Sibari (Cs). Al parco archeologico anteprima della rassegna “#sibarinprogress – lo spettacolo della cultura” con il balletto dei Motus
I Motus in scena al parco archeologico di Sibari (Cs) per l’anteprima della rassegna #sibarinprogress. Si è concretizzata stamane l’opportunità di ospitare nel Parco di Sibari lo show di una delle più acclamate compagnie di balletto italiane: giovedì 6 luglio 2023, alle 21, i Motus inaugureranno la stagione di spettacoli che il Parco sta per offrire al suo pubblico. I biglietti si possono acquistare direttamente alle biglietterie del Parco e del Museo all’ingresso. Lo spettacolo è compreso nel costo del biglietto di accesso all’area archeologica (intero 6 euro, 18-25 anni 3 euro, meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge gratuito).

Veduta aerea del parco del Cavallo al parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)
“Possiamo dire che la macchina amministrativa era già in motus”, spiega il direttore del PAS Filippo Demma, “perché stiamo definendo i dettagli della prima edizione di #sibarinprogress – lo spettacolo della cultura, un festival fatto di concerti, danza e spettacoli che si terranno all’interno del Parco archeologico di Sibari e animeranno le notti sibarite”. La rassegna, dal titolo #sibarinprogress, si articolerà di diverse sezioni, che sarà presentata al pubblico entro pochi giorni. Intanto l’invito a tutti di godersi la spettacolare anteprima: giovedì 6 luglio 2023, alle 21, con Motus & R.Y.F. in “Of the nightingale I envy the fate” (“Dell’usignolo invidio la sorte”) e “Tutto Brucia Soundtrack”. Nei prossimi giorni, poi, sarà presentato tutto il cartellone degli eventi.

“Colline. Of the Nightingale” dei Motus (foto andrea macchia)
Motus, compagnia nomade e indipendente, in costante movimento tra Paesi, momenti storici e discipline, nasce nel 1991. I fondatori Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, animati dalla necessità di confrontarsi con temi, conflitti e ferite dell’attualità, fondono scenicamente arte e impegno civile attraversando immaginari che hanno riattivato le visioni di alcuni tra i più scomodi “poeti” della contemporaneità. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo e sa prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente, ha attraversato e creato tendenze sceniche iper-contemporanee, interpretando autori come Beckett, DeLillo, Genet, Fassbinder, Rilke o l’amato Pasolini. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre premi UBU e prestigiosi premi speciali per il loro lavoro. Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo. Approdano a Sibari e ad Armonie d’Arte Festival con una doppia performance: “Of the nightingale I envy the fate (Dell’usignolo invidio la sorte)” e “Tutto brucia Soundtrack”.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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