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Roma. Alle Scuderie del Quirinale in arrivo la mostra “Tesori dei Faraoni”, per la prima volta dal Cairo 130 capolavori: dalle origini della civiltà faraonica allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, fino ad arrivare alle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni

Un mese. Manca solo un mese per l’apertura della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale: per la prima volta dal Cairo a Roma, dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026, un viaggio straordinario nel cuore dell’antica civiltà egizia. La mostra, curata da Tarek El Awady, sarà accompagnata da un catalogo curato da Zahi Hawass e pubblicato da Allemandi Editore. Il progetto espositivo è un’occasione imperdibile per poter osservare 130 capolavori provenienti dai più importanti musei dell’Egitto. Le opere in mostra regaleranno al pubblico la possibilità di scoprire questa storia incredibile: dalle origini della civiltà faraonica allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, fino ad arrivare alle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.

Attraverso sei sezioni tematiche, la mostra esplora la complessità della società egizia, l’autorità divina dei faraoni, la vita quotidiana, le credenze religiose, le pratiche funerarie e le più recenti scoperte archeologiche. Dalle spettacolari statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III ai raffinati gioielli reali, dagli oggetti di uso quotidiano finemente lavorati ai sarcofagi decorati con simboli sacri, l’esposizione svela l’eccezionale sofisticazione artistica e la profonda spiritualità che hanno reso l’antico Egitto una delle civiltà più affascinanti della storia.

La mostra è il risultato di un’importante iniziativa di diplomazia culturale tra Italia ed Egitto. Questa collaborazione ha reso possibile il prestito straordinario di capolavori provenienti da alcuni tra i più importanti musei egiziani, tra cui il museo Egizio del Cairo e il museo di Luxor. Molte di queste opere saranno esposte in Italia per la prima volta. La mostra vede la prestigiosa collaborazione del museo Egizio di Torino che firma importanti contributi e un prestito eccezionale.

Rovereto (Tn). Con l’anteprima “Dallo Spino alle fontane” al via ufficialmente la 36.ma edizione del RAM film festival: 70 film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. Alessandra Cattoi e Claudia Beretta ci fanno conoscere il ricco programma dei 5 giorni di Festival

Serata speciale in biblioteca “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città” (foto fmcr)

Con la speciale anteprima, martedì 23 settembre 2025, alle 18, in biblioteca Tartarotti, “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città”, reading teatrale con documenti dagli archivi antichi della Biblioteca, per narrare il legame storico di Rovereto con l’acqua, la città di Rovereto (Tn) entra nell’atmosfera della 36.ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, dal 24 al 28 settembre 2025, quest’anno dal titolo “Sguardi sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto. È il 1845, Rovereto compie un’impresa epica: por­tare l’acqua dalla sorgente dello Spino fino in città. Nasce una canalizzazione ambiziosa, le fontane cominciano a zampillare… e i cittadini cominciano a discutere. Tra discorsi solenni, regole ferree, litigi da lavatoio e vendite delle fontane, questo reading teatrale rac­conta la cronaca di un’epoca in cui l’acqua diventa finalmente bene comune, non senza qualche ine­vitabile baruffa. Un racconto vero e sorprendente, dove la Storia scorre… proprio come l’acqua. A cura del Gruppo teatrale “I Sottotesto”, in col­laborazione con Biblioteca Civica “G. Tartarotti”. Partecipazione gratuita.

Il sindaco di Rovereto, Giulia Robol (foto graziano tavan)

RAM 2025 propone uno sguardo ampio e plurale sul patrimonio culturale in tutte le sue forme: siti, ricerca archeologica, monumenti, paesaggi, tradizioni, popoli, memorie, lingue e culture. Il documentario diventa lo strumento per esplorare la complessità del mondo, mettendo in dialogo passato e presente, locale e globale. Settanta i film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. “L’ampio numero di film proposti”, sottolinea il sindaco di Rovereto Giulia Robol, “dimostra quanto il festival sia radicato e riconosciuto come punto di riferimento per l’archeologia, disciplina legata anche a figure storiche che hanno dato molto alla città. Inoltre, la collaborazione con istituzioni culturali come la Biblioteca Civica Tartarotti evidenzia la volontà di coinvolgere e avvicinare la cittadinanza, valorizzando e diffondendo il patrimonio legato all’archeologia”. E l’assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo Micol Cossali: “Il tema dell’acqua, filo conduttore di questa edizione del Ram Festival, crea un forte legame tra il nostro territorio e il resto del mondo. La storia e l’archeologia hanno sempre generato conoscenza e relazioni, e anche questa manifestazione valorizza un aspetto identitario della città: la capacità di aprirsi al mondo e di connettersi con la sua storia. E questa è una ricchezza che si rinnova nell’edizione di quest’anno dove il tema dell’acqua e la presenza dell’acqua si è intrecciata nello sviluppo della storia del nostro territorio”.

Con due interventi ad archeologiavocidalpassato.com, rispettivamente della direttrice della Fondazione Alessandra Cattoi e della direttrice artistica Claudio Beretta, scopriamo meglio l’articolato e ricco programma del RAM film festival 2025.

“Dal 24 al 28 settembre a Rovereto – spiega Alessandra Cattoi ad archeologiavocidalpassato.com – avremo la 36ma edizione del RAM film festival. In concorso, per questa edizione, abbiamo selezionato 70 film, di cui 40 per la prima volta in Italia o in prima internazionale. Le sezioni del festival sono quelle che da molti anni proseguono nel loro percorso. La prima e la più importante è la sezione Cinema archeologico. Abbiamo quasi 30 film che parlano di archeologia, archeologia da tutto il mondo, e quest’anno anche l’attribuzione del Premio Paolo Orsi, un premio biennale che viene dato al miglior film premiato da una giuria di esperti e che viene consegnato per promuovere la realizzazione di altre opere cinematografiche in ambito archeologico. La novità di quest’anno è che abbiamo introdotto una sezione dedicata alla Storia, oltre che all’Archeologia, proprio perché con il passare degli anni vediamo che molte tematiche storiche vengono proposte al nostro festival e di grandissima qualità. Ci siamo detti “Non è una cosa positiva escluderle”, ma è difficile includerle nel cinema archeologico e quindi abbiamo creato una sezione apposita sul cinema storico. Infine le due sezioni, una sezione dedicata ai temi dell’Antropologia e una alle Animazioni, perché ci piace esplorare tutti i linguaggi del cinema, compreso quello del cinema di animazione.

“A fianco a questo grande programma di proiezioni – continua Cattoi -, abbiamo molti incontri. Ogni giorno vengono degli esperti a parlare con il pubblico in modo più o meno informale per raccontare gli ultimi scavi che hanno seguito oppure il libro che hanno scritto, insomma delle conversazioni, più che degli incontri come conferenze, perché il festival deve favorire il dialogo tra il pubblico e i protagonisti del festival. Quindi avremo aperitivi, colazioni, incontri e due serate speciali. Una serata dedicata a Pompei. Pompei non può mancare come si immagina in un festival di cinema archeologico, e una serata dedicata invece all’acqua. Perché l’acqua? Perché l’acqua è proprio il tema dell’edizione 2025 del RAM film festival. Il titolo è “Sguardi sull’acqua”. E quindi sabato sera avremo una tavola rotonda che parlerà del fiume Adige, un fiume che è sempre stato il centro della vita economica, sociale e commerciale di tutta questa grande area che parte da Resia e arriva fino all’Adriatico, ma che oggi ci siamo dimenticati. Il fiume Adige fa parte di un paesaggio, ma nessuno lo vive. Vogliamo invece raccontare come la storia, antica e più recente di questo fiume, abbia cambiato la propria posizione all’interno del paesaggio e del territorio. A questi appuntamenti si affiancano anche visite nel territorio di Rovereto e nel territorio circostante. E un ultimo appuntamento l’abbiamo voluto dedicare invece alla musica con un concerto che ci sarà la domenica pomeriggio con delle canzoni popolari legate anche queste al tema dell’acqua.  Ecco questo, in estrema sintesi – conclude – , un lungo programma di cinque giorni dove l’archeologia ancora una volta sarà la protagonista e dove speriamo che il pubblico possa trovare importanti e anche piacevoli spunti di riflessione e di approfondimento culturale”.

“RAM film festival, 36ma edizione. Quest’anno – ricorda Claudia Beretta – si rinnova il Premio Paolo Orsi, premio dato alla categoria Cinema archeologico, ed è nel nome dell’archeologo per il quale è nato il nostro festival nel 1990. I film sono bellissimi. Quest’anno ne abbiamo molti e sono divisi in quattro categorie, un po’ diverse dall’anno scorso e dagli altri anni, perché abbiamo il Cinema archeologico che la fa da padrone con una serie di film veramente straordinari. Si parte dalla preistoria, addirittura prima dei Neanderthal, ma ancora prima perché abbiamo qualche film proprio sulla mega fauna e sui dinosauri, per arrivare poi invece a Roma, e prima ancora all’Egitto con dei film su Phile e sulla cattedrale sott’acqua. Insomma vedrete. Anche perché il focus di quest’anno è “Sguardi sull’acqua”. Ma per arrivare anche alla Mesopotamia. Insomma c’è veramente di tutto. Per arrivare fino ai film nostri più classici, come le grotte, e tanta archeologia subacquea perché essendo il tema “Sguardi sull’acqua”, c’è stata un’attenzione particolare a selezionare anche questi film. La novità di quest’anno è la sezione Storia, storia e memoria, perché negli ultimi anni abbiamo ricevuto tanti film storici che magari non trovavano spazio all’interno delle categorie, perché avevamo l’Antropologia, l’Archeologica. E invece quest’anno anche grande spazio alla Storia. Anche qui si parte dai Conquistadores per arrivare alla storia delle guerre, delle Grandi guerre, e anche ai personaggi. Quest’anno abbiano un bellissimo film su Matteotti. E tanto lavoro anche sulle ricostruzioni storiche più recenti, che non trovavano spazio nelle nostre sezioni dello scorso anno. Rimangono le Tradizioni e le Culture, che accorpano l’Italia e il resto del mondo. Anche qui c’è veramente tanto da venire a vedere. Basta sfogliare il nostro catalogo on line, potete anche cercare nelle varie categorie per trovare il film che vi piace di più.

“E naturalmente – continua Beretta – non poteva mancare quest’anno la Cultura animata, sezione nella quale c’è una super-chicca: Bruno Bozzetto ci ha dato la possibilità di far vedere il suo nuovo film, la nuova serie che si chiama Sapiens? col punto di domanda, perché sono davvero i Sapiens i nostri antenati, oppure abbiamo lasciato qualche pezzo per strada? Lo scoprirete venendo a vedere questo bellissimo film animato, e tante altre piccole chicche in arrivo dal mondo. Segnalo due serate straordinarie: una su Pompei con un bellissimo film girato sul campo nell’ultimo scavo. E sarà presente anche una funzionaria architetto che ha seguito gli scavi e che ci racconterà un po’ il farsi di questo film. Però la produzione è stata fatta veramente sul campo. Le uniche produzioni cui è stato consentito di seguire uno scavo mentre lo si faceva. Quindi straordinaria serata. E poi la sera del sabato presentiamo in anteprima in Italia, è stato in 20 Paesi del mondo, in prima assoluta in Italia, un film “Our blue world / il nostro mondo blu”, che parla del problema dell’acqua in relazione con i popoli del mondo. Quindi serata straordinaria, prima italiana raccontata dalla voce di Liam Neeson, il famoso attore hollywoodiano.

“Da non dimenticare – anche questa è una piccola chicca che vogliamo mantenere nel tempo – al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto ci sarà la sezione al Planetario riservata ai film full dome. Ci sono quattro bellissimi film immersivi, uno dei quali ve lo segnalo in maniera particolare, viene dal museo di Boston ed è scritto e interpretato da Dan Brown, lo scrittore che non ha bisogno di nessuna presentazione. Non manca uno Speciale cinema con tutti i film sperimentali che non siamo riusciti a mettere nel main program che trovano spazio in questo programma Off al museo che occupa anche un paio di visori con delle sorprese per chi vorrà venire a trovarci. Vi aspettiamo”.

Venezia. All’Ateneo Veneto presentazione del coffee table book “Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp” (Antiga Edizioni) a cura di Marco Vidal, catalogo dell’omonima mostra a Palazzo Mocenigo: viaggio in seimila anni di storia del profumo

Giovedì 11 settembre 2025, alle 18, nell’aula magna dell’Ateneo Veneto a Venezia, presentazione del coffee table book “Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp” (Antiga Edizioni) a cura di Marco Vidal, catalogo dell’omonima mostra a cura di Chiara Squarcina, Marco Vidal, Monica Baggio, Barbara Savy, Massimo Vidale, Luigi Zanini, In collaborazione con MAVIVE, aperta a Palazzo Mocenigo di Venezia fino al 30 novembre 2025. Sarà un viaggio in 6000 anni di storia del profumo con la visione di reperti originali e la diffusione di 7 profumi originali ricreati dalle antiche ricette. Dopo il saluto di Antonella Magaraggia, presidente di Ateneo Veneto, intervengono Chiara Squarcina, Fondazione Musei Civici di Venezia; Marco Vidal, Mavive spa; Biagio Costantini, Zignago vetro; Monica Baggio, università di Padova; Barbara Maria Savy, università di Padova; prof. Massimo Vidale, università di Padova.

Copertina del libro “Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp” a cura di Marco Vidal

Viaggio nella storia del Profumo. Collezione Storp. “Il profumo può svanire, ma il flacone ne conserva la memoria”. Il catalogo della mostra segue il percorso espositivo e si sviluppa lungo una scenografica linea del tempo, attraverso la quale si raccontano seimila anni di cultura olfattiva: dall’Antico Egitto fino all’epoca moderna e all’industrializzazione. Dagli antichi unguentari ai raffinati contenitori in porcellana di Meissen, dai capolavori d’oreficeria ottocenteschi ai flaconi industriali del secondo dopoguerra, ogni pezzo racconta come il profumo abbia sempre accompagnato l’evoluzione delle civiltà, ricoprendo ogni sfera della vita con ruoli sacri, terapeutici e cosmetici. Le collezioni di flaconi di profumo antichi sono estremamente rare nel panorama museale internazionale. La Collezione Storp, oggi tra le più importanti al mondo, ebbe origine nel 1911 con la fondazione dell’azienda Drom. Bruno Storp e sua moglie Dora, appassionati collezionisti di flaconi di profumo, diedero vita a un patrimonio unico, arricchitosi nel 1921 con l’ampliamento curato da Dora. Successivamente, nel 1967, fu Ursula Storp – madre di Ferdinand e Andreas Storp – a rilevare la raccolta e a curarne la manutenzione e la valorizzazione, dedicandovi tutta la sua vita.

Un libro al giorno. “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas: lo studio delle navi e della nautica come strumento per la conoscenza del mondo antico

Copertina del libro “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas

È uscito per i tipi di Carocci editore il libro “Archeologia della navigazione. Il Mediterraneo antico” di Stefano Medas. La navigazione ha rappresentato un fattore basilare nello sviluppo delle civiltà mediterranee, essendo stata per millenni il sistema di trasporto più efficiente, rapido e produttivo di cui gli uomini hanno potuto disporre, sia in mare che nelle acque interne. Lo studio delle navi e della nautica costituisce quindi uno strumento fondamentale per la conoscenza del mondo antico, in quanto trasversale a molti contesti e a molte discipline. Attraverso le fonti storiche e archeologiche, ma ricorrendo anche all’analisi comparativa del dato etnografico, il volume illustra, con un ricco corredo iconografico, le tipologie delle navi, sia da trasporto che da guerra, la struttura degli scafi, le attrezzature di bordo, le vele, le ancore, i timoni, e racconta i viaggi di esplorazione oltre le Colonne d’Ercole, la religiosità e i sentimenti delle genti di mare. Gli approfondimenti online, infine, sono dedicati alle tecniche della costruzione navale antica, alle tattiche di combattimento, alla navigazione con maltempo e a quella nelle acque interne.

Roma. In Curia Iulia presentazione del libro di Zahi Hawass “L’uomo con il cappello”, la prima autobiografia del volto più conosciuto dell’archeologia egiziana

Venerdì 5 settembre 2025, alle 18, in Curia Iulia a Roma, con ingresso da largo della Salara Vecchia, presentazione del libro di Zahi Hawass “L’uomo con il cappello” (Fas editore), promossa dall’Ambasciata d’Egitto a Roma con il parco archeologico del Colosseo. Con il noto egittologo interviene il giornalista Roberto Giacobbo. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti: https://zahihawass_5settembre.eventbrite.it. “L’uomo con il cappello” è la prima autobiografia del più celebre archeologo del mondo in esclusiva per l’Italia con FAS Editore. Un viaggio straordinario tra scoperte, celebrità e passione per l’Egitto. Zahi Hawass è il volto più conosciuto dell’archeologia egiziana. Ha riportato alla luce tombe dimenticate, ha difeso con forza il patrimonio culturale del suo Paese, ha incantato milioni di persone con documentari, conferenze e libri. Ma chi è davvero l’uomo dietro il cappello? Per la prima volta, in questa autobiografia intensa e appassionata, Hawass racconta in prima persona la sua storia: dagli inizi difficili da studente modesto fino alla fama internazionale. Un percorso fatto di ostinazione, viaggi, scoperte sensazionali e incontri con attori, capi di Stato, scienziati e regnanti. Con uno stile diretto e coinvolgente, “L’uomo con il cappello” è molto più di un’autobiografia: è il racconto di una vocazione, la testimonianza di come la passione possa trasformare una vita intera. Un libro che parla a chi ama l’archeologia, ma anche a chi cerca ispirazione, coraggio e autenticità.

Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, presentazione del libro “La scienza nascosta nei luoghi d’Italia”, a cura di Elisabetta Tola, Daniele Mont D’Arpizio ed edito da Il Bo Live: un percorso attraverso 33 luoghi – tra cui il museo Egizio – dove il sapere ha lasciato un’impronta indelebile, trasformando paesaggi e comunità

Ogni angolo d’Italia custodisce storie di ricerca, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Giovedì 4 settembre 2025, alle 18.30, appuntamento in Sala Conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, per la presentazione del libro “La scienza nascosta nei luoghi d’Italia”, a cura di Elisabetta Tola, Daniele Mont D’Arpizio ed edito da Il Bo Live. Prefazione di Beatrice Mautino. Postfazione di Telmo Pievani. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/la-scienza-nascosta-nei…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Interverranno Daniele Mont D’Arpizio, scrittore e redattore de il Bo Live, giornale on line dell’università di Padova; Stefania Pizzimenti, professoressa associata di Patologia generale, dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’università di Torino; Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica. In questo volume hanno scritto: Sofia Belardinelli, Francesca Boccaletto, Marco Boscolo, Francesca Buoninconti, Anna Cortelazzo, Federica D’Auria, Maria Esposito, Francesca Forzan, Andrea Gaiardoni, Elena Sophia Ilari, Antonio Massariolo, Chiara Mezzalira, Daniele Mont D’Arpizio, Monica Panetto, Mattia Sopelsa, Francesco Suman, Elisabetta Tola, Sara Urbani. La scienza nascosta nei luoghi d’Italia fa parte della serie I libri de Il Bo Live, la collana ideata da Pietro Greco e diretta da Elisabetta Tola per approfondire, in maniera agile ma autorevole, le grandi tematiche della scienza, della storia e della cultura. Tutti i libri sono curati dalla redazione de Il Bo Live.

Copertina del libro “La scienza nascosta nei luoghi d’Italia”, a cura di Elisabetta Tola, Daniele Mont D’Arpizio

Questo libro è un percorso attraverso 33 luoghi – tra cui il museo Egizio – dove il sapere ha lasciato un’impronta indelebile, trasformando paesaggi e comunità. Dalla Siracusa di Archimede, dove la scienza si intreccia alla filosofia, ai laboratori del Gran Sasso, in cui oggi si svelano i misteri dell’universo; dalla Padova di Vesalio, culla della medicina moderna, alla Milano di Leonardo, fino alla dorsale quantistica che percorre l’Italia da Sud a Nord, scopriremo come la scienza non sia confinata nei laboratori ma viva nelle strade, nei palazzi, nelle tradizioni e nelle innovazioni che plasmano il nostro Paese. Ogni capitolo è un viaggio: si parte da un luogo fisico per poi raccontare una storia fatta di protagonisti di esperimenti e ricerche, fallimenti, idee geniali, scoperte che hanno cambiato la storia del nostro Paese e che sono tutt’ora cruciali per le nuove frontiere della ricerca. “Conoscere queste storie e visitare questi luoghi, a volte defilati dai circuiti turistici tradizionali”, scrive nella prefazione di Beatrice Mautino, “offre una prospettiva inedita sul nostro Paese che consente di apprezzare la continuità tra passato e presente e di guardare al nostro patrimonio con occhi più consapevoli e curiosi, comprendendo come la scienza sia stata e continui a essere una componente vitale della nostra identità”.

La scienza nascosta nei luoghi d’Italia è suddivisa in quattro sezioni corrispondenti a Sud, Centro, Nord Est e Nord Ovest della Penisola, ciascuna composta di otto siti. Ogni capitolo si apre con un’introduzione e una mappa, i testi sono arricchiti da schede e box di approfondimento e da immagini a colori. Alcuni luoghi presenti nel libro: Favignana e la rivoluzione siciliana del cibo; Castel del Monte, Federico II e la rinascita della scienza; Isernia, dove la scienza è un ponte verso il passato; Gola del Bottaccione: Gubbio e i dinosauri; Pisa, patria della misurazione matematica del mondo; A Trieste la scienza al servizio della pace; Padova, culla della medicina moderna; Risorgere dalle macerie: il Palazzo delle Esposizioni di Nervi; Pavia e la rivoluzione del parto cesareo; Cascina Cuccagna: un ponte tra passato e futuro. “Che vi sia qualcosa di unico nella diversità bioculturale italiana e che lo si possa valorizzare anche in termini turistici è ben noto”, scrive nella postfazione di Telmo Pievani. “Meno intuitivo è che un simile esercizio si possa applicare anche alla scienza italiana. Del resto, la scienza alimenta il mondo delle idee, ma nasce e fiorisce sempre in un luogo fisico situato, in un contesto sociale, demografico ed economico, in uno spazio apposito e accogliente”.

Un libro al giorno. “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia sui metodi di ricerca e i contesti delle evidenze archeologiche riguardanti lo studio degli spettacoli di danza nelle società antiche

Copertina del libro “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia

È uscito per i tipi degli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali il libro “Dance, space, ritual. Material evidence of dance performance in the ancient world” a cura di Angela Bellia, per la collana “Telestes. Studi Ricerche di Archeologia Musicale nel Mediterraneo. 7”. Il libro esamina i metodi di ricerca e i contesti delle evidenze archeologiche riguardanti lo studio degli spettacoli di danza nelle società antiche; esso si propone di far luce sulla funzione degli spettacoli di danza e ricostruire il ruolo della danza, oltre che quello della musica e del suono, nel mondo antico. Gli articoli esplorano le testimonianze materiali della danza ed evidenziano il contributo di questi documenti per approfondire la nostra comprensione dei significati e delle funzioni culturali, religiose e sociali della danza all’interno delle attività rituali e della vita quotidiana, ricostruendo i molteplici modi e i contesti diversi in cui sono stati vissuti. Gli spazi sacri sono stati considerati non solo in relazione a come le loro forme e strutture interagivano con l’esperienza umana, ma anche riguardo a come le caratteristiche delle aree addette alla danza potessero essere studiate come strutture architettoniche che dirigevano l’attenzione sull’interazione tra comportamento umano, movimento corporeo, spazio e costruzioni. Pertanto, il volume, miscellaneo, mira non solo a stimolare lo studio dei movimenti fisici eseguiti in antichi contesti rituali, ma anche a esplorare come essi potrebbero contribuire alla complessa relazione tra edifici, spazi, rappresentazione e interazioni sociali, rafforzando la memoria di eventi speciali dedicati a divinità particolari.

Un libro al giorno. “La conquista del passato. Alle origini dell’archeologia” di Alain Schnapp che traccia una vera e propria archeologia dell’archeologia, seguendo il progresso metodologico per risolvere gli enigmi fondativi della storia dell’uomo

Copertina del libro “La conquista del passato. Alle origini dell’archeologia” di Alain Schnapp

È uscito per i tipi di Johan and Levi Editore, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, il libro “La conquista del passato. Alle origini dell’archeologia” di Alain Schnapp che torna in libreria con una nuova edizione a trent’anni dalla prima uscita nel 1994. Il desiderio di indagare il passato è tra i sentimenti più antichi e duraturi dell’essere umano che, fin da quando ha preso coscienza di sé, ha interrogato il suolo alla ricerca di tracce di chi lo ha preceduto. Diversamente da ciò che si crede, infatti, l’attività dello scavo non è affatto un’invenzione rinascimentale, ma affonda le sue radici già nei primissimi imperi mesopotamici, egizi e cinesi. Da Khaemuaset, figlio di Ramesse II, passando per Esiodo, sant’Agostino, il conte di Caylus, giungendo fino a Darwin, le testimonianze lasciate nel tempo sono state lette e interpretate nei modi più diversi. Gli antichi sovrani cercavano le vestigia dei re venuti prima di loro al fine di legittimare il proprio potere; eruditi moderni analizzavano e classificavano i naturalia e gli artificialia ammirati nelle Wunderkammer; vi era anche chi portava avanti la ricerca in aperta sfida alle istituzioni, come Isaac La Peyrère, il cui scandaloso testo del XVII secolo teorizzava, per la prima volta dall’epoca classica, la presenza di una storia prima di Adamo. Con l’evoluzione della disciplina gli studiosi sono riusciti a liberarsi dal giogo dei testi sacri e della stessa pratica antiquaria, in un’ottica sempre più scientifica e universale. In questo brillante volume, supportato da una ricca selezione di fonti scritte e illustrate, Alain Schnapp traccia una vera e propria archeologia dell’archeologia, seguendo il progresso metodologico di una materia multiforme, che attinge alla filosofia, alla geologia, alla paleontologia e storiografia per risolvere gli enigmi fondativi della storia dell’uomo.

Un libro al giorno. “How to Read Egyptian Hieroglyphs: A Step-By-Step Guide / Come leggere i geroglifici egizi: una guida passo passo” di Mark Collier e Bill Manley: conoscenze di base della lingua e della cultura dell’antico Egitto per turisti e viaggiatori da poltrona

Copertina del libro “How to Read Egyptian Hieroglyphs: A Step-By-Step Guide / Come leggere i geroglifici egizi: una guida passo passo” di Mark Collier e Bill Manley

È uscito per i tipi della University of California il libro “How to Read Egyptian Hieroglyphs: A Step-By-Step Guide / Come leggere i geroglifici egizi: una guida passo passo” di Mark Collier e Bill Manley. I geroglifici sono immagini utilizzate come segni nella scrittura. Quando ci troviamo di fronte a un’antica tavoletta in un museo o visitiamo un monumento egizio, restiamo meravigliati da questa scrittura unica e ci interroghiamo sul suo significato. Ora, con l’aiuto degli egittologi Mark Collier e Bill Manley, visitatori di musei, turisti e viaggiatori da poltrona possono acquisire una conoscenza di base della lingua e della cultura dell’antico Egitto. L’approccio innovativo di Collier e Manley trae spunto da anni di esperienza nell’insegnamento dei geroglifici egiziani a non specialisti. Utilizzando accattivanti disegni di iscrizioni reali esposte al British Museum, si concentrano sul tipo di geroglifici che i lettori potrebbero incontrare in altre collezioni, in particolare nelle scritture funerarie e nelle scene tombali. Ogni capitolo introduce un nuovo aspetto della scrittura geroglifica o della grammatica del Medio Egitto e incoraggia l’acquisizione di capacità di lettura con esercizi pratici. I testi offrono spunti di riflessione sulle esperienze quotidiane dei loro antichi autori e toccano argomenti che spaziano dall’amministrazione faraonica alla vita familiare, fino alle modalità di morte egizie. Con questo libro come guida, si può vivere un’esperienza completamente nuova nella comprensione dell’arte e dei manufatti egiziani in tutto il mondo.

Cividate Camuno (Bs). Al via al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro la prima edizione del “Civitas Camunnorum Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente: 7 film in concorso per il “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” e 3 conversazioni con gli archeologi

Al via a Cividate Camuno (Bs) la prima edizione del “Civitas Camunnorum Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno, Assocamuna imprenditori, con la collaborazione e il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Camonica, direzione regionale Musei nazionali Lombardia, museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, Comune di Breno, Comune di Capo di Ponte, Limes Farm. Appuntamento dal 21 al 23 agosto 2025, alle 20.45, nel parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno. Ingresso libero e gratuito. In caso di maltempo il festival si svolgerà al Cinema Teatro Giardino a Breno. In programma sette film che concorrono per il “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” assegnato al film più votato dal pubblico. E tre conversazioni con archeologi condotte da Piero Pruneti direttore di “Archeologia Viva”..

Il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas

PROGRAMMA GIOVEDÌ 21 AGOSTO 2025. Alle 20:45, apertura di “Civitas Camunnorum Archeofilm 2025” con un concerto di colonne sonore da classici cinematografici eseguito dalla Camunian Young Orchestra. Segue il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Quindi la conversazione con Serena Solano soprintendenza ABAP BG BS e direttore parchi archeologici Valle Camonica romana. Chiude il film “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia, 19’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale.

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

PROGRAMMA VENERDÌ 22 AGOSTO 2025. Dalle 16 alle 20, apertura straordinaria con visite guidate a cura del Museo. Alle 20.45, apre il film “I misteri della grotta Cosquer / The Mysteries of Cosquer Cave” di Marie Thiry (Francia, 56’). A più di 35 metri sotto il mare, nel Parco Nazionale dei Calanchi, si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciata dall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa. Segue la conversazione con ArcheoMilla, archeologa e divulgatrice (@archeomilla). Quindi il film “The time they spent here” di Edward Owles (Regno Unito, 10’). Qual è la magia dell’arte rupestre? Due archeologi di lunga data con sede a Tanum, in Svezia, cercano di capire quale sia il metodo migliore per registrare e catalogare le incisioni rupestri svedesi risalenti all’età del Bronzo. Sotto esame anche le differenze tra documentazione digitale e analogica… Chiude il film “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’). L’obiettivo del film-documentario è quello di ricreare in 3D, luoghi, ambienti e situazioni esattamente come erano in origine, allo scopo di condurre i visitatori/spettatori in una sorta di “viaggio nel tempo” e poter rivivere virtualmente uno dei siti archeologici più importanti della storia.

Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot

PROGRAMMA SABATO 23 AGOSTO 2025. Alle 10, visita guidata a Cividate romana e medievale a cura di Guide Turistiche della Valle Camonica; alle 16, visita guidata al parco archeologico del Santuario di Minerva a Breno a cura del direttore Serena Solano. Alle 20.45, apre il film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati. Questa prova esclusiva è combinata con realistiche immagini 3D in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park! Segue la conversazione con Emanuele Mariotti, archeologo direttore dello scavo di San Casciano dei Bagni (università per Stranieri di Siena e Comune San Casciano dei Bagni). Quindi il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia, 56’). Il racconto degli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), premiati come la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha consegnato il racconto fedele di un passato solo apparentemente lontano dal nostro presente, che ci parla ancora di salute e fede. Chiude la serata e il festival la cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico.