Roma. Il direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lancia un appello alla community per finanziare il restauro del busto in bronzo di Felice Barnabei, padre fondatore dell’Etru, del quale nel 2022 ricorre il primo centenario della morte
“Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia è la casa di coloro che amano la cultura etrusca, l’arte e la bellezza”, esordisce il direttore Valentino Nizzo che lancia un appello-progetto. “Vogliamo continuare concretamente a proteggere il patrimonio culturale che abbiamo l’onore di custodire e la missione di far conoscere. Per questo ci teniamo a coinvolgervi nei nuovi progetti su cui stiamo lavorando. Un esempio, è la mostra temporanea dedicata a Felice Barnabei, padre fondatore del Museo di Villa Giulia, di cui ricorre il primo centenario della morte proprio nel 2022. Vogliamo celebrare questa ricorrenza rilanciando il progetto di restauro del busto in bronzo che lo raffigura e che si trova nei giardini della Villa. Anche voi potete sostenere questo progetto, contribuendo con una donazione sul portale Artbonus. Visitate la pagina https://bit.ly/3pk2En3 e diventate anche voi Ambasciatori della cultura! Lo sapete che grazie all’Artbonus si può recuperare fino al 65% della donazione?”. E così Nizzo racconta l’antefatto, perché in realtà il progetto era nato più di un anno fa: “L’anno scorso abbiamo chiesto a tutti quelli che ci seguono e ci vogliono bene di dare un piccolo contributo per un obiettivo molto importante dal punto di vista simbolico, il restauro del busto in bronzo di Felice Barnabei, realizzato dopo la sua scomparsa alla fine di ottobre del 1922. Il prossimo anno – ricorda – saranno infatti 100 anni dalla scomparsa del fondatore, e vogliamo celebrarne la memoria attraverso tanti oggetti inediti donati dai suoi eredi. Sarà un modo per riflettere sulla sua storia personale, sulla storia del museo ma anche sulla storia dell’archeologia nel momento in cui è diventata una disciplina scientifica grazie anche a persone come Barnabei tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. La risposta l’anno scorso fu immediata. Cioè il giorno dopo ci hanno contattato per chiederci di poter finanziare l’opera purché il donatore fosse l’unico responsabile della donazione e noi abbiamo rispettato questa volontà e l’abbiamo coltivata nell’arco di un anno, poi una serie di situazioni contingenti, legate forse anche a quello cui tutti stiamo assistendo, ha portato il donatore a tirarsi indietro, e in quest’anno non abbiamo più promosso questo restauro, e quindi torniamo a farlo per lanciare questo messaggio di partecipazione. La cifra è davvero modesta. Si tratta solo di 3mila euro. Per il museo non sarebbe un problema destinare una parte di fondi, ma noi stiamo concentrando le nostre risorse su tanti interventi di recupero delle collezioni del complesso architettonico. Pensare che ci possa essere qualcuno di quelli che ci seguono che vuole contribuire attivamente aiutandoci nel sostenere questo progetto per noi vuol dire anche qualcosa di simbolico e sicuramente mostreremo la riconoscenza per tutti quelli che vorranno contribuire in occasione dell’inaugurazione di questa mostra il prossimo ottobre o novembre dell’anno prossimo. Aspettando il 2022 conclude Nizzo – sostieni Museo ETRU e diventa Ambasciatore della Cultura!”.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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