 541-535 a.C. tra i greci di Focea contro Cartaginesi ed Etruschi. Osanna: “Nuova luce sulla storia della colonia greca dei Focei” | archeologiavocidalpassato). Per il taglio del nastro della mostra “Elea: la rinascita” appuntamento sull’Acropoli di Velia venerdì 4 agosto 2023, alle 17. Interverranno Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia; Franco Alfieri, presidente della Provincia di Salerno e sindaco del Comune di Capaccio Paestum; Pietro D’Angiolillo, sindaco del Comune di Ascea; Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival. Le conclusioni affidate a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. Chiude il vernissage, alle 21, “Letture eleatiche” di Roberto del Gaudio; progetto sonoro di Gigi Masin ed Emanuele Errante; Visual art di Andrea Maioli a cura della Fondazione Alfonso Gatto. La mostra sarà aperta fino al 30 aprile 2024.

Veduta zenitale dell’acropoli di Elea-velia, interessata dalla campagna di scavo 2021-2022 (foto pa-paeve)
Il parco archeologico di Velia ospita la mostra “Elea: la rinascita”, che racconta la nascita di Elea e della sua comunità. “Elea – raccontano gli archeologi del Parco – non è una città come le altre. La sua vita comincia sotto il segno della guerra, con l’assedio e l’abbandono della madrepatria Focea e con la diaspora di un popolo che si trova ad affrontare una profonda crisi. La storia della nascita di Elea e della ri-nascita dei suoi abitanti in fuga da un destino di schiavitù è tanto antica quanto attuale e si concretizza nelle persone, nelle terre e nelle pietre di Elea. Intorno al 545 a.C. Focea, sulle coste dell’Asia Minore (Turchia), fu vittima della pressione dell’impero persiano. I suoi abitanti decisero di abbandonare la patria pur di non perdere la propria libertà, intraprendendo un lungo viaggio nel Mediterraneo. Circa un secolo dopo il grande storiografo Erodoto ne descrive le vicende: In viaggio verso Elea […] i Focei trassero in mare le pentecontere, imbarcarono i figli, le donne, e tutto il trasportabile, e inoltre le statue del santuario e le altre offerte […]; imbarcarono tutto, salirono a bordo essi stessi […]. Focea, deserta d’uomini, fu occupata dai Persiani. Scopriamo così una storia di battaglie e profughi, popoli e città, interventi diplomatici e territori. Dopo numerose traversie, nel 540 a.C. fu fondato il primo insediamento di Elea, che si presentava come un modesto villaggio di case di pietra e terra cruda, addensato ai bordi del promontorio dell’Acropoli, al cui vertice era il santuario di Athena”.
Sperlonga (Lt). Visto il successo, prorogata di un mese la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi” dedicata alla figura dell’eroe greco e alle sculture che lo rappresentano
Ancora un mese per visitare la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi” al museo Archeologico nazionale di Sperlonga (Lt). Visto infatti l’enorme successo, la mostra “Depositi (ri)scoperti… Ulisse e i suoi viaggi”, che doveva chiudere il 30 luglio 2023, è stata prorogata fino al 27 agosto 2023. Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra il museo nazionale Romano e la direzione regionale Musei del Lazio per ridare voce ai tanti reperti conservati nei depositi, che ha visto, nella prima tappa, la mostra organizzata presso il museo delle Navi romane di Nemi (Rm) (vedi Roma. Alle Terme di Diocleziano chiude la prima parte della mostra “Ulisse e gli altri” nell’ambito del progetto “Depositi (ri)scoperti” del museo nazionale Romano: opere solitamente custodite all’interno dei depositi | archeologiavocidalpassato). La mostra nasce anche nell’ambito dell’esposizione “L’istante e l’eternità – Tra noi e gli antichi”, che si tiene nel museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano (vedi Roma. A un mese dalla sua chiusura, scopriamo la grande mostra “L’istante e l’eternità” alle Terme di Diocleziano, 300 pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee. Intervento esclusivo del direttore Stéphane Verger | archeologiavocidalpassato) e che ha visto un importante contributo del museo Archeologico nazionale di Sperlonga con il prestito di alcune delle sue sculture più significative, come la testa di Ulisse e il gruppo del Palladio.

Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano: testa di Ulisse (ora al museo di Sperlonga) in marmo greco proveniente dal sepolcreto degli Statili (prima età imperiale) (foto mnr)
“Ulisse e i suoi viaggi” è dedicata alla figura dell’eroe greco e alle sculture che lo rappresentano: le opere provenienti dai depositi del museo nazionale Romano integrano quelle del museo Archeologico nazionale di Sperlonga creando un dialogo vivo e fattivo tra istituzioni. Proprio al museo nazionale Romano, che aveva il compito di accogliere i principali ritrovamenti di Roma e del Lazio, erano state destinate, in un primo tempo, le sculture di Sperlonga; per accoglierle nel luogo in cui erano state scoperte fu invece realizzato nel 1963 il museo Archeologico nazionale.

Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): grande mosaico di Ulisse e le Sirene (da Quarto di Corzano, provincia di Rieti, II secolo d.C.) (foto mnr)
Il percorso espositivo inizia dal grande mosaico di Ulisse e le Sirene (da Quarto di Corzano, provincia di Rieti, II secolo d.C.), presentato in un suggestivo allestimento multimediale che immerge il visitatore nel racconto del viaggio di Ulisse. Intelligente, tenace e assetato di sapere e di avventura, l’eroe è rappresentato nelle sue fattezze dalla testa di Ulisse in marmo greco (proveniente dal sepolcreto degli Statili, prima età imperiale): un uomo maturo, con chioma fluente e fitta barba, riconoscibile dal caratteristico copricapo, il pileus, suo comune attributo.

Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): testa di Circe in marmo greco rinvenuta nel 1928 sul promontorio del Circeo (foto mnr)
A dare risalto alle virtù di Ulisse contribuiscono le numerose figure femminili che animano il mito: l’amata moglie Penelope (esposta una testa in marmo del II secolo d.C.); l’affascinante Circe, con i suoi magici sortilegi (esposto un suo ritratto in marmo greco rinvenuto nel 1928 sul promontorio del Circeo); e la sua protettrice divina Atena, rappresentata da un busto rinvenuto nel suburbio di Roma.

Mostra “Ulisse e gli altri” alle Terme di Diocleziano (ora al museo di Sperlonga): sarcofago con raffigurazione di Achille tra le figlie di Nicomede (da Isola Sacra, seconda metà del II secolo d.C.) (foto mnr)
A raccontare le avventure di Ulisse, e degli altri personaggi che gravitano intorno alla sua figura, sono inoltre esposti un sarcofago con raffigurazione di Achille tra le figlie di Nicomede (da Isola Sacra, seconda metà del II secolo d.C.) e un’urna con scena della contesa per le armi di Achille (proveniente da Ostia Antica, seconda metà del II secolo d.C.).
Aidone. Al parco archeologico di Morgantina la 17ma performance itinerante “Tra mito e storia… Morgantina rivive”, dedicata ai tesori rubati e ritrovati, diretta da Marco Savatteri
È tutto pronto a Morgantina per la 17ma edizione della manifestazione “Tra mito e storia… Morgantina rivive” promossa dall’Archeoclub Aidone Morgantina, che da 17 anni si spende con ogni forza possibile e un impegno instancabile per portare avanti questo progetto di promozione del sito. Appuntamento domenica 30 luglio 2023, alle 19, nell’agorà dell’area archeologica di Morgantina, per un tuffo in un’atmosfera magica che ci riporterà a tanti secoli addietro ma allo stesso tempo ci farà rivivere una delle pagine più importanti della nostra storia. Ingresso libero. Questa 17ma edizione è dedicata ai tesori rubati e ritrovati, grazie all’interesse del regista Marco Savatteri per le storie dei recuperi che hanno reso Morgantina e il museo di Aidone famosi nel mondo. Il programma. Alle 19, performance itinerante e degustazione. Alle 20, “Di nuovo dea. La vera storia dei tesori ritrovati”, diretto da Marco Savatteri, con gli attori della compagnia teatrale “Kalòs”, ispirata dal libro “Caccia ai tesori di Morgantina” di Silvio Raffiotta.
Per “Notti d’Estate” 2023, sabato 5 agosto 2023, alle 21, sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il MArRC e il Touring Club Italiano, sezione di Reggio Calabria, presentano l’atteso approfondimento “Grandi Incontri al MArRC”. “Il Club di territorio del TCI di Reggio Calabria”, dichiara il console Francesco Zuccarello Cimino, “dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso con la direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze Cecilie Hollberg, promuove questo nuovo incontro sul museo Archeologico nazionale di Firenze, una delle principali realtà museali italiane”. Negli anni il format ha proposto entusiasmanti dialoghi con i più attivi direttori di musei ed enti culturali italiani, nella panoramica cornice della terrazza del Museo. “L’idea”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, “nasce dalla certezza che la condivisione di esperienze diverse e contesti geografici differenti possa offrire spunti di crescita comune e stimolare la partecipazione attiva alle iniziative culturali della città”. Aprirà la serata l’intervento di Stefano Casciu, a capo della direzione regionale Musei della Toscana, che parlerà dell’accordo di valorizzazione con il Museo reggino dal quale è nata la mostra “Le nuvole e il fulmine. Gli Etruschi interpreti del volere divino”, appena inaugurata al MArRC. “Ho accolto con entusiasmo questo invito”, dichiara Casciu. “La mia presenza su questa splendida terrazza segna l’avvio di una significativa sinergia, volta a promuovere e valorizzare in rete il ricchissimo patrimonio archeologico del nostro Paese”. A seguire ci sarà la presentazione di Mario Iozzo, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze. Archeologo di chiara fama, è socio ordinario della Società Archeologica Greca di Atene, membro ordinario dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, membro della Pontificia accademia di Archeologia e membro corrispondente dell’American Institute of Archaeology. Ha curato numerose mostre, tra cui The Chimaera of Arezzo (Malibu, 2009-2010); Piccoli Grandi Bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani delle Collezioni Mediceo-Lorenesi (Firenze, 2015); Tesori dalle terre d’Etruria: la collezione dei conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona (Firenze, 2020-2021). Iozzo presenterà i capolavori del museo Archeologico nazionale di Firenze. “Quello fiorentino”, commenta Iozzo, “è il più grande museo Archeologico d’Italia a Nord di Roma e le sue collezioni lo rendono tra i più rilevanti per la cultura degli Etruschi. Mi fa piacere accompagnarvi in un viaggio alla scoperta di questo Museo, con le sue straordinarie raccolte archeologiche, in gran parte risalenti al collezionismo dei Medici e dei Lorena”. La serata si concluderà con l’intervento dell’estruscologa Barbara Arbeid, curatrice della sezione etrusca del Museo fiorentino, che illustrerà il percorso della mostra appena inaugurata. “L’esposizione che abbiamo creato vuole illustrare gli aspetti principali della storia e della cultura etrusca attraverso una selezione di opere legate alle credenze religiose e ai rituali funerari. Tra gli oggetti più preziosi in mostra vi è certamente il grande diadema in oro, appartenuto a una sacerdotessa del V secolo a.C.”. Sabato 5 agosto 2023 il Museo resterà aperto fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30). Dalle 20, il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023).
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