Venezia. Alla mostra “Tutankhamon, 100 anni di misteri” in Palazzo Zaguri si potrà entrare nella tomba del “faraone bambino” grazie alla realtà virtuale provando le stesse emozioni vissute da Carter cento anni fa. Aperte le prevendite

Raffronto fra le foto scattate da Howard Carter appena scoperta la tomba di Tuthankamon e la ricostruzione virtuale realizzata da Webn’go per la mostra di Venezia (foto italmostre)

Raffronto fra le foto scattate da Howard Carter appena scoperta la tomba di Tuthankamon e la ricostruzione virtuale realizzata da Webn’go per la mostra di Venezia (foto italmostre)

Raffronto fra le foto scattate da Howard Carter appena scoperta la tomba di Tuthankamon e la ricostruzione virtuale realizzata da Webn’go per la mostra di Venezia (foto italmostre)
L’obiettivo è far rivivere al pubblico le stesse emozioni vissute dall’archeologo inglese Howard Carter quel 4 novembre 1922 quando alla domanda del suo finanziatore Lord Carnarvon su cosa vedesse rispose “Vedo cose meravigliose!”. Era appena stata scoperta la tomba di Tutankhamon. A cento anni di distanza, a Venezia, a Palazzo Zaguri, Tutankhamon “apparirà” restituito dall’ipervisione virtuale in 8k. È fra le sorprese promesse dalla mostra “Tutankhamon. 100 anni di misteri” che aprirà i battenti il 29 ottobre 2022, allestita da Venice Exhibition nelle 36 sale espositive distribuite nei cinque piani del trecentesco Palazzo Zaguri in campo San Maurizio in occasione del centenario dalla scoperta della tomba del “faraone bambino” scomparso a poco meno di 19 anni nel 1323 a.C., ben 3345 anni fa. Al lavoro archeologi, egittologi, scenografi, informatici, maestri di musica, per ricostruire, in ogni dettaglio della vivida realtà virtuale in 8k, tutto lo sfarzo interno e l’atmosfera della tomba riportandola esattamente a quando fu aperta per la prima volta il 4 novembre 1922. Ai visitatori basterà infatti indossare uno dei 50 visori virtuali messi a punto da Webn’Go di Treviso per venire immediatamente proiettati di fronte allo splendore che ha affascinato generazioni di appassionati dell’Antico Egitto. “Abbiamo lavorato al più avanzato progetto di ricostruzione 3D della tomba di Tutankhamon, impiegando le più innovative tecnologie grafiche realtime e di fotogrammetria” spiega Fabio Visentin, amministratore di Web’nGo – OneVR società che ha sede in Italia, Germania e Florida, “impiegando, nei vari mesi di sviluppo del software che guiderà le sensazioni dei visitatori amplificate dall’ipervisione virtuale. Ben 8 gli specialisti informatici che si sono occupati della ricostruzione completa in 3D delle sale del tesoro del faraone sotto la stretta supervisione di egittologi e altri esperti. Nella seconda virtual room si vivrà invece in prima persona l’esperienza esoterica del viaggio egizio dei morti visitando la camera funeraria e tutte le sue meraviglie come sacrari e sarcofagi”.

Howard Carter e Lord Carnarvon davanti all’ingresso della Tomba di Tutankhamon (KV62) nella Valle dei Re a Tebe Ovest
Il centenario: 4 novembre 1922 – 4 novembre 2022. I protagonisti del ritrovamento della tomba del faraone Nebkheperura Tutankhamon (1341 a.C. circa – gennaio/febbraio 1323 a.C. circa) furono l’archeologo inglese Howard Carter e il suo finanziatore Lord Carnarvon. Il 1° novembre 1922 Carter fece spostare il campo di scavo proprio dinanzi all’ingresso della tomba KV9 di Ramses VI, faraone della XX dinastia, in un settore di forma triangolare dove aveva già lavorato parecchi anni prima. Proprio in quel punto, tre giorni dopo, il 4 novembre 1922, fu scoperto il primo gradino di una scala d’accesso ad un ipogeo: la tomba intatta di Tutankhamon, nota come KV62. Il giovanissimo sovrano della XVIII dinastia, che salì al trono a 9 anni e morì a 18 giorni dalla vigilia del 19esimo compleanno, divenne famoso per la ricchezza del suo corredo e dei sarcofagi che proteggevano la sua mummia reale. I reperti trovarono spazio nel museo Egizio del Cairo che dedicò un’intera ala al faraone bambino.
La mostra di Venezia celebrerà Tutankhamon, ma anche e soprattutto il secolo di misteri, di domande e risposte. Una mostra che si distinguerà per i molti fronti d’indagine, anche metodologica, sulla realtà dell’Antico Egitto mostrando in quante maniere il faraone sia contestualizzato in quella cultura antica, e nel contempo come quella cultura fu fortemente condizionata dal territorio egiziano stesso, indagandone, nell’ambito del percorso espositivo, addirittura l’origine preistorica. I visitatori potranno inoltre confrontare i lineamenti della famosa maschera d’oro del sarcofago di Tutankhamon con un inedito ritratto pittorico analitico del giovane faraone. L’identikit scientifico multidisciplinare restituirà la sua immagine tenendo conto dell’indagine psicologica sul suo vissuto, oltre che dell’analisi comparata dei suoi resti e di tutte le opere artistiche che lo hanno rappresentato nell’arco di oltre tre millenni. “Sembrerà di guardare negli occhi il giovane Tuthankamon” spiegano gli organizzatori “il ritratto che verrà esposto a Venezia è stato commissionato ad una famosa ritrattista, con l’intento di restituircelo come una sua fotografia proveniente dal passato. Renderà visibili i suoi lineamenti e le sue abitudini espressive, grazie ad un’elaborata tecnica ritrattistica amplificata nei dettagli non solo grazie alla sovrapposizione grafica delle molteplici rappresentazione artistiche a lui dedicate in tutte le epoche, ma anche tenendo conto dei momenti cardine della sua esistenza scandagliati da studi multidisciplinari di psichiatria, antropologia e archeologia, che hanno tra l’altro approfondito la forma mentis degli antichi egizi, per specificare ed individuare con maggiore precisione il suo identikit”.

Un dettaglio della stanza affrescata con il sarcofago all’interno della camera funeraria della tomba d Tutankhamon (foto ministry of Tourism and Antiquities)
“I reperti stanno già arrivando a Venezia in 5 container per i quali ci vorranno oltre 60 viaggi in Canal Grande per trasportarli. con grande cautela e sotto gli occhi attenti di egittologi, fino alla sede espositiva in campo San Maurizio per comporre il ricco allestimento”, commenta Mauro Rigoni, amministratore di Venice Exhibition. “L’obiettivo è aprire la mostra il 29 ottobre, a pochi giorni dalla ricorrenza della scoperta”. Si preannuncia un evento culturale internazionale di grande livello, quindi, che vuole uscire dal cliché della mera analisi dei reperti archeologici, arricchendo il percorso espositivo di contenuti storici, aneddoti e curiosità meno noti, oltre ad indagini sui misteri mai risolti dell’egittologia, nella convinzione che del faraone Tutankhamon, e delle evidenze che sono emerse dalla sua tomba, negli ultimi 100 anni si sia parlato molto, ma tanto ci sia ancora da scoprire. Alcune cifre: 5 piani di esposizione, 36 sale allestite da 25 allestitori, oltre 180 vetrine, 1000 reperti esposti, 600 faretti di illuminazione, un percorso espositivo lungo 1000 metri per il quale serviranno 3 ore di visita. “L’audioguida sarà gratuita per tutti i visitatori” aggiunge Rigoni “per garantire una visita più approfondita. Fra le grandi novità saranno esposti anche materiali dell’epoca usati da Carter per gli scavi. 500 fra scolaresche e gruppi hanno già chiesto informazioni, anche provenienti dalla Svizzera, Austria, è Slovenia, oltre a richieste da parte di 11500 visitatori pronti a prenotare sul portale italmostre.com i biglietti della mostra Tuthankamon, 100 anni di misteri, in prevendita dal 5 ottobre 2022”.
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I “reperti” sono riproduzioni.
è vero tutti i reperti che riguardano Tutankhamon sono riproduzioni, ma è noto che per decisione del Governo egiziano nessun oggetto riguardante il tesoro di Tut può e potrà mai uscire dall’Egitto. E per questo proprio il Governo egiziano ha autorizzato una ditta a riprodurre i reperti della tomba: non sono copie, perché altrimenti sarebbero dei falsi che girano per il mondo perseguibili, ma riproduzioni: cioè degli oggetti che rispetto agli originali hanno dei piccolissimi dettagli diversi individuabili solo dagli esperti, e non dal grande pubblico che li può ammirare come gli originali.
Non si tratta di reperti archeologici originali come al Cairo, al British o a Torino, ma di semplici riproduzioni, alcune delle quali di plastica. 😭
Dispiaciuta della spesa del biglietto.
Credo dovrebbe essere messo ben in chiaro che si tratta solo e quasi esclusivamente di copie. Non si sente nessuna emozione visitando questa mostra. Meglio i documentari su Netflix e pure più economici.
Il prezzo del biglietto è costoso per questa visita. Io e la mia famiglia abbiamo pagato il biglietto online con aggiunta l’auoguida. Nonostante il prezzo del biglietto elevato avevamo un’autoguida con cuffie in due. Eravamo dispiari per cui questo mio familiare gli hanno dato un’autoguida ma senza le cuffie. Torno a ripetere che pagando questi biglietti con autoguida per tutta la famiglie e in più il prezzo del biglietto era molto alto, almeno ci davano un’autoguida a persona e non un’autoguida ogni due. Truffa!!! In sé la visita è stata molto carina nonostante questo.
Mostra di sole riproduzioni, molto deludenti, presentazione delle copie tramite audioguida abbastanza esplicativa.
Nel complesso esperienza da non fare.
Salve
Tutti i reperti in mostra sono copie fedeli e non segnalate.la location poteva essere migliore….buona l’esperienza interattiva e il racconto storico….le audiovideo potevano avere delle cuffie…il biglietto non vale la mostra decisamente meglio il museo egizio a Torino …..