Torino. Il museo Egizio presenta al pubblico il “Papiro Erotico-Satirico” sottoposto a un accurato intervento di pulitura, restauro e consolidamento, dopo 200 anni di vari trattamenti dal suo arrivo nel capoluogo piemontese

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Il nuovo allestimento per l’esposizione al museo Egizio di Torino del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” (foto museo egizio)

 

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Una fase dei delicatissimi restauri del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Per la prima volta il “Papiro Erotico-Satirico” viene presentato al museo Egizio di Torino in un sicuro stato di conservazione e in un allestimento totalmente nuovo, che delizierà a lungo i visitatori, grazie all’intervento di CRC Innova in collaborazione con il museo Egizio di Torino. Dopo circa 200 anni di vari trattamenti e considerato il fragile stato di conservazione, il papiro erotico-satirico è stato infatti soggetto di un accurato intervento di pulitura, restauro e consolidamento. Grazie al contributo della Fondazione CRC, il papiro è stato consolidato secondo strategie preventive preservando l’antico aspetto dei frammenti con metodi reversibili. Le macchie di colla con cui i frammenti erano montati sul vetro sono state accuratamente rimosse dal papiro, tutti i frammenti sono stati puliti senza distruggere la superficie, le fibre sono state consolidate e i frammenti sono stati fissati con strisce di carta giapponese rimovibile. Durante il processo è stato possibile anche porre nella giusta collocazione alcuni frammenti che in passato erano stati posizionati in punti errati.

Il Papiro Erotico-Satirico è il “papiro del mese” proposto e descritto nella sezione della Collezione papirologica del museo Egizio. La storia del Papiro “Erotico-Satirico” comincia a Torino, quando i suoi frammenti giungono nel 1824 insieme agli altri oggetti della collezione Bernardino Drovetti. Proprio durante il lavoro su un cumulo di frammenti, Jean-François Champollion nota delle immagini che rinviano a un inatteso senso profano che non si concilia affatto con l’immagine solenne che gli intellettuali dell’epoca attribuiscono alla civiltà faraonica. Champollion non si rende conto che tanto le scene grottesche quanto quelle satiriche appartengono a uno stesso documento. Ciò apparirà chiaro solo grazie ad alcuni studiosi che, proprio negli stessi anni, effettueranno delle copie di quei frammenti proponendo delle ricostruzioni. Tra i primi a eseguire una copia vi è lo spagnolo Louis De Usoz, che tracciò un fac-simile dei disegni su carta trasparente oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Spagna. Il tedesco Gustav Seyffarth, il primo a ipotizzare un collegamento tra la parte erotica e quella satirica, esegue poi un fac-simile e una seconda copia a mano libera meno ricca di dettagli ma con l’aggiunta di colori ad acquerello, oggi conservata al Brooklyn Museum. Un’altra copia di estrema importanza è quella realizzata, tra il 1826 e il 1827, dall’italiano Ippolito Rosellini sul cui modello si basa anche una copia oggi conservata al Louvre, entrambe a colori. Questi prototipi restituiscono dunque informazioni utili sull’aspetto che il papiro aveva circa 200 anni fa, quando venne osservato per la prima volta, evidenziando ciò che il tempo aveva inevitabilmente cancellato. Oggi, grazie agli strumenti che la ricerca scientifica e le scienze della conservazione hanno a disposizione, possiamo raccontare questo straordinario quanto enigmatico papiro.

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Particolare della sezione satirica del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La parte satirica. Il papiro è composto da due parti, apparentemente non collegate fra di loro ma entrambe di carattere ironico e satirico. Il manoscritto si legge da destra verso sinistra. La parte destra del papiro raffigura un mondo al contrario in cui gli animali si comportano come esseri umani. Alcuni di essi indossano vestiti, altri suonano strumenti musicali, mentre altri ancora combattono con arco e frecce. I ruoli di predatore e preda sono invertiti: topi e uccelli hanno la meglio sui gatti, mentre le gazzelle fanno prigionieri i leoni con lance e corde.

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Particolare della sezione erotica del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La parte erotica. Nella parte sinistra è rappresentata una scena erotica in cui giovani donne, verosimilmente cantanti, stanno avendo rapporti intimi in diverse posizioni con uomini raffigurati con falli sovradimensionati. Mentre le giovani donne sono tutte di bell’aspetto, gli uomini sono calvi e grassi. È importante sottolineare che questo papiro è un documento umoristico e satirico. In Egitto le caricature che mettono in scena animali e soggetti sessualmente espliciti sono sempre state considerate di carattere ironico, così come spesso avviene nelle vignette moderne.

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Il cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino sul tavolo dei restauratori (foto museo egizio)

Il restauro. Il papiro, quando giunse a Torino nel 1824, versava già in uno stato frammentario con numerose crepe e danni causati dall’intervento di insetti e localizzati in diversi punti. Per questo motivo, Giulio Cordero di San Quintino commissionò subito un restauro che fu condotto tra il 1825 e il 1827 da Gustav Seyffarth. In tale occasione Jean-François Champollion suggerì di intervenire incollando i frammenti su cartone. Nonostante tale indicazione, Seyffarth decise tuttavia di consolidare i frammenti con piccole e strette strisce di carta. In seguito, nel 1946, il manoscritto fu nuovamente restaurato da Erminia Caudana, che fissò i frammenti su seta, li consolidò e fissò le due parti tra vetri. Dall’analisi effettuata sul papiro sono emerse diverse tracce di ulteriori trattamenti conservativi realizzati nel corso del tempo, tra i quali il pesante rivestimento lucido, costituito da colla animale o gelatina, che copre l’intera superficie. Tale spesso strato di rivestimento ha favorito il processo di degrado dei pigmenti (divenuti acidi marroni) con conseguente perdita della coloritura originaria. Inoltre la colla apposta, particolarmente dura, ha provocato stress alle fibre del papiro rendendo difficoltosa la pulitura dei frammenti. Sono state inoltre individuate numerose strisce di garza, alcune delle quali foderate con uno sottile strato di carta, incollate sul verso per unire i frammenti. Alcune strisce, oggi particolarmente danneggiate, erano state invece incollate al bordo probabilmente per fissare i frammenti su un precedente supporto.

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  1. Italina Bacciga dice :

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