Archivio | luglio 2023

Ercolano. Alla Reggia di Portici già 30mila visitatori per la mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano”. Oggi, per la visita integrata, complice il bel tempo, una passeggiata da re conduce i visitatori dagli scavi alla residenza reale borbonica

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Una sala della mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

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Lo scalone reale della Reggia di Portici (foto paerco)

Materia - Il legno che non bruciò Ercolano

Francesco Sirano, direttore del parco archeoligico di Ercolano, all’ingresso della mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” alla Reggia di Portici (foto giorgia bisanti)

Trentamila visitatori in sei mesi: è il lusinghiero bilancio della mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” alla Reggia di Portici, che ora, complice il bel tempo, il sole e la gioia di stare all’aria aperta, la si raggiunge con una passeggiata da re: la strada, infatti, che si percorre per la visita integrata al parco archeologico di Ercolano e alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano”, è la stessa che in epoca borbonica portò i reperti dagli scavi di Herculaneum al primo luogo dove furono custoditi: appunto la Reggia di Portici. “Tra il Parco archeologico e la settecentesca Reggia di Portici, residenza di caccia della famiglia reale borbonica e sede del Herculanense Museum, tra i primi musei archeologici al mondo, progenitore del museo Archeologico nazionale di Napoli e meta dei viaggiatori del Grand Tour”,  dichiara il direttore del sito archeologico Francesco Sirano, “i visitatori possono godere di una doppia esperienza fantastica di conoscenza: gli incredibili mobili e arredi dell’antica Ercolano e la favolosa Reggia sospesa tra mare e il verde, sede da 150 anni di uno dei più importanti dipartimenti di Agraria d’Italia. Il Parco ha fortemente voluto questa mostra per moltiplicare gli effetti positivi sulla diffusione della conoscenza e dei valori identitari del territorio. Un territorio nel quale il rapporto con la storia si fa emozione e diretta consapevolezza grazie alla visita integrata a questi due siti culturali di straordinaria intensità”.

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Imbarcazione e dritto di prora dall’impianto termale dell’Insula Occidentalis di Ercolano esposti alla mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

Aperta al pubblico a dicembre 2022, la mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” che espone alla Reggia di Portici i reperti del parco archeologico di Ercolano, giunge al traguardo dei 6 mesi. Quasi 30mila turisti hanno potuto fare un viaggio tra le bellezze lignee dell’antica Ercolano alla scoperta della Reggia di Portici, che grazie alla sinergia con il Parco registra presenze triplicate a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Protagonista indiscusso della mostra appunto il legno. Ercolano infatti non solo è l’unica città del mondo romano che conserva il suo antico fronte a mare e l’elevato delle case sino al secondo piano, ma è anche il solo sito romano a conservare in enormi quantità il legno come materiale di costruzione, di arredo e non solo. Lo si deve al particolare tipo di seppellimento, causato dalle ondate di fango vulcanico dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Assolutamente unico il patrimonio di reperti dell’antico sito: dai serramenti come porte, finestre, tramezzi, fino ai soffitti, agli arredi, armadi, casse, tabernacoli, letti e tavolini in legno, frutto di un lavoro artigianale realizzato con grande perizia. L’accurata opera di restauro ha consentito il recupero di preziosissimi oggetti che, pur presentandosi, nella maggior parte dei casi, come legno carbonizzato, conservano la loro forma originale e la raffinatezza delle decorazioni intagliate.

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Larario da Ercolano esposto alla mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto paerco)

L’esposizione, prodotta dal parco archeologico di Ercolano e che si avvale del contributo della Città Metropolitana di Napoli, oggi proprietaria della Reggia, del Dipartimento di Agraria e del Musa – Centro museale Reggia di Portici dell’università di Napoli “Federico II”, con lo sponsor di HEBANON Fratelli Basile 1830, e il cui allestimento è affidato alla società ACME04, si articola in 6 sezioni, e sarà visitabile fino al 31 dicembre 2023, secondo i seguenti orari per la stagione estiva 9.30-19 (ultimo ingresso, 17.30). È possibile, con un unico biglietto integrato di 15 euro visitare il parco archeologico di Ercolano, la mostra “Materia”, la Reggia di Portici, l’Herculanense Museum, l’Orto botanico; mentre il biglietto per la mostra è di 5 euro. Tutte le informazioni sul sito www.matreiainreggia.itwww.ercolano.beniculturali.it.

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Veduta aerea della Reggia di Portici e, in fondo, lungo la costa, il sito archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Il mare, che abbraccia idealmente e realmente i due comuni di Ercolano e Portici”, riprende Sirano, “partecipa da protagonista naturale alle iniziative da parte degli amministratori che tessono alleanze e trame di intese per valorizzare un territorio allargato che non si ferma agli stretti confini del parco archeologico. Vogliamo che il numero di visitatori che raggiungono la Reggia di Portici cresca ulteriormente, vogliamo migliorare la qualità della vista e vogliamo che i primi a goderne siano proprio i cittadini dell’area e sicuramente la bella stagione sarà nostra alleata. Continueremo con le connessioni territoriali che sono di sicuro una carta vincente per lo sviluppo di tutta l’area”. E Il direttore del Centro MUSA, Stefano Mazzoleni, dichiara: “Una mostra emozionante di reperti straordinari che si aggiunge al percorso di visita del sito museale integrato della Reggia di Portici, un luogo sorprendente per bellezza architettonica e artistica, di testimonianza archeologica e di esperienza scientifica, nell’anno in cui si celebrano i 150 anni della Scuola Agraria di Portici e che nei prossimi mesi vedrà anche l’allestimento dei Musei delle Scienze Agrarie nelle nuove sale restaurate dalla Soprintendenza nel piano nobile della Reggia”.

Locri. Laboratori, visite guidate e mostre: è ricco il programma di luglio proposto dalla direzione del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri

locri-epizefiri_archeologico_parco_luglio-2023_locandinaLaboratori, visite guidate e mostre: è ricco il programma di luglio proposto dalla direzione del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri per la valorizzazione dell’antica colonia magnogreca.

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Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri

“L’estate è ormai entrata nel vivo e accogliamo la bella stagione con una serie di appuntamenti variegati che hanno lo scopo di abbracciare diversi interessi”, annuncia la direttrice Elena Trunfio. “Anche quest’anno attenzione massima alla diversificazione dell’offerta e alla collaborazione con le realtà attive del territorio. Riproporremo alcuni appuntamenti “storicizzati” come il ciclo “dallo scavo alla collezione”, le passeggiate con Archeoclub Locri e l’ormai annuale appuntamento con l’arte contemporanea insieme al Comune di Locri, proponendo inoltre alcune novità, come ad esempio il ciclo “Cantieri aperti a Locri Epizefiri” che ci darà l’opportunità di raccontare ai visitatori le attività in corso nel Parco. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione del programma e sono certa che i nostri visitatori non faranno mancare la loro presenza”.

locri-epizefiri_archeologico_mosaicando_locandinaSi parte il 2 luglio 2023, con un doppio appuntamento: ingresso gratuito per tutte e tutti per l’iniziativa #primadomenicaalmuseo promossa dal ministero della Cultura e il laboratorio per ragazzi “Mosaicando” che condurrà i piccoli visitatori nella scoperta dei mosaici locresi. Anche il laboratorio, destinato a bambini dai 6 ai 10 anni e con inizio alle 18.00, è gratuito ed è obbligatoria la prenotazione.

locri-epizefiri_archeologico_cantieri_aperti_3_locandinaIl 6 e il 7 luglio 2023 sarà avviato un nuovo ciclo di incontri curato dalla direttrice dal titolo “Cantieri aperti a Locri Epizefiri”, che ha lo scopo di avvicinare i visitatori al “dietro le quinte” del Parco, illustrando le attività in corso, i progetti in essere e coinvolgendo il pubblico nella vita quotidiana di un museo. Nel primo incontro sarà possibile entrare a stretto contatto con una delle attività più importanti realizzate all’interno del Parco: il restauro. Con l’iniziativa “Cantieri aperti a Locri Epizefiri. Dallo scavo al restauro: i reperti ceramici” si offrirà dunque ai visitatori l’opportunità di osservare da vicino il lavoro dei restauratori impegnati in attività di conservazione del patrimonio museale. In particolare, il laboratorio di restauro sarà visitabile il 6 luglio dalle 17 alle 20 e il 7 luglio, dalle 9 alle 20, con accesso libero. Il 7 luglio inoltre, alle 18, si svolgerà un incontro con gli studenti e i docenti del Corso di laurea in Conservazione e Restauro dei Beni culturali dell’università di Torino, curato dai professori dell’ateneo Diego Elia e Valeria Meirano e dalla direttrice di Locri Epizefiri Elena Trunfio, volto proprio a illustrare ai visitatori le fasi del restauro di alcuni reperti della collezione greca del museo Archeologico nazionale.

locri_archeologico_2_Genius Loci_Comunicart_Instagram 8 luglio_Valentina Romeo_locandinaL’8 luglio 2023, al parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, si darà avvio all’iniziativa di arte contemporanea promossa con il Comune di Locri “Genius loci. Amalia De Bernardis-Roberto Ghezzi” all’interno del festival ComunicArt arrivato alla sua quarta edizione e curato da Stefania Fiato. Il primo di una serie di appuntamenti performativi “The dreams of the Others” di Amalia De Bernardis avrà luogo al Parco archeologico, alle 18, e precederà l’inaugurazione della mostra, alle 20, al complesso museale del Casino Macrì. Il vernissage è gratuito e la mostra sarà visitabile fino al 6 settembre 2023.

locri-epizefiri_archeologico_tra-parco-e-musei_dallo-scavo-alla-collezione_2023_incontro-14-luglio_locandinaIl 14 luglio 2023, dalle 17.30, si terrà il secondo appuntamento del ciclo di incontri con visita guidata “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione”. In questa seconda tappa sarà approfondito il tema della polis greca grazie alla partecipazione dei professori. Diego Elia e Valeria Meirano del dipartimento di Studi storici di Torino, insieme con i membri della missione universitaria in corso al Parco archeologico, dal titolo “Presso il colle Zefirio dalla bianca cima. Insieme agli archeologi alla scoperta della città greca”. L’incontro prevede una prima parte seminariale e di approfondimento sulla collezione museale per poi proseguire con una visita guidata agli scavi archeologici.

Vetulonia. Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” al via le visite guidate alla mostra-evento “Corpo a corpo”  

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_visite-guidate_2-luglio_locandinaCon l’apertura al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia della mostra-evento 2023 “CORPO A CORPO”. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di IGOR MITORAJ” ricominciano le visite guidate domenicali a cura dello staff del museo. Appuntamento domenica 2 luglio 2023, alle 11. Prenotazione gradita allo 0564948058, 0564927241. Ingresso al museo a pagamento a tariffa ridotta.

Torino. Sabato sera gratuito al museo Egizio, tra luglio e agosto, grazie allo “Speciale Estate con Francorosso”

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Accordo museo Egizio – Alpitour World: da sinistra, Tommaso Bertini, Pier Ezhaya e Christian Greco (foto graziano tavan)

Sabato sera gratuito al museo Egizio di Torino grazie allo “Speciale Estate con Francorosso”. Quest’estate si potrà visitare gratuitamente il museo Egizio ogni sabato sera, dalle 18.30 alle 22.30, da sabato 1° luglio a sabato 12 agosto 2023, nell’ambito delle azioni di sostegno alla cultura ed al territorio promosse da Alpitour World con il suo nuovo piano di responsabilità sociale. Grazie all’iniziativa Speciale Estate, Francorosso, Premium Brand del gruppo turistico Alpitour World, offrirà al pubblico i biglietti del museo Egizio, prenotabili on line. Per visitare gratuitamente il museo Egizio il sabato sera è infatti necessario prenotarsi on line: https://egizio.museitorino.it/categoria/speciale-estate-con-francorosso/. Durante queste serate sarà presente lo staff di Francorosso e per tutti coloro che parteciperanno a questi appuntamenti, ci sarà la possibilità di ricevere un buono da 100 euro, spendibile su una prossima vacanza con Francorosso.

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La postazione multimediale in Sala 4 consente di accedere a parte dell’Archivio fotografico del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

In occasione dello “Speciale Estate con Francorosso” è stata collocata, nella sala 4 al secondo piano del Museo, una postazione multimediale, che renderà fruibile al pubblico una parte della collezione dell’Archivio storico fotografico che da tre anni è oggetto di un lavoro certosino di studio, catalogazione e digitalizzazione. L’Archivio Storico Fotografico del Museo Egizio è una miniera di storie inedite che custodisce 45mila documenti, di cui 1500 scatti dei primi del Novecento, inseriti nel dicembre 2021 su un sito dedicato, per poi crescere di numero di mese in mese. Un grande lavoro volto a ricostruire un racconto attraverso immagini delle Missioni Archeologiche Italiane, in 14 località in Egitto dal 1903 al 1937, che portarono a Torino oltre 30mila reperti. Ernesto Schiaparelli (1856-1928), fondatore delle Missioni Archeologiche Italiane, nonché direttore del Museo Egizio, ebbe l’intuizione di introdurre la fotografia al museo e di documentare tramite le immagini il suo lavoro di archeologo in Egitto. Correva l’anno 1903 quando partì da Torino per le campagne di scavi archeologici in Egitto, portando con sé alcuni fotografi e istituendo poi un’abitudine che fu raccolta anche dai suoi successori, come Giulio Farina. Furono così immortalati per la prima volta reperti che oggi sono a Torino, ma vengono studiati in tutto il mondo e momenti che ormai fanno parte della storia dell’egittologia. Per oltre un secolo quegli scatti sono stati custoditi con cura, senza però essere accessibili a studiosi e appassionati.

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Cartoline dal passato: il ritrovamento della statua di Pendua e Nefertari all’inizio del Novecento dalla Missione archeologica italiana in Egitto (foto archivio museo egizio)

Ora grazie a Francorosso un centinaio tra gli scatti più significativi di inizio secolo, selezionati da Beppe Moiso e Tommaso Montonati, egittologi e archivisti del Museo Egizio, sono a disposizione di chiunque visiti il museo, non solo di sabato. Inoltre, attraverso la postazione multimediale il visitatore potrà portarsi a casa simbolicamente un piccolo pezzo di antico Egitto: potrà infatti scaricare gratuitamente sul proprio smartphone le fotografie che più preferisce, cartoline dal passato che documentano il momento esatto, all’inizio del Novecento, in cui furono ritrovati i reperti presenti nelle sale (ad esempio la statua di Pendua e Nefertari, il sarcofago di Duaenra, la tomba di ignoti e molti altri). L’archivio fotografico digitale del Museo Egizio si è aggiudicato il Premio Museo Open Culture Italia 2022, riconoscimento Icom-Italia (International Council of Museum), Wikimedia Italia e Creative Commons Italia e dedicato ai progetti di valorizzazione del patrimonio di musei e istituti culturali, tramite l’adozione di strumenti per il pubblico dominio o di licenze open access.

Roma. Dal 1° luglio l’ingresso al Pantheon è a pagamento: 5 euro. Gratuito per i residenti nella Capitale

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Il Pantheon domina piazza della Rotonda a Roma (foto mic)

Da oggi, 1° luglio 2023, l’ingresso al Pantheon di Roma, il sito museale più visitato in Italia con 9 milioni di turisti, è a pagamento. Il biglietto costerà 5 euro. Rimane gratuito per i residenti a Roma, e per le categorie previste in qualsiasi museo e sito archeologico nazionale: under 18, categorie protette, docenti che accompagnano scolaresche, i canonici del Capitolo della Basilica e il personale laico e religioso e “tutti i chierici e le guardie d’onore alle Reali Tombe del Pantheon, come sarà libero l’accesso per l’esercizio del culto”. I ragazzi dai 18 ai 25 anni pagheranno solo 2 euro. La novità era stata annunciata a marzo 2023, quando il ministero della Cultura e il Capitolo della Basilica di Santa Maria ad Martyres-Pantheon hanno siglato la nuova convenzione contenente il regolamento d’uso della Basilica di Santa Maria ad Martyres-Pantheon. A firmare l’atto, alla presenza del ministro Gennaro Sangiuliano e del vescovo ausiliare di Roma mons. Daniele Libanori, sono stati il direttore generale della Direzione generale Musei, Massimo Osanna; il direttore della Direzione Musei statali della città di Roma, Mariastella Margozzi; e il Camerlengo mons. Angelo Frigerio. Secondo quanto previsto dalla convenzione, sarà introdotto un biglietto d’ingresso al Complesso del Pantheon di importo non superiore a 5 euro, il cui ricavato sarà così ripartito: 70% in favore del MiC e 30% in favore della Diocesi di Roma (vedi Roma. Pantheon, MiC e Capitolo firmano regolamento d’uso: sarà introdotto biglietto d’ingresso. Resta gratuito per i romani | archeologiavocidalpassato).