Archivio | giugno 2024

Napoli. A Palazzo Reale, negli spazi della soprintendenza, presentazione del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera (edizioni Espera): una panoramica sulle donne “speciali”, quelle che sono riuscite a lasciare traccia di sé

napoli_palazzo-reale_libro-impronte-di-donna_di-mariarosaria-barbera_locandinaMercoledì 19 giugno 2024, alle 16, in sala “Giovanni Carbonara” a Palazzo Reale a Napoli, , all’interno dei nuovi spazi della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, presentazione del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera (edizioni Espera). Con l’autrice intervengono Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli; Teresa Elena Cinquantaquattro, segretario regionale MiC per la Campania; Paola Miniero, già funzionario archeologo MIC.

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Copertina del libro “Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica” di Mariarosaria Barbera

Impronte di donna. Realtà femminili nell’antichità classica. Il libro intende fornire una panoramica sulle donne “speciali”, quelle che, pur nella condizione di minorità cui la società antica e le sue leggi le costringevano, sono riuscite a lasciare traccia di sé, della loro vita e spesso delle loro capacità. Dopo un necessario accenno ai periodi più remoti, quando la protostoria diventa storia e viene narrata affiancando alla cultura materiale il supporto delle fonti scritte, si segue essenzialmente lo sviluppo della società greca e di quella romana, nel rapporto con il genere femminile e soprattutto con un certo numero di donne rappresentative della condizione, dei suoi disagi e delle sue conquiste. I primi tre capitoli offrono un inquadramento generale rispetto alle donne riassuntivamente definibili “etrusche e italiche”, poi a quelle greche e romane, rilevando similitudini e differenze delle condizioni sociali e giuridiche. Il concetto di “donna greca”, infatti, presenta sensibili variazioni nel tempo e nello spazio, in dipendenza dalle diverse geografie e diversi sistemi statuali, fino a giungere una certa omologazione legata a nascita e diffusione della cultura ellenistica. Risulta più ampio lo spettro delle donne romane, presentate (ove occorra insieme con le consorelle della Grecia e dell’Oriente ellenistico) anche nel rapporto con la vita pubblica: il sacerdozio delle Vestali, il lavoro spicciolo ma anche imprenditoriale, la medicina, le humanae litterae, lo spettacolo, lo sport e la politica, nella quale molte donne si distinsero dalla monarchia all’avanzato periodo imperiale, lasciando il segno. Il volume si conclude con un focus sull’età tardoantica, quando l’irrompere del cristianesimo modifica gli equilibri politici e sociali, anche invertendo il percorso di autonomia femminile da tempo intrapreso e definendo la nuova condizione della donna cristiana, in un rapporto complesso e mutevole con i valori e le esigenze di autoconservazione della classe dirigente, legata ai vecchi culti.

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L’archeologa Mariarosaria Barbera

Mariarosaria Barbera, archeologa di grande esperienza con una carriera ricca di successi nella gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico in diverse regioni italiane, ha dedicato la sua carriera allo studio e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, con importanti incarichi in Campania, Sardegna, Toscana e Roma. Ha riaperto musei e complessi monumentali, coordinato progetti significativi come il Museo delle Navi a Fiumicino e il rinnovato Museo Ostiense, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come il Marchio del Patrimonio Europeo dalla Commissione Europea.

Festa della musica 2024: al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria una settimana tra armonie e bellezza con gli allievi del conservatorio “F. Cilea” e la corale polifonica “Mater Dei”

reggio-calabria_archeologico_festa-della-musica 2024_locandinaIn occasione della 30esima Giornata della Festa della Musica, da martedì 18 a giovedì 20 giugno 2024, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita le “prove aperte” degli allievi del conservatorio F. Cilea diretto dal prof. Francesco Romano. L’accesso al Museo sarà consentito con il pagamento ordinario del biglietto, salvo le esenzioni di legge, la partecipazione agli eventi sarà gratuita. “Siamo felici di continuare a collaborare con il museo Archeologico di Reggio Calabria”, dichiara Romano, direttore del Conservatorio. “Grazie al direttore Fabrizio Sudano abbiamo la possibilità di offrire musica dal vivo eseguita dai nostri migliori studenti tra le sale espositive e in terrazza, tra il cielo e il mare del nostro incantevole Stretto.  Anche quest’anno, infatti, riproponiamo la musica itinerante all’interno del Museo nella settimana della Festa della musica e ripeteremo la magnifica esperienza dei concerti lirici sotto le stelle. Gli studenti del Conservatorio Cilea sono estremamente soddisfatti di potersi esibire accompagnando i visitatori con la loro performance in questo luogo dove la nostra storia, arte e bellezza sono sapientemente custodite e pronte a regalarci ancora emozioni sempre nuove e coinvolgenti”. Dopo il primo appuntamento, martedì 18 giugno, con il chitarrista Sebastiano Zuccalà, allievo della classe del prof. Salvatore Zema, il 19 e 20 giugno, sempre con partenza alle 11, si alterneranno i seguenti ensemble di flauti: mercoledì 19 giugno, con gli allievi Mariarosa Bovalina, Andrea Catalano, Arianna Favazza, Giuseppe Fratto, Angela Gioffrè, Maria Teresa Surace; giovedì 20 giugno: Mariarosa Bovalina, Arianna Favazza, Giuseppe Fratto, Angela Gioffrè e Maria Teresa Surace. E per concludere, nel pomeriggio di venerdì 21 giugno, alle 18.30, altro grande appuntamento con la musica al Museo: l’associazione musicale “Corale Polifonica Mater Dei” propone di festeggiare il trentennale della Festa della Musica, promuovendo un concerto di canto corale. L’evento fa parte del calendario nazionale della Festa della Musica organizzato dalla FENIARCO (Federazione Nazionale Italiana Associazioni Corali Regionali). “Tema del concerto”, dichiarano Mariaflavia Bellantone e Caterina Zeffiro, direttrici dell’associazione, “Amor sacro ed amor profano, diarchia universale che segna la storia dell’umanità e che, ancor oggi influenza le scelte personali e comunitarie, nella certezza che l’Amore, moto del cuore e della mente, possa rappresentare un anelito alla comunione, alla pace, alla cura del creato, nel rispetto dello scopo stesso della Festa Europea della Musica, ovvero trasmettere il messaggio di cultura, partecipazione, integrazione, armonia e universalità che solo la Musica riesce a dare”. La Corale Polifonica Mater Dei, composta da oltre trenta coristi fra giovani e adulti, proporrà brani sacri di Rossini, Dubra e Maiero, e rielaborazioni corali di brani contemporanei e pop, perché la musica attraversa i secoli, unisce i popoli e le generazioni. La musica è di tutti. “Ringrazio il direttore del Conservatorio, prof. Romano e l’Associazione Mater Dei, nelle persone delle direttrici Bellantone e Zeffiro”, conclude il direttore Sudano, “per il rinnovato spirito di condivisione della giornate di celebrazione della musica, come strumento di comunione e rispetto della diversità”.

Ercolano. Dopo un impegnativo progetto di recupero apre al pubblico l’antica spiaggia: a tagliare il nastro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano

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Francesco Sirano e Domenico Camardo sul cantiere dell’antica spiaggia di Ercolano, tra il banco tufaceo e la rampa per le Terme Suburbane (foto paerco)

Mercoledì 19 giugno 2024, alle 15, apre al pubblico l’antica spiaggia di Ercolano, di nuovo fruibile in seguito a un progetto di recupero, attuato dal Parco archeologico, in partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute (PHI) e con un finanziamento CIS Vesuvio (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2021/01/28/ercolano-dopo-40-anni-il-parco-archeologico-riprende-lo-scavo-dellantica-spiaggia-lobiettivo-e-aprire-ai-visitatori-la-passeggiata-sul-litorale-di-herculaneum-dai-fornici-dei-pesca/). Ma alle 11, a tagliare ufficialmente il nastro sarà il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano accompagnato dal direttore Francesco Sirano. Si tratta di un sito di straordinario interesse che corrisponde al luogo dove, secondo le ricerche archeologiche, più di 300 uomini cercarono inutilmente di salvarsi durante l’eruzione del 79 d.C. grazie a una vera e propria operazione di protezione civile diretta dall’ammiraglio e insigne studioso romano Plinio il Vecchio.

Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il primo dialogo: Francesco Jodice e Christian Greco su “Paesaggio, tra materiale e immateriale”. In presenza (prenotazione obbligatoria) e on line

torino_egizio-gallerie_paesaggi-landscapes_conferenza-paesaggio-tra-materiale-e-immateriale_jodice-greco_locandinaMercoledì 19 giugno 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) “Paesaggio, tra materiale e immateriale”, primo appuntamento del ciclo di dialoghi parte di “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato): in dialogo con il direttore Christian Greco, ci sarà il fotografo Francesco Jodice; modera Francesca Angeleri (Corriere della Sera). L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/paesaggio-tra-materiale-e… Disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Da tempo Christian Greco si interroga sull’assenza del paesaggio nei musei e sulla dicotomia tra paesaggio reale e immaginato nella ricerca archeologica. In particolare il direttore del Museo Egizio si concentrerà sull’interrogativo: che Egitto presentano i musei archeologici? Il cortocircuito che si crea tra memoria culturale e il vero Egitto antico, ricostruito, anche con la ricerca multidisciplinare, le nuove tecnologie e la multimedialità dà vita ad un mondo enciclopedico, tutto da decostruire che si confronterà con l’universo creativo di Francesco Jodice.

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Copertina del libro “What we want” di Francesco Jodice

Il fotografo in “What We Want” (1996-2024) ha creato un Atlante fotografico realizzato nei 5 continenti in circa 180 differenti metropoli o luoghi antropizzati, da cui emerge un paesaggio, che è soprattutto proiezione dei desideri della gente. Lo sguardo di Jodice ci conduce alla scoperta della capacità dei differenti consorzi umani di performare i luoghi in base alle proprie necessità e culture, anche in deroga o sovversione alle istanze dettate dagli organi preposti al governo del territorio. Il rapporto tra i segni presenti e visibili nel paesaggio “reale” e le semiotiche diversamente leggibili e intercettabili nei nuovi paesaggi culturali sono al cento poi della ricerca creativa di Jodice, in lavori come “Ritratti di Classe” (2006 – 2024), “Grand Tour” (2013 – 2024), “Mi hanno rubato l’automobile, modestamente” (2024). Quale è il regime del visibile oggi e come si è modificata la capacità di intercettare ed interpretare la trama del reale?

Roma. Al Tempio di Venere, davanti al Colosseo, al via la terza edizione di “Venere in Musica”: cinque concerti a ingresso gratuito, da Diodato a Russel Crowe

roma_tempio-di-venere_venere-in-musica-2024_locandinaSarà il concerto di Diodato ad aprire mercoledì 19 giugno 2024 la terza edizione di “Venere in Musica”, la rassegna musicale ideata dal parco archeologico del Colosseo diretto da Alfonsina Russo, curata da Fabrizio Arcuri che firma la direzione artistica. Dal 19 al 23 giugno 2024 cinque imperdibili appuntamenti a ingresso gratuito in uno scenario unico al mondo: il Tempio di Venere e Roma, il più grande edificio sacro costruito dai romani (e uno dei più grandi dell’antichità), voluto da Adriano, costruito a partire dal 121 d.C. e dedicato alla dea Roma Aeterna e alla dea Venus Felix. Il programma di quest’anno miscela sonorità che provengono da ambienti musicali differenti, dallo smooth jazz dei Moorcheba al cantautorato d’autore di Diodato, in una nuova tappa site specific del suo tour; poi le atmosfere maliane di una delle voci più significative della world music, Rokia Traoré, e il progetto che incrocia la Babelnova Orchestra, l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo Almar’à e un’icona della musica alternativa italiana, Ginevra Di Marco, storica voce dei CSI e dei PGR; fino ad arrivare alla travolgente energia rock-blues del “gladiatore” per eccellenza, Russell Crowe insieme ai suoi The Gentlemen Barbers. Il pubblico potrà entrare gratuitamente nell’area del Tempio di Venere e Roma, dalla piazza del Colosseo, a partire dalle 20. Gli spettacoli avranno inizio alle 21 e termineranno alle 23. Solo per lo spettacolo del 19 giugno l’accesso è previsto alle 19.30. La prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite.it. Link prenotazione: https://parcocolosseo.eventbrite.com.

19 GIUGNO 2024: DIODATO

roma_tempio-di-venere_venere-in-musica-2024_diodato_locandinaLa rassegna si apre mercoledì 19 giugno 2024 con il concerto di Diodato, un cantautore intenso e ricercato, tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, con sei album all’attivo e una carriera costellata di riconoscimenti, fino al recentissimo David di Donatello, vinto nel 2024 nella categoria Miglior Canzone Originale con La mia terra, presente nella colonna sonora di Palazzina Laf di Michele Riondino. L’artista tarantino inaugura Venere in Musica dopo una serie di date nelle principali città del Brasile e con una serie di sold out già registrati per il suo prossimo tour autunnale nei teatri. A Roma presenterà i brani del suo nuovo album Ho acceso un fuoco in cui reinterpreta in una nuova chiave, più vicina alla dimensione del live, alcuni brani fondamentali del suo repertorio.

20 GIUGNO 2024: MORCHEEBA

roma_tempio-di-venere_venere-in-musica-2024_MORCHEEBA_locandinaRipercorreranno il proprio universo musicale e i quasi trent’anni di carriera anche i Morcheeba, la band londinese che ha plasmato il trip-hop e che il 20 giugno a Venere in Musica si esibirà live con i brani dell’ultimo album, il decimo della sua discografia, Blackest Blue, un’elegante raccolta che mette in evidenza tutte le peculiarità: il mix di downbeat, nu-soul, electro-pop e smooth jazz, le atmosfere chill e un approccio alla scrittura sempre positivo e rilassato.

21 GIUGNO 2024: ROKIA TRAORÉ

Rokia_Traoré_with_a_guitar_foto-wikipediaLa sera seguente, 21 giugno 2024, sul palco allestito davanti al Tempio di Venere e Roma che guarda il Colosseo, salirà una delle più affascinanti esponenti della world music, la cantante e chitarrista maliana Rokia Traoré. Compositrice, polistrumentista, artista a tutto tondo con interessi e collaborazioni interdisciplinari – dalla letteratura al teatro, passando per il cinema e l’impegno nella formazione di giovani musicisti africani attraverso la propria fondazione – Rokia Traorè è un’icona della musica africana che mescola continuamente le radici tradizionali alle sonorità jazz, pop e rock di matrice europea e statunitense. Il suo live è incentrato sulla canzone Djamako – Allégresse, vero cuore di un viaggio nel suo repertorio, fra composizioni inedite e reinterpretazioni di classici e standard. Un concerto intimo con una formazione essenziale, un’esperienza fondata sull’idea di limite come punto di incontro fra culture diverse che si incontrano e si amalgamo nel reciproco rispetto.

22 GIUGNO 2024: GINEVRA DI MARCO, ALMAR’À , BABELNOVA ORCHESTRA

roma_tempio-di-venere_venere-in-musica-2024_Ginevra-Di-Marco_locandinaIl 22 giugno 2024 appuntamento con un progetto che tiene insieme due formazioni centrali nel panorama della world music e una voce storica della scena alternativa e indie italiana: Ginevra Di Marco, fra le più raffinate interpreti del panorama musicale italiano, già voce dei CSI prima e dei PGR dopo, l’ensemble tutto al femminile Almar’à, l’Orchestra di donne arabe e del Mediterraneo, la BabelNova Orchestra, nata dall’esperienza dell’Orchestra di Piazza Vittorio e che ha appena pubblicato il debut album Magma. Tutte e tutti uniti per “She هي Elle Lei. Voci di acqua e di terra suoni di mare e di sabbia”, un concerto dedicato a un universo femminile che evoca, con brani e canzoni più o meno note, storie e racconti di deserti, genti di terre vicine e lontane, danze, speranze, nascite, addii e nuovi inizi. Un tripudio di suoni, melodie e ritmi per una grande festa in musica.

23 GIUGNO 2024: RUSSELL CROWE

roma_tempio-di-venere_venere-in-musica-2024_Russell-Crowe_locandinaVenere in Musica si chiude domenica 23 giugno 2024 con il live di una star mondiale del cinema che il pubblico italiano ha conosciuto di recente nella versione di artista musicale, Russell Crowe, band leader della formazione The Gentlemen Barbers. Dopo il successo al Festival di Sanremo 2024, dove è stato ospite nella terza serata, Russell Crowe torna infatti in Italia per una serie di concerti in luoghi di particolare bellezza, fra cui il Tempio di Venere e Roma. “Ho sempre avuto un’attrazione nei confronti dell’Italia. È affascinante pensare che questo Paese abbia dato al Mondo un grandissimo contributo, in termini di cultura e dal punto di vista sociale” afferma Crowe che sulla natura di uno straordinario live rock-blues aggiunge: “Rivisitiamo numerosi successi della storia della musica ridando vita a brani iconici, attraverso nuovi arrangiamenti, per regalare al pubblico un’esperienza davvero straordinaria”.

Calabria. Elena Trunfio confermata direttrice dei musei e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina: “Lieta di potere proseguire il lavoro già avviato a Locri Epizefiri e a Bova Marina”

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Elena Trunfio confermata direttrice dei musei e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina (foto drm-calabria)

Elena Trunfio è stata confermata direttrice delle sedi museali e dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina – afferenti alla direzione regionale Musei Calabria – per un ulteriore mandato, nel triennio 2024-2027. Ciò avviene in seguito alle procedure concorsuali avviate dal ministero della Cultura nel mese di maggio e ai successivi lavori della Commissione di valutazione. Elena Trunfio, architetto e dottore di ricerca in Storia dell’architettura all’università di Palermo, è funzionario del ministero della Cultura dal 2018 e direttore di musei dal 2021. All’attività professionale affianca quella della ricerca scientifica, occupandosi in prevalenza di architettura tardo antica e medievale in ambito mediterraneo, con particolare interesse verso le strutture sacre e fortificate. Ha all’attivo una monografia e numerosi saggi e contributi specialistici, ha curato diversi volumi, seminari e convegni, nonché ideato e coordinato svariati progetti di valorizzazione in luoghi della cultura statali e non.

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Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri la direttrice Elena Trunfio, il direttore generale Musei Massimo Osanna, e il direttore regionale Musei Filippo Demma (foto drm-calabria)

“Sono molto lieta di potere proseguire il lavoro già avviato a Locri Epizefiri e a Bova Marina e ringrazio il direttore della direzione regionale Musei Calabria Filippo Demma per questa rinnovata fiducia”, ha commentato la direttrice Trunfio. “Il triennio appena concluso è stato intenso e ci ha dato modo di avviare importanti cambiamenti in entrambi i siti archeologici. Il bilancio del primo mandato ritengo sia positivo e devo ringraziare le Amministrazioni locali, la comunità, le associazioni e tutte le realtà che hanno collaborato con noi condividendo un’idea diversa di gestione e valorizzazione. La continuità servirà a mettere in campo progetti ancora più ambizioni e a concludere le procedure avviate, mostrando i risultati di un lavoro complesso e costante che ha come obiettivo il miglioramento dell’accessibilità sia fisica che cognitiva di due luoghi così significativi per la storia della nostra regione”.

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Il teatro greco romano di Locri Epizefiri nel parco archeologico nazionale di Locri (foto drm-calabria)

Dal 2021, anno del primo insediamento della direzione Trunfio, tanti i cambiamenti tangibili: l’apertura massima nei confronti delle comunità di riferimento, un’intensa attività di valorizzazione diversificata, significativi interventi strutturali mirati al miglioramento dell’accessibilità e un progressivo aumento di presenze di visitatori, con differenti target di età. E ancora collaborazioni e convenzioni con enti di ricerca, con i Comuni del territorio e le Università, un’intensa attività di divulgazione scientifica, un’attenzione massima al pubblico scolare e ai temi dell’educazione e, soprattutto, l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale di entrambe le sedi museali che ha certificato il possesso degli standard di qualità imposti dal ministero della Cultura.

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Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“Siamo in cammino, ci sono diversi processi in corso e saranno sicuramente anni complessi, in particolare per la realizzazione di importanti cantieri che cambieranno il volto dei parchi archeologici di Locri Epizefiri e Bova Marina. Il mio impegno”, ha concluso la direttrice Trunfio, “sarà massimo, come sempre, e sono certa del sostegno della comunità, delle Amministrazioni e di tutto il personale delle due sedi museali. Proprio a quest’ultimo va il mio ringraziamento per il costante supporto avuto finora e l’augurio di buon lavoro per i futuri anni che ci aspettano insieme”.

Reggio Calabria. Nuova opportunità per seguire i lavori di monitoraggio dei Bronzi di Riace

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Monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

reggio-calabria_archeologico_check-up-bronzi_giugno-2024_locandinaNuovo step della campagna di verifica e monitoraggio dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’équipe di esperti del MArRC, dell’istituto centrale per il Restauro e dell’università di Genova è impegnata in questi giorni in indagini autoptiche e diagnostiche in sala bronzi. Nel mese di giugno 2024, martedì 18 è l’unico giorno per seguire i lavori in corso del team scientifico attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi. Prossimo appuntamento martedì 2 Luglio 2024.

Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins (New York University) che offre uno sguardo ampio sull’arte e l’architettura antiche nell’arco di quattro secoli

roma_curia-iulia_libro-unbound-from-rome_di-John North Hopkins_presentazione_locandinaLunedì 17 giugno 2024, alle 16.30, in Curia Iulia il parco archeologico del Colosseo propone la presentazione del libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia; e Dominik Maschek, professore di Archeologia romana all’Universität Trier, Leibniz-Zentrum für Archäologie. Sarà presente l’autore. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it e sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

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Copertina del libro libro “Unbound from Rome” di John North Hopkins (New York University)

Unbound from Rome. L’opera offre uno sguardo ampio sull’arte e l’architettura antiche nell’arco di quattro secoli, concentrandosi sulla diversità degli artisti e dei fruitori all’interno e all’esterno dei confini politici di Roma, in continua evoluzione. L’arte e l’architettura romana sono tipicamente intese come legate in qualche modo a un evento politico o come una serie di scelte ed esperienze estetiche. Superando l’etichetta fuorviante di “romano”, John North Hopkins si propone di districare i molti popoli le cui diverse culture e tradizioni hanno contribuito alla cultura visiva di Roma in un arco di tempo di quattrocento anni nel primo millennio a.C. Hopkins riconsidera attentamente alcune delle opere più iconiche del periodo attraverso le numerose pratiche e i popoli ad esse legati. Tra queste, lo straordinario e complesso sforzo per la costruzione del Tempio di Giove, le azioni creative e i diversi incontri legati a oggetti di lusso come la Cista dei Ficoroni, e gli importanti significati che la scultura sacra dei templi e le offerte votive assumevano attraverso la loro realizzazione e le successive pratiche di devozione. Uno degli scopi principali del volume è quello di mettere in discussione un’idea di Roma che si è concentrata sulla produzione d’élite e sulla documentazione testuale; Hopkins richiama invece l’attenzione sugli attori meno noti, e spesso taciuti, che ne erano invece parte integrante. Il risultato è una profonda comprensione di un mondo italico e mediterraneo diversificato e storicamente ricco, nonché della miriade di culture, comunità e individui che avrebbero fatto e vissuto l’arte all’interno e intorno ai mutevoli confini politici di Roma.

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L’archeologo John Hopkins della New York University

John Hopkins è professore associato di Archeologia e Storia dell’arte dei popoli del Mediterraneo nel dipartimento di Storia dell’Arte e presso l’Institute of Fine Arts della New York University. È autore di The Genesis of Roman Architecture (2016, Yale), che ha vinto il Premio Spiro Kostof della Society of Architectural Historians, Unbound from Rome (2024, Yale), e curatore di Object Biographies: Collaborative Approaches to Ancient Mediterranean Art (2020, The Menil Collection e Yale UP) e Forgery Beyond Deceit: Fabrication, Value and the Desire for Ancient Rome (2023, Oxford). È attualmente co-direttore del Quirinal Project, una collaborazione tra la soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma, New York University e la University of Michigan e direttore dell’Antefixa Project, un progetto archeometrico in collaborazione con musei italiani per studiare i segni del manufatto di scultura architettonica nell’Italia Centrale.

Ravenna. “Chiamata alle Arti” al museo Classis che per quattro giorni diventa “Fabbrica di Arti”: 130 giovani in concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori

ravenna_classis_fabbrica-delle-arti_locandinaÈ una vera e propria “Chiamata alle Arti” quella che ha lanciato il museo Classis di Ravenna che per quattro giorni si trasforma in “Fabbrica delle Arti”. Sono stati “chiamati” e hanno risposto: sono oltre 130 i giovani e giovanissimi che hanno aderito alla Chiamata alle arti, l’inedito progetto di Ravenna Festival, fortemente voluto da Cristina Mazzavillani Muti che, attraverso un vero e proprio bando, ha chiamato a raccolta i giovani artisti dai 25 anni in giù, con l’intenzione di offrire loro lo spazio e il tempo per esprimersi, privilegiando la libertà e la spontaneità. Dal 17 al 20 giugno 2024 il Museo Classis diventa “fabbrica della arti” con concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori, aperta ai più diversi linguaggi: dalla fotografia al video, dalla poesia al rap e alla trap, dalle arti visive tradizionali a quelle più innovative, dal mosaico fino alla composizione musicale… Per quattro intense giornate, si raccoglieranno e saranno esposte o eseguite opere inedite e il processo artistico sarà riattivato in una ricca serie di appuntamenti: un’officina creativa sempre aperta al pubblico.

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Al museo Classis i Tableaux vivants proposti da Teatro 35 (foto ravennantica)

PROGRAMMA LUNEDÌ 17 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; ore 11 e 17, sala conferenze, Teatri 35, Tableaux vivants “Epipelagico” e “Nami No Hon”, musica di Valerio Sannicandro (prima esecuzione assoluta), live electronics a cura di Davide Bardi; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Flotta e marinai. Visita alla sezione sulla navigazione”; 20.15, Francesca Masi “Simboli che attraversano mari e tempi. Visita alla sezione delle lucerne”; 21, Ballatoio grande, filarmonica Arturo Toscanini, Tito Ceccherini direttore, Alfonso Alberti pianoforte, Michele Marco Rossi violoncello, musiche di Heinrich Ignaz Franz Biber, Thomas Larcher, Ivan Fedele, Johann Sebastian Bach, ingresso libero su prenotazione, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

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Al museo Classis Michele Marco Rossi al violoncello (foto ravennantica)

PROGRAMMA MARTEDÌ 18 GIUGNO 2024.  Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; 10.30, 17.30 e 19.30, sala conferenze, proiezione video di Chiamata alle Arti; 12 (prima parte) e 15 (seconda parte), ballatoio grande, Corde e martelletti – cento piccoli pezzi per crescere al pianoforte di Alessandro Solbiati, eseguiti da giovani pianisti dei Conservatori di Milano e Bergamo; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Lusso e potere tra basiliche e domus. Visita alle nuove sezioni”; 20.15, Francesca Masi “La fortuna è donna. La Tyke di Classe”; 21, Sala conferenze, Michele Marco Rossi violoncello, Davide Bardi live electronics, musiche di Ivan Fedele, Filippo Perocco e Bernhard Gander, ingresso libero su prenotazione; 22.30, pagoda area esterna, Kamaanda,
Anna La Forgia, Mattia Lombardi, Daniel Rosolen, Kara Diop, musiche di Marc-Antoine Charpentier, Thomas Arne, Scott Joplin, Duke Ellington, Henry Mancini, Roger Wolf, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

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Al museo Classis il poeta Valerio Magrelli (foto ravennantica)

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 19 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; dalle 10 alle 20, Atrio nuovo e Pregare a Ravenna, esibizione di poeti, rapper e trapper di Chiamata alle Arti; 17.30, atrio nuovo, concerto degli allievi dei corsi ad indirizzo Pop/Rock e Tecniche di improvvisazione del Conservatorio G. Verdi di Ravenna; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Flotta e marinai. Visita alla sezione sulla navigazione”; 20.15, Francesca Masi “La via della speranza. Visita al mosaico del Buon Pastore”; 19, ballatoio grande, concerto dell’Ensemble di musica contemporanea 20.21 del Conservatorio G. Verdi di Ravenna; 21, ballatoio grande
Valerio Magrelli poeta, poeti, rapper, trapper di Chiamata alle Arti, e Ensemble di musica contemporanea 20.21 del Conservatorio G. Verdi di Ravenna, ingresso libero su prenotazione; 22.30, Pagoda area esterna, Sidstopia voce, alla consolle dj Zywah, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica con il patrocinio di Nuovo Imaie.

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Al museo Classis Marco Angius, direttore dell’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” (foto ravennantica)

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 20 GIUGNO 2024. Dalle 10, sala conferenze, mostra fotografica di Chiamata alle Arti con installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi; dalle 10, atrio nuovo, mostra di arti visive di Chiamata alle Arti; dalle 10 alle 20, Atrio nuovo e Pregare a Ravenna, Invocazione: esibizione di pittori, mosaicisti, musicisti e performer di Chiamata alle Arti; atrio centrale partenza visite guidate (durata 30 min.): 18.30, Valeria Lacchini “Lusso e potere tra basiliche e domus. Visita alle nuove sezioni”; 20.15, Francesca Masi “Invocare giustizia e misericordia. Visita al mosaico di Achille”; 21, ballatoio grande, orchestra giovanile Luigi Cherubini, Marco Angius direttore, Michele Marco Rossi violoncello, Samuele Telari fisarmonica, musiche di Sofia Gubajdulina, Franz Joseph Haydn, ingresso libero su prenotazione; 22.30, pagoda area esterna, concerto lounge, musica elettronica Filippo Ianiero, regia Davide Bardi, in collaborazione con Museo Classis Ravenna e RavennAntica, con il patrocinio di Nuovo Imaie.

Este (Pd). Per GEA 2024 al museo nazionale Atestino l’incontro con Stefano Buson su “L’arte dei Veneti antichi. Bronzi cesellati e sbalzati”, e il film “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale”

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Domenica 16 giugno 2024, alle 17, nell’ambito delle Giornate europee dell’Archeologia il museo nazionale Atestino di Este (Pd) presenta “L’arte dei Veneti antichi. Bronzi cesellati e sbalzati”, un incontro a cura di Stefano Buson, già restauratore presso la direzione regionale Musei del Veneto e studioso delle antiche tecniche di realizzazione di reperti istoriati. Nel corso del pomeriggio verranno descritte le varie fasi della produzione artistica delle situle e delle lamine votive create dai Veneti antichi e al termine verrà presentato un filmato dal titolo “L’arte delle situle illustrata con l’archeologia sperimentale”. Nell’occasione sarà allestito un piccolo laboratorio dove, assieme agli attrezzi e alle lamine in corso di lavorazione, sarà possibile toccare con mano alcune situle ricostruite con la tecnica usata dagli antichi Veneti. Evento compreso nel biglietto d’ingresso. Posti limitati, prenotazione consigliata allo 0429.2085 oppure scrivendo una mail a drm-ven.museoeste@cultura.gov.it.