Altino. Il 4 febbraio riapre il museo Archeologico nazionale. Due mattine la settimana, con una novità per il pubblico: “Il reperto riscoperto”, la Tomba della Prima Altinate di 3mila anni fa, quando Altino semplicemente non c’era ancora

altino_museo-archeologico_riapre_manifestoPer ora solo due mattine la settimana, ma importante è esserci. Giovedì 4 febbraio 2021 il museo Archeologico nazionale di Altino riapre al pubblico: il giovedì e il venerdì dalle 8.30 alle 13.30. E c’è una novità, la Tomba della Prima Altinate, annunciata in autunno on line con “Il reperto riscoperto”, appuntamento periodico del museo di Altino che ogni tanto fa uscire dai magazzini qualche reperto “illustre”, che per vari motivi non ha ancora trovato collocazione nella esposizione permanente, per offrire sempre delle novità da vedere a chi ha piacere di ritornare ad Altino.

La vetrina con la tomba della Prima Altinate e, a destra, il totem multimediale (foto museo Altino)

Al secondo piano è allestito il “reperto riscoperto” tutto da scoprire: “Si tratta della più antica testimonianza, ad oggi conosciuta, di presenza umana nel luogo preciso dove sarebbe sorta Altino”, spiega Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino, “una tomba femminile di XI-X sec. a.C., circa tre secoli prima che si sviluppi la città. È esposto tutto il corredo: il cinerario biconico in ceramica non tornita, una ciotola usata come coperchio, una fibula (spilla) trovata frammista alle ossa della defunta. Accanto alla tomba, per la prima volta, è disponibile un apparecchio multimediale, dove si potranno fruire contenuti audio-visivi sulla storia della tomba, sul restauro e sull’allestimento”.

“La Prima Altinate è stata esposta al Museo! Per adesso non potete vederla dal vivo ma Lei vi aspetta appena si potrà tornare al Museo…”, questo l’annuncio in un breve video che mostrava l’allestimento della vetrina.

“Altino 3000 anni fa, semplicemente non esisteva”, racconta la direttrice Bressan. “Al suo posto un territorio per lo più incolto, pianeggiante a perdita d’occhio fino alla laguna, alcuni lembi di terreno appena rilevato affioranti tra sinuosi corsi d’acqua. Eppure qualcuno c’era che aveva scelto di fermarsi da queste parti e stabilirvi la propria casa. Non conosciamo l’identità di queste persone né i loro comportamenti quotidiani, non sappiamo nemmeno dove vivessero di preciso. Sappiamo per certo però che di fronte alla morte di una persona cara si spezzava il cuore come a noi e celebravano l’inizio del suo viaggio verso l’ignoto facendolo accompagnare dalle sue cose più care. Così accadde alla Prima Altinate di cui si abbia conoscenza. Morì circa tremila anni fa. Era una donna fatta ormai. Qualcuno preparò per lei la pira funebre dove venne cremata, e un panciuto vaso biconico che ne accolse le ceneri. Decisero di seppellirla oltre l’ultimo fiume che portava alla laguna, vicino al mare. Scavarono un pozzetto grande a sufficienza per contenere l’ossuario, lo adagiarono con cura e lo coprirono con una bella ciotola decorata. Tutt’intorno all’ossuario riempirono il pozzetto un po’ con la terra del rogo funebre e un po’ con la terra di scavo. Forse fecero un piccolo tumulo in superficie per segnalare che la signora giaceva proprio lì. La Prima Altinate portò con sé una vezzosa fibula con l’arco decorato da piccoli nodi. Era servita per appuntare la veste. Infatti venne raccolta insieme alle ceneri. Dopo tremila anni non abbiamo idea del suo nome e delle fattezze del suo volto, ma ne onoriamo la memoria come se l’avessimo amata anche noi. Di fronte agli oggetti antichissimi che ne hanno ospitato le spoglie”.

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Una risposta a “Altino. Il 4 febbraio riapre il museo Archeologico nazionale. Due mattine la settimana, con una novità per il pubblico: “Il reperto riscoperto”, la Tomba della Prima Altinate di 3mila anni fa, quando Altino semplicemente non c’era ancora”

  1. Italina Bacciga dice :

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