Archivio | agosto 2023

Tito (Pz). A Satrianum (Torre di Satriano in Tito) “Passi di Stelle, San Lorenzo sulla Torre”: una notte all’insegna dell’astronomia, della mitologia greca e della buona compagnia

satriano_passi-di-stelle_locandinaUna notte indimenticabile all’insegna dell’astronomia, della mitologia greca e della buona compagnia: appuntamento il 10 agosto 2023, alle 20.30, al sito archeologico di Torre di Satriano in Tito (Pz), con “Passi di Stelle. San Lorenzo sulla Torre”. L’evento è organizzato da associazione Eventi Green e Associazione Istituto Poliziano per lo Studio del Mediterraneo (che gestisce il sito archeologico) con il patrocinio gratuito del Comune di Tito. L’evento potrebbe subire variazioni a causa delle condizioni atmosferiche. Il programma: alle 20, appuntamento all’ingresso della Torre, è richiesta massima puntualità; 20.30, inizio escursione con partenza verso la Torre e breve introduzione archeologica del sito; dalle 21 alle 22, osservazione del cielo tra storia, miti e stelle cadenti; dalle 22 alle 24, sorpresa. Sarà importante indossare scarpe comode con suola non liscia. Portare un indumento pesante e un telo da mettere a terra per sedersi o sdraiarsi durante l’osservazione. Sarà fornita per l’escursione l’attrezzatura necessaria. L’evento non è adatto per i bambini. Prezzo 20 euro a persona. Info: http://www.eventigreen.it/, +39 3889742029. È in programma una serata ricca di attività che ti porteranno a esplorare il cielo notturno come non hai mai fatto prima. Ci sarà un’osservazione a occhio nudo delle stelle e delle costellazioni, arricchita da interessanti aneddoti sulla mitologia greca. Un’opportunità unica per saperne di più sulle storie che si celano dietro ai nomi delle costellazioni. Mentre osserveremo il cielo, se saremo fortunati, avremo la possibilità di assistere al fenomeno astronomico delle cosiddette “stelle cadenti”. Dopo l’osservazione è prevista una sorpresa per trascorrere un po’ di tempo in compagnia. “Passi di stelle, San Lorenzo sulla Torre” è un’iniziativa organizzata direttamente dall’associazione Eventi Green (in collaborazione con Associazione Istituto Poliziano per lo Studio del Mediterraneo) e seguirà il modello degli eventi sostenibili con tante buone pratiche. Ci sarà il boicottaggio del monouso, raccolta differenziata con isola ecologica presidiata e numero limitato di partecipanti. Essendo la manifestazione a numero chiuso vi invitiamo a prenotare il prima possibile per poter assicurarvi il vostro posto.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Notti d’Estate al MArRC” sulla terrazza sullo stretto conferenza del prof.ssa Francesca Paolino su “L’immortalità di Caravaggio: fra genio e sregolatezza”

reggio-calabria_archeologico_notti-d-estate-2023_10-agosto_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria nuovo coinvolgente appuntamento per gli amanti dell’arte e della cultura. Giovedì 10 agosto 2023, alle 21, sulla panoramica terrazza, il MArRC e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuovono la conferenza “L’immortalità di Caravaggio: fra genio e sregolatezza”. Apriranno l’incontro gli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria. Con il contributo di slide, relazionerà Francesca Paolino, già prof.ssa di Storia dell’Architettura all’università Mediterranea di Reggio Calabria e componente del comitato scientifico del CIS. Sarà un excursus tra le opere di Caravaggio, ripercorrendo le tappe della sua produzione artistica: dalla Vocazione e martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo alla Crocifissione di San Pietro e alla Conversione di San Paolo; dalla Madonna dei pellegrini o di Loreto e la Morte della Vergine fino al periodo siciliano con il Seppellimento di Santa Lucia, la Resurrezione di Lazzaro, l’Adorazione dei pastori. “Ringrazio il Centro Internazionale Scrittori della Calabria”, dichiara il direttore Malacrino, “per questi appuntamenti culturali, che offrono chiavi di lettura su temi sempre originali, con un suggestivo corredo d’immagini e un linguaggio rivolto al grande pubblico”. Anche questo giovedì l’orario di apertura sarà prolungato fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30). Dalle 20 il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023). L’ingresso è sempre gratuito fino a 18 anni.

Trieste. Archeologia di emergenza: durante la riparazione della rete idrica in piazza della Repubblica emerse tracce della Tergeste tardo-antica

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Tracce archeologiche nel cantiere per la riparazione della rete idrica in piazza della Repubblica a Trieste (foto sabap-fvg)

Intonaco dipinto, anfore, ceramica sigillata e laterizi, databili in via preliminare al IV-V secolo d.C.: tracce della Tergeste tardo-antica sono emerse alcune settimane fa in piazza della Repubblica, a Trieste, in corrispondenza di via Mazzini, durante i lavori condotti da AcegasApsAmga S.p.A. per la riparazione di una condotta della rete idrica. A seguito dell’emergenza, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG in accordo con AcegasApsAmga S.p.A. ha coordinato le verifiche archeologiche necessarie per le quali è stata incaricata la ditta archeologica Archeotest S.r.L. che ha svolto il controllo dello scavo e gli opportuni approfondimenti stratigrafici. I lavori condotti in stretta sinergia hanno permesso di realizzare un’investigazione archeologica mirata, senza incidere sui tempi tecnici necessari all’intervento di messa in sicurezza e di ripristino dell’area. Il rapporto di cooperazione tra la Soprintendenza e AcegasApsAmga è attivo da tempo e negli ultimi anni ha già permesso di svelare numerosi ritrovamenti archeologici nel centro storico triestino, come avvenuto per gli scavi in via San Michele o in via del Castello nel 2021.

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Frammenti di ceramica sigillata dal cantiere AcegasApsAmga in piazza della Repubblica a Trieste (foto sabap-fvg)

Le indagini hanno rivelato la presenza di strutture e materiali archeologici, tra i quali frammenti di intonaco dipinto, di anfore, ceramica sigillata e laterizi, databili in via preliminare al IV-V secolo d.C. Il livello individuato, di frequentazione tardoantica o successiva, ricopre uno strato di distruzione con tracce della precedente occupazione di età romana. Questi ritrovamenti possono essere messi in relazione con quanto emerso all’inizio del Novecento tra via Santa Caterina e il “Palazzo della R.A.S.”: tracce di una strada lastricata in arenaria, resti di un edificio di culto dedicato alla Bona Dea e di abitazioni con pavimenti a mosaico e in cocciopesto, tutti riferibili all’età romana. Le verifiche archeologiche condotte in via Mazzini, seppure in un cantiere di difficile gestione e in un contesto stratigrafico fortemente rimaneggiato da precedenti lavori per la realizzazione di reti di servizi e altre infrastrutture, permettono dunque di aggiungere un importante tassello nella comprensione della Tergeste antica. I dati emersi infatti confermano la presenza di una stratigrafia archeologica ancora ben conservata pertinente all’insediamento di età romana, tardoantica e medievale in aree dove a seguito dei lavori di urbanizzazione della città moderna, susseguitesi a partire dall’Ottocento, si pensava perduta ogni traccia del passato. La collaborazione tra i diversi Enti conferma come sia possibile dimostrare in un campo seppur molto complesso, come quello dell’archeologia urbana, attenzione e rispetto per il territorio e la sua storia celata nel sottosuolo, senza andare a discapito dell’efficienza e delle tempistiche degli interventi, anche quelli d’urgenza, fornendo un’importantissima occasione per la ricostruzione del passato.

Agrigento. Rinvenimenti importanti nella campagna di scavo nell’area vasta del santuario di Zeus promossa dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi nell’ambito della Convenzione con l’università Bordeaux- Montaigne

Nel breve video prodotto dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, introdotto dal presidente Roberto Sciarratta, con interventi della professoressa Laurence Cavalier, Institut Ausonius université Bordeaux Montaigne con Valentina Caminneci, archeologa del parco archeologico Valle dei Templi, e di Sebastiano Imposa professore associato di Geofisica applicata per l’archeologia università di Catania, si fa il bilancio della campagna di scavo promossa dal parco archeologico e paesaggistico, nell’ambito della Convenzione con l’università Bordeaux- Montaigne, Institut Ausonius, con il sostegno del Grand Programme de Recherche Human Past e del dipartimento di Sciences archéologiques de l’Université de Bordeaux. La campagna si è conclusa a maggio 2023 con importanti rinvenimenti. Quest’anno le ricerche si sono estese ad un settore mai esplorato, a Nord di Porta V, nell’area vasta del santuario di Zeus, vicino al tempio dei Dioscuri, dove indagini preventive geofisiche, a cura dell’università di Catania, hanno rivelato la presenza diffusa di anomalie nel sottosuolo, indizi di resti archeologici. Dai saggi sono emersi i resti di un muro in grossi blocchi di calcare che poggia in parte sulla roccia tagliata con un orientamento diverso da quello del vicino quartiere ellenistico-romano e numerosi frammenti di ceramiche, ora in fase di studio.

Negrar di Valpolicella (Vr). In agosto alla Villa dei Mosaici ingresso libero il sabato mattina e visite guidate su prenotazione con Sap – società archeologica

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Dettaglio del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar con i mosaici policromi e una base di colonna del porticato (foto graziano tavan)

Dal mese di agosto 2023 sarà possibile visitare la Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella con visite guidate su prenotazione o libere e gratuite il sabato mattina. Ciò è possibile grazie all’accordo siglato in data 22 maggio 2023 tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, il Comune di Negrar e le Aziende agricole di Benedetti e Franchini, finalizzato a definire le modalità di fruizione dell’area archeologica della Villa romana dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr) è stata affidata a SAP società archeologica srl la gestione e l’organizzazione, sotto propria responsabilità, delle visite guidate, in via provvisoria e limitata alla durata del cantiere. L’accesso al sito archeologico sarà garantito a titolo gratuito ogni sabato mattina dalle 8.45 alle 12.45. Per motivi logistici e di sicurezza la durata della visita senza guida non potrà superare 45 minuti e non saranno ammesse più di 20 persone per volta. Sarà possibile prenotare visite guidate a pagamento ogni giorno (durata 1 ora circa), condotte dagli operatori archeologici che hanno eseguito gli scavi della villa. Gruppi composti da 1 a 10 persone 50 euro; gruppi composti da più di 10 persone 5 euro a persona; bambini accompagnati 0-7 anni gratuito; 8-14 anni 1 euro; Per i gruppi scolastici di ogni ordine e grado 30 euro a classe, non superiori a 20 alunni e insegnanti compresi). Per info e prenotazioni: telefono +39 0386 42591, e-mail MAIL@ARCHEOLOGICA.IT.

Vetulonia. Per “Archeologia sotto le stelle” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” conversazione archeologica “Gare atletiche o giochi? Come si cimentavano greci, etruschi e romani” di Giuseppina Carlotta Cianferoni con la direttrice Simona Rafanelli

vetulonia_archeologico_archeologia-sotto-le-stelle_conversazione-gare-atletiche-o-gare_carlotta-cianferoni_locandinaAl museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia mercoledì 9 agosto 2023, alle 21, nuovo appuntamento nell’ambito della rassegna estiva “Archeologia sotto le stelle 2023” dedicata alla mostra evento “CORPO A CORPO”. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”. A conversare con il direttore scientifico del MuVet, Simona Rafanelli, sui temi della mostra sarà l’etruscologa Giuseppina Carlotta Cianferoni, già direttrice della Sezione Etrusca del museo Archeologico nazionale di Firenze, che parlerà di “Gare atletiche o giochi? Come si cimentavano greci etruschi e romani”. A seguire ingresso alla mostra per la visita con la direttrice e le archeologhe dello staff. Evento gratuito.

Aquileia Film Festival, seconda parte: stasera la “Guida” di Elena Commessatti, domani il film “Le donne di Pasolini”

aquileia_fondazione_film-festival-2023_locandinaL’Aquileia Film Festival, archiviate le giornate dedicate al cinema archeologico (vedi Aquileia (Ud). Assegnato al film “Baia, la città sommersa” il premio Aquileia della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival. Protagonista negativo il maltempo. Successo dello streaming | archeologiavocidalpassato), apre la seconda parte con altre due serate fuori concorso.

aquileia_fondazione_guida-aquileia_presentazione-e-intervista-commessatti_locandinaLunedì 7 agosto 2023, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia, Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, condurrà la serata -evento dedicata alla presentazione del manuale di viaggio “Aquileia una guida” di Elena Commessatti che vedrà protagonisti sul palco, oltre alla scrittrice, gli autori della sezione “le Top 5 dei luoghi del cuore” : da Gigi Delneri a Emilio Rigatti e Francesco Tullio Altan alle guide turistiche, ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.

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Frame del film “Le donne di Pasolini” del regista Eugenio Cappuccio (foto fondazione aquileia)

Martedì 8 agosto 2023, alle 21, saranno ospiti della serata conclusiva del Festival, condotta e moderata dalla scrittrice Elena Commessatti, i protagonisti del film “Le donne di Pasolini”, in particolare Anna Ferruzzo, attrice che interpreta l’amatissima madre di Pasolini, Susanna Colussi, il regista Eugenio Cappuccio e la produttrice Gloria Giorgianni. A seguire la proiezione del docu-film che rilegge Pier Paolo Pasolini in modo inedito e originale attraverso le donne più importanti della sua vita, l’amatissima madre Susanna Colussi, Maria Callas, Laura Betti, Oriana Fallaci e Giovanna Bemporad, partendo dai territori friulani in cui è cresciuto e da cui ha tratto ispirazione.

Domenica al museo. Anche per agosto il sito più visitato in Italia si conferma Pompei. Sangiuliano: “Le numerose presenze nei siti culturali dimostrano ancora una volta il forte legame dei visitatori con il nostro immenso patrimonio”

ministero_6-agosto_ingresso-gratuito_locandinaPompei si è confermato anche nella domenica 6 agosto 2023 a ingresso gratuito il sito più visitato d’Italia, seguito, per quanto riguarda i parchi e musei archeologici, dal Colosseo e dal Pantheon. “Un altro successo per la #domenicalmuseo”, afferma il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Le numerose presenze nei siti culturali dimostrano ancora una volta il forte legame dei visitatori con il nostro immenso patrimonio. Questo appuntamento mensile rappresenta una splendida occasione per rendere accessibile la cultura a tutti, incoraggiando i cittadini e i turisti a scoprire e apprezzare le ricchezze italiane. Continuare a promuovere queste iniziative è fondamentale per la salvaguardia delle nostre bellezze e stimolare l’interesse e la consapevolezza riguardo alla nostra identità culturale. Al personale impegnato in queste ore va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto”.

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Pieno di visitatori al parco archeologico di Pompei (foto emanuele minerva / mic)

Ecco qualche numero di musei e parchi archeologici: area archeologica di Pompei 25.315; Colosseo. Anfiteatro Flavio 19.800; Pantheon 8.033; Foro Romano e Palatino 6.804; museo Archeologico nazionale di Napoli 4.248; museo e area archeologica di Paestum 4.083; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.432; parco archeologico di Ercolano 3.227; Villa Adriana 3.009; Terme di Caracalla 2.084; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.190.

In libreria “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar) dell’archeologo Giuseppe Garbati, esperto di cultura fenicia e punica

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Copertina del libro “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar)

È in libreria la nuova fatica di Giuseppe Garbati “Al di là. Gli uomini, gli dèi, la morte in contesto fenicio” (edizioni Quasar). “Gli dèi proteggono dalla morte – su legge nella presentazione -, custodiscono gli uomini nella morte, difendendone il riposo. Ma anche gli dèi possono avvicinarsi pericolosamente alla soglia che separa la vita dall’aldilà, fino a scomparire negli Inferi (sia pure per poi tornare). Non sempre, tuttavia, l’universo dei morti, divinità comprese, si presenta temibile e spaventoso; dalla terra, infatti, germogliano le colture, la cui abbondanza è anch’essa espressione delle potenze sovrumane. A simili tematiche è dedicato questo libro: protagonisti sono gli uomini, gli dèi e la morte, analizzati come componenti dinamiche di quei percorsi che l’uomo intraprese nell’Antichità per elaborare culturalmente il decesso, provando in qualche modo a gestirlo e a controllarlo. Al centro dell’indagine si collocano i Fenici, le cui variegate comunità, tra l’Oriente e l’Occidente mediterraneo del I millennio a.C., formularono diverse soluzioni per affrontare la morte, sulla base degli specifici quadri culturali di riferimento”.

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L’archeologo Giuseppe Garbati (foto cnr)

Giuseppe Garbati, archeologo, specialista della cultura fenicia e punica, conduce ricerche dedicate soprattutto alle forme cultuali, al materiale votivo e alla morfologia delle divinità fenicie. Insieme a Tatiana Pedrazzi (ISPC – Milano) dirige il progetto “Transformations and Crisis in the Mediterranean. ‘Identity’ and Interculturality in the Levant and Phoenician West”.

Archeologia subacquea in laguna di Venezia. Il team di Ca’ Foscari ha scoperto a Lio Piccolo, nel sito della villa romana, una preziosa gemma di agata, incisa con una figura mitologica. Beltrame: “Sito frequentato da romani benestanti”

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Gemma di agata, incisa con una figura mitologica, scoperta dal team di Ca’ Foscari nel sito della villa romana di Lio Piccolo nella laguna di Venezia (foto unive)

La villa romana di Lio Piccolo sarebbe stata frequentata dalla “Roma bene” del I-II secolo d.C. Lo confermerebbe il ritrovamento, qualche giorno fa, in luglio 2023, di una preziosa gemma di agata, incisa con una figura mitologica, durante la terza campagna di scavo archeologico sul sito sommerso di età romana a Lio Piccolo (Cavallino-Treporti) condotta dal Dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari Venezia sotto la direzione del professor Carlo Beltrame, assistito dalla dott.ssa Elisa Costa, con il supporto tecnico dell’impresa Idra di Venezia. “Un simile ritrovamento”, afferma Beltrame, “avvalora l’ipotesi che si tratti di un sito frequentato da romani benestanti, forse proprio di quella villa che è stata ipotizzata da altri. In ambiente lagunare si tratta di un ritrovamento piuttosto raro, ad oggi abbiamo notizia di altre due gemme preziose ritrovate a Torcello e presso Barena del Vigno”. Lo scavo è stato eseguito in regime di concessione del ministero della Cultura – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, con il referente Alessandro Asta, e con la collaborazione del Comando della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Venezia. La campagna è stata finanziata dal progetto CHANGES “Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society”, parte del PNRR, in cui l’università Ca’ Foscari è partner dello Spoke 1 “Historical Landscapes Traditions and Cultural Identities” coordinato dall’università “Aldo Moro” di Bari, e dal Comune di Cavallino Treporti. “L’archeologia sta continuando a darci risposte scoprendo le nostre radici”, commenta l’assessore alla Cultura Alberto Ballarin. “Il ritrovamento della preziosa gemma di agata è un altro tassello che conferma l’importanza di continuare a finanziare progetti di ricerca al fine di delineare un’identità al passato del territorio e della comunità di Cavallino-Treporti. La collaborazione con il prof. Beltrame si sta concretizzando anche con la divulgazione scientifica delle scoperte archeologiche subacquee della laguna nord. Ci fa molto piacere che abbia colto il nostro invito a partecipare agli incontri pubblici con la cittadinanza per condividere l’esperienza e l’attività degli scavi”.

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Le ostriche di duemila anni fa ritrovate sul fondo della vasca in mattoni per l’acquacoltura nel sito della villa romana di Lio Piccolo nella laguna di Venezia (foto unive)

Le indagini subacquee hanno permesso di conoscere meglio la struttura con base di mattoni sesquipedali e pareti in tavole di legno di quercia del I-II secolo d.C. adibita alla conservazione di ostriche (vedi Archeologia subacquea in laguna di Venezia. Il team di Ca’ Foscari ha scoperto a Lio Piccolo, nel sito della villa romana, una vasca per l’acquacoltura dei molluschi con le ostriche di duemila anni fa eccezionalmente conservate | archeologiavocidalpassato). La vasca, che giace a -350 cm sul livello medio del mare, contiene ancora centinaia di molluschi al suo interno ed è munita di paratoia in legno che doveva dividerla in almeno due ambienti. La collaborazione scientifica con il biologo Davide Tagliapietra del CNR-ISMAR e il geologo Paolo Mozzi dell’università di Padova ha permesso di identificare questa struttura come un bacino per la conservazione prima del consumo, più che per l’allevamento, delle ostriche presumibilmente sepolto dai sedimenti lagunari per un evento improvviso. Unico confronto possibile con questa singolare struttura è l’imponente peschiera, munita di piccolo ambiente per la conservazione di ostriche, scavata nel sito romano di Lac de Chapelles, port la Nautique, presso Narbonne.

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Frammenti di mosaico bianco e nero scoperti dal team di Ca’ Foscari nel sito della villa romana di Lio Piccolo nella laguna di Venezia (foto unive)

“A fianco di questo impianto”, aggiunge Beltrame, “sono presenti una pavimentazione in mattoni posata su pali, moltissimi frammenti di affresco di pregio e alcuni frammenti di mosaico bianco e nero che, negli anni Ottanta, hanno spinto lo scopritore di questo sito, l’archeologo amatore Ernesto Canal, ad interpretarlo come una villa di pregio. La vasca e i piani pavimentali offrono un marker prezioso, perché ben datato, per lo studio delle variazioni del mare e della subsidenza locale”. Alle indagini hanno partecipato dottorande, dottorandi nonché studentesse e studenti di archeologia marittima che hanno avuto l’opportunità di fare esperienza di scavo e di documentazione subacquea.